Hee hee, ha ha, ho ho ho

Dura, la vita dell’allevatrice. Scovi ovunque polli con falsi in bilancio, uova marce, stivali di gomma che tuo marito ha dimenticato di lucidare.
Allo stesso modo, vi sono remoti angoli del Tempio che celano delle sorprese: anfratti bui, ricoperti di muschio e – almeno apparentemente – inesplorati.

Afferrate dunque una torcia e avventuratevi con me nella Baracca di Cioccolato.

La Fabbrica di Cioccolato
Pure Immagination
tratto in particolar modo dal film con il mitico Jhonny

Il mitico JHonny? Non so voi, ma io non ricordo d’aver visto nessun film che avesse come protagonista un certo JHonny. E, soprattutto: non dovrebbe esser questa una fan fiction su un libro?

Capitolo 1 – Piromani, malinconia ed offerte di lavoro
Promette bene, non c’è che dire.

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Sono d’accordo.

-Signor Wonka! Signor Wonka! La bottega di Harley [I rivali di Willy Wonka si chiamano Prodnose, Fickelgruber e Slugworth: chi diamine è “Harley”?!], in Truecastle Road [dove…?], ha appena messo in vendita delle gomme da masticare che permettono di fare palloncini gigateschi [Gigateschi! Caspita! Ma tutto questo non era già avvenuto con uno dei suddetti?]!
Queste gomme sono perfettamente identiche alle Big Wonka BubbleGums [Willy Wonka non avrebbe mai chiamato un suo prodotto in questo modo becero, MAI] che stavamo per presentare sul mercato! [“Piacere, io sono un prodotto Wonka, e tu?”]-
-Che cosa?-
-Le sto dicendo la verità, anche Andy Abbot [Ma chi è Andy Abbot?! Il fratello di Hannah derubato di una ‘t’?] sta facendo grandi affari con le caramelle.-
-Semplici caramelle?- [No, bombe a mano.]
-No, sembra incredibile, ma si tratta di caramelle con la stessa composizione delle nostre Wonka Fruit Candies [Wonka impallidirebbe di fronte a tanta fantasia]. Ricorda, quelle caramelle che condensano tutti i sapori di frutta.. [Ma che schifezza.].-
-Certo che ricordo, stavamo per concluderne il progetto! [Concluderne il progetto?] Nell’ultimo periodo fatti di questo tipo sono diventati troppi per essere solo pure coincidenze. Ormai è ovvio: abbiamo una spia nella fabbrica!-

Lei si che è uno sveglione, signor Wonka.
Dopo aver preso atto della genialità del caro Willy, qualcuno di voi vuol spiegarmi quale sia l’utilità dell’appropriarsi di un avvenimento del libro e narrarlo daccapo, limitandosi a cambiare (e male) i nomi dei concorrenti di Wonka e dei prodotti “copiati”?

Qualcosa mi puzza d’Augustus Gloop bollito.

Ma ecco che abbiamo il nostro Willy Wonka, che, come se si fosse appena risvegliato, scuote il capo, e con un gesto si sistema i capelli e il cappello sulla testa (d’accordo il cappello, ma i capelli? Indossa una parrucca?). Tali capelli sono a caschetto, e ciò torna a riempirmi di dubbi: soltanto il secondo Willy Wonka cinematografico sfoggia un caschetto. E il libro, in tutto questo, cosa c’entra?

Wonka veste di blu (e quando mai?), più precisamente un completo composto da giacchetta, pantaloni gessati (veri trendi, non c’è che dire) e un paio di guanti. Si trova nel suo ufficio, a discorrere con quello che pare un grosso commerciante inglese.
I due disquisiscono della fornitura di prodotti che Wonka deve inviare al ciccione, che comprendono barrette chokocremose (costui non è Willy Wonka, è un dipendente della Milka). Willy liquida poi il signore inventando una pretestuosa riunione e stringendogli sedici volte (sic) la mano.

–Certo che è proprio difficile avere relazioni di lavoro di questo livello, non ci farò mai l’abitudine. [Ricordiamo, signori, che Willy ha avuto a che fare con un principe indiano] I commercianti che vengono qui parlano, parlano, parlano. Sono infinitamente noiosi ed oltretutto non fanno altro che pronunciare un sacco di numeri complicati! [Willy Wonka ha marinato le elementari.] Però Charlie dice che devo farlo, se voglio far migliorare l’immagine della fabbrica…-
Niente a che vedere col libro, evidentemente. Ma per quale motivo sulla terra Charlie dovrebbe dare un suggerimento del genere?

