Archivi del mese: gennaio 2008

E ADESSO… BANNATECI TUTTI.

Prima ancora di cominciare con questo editoriale, ci pare di sentire gemiti e grida di sdegno salire dall’altra parte del Passo delle Termopili a causa del titolo scelto. Vi prego di non smarrirvi dietro a sterili starnazzi… non vorrete perdervi il meglio!
Perché noi pochi, noi giacobini, noi piccole persone, noi demoni lussuriosi ma allo stesso tempo repressi sessualmente -un giorno ci spiegherete questa contraddizione, vero?-, noi sadici, noi asserviti al sistema di "mmmmerda" -e anche qui, ci dovete una spiegazione!!- siamo finalmente qui. Con le lance spianate, gli scudi alzati… e il sole dalla nostra. Guardate un po’ la presunzione, eh.

Posto che (ci auguriamo che?) siamo tutti dotati di un cervello funzionante, noi siamo qui per dire le cose come stanno. Non nasconderemo nulla; non lo abbiamo mai fatto, ma sappiamo bene che molti dei nostri lurker più affezionati -a cui dobbiamo il successo del nostro blog- sono convinti del contrario. No, aspettate, forse  la battuta era "leggono A e capiscono Z"? Mah, tanto sappiamo che chi di dovere capirà.

…Forse.

Dunque cominciamo, all’insegna della massima trasparenza. Massima trasparenza in casa nostra, dove possiamo dire quello che vogliamo e come meglio ci aggrada – purché non sconfini nella diffamazione e nel turpiloquio – perché in linea di massima questo è quanto garantisce la libertà d’espressione.
Non negheremo di aver riflettuto su questo editoriale dal momento in cui una nostra collaboratrice ha espresso sul proprio blog cosa pensa del più grande archivio di scrittura amatoriale italiano; lo ha fatto in modo ironico, ma – ci pare – non offensivo, specie alla luce di quanto pubblicato ai nostri riguardi sugli spazi privati di individui non propriamente estranei allo staff. Non lo avesse mai fatto: in soldoni, la discussione che ne è nata si può riassumere con un "se vuoi citare Tizio/Caio su un tuo sito-forum-blog ce lo devi prima chiedere e sta a noi darti o no il permesso."

Come, prego?

Il nostro Paese va a catafascio, ma almeno la libertà di dire la propria non è mai stata negata se non ai massimi livelli e per tramacci che non abbiamo mai trattato qui. Qui si parla di fan fiction e del diritto sacrosanto di dire cosa secondo noi in questa sfera va e cosa no. Io non posso quindi scrivere cosa a mio parere non va bene? Devo informare i diretti interessati? Non mi pare che i grandi quotidiani facciano così. Questa è una pretesa ridicola.
Ridicola.
Soprattutto perché unilaterale. Due pesi e due misure, dice il vecchio adagio. C’è chi sì, se lo può permettere di dire ciò che vuole. Noi forse no.
Ma ahimè, purtroppo siamo gente semplice, e il nostro giro di conoscenze è quel che è…
Da questa vicenda si è sviluppato un lungo giro di considerazioni, tra cui spicca quella che ci ha spinto a scrivere quello che state leggendo.
E’ stato chiesto di prendere una posizione chiara.

Saremo chiarissimi e pronti ai rischi che questo comporterà, perché di rischi ve ne saranno eccome. Le parti in causa non sono bambini all’asilo.
Fastidious Notes esiste perché al momento attuale la situazione fan fictions in Italia è penosa. Dobbiamo forse ripetere all’inifinito i motivi? Siamo seri, li conosciamo tutti. Quello che forse si lascia sempre sottinteso è che tale situazione persevera perché non c’è nessuno che all’interno faccia qualcosa di concreto per far tacere le lamentele.
Lamentele che si fanno più insistenti e che forse sono credute alimentate da gente come noi. Davvero, il vostro amore e l’ardore con cui professate cose del genere ci commuove; ma non sorge mai il dubbio che la gente, l’utente X abbia un cervello e che per quanto si tenti di lobotomizzarlo qualche neurone girerà sempre?

I comportamenti che ci lasciano perplessi sono molteplici: se si posta una recensione negativa ma costruttiva su EFP o su Manga.it si corre il rischio di svegliare il Cane a Tre Teste che dorme in ogni autore, il quale cosa farà? Prenderà una storia a caso del recensore, se questi ha la "sventura" di essere anche autore, e lo ricambierà con una deliziosa recensione di ripicca, colma di livore. Il recensore cercherà aiuto presso i moderatori e gli amministratori che alla fine decreteranno un salomonico pareggio perché il povero autore è stato provocato.
Qualcuno urla inferocito: "Dateci le prove!" Basta andare sul nostro forum, il link è in questa pagina e cercare tra le Segnalazioni cosa è accaduto tra Roxelle, l’autrice recensita su EFP, non sul blog e Valpur.Guarda caso nostra collaboratrice. Guarda caso, con una storia presa di mira da Roxelle per pura, infantile ripicca conservata nello stesso archivio. Qualche traccia è rimasta anche su EFP stesso ma come abbiamo già detto, le recensioni sono state tolte in alcuni casi perché è stato ritenuto che Valpur abbia provocato con una recensione negativa Roxelle e si sia meritata tanto livore.
È forse giustizia, questa? Il non volersi sbilanciare, il tentare di accontentare entrambe le parti puzzano tanto di rifiuto di prendere una posizione decisa per… paura? Paura di che? Di far pestare i piedi a qualcuno e diminuire la reputazione del sito in questione?
Suvvia, un briciolo di severità è d’obbligo!
Se si fa una recensione in pieno “Fastidious style” a un’amica di qualcuno dello staff dell’archivio di fanfiction, state certi che scatterà il ban con trattamento retroattivo e modifica al regolamento tempestiva operata in modo tale da giustificare il ban. Per la serie: finché non tocchi chi conosciamo tolleriamo le citazioni, tolleriamo il sarcasmo, ti vieniamo anche in aiuto se ne hai bisogno; poi però preparati alla Guerra.
Le prove, dite?Qui, sul blog. Recensione a opera di OdiolaRow, la "vittima" era Eos. Il flame che si è scatenato nei commenti c’è ancora tutto, ai lettori l’arduo compito di leggere e di farsi da soli una propria idea.

