Archivi del mese: luglio 2007

Una vacanza non si nega a nessuno.

E’ vero, è vero, in questo periodo sto davvero esagerando… considerateli gli effetti collaterali del cazzeggio.
Radicale, violento, traumatizzante cambio di fandom, per questa volta.
Abbandono per una volta il meraviglioso mondo di Harry Potter, fatto di addominali scolpiti dai duri allenamenti di Quidditch, occhi smeraldini o chiari come il ghiaccio e membri eretti e nodosi.
Lo abbandono, sì, per celebrare questo tributo ad una saga che ha segnato ogni singola tappa della nostra vita.
Miei cari Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, ricorderete senz’altro i gloriosi Cavalieri dello Zodiaco.
Sì.
Quelli che prima che se li comprasse Mediaset te li dovevi andare a cercare su improbabili reti private.
Quelli che prima che se li comprasse Mediaset sanguinavano come cristiani ortodossi, senza fermo immagine.
Quelli che se non se li fosse comprati Mediaset sarebbero rimasti prezioso Graal di noi, classe prima metà degli anni Ottanta, anziché finire nelle mani delle Vestali che danzano attorno ai fuochi del Tempio. E no, non quello di Atena.
Già il titolo è tutto un programma (Mediaset anche quello, sì): Vacanze Italiane.
La domanda lecita è: se sono tutti morti e stramorti, chi è che ci va, in vacanza?
La vestale Natzuki Uzumaki ha già risolto il problema per toglierci dall’imbarazzo: Atena, riuscì a convincere suo padre, il sommo Zeus, a riportare in vita tutti i cavalieri caduti in quegli anni. I Gold Saint, i Silver, i Bronze, i Saint di Asgard, i Saint di Poseidon e altri che parteciparono alla battaglia, furono tutti resuscitati.
Non siete meno imbarazzati?
No?
Nemmeno io.
Dopo tutto il casino fatto per ammazzarsi gli uni con gli altri, credo che i resuscitati, da qualsiasi parte della barricata stiano, siano decisamente inalberati.
No, per dire… non si poteva urlare un corale “volemose bbene” all’inizio della prima battaglia e chi si era visto si era visto?
Ma non è finita qui.
Atena, aveva deciso di dare un periodo di pausa ai dodici Gold Saint.
“All’anima de li mortacci tua”, imprecano i cavalieri di rango inferiore. E mai imprecazione fu più azzeccata, visto il contesto.
Per l’occasione, le dodici Case del Grande Tempio hanno cessato di essere roccaforti di meditazione e difesa, e si sono trasformate in deliziose villette a schiera (esemplare la frase Kanon, gemello di Saga, aveva accettato di vivere nella terza casa con il fratello e, a questo punto, io PRETENDO il coinquilino gay).
In questo giorno di magno gaudio et giubilo, dunque, l’incarnazione di Atena e il suo rappresentante in terra Shion, richiamano al Tempio (no, di nuovo, NON è EFP) i loro tredici paladini.
Sì, tredici.
Compreso Aiolos di Sagitter (sì, proprio lui, e cercate di non farvi venire le convulsioni, che la cosa è lunga!) e quell’esserino viola con l’enfisema che risponde al nome di Dohko.
La notizia ha dello sconvolgente, per i poveri tredici eroi che non hanno idea del titolo della fyccina nella quale si son cacciati.
Lady Saori, ha pensato di mandarvi per tre mesi in Italia. Non è per una missione, ma solo per rilassarvi e scaricare un po’ lo stress, annuncia il Grande Sacerdote.
State scherzando spero!! obietta Death Mask, cavaliere del Cancro. E noi speriamo con lui.
Siamo serissimi cavaliere, conferma Saori. E domani mattina partirete per Milano.
Niente da fare, allora: è ufficiale.
Per il viaggio avrete a disposizione un aereo privato.
Ehm… ma… visto che i Cavalieri d’Oro possono muoversi alla velocità della luce e quindi raggiungere Milano prima che si riesca a dire “Ministero della Magia”… perché mandarceli in aereo? Che, oltretutto, se atterrano a Malpensa, fregano pure le valigie?
