Archivi del mese: agosto 2007

La Mary Sue errante di Howl

Ogni tanto penso seriamente di chiuder baracca, lasciare il consorte e ritirarmi a vivere in qualche lontana contrada dove le mie indiscusse abilità manageriali sarebbero meglio apprezzate.
Poi, il mio sguardo incrocia quello, terrorizzato, d’una di quelle inutili galline, e mi rendo conto che tiranneggiarle è parte integrante della mia esistenza.
Figurarsi, poi, quando l’occhio mi cade su una fyccina su Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki, splendido film d’animazione tratto dall’omonimo romanzo di Diana Wynne Jones.

Aspettatemi nel futuro.

Autrice, MaxGirl.

La ragazza "sconosciuta"!
Le virgolette sono volute: credete davvero che questa ragazza possa risultarci sconosciuta? Già avverto un dolce afrore di muschio bianco…

Un giorno di pioggia:
Andrea e Giuliano incontrano Licia per caso.

Sophie,Navet,Calcifer;Heen e Markl erano in casa ed aspettavano Howl……………………………….

Ho ancora molto da imparare: mai vista una simile presentazione dei personaggi! *o*
I puntini di sospensione servono, per l’appunto, a creare sàspens.

L’autrice adotta subito la collaudata forma dialogo: Navet lamenta che è affamato, e rischierebbe di mangiarsi addirittura la cucina se Hawl non dovesse tornare presto. Sophie osserva che dev’essere impegnato (e noi, miei signori, possiamo immaginare in che genere di impegni sia versato), Calcifer è disturbato da quella specie di abbaiare di Heen (giù le fiamme da quel cane, Calcy) e Markl interviene dicendo che una bella doccia non fa male a nessuno, difatti lui ne fa una ogni mattina.
Diversamente da L di Death Note, mi vien da dire. Tuttavia, vorrei che qualcuno provasse a scovare il nesso logico con le frasi precedenti.
D’improvviso, suona il campanello…

Navet- Finalmante è "arrivato"!
Chiarisco: “arrivato” è tra virgolette perchè quelli di Howl non sono mai veri e propri arrivi, ogni tanto lascia qualche pezzo altrove.
No, in realtà non lo so.

Sophie, eccedendo in puntini sospensivi e dimenticando l’esistenza delle virgole, fa saggiamente notare che se si fosse trattato di lui non avrebbero sentito bussare, e va ad aprire la porta. Rimane immobile e perplessa (direi a ragione).

La ragazza sconosciuta!

Eccoci…

Una ragazza tutta bagnata,bionda,occhi verdi e con un viso dolce, Chiede:
Ella Parlò. Notare bene la descrizione lampo, che lascia supporre uno sguardo languido e abiti appiccicati al corpo in maniera conturbante.

???-Il mio nome è Makako
Ora.
Nessuna Daphne Mariarosa Silente. Nessuna Clitennestra Armelle Cerdwin Pendragon.
Il suo nome è Makako.
Levo il cappello di fronte al più originale – nonché calzante, faunisticamente parlando – nome di Mary Sue che abbia mai letto.

sono in cerca di un ragazzo di nome Howl,lo conoscete? Vorrei Tanto conoscerlo,sono una sua…Grande…come dire…
Troia?

Navet- Che bella Gnocc…..
Navet, no, ti prego, no! Fosti un simpatico spaventapasseri e un aggraziato giovanotto, non puoi esser diventato assiduo frequentatore d’osterie.

Sophie- Sì questo è il suo castello e noi i suoi amici!
Sophie, invece, ha l’idea pressoché geniale di gettare il proprio uomo nelle fauci della belva.

Markl- Se Howl la vede si incanterà per la sua bellezza.!.!
Howl s’incanta per molto meno, mio caro Markl: lasciatelo dire!.!.!.!
Ma il bel mago non arriva, e i nostri decidono d’invitare a pranzo Macaco per poi banchettare a pancetta e carne di maiale (si tengono in forma, i ragazzi). Finito di mangiare, vanno in cerca di Howl e non si sa dove, né come, né quando, né tantomeno perchè lo trovano intento a fare piano bar.
Bertuccia rimane (a buon diritto, glielo concedo) a bocca spalancata di fronte all’avvenenza di Howl: capelli Biondo ramato [ma ramato, da quando?],occhi azzurri e uno splendore da svenire.
Insomma, il nostro amico è proprio fico.