Ma ce n’è davvero bisogno?
Bisogno di tutti questi sotterfugi e non da parte nostra perché un grande archivio di livello nazionale fose si sta accorgendo che sì, in effetti un po’ di controllo forse ci vorrebbe?
Ci siamo ridotti, temo, ad un’utenza paragonabile a un ragazzino ribelle. Ci sono delle capacità, e anche grosse, dietro il caos e il disordine. Ma questi ultimi due aspetti non vanno assecondati.
Ci vuole fermezza, ma soprattutto coerenza. Uno stizzito provvedimento repressivo sorto dal nulla in mezzo ad un pianoro desolato di silenzio e disinteresse (da intendersi ad ampio raggio, non solo riferito all’operato di chi modera gli archivi ma anche agli autori poco invogliati a migliorarsi e ad essere un briciolo umili) può scatenare un putiferio sul momento, ma cambierà davvero le cose?
Mi sa di no. I dati sono lì, sotto gli occhi di tutti.
Il dialogo è ridotto ai minimi termini, le incomprensioni fioccano come chicchi di grandine.
Andare a puntare il dito è inutile. Di certo, però, un regime rigido (il che non è necessariamente un difetto, anzi) che sorge sul nulla non ha radici per attecchire. Lo dimostrano le reazioni di chi, per far valere la propria autorità, perde le staffe e si sente messo sotto attacco… cosa che, da chi tiene le redini di un sito, proprio non ci si aspetterebbe (ingenuamente, forse?).
Dite che stiamo esagerando? Abbiamo le prove, signore e signori, ve lo ripeteremo fino alla nausea; se volete indicheremo le  altre discussioni qui conservate, che non tocchiamo mai e potrete leggere di messaggi velati tesi a metterci paura perché siamo comunque in pochi, troppo pochi a dire che il re è nudo.
A dire basta alle Mary Sue clonate.
A dire basta allo slash senza senso.
A dire basta allo stupro della lingua italiana.
A dire basta alla continua uccisione del buon senso.
A dire basta… ora aggiungete voi le motivazioni. Perché noi le conosciamo, esattamente come voi. Quanti anni sono che degli utenti, scrittori o lettori appassionati indicano che la strada perseguita è sbagliata?Che tollerare non va bene, che creare regolamenti flessibili -garbato eufemismo- è una lama a doppio taglio?Ci viene detto di continuo che siamo false e bugiade; che sputiamo addosso a chi si fa un mazzo per mandare avanti un sito.
Ma dovevamo essere chiari, giusto?Bene, allora dall’esterno vi diremo che questo mazzo tanto non si vede; non tanto per il cancellare recensioni inutili che sicuramente danno solo problemi e generano guai a volte smisurati ma quanto per un serio controllo sulla qualità delle storie.E non ve lo stiamo dicendo da ieri e sappiamo che i diretti interessati coglieranno i nostri messaggi; spero che anche voi sarete tanto sinceri da smetterla con insulti personali in altri blog o di dirci in faccia quello che pensate.

Si potrebbe fare tanto per portare di nuovo un equilibrio ma cercare d’insultarci, ferirci o legarci e imbavagliarci è controproducente, e non certo per noi. Perché abbiamo anonimi, lurker o flamer che ci vomitano addosso i peggiori epiteti, a volte senza alcun senso; ma noi proseguiamo imperterriti per la strada scelta. È inutile cercare di correggere rotte ormai allo sbando, ma se la volontà di cambiare è sincera, sappiamo tutti che questo comporterà sacrifici. Sta a tutti noi affrontarli e con cuore leggero perché qui si parla di un hobby, del piacere di scrivere.

O meglio, di quello che dovrebbe essere il piacere di scrivere e confrontarsi.
Dovrebbe.

…Forse.

Lo staff di Fastidious Notes.

E se il mondo coi suoi guai alle spalle lascerai…

Accarezzavo l’eburnea mano del Maestro – recentemente ricoverato per accertamenti – quando il mio Ozzy, irrompendo nella stanza, mi ha improvvisamente distolto dal pensare alle articolazioni delle scimmie alate emettendo una serie di suoni sensibilmente privi di significato alcuno.
Ho dovuto soccorrerlo, naturalmente, e farmi accompagnare per mano in lungo e in largo per le gradinate di marmo del Tempio perché mi mostrasse, con braccio tremulo, il seguente scritto:

Lettera, di lemnia.

