Archivi del mese: settembre 2007

Eneide (Seconda Parte)

Delicati guanciali Serpeoro, pensavate fosse finita?
No, ovviamente, Enea ed Elettra hanno ancora molto da raccontarci e noi siamo ben lieti d’ascoltarli.
Prendete una tazza di tè alla vaniglia e sedetevi davanti camino.

L’inizio ha per protagonista lo statuario Enea; egli –appena uscito dalla doccia, caldo e bagnato quanto basta per farvi sbocciare i gelsomini- si domanda perché la sorella, pur non essendo stupida, sia una gatta attacca ai testicoli di qualsiasi uomo le ostruisca la strada.
La risposta: “Perché è una MarySue, non è accettata”.
“Da tempo Enea sapeva che il suo legame con Elettra non era il solito legame tra sorella e fratello, però preferiva non chiedersi cosa fosse in realtà.”
Ne siamo incredibilmente lieti, ma ora basta con le pause introspettive.
“Elettra si stese sul letto e cominciò a leggere svogliatamente una rivista di pettegolezzi. [da lei non mi aspetto che legga Vctor Hugo]
Aveva sempre odiato le riviste di pettegolezzi, sembrava quasi che ai giornalisti piaceva [questa frase è perfetta, salta agli occhi la brillante cultura di Elettra. Vestale, sistema i verbi, almeno quelli]solo farsi i cazzi degli altri, o meglio, non è sembrava, ai giornalisti piace farsi i cazzi degli altri. [profonda analisi del mestiere del giornalista. Riferirò ad Enzo Biagi]  E poi , onestamente, Elettra aveva così tanti problemi per la testa che dei pettegolezzi su quell’attore o su quel cantante non glie ne fregava proprio niente.”
I problemi, suppongo siano mettere insieme un periodo di senso compiuto ed evitare i miei accidenti.
Appurato, che alla splendida donzella, nulla importa di quella rivista, perché la sfoglia?
Perché è in camera sua?
Misoginia preoccupante: “Il secondo motivo per il quale odiava le riviste di pettegolezzi era che[lo spazio messo qui, è un amore] , irrimediabilmente, le collegava alle ragazze oche. [indi a se stessa. Ah… Le elucubrazioni sui giornali, ci hanno stancato, a questo punto, pretendo di tornare ad Enea nudo, che si masturba]
Non sapeva ne come, ne quando fosse nata questa associazione , [né quando avesse abolito gli accenti e messi gli spazi dove più l’aggradava] ma ormai era così, punto e basta. [giusto, Elettra ordina. Il mondo si piega]
Elettra odiava le ragazze oche, anche se fingeva di esserlo. [non fingeva, lo era. Ora, comunque, vediamo dietro quale delicato dito si nasconderà] Un conto era far finta di essere oca, l’altro è esserlo sul serio, e il fatto di esserlo sul serio era davvero preoccupante.”
Il fatto d’aver banalizzato la rispettabile carriera di giornalista, pur non sapendo azzeccare un verbo, d’aver imbastito una storia decisamente mediocre, con dei protagonisti tanto insipidi, quanto inutili, è invece normale.
Elettra aggiunge che Enea s’accompagna solo a fanciulle di scarso spessore, che saranno abbandonate da questo Dean Winchester della mutua e lei, Elettra, sarebbe rimasta.
Suona più come una minaccia…
Il vero bastardo: “Elettra aveva sempre sfruttato i suoi ragazzi, [circa un centinaio. Non so voi, ma io comincio a vedere Elettra, tipo una squillo di lusso] mentre Enea era sempre stato dolce e premuroso nei confronti delle sue ragazze , [altro spazio e… Non le picchiava e drogava, per poi lasciarle, coperte di lividi, con i vestiti a brandelli sul ciglio della strada?
No?
Sono commossa] per questo aveva la fama di essere l’uomo ideale. [Basta non violentare una ragazza, per essere l’uomo ideale. Siamo cadute in basso, donne] In contrasto con questo suo modo di fare, Enea mollava le sue ragazze dopo poco tempo. Sembrava quasi che gli interessasse altro e che tutta quella dolcezza in realtà fosse solo finzione.”
Gli interessava altro, fingeva d’essere innamorato e poi… Una pedata nel deretano.
Un vero figo, il nostro Enea!
Chi non sogna di essere presa in giro da un tizio simile?
Giunge un messaggio e la nostra eroina spera sia della collega: Marianna. Si tratta, però, della diabolica Viola.
Non un’oca, ma una ragazza con la testa sulle spalle, con cui Enea stava da un mese (erano praticamente sposati).
Fiducia: “Un giorno Luca , il migliore amico di Enea, gli aveva detto di aver visto Viola che pomiciava con un altro ragazzo. [Luca, i fatti tuoi, non te li fai mai?]
Ovviamente Enea, che riponeva piena fiducia in Luca, aveva chiesto a Viola spiegazioni. [Che essendo donna, quindi troia, non poteva che inginocchiarsi e chiedere perdono, per il Peccato che germogliava nel suo seno]
Viola negò di averlo tradito e disse che molto probabilmente Luca aveva scambiato un’altra ragazza per lei. [Io li avrei mandati a fanculo entrambi, ma Viola è gentile]
Qualche ora dopo la discussione con Viola, Enea ricevette una chiamata da un ragazzo che gli disse che Viola lo tradiva con lui da due settimane. [Uno sconosciuto ti dice: “Io mi faccio la tua ragazza” e tu, verme, gli dai retta?
Ti fidi del tuo bavoso, impiccione migliore amico e di uno sconosciuto?
Non pensi che possa essere invidia? Non hai uno straccio di dignità alla ragazza?]
Dopo aver avuto conferma del tradimento, Enea mollò Viola immediatamente.”
Era la conferma, quella?
Io, ripeto, l’avrei mandato a cagare. Un po’ di fiducia nel pater, per Polluce!
Viola domanda ad Enea di parlare, non capisce perché lui la schivi come la peste, avendo a suffragio della tesi del tradimento, la parola di due imbecilli.
Elettra, spaventata alla prospettiva di perdere il fratello, risponde a Viola, che scopriamo essere un’altra collega, con questa raffinata prosa:
“Cosa c’è brutta troia, non hai più nessuno con cui scopare? Mi dispiace ma non mi interessa, posso scopare con un sacco di ragazze che sono molto meglio di te, quindi…”.
Quindi, sciacquati la bocca, sottospecie di essere umano.
Enea, dopo una snervante sessione di trucco, esce dalla doccia e reclama il cellulare. La crisi  scongiurata: Enea non è tipo da tenersi una ragazza normale!
Viola, carissima, sei salva.
Elettra si prepara ad uscire con Lucrezia, l’amica lesbica.