Willy Wonka accusa dolori di stomaco che io, in questo momento, condivido.

…era in momenti rari come quelli che necessitava assolutamente delle sue bambole.

Questo non sta né in cielo né in terra. Nessun Wonka mai scritto né filmato è mai stato un nevrastenico che gioca con le bambole per sedare le proprie inquietudini.

Questo signore suo omonimo, invece, va addirittura a cercare un Oompa Loompa per domandargli di allestire nuovamente lo spettacolo di pupazzi a ingresso fabbrica. Questi diniega: Charlie glielo interdisce, visto che giudica lo spettacolo osceno e crudele.

Capisco che Charlie è l’omino di zucchero, ma eran quattro bamboline che cantavano, mica il Rocky Horror.

-Molto bene ragazzi, oggi avete lavorato sodo. Per premiarvi di ciò, vi permetterò di giocare a quel che volete!- esclamò una giovane donna sistemandosi gli occhiali da vista. Era in tenuta da ginnastica, con i capelli castani legati in una treccia scompigliata, tanto che diverse ciocche sfuggivano dalla capigliatura.
Chi è questa, che c’entra col resto, macosacenefrega, macosaceneimporta?

-…ma signorina Withman…
Withman?

Will Withman sorrise ai suoi giovani studenti
Costei è un’insegnante, e mica una qualsiasi: è l’insegnante (di ginnastica?) del piccolo Bucket. Il signor Salt, venuto fuori dal nulla, le si avvicina con l’intenzione di offrirle un lavoro riguardante la Wonka Idustry.
Boh.

Hihi haha huhuhuhu!

Sono le risate da bertuccia che chiunque abbia letto questa fyccie inizia ad emettere, una volta perduta la sanità mentale.

Segue, per qualche ragione a noi ignota, la versione (italiana) integrale della canzone su Willy Wonka. Subito dopo, ecco Willy che osserva compiaciuto la sua sarabanda di pupazzi che, dopo essersi infiammati, si squagliano impietosamente. Sopraggiunge Charlie:

-Niente però! Guai a te se ti pesco di nuovo a dar fuoco a qualcosa! Lo sai cosa ti ha detto lo psicanalista, quella di bruciare bambole è una ossessione per te. Posso capire che ogni tanto la tristezza ti avvolga, ma dar fuoco alle cose per tirarsi su! Sei un piromane! Mi domando quand’è che hai cominciato questa azzurda baggiata.-

Serve a qualcosa ribadire che Willy Wonka, in qualsiasi interpretazione ne sia stata data, non ha insulsi connotati emo, non ama dar fuoco alle cose e, soprattutto, non ha la più pallida idea di cosa sia un’azzurda baggiata?

Sopravviene un flashback: Willy Wonka, da bambino, bruciava le sue bambole. Chissà se Freud avrebbe qualcosa da dire, in merito.

Ma torniamo al presente, dove Willy ripete una battuta già pronunciata nel film; Charlie, giustamente, si preoccupa, e gli fa notare che in questo infausto giorno è alquanto strano. Mio caro Charlie, il Wonka che conosciamo noi l’hanno rapito gli alieni, altro che “strano”.

Il cioccolataio rientra dunque nella sua fabbrica, col capo chino ricco di malinconia. I ricavati delle vendite, evidentemente, non bastavano.

Commentate per favore ^__^
Cm no, e t pare??!!11 ^*^

Nel secondo chap l’intreccio si complica (yawn): adorabili schermaglie familiari e discussioni riguardo al presunto ‘problema’ del signor Wonka, interrotte da un’epica rivelazione riguardo all’insegnante del piccolo Bucket:

-Non preoccuparti mamma, mi piace la mia scuola e la signorina Withman è la migliore insegnante dell’universo. È piuttosto giovane, ma dicono che insegna lì da tanto. È molto buona con noi nuovi arrivati, anche se devo dire che negli ultimi giorni ha fatto davvero sgobbare tutta la scuola. Sai, è una campionessa di sport, la volevano perfino nell’esercito! Lei però ha rifiutato e nessuno ne sa il motivo. Si dice in giro che conosca otto lingue.-

-Otto? Accipicchia, deve essere proprio una super donna!-

No, dev’essere proprio Lara Croft.
Oppure Miss Trunchbull di Matilda: crossover folle…?