Ad ogni modo.
La decisione presa dalla dea perplime non poco i nostri eroi
Camus:”Capisco che non ci sono più pericoli, ma mi pare un po’ esagerato mandarci tutti in vacanza.”
Anche a noi, carissimo. Anche a noi.
Milo:”Vedila dal lato positivo! Almeno abbiamo un’occasione per rilassarci seriamente e vedere un po’ le bellezze storico-culturali di un paese straniero!”
Parla uno che distrugge roba vecchia di secoli sparando Cuspidi Scarlatte a destra e a manca, ricordiamolo.
Shaka:”Al massimo gli piacciono le bellezze fisico-femminili di un paese.”
Perché Shaka tiene gli occhi chiusi, ma SA.
Il teatrino che segue ha del delizioso.
Lo amo, davvero:
Milo:”MA NON è VEROOOOOO!!!!”
Tutti:”Se, se! Raccontala a qualcun altro!”
Milo:”Ma uffaaaa! Siete cattivi, me ne ritorno a casa!”
Camus:”Tu non te ne vai! La prossima è la mia casa, dalla quale non ti lascerò passare! Devi rimanere qui a farti prendere per il culo!!”
Stralol. Rotfl. Finché:
Aphrodite:”Io lo prenderei volentieri!”
*erbacce secche vengono sollevate dal vento del deserto*
Cioè… sì, si sapeva.
Non era una novità.
Qui il fandom non c’entra, è proprio canon.
MA, SANTO MINISTERO, METTETE UN CARTELLONE DI AVVISO, PRIMA DI FARE CERTE BATTUTE!!
 
Il giorno dopo, veniamo eruditi sulle tradizioni perpetuate all’interno delle dodici Villette A Schiera dello Zodiaco.
Sì, perché l’assetto pre-partenza di un Cavaliere d’Oro medio è come quello di Camus, della Villetta A Schiera dell’Acquario: aveva i capelli tutti scompigliati(stile dita nella presa di corrente!N.d.A.XD), un asciugamano poggiato sulle spalle e indossava solo i boxer azzurrini, come se non bastasse, si presentò con lo spazzolino in bocca.
Impariamo una importante lezione, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero: resuscitare i morti comporta GRAVI effetti collaterali.
Gravi effetti collaterali che si estrinsecano magistralmente quando giunge il momento di schiodare dal letto il suo caro amico Milo di Scorpio, che proprio non vuole saperne di alzarsi:
Camus:”Ci penso io!”
Sparì dietro la porta della stanza dello Scorpione e tempo un minuto un urlo lancinante squarciò il silenzio.
Milo:”STRONZOOO!”
Camus:”Non ti svegliavi!”
Milo:”E C’ERA BISOGNO DI CONGELARMI L’UCCELLO??!!”
*altre erbacce secche vengono sollevate dal vento del deserto*
Vi risparmio la sofferenza del volo.
Davvero.
Preferireste incontrare turbolenze a gogò, piuttosto che sapere che i nostri hanno i boxer col proprio segno zodiacale puccioso, ve lo assicuro.
Una mezz’oretta dopo, il piloto annunciò l’imminente atterraggio e chiese di allacciare le cinture di sicurezza.
Il pilota ci comunica che il fatto che il suo mestiere finisca con la A non lo fa sentire meno uomo, e fosse stato per lui avrebbe lasciato quella vocale lì dov’era.
Per coloro che si fossero messi all’ascolto soltanto adesso, ricordiamo che stiamo parlando di gente che le cinture di sicurezza potrebbe distruggerle con un semplice guizzo degli addominali scolpiti dai duri allenamenti (e non di Quidditch).