Da Fiumicino pare sia appena partito un aereo e no, mes jacobins, non è diretto a Parigi; ma andiamo oltre, dove il nostro ancora ignoto protagonista si è chiuso la porta alle spalle, con uno schiocco secco che lascia supporre che invece che chiudere una porta abbia appena stappato il tavernello. Il suo cuore palpita furiosamente e la sua macchina ruggisce, una volta acceso il motore (“metti un tigre nel motore”, disse il Saggio).
Il Nostro confessa di aver sempre apprezzato la cromatura della sua auto, rossa come il sangue,come la passione,come il peccato.
Se il rosso peccato a me personalmente ricorda le labbra di certe innominabili donnacce di fine ‘800, confessate: è dalla nascita che desiderate un’auto rossa peccato (chissà che risponderebbero, in concessionaria, a sentirsene chiedere una).
Le ruote del peccaminoso veicolo corrono sull’asfalto simile alla notte che lentamente stinge gli ultimi vermigli riflessi di questo sole morente.
*O*
Il sole è stato lavato con Perlana, o in alternativa con qualche prodotto concorrente di ben più scarsa qualità. Fortuna che il cielo fa da cattura-colori: tenere sempre in lavatrice, ricordate.
Le luci delle città rifulgono in ogni dove, trafiggono il cielo (con lo stocco di Lady Oscar), gareggiano con le stelle (chissà in che disciplina). E noi siamo figli delle stelle, ma Matt, a quanto pare, ancora non lo sa.
E quando passa ride tuta la città.
D’improvviso il flescebèc: un dialogo tra Matt e Mello nel bel mezzo del quale Mello esprime la volontà di vincere contro la vita stessa.
Di questi tempi l’erba pipa esce alta e rigogliosa e il mercato della cioccolata drogata temo sia altrettanto fiorente. Mello, freak mio adorato, da quando è verificata l’equazione Near = vita globalmente intesa?
Dallo specchietto retrovisore posso vederle chiaramente.
Minacciose emissarie della fine,mi inseguono senza sosta.

Matt, guarda bene: son due mignotte.
Se agitano la mano e mettono in mostra la mercanzia, non hai di che preoccuparti: così fan tutte (come noi ben sappiamo). Naturalmente, nel fanon sei il servizievole giocattolo sessuale di Mello e ben poco sai delle cose della vita.
Matt si domanda perché non abbia paura (evidentemente le calze a rete sono particolarmente di cattivo gusto). Pondera anche che a volte la speranza è peggio della disperazione, quand’ecco che gli pneumatici lanciano un doloroso grido.
Ho una serie di domande di natura puramente scientifica:
– Gli pneumatici sono dotati di corde vocali?
– Se sì, possono soffrire?
-E’ lecito formare su queste basi un comitato in difesa dei diritti degli pneumatici?
Il grido dei poveri pneumatici dà voce al grido interiore di Matt (don’t ask), che pensa bene di accelerare per far mangiare la polvere ai suoi inseguitori (don’t ask – e sono due).
Tenaci, le signore. Serata magra, suppongo.
Flescebéc due, la vendetta: Matt è assalito dalle reminescenze.
“Mello passa,passa!”

“Vai” Gol…
La punteggiatura è in confusione, e noi altrettanto: non possiamo resistere a cotale stream of consciousness. Segue una serie di brandelli di dialogo generalmente insignificanti, quali:
"Mello la mensa è aperta,andiamo?”
*O* La mensa della Wammy’s House, laddove a mio modesto parere distribuiscono anfetaminici, antidepressivi, spinelli e cibo da astronauti.
“Mello com’è andato il compito in classe?”
Mi ripeto, ma non è che la Wammy’s House sia un istituto qualsiasi, con ritmi e prassi da istituto qualsiasi (e ad ogni modo, con tutta probabilità si tratterebbe di test).
“Mello,Mello,Mello!!”
Cazz’è, calmati, meno vodka da oggi in poi. E, esiste una cosa chiamata backspace che di norma dovrebbe separare una parola dall’altra.
Ritorno al Presente: Matt stringe forteforteforte il volante e s’interroga intorno al significato della vita che ha trascorso.
Le battone naturalmente gli sono alle calcagna, anche se iniziano a barcollare sui rispettivi tacchi a spillo e ad avere il fiatone.
La mente del nerd si volge a Mello, l’amante perfetto e cioccolatoso:
Sai quante volte il mio cuore ha sanguinato,da solo,in silenzio per non disturbare il tuo riposo?
Non saprei, ma m’è venuto da pensare alla caverna delle meraviglie di Aladdin che spalanca le fauci per rombare: “CHI OSA DISTURBARE IL MIO RIPOSOOOH?!”
How tender, how sweet, how simply *O*.
Matt chiede perdono all’aMMante per essere nato così insignificante. Su, Matt, per essere un comprimario in un manga con pochissimi personaggi di rilievo non sei malaccio, suvvia.
Per lui, tuttavia, ciò non conta: è determinato a schiantarsi da qualche parte per acquistare finalmente valore agli occhi di Mello.
Matt, mio caro. Vedi laggiù quel signore con l’eyeliner, i capelli arruffati e arti lunghi e affilati? Ecco, quello è un emo. Sei certo di voler appartenere alla categoria? Certissimissimo?
Oh, sia fatto il volere del GoS.
Senza accorgermene mi ritrovo a sgommare bruscamente,trovandomi di fronte uno schieramento di auto ad attendermi.
Eccheccosè, la Confederazione delle Mignotte che viene a chiedere giustizia per il torto subito?
Matt si accoccola sulla (?) portiera (forse deve deporre un uovo) ed espira il fumo in artistiche volute oltre il finestrino.
Il che fa molto Gandalf, e mi porta ad immaginare la Venere di Milo riprodotta da spire di fumo (di Marlbrbroro, rigorosamente).
Il suo animo è incendiato dalla rabbia, e l’estintore del suo quore è evidentemente irreperibile.
se solo tu non fossi stato così cieco…se solo io non fossi stato così muto…
Ma andarvi a curare, tutti e due, no?
Colgo l’occasione per ricordare che Febbraio è il mese dell’udito, dunque suggerisco di recarvi presso il più vicino punto Amplifon il più presto possibile.
Il Nostro ripensa a una lettera compilata affettuosamente per il suo aMMore Mello. Poi scende dalla vettura, alza le mani e s’arrende.
Indi viene sepolto da una pioggia di fluffose ciabattine rosa.
…No, ma sarebbe potuto succedere.
Ma non a loro,mi arrendo a questo sentimento che ancora mi da la forza di scherzare,di prenderli in giro…
Ti tengono le armi puntate contro e il tuo più recondito desiderio è quello di far loro uno sberleffo? Sento puzza di Joker e del suo famigerato gas esilarante…