Che trama avvincente!
L’autrice risponde: “La prima persona che ha recensito! È vero, le storie di incesto sono sempre strane, è difficile capire come si evolverà la vicenda. Io ,personalmente, le adoro perché mi piacciono le storie maledette! Non mi piacciono le storie d’amore troppo facili! Preferisco le storie con un sacco di complicazioni!
Perché urli?
Io personalmente, la trovo una storia “maledetta”, ma sotto un altro aspetto. Le complicazioni ci sono, ma con la Lingua Italiana.
Femminismo: “A quanto pare non sono l’unica ad amare l’incesto! Ho deciso di fare che lei sia la provocatrice perché , il più delle volte, la sorella è succube del fratello e questo , onestamente, proprio non mi andava giù! La donna in un rapporto di amore sincero, non deve essere succube dell’uomo, se no che razza di amore è?”
L’ incesto non è propriamente l’esempio di una relazione sana, almeno nella realtà.
Il resto del mio commento preferisco censurarlo.Eneide, parte seconda.

Eneide (Prima parte)

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=160176&i=1

Delicati piumini cipria della zia, sono tornata a voi con una storia che stringerà le vostre viscere nella dolorosa morsa della passione.
“!! Avviso importante !! In questa storia verrà trattano il tema del twincest, se la cosa vi urta particolarmente, potete anche non andare avanti nella lettura. Uomo avvisato, mezzo salvato. Ho messo il rating Arancione perché non penso di descrivere scene troppo scabrose, se devo alzarlo fatemelo sapere. Detto questo, buon proseguimento di lettura!”
Hai capito, ottuagenario asmatico dietro al monitor?
Hai recepito il messaggio, sorella Adalgisa, del sacro ordine delle Vergini Pentite?
Sei uscito a picchiare un coetaneo, delizioso undicenne con coltello serramanico in tasca?
Bene, proseguiamo.
Tanto tempo fa, in un regno lontano lontano… Una coppia di coniugi dedita alle droghe, affibbiò ai propri gemelli gli strambi nomi di Enea ed Elettra, in onore alla mitologia greca.
Siamo loro grati che i piccini non siano Atena e Menelao, Hera e Zeus, Ade e Demetra e vi elencando nomi noti al Fandom di Harry Potter…
Idilliaci paesaggi: “Un’aria profumata di primavera entrava dalla finestra aperta insieme ad alcuni dorati raggi di sole.”
Se ti chiami Enea, non ti svegli in città, con l’aria intrisa di smog, il rumore dei motorini che sfrecciano sulle strisce pedonali ed il vicino di casa che rutta sul balcone; se ti chiami Enea ti svegli nel Valinor.
Amor di fratelli: “Enea si coprì il volto con la coperta. Quella cretina di Elettra ,come al solito, durante la notte era andata ad alzare la tapparella. Molto probabilmente lo faceva perché sapeva che Enea preferiva dormire nell’oscurità totale.”
Elettra, che simpatica briccona!
Sono certa, che Enea non andrà a portare le sue rimostranze alla gentil donzella, ma subirà in silenzio il suo Fato.
Genitori snaturati: “I due gemelli si sentivano continuamente sotto pressione perché dovevano essere perfetti. Dovevano essere belli, impeccabili e portare sempre buoni voti a casa. Se non facevano tutto questo diventavano figli ingrati che non ripagavano i genitori per il loro duro lavoro.”