L’ingresso dei tredici nell’aeroporto non resto di sicuro inosservato, soprattutto tra le rappresentati del sesso femminile. Cominci il carosello, dunque. Insomma, erano obbiettivamente dei bei ragazzi (non generalizziamo, su) e poi ce n’era di tutti i gusti! Pelle chiara, scura, normale (che vuol dire pelle normale?!); capelli corti, lunghi fino a metà schiena o anche più, mossi, lisci, di tutti i colori (Cavalieri Mary Sue: questa mi mancava); occhi azzurri, blu, castani, verdi, neri, rossi, viola (e tutti che cambiano sfumature col tempo! WOW!)! Ma il comune denominatore era un fisico da statue greche!
…anche Dohko??
L’unico che godeva di tutte quelle attenzioni era Death Mask; si divertiva come un matto a mandare occhiate sensuali, frammiste alla sua solita sadicità, ai gruppetti di ragazze che puntualmente arrossivano.
Ehm-ehm… solo una domanda.
Cos’, è, esattamente, la sadicità?
E dire che noi Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, le virtù negative le abbiamo tutte… giusto la sadicità, quella ci manca.
Non contento, ad un certo punto, con non curanza e fingendo di avere improvvisamente caldo, si slacciò tutti i bottoni della camicia nera a maniche corte che indossava. La camicia a maniche corte… che cafonissima caduta di stile! Manca giusto il tappetino di peli sul petto e il crocefisso d’oro diciotto carati, magari con qualche brillotto.
Individuò Milo e Camus (…) con uno scatto fulmineo slacciò le cerniere dei maglioncini gemelli molto leggeri dei due (che sono pucciosi, hanno i maglioncini gemelli… come i Weasley!), che rimasero pietrificati, increduli (lo sono anche i Weasley). Errore madornale. Death Mask sfruttando il momento, afferrò i colletti dei maglioncini di cotone e li tirò giù, scoprendo quasi completamente il dorso e la schiena nudi dei ragazzi.
Ma… ma… perché!?
Fuori dall’aeroporto li aspettavano dei taxi noleggiati da Lady Saori.
Comunissimi taxi?
Sono Cavalieri d’Oro, per il Ministero! I taxi vanno bene per i cavalieri di rango inferiore… per quelli d’Oro, ci voleva come minimo la limousine!
In un’ora erano a Milano e ci volle un’altra ora per raggiungere l’hotel.
Torno a ricordare ai nostri protagonisti che sono ancora in grado di muoversi alla velocità della luce. Sì, bagagli e scarpine fantasiose compresi.
Fecero una doccia veloce, si cambiarono e scesero a mangiare nel ristorante dell’hotel. Rimasero a tavola fino alle 15:00! Godendosi a pieno un vero pasto Italiano.
Che li lasciò boccheggianti ad implorare che il cameriere praticasse loro l’eutanasia. È così che si conclude un vero pasto Italiano. Con la I maiuscola, of course.
Il resto del pomeriggio lo passarono nel salotto dell’albergo (ma che palle!) e tornarono in sala da pranzo solo alle 20:30 (o_O). mangiarono qualcosa di leggero (meno male) e verso le 21:35 tornarono in stanza. Fecero un’altra doccia veloce, chiacchierarono un altro po’ nella stanza di Dohko (ragazzeeeeee! Pigiama party per tutteeeeee!!) e alle 23:00 erano tutti nel mondo dei sogni. Come, niente capatina all’Hollywood?
Arrivati a questo punto, una domanda sorge spontanea: “…ma… esattamente, checcenefregavaannoi?”
Per onorare tali Cavalieri Mary Sue, con tali meravigliose pelli, capelli e occhi, la guida che si presenta il giorno dopo non può certo sfigurare. Ed ecco che abbiamo Alessandro: aveva un aspetto ordinato, un viso simpatico e gentile incorniciato da ricci castani, indossava un paio di jeans blu scuro e una camicia a maniche corte azzurra.
Ribadisco che le camicie a maniche corte gli uomini dovrebbero bruciarle su una pira.
Cartolina da Piazza Duomo:
Shura:”Figa, ma quanti piccioni ci sono?!”
Il Cavaliere del Capricorno ha subito imparato la lingua, rielaborandone le più erudite finezze. Minchia!