Matt rivede il sorriso di Mello e crepa contento.
Amen e cosissia.
Il pensiero (post mortem?) ritorna alla lettera a Mello, abbandonata su una scrivania adiacente (ma perché non dirimpetto, dico io?) alla finestra.
La missiva è stata vergata in inchiostro rosso come… indovinate? Sì, come sangue, passione e peccato. Il che riesce a procurarmi un’immagine mentale che mescola lo spot della Campari a quello del Togo e a quelli di diverse specie di Magnum.
Vorrei volare oltre questi confini…tu ,la mia unica patria…
Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte; siam pronti alla morte, Mello chiamò!
vorrei essere ovunque per non essere da nessun’altra parte se non dentro di te,
Fingerò d’ignorare il doppio senso. Come dite? Ah, era proprio intesa così? La logica consequenziale resta comunque alle Hawaii…
vorrei avere davanti tutti i paesi del mondo per serbare solo il tuo

riflesso…poichè sei tu…tutte le mie ragioni…
Matt, perché scrivi lettere come se fossero canzoni composte da Laura Pausini e Gigi d’Alessio dopo una notte di bagordi in casa di Condoleeza Rice, con drink offerti dai Tokio Hotel?
La lettera prosegue sullo stesso tono, fino a giungere a una chiusa con svolazzo (letterale) che non ha pari:
voltati e guarda nel tuo passato e mi troverai ancora in volo…

ancora in volo verso di te….
Matt, scoperta la polvere di fata, indossa un abito verde e dispiega le braccia, diretto verso la seconda stella a destra.
So da fonti sicure che Mello, reperita la lettera, l’ha invece frantumata col tritacarne e poi masticata, per poi prontamente rimetterla sulla moquette, sulla scrivania e sul computer di L.
Io, che per volare non ho da ricorrere a simili mezzucci, inforco paciosamente la scopa e mi sollevo a fatica sotto il peso (morto) di Ozzy, al quale sto già pensando d’impiantare un bel paio d’ali.
Puoi volar, puoi volar

Vengo anche io!

Demoni dagli occhi gialli, cacciatori e proprietari di Roadhouse nel Nebraska, eccoci riuniti per piangere insieme la dipartita del buon senso in una serie che, già nel canon, di senso e logicità ne ha pochi.

 

Si tratta ovviamente di Supernatural, croce e delizia dei fans e, fin ora, poco sfruttato dai fanwriters del Bel Paese.

Lungi dall’eguagliare i capolavori (?) del fandom americano, abbiamo anche noi le nostre brave autrici, pronte a dare ai Wincester ciò che è dei Wincester… Solo che a volte fanno confusione ed il pene dell’uno finisce nello sfintere dell’altro.

Eccone un esempio:

 

-http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=192374-

Storia di maewe, titolo “Easy, tiger”

 

I nostri due affascinanti protagonisti si trovano in uno zoo; no, Sam non ha rotto le scatole a Dean perché voleva assolutamente vedere i fenicotteri rosa: i nostri eroi sono lì per lavoro.

 

“Di tutti i posti in cui potevano finire a cercare uno spirito, proprio in uno zoo.
Bel cazzo d’umorismo.”

L’autrice della recensione non afferra l’umrismo del simpatico spiritello, nonostante si sia applicata per comprenderlo: se qualcuno ha suggerimenti è pregato di darmi una spiegazione perché son giorni che ne discuto in chat con chiunque ma non abbiamo trovato spiegazioni.

 

Gira che ti gira per lo zoo abbandonato Dean inciampa malamente e finisce in uno stagno, Sam lo deride e ovviamente ci finisce dentro pure lui.

E fin qua, tralasciando un “Sam era botanicamente interessato” (che, dal punto di vista sintattico, potremmo definire “periodo logicamente errato”, per rimanere in linea con la struttura della frase citata) la storia non è male: classico scenario da film horror classico (come nella serie), classica figura di cacca di Dean, classico Sam che se la ride e poi finisce vittima del fratello.

Certo, i dialoghi non sono dei migliori, ma viene evitato l’uso dello “stile copione”, nemico di ogni fanfiction che si rispetti.

 

“Appena raggiunto il sentiero si fermò un attimo a riprendere fiato e si passò le mani sul retro dei jeans, trovandosele coperte di una densa poltiglia verde.”

Ricordatevi questo pezzo, miei piccoli reaper.

Dean, dimenticato forse che non era allo zoo per un capriccio, decide di andarsene; Sam ha altre idee purtroppo: inizia a malmenare il fratello (Sam più forte di Dean? Vabbè che lo ha preso alla sprovvista, ma cavolo…), tentando di procurargli un trauma cranico e, probabilmente, un infezione da Tetano.