Howl, finito di stonare (come da romanzo) se ne esce dal locale mano nella mano con le due fanciulle. Fuor di lì, da bravo dongiovanni fa loro coloriti apprezzamenti.
Sophie aspetta devo ancora sapere il nome di questa RAGAZZA SCONOSCIUTA, dice alla sua amata con una certa enfasi.

???- Il mio nome è Makako!
Immagino già le grasse risate di Howl.

I restanti capitoli-francobollo sono senza html e confido che li apprezzerete molto.
Howl e Gibbone approfondiscono la conoscenza l’uno dell’altra: Howl dimentica la povera Sophie senza troppi rimpianti e la forza dell’aMMore inizia a farsi travolgente.

Howl- Vuoi partecipare al mio "entusiasmante" viaggio nell’amore? Questo viaggio permette di far innamorare la persona che desideri portarci.
Ma che minchiata è? Howl, hai un incantesimo del genere in repertorio e nessuno lo sapeva? Beh, meno male.

Durante questo “viaggio” i cui aspetti rimangono avvolti nel mistero (io me lo figuro come una sorta di gita in un tunnel dell’amore, con tanto di barca modellata in forma di cigno) Howl e Orango pensano bene di tubare:

Makako- Sai Howl, io ti ho voluto incontrare perchè mi piaci molto. Howl- Cara, io ti ho portata qui per esprimere i sentimenti che provo per te…
Ozzy, in fretta! NON il catino, Ozzy, l’insulina!

Howl si avvicina furtivamente a Makako, e LE DA UN APPASSIONANTE BACIO SULLA GUANCIA.
In tutta onestà, non ho la più pallida idea di come si possa dare un bacio “appassionato” sulla guancia, a meno di non combinare una immonda schifezza. Non discuto le doti di amatore di Howl, ma qui s’entra nel campo del paranormale.

Nel capitolo successivo viene a formarsi il terzo OTP della fyccina. L’entusiasmo del lettore si fa quasi tangibile.

Sophie viene richiamata al piano di sopra da Navet, il quale è evidentemente veneto, dal momento che le dice go una sorpresa per te. Sophie lo raggiunge fiduciosa, e lui le presenta un marchingegno che, a suo dire, è una macchina dell’avventura, capace di far vivere incredibili avventure a chi lo utilizzi. Insomma: le invenzioni originali, in questa fyccie, si sprecano.

Sophie e Navet, dunque, saltano a bordo e si recano in un luogo ameno chiamato LoveMusicLandiaStar.
Ho pietà di loro.

Markl, Heen e Calcifer, nel frattempo, da bravi cupidi preparano due cenette a lume di candela (anche se non ho ben capito che parte abbia Heen nell’organizzazione).
Forse è amore [*aMMore], dichiara Markl pensando in maniera piuttosto confusa alla doppia coppia, mentre Heen si scopre affetto da balbuzie, o in alternativa dall’alzheimer: lo vediamo biascicare Ba…u…b…a…u…..bau……b…a…u….
Povera bestia.

Markl prepara il tovolo, lustra la casa e la riempie di affreschi (boh), infine raccomanda a Calcifer di riscaldar bene la casa, perchè Howl e Sophie trovino, al loro ritorno, un grande “affetto caloroso”.
Ah. Ah Ah.
Ah. Ah. Ah.
Ok. Avete finito di sganasciarvi? Sì? Proseguiamo.

Tutto finisce al meglio, come prospettato dal titolo del chappy: Navet e Sophie ritornano a casa e quest’ultima annuncia, in perfetta tranquillità, che si sono fidanzati; Howl e Gorilla rientrano poco dopo ma, una volta rimasti soli, non fanno che scrutarsi timidamente. Dopo cena si concedono una vomantica passeggiatina, al termine della quale sostano presso una radura illuminata dalla luna. Howl accarezza languidamente il crine della fanciulla, quando…

Howl- Makako, io TI AMO. E DETTO QUESTO I DUE SI BACIARONO.
*o*
L’enfasi è esplosa, o in alternativa l’autrice ha premuto inavvertitamente il caps lock.
Tutti in piedi, miei cari giacobini.

Amici appassionati di manga…
Ciao, cara.

ho deciso di non continuare questa storia ma di farne un’altra MOLTO più bella ed appassionante e più significativa…su high school musical…
Già il cuore mi palpita. Almeno gli altri fandom restano al riparo…

cioè usando i personaggi di hogh school musical…
Grazie. Ma Hogh School Musical?

e collegando tantissime canzone a quello che accade…KE BELLO!!!!!!!! SONO ENTUSIASTA PERSINO IO!!! ^_^ Già l’ho iniziata…come sono felice!!!!!!!!!!! CHE BELLO!!

