Archivi del mese: marzo 2008

Tutti al mare

Miei stimatissimi montagnardi, inverno declina e, almeno dalle mie parti, un sole più carezzevole e la brezza primaverile già addolciscono le giornate. Le nevi si sciolgono, i fiori sbocciano, le ghigliottine si ricoprono d’edera, le Mary Sue entrano in calore e tutto il resto.
Se anche voi vi sentite rinfrancati dal cambiamento di clima, che ne dite di salire tutti sul nostro bus privato (quello con “La révolution est la guerre de la liberté contre ses ennemis” dipinto a lettere argentee sulla fiancata) e andare a fare una bella gita… che so, al mare?
Conduce ♠ † Gita Al Mare † ♠ di Nemia:
-http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=203240&i=1-
Coordinate spaziali: ci troviamo all’interno del fandom dell’agenda ammazzakattivi meglio nota, in un Engrish approssimativo, come Death Note.
Esordisce Mello, biondino puffettoloso che si dice incredulo: possibile che l’intera Wammy’s House si trovi su un pullman diretto in spiaggia (ma che spiaggia, poi)?
Er… no.
Matt gioca al Gameboy per ore filate; Mello si domanda d’improvviso dove sia Near, per poi rendersi conto che gli è seduto di fronte (s’è fatto orbo) ed è intento a comporre e disfare puzzle con la rapidità di un marine che smonta e rimonta il fucile (“Questo è il mio puzzle; ce ne sono tanti come lui, ma questo è il m…” *cough*).
Ma il nerd maliziosamente ridacchia; Mello lo mena, in barba alla quiete e al povero Roger che si sarà senz’altro raccomandato di non strillare e di non lasciare chewing-gum appiccicate sotto i sedili.
_ Stronzo! _ sibilò sottovoce, fulminandolo con lo sguardo.
Prima di partire, i nostri devono aver fatto un salto in osteria. Oppure in un autogrill estremamente malfamato.
Mello, quasi fosse stato sorpreso a commettere un crimine, di qui in poi è inquieto e in profonda crisi ormonale.
_ Matt, ce l’hai un fottutissimo cd da ascoltare?! _
Amico cioccolatomane, fossi in Roger mi munirei di acqua e sapone per dare una vigorosa strigliata alla tua cavità orale. Hai trascorso il weekend con tre scaricatori di porto nerboruti?
Matt ha con sé un lettore mp3 con sopra le canzoni dei Nirvana. Mello glielo sottrae, nella vana speranza di sedarsi.
Il pulmino, dopo un tempo che al biondo appare infinito, si ferma; le portiere si spalancano (per un momento avrei sperato che no). Mello salta fuori, trascinandosi dietro con veemenza il povero e inerme Matt.
Roger è – a ragione – piuttosto preoccupato.
L’azione viene paradossalmente e immediatamente proiettata nell’albergo:
Ma sembrava avere solo stanze..
WUT? Nevermind, dal momento che ignoriamo che albergo sia e dove si trovi, propongo d’ora in poi di designarlo come ‘Overlook Hotel’.
Mello si domanda se l’Overlook abbia cucine (non ho idea del perché, forse cerca qualcuno con lo shining). A conti fatti non ve ne sono, si cena in un ristorante distinto.
Boh.
Roger espone un discorso sul perché i pargoli si trovino presso l’Overlook… che a noi non è dato ascoltare, perché a Mello non interessa. A me interessa molto, invece, specie alla luce dell’inspiegabilità della cosa.
Tuttavia Mello ha altre priorità, tipo il guardare Near e arrossire. Cose indispensabili ai fini della trama.
La stanza assegnatagli ha l’aspetto di una suite dell’Hilton, peccato abbia un solo letto, e matrimoniale.
Niente panico, amici ghigliottinari. Possiamo sempre sperare che dorma con una tavoletta di cioccolato a grandezza umana.
O forse no.
_ TU?!!? _ gridò stupefatto.

Near si arrotolò una ciocca di capelli attorno all’indice, stordito.
…ecco, no.
Suvvia, aveva giudicato Roger un po’ rimbambito dall’età, ma.. arrivare a mettere LUI in camera con NEAR era pura follia!!