Quando Dean si rende conto che l’aggressore è Sam si suicida per la vergogna.

No, non è vero: probabilmente lo farebbe se fosse fedele al Dean originale, ma la “follia” inizia più o meno in questo punto.

 Dean reagisce solo nel momento in cui realizza che l’aggressore è suo fratello (fosse stato lo spirito l’avrebbe lasciato fare?), ma non riesce a liberarsene.
D’altro canto Sammy è infuriato (fosse lo sherzo peggiore fattogli da Dean!), con un ammasso verdastro (parente forse del “cumulo umido”?) che gli penzola tra i capelli.

Dean toglie le alghe dai capelli a Sam (eh?), ma questi lo prende per un polso e gli ormoni di Dean vanno alle stelle: non importa che il fratellino puzzi come il Tamigi durante la rivoluzione industriale, “Dean non registrava più niente che non fosse la bocca di Sam a pochi centimetri dal suo viso”.

E Sam lo bacia.

Sì, così.

Dean, che è una personcina educata, saluta quel minimo di moralità che gli rimane, e ci sta.

Pomiciano un po’, ma quel golosone di Sam (che sappiamo tutti un uomo lascivo e che non sa controllare il suo istinto!) supplica di più.

“Lo sai che per te farei di tutto, Sam. Tutto…”

Quanti preamboli per un po’ di sesso orale…

 “Woah, woah. Piano, tigre.” Ridacchiò Dean,

Vabbè che siamo allo zoo, ma… Tigre. Dico solo questo.

No, in realtà aggiungo che manco è la prima volta che questi due finiscono a fare cosacce, da ciò che si evince da questa storia. Ma va bene, è una PWP, accontentiamoci della trombata.

Si appoggiò contro di lui, spingendolo contro la gabbia, prendendolo per il collo e leccandogli le labbra prima di scivolare lentamente verso il basso.”

Ce lo ricordiamo tutti che sono appena usciti da uno stagno puzzolente, vero? Capisco che Dean si fermi davanti a poche cose, ma penso che la melma potrebbe essere una di queste.

La melma e la certezza che suo padre, ovunque si trovi, non esiterebbe a rosolarlo nell’olio bollente insieme a Sam se solo osassero fare una cosa del genere.

 

Dean comunque, incurante dell’ira paterna e della fanghiglia, respira attraverso la stoffa dei pantaloni di Sam (che in questo momento probabilmente hanno la stessa fragranza di stracci usati e lasciati a marcire), e sente la classica erezione che preme, come al solito, contro il suo viso.

Se non è il viso p la coscia o il bacino, ma modificando quello è almeno la trecentesima volta che questa frase ritorna nelle fanfictions, e sempre con queste parole.

Dean abbassa i pantaloni a Sam ed assistiamo allo scambio di battute più romantico (ma soprattutto sensato) del secolo:

 “Quanto cazzo sei bello Sam, com’è che non scopi mai?” “F-fanculo Dean.”

1)      Una frase del genere accende proprio la libido, non vi è dubbio…

2)      Da ciò che si evinceva prima questi due non è la prima volta che si… Fanno le coccole, quindi che senso ha questa frase?

E qua assistiamo ad una scena erotica… Forse.

Perché, per un mutuo accordo col lettore, il complemento oggetto è implicito: Dean lo tira fuori dai pantaloni di Sam, lo prende in mano, e fa altro (siamo ancora in fascia protetta signori!).

Io continuo a sperare che si tratti di un bastoncino di zucchero rimasto nelle tasche dei jeans di Sammy dallo scorso Natale.

In ogni caso vorrei rammentare ai gentili lettori che…

 

 Giusto per puntualizzare, eh!

Dean si diverte un po’, Sam apprezza molto. John inizia a pensare che, tutto sommato, avrebbe preferito finire a far la plafoniera come sua moglie, piuttosto che leggere questa fanfiction e scoprire che non solo i suoi figli sono dei viziosi e finiranno all’inferno nonostante tutte le precauzioni da lui adottate per evitare questo tragico destino, ma si lasciano pure distrarre nel bel mezzo di una caccia, abbandonando il lavoro a metà e trastullandosi in una situazione potenzialmente critica.

Intanto Dean, che scopriamo essere un meraviglioso… Leccatore di bastoncini di zucchero, smette di lavorare di bocca per continuare di mano.

Sì, perché suo fratello è pieno di fanghiglia, ma lui si preoccupa che non gli venga in bocca.

Logico.

Mentre Sam è ormai in preda all’estasi (per utilizzare una frase tanto cara alle scrittrici di fanfictions), Dean dice la seconda frase topica:

““Forza” ringhiò, mordendogli un bicipite teso allo spasimo “Forza, Sammy. Per me.””

E sì che canon vuole che Dean abbia una certa esperienza sessuale… Che diavolo vuol dire “Forza Sammy. Per me.”? Da uno a dieci, quanto fa calare la libido uno che dice una frase del genere durante una amplesso?

Sam viene a comando, ma questo era intuibile: Dean non è forse un giovane GoS?

Mi spiace Sammy, a te nella serie è toccata la parte della MarySue da salvare…

“Ecco, ora questi jeans sono definitivamente da buttare.” Concluse Dean, con l’usuale tatto.
Sam gli si accasciò un po’ contro e rise, sommessamente.”

Beh, almeno non gli ha chiesto se gli è piaciuto… Con questa frase la fanfiction finisce, lasciando me abbastanza basita: ma come, scrivi una storia il cui unico pretesto è di mettere i due bei ragazzoni in situazioni compromettenti e nemmeno ‘na scopata?