*O*
Non vi sentite pervasi dall’emozione?
No…?
Nemmeno io.
Mi ritiro nelle mie stanze, a lustrare il ritaglio di giornale con la foto in primo piano di Miyazaki e le edizioni Salani dei libri della Wynne Jones.

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Hee hee, ha ha, ho ho ho

Dura, la vita dell’allevatrice. Scovi ovunque polli con falsi in bilancio, uova marce, stivali di gomma che tuo marito ha dimenticato di lucidare.
Allo stesso modo, vi sono remoti angoli del Tempio che celano delle sorprese: anfratti bui, ricoperti di muschio e – almeno apparentemente – inesplorati.

Afferrate dunque una torcia e avventuratevi con me nella Baracca di Cioccolato.

La Fabbrica di Cioccolato
Pure Immagination
tratto in particolar modo dal film con il mitico Jhonny

Il mitico JHonny? Non so voi, ma io non ricordo d’aver visto nessun film che avesse come protagonista un certo JHonny. E, soprattutto: non dovrebbe esser questa una fan fiction su un libro?

Capitolo 1 – Piromani, malinconia ed offerte di lavoro
Promette bene, non c’è che dire.

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Sono d’accordo.

-Signor Wonka! Signor Wonka! La bottega di Harley [I rivali di Willy Wonka si chiamano Prodnose, Fickelgruber e Slugworth: chi diamine è “Harley”?!], in Truecastle Road [dove…?], ha appena messo in vendita delle gomme da masticare che permettono di fare palloncini gigateschi [Gigateschi! Caspita! Ma tutto questo non era già avvenuto con uno dei suddetti?]!
Queste gomme sono perfettamente identiche alle Big Wonka BubbleGums [Willy Wonka non avrebbe mai chiamato un suo prodotto in questo modo becero, MAI] che stavamo per presentare sul mercato! [“Piacere, io sono un prodotto Wonka, e tu?”]-
-Che cosa?-
-Le sto dicendo la verità, anche Andy Abbot [Ma chi è Andy Abbot?! Il fratello di Hannah derubato di una ‘t’?] sta facendo grandi affari con le caramelle.-
-Semplici caramelle?- [No, bombe a mano.]
-No, sembra incredibile, ma si tratta di caramelle con la stessa composizione delle nostre Wonka Fruit Candies [Wonka impallidirebbe di fronte a tanta fantasia]. Ricorda, quelle caramelle che condensano tutti i sapori di frutta.. [Ma che schifezza.].-
-Certo che ricordo, stavamo per concluderne il progetto! [Concluderne il progetto?] Nell’ultimo periodo fatti di questo tipo sono diventati troppi per essere solo pure coincidenze. Ormai è ovvio: abbiamo una spia nella fabbrica!-

Lei si che è uno sveglione, signor Wonka.
Dopo aver preso atto della genialità del caro Willy, qualcuno di voi vuol spiegarmi quale sia l’utilità dell’appropriarsi di un avvenimento del libro e narrarlo daccapo, limitandosi a cambiare (e male) i nomi dei concorrenti di Wonka e dei prodotti “copiati”?

Qualcosa mi puzza d’Augustus Gloop bollito.

Ma ecco che abbiamo il nostro Willy Wonka, che, come se si fosse appena risvegliato, scuote il capo, e con un gesto si sistema i capelli e il cappello sulla testa (d’accordo il cappello, ma i capelli? Indossa una parrucca?). Tali capelli sono a caschetto, e ciò torna a riempirmi di dubbi: soltanto il secondo Willy Wonka cinematografico sfoggia un caschetto. E il libro, in tutto questo, cosa c’entra?

Wonka veste di blu (e quando mai?), più precisamente un completo composto da giacchetta, pantaloni gessati (veri trendi, non c’è che dire) e un paio di guanti. Si trova nel suo ufficio, a discorrere con quello che pare un grosso commerciante inglese.
I due disquisiscono della fornitura di prodotti che Wonka deve inviare al ciccione, che comprendono barrette chokocremose (costui non è Willy Wonka, è un dipendente della Milka). Willy liquida poi il signore inventando una pretestuosa riunione e stringendogli sedici volte (sic) la mano.