Nonno Joe torna a casa, lava i piatti, Willy ha un nuovo flashback random nel quale dialoga con un amico, alla sottoscritta incoglie un colpo di sonno, un’inesattezza madornale mi riscuote:

-Mio padre, William Wonka…
Wilbur, si chiama. Wilbur.

Apprendiamo che il piccolo Willy incendiava le bambole con gli amici.
Meglio che torturare gli animali, no?

Nel frattempo, in un luogo inquietante e tenebroso si raduna una serie di vecchi amici: Salt padre e figlia, Augustus e la madre dalle guancie rosse modello maialino (le vostre guancie, invece, che modello sono? Le mie modello bertuccia) e dalle labbra rosse come il sangue (maquillage vampirico per la signora Gloop), Beauregarde madre e figlia, i due Teavee e, naturalmente, quella possente virago che risponde al nome di Will Withman.

L’arcano è presto svelato: le arcigne e detestabili famigliole reclamano vendetta ai danni di Wonka, e intendono servirsi della Withman per raggiungere i loro biechi scopi. La signora non è quel che sembra: pare infatti improbabile che una donna dal curriculum tanto incredibile (minghia!) insegni in una scuola elementare. Difatti costei altri non è che un ex capo della sicurezza al servizio di Willy Wonka (Wonka non ha altri dipendenti che gli Oompa-Loompa, ricordiamocelo), licenziato perché sospettato di attività spionistiche.

C’è bisogno che vi faccia notare quanto far ripetere gli avvenimenti della trama dopo la conclusione della stessa e arricchire il tutto in questa maniera originale sia divertente, simpatico e mozzafiato?
“Yawn”, dite?
Sottoscrivo.

Ci viene narrata la pittoresca storia del licenziamento della Withman, Wonka gioca a scacchi con un suo Oompa-Loompa, ripensa a quando gli toccherà chiudere la fabbrica (ma per che motivo?) e dare una festa d’addio.

Molto interessante.

Escursus sull’infanzia della Withman: generata da tali Wilbur (che è, sì, il nome del padre di Willy Wonka – WTF?) e Lilybeth (ugh), è stata educata come, in genere, si addestrano i marines.
Gli Oompa-Loompa le dedicano persino una canzuncella, nello stile – attenzione! – del film degli anni ’70:

Umpa Lumpa dubadidù [doompa-de-doo, che dubadidù?]

Ho un perfetto puzzle per te

Umpa Lumpa dubedadì [vabbè…]

Sei hai paura ascoltami

È assai importante che

Tu abbia fiducia in te.

Donna soldato sei e sarai…

…e tanto male ci farai se in questa fyccina resterai.
Il canto prosegue, ma io ho terminato i catini, Ozzy è stramazzato, e tutto ciò è abbastanza per chiunque.

Dal quinto capitolo inizia a non capirsi più nulla, compaiono Artemius, Madeline ed Emmaline, Wilbur diventa Wilbour e, prima che la noia, il malessere, il disgusto e la calura mi vincano definitivamente, mi convinco di dovervi rendere partecipi della fine del mondo: il povero Charlie a braccetto con una Mary Sue.

I due si avvicinarono all’ingresso e videro Charlie accompagnato da… da chi!? Chi era quella donna tanto splendida?! [La punteggiatura è costernata…] Aveva dei lunghi lisci capelli castani che le cadevano morbidi sulle spalle [*o*], indossava un vestito senza spalline [che secsi] color oro bruno [?] e scarpe dello stesso colore. Non aveva addosso gioelli particolari, soltanto un semplice paio di orecchini ed un girocollo. [E che altro volevate, la collana di tappi di bottiglia?] Aveva un fisico ben modellato, segno che era sportiva, ed il trucco color dell’oro [pure quello?] faceva risaltare ancor più i suoi due magnetici e brillanti occhi azzurro ghiaccio.

Niente gioelli vistosi, stavolta: soltanto, al posto degli occhi, un paio di magneti, che devono aver irrimediabilmente attratto il materiale metallico dell’orologio da polso di Charlie (altrimenti, converrete, una simile vicinanza non si spiegherebbe).
Allo stremo delle forze, mi chino a tergere la fronte di Ozzy e levo alto un lamento: l’universo di Dahl, ultimo, remoto santuario della letteratura per l’infanzia, è stato violato.

