Surprise!

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, mia fedele ciurma.
Liberiamoci dei nostri mantelli neri e godiamoci il venticello che spira sull’impavesata della H.M.S. Surprise.
Il mio vecchio amico Jack Aubrey mi ha offerto quella brodaglia scura che sulle fregate è nota come caffè, e con la morte nel cuore mi ha confessato il motivo per il quale nessuno più lo chiama Jack il Fortunato.
“Miss Umbridge”, ha esordito, mentre asciugava le lacrime con un fazzoletto d’organza, “hanno violato il nome mio e del mio fedele amico Maturin. Siamo stati menzionati in quella forma letteraria che a voi è nota come fyccina. Il caro Maturin, così cagionevole, giace svenuto nella sua branda: nemmeno i mercuriali hanno avuto effetto. Io ho tentato di affogare il mio dispiacere nel grog. Ma il grog è finito, ed ora vado avanti a flaconi di colluttorio, che tanto l’igiene orale dei miei uomini lascia parecchio a desiderare. Sarà che prevenire è meglio che curare, ma le robe stratificate sui loro denti hanno avuto il coraggio di studiarle solo al CERN di Ginevra”.
 
La storia del mio amico Aubrey è caratterizzata da picchi di inenarrabile drammaticità.
Tutto comincia il giorno in cui l’onorata H.M.S. Surprise ha finalmente la meglio sulla Acheron, fregata dell’odiato Corso.
Contrariamente alle usanze, il capitano della ciurma sconfitta venne incaprettato come nei migliori sequestri di mafia e trascinato di peso sulla nave inglese.
Non che la cosa sia stata facile, eh.
Ovviamente il duello tra Aubrey e le capitain ha avuto un che di apocalittico: nessuno dei due riusciva a soverchiare l’altro, Aubrey non era mai stato tanto in difficoltà, le capitain si muoveva con grazia ed eleganza, oltre che con la solita destrezza, eccetera, eccetera.
Sì, insomma.
Per farla breve… il capitano della Acheron ha un nome che inizia con Mary e finisce con Sue.
“Una donna?!” esclamò sconvolto e con una punta di disprezzo il capitano.
Noi sconvolti non siamo più di tanto, nevvero Mangiamorte?
“Cosa? Una donna a capo di una ciurma, ma è inaudito!” aggiunse il Signor Pullings.
Inaudito? THIS IS FYCCIIIIIIIIIIH!!!
Perché? Una donna secondo la mentalità inglese non può essere degna di tale ruolo?
A parte il fatto che non mi risulta che i Francesi fossero tanto più tolleranti degli Inglesi sul ruolo della donna… ma su, cara, non giustificarti: sei una Sue, un ingrediente fondamentale per ogni fycci che si rispetti. Le tue parole riescono a zittire tutti, anche quelli più loquaci. Hai veramente un bel caratterino, vuoi farti rispettare sempre e comunque… suvvia, non c’è davvero motivo di aggiungere altro.
No, scherzavo.
Era molto diversa dalle donne normali che subivano le diverse sottomissioni da parte dell’uomo in silenzio.
Non trovate memorabile il concetto espresso da questa frase? E la costruzione, il modo in cui le parole si susseguono l’un l’altra? Confesso che mi sto un po’ innamorando.
No, lei era un tipo determinato (mai che ci fosse una pappamoscia… tutte toste, le Sue! *o*) e, forse per l’istruzione che aveva ricevuto (istruzione?? o_O) o per la sua indole, reputava che tutte le persone fossero alla pari, sia uomini che donne e che quest’ultime dovevano ribellarsi alla loro condizione di schiavitù ed inferiorità (perché lei ha un sogno: lei è MarySue Luther King).
Oltretutto, visto che la cosa non può essere taciuta, la fanciulla del paese del Camembert non è quella che si definirebbe un autentico cesso: per capitan Jack era in assoluto quella più bella che avesse mai visto, e sicuramente lo era anche per il resto della ciurma (beh, dopo mesi passati in mare tra soli uomini, il marinaio medio si infoierebbe anche per Margherita Hack). I suoi capelli erano nerissimi, talmente scuri da avere dei riflessi bluastri (perché il nero semplice è decisamente OUT) (…) Erano mossi ma non troppo (mossi moderati?), poiché le onde che i capelli formavano erano molto morbide (anche perché le onde dure fanno male assai) e le scendevano sulla schiena fin quasi alla vita (e questo esplicherebbe il concetto del mosse ma non troppo? Mi perplimo).
E ancora.