Dopo un teatrino di dubbio gusto sul modo migliore per liberarsi dei mortali pennuti, tre scie, dai colori forti, sfrecciarono dirette verso il lato del Duomo. Urtarono una Aiolia, una Milo e la terza Camus.
Già sappiamo in cosa siamo incappati, vero miei prodi?
Non sentite puzza di gelsomino, sandalo, lillà… muschio bianco?
Erano vestite decisamente originali. Che tradotto sta per “prepariamoci al peggio”.
Tutte e tre in stile metal. Truzze tamarre, dunque. Una indossava dei pantaloni rossi sopra al ginocchio, una maglietta nera e bianca, un cravattino e due cinture incrociate con le borchie a piramide (ho appena ricevuto un pugno nell’occhio; notare le borchie a piramide: sono fondamentali, se fossero state circolari la storia avrebbe preso un corso differente). La seconda dei pantaloni lunghi neri con inserti bianchi, molte cerniere e corte catene che li univano (eh?), una maglietta nera con stampe di teschi bianchi (oh, GoS!) e una cintura a due file di borchie killer (non sapevo che le borchie avessero la licenza di uccidere; me ne ricorderò per il futuro). La terza portava una corta minigonna nera (bbottana!) da cui spuntavano tre o quattro strati di tulle viola (puro trash), una camicia nera senza maniche che lasciava scoperta quasi tutta la schiena (se sulla schiena scoperta sta disegnato pure un bersaglio stiamo a cavallo, cari), cravattino viola (o_O) e una catena e una striscia di pelle con le killer al fianco (moda giovane? Moda emo!).
Completavano l’abbigliamento di tutte e tre polsini e collari con le killer e stivaloni in pelle nera con le fibbie e le suole altre 10 cm.
Perché noi non ci accontentiamo mica, siore e siori!
Il pensiero comune di tutti e tredici i cavalieri fu il medesimo.
“VOGLIAMO TORNARE A CASA!”
Plausibile, ma… no.
Ma come mischia fanno a correre con quelle cose ai piedi?!?
Di certo, con tutto il ben di GoS che hanno addosso, vi andate a preoccupare delle scarpe.
Le tre fanciulle non sono certo bocciuoli di rose, tant’è che vengono inseguite da un gruppo di ragazzi che le apostrofano con appellativi ben poco cortesi.
Che poi siano gli stessi appellativi con i quali le stavamo silenziosamente apostrofando tra noi e noi è un fattore del tutto secondario.
Ovviamente, i nostri eroi non possono esimersi dal salvare le donzelle in difficoltà.
Ronf, lo so, lo so.
Un piede, che indossava uno stivale di pelle con la suola da 10cm, si abbatté sulla testa dell’ultimo ragazzo ancora in piedi. Lo stivale apparteneva alla ragazza con i pantaloni dalle mille cerniere e catene. Le altre due avevano già finito e si stavano spolverando i vestiti.
Ri-ronf, già.
”Nooo cazzo, sangue!”
“Augh!” È vero, eliminare i verbi rende tutto molto più facile.
Ragazza:”Macché fatta male! Uno di quegli stronzi deve avermi sputato sangue addosso!”
Credo che sputare sangue addosso sia diventata una nuova manifestazione d’affetto. AIDS ed epatite ringraziano, comunque.
Ragazza2:”Oh, porc… anche a me!”
Ragazza:”Smacchiatore universale n’altra volta!”
“Versace n’antro litro”. Ci stava nu babbà!
Ragazza3:”Ma vacca troia è la terza volta in due giorni! I miei pantaloni preferiti!”
Esclamò lo schizzo di sangue, che imbrattava un paio di catene. Perché ora gli schizzi di sangue parlano.
Quando i tre delicati virgulti si accorgono di essere osservate, si preparano alla seconda rissa del pomeriggio. Poi, inaspettata come un’appendicite, arriva la rivelazione.
Ragazza2:”Ehy! Quei tre sono quelli che abbiamo urtato in Piazza Duomo!”
Diciamo che non passano inosservati, i cicci.