Non ci sono più le PWP di una volta…

Nuova pagina 1

Prego signori, entrino e si accomodino.

Lei, laggiù, così alto, non si sieda in prima fila, la prego…
E voialtri, vedete di non spargere popcorn ovunque, grazie tante.

Le luci in sala si spengono e sul grande schermo viene
proiettato il titolo del film di stasera:

 

Ritorno al futuro

 

Accompagnato da una musichetta cupa e minacciosa, vediamo un
libro capeggiare sul suo piedistallo, le pagine volteggiare mosse da una mano
invisibile.

Mi arrampico sul librone della Disney e mentre Doc si sistema
il camice bianco e si accomoda sul bordo del leggio, imbraccio il mandolino di
Cantagallo ed inizio a narrare.

 

Nelle fantasie di molti di noi, il sommo Lucius Malfoy può da
sempre fare ciò che vuole, come vuole e a chi vuole.

Chiaramente non è lo stesso che ci aspettiamo dalle
fanfiction: certe cose tanto fèscion sarebbero di cattivo gusto, specie se
finisse per trattarsi di rapporti tra un adulto e un minore.

Ma ormai tali restrizioni si possono aggirare.

Ora, grazie al grazioso espediente letterario di gokychan
ne La vendetta del serpente, possiamo gustare e miscelare i nostri
personaggi preferiti in salsa rosa, senza preoccupazioni.

Assaporateli qui:
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=136457

Siamo sfortunati e lo staff di
EFP ha già provveduto a correggere smsese ed assenza di html, altrimenti avremmo
avuto l’onore di rivedere il caro signor Monoblocco anche quest’oggi; mi dolgo
assai per tale perdita.

 

C’era una volta una lezione di Pozioni dove come di consueto
Harry Potter tentava di incassare in silenzio il sottile sarcasmo di Piton; ciò
che non è consueto è la sconcertante abitudine di Piton di dissertare sulle
origini Babbane di Mrs Potter davanti a tutti i suoi studenti, così come l’uso
di Harry di lanciare improperi con italiche inflessioni dialettali:

 


“ BRUTTO STRONZO STATTI ZITTO!!!”


 

E certo.

Tolto che Harry non ha mai risposto con tale soavità neanche
alla Umbridge, tolto che è ormai appurato che Piton non passasse le sue giornate
bofonchiando “Lily Evans, schifosa sanguesporco” su e più per il castello… Tolto
tutto ciò, nel sentirsi additato con certi appellativi un insegnante con un
minimo di decenza avrebbe appeso Potter per i pollici.

Nella Foresta Proibita.

Sopra ai figli di Aragog.

 

Harry invece rimedia solo di dover riordinare l’ufficio di
Gazza, presentato peggio del letamaio personale di Jabba e lamentandosi neanche
fosse la principessa sul pisello (ma guarda, il mio inconscio vi rammenta che
questa sarà una slash-fic).

Eppure, invece di fare il bravo Cenerentolo, Harry si mette a
giocherellare con un tale oggetto da identificare potenzialmente
pericoloso e lasciato lì per il primo che passa, ovvero un ciondolo con la forma
di serpente e due occhi di rubino: è il ciondolo Mary Sue *o*.

 

Non appena Potter lo tocca, quello si trasforma diventando
enorme (Chiave del Sigillo, rivelami la tua vera potenza!), inizia a
chiacchierare informando cortesemente il ragazzo di stare per vendicarsi – non
chiedetemi di cosa – e lo trasporta magicamente in una Hogwarts del passato. Doc
qui accanto sta starnazzando per convincermi che lui non c’entra niente.

 

Harry, in un primo momento scambiato per James, incontra
quasi subito i Malandrini che su queste pagine brillano dell’ardente profondità
emotiva di un cucchiaino da tè.

Potter Senior in primis: dopo che lui ed Harry svengono l’uno
alla vista dell’altro, istantanei come neanche Laura e Sophia hanno mai saputo
essere, passa dalle urla isteriche alle grida esultanti non appena il figlio gli
svela che riuscirà ad ingravidare la Evans.

Essendo un vecchio burlone, Silente presenta Harry alla
scolaresca come il gemello di James, perché tanto ormai tra sorelle di Draco,
cugini di Blaise e figlie di Sirius, gli studenti di Hogwarts sono abituati a
vedersi comparire tra i piedi i parenti dei personaggi più fyghi; poi, pur
sapendo che nel futuro Harry è un Grifondoro, decide di sottoporlo di nuovo allo
smistamento… Indovinate un po’ dove finirà *o*.

Ecco, vabbeh, chi ha risposto Tassorosso sparisca
cortesemente dalla mia vista: chiaramente è smistato a Serpeverde.

E così, umiliato per aver deluso Sirius e suo padre (che
invece sembrano fregarsene bellamente), Harry va verso il suo nuovo dormitorio e
si crogiola nell’angoscia finché un’apparizione straordinaria non si manifesta
innanzi ai suoi fondi di bottiglia: è finalmente Malfoy Senior, che aspettavamo
da capitoli di trepide aspettative.

Era alto,fiero,altero,e terribilmente sexy, come ogni
serpeverde che si rispetti
e soprattutto (ancora non ci credo) gioviale.

Poi, proprio a dirla tutta, dovrebbe anche aver già finito la
scuola.


 

Embè, tutto qui? Lucius uniformato alla massa? Lucius
equiparato ai progenitori di quei figoni di Tyger e Goile?

