Un amore infinito

Buondì, confratelli e consorelle del Male.

Inizio la mia attività fra voi con il cuore (ma noi cattivoni abbiamo un cuore? Vabbè, quella cosa lì che pulsa) colmo di gioia. Per l’occasione mi sono permessa di portarvi in dono una piccola delizia che ho scovato fresca fresca ieri sera. Datemi retta, è troppo bella per essere vera.

Vi chiedo ora gentilmente di fare attenzione nello scartarla: è piuttosto umidiccia (troppe lacrime versate), potrebbe bagnare per terra e farvi scivolare.  

Ecco… bravi… attenzione che parte…

Eccola!

UN AMORE INFINITO, di strega12.(http://www.manga.it/fanfic/view.php?c=90773)

 

La nostra ficcy inizia con Rose gemente e piangente nei pressi della Statua della Libertà, poco dopo essere stata tratta in salvo dal naufragio dell’Inaffondabile, ovvero il Titanic. Piove e tira vento, come da migliore tradizione. E, giusto per non mancare nemmeno un clichè, la consecutio temporum è momentaneamente assente:

Aveva perso Jack… l’unico uomo che abbia mai amato…

gli aveva promesso che avrebbe vissuto fino alla fine… lo ricorderà per sempre come un colpo di fulmine”.

Tempo passato, tempo presente, poi di nuovo passato, poi di nuovo presente: Ahò! Ferma la giostra che mi sento male!

Comunque. Rose si fa un epico viaggio mentale, incerta se vivere o morire, se andarsene o restare, se pane o polenta, se cacio o cavallo. Nel bel mezzo di questi amletici dilemmi, un uomo si avvicina alla povera ragazza chiedendole il nome.

Chi è costui? Non lo sappiamo, né lo sapremo mai, perché non viene detto. Per noi potrebbe essere un impiegato portuale, un medico, un supereroe in calzamaglia, un vigile urbano, un amico di Roger Rabbit. Non si sa, quindi mettetevi il cuore in pace e rassegnatevi all’inevitabile incertezza dell’essere.

La nostra protagonista il problema non se lo pone e con grande nonchalance risponde dandosi il cognome Dawson, in omaggio al suo defunto innamorato.

E qui si giunge a vette altissime di lirismo: La ragazza sviene. Anzi, letteralmente, “svenì”. Si, svenì. Perché “svenne” se n’è andato a Majorca in vacanza con “venne”, il suo gemello eterozigote (dovete scusarli, troppo stress, anche i verbi hanno bisogno di una vacanza ogni tanto).

Ma proseguiamo. Rose si sveglia (presumibilmente in ospedale, visto che ha alcuni “medici di fronte a lei”, ma non ne siamo sicuri) e le viene data una notizia: aspetta un bambino. Colpo di scena!

E lei che fa? Piange (che strano, in questa ficcy Rose non piange mai). Piange di tristezza ma anche un po’ di felicità:  Jack è ora un cubetto di ghiaccio in fondo all’Oceano, ma le ha lasciato qualcosa prima di morire. E non una casa a Cortina o un attico in Via Monte Napoleone. No! Un bebè. Un piccolo Jack con gli occhioni sbrillucciconi e il ciuffo impomatato! Sono già commossa (però, quanto sono venale quando mi ci metto).

 

E qui abbiamo il primo salto temporale. Il primo di una lunga serie.

Nove mesi dopo, Rose da’ alla luce il piccolo Jack, così chiamato in onore del papà (ma dai, pensavo del postino), che come era prevedibile è un bambino stupendo.  Null’altro si dice. Né dove madre e figlio vivano, né come Rose mantenga se stessa e il bambino, nemmeno una minuscola descrizione fisica del piccolo. Non che ci serva, eh, dicevo così per dire, anche perché come sia il pupo ce lo immaginiamo tutti molto bene.

 

Vai col secondo salto temporale.

Dieci anni dopo: al piccolo Jack viene regalato dalla mamma un kit da disegno.

“Che palle, mamma! Non bastava il nome di papà, adesso pure mi devo mettere a disegnare! Non è che se papà era un netturbino mi regalavi ramazza e paletta*”. 

No.

Non disse così il piccolo Jack.

In realtà, non sappiamo realmente cosa disse, né cosa fece.

Dobbiamo proprio rassegnarci: la vita è breve e incerta.

 

Siore e siori, ecco a voi il terzo e ultimo salto temporale.

Trent’anni  dopo: Jack vince un concorso per artisti con un’opera dal titolo “Il Titanic di Jack e Rose, il mio papà e la mia mamma”.