Con tutto il rispetto che provo per il povero Roger, temo di dover sottoscrivere in pieno.
O meglio, potrei capire se su due letti separati, ma un letto matrimoniale, magari a forma di cuore, denota un certo sadismo. Cattivo, Roger.
Mello dà in ovvie escandescenze, mentre le guance di Near si tingono di rosa bubblegum.
Quanto a me, ho la nausea.
Matt ridacchia (spero stavolta non si becchi un manrovescio in pieno volto), Mello strilla, e in tutta risposta il nerd gli alita in faccia.
Il mio disgusto cresce, ma c’è da dire che non riesco a comprendere le ragioni del gesto.
_ Ma si può sapere quando hai fumato che fino a poco fa eravamo sul pulmino? _
Se parliamo dei tempi della Wammy’s, possibile che Matt fumi come un ottomano, e soprattutto che ciò gli venga permesso?
La Wammy’s House è divenuta un centro sociale.
Matt frugò nelle tasche, recuperando un pacchetto di Lucky Strike.
_ Ma sei rincoglionito?! C’è Near qui accanto! Potrebbe riferirlo a Roger _
Ma sì, ma suvvia, una bella canna e poi tutti di corsa al Transpub, che è serata di cabaret e lap dancing con L e Raito ignudi che dimenano il posteriore.
Roger è ormai il pusher ufficiale della Casa. Il vecchio cannaiolo de noantri, insomma.
Matt è infastidito: lui vuol fumare, che diamine. Raccomanda inoltre a Mello di non seccare Near, ma Mello vuol solo batterlo (quelle ambiguité), null’altro.
_ Vedi di non fottertelo, più che altro _
ROGER! Niente osteria per una settimana per questi soggetti. E niente più canne.
Mello arrossisce (ancora? Devo ricorrere al conteggio parole?), subito dopo esclama di non esser gay. Uh. Er. Matt dice di non aver mai pensato di “dargli del gay" (OMGWUT?). No, perché lo considera più come una ragazza.
Devo chiedervi di tenermi per il mantello, o presto questo sbarbatello si ritroverà coi più begli occhi pesti della sua vita.
Fortuna che ci pensa Mello, che subito s’avventa su Matt e inizia a strillare, palesemente sull’orlo dell’isterismo.
Il rosso stupisce.
RISPONDI CAZZO!
Mello, se ti mostri in sindrome premestruale è naturale che la gente si faccia idee strane, sai. Matt è poco convinto.
_ Hai detto che me lo fai vedere, no? _ insistette l’altro.
Tenermi per il mantello temo non basti, meglio che proviate a fermare il sortilegio che ho appena intessuto ai suoi danni. Mello si fa color porpora (l’unica cosa che i personaggi di questa funsfycscions sappiano fare, in effetti), e ciò diverte il rossino.
Quando si arriverà al ‘rossetto’ fatemi sapere, fremo dal desiderio di vedere Matt marcato Maybelline New York.
Il simpatico alterco prosegue, la nostra pazienza si logora, Mello promette di farsi vedere in costume da bagno.
UARGH, posso dirlo?
E Matt sembrava.. arrapato da lui.
Tutto ciò mi ricorda l’accoppiamento delle coccinelle d’un famigerato spot, ora fortunatamente mutato.
Mi auguro Ozzy si sollevi dal torpore e smetta di scrivere lettere d’amore a una catina secsi, il peggio ha ancora da venire.
Ecco, Mello bello s’introduce nel gabinetto della suite e…
_ E’ microscopico! Rischiamo di finire nel cesso mentre facciamo la doccia! _
Ozzy, QUA!
Desidero sapere di qualcuno che sia precipitato dalla doccia al water, ad ogni modo. Quanto alla prima esclamazione, preferisco ignorarla.
Mello intende andare a recriminare da Roger (il poveretto sembra la causa di ogni male terreno e ultraterreno). Near lo trattiene saggiamente.
Mello piagnucola, lacrima (L gli ha insegnato bene il mestiere), si domanda se si trovino lì per fare ricerche (azzarderei perché Roger ha fumato un po’ troppo) su flora e fauna (e Serenella) locali, manco avessero sei anni e frequentassero una scuola statale. Sente poi il bisogno di masticar cioccolata. Peccato le sue barrette non le abbia lui bensì…
…orsù, lo sapete. Matt.