–Certo che è proprio difficile avere relazioni di lavoro di questo livello, non ci farò mai l’abitudine. [Ricordiamo, signori, che Willy ha avuto a che fare con un principe indiano] I commercianti che vengono qui parlano, parlano, parlano. Sono infinitamente noiosi ed oltretutto non fanno altro che pronunciare un sacco di numeri complicati! [Willy Wonka ha marinato le elementari.] Però Charlie dice che devo farlo, se voglio far migliorare l’immagine della fabbrica…-
Niente a che vedere col libro, evidentemente. Ma per quale motivo sulla terra Charlie dovrebbe dare un suggerimento del genere?

Willy Wonka accusa dolori di stomaco che io, in questo momento, condivido.

…era in momenti rari come quelli che necessitava assolutamente delle sue bambole.

Questo non sta né in cielo né in terra. Nessun Wonka mai scritto né filmato è mai stato un nevrastenico che gioca con le bambole per sedare le proprie inquietudini.

Questo signore suo omonimo, invece, va addirittura a cercare un Oompa Loompa per domandargli di allestire nuovamente lo spettacolo di pupazzi a ingresso fabbrica. Questi diniega: Charlie glielo interdisce, visto che giudica lo spettacolo osceno e crudele.

Capisco che Charlie è l’omino di zucchero, ma eran quattro bamboline che cantavano, mica il Rocky Horror.

-Molto bene ragazzi, oggi avete lavorato sodo. Per premiarvi di ciò, vi permetterò di giocare a quel che volete!- esclamò una giovane donna sistemandosi gli occhiali da vista. Era in tenuta da ginnastica, con i capelli castani legati in una treccia scompigliata, tanto che diverse ciocche sfuggivano dalla capigliatura.
Chi è questa, che c’entra col resto, macosacenefrega, macosaceneimporta?

-…ma signorina Withman…
Withman?

Will Withman sorrise ai suoi giovani studenti
Costei è un’insegnante, e mica una qualsiasi: è l’insegnante (di ginnastica?) del piccolo Bucket. Il signor Salt, venuto fuori dal nulla, le si avvicina con l’intenzione di offrirle un lavoro riguardante la Wonka Idustry.
Boh.

Hihi haha huhuhuhu!

Sono le risate da bertuccia che chiunque abbia letto questa fyccie inizia ad emettere, una volta perduta la sanità mentale.

Segue, per qualche ragione a noi ignota, la versione (italiana) integrale della canzone su Willy Wonka. Subito dopo, ecco Willy che osserva compiaciuto la sua sarabanda di pupazzi che, dopo essersi infiammati, si squagliano impietosamente. Sopraggiunge Charlie:

-Niente però! Guai a te se ti pesco di nuovo a dar fuoco a qualcosa! Lo sai cosa ti ha detto lo psicanalista, quella di bruciare bambole è una ossessione per te. Posso capire che ogni tanto la tristezza ti avvolga, ma dar fuoco alle cose per tirarsi su! Sei un piromane! Mi domando quand’è che hai cominciato questa azzurda baggiata.-

Serve a qualcosa ribadire che Willy Wonka, in qualsiasi interpretazione ne sia stata data, non ha insulsi connotati emo, non ama dar fuoco alle cose e, soprattutto, non ha la più pallida idea di cosa sia un’azzurda baggiata?

Sopravviene un flashback: Willy Wonka, da bambino, bruciava le sue bambole. Chissà se Freud avrebbe qualcosa da dire, in merito.

Ma torniamo al presente, dove Willy ripete una battuta già pronunciata nel film; Charlie, giustamente, si preoccupa, e gli fa notare che in questo infausto giorno è alquanto strano. Mio caro Charlie, il Wonka che conosciamo noi l’hanno rapito gli alieni, altro che “strano”.

Il cioccolataio rientra dunque nella sua fabbrica, col capo chino ricco di malinconia. I ricavati delle vendite, evidentemente, non bastavano.

Commentate per favore ^__^
Cm no, e t pare??!!11 ^*^

Nel secondo chap l’intreccio si complica (yawn): adorabili schermaglie familiari e discussioni riguardo al presunto ‘problema’ del signor Wonka, interrotte da un’epica rivelazione riguardo all’insegnante del piccolo Bucket:

-Non preoccuparti mamma, mi piace la mia scuola e la signorina Withman è la migliore insegnante dell’universo. È piuttosto giovane, ma dicono che insegna lì da tanto. È molto buona con noi nuovi arrivati, anche se devo dire che negli ultimi giorni ha fatto davvero sgobbare tutta la scuola. Sai, è una campionessa di sport, la volevano perfino nell’esercito! Lei però ha rifiutato e nessuno ne sa il motivo. Si dice in giro che conosca otto lingue.-

-Otto? Accipicchia, deve essere proprio una super donna!-

No, dev’essere proprio Lara Croft.
Oppure Miss Trunchbull di Matilda: crossover folle…?