Era alta (ma non mi dire), con un gran bel fisico (ma non mi dire!), snello e longilineo, ma con le sue “ciccette” nei punti giusti.
C… c… ciccetteeeeeeeh??
Ossantopiripillo.
*Odio rovina malamente sulle scale che portano sottocoperta*
Dicevo, dunque.
Se le “ciccette” sono nei punti giusti, che fine hanno fatto le nostre amate curve? Saranno mica finite nei posti sbagliati?
Ad ogni modo.
Nancy Marton, parente del più famoso Sandy, vanta un passato che farebbe invidia alla migliore puntata de L’isola dei famosi, come lei stessa racconta: lui era venuto in francia (minuscolo! *o*) per lavoro, dove incontrò mia madre. Si sono innamorati, sposati ed eccomi qua (d’oh! Mai che i Sue-genitori guardino la tv, alla sera). I miei genitori hanno sempre voluto rimanere in francia (e due!), ma io so parlare anche l’inglese, non vi eravate ancora chiesto perché ci siamo capiti fino ad ora?
Perché, non si sa per quale motivo, non c’è film/libro/manga in cui le barriere linguistiche non siano un problema, no?
E poi, si sa, l’ammoreeh vince ogni cosa.
Sì, perché, nonostante l’umiliazione della sconfitta, Nancy-Sue non può proprio fare a meno che uno altro sentimento di…come definirlo, forse di simpatia e ammirazione verso il suo peggior nemico stava nascendo dentro di lei.
E te pareva.
Quantomeno, Maturin e Pullings sono stati risparmiati, e di questo sono lieta.
Giusto per dimostrarle quanto i suoi sentimenti siano condivisi, Aubrey ordina che venga sbattuta in cella. E Nancy-Sue inizia a farsela candidamente sotto. Ma, a ben vedere, nemmeno quello costituisce un problema: molte volte era scampata da situazioni difficili usando il suo influente carisma; si, perché quando voleva sapeva anche essere molto convincente, e non vedeva il motivo per cui non sarebbe dovuta riuscirci un’altra volta ancora (soprattutto durante una fycci. Mica possiamo fare brutte figure, su!).
In qualche modo sarebbe riuscita a farsi amare dalla ciurma, e allora da li il gioco era fatto (sono in astinenza da… tipo sette mesi, sarà difficile il contrario).
L’arrivo della fanciulla turba non poco il capitano della Surprise, che reagisce come ogni vero uomo deve reagire: sfogandosi con l’amyketto del cuore.
“E allora? Non vedo cosa ci sia di male”
Maturin è così naif… è adorabile, sul serio.
Ma la carne è la carne, e ogni scusa è buona, per il capitano, per andare a trovare la sua avvenente prigioniera. Persino un buco nella stiva. Perché ogni manuale di navigazione recita a chiare lettere “se vi si sforacchia la nave e rischiate di affondare, andate a trovare la Sue che avete appena imprigionato: non serve a niente, ma crea l’atmosfera. Soprattutto se sotto i castigati abiti maschili che indossa s’intravede un bellissimo fisico, snello e abbastanza formoso”.
Ma no, scusatemi.
Tutti questi anni passati negli umidi antri del Ministero mi hanno resa sospettosa e malpensante.
In realtà, Aubrey vuole solo sapere il nome delle altre navi francesi che solcano i mari, e soprattutto la loro posizione.
Certo, la sua richiesta funge da spunto ad un lungo scambio di opinioni sulla fedeltà alla patia natale, sulla simpatia degli Inglesi e sull’importanza del fare valere i propri diritti e le proprie idee… che si conclude con la condanna di Nancy-Sue a tre settimane di lavori forzati.
Così, per simpatia.
*o*
 
E così io vi lascio, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero.
Io e Aubrey abbiamo finito il nostro caffè e, comunque, da parte mia sarebbe troppo crudele continuare a raccontare la sua triste sorte… anche perché l’autrice interrompe bruscamente questo diario di bordo dalle pagine profumate di sandalo e lillà.
Il mio fiero amico capitano oggi si è alzatopresto, per approntarmi una degna accoglienza. Sembra davvero uno zombie, e a nulla gli è valso tamponare il viso con i suoi “asciugamani”. Ora, comunque, raggiungerà Maturin e Pullings nello slashoso talamo, e lì cadrà nel profondo sonno del giusto.
A me non resta che raggiungere il timoniere, indicandogli la rotta in questo mare di liquame.
Le coordinate?
Archivio: manga.it
Titolo: Un capitano davvero insolito
Autore: embrido
E speriamo che non arrivi l’onda.
 