La cioccolata, la sua cioccolata.. ce l’aveva quel fumatore allupato!!
*Yawn* che emozione.
Near con un sorrisetto fa insinuazioni riguardo alla dipendenza di Mello dal dolce. Mello, in risposta, gli prende a calci il puzzle (come Lucy con Schroeder).
La faccenda si fa veri angsti, fortuna che compare Roger il quale, naturalmente, è costretto a fornire spiegazioni sull’assegnazione dei posti a dormire dei due.
Voleva farli trombare socializzare, a quanto pare. Roger, l’ineccepibile pedagogista del nuovo millennio.
Ma non badiamogli, l’escursione è alle porte e Mello deve metter su un bel costume nero. Per questa ragione si reca in bagno, e tutto filerebbe liscio se non fosse che a metà dell’operazione Near gli cade addosso dalla tendina della doccia.
Cos’è, una statua di cera? La doccia non ha uno straccio d’antiscivolo?
Near pensa bene di menare una ginocchiata sui gioielli di famiglia di Mello, che ulula e si copre con le mani la parte lesa, senza curarsi di avere ancora l’altro spalmato sopra.
E finendo per toccargli il sedere.
Desidero che NON mi chiediate cosa vi sia di eccitante in tutto ciò. Certo non è roba che leggerei prima di andare a dormire.
Mello scaraventa Near nel cubicolo doccia, per poi fuggire da quel dannato buco chiamato erroneamente con l’epiteto “bagno”.
L’epiteto, come in Omero. Il bagno è quello della famigerata stanza 237.
Vieni a giocare con noi, Mello.
Per sempre.
Per sempre.
Mello si rende conto d’essersi eccitato, e la cosa sconvolge lui e noi con lui.
Anche quel COSO poteva sbagliarsi no?
Il suo membro è dotato di facoltà intellettuali. Chissà se gli parla come una Whirlpool, “salve, sono il tuo arnese; scegli un programma…” Lo sconvolgimento del lettore cede il passo all’angoscia.
Il poveretto dalla verga intelligente è alla disperata ricerca di qualcosa da indossare sopra il costume. Opta infine per un allegro paio di pantaloni al cui riguardo Matt si pronunciò così:
“Ti fanno proprio un bel culetto, sai?”
Io e te tre metri sopra l’osteria.
Mello sbircia Near in costume e lo trova un gran porco gracile. Non che alla Wammy’s si siano viste molte creature paffute (L in primis). Indi ascolta ‘Rape me’ dei Nirvana… e pensa a Matt.
Ma che cacchio di canzone era andato a sentire?!
Una buona domanda.
Rape me..
..
“stuprami”?

Bravo Mello, ti sei risparmiato l’edizione completa di English I can. The brain is on the table, ad ogni modo, ricorda.
Mello non sa bene perché pensi a Matt, che certo non è un potenziale stupratore (Mello, leggi Transpub e poi se ne riparla). Forse per via del teatrino precedente?
Parli del nerd, spunta il crine porporino: Matt il Rosso (sa tanto di guerriero goto) si palesa all’orizzonte.
_ Ascolto la tua musica di merda _

Matt lo guardò sollevando le sopracciglia, sorpreso. _ Cazzo, sono i Nirvana! _
Cazzo, e farei pure bene a rivedere il mio vocabolario, minchia, cazzo, merda!
L’uomo dall’esprit de finesse senza pari fissa lo sguardo sul sedere di Mello il Biondo Efebo. Questi fantastica su una casetta da fiaba dei Grimm, circondata da un lago di cioccolata.
E lui lì nel laghetto a nuotare e leccare quel liquido delizioso..
Sono io che vedo doppi e tripli sensi ovunque, o qui stiamo un po’ a fare gli allusivi?
I nostri vanno infine presso il pullman, Mello ascolta i My Chemical Romance (anacronisticamente) e domanda a Roger della cioccolata. L’uomo è stupito da quanto in fretta il fanciullo abbia consumato le sue scorte.