Nessun fandom è al sicuro?

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25 risposte a “Hee hee, ha ha, ho ho ho

  1. Ti ammiro solo per il fatto che sei riuscita a capirci qualcosa.
    I miei neuroni sono del tutto crollati arrivata al secondo capitolo… è troppo ingarbugliata…

  2. Mentre navigavo per internet, ho scoperto questo sito e devo dire che è ben fatto! Vi faccio i miei complimenti, perchè finalmente giustizia è fatta!
    Mi chiedo, che cosa possa esserci nella testa di queste persone, per scrivere queste cose…
    Siete fantastici,
    complimenti ancora.
    E continuate così.
    -Ali-

  3. Povero, povero signor Dahl.
    Ti ho sempre amato tanto ç_ç
    L’uomo che ha detto, riguardo agli scrittori: “La loro sola compensazione è l’assoluta libertà. Il loro unico padrone è la loro anima ed è per questo che hanno fatto questa scelta, ne sono certo.” ridotto a una ficcyna.
    La storia è inquietante (non in senso positivo, si era capito? °_°) e, almeno a me, da l’idea che del libro (ma anche del film, mi sa) l’autrice sappia ben poco. Ma che senso ha misurarsi con… no, via, ripetersi è inutile. Tanto la storia è sempre quella.
    Che tristezza.

    Melchan in emo-mode

    Complimenti per lo stomaco di ferro tirato fuori per recensirla, io non avrei retto a questo scempio dell’opera. Grande Irechan

  4. Grazie, grazie, grazie, questa storia andava recensita, lo volevo dal più profondo del cuore! O my GoS, dal più profondo del cuore l’avrei vista bene anche distrutta, esiliata e dimenticata, ma ci si accontenta… L’unico motivo per cui l’autrice ha osato confrontarsi con una delle migliori opere per l’infanzia è semplicemente che con tutta probabilità non l’ha MAI letta. Indi per cui, perchè non facilitarsi la vita e scrivere una bella ficcyna su JHonny? Questa Vestale mi ha sconvolto più di tutte le Potteriane e le Pitoniche messe assieme… Devo trovare un elfo del catino, ormai è un’esigenza! Evan

  5. Ok, cercherò di elggere questo racconto pensando al film e non al libro (in fin dei conti l’autirce si ispira alla pellicola di San Burton e lo dichiara).

    Però Charlie dice che devo farlo, se voglio far migliorare l’immagine della fabbrica…-
    Sì certo… E pensare che a Wonka Charlie piaceva proprio perchè era un bambino tranquillo (ok, qua stiamo parlando del film e di quella piattola di Freddy, ma mi pare che il poppante non rompesse troppo nemmeno lì).
    Tra l’altro, a Wonka dell’immagine non è mai fregato nulla: del resto, ha abbastanza potere da potersene fregare.

    Non mi interessa se Charlie ha detto che farle bruciare per concludere lo spettacolo è osceno e crudele, fino a prova contraria, nonostante il mio capello bianco, sono ancora io il capo qui!
    Il ragionamento sul capello bianco mi pare più da Jack Sparrow che da Willy Wonka.

    Le canzoncine… Erano adorabili in lingua originale, in italiano han fatto uno scempio!

    -Solo perché una cosa ti piace non significa che sia giusta.-

    -Hai ragione, però…-
    Solo io ad un ragionamento simile immagino Wonka rispondere piegando la testa di lato e dicendo “Ecchè?” stile Hamtaro?

    -Un flashback? Non ti accadevano cose del genere dal giorno in cui entrai per la prima volta nella fabbrica. Che cosa ti succede? Sei alquanto strano.-
    Wonka. Normale.
    Niente da fare, queste due parole non legano proprio…

    esclamò il nonno materno
    George, Georgina, Joseph (Joe) e Josephine… Più facile di così…

    Ma quanto chiachhiera Willy da piccolo… Che fine hanno fatto gli adorabili bambini poco inclini alle parole dei flashback Burtoniani?

    Augustos mi pareva un filino più giovane, mentre Violet me la ricordavo parecchio su di giri per esser diventata elastica, quindi non vedo perchè dovrebbe vendicarsi di Wonka.

    Ho avuto anche un leggero attacco di nervi per l'”Hoompa Loompa Hugh”, ma capisco che il mio è fangirlismo acuto…

    Wonka non perde a schacchi: bara. Ed è un asociale, con gravi problemi di interazione, quindi non accetterebbe mai una festa…

    Il letto è osceno.