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11 risposte a “Surprise!

  1. “perché lei ha un sogno: lei è MarySue Luther King”

    Questa la cedo, non la voglio tra la mia collezine di Sue. Ha troppe idee di libertà e mi causerebbe danni enormi a Malferret Manor. No no.

    Odio come sempre mi hai fatto cadere dalla sedia dalle risate. Ma dimmi come fai a trovarle?!

    Passiamo alla storiella pucciosa e ficcynosa.
    Vi dirò, la storia della piratessa(?) esiste nella realtà: Anne Bonny e Mary Read per esempio.
    Ma la descrizione di queste donne pirata non si avvicina minimamente alla visione della Vestale.
    Per farla breve: c’era più testosterone in una loro unghia che su Costantino.

  2. Io ho un sacco di ciccette, dite che sono gnocca come una Mary Sue? Spero di sì XD!

  3. Se hai anche gli occhi cangianti, profumi di muschio bianco e lillà, forse sì, potresti essere una candidata.

    Anch’io mi metterò in lista, ma ahimè, i miei occhi son marroni. Non color cioccolato fuso, nè dorati come pepite d’oro. Marroni.

  4. “mossi ma non troppo, poiché le onde che i capelli formavano erano molto morbide” … O.o esistono onde (o capelli) di cemento?
    Bah… povero Jack Aubrey… ha tutta la mia solidarietà… u_u

    Fantastica recensione, odio! 😄

    Gwin

  5. Estratto dal discorso più famoso di MarySue Luther King: “Io ho un sogno. Sogno che le mie amiche MarySue e le loro concupibili prede possano un giorno giacere insieme nel letto della lussuria…”
    Scusate, mi sono fatta trasportare.
    Odio, mi farai morire prima o poi!

  6. … Scusate, sono esaurita. Quella del commento precedente ero io.
    Steelmagnolia

  7. Le “ciccette” mi hanno semplicemente steso. Cosa diavolo vuol dire? Non esiste! E poi cosa significa questo piazzare termini infantili al posto di un banalissimo “curve”… Credo che ormai la convenzione faccia schifo…
    *Organza odora sali rigenerativi, e si chiede perchè cavolo lei non ha “ciccette”. Ciccia, al massimo. Ma “ciccette”, proprio zero*

  8. Già mi dimenavo istericamente sulla sedia da un pò, ma quando ho letto “non vi eravate ancora chiesto perché ci siamo capiti fino ad ora?” sono esplosa in una risata a singhiozzo che ha fatto notevolmente preoccupare tutta la famiglia xD Certo che sono delusa, io speravo usassero il traduttore automatico come in quei telefilm fantascientifici *o* La ciccetta nei punti giusti ha un che di stiloso che mi ha fatto innamorare… La prossima volta che vado a comprarmi un reggiseno chiederò espressamente se ne hanno uno che mi valorizzi la ciccetta. Evan-tramortita-dal-ridere

  9. le sue “ciccette” nei punti giusti.
    Umh .. Ho già sentito questa battuta in Bridjet Jones, ove Mark Darcy adorava le sue “ciccette sballonzolanti”.
    E va bè ..

  10. La “ciccetta” nei punti giusti. La “ciccetta”.
    Non credevo avrei rimpianto le curve.
    “MarySue Luther King” mi mancava…e i capeli bluastri, poi, sono sublimi.
    Mi associo a Steel, Odio: prima o poi morirò leggendo una delle tue recensioni, soffocata per aver riso mendre bevevo un sorso di Coca Cola (terribile esperienza…)

  11. Ho trovato la MarySue Luther King, che “Era molto diversa dalle donne normali che subivano le diverse sottomissioni da parte dell’uomo in silenzio.”
    Erano così discrete, signori miei, che manco le virgole mettevano!
    Ah… Sì, il viso della Cosa Lì:
    http://imagecache2.allposters.com/images/pic/54/039_34744~Catherine-Zeta-Jones-Posters.jpg
    Qui, stava facendo i lavori forzati,

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