A trent’anni.

Ce lo vedo proprio il Piccolo Jack spremersi le meningi per dare un titolo così poetico e commovente a quello che verrà definito il suo capolavoro.

Ma non ha degli amici quest uomo? Una donna? Dei figli? Qualcuno che possa fermarlo? Basta anche solo la prima parte del titolo: “Il Titanic di Jack e Rose”. Non è così male. Ma no!E’ necessaria anche la precisazione! “Il mio papà e la mia mamma”… gnè gnè!

La madre non riesce ad essere presente (alla premiazione suppongo). Che fine ha fatto? E’ morta? Ammalata? Al lavoro? In coda in autostrada? A comprare il Sapientino per il figlio? Altri interrogativi a cui non verrà mai data una risposta.

Fine.

 

Esatto, fine, miei cari amici.

Ricapitoliamo. Prime quattordici righe: Introspezione psicologica a manetta. L’azione si svolge in circa mezzora al massimo.

Ultime sette righe: Introspezione psicologica: nulla. L’azione si svolge in trent’anni e nove mesi.

Disclaimer dell’autrice: “NON HO SCRITTO TANTO, PERCHè UN FOGLIO NON BASTA PER RACCONTARE UN AMORE GRANDE COME L’OCEANO, BELLO COME LA PASSIONE E TRISTE COME QUEL MALEDETTO ICEBERG”.

E perché, probabilmente, a una cert’ora si fa tardi e si deve anche andare a cena.

 

 

*lessico familiare (ovvero: non è che mi sono messa a cannare i congiuntivi).

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19 risposte a “Un amore infinito

  1. Meravigliosa, è la tua prima recensione, vero? Ho riso tantissimo, sopratutto per Jack The Second che si proponeva come netturbino della domenica xD Evan

  2. “NON HO SCRITTO TANTO, PERCHè UN FOGLIO NON BASTA PER RACCONTARE UN AMORE GRANDE COME L’OCEANO, BELLO COME LA PASSIONE E TRISTE COME QUEL MALEDETTO ICEBERG”.

    Ehm…forse è proprio perchè un foglio non basta che *magari* sarebbe stato meglio usarne qualcuno in più…

    …no, eh?
    Vabbè, io ci ho provato.
    Splendida recensione, Steel! La trovata della ramazza e della paletta mi ha stesa. 😄

  3. Disclaimer dell’autrice: “NON HO SCRITTO TANTO, PERCHè UN FOGLIO NON BASTA PER RACCONTARE UN AMORE GRANDE COME L’OCEANO, BELLO COME LA PASSIONE E TRISTE COME QUEL MALEDETTO ICEBERG”.

    E perché, probabilmente, a una cert’ora si fa tardi e si deve anche andare a cena.

    Troppo bello questo ultimo commento!XD Ti faccio i complimenti, hai cominciato davvero bene la tua carriera di “terribile squartatrice dei poveri cuoricini di scrittrici in erba”, continua così!!!^_^

    Un bacio da Lovelymoon

  4. 😄 Splendida!
    Comunque Jack figlio deve esser rimasto traumatizzato da tutti questi salti temporali che non gli hanno permesso una crescita normale… per dare un titolo del genere! O.O
    Gwin.

  5. “Il Titanic di Jack e Rose, il mio papà e la mia mamma”.

    A questo punto poteva anche succhiarsi il pollice.

    Steel ottima recensione!

    *LadyMalferret e i gemelli eterozigoti salutano*

  6. Un’altra novizia!
    Questa storia mi ha commossa. E se non vedete il mio viso piegarsi in una smorfia di compenetrata sofferenza è solo perché mi sono appena fatta di botox di fresco.
    UN FOGLIO NON BASTA PER RACCONTARE UN AMORE GRANDE COME L’OCEANO, BELLO COME LA PASSIONE E TRISTE COME QUEL MALEDETTO ICEBERG
    Un foglio no… basta una fycci.
    Ma poi… come fa un iceberg ad essere triste?
    Non ha gli occhi, come fa a piangere??
    Ma poi… con tutti gli iceberg che c’erano là in giro, possibile che nessuno potesse fargli da psichiatra?
    Bah.
    Comunque… trpp bllssm, agg prstssm!! 😄

  7. Un altro “svenì”! *O*

  8. Complimenti per la tua prima recensione! ^_-
    Ma quanto è lovvoso questo Jack che a trent’anni suonati intitola un quadro così: “Il Titanic di Jack e Rose, il mio papà e la mia mamma”.
    Queste cose fanno commuovere anche una maledetta Mangiamorte come me! Sigh sob! Gertrude il lacrimatoio! (Gertrude è la mia elfa addetta al lacrimatoio, tanto per la cronaca)

    P.S. ma da quanto mancavo da Fastidius? Dannata università! X°D

  9. Io sono dalla parte di QUEL MALEDETTO ICEBERG… direi di non offenderlo in questo modo visto che ora è una specie in via d’estinzione è_é

  10. L giustificazione è commovente, davvero ç___ç
    Sto versando ettolitri di lacrime defunte per questo triste iceberrg (dai, che questa però è originale *_*).