“No, ce l’ha tutta Matt, ma siccome penso mi stupri a vista preferisco non prenderla”.
BLEURGH! Ozzy!
Fortuna che almeno questo exploit se lo risparmia, preferisce dire a Roger di non averla seco.
A Mello sembra d’intravedere L in spiaggia (no, L, salvati almeno tu! ;_;) e Roger è al rimorchio: parla con una donna con una maglietta rossa indosso.
Dio, un’animatrice no!
Per tutte le zollette di zucchero del pianeta, QUOTO.
L’amica di Roger (spero non del volgo) si chiama Martina. D’accordo, non ci è dato di sapere dove questi poveri infelici si trovino, ma essendo la Wammy’s House in Inghilterra dubito che possano essere in gita sulla riviera adriatica.
Dubito direttamente che possano essere in gita, in verità, ma tacerò.
L’isola d’Elba..
Giunge come un colpo apoplettico la rivelazione spaziale (dell’Apocalisse): siamo sull’isola d’Elba.
O sono tutti in esilio (e visto quanto sono degenerati, in tal caso Roger avrebbe il mio rispetto), o l’erba pipa è cresciuta in piantagioni nel cortile della Wammy’s House. Il pullman è divenuto un mezzo di trasporto dai connotati fantascientifici, paragonabile alla metropolitana.
L’animatrice propone un bel gioco: i ragazzini dovranno raccogliere ogni genere d’oggetto, sassi, conchiglie, rami, unghie di Roger, pedalò, siringhe usate, sangue del buonsenso e pesci uccisi dall’Out of Character per realizzare un museo del mare in miniatura.
Signo’, sono piccoli geni e lei me li tratta come seienni?
A Mello tocca, poveretto, di stare in coppia con Near, e malgrado le contingenze ne vien fuori un bel lavoro (te credo, in coppia con Near… avrà eretto una Tour Eiffel di tappi di bottiglia usati). L’animatrice è ammirata, tanto che ce ne becchiamo persino una descrizione fisica:
Aveva i capelli riccioluti sul rossiccio, raccolti con un’enorme pinza nera a forma di farfalla. Gli occhi erano grandi e castani, il viso gioviale.
Come commentare? Affidiamoci alle parole della stessa:
Wuao..!
Il premio è in cioccolata, il che rallegra il povero Mello che è prossimo alla crisi d’astinenza. A vincere sono Mello e Near, e il bionderello è ben felice di consumare una tavoletta prima che Roger dia a tutti la licenza di gettarsi in acqua.
Anche lui si tuffa, naturale.
Mello lo guardò sorpreso ma non fece in tempo a toccare il fondale con i piedi e rimettersi in piedi che Matt aveva già premuto le labbra sulle sue e lo aveva spinto sott’acqua.
Ritiro il premio ‘Marpione dell’anno’ a Raito e lo concedo a Matt, neo-piovra della laguna. Il povero Mello sta annegando e te credo, Matt magari ha le bombole d’ossigeno sulle spalle, ma 45 minuti sott’acqua senza un minimo di respirazione preliminare possono essere pericolosi.
Il capitolo che segue abbraccia lo stile aya, con mio sommo gaudio et tripudio. I due, per fortuna, vengon fuori dall’acqua e continuano a incrociar labbra e lingue come due moschettieri.
Mello rabbrividì. Per il freddo, ma anche per lo sguardo che aveva l’amico.

Malizioso.
Quasi lacrimo. Di donna, beninteso.
Le effusioni proseguono, e le dita del marpione s’intrufolano nel costume del povero Mello.
Mello sentì il fiato mancare. Vicino a venire .
Lasciatelo dire, Mello, ti ci vuol veramente poco. Ma dimenticavo il setting, nel ficcyworld ogni cosa è perfetta, turgida e soprattutto istantanea.
Finalmente il biondo efebico si divincola e guizza via che manco un’anguilla. Matt, per nostra sciagura, lo riacchiappa.
Le sue dita sul sedere.
Inizio ad annoiarmi, le coreografie non cambiano mai. Mello scappa di nuovo, stavolta se ne corre su per le scale dell’albergo, dove fa un incontro da non credersi con un moro del mistero.