Il lavoro dei genitori era portarli alle esposizioni canine, senza ombra di dubbio.
Detto in confidenza, pulcini, ma con quale arroganza un genitore chiede al figlio di essere bello?
Il DNA chi l’ha fornito? Il lattaio, per caso?
Sorvoliamo.
Elettra Da Vinci: “Elettra era sempre stata straordinariamente abile nel cambiare atteggiamento. Spesso le piaceva fare finta di essere oca e , se serviva, all’occorrenza sapeva sfoderare la sua immensa intelligenza.”
Sono in mistica contemplazione di codesto splendore di Madre Natura.
*o*
Dovrebbe essere stuprata ad oltranza da Lucius, non credete?
Ha un corpo per il peccato, un cervello per gli affari ed una bocca per le scemenze. È divina.
Si finge cretina, poi lascia tutti di stucco con la pirlata del secolo, vorrei fosse mia amica.
Il Diavolo veste Elettra: “Era consapevole del suo fascino, con cui incantava gli uomini che trattava come zerbini. Li maltrattava, li faceva fare tutto quello che voleva e sapeva quando l’uomo stava per arrivare al limite di sopportazione perché allora , e solo allora, lo riempiva carezze e moine. Ci sapeva proprio fare con gli uomini la cara Elettra.”
Se lo fa Elettra, signore, tutte a maltrattare i ragazzi, ad usarli come zerbini, a comandarli a bacchetta, per poi mollarla al primo colpo: è la formula giusta per trovare l’amore!
Ragazza mia, ma davvero credi, che il genere maschile sia così becero ed inferiore?
Sì, lo è, però, non mi piegherei mai ad onorare dei miei ordini, un ragazzo che non ha una personalità spiccata ed una volontà di ferro.
Che gusto c’è, altrimenti?
Vi faccio notare l’amore della Vestale per “li”, lo trovo commuovente.
L’immancabile descrizione: “Anche la mattina appena svegliata , senza un filo di trucco e con i capelli scarmigliati, Elettra era bellissima. [Non lo è Nicole Kidman e lo è questa scoreggina?]
Aveva grandi occhi color smeraldo, [verde è banale] un nasino piccolo e perfetto, [*o* Il suo nasino] una bocca scarlatta [se la morde a sangue?] carnosa al punto giusto [sarebbe? Tipo canotto? Giubbotto imbottito?] e un viso dai tratti perfetti [che è perfetta è chiaro] incorniciato dai suoi bellissimi capelli color ebano [non neri, scuri, ecc…] che le arrivavano alla schiena. [ci vuole tanto poco]
Era alta nella media, snella e aveva un corpo davvero sodo. [Nella media? 1,65 m? Sodo? Era un uovo?]”.

Queste descrizioni, non so perché, mi fanno immaginare esseri mostruosi, con in naso minuscolo, le labbra gonfie ed arrossate ed i capelli di Loredana Bertè.
Particolari interessanti: “Ci teneva molto alla sua forma fisica, infatti andava in palestra tre volte alla settimana e a tavola non esagerava quasi mai.”
In compenso, tirava di coca. Una domanda: Elettra, aveva la sua naturale regolarità?
“Era un ragazzo molto alto con un fisico armonioso conferitogli dai 9 anni di piscina che aveva fatto.”
Se non faceva nove anni di piscina, diventava Homer Simpson.
JereD Leto: “aveva i suoi stessi capelli neri portati un po’ lunghetti e quel naso uguale al suo. Le uniche cose veramente diverse erano i profondi occhi ghiaccio e quel sottile strato di barba  ben tenuto che gli conferiva grande fascino.”
Era lui.
Image Hosted by ImageShack.us