God of Sex, ma allora mi ha sempre ingannato. Ero certa che
già nella culla lei fosse eccelso e magnifico più di ogni altro, si mormorava
che avesse sedotto la sua stessa balia…

Non avrei mai detto che avrebbe potuto deludermi; non ha
neppure gli addominali scolpiti dal Quiddich, e quelli sono proprio merce in
saldo.

 

Harry reagisce a tale smacco iniziando a vantarsi del proprio
essere Serpeverde e quando Lucius gli porge la mano lui gliela stringe con
fierezza per non inimicarselo come aveva fatto con Draco (dev’essere un
siparietto di famiglia, me li vedo i Malfoy che fanno le prove). Che gioia, un
“Potter opportunista” mancava alla mia collezione; la prossima rarità di cui mi
metterò a caccia sarà un “Chiunque IC”.

Felice di aver chiarito la questione, Harry entra nel
dormitorio che dovrà dividere nientepopodimeno che con Severus Piton.

Questo perché la Vestale non ha ancora deciso se la fiction
sarà una Lucius/Harry o una Severus/Harry, come ci racconta candidamente nelle
note di fine capitolo.

 

Seppur pronto al peggio, Harry (che, povero tesoro, non
immagina nemmeno lontanamente a cosa sta andando incontro) si risolve ad entrare
e si ritrova di fronte ad un ragazzo sorridente e dagli occhi d’onice.
Spero che si alluda all’onice nera, mi inquieterebbe non poco vedere Piton con
le iridi bianche alle Marilyn Manson.

Il valente Potter si para subito il popò dicendo all’altro
che capirebbe il suo odio, visto come lo tratta James, ma lo strabiliante
Severus lo rassicura commentando che non odierebbe mai qualcuno per gli sbagli
di un suo parente (il Piton del futuro è un fesso); anzi, inizia subito a
raccontargli le sue pene, cioè che non ha amici oltre a Lucius (che però è un
GoS e dovrebbe valere doppio, come minimo) e vorrebbe tanto che Harry lo
chiamasse Sev e diventasse il suo orsetto del cuore.

 

Ora, capisco che ormai trionfa il credo secondo cui se un
buon personaggio non si trasforma in un’adolescente isterica in crisi
premestruale allora una fyccy non è degna di essere letta, ma davvero non
comprendo certe Vestali.

Voglio dire, quando hai un personaggio fiero, tenace,
drammatico e ambiguo quale è Severus Piton… perché cambiarlo?

Cosa ci guadagni nel trasformare un uomo simile in un
puccioso ragazzino strisciante che elemosina attenzioni dal primo venuto?

 

“Grazie per avermi notato” sputacchia Robin di Locksley
prostrandosi dinnanzi a un Harry piuttosto sorpreso. Poi si guarda attorno e
scuote il capo.

“Oh, scusate, sbagliato film. Sapete, stesso castello, poi
seguivo Alan e…”.

 

Insomma, una scena commovente che neanche Anna dai capelli
rossi:


“Ti va di essere mio amico?”
chise
tutto giulivo.


“Mi mostri le tue Barbie, Harry? Io ho Ken e Teresa, e la
casa ripiegabile!”.


 

Di fronte a un Piton così dolce e coccoloso, Harry si
stupisce di sentirsi come una tassorosso innamorata e promette senza
ulteriori indugi la propria sempiterna amicizia, ammettendo di accettare quella
di Severus con gran felicità.


 “ E così sono a due. Due
amici!!! È tantissimo!!! Grazie grazie grazie!!!”


 

Si, piccolo Severus, bravo. Ora vieni con la tata Ev e questo
gentile signore, che ti portano in un bel posto, okay?

Mentre Doc si accolla i compitacci e trascina Sev-Sev alla
Stregaccoglienza del San Mungo per chiedere a qualcuno di competente cosa abbia
potuto ridurlo così, noi continuiamo ed estasiamoci nel vedere Harry che, come
fyccyna vuole, cade tra le braccia di Morfeo.

Non so voi, ma io comincio a chiedermi se Morfeo non sia il
nome in codice di un qualche amante; forse invece di raccontare in giro di aver
giaciuto tra le braccia del GoS o di qualche altro Degno i personaggi si sono
inventati questo alibi mitologico.

Altro che "mammà, stanotte sto a guardare film da un’amica".
Prendete appunti, giacobine: le Vestali ci danno lezioni di vita e di
scaltrezza.

 

L’indomani Harry si sveglia di buon umore e, infischiandosene
dei sentimenti del Misterioso Signor Morfeo che probabilmente giace ancora al
suo fianco, si abbandona alla contemplazione del suo compagno di stanza per
alcuni indimenticabili istanti.

Riscossosi, il ragazzo scende in Sala Grande ed incontra
Lucius (amichevolmente chiamato “il biondino dall’autrice) che
manifesta ancora una volta la sua divinità: contemporaneamente fa un cenno per
salutare Potter, ghigna ironicamente, ma non malevolmente e resta compito; una
volta a colazione inizia però a divenire anche ansiogeno chiedendosi dove sia
Sev-Sev, sfoderando un linguaggio da bambino di prima elementare (Ma
dove cavolo è finito Sev?
Voglio il mio amichetto, uffiii) ed infine
afferrando Harry per un braccio e trascinandoselo dietro finché si odono le voci
dei Malandrini. <

 

Più tardi ci domanderemo perché Lucius Malfoy, Caposcuola e
carismatico Serpeverde, non abbia nessuno pronto a spalleggiarlo in difesa di un
suo compagno di casa; non ditemi che è perché tutti considerano Piton uno
sfigato, perché se Draco che è una mezzacalzetta ha due gorilloni ai suoi ordini
mi aspetto che Lucius avesse almeno i più valenti compagni di Casa al suo fianco
anche solo quando decideva di andare al gabinetto.