Ragazza3:”Cazzo, è vero!”
Ragazza:”Mischia, c’hai ragione!”
Porca puttana, che figata!
Ragazza:”Allora possiamo fidarci! Piacere di conoscervi, io mi chiamo Nemesi!”
Ragazza3:”Io sono Sizuku, piacere!”
Ragazza2:”Piacere, Sara!”
Ecco, finalmente abbiamo i nomi delle Sue che circuiranno i tre turisti più appetibili. Credetemi, Sizuku e Nemesi non mi stupiscono. Non più, almeno.
Già lo stile copione è intollerabile di suo.
Mettici pure ragazza, ragazza2 e ragazza3… ragazza8, tappete, tippete e un biscotto?
Immancabile il primo litigio, preludio ad una tormentata storia d’ammmoreeeeh.
Sizuku:”SEI UNO STRONZO, CAFONE, DEFICIENTE! IO TI PESTO A SANGUE!”
Milo:”EHY! CHE CAZZO TI URLI?!”
Sizuku:”COGLIONE! TI SEI MESSO AD URLARE PURE TU!”
Milo:”SI! MA HAI COMUINCIATO TE!”
Sizuku:”CERTO! TU MI OFFENDI COME SE NIENTE FOSSE, E MANCO MI CONOSCI!”
Milo:”QUELLA CHE OFFENDE, QUI, SEI TU!”
Sizuku:”IO OFFENDO IN RISPOSTA ALLE TUE OSSERVAZIONI POCO CARINE, CAFONE!”
Milo:”E NON CHIAMARMI CAFONE!”
Sizuku:”NON TI DEVO CHIAMARE CAFONE?! MA SAI ALMENO COSA VUOL DIRE?”
Milo:”NO, SI, NON PROPRIO, PERO’…”
Rivoglio il Cavaliere dello Scorpione. Qui, adesso, e sano di mente.
Tra vederlo così e pensarlo morto, in pace, con i vermi che se lo mangiano… preferisco i vermi, davvero.
Nemesi:”Lasciate perdere quei due!”
Consigliò agli altri ragazzi.
Sara:”Si, giusto! Tanto non finiranno di certo alle mani!”
Aiolos:”Ok!”
Acconsentì easyssimo, come al solito.
Ok.
Ok.
Respiro.
Haldir, l’ossigeno per favore.
Respiro.
Ossigeno.
EASYSSIMO?!?
Purissimo?
Levissimo?
Non mi riprenderò più, me lo sento.
Questa è roba che segna, mica bruscolini.
Camus:”Sono d’accordo. Tanto il mio migliore amico è un pirla e tale rimane.”
Sì, hai ragione. L’abbiamo perso da quando gli hai congelato l’uccello, più o meno.
Shura:”Figa! Certo che ci sapete proprio fare con le botte!”
E’ sempre bello quando un artista concede il bis.
Aphrodite:”Shura caro, non usare certi termini con delle dolci fanciulle.”
Ma taci, per cortesia!
Sara:”Tranquillo! Con queste due la volgarità è di casa! Io non mi scandalizzo più… e visto che Nemesi è più scaricatrice di porto di voi tutti messi assieme non s’impressiona manco lei!”
Eh, andiamone fiere…
Nemesi:”Mh… ha parlato eau de fines…”
Eau de finesse, comunque. Che battuta banale, comunque. Perché non è ancora diventato chiaro come il sole che le battute ad effetto, dopo un certo tempo che vengono ripetute, il benedetto effetto lo perdono?
Kanon:”Vi conoscete da tanto?”
Ma che te ne frega??
Sara:”Beh, si!”
Nemesi:”Praticamente da quando abbiamo memoria! Siamo sempre vissute assieme!”
Un coro di “cavoli” e “caspita”, si alzò dai dodici.
Mai sentito parlare di amici di infanzia, neh?
Sara:”E voi? Vi conoscete da tanto?”