Psicotica: “Elettra aveva fatto alla madre e al padre una scenata storica. Aveva urlato, bestemmiato e spaccato alcuni oggetti.”
I genitori la portarono da un bravo veterinario. No?
Poi ci meravigliamo se crescono male, vero?
Non so voi, ma se io fracassavo mezza casa imprecando in turco, i miei genitori:
a) Chiamavano il medico.
b) Mi facevano pulire tutto, non uscivo sino a quando non chiedevo scusa.
Una Elettra in famiglia: “Per questo motivo spesso girava per casa con una camicia da notte aderentissima senza reggiseno, [mamma e papà dove erano? Al solito club sadomaso?] oppure si spogliava d’avanti a Enea per cambiarsi i vestiti, [con adeguata colonna sonora] oppure , dopo aver fatto la doccia, rimaneva d’avanti a lui con una scusa qualsiasi con addosso solo un asciugamano ridottissimo.”
Lui, come Lino Banfi, deglutiva ed assaporava il proibito desiderio.
Ogni mattina: “in quel momento sapeva che lui la stava guardando mentre cercava i suoi cereali integrali, per questo motivo “casualmente” fece scivolare la spallina  della camicia da notte.”
In sottofondo: “Sex Colletion ’70”.
I cereali integrali sono importanti ai fini della trama.
I due conversano: lei ha baciato Claudio, perché Enea s’appartava con le galline. Sono certa che la loro mamma era un capra, il padre un pastore.
Il primo capitolo si chiuse con i due perfidi gemelli, intenti a tessere loschi intrighi.
Da uno a dieci, quanto siete arrapati, giacobini?

La milionesima ragazza più bella/intelligente/spiritosa/indomabile della scuola

Signori e signore è vero: certe volte le ficcane ce le andiamo a cercare, col cane da tartufi ed il bastone, nei boschi umidi del Tempio (che a volte lacrimano di donna, ma a volte no).

Tuttavia questo non è uno di quei casi: timidamente, stavo aprendo la sezione di HP alla ricerca di una Sirius/Remus (è la mia condanna: nonostante tutte le volte che scelgo di leggere una fic con questo paring abbia paura di ciò che mi troverò davanti, rimane sempre il mio OTP) quando, in prima pagina della sezione Harry Potter, al primo posto, proprio davanti ai miei occhietti, Melania Eyed si è materializzata nel suo turbinio di sensualità e mi ha detto “Io sono Melania Eyed. La ragazza più bella della scuola, e non solo.”.

Come resistere a questa creazione di Kattiva?

Come segnalarla ad Abbie e Cypri, quando i suoi occhi neri ed i suoi fulvi capelli mi avevano già stregata?

 

La nostra protagonista se la canta e se la suona con un’ arroganza degna di Draco in “The Libertine” (sì, sempre lui, l’esempio negativo), ma è stufa di chi le chiede “perché non giro con forcone e corna, perché non ho la coda o perché non ho uno stormo di inferi ai miei piedi.

Tesoro, tranquilla, io non te lo chiederò: io già so che è così.

Gentilmente, qualcuno potrebbe chiamare un esorcista?

 

La nostra bella gira con scagnozzi e dame di compagnia, perché fa fiko, ma gli altri son tutti troppo poco per lei.

 

“Con Mica e Fran terrorizziamo i ragazzini e roviniamo la vita di tutti.”

Tre vere dure insomma…

 

“Io sono diversa, perché al contrario delle oche impossibili che popolano questo mondo io ho anche cervello e una buona dose di simpatia.”

Sì, certo…

 

La madre è una modella e fa calendari (paginone centrale di playboy no?), il padre gioca a Rugby ed è stato trasferito in una squadra inglese: siccome i genitori non la vogliono tra i piedi (e un po’ li capisco), sua Suezza dimorerà in quello che fu l’ex quartier generale dell’ Ordine della Fenice.

L’autrice ha precedentemente informato i lettori che Voldemort è stato seccato durante la battaglia al ministero, nel quarto libro.

Un problema in meno!

 

“adesso come minimo pretendo un ultimo giro di Roma!”

E dillo che sei in vacanza a Roma! O forse l’autrice ha fatto un po’ di confusione? Beauxbatones, l’ultima volta che ho controllato, stava in Francia…

Dicevamo, Melania prende la moto per farsi un giro. E ha sedici anni.

Sbaglio o serve la patente A per girare in moto? Siamo in Francia, Italia o America?

Successivamente, per ingannare l’attesa, legge Dan Brown, che la fa sembrare tanto trasgressiva e satanica… Sarà!

 

 

Ok, ho scritto più io qua che Kattiva nel primo capitolo…Sarà un tentativo di creare un personaggio Fiko, alternativo e kattivo con la K?

Non voglio stroncare la carriera di una giovane fan-writer, ma fin qua non mi pare ci sia molto spessore, anzi: pare veramente di leggere The Libertine al femminile. Consiglio quindi all’autrice di rivedere questo personaggio: magari la trama che ha in mente è interessante, ma di rebelgirrrlz in trasferta ad Hogwarts ce ne sono fin troppe.