    “Il Titanic di Jack e Rose, il mio papà e la mia mamma”.

    A questo punto poteva anche succhiarsi il pollice.
    In effetti ci sarebbe stata bene, come scena di regridimento infantile per il dolore del ricordo…
    *O* (adesso mi do alle ficcyne, dai)

    Steel, complimenti per la recesione comunque, è davvero una chicca.

  11. Leggo sempre le recensioni di questo blog e le trovo ironiche, brutalmente oneste, divertentissime. Complimenti a tutte le “perfide” che collaborano con il blog.

    Giulietta (della lega “salviamo il congiuntivo”)

  12. In effetti ci sarebbe stata bene, come scena di regridimento infantile per il dolore del ricordo…

    MAMMA… Era anche sporco di fango!

    NON HO SCRITTO TANTO, PERCHè UN FOGLIO NON BASTA PER RACCONTARE UN AMORE GRANDE COME L’OCEANO, BELLO COME LA PASSIONE E TRISTE COME QUEL MALEDETTO ICEBERG
    Le sto detestando seriamente queste giustificazioni… Avesse scritto “Voglio salvare un albero quindi scrivo poco per non sprecar cellulosa” la figura sarebbe stata migliore. Anche perchè ad una spiegazione del genere non posso far altro che illuminarmi d’immenso.

  13. Ma c’è ancora qualcuno che si scomoda a scrivere ficcy su Titanic?
    Benvenuta steelmagnolia!

  14. MAMMA… Era anche sporco di fango!
    Ma Bella, cosa vuoi che siano queste piccolezze davanti al Dolore?! Quello vero e che noi sporche giacobbine di merda non capiremo mai ù_u

  15. Umh.
    Assolutamente fantastico l’uso folle della Persecutio Temporum.
    Che i congiuntivi riposino in pace .. in fondo all’Oceano, no ?

    Amen.

    PiEsse : benvenuta caVa *__*

  16. “TRISTE COME QUEL MALEDETTO ICEBERG.”

    Lo voglio vedere l’iceberg triste e maledetto!!!

    Sono 21 righe di assurdo in questa fanfiction °-° è più lunga la tua recensione steel che la ficcy ed è anche più divertente da leggere 😄 complimenti!

  17. Grazie a voi tutti, caVissimi!
    C’è da dire che l’autrice mi ha risposto, che è stata molto carina ed educata e mi ha pure ringraziato.
    Dopo una sola reccy… son soddisfazioni, no?

  18. Splendida recensione!

    “Il Titanic di Jack e Rose, il mio papà e la mia mamma”.  
    Dovremmo aggiungere ai testi di psicologia la sindrome del Principe Giovanni…lui si succhiava il pollice, Jack II è rimasto bambino….
    E dire che in Star Trek ci sono spesso salti temporali, ma nessuno rincoglionisce….sarà perchè non lo hanno fatto da bambini?? *Astidamia discute il problema all’Accademia delle Scienze di Vulcano*

    La chiusura è una perla:

    Disclaimer dell’autrice: “NON HO SCRITTO TANTO, PERCHè UN FOGLIO NON BASTA PER RACCONTARE UN AMORE GRANDE COME L’OCEANO, BELLO COME LA PASSIONE E TRISTE COME QUEL MALEDETTO ICEBERG”.

    Se è vero che allora poteva impigare più di un foglio, è pure vero che un sentimento così profondo e complicato poteva anche  NON essere raccontato proprio! (troppo logico eh? ci ho provato)

    Io tifavo e tifo per l’Iceberg…..

  19. ” Il Titanic di Jack e Rose, il mio papà e la mia mamma ” .

    Wow. A trent’ anni, piccolo Jack secondo, i titoli dovrebbero essere meno coccolosi… intesi? xD

    E i congiuntivi? Il presente? Il passato? E’ diventato un passato di verdura? .-.

    No, davvero, incredibile c:

    E recensione stupenda, complimenti, era davvero da ridere fino alle lacrime.

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