    Credo che una stanza color cioccolato e con riproduzioni giganti di cioccolatini ammazzerebbe Wonka Senior sul colpo.

    Will è Lady Oscar.

    Non commento altro,vi lascio alla lettura…

  6. E mi smentisco.
    Questo va commentato:

    -Mi piacerebbe Charlie, ma io sono solo un’isegnante. Non ho il vestito adatto a questa occasione, rischierei solo di fare la figura della povera pezzente…- sospirò abbassandò lo sguardo.

    Per fortuna mia madre non legge fanfiction.

  7. …eh?
    E io che pensavo che la Fabbrica fosse al sicuro… °°
    Mi unisco ad Ofelia nel farti i complimenti: come accidenti hai fatto a capirci qualcosa??

  8. Davvero, non lo so. Ricordo solo d’essere svenuta al capitolo 5. Faceva male la cicatrice…

    Orribile – e illetterata – anche quella sparata sugli insegnanti.

  9. Sono sedici anni che non esce da questa fabbrica, se non fosse per qualche sporadica passeggiata che tu lo hai costretto a fare durante l’ultimo anno. Insomma, con quante persone parla se non con noi, suo padre, gli Umpa Lumpa e coloro che vogliono stringere affari con lui?

    Il che comprende ALMENO un centinaio di persone.

  10. Questa sì che è una bella idea! Però dove pensi di farla? Lo sai bene che non vuole vedere entrare nessuno nella sua fabbrica. Addirittura i suoi soci in affari li fa entrare da appositi corridoi totalmente estranei alla fabbrica!

    Si è risposto da solo e nemmeno se ne rende conto…
    Usare i corridoi totalmente estranei (vediamo di presentarglieli allora!) alla fabbrica no?

    aKifer

  11. T_____________T Willy Wonka T_____________T

  12. ahahah! é troppo divertente! Comunque vorrei scusarmi per l’ assenza ma ero in vacanza!

  13. Irechan, complimenti per la recensione e devo dire che ti ammiro per esere riuscita a capirci qualcosa.
    E io che credevo che questo fandom sarebbe stato al sicuro… me troppo ottimista.
    Ora, se non vi diapsiece, torno alle mie azzurde baggiate.

    Angel non loggata

  14. Mi sono sentita come Dolohov nelle mani di Lux Lestrange.
    Fra l’altro, dal secondo capitolo in poi mi girava la testa.
    C’è una limite?
    Vi prego, dite che esiste un limite!

  15. O_O” Se Johnny Deep non avesse accettato la parte nel remake della fabbraica questa ficcy non sarebbe mai esistita.
    E’ tristissimo vedere le vestali che si appropriano dei miti della nostra infanzia spinte dal culo di Deep.
    Che poi, nulla da dire sul culo di Deep…ma forse per scrivere una fanfiction ci vogliono altre motivazioni.
    Abigale

  16. Ti lurko.
    Ora che hai dato prova di grandi capacita’ di resistenza mentali, vammi a leggere la fanfiction BalrogdiMoriaxWitchking e dimmi com’e’.

    Io non mi attento.

    *TU* puoi.

    Va’ e colpisci, Irene.

  17. Alcune cose, purtroppo, sono No Limits.

  18. Questo blog costituisce davvero un classico esempio di spazzatura virtuale
    Chiara

  19. Beh, è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo. ^^

  20. Che onore, proprio sulla mia recensione :0
    A me non dispiacerebbe la qualifica di netturbino virtuale, e magari una divisa fyka.

  21. Mai che qualcuno lasci una critica strutturata eh… Questi bei commenti lasciano il tempo che trovano, non avendo argomentazione alcuna.

  22. Quasi mi erano mancati questi commenti… mi chiedo: amyketta o vestale precedentemente recensita?
    Sono aperte le scommesse!

  23. Magari solo lettrice casuale che, senza aver visto a che livelli sono le fanfictions al giorno d’oggi, ha letto i commenti sul blog e ha pensato “ma che cattivi! Ma che blog inutile!”.
    Parlo per esperienza diretta.

  24. Ebbeh, e allora let all the web be agreed, we’re wicked through and through.
    *Cough*

  25. “I promise no good deed will I attempt to do again… Ever again!”

    Siam verdognole ed incomprese Ire…

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