Aiolos:”Beh… alcuni di noi sono grandi e quindi, si conoscono gli altri molto meglio, comunque si, ci conosciamo da tanto! Non abbiamo mai vissuto insieme, a parte i fratelli ovviamente, però siamo sempre stati vicini di casa.”
Eh?
Sara:”Lol!”
La nota nerd… non la trovate deliziosa?
Con un’imprecazione blasfema che mi rifiuto di ricordare (e che potrebbe valere una segnalazione coi controfiocchi), i tre fenomeni da baraccone si congedano, dando appuntamento per stesso posto e stessa ora.
E sulla sibillina nota della guida io, infastidita, vi lascio, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero.
Che la sensatezza scenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Ad maiora.
Mezza Milano sa chi sono! E per una certa fascia d’età è praticamente impossibile non conoscerle! (…) Beh, tra una cosa, quell’altra e quell’altra si fanno parecchi amici. Diciamo che è perché sono molto interessanti!
 

La leggenda de 'sta ceppa

Dopo aver stampato il calcio d’ordinanza sul posteriore del mio tardo consorte e spiccato la testa dal busto al volatile più anziano dell’aia (dacché, come di proverbio, gallina vecchia fa buon brodo), mi sento in dovere di somministrarvi la vostra dose quotidiana di mangime. Che, nella fattispecie, consiste in una magnifica AU sulla serie di videogame che risponde al nome di The legend of Zelda.

Allez les filles!

Tloz: 21th Century, perché cresciate sani e robusti. Preparata per voi da ixior.

Che altro dire…il titolo dice tutto XD.
Certo; se già l’idea di una AU su Zelda è, di per sé, assolutamente improponibile, apprendere che la storiella ci è contemporanea ci conforta molto.
È la mia prima Fan Fiction (pregate per che sia pure l’ ultima 😛 )
E che altro fare, se non accendere un cero al GoS e inginocchiarci?
Pronti per il prologo…? Tenetevi forte.
In lontananza risuonavano le campane di una chiesa, un tempio.
Un momento: una chiesa o un tempio? Non mi pare che i termini si equivalgano. La qualifica di sinonimo si comprerà come i titoli nobiliari?
Tuttavia, desidero che sappiate che le suddette campane rappresentavano il tempo. Difatti io, quando odo rintocchi in lontananza, penso sempre a Death Not… er, a quant’è breve questa vita. Non solo: anticipavano un’avventura in procinto d’iniziare. Un’avventura, o meglio una leggenda, ripetutasi decine e decine di volte (quanti file di gioco avrà aperto, il signore?), pronta a rinascere, ma in un’altra epoca.
A non essere pronta per tutto questo son io, temo. Ozzy? Qua!

Col PRIMO CAPITOLO s’entra subito nel vivo dell’azione.
Link osservava il fiume, quel giorno particolarmente sporco.
Guarda meglio, Link, quelle son le fogne dell’Hyrule Castle.
Il nostro Eroe, curvo sul lordume, rifletteva su un suo sogno…
Era convinto che, come diceva Freud, i sogni rappresentassero le preoccupazioni, gli avvenimenti e, perchè no, anche ricordi di un’ altra vita.
Credevate mica che il Deku Tree ai Kokiri raccontasse favole e leggende? ‘Sta ceppa, preferiva di gran lunga legger loro l’opera omnia di Freud. Alla quale, a quanto pare, dovrei dare una ripassata: il vecchio Sigmund che sostiene la metempsicosi? Non nascondo che m’è nuova.
Ma non riusciva a collegare quella strana piramide dorata e onnipresente del sogno con la sua normale vita da studente universitario.
Link, fattene una ragione: i Lego, o Geomag che siano, non fanno per te. Come, ritengo, la vita da universitario: Hyrule la salvi tra un esame e l’altro?
Che un suo antenato fosse stato un grande maestro massonico? Ne dubitava profondamente.
E’ la prima cosa che viene naturale pensare, quando si sogna una piramide.