_ L?! _ esclamò Mello dimentico del fatto che fino a qualche minuto prima era stato a rischio stupro.
Per l’ennesima volta, lo ripeto: era reaper. Non raper. English I can, o Magic English in alternativa. I personaggi di Death Note NON sono ossessionati dall’idea di stuprare qualche collega.
Mello è molto angosciato dal pensiero che questa versione vacanziera di L abbia assistito allo spettacolo (mi sembra difficile, anche se continuo a sperare siano tutti su Scherzi a Sparta, e prima o poi Leonida faccia la sua comparsa strillando “QUESTA-E’-UNA CANDID CAMERAAAAAAAAH!”). Il buon vecchio emo Elle, che io mi figuro con indosso un paio di bermuda multicolori decorati a ibiscus e con aspetto simile a Hercule Poirot al mare, gli offre dapprima un lecca lecca (stolti, non quello), poi lo manda a comprar una cioccolata al piano di sotto.
Mello ubbidisce, e sorbisce tranquillo della cioccolata aromatizzata.
Cacchio, era deliziosa..
Matt ricompare all’improvviso, Mello è così. Sempre con perfetta noncuranza e nessuna inibizione, il nerd gli impone un bacio al sapor di cioccolato.
Non era il bacio di uno stupratore impazzito quello.
Ne sono convinta.

Il ventre di Matt pulsa, e la cosa mi preoccupa. Mello si domanda perché non abbia la forza di scansarlo, la noia del lettore degenera in spleen e il coltello da torta al mio fianco luccica invitante (cit.).
Matt, dal canto suo, ha uno sguardo secsi.
Too sexy for his shirt.
Segue contorsionismo:
Matt insinuò una gamba tra le sue e Mello non fece resistenza. Matt lo baciò di nuovo e Mello non fece resistenza. Matt aprì gli occhi per guardarlo e allontanò la bocca dalla sua.
One, two, three, four, five, six, seven, eight! Okay ragazzi, adesso cerchiamo di farlo meglio! Ricordatevi che si parte sempre da dormire. Fate attenzione alla differenza tra camminare e nuotare, e nel finale due volte i saluti! Fatelo bene! Gioca jouer!
Di botto, Mello si ritrova, alle 11 di sera, nel letto che condivide con Near, con indosso un pigiama che non si ricorda d’aver indossato.
Near, il puccycoso della situazione, lo stringe a sé. Aspettate a dire “che tenero orsetto del cuore, ne vorrei uno a casa mia”: ecco che, nel sonno, le dita di Near prendono maggicamente a muoversi da sé…
Boccheggiò mentre si insinuavano nei pantaloni.
Una forma di sonnambulismo altresì desueta.
Si sa che i sonnambuli non vanno svegliati, e con l’esile pretesto Mello esita ad allontanare il tentacolo del bimbo peloso.
Ozzy è al suolo privo di sensi.
Sfilò con imbarazzo la mano del ragazzo dai propri boxer, arrossendo vistosamente.
Mello è un po’ il “tuttimivogliono” della situazione, a quanto pare. Le lotte per il potere, le sfrenate passioni, gli intrighi, i tradimenti…
Near inizia a ballare la danza del ventre su Mello. Sempre nel sonno.
Stava.. stava facendo un sogno erotico su di lui?!
Non è che facendone si debba per forza gridare a gran voce o darsi al latinoamericano, eh. Peccato che lo strusciarsi dell’orsetto sortisca un qualche effetto nei profondi recessi del nostro povero amico (davvero gli ci vuol poco):
Stava eccitando anche lui!
Ma ecco che Near grida un gemito, lasciando Mello ai suoi patemi esistenzialistici, alle sue fisime e ai suoi profondi interrogativi riguardo all’aMMore, che si concludono con le braccia del biondo efebico che si avvolgono intorno al collo dell’orsetto peloso.
Io ho paura d’aver preso un’insolazione, ma dopo un paio di decapitazioni starò meglio. Vi saluto e vi esorto ad attendere con ansia il prosieguo dell’escursione che-tutti-voi-avete-sempre-sognato-agitando-le-anche-nel-sonno.

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