 

Tanto per cambiare i due trovano James che deride Snivellus
davanti a una folla festante, Piton che lancia improperi, Sirius che propone di
lasciarlo in mutande e la mirabolante Lily Evans, regina delle cause perse, che
arriva a fare la predica.

Che nostalgia, mi ricorda tanto la scena del Pensatoio; com’è
stata premurosa questa Vestale con noi lettori, ripetendo una scena amata invece
di crearne una nuova.

 

La differenza è che stavolta c’è Harry a salvare la
situazione *o*

Scopriamo subito che è consideratissimo, perché non appena
parla gli prestano orecchio tutti, nessuno incluso; è un eufemismo per
dire che non se lo filano neanche di striscio? Quale che sia l’attenzione del
pubblico, Harry libera con un incantesimo Piton che viene salvato dalle forti
braccia di Malfoy prima che possa sfracellarsi a terra.

Ma usare il buon vecchio vingardium leviosa? Qualcuno può
dire a Lucius che correre per afferrare qualcuno che cade dal cielo come un
sacco di patate non è elegante?

Per fare abbassare la cresta ai Malandrini, Harry mette in
pratica un incantesimo che non voglio sapere in che circostanze ha imparato: li
lascia con le chiappe al vento tra gli ansiti terrificati dei presenti
(qualche brutta sorpresa?).

 

Questo intervento fa guadagnare a Potter la gratitudine di
Severus (si, è lo stesso ragazzo che insulta la Evans quando lo difende) qui
tramutatosi da Pallida Cortigiana a Pavida Pulzella, l’ammirazione di Lucius che
per motivi misteriosi non era capace di liberarsi da solo di James e la
venerazione di Lily.

 

Gli occhi di Piton e Malfoy lampeggiano e guizzano di gelosia
mandando bagliori fluorescenti (perché, piccolo, potresti andartene dalle
miehh mani
) quando la Evans va a complimentarsi con Harry, che rimane
atterrito all’idea che sua madre possa essersi innamorata di lui.

Non per minare il tuo narcisismo, Harry caro, ma ti ha solo
ringraziato e la conosci da cinque minuti; al massimo puoi pensare che le
interessi.

 

Ma vi prego, abbandoniamo le elucubrazioni di Potter per
passare al suo momento di gloria: i provini per entrare nella squadra di
Quiddich di Serpeverde, inaugurati dal  “che la caccia abbia inizio” di
Madama Bumb. Cioè devono andare nella Foresta Proibita a procacciarle la cena?

 

Severus e Lucius hanno ovviamente seguito Harry come due
cagnolini ed ora sono sulle tribune che osservano quel giovane e attraente
corpo,
cosa che sta facendo anche Lily nascosta in un punto
imprecisato dello stadio. 

Pottolo mio, sei lì da due giorni e quanti fan che hai *o*

Presissimi osservano Nott disarcionare il loro Harry
che riesce però ad afferrare il Boccino prima di precipitare al suolo, dove
morirà eroicamente spiaccicato.

No, magari. Sopravvive.

 

Nessuno ha una bacchetta tranne Piton che evidentemente sta
dormendo in piedi e Lucius che sta escogitando una tecnica di seduzione
infallibile: sarà costretto a farsi avanti per circondare Harry con le
sue possenti braccia, sollevarlo di peso e sussurrargli con voce lieve:


“ Tranquillo piccolo adesso ti
portiamo in infermeria”

La scena si conclude con Piton e Malfoy che pensano pieni di
coraggio che proteggeranno sempre Harry da chiunque.

 


Un giorno, se il destino lo vorrà, sacrificherò la mia vita
per te. Te lo giuro, te lo giuro, Osc- Harry!

 

Vi risparmierò la descrizione di come l’indomani Sirius sia
offeso con Harry, che sente il proprio cuore scivolare in un limbo senza fine,
poiché rivedere il padrino lo aveva fatto rinascere (quand’è successo,
ciò?).

Sorvolerò sulla poca astuzia del GoS che adesca Harry in
camera per parlare e, spero, per rendere lo scritto degno
dell’appellativo "erotico" che c’è tra le avvertenze, ma che perdendosi in
chiacchiere da casalinga che mostra l’appartamento agli ospiti non ha ancora
combinato niente quando Piton li raggiunge.

E si, tacerò sul fatto che una certa fanciulla dai capelli
rossi si sia davvero invaghita di Harry.

Tu quoque, Lily!

Non vi ricorda qualcosa? Marty McFly che va nel passato e per
errore fa innamorare di sé la propria madre?

 

Eppure è in questa terribile incertezza che la fyccy è
sospesa.

 

Non sapremo mai se, come nel film, Harry riuscirà a fare
innamorare papà e mammà o se deciderà che tanto vale assecondarla.

Potrebbe benissimo accadere che le si conceda e la metta
inconsapevolmente incinta di un marmocchio riccioluto che porti il suo stesso
nome; tornato Harry nel futuro, Lily sarà costretta ad un matrimonio riparatore
con James, l’unico che somigli abbastanza al suo perduto amore? Se così fosse,
uno dei punti più incomprensibili della saga sarebbe chiarito.

 

Sono angustiata, miei infidi.