I filosofici pensieri (roba da far invidia ad Aristotele, converrete) del fanciullo vennero interrotti da un bolide che gli sfrecciò accanto, investendolo di una nube di scarichi tossici. Sticavoli, andava a benzina o a scorie radioattive…? La seconda, immagino, dal momento che la maglietta di Link, da bianca che era, divenne grigia. Cose che nemmeno a Chernobyl.
Il Nostro fece per andarsene, quando all’ improvviso squillò il cellulare, quasi nuovo di zecca, l’ultimo modello della marca Navi.
Ti ringrazio, sommo GoS, per questo miracolo: la fatina Navi, navigatore piuttosto seccante, è divenuta un cellulare dalla suoneria, tuttavia, fastidiosa (“Hey! Hey! Hey! Listen!”?)
A chiamare Link era nientepopodimenoché Mido (proprio lui, il bulletto Kokiri!), il suo compagno di stanza al campus dell’ università. (Ricordo ai signori lettori che i due non si tollerano, figurarsi se potrebbero condividere una stanza, finirebbe a legnate). Proponeva una festa negli appartamenti femminili.
A questo punto, viene spontaneo porre un paio di quesiti:
– Siamo in America?
– Come possono questi due signori andare a far festa negli appartamenti femminili?
Che originale. In pratica erano 2 anni che non si facevano feste altrove. Cioè, son due anni che ‘sti due campano a feste nel bagno delle donne? Fossi in Link, avrei seri dubbi sull’identità sessuale di Mido.
Si faceva tanto il ganzo
“A regazzi’, e mò v’o buco ‘sto pallone…”
…ma appena vedeva Saria, arrossiva come un peperone.
Questa rivelata tenerezza di Mido nasconde una virgola fuggita da Alcatraz.
Mido non era che un bambinone, un Peter Pan moderno (?), come tutti i suoi altri amici.
Ma io dico, perché non:
– Come tutti i suoi amici altri;
– Come tutti gli amici altri suoi;
– Come amici altri suoi tutti i
?
Non per nulla, il campus che i ragazzi frequentavano era chiamato “Il campus dell’eterna gioventù”.
Tralasciando il fatto che se apprendessi di un campus con questo nome penserei che ci sia sotto qualcosa di estremamente losco, pare che quello in questione sia una versione “attualizzata” della Kokiri Forest.
‘La faccia, miei signori…
SECONDO CAPITOLO
Di già?
Era una calda mattinata estiva, in un edificio storico del centro città. Al suo interno, i senatori discutevano su alcune riforme da attuare.
Un momento:
– I senatori sono quelli dell’Alleanza Galattica?
– Dove diamine si trovano, in che città, e in che edificio storico?
Che inferno questa stanza. Piena di comunisti che non si sono ancora accorti del crollo del muro.
Okay. Siamo in Italia, e forse ho anche una vaga idea di chi stia parlando…
Mi manca la guerra fredda. Anche per la temperatura…
Ma cosa diamine ci azzecca la guerra fredda? (E, soprattutto, era una battuta?)
Tutte queste belle cose le rimuginava un signore di nero vestito, che maledicendo il protocollo pensava che i prossimi fondi (?) li avrebbe usati per istallare l’aria condizionata al Senato (galattico). Quelli dopo ancora magari li stanzierà per un distributore di bibite.
Costui era figlio di uno sceicco arabo (anvedi!), cresciuto tra incontabili (come i nomi in anglico?) sorelle. Insomma, uno di quei politici di buona famiglia (ottima direi, se Papà è sceicco…) che, tuttavia, oltre al potere politico, desiderava qualcosa d’altro, qualche potere meno convenzionale e più arcaico, più oscuro.
Si darà mica al satanismo?
Avrà visto troppo Streghe.
I suoi “studi” erano destinati a trovare questo potere. Ed era sicuro d’ essere vicino alla sua meta. E quando la avesse raggiunta, nessun comunista, popolare o capitalista che fosse avrebbe potuto affrontarlo.
Questo Scienziato Pazzo è un tantino manicheo: pare veda il mondo spartito in “comunisti, popolari e capitalisti”. Senza dubbio la sua è una visione molto originale della politica. Strano luogo, l’Hyrule contemporanea…
Ma il nostro amico ha fatto i conti senza l’oste:
dall’ altra parte della stanza ellittica il senatore Daphnes lo osservava con sguardo inquisitore.