Nonno Joe torna a casa, lava i piatti, Willy ha un nuovo flashback random nel quale dialoga con un amico, alla sottoscritta incoglie un colpo di sonno, un’inesattezza madornale mi riscuote:

-Mio padre, William Wonka…
Wilbur, si chiama. Wilbur.

Apprendiamo che il piccolo Willy incendiava le bambole con gli amici.
Meglio che torturare gli animali, no?

Nel frattempo, in un luogo inquietante e tenebroso si raduna una serie di vecchi amici: Salt padre e figlia, Augustus e la madre dalle guancie rosse modello maialino (le vostre guancie, invece, che modello sono? Le mie modello bertuccia) e dalle labbra rosse come il sangue (maquillage vampirico per la signora Gloop), Beauregarde madre e figlia, i due Teavee e, naturalmente, quella possente virago che risponde al nome di Will Withman.

L’arcano è presto svelato: le arcigne e detestabili famigliole reclamano vendetta ai danni di Wonka, e intendono servirsi della Withman per raggiungere i loro biechi scopi. La signora non è quel che sembra: pare infatti improbabile che una donna dal curriculum tanto incredibile (minghia!) insegni in una scuola elementare. Difatti costei altri non è che un ex capo della sicurezza al servizio di Willy Wonka (Wonka non ha altri dipendenti che gli Oompa-Loompa, ricordiamocelo), licenziato perché sospettato di attività spionistiche.

C’è bisogno che vi faccia notare quanto far ripetere gli avvenimenti della trama dopo la conclusione della stessa e arricchire il tutto in questa maniera originale sia divertente, simpatico e mozzafiato?
“Yawn”, dite?
Sottoscrivo.

Ci viene narrata la pittoresca storia del licenziamento della Withman, Wonka gioca a scacchi con un suo Oompa-Loompa, ripensa a quando gli toccherà chiudere la fabbrica (ma per che motivo?) e dare una festa d’addio.

Molto interessante.

Escursus sull’infanzia della Withman: generata da tali Wilbur (che è, sì, il nome del padre di Willy Wonka – WTF?) e Lilybeth (ugh), è stata educata come, in genere, si addestrano i marines.
Gli Oompa-Loompa le dedicano persino una canzuncella, nello stile – attenzione! – del film degli anni ’70:

Umpa Lumpa dubadidù [doompa-de-doo, che dubadidù?]

Ho un perfetto puzzle per te

Umpa Lumpa dubedadì [vabbè…]

Sei hai paura ascoltami

È assai importante che

Tu abbia fiducia in te.

Donna soldato sei e sarai…

…e tanto male ci farai se in questa fyccina resterai.
Il canto prosegue, ma io ho terminato i catini, Ozzy è stramazzato, e tutto ciò è abbastanza per chiunque.

Dal quinto capitolo inizia a non capirsi più nulla, compaiono Artemius, Madeline ed Emmaline, Wilbur diventa Wilbour e, prima che la noia, il malessere, il disgusto e la calura mi vincano definitivamente, mi convinco di dovervi rendere partecipi della fine del mondo: il povero Charlie a braccetto con una Mary Sue.

I due si avvicinarono all’ingresso e videro Charlie accompagnato da… da chi!? Chi era quella donna tanto splendida?! [La punteggiatura è costernata…] Aveva dei lunghi lisci capelli castani che le cadevano morbidi sulle spalle [*o*], indossava un vestito senza spalline [che secsi] color oro bruno [?] e scarpe dello stesso colore. Non aveva addosso gioelli particolari, soltanto un semplice paio di orecchini ed un girocollo. [E che altro volevate, la collana di tappi di bottiglia?] Aveva un fisico ben modellato, segno che era sportiva, ed il trucco color dell’oro [pure quello?] faceva risaltare ancor più i suoi due magnetici e brillanti occhi azzurro ghiaccio.

Niente gioelli vistosi, stavolta: soltanto, al posto degli occhi, un paio di magneti, che devono aver irrimediabilmente attratto il materiale metallico dell’orologio da polso di Charlie (altrimenti, converrete, una simile vicinanza non si spiegherebbe).
Allo stremo delle forze, mi chino a tergere la fronte di Ozzy e levo alto un lamento: l’universo di Dahl, ultimo, remoto santuario della letteratura per l’infanzia, è stato violato.

Nessun fandom è al sicuro?