Unico IC.
Questo lo turbò assai, poichè egli aveva occhi e orecchie dappertutto per la città
Questo, invece, turba assai me. Occhi e orecchie sparsi per la città? Che visione antiestetica.
L’uomo in nero dunque prese e se ne andò, uscendo dal Senato in piena riunione, del tutto indisturbato.
Normale, no?
Si sentì lo sguardo di Daphnes attaccato alle sue ampie spalle fino all’ uscita dell’ edificio.
Sarà stato uno dei suoi paia d’occhi di riserva. Bleah. Gli avrà rovinato il doppiopetto?
Raggiunse la sua Ferrari nera.
Che classe, che eleganza.
Credette di vedere la piramide del potere
I Lego di Link?
Si tolse la targhetta della sua giacca. C’ era scritto il suo nome: Ganondorf.
Fermi tutti: la targhetta col nome? Ma è un senato o un ospedale?
Povero, povero il nostro amico nasuto, declassato da fine villain a politico truzzaglio con tanto di Ferrari traslucida. Poi, figurarsi, con la scritta “Ganondorf Dragmire” appuntata sul petto ci credo sì, che passa inosservato.
TERZO CAPITOLO
Questi cambi di capitolo ti prendono alla sprovvista…
Era una domenica mattina, momento di riposo per molti solerti lavoratori allo stremo delle forze, momento di messa per molti bravi cattolici, come lo era Zelda.
Momento di messa…? (Momento di vero godimento!) Ma soprattutto: Zoccol… Zelda una brava cattolica? Le tre dee protesteranno mica?
Era una bella ragazza, e soprattutto molto elegante.
Era una Mary S… una bella signorina, questa Zelda, figlia, inoltre, di un importante senatore (quello che semina occhi e orecchie in giro per il mondo, ndMe).
Era perennemente circondata da gorilla talmente loschi che avrebbero spaventato persino King Kong.
Sì. Tipo Impa. Non so bene se simulare una risata o immaginarmi tante repliche del buttafuori di Chi ha incastrato Roger Rabbit.
Era una chiesa gotica, lugubre (certo, se è gotica è lugubre, il nesso è spontaneo), tuttavia vi aleggiava una curiosa atmosfera di “epicità” (che?), di un passato glorioso e diverso, sia fisicamente che in quanto funzioni.
Che diamine…?
La povera (er) Zelda rabbrividì all’idea delle ossa di monaci sepolte sotto i suoi piedi (una signoVina Vaffinata, che faVci?), ma quanto meno loro erano in compagnia, mentre lei era sola soletta e senza l’ombra di un amico (mi dispiace! *corre a ringraziare il GoS*). Fossimo in Corpse Bride, le darei pure ragione…
Sotto di lei, in verità, era sepolto ben più che un mucchio d’ossa (Jack Skellington protesta!), ma per il momento non ci è dato sapere cosa. Le bodyguard erano rimaste tutte fuori dalla porta: perché? Nessuna di loro professava la fede cattolica, naturale.
Ora; è assai improbabile che una signorina perennemente a rischio della vita (senza che se ne comprenda bene il perché, aggiungo) come questa Zelda venga lasciata da sola in un luogo affollato come una chiesa solo perché tutti, e sottolineo tutti, i gorilloni al suo seguito hanno problemi di credo.
Zelda Sue, dunque, s’alzò per andare a prendere l’ostia (HA, HA, HA), ma in quanto fu davanti all’ altare (prego?) si sentì debole, strana. Le venne un improvviso mal di testa.
Ah, i mancamenti da Sue, quelli davvero non mancano mai. Zelda ha il ciclo.
Dunque il sacerdote estrasse un’accetta e pose fine alle sue sofferenze…
No?
vide delle immagini. Una foresta, un castello, un tempio, una spada.
Son queste immagini da sogno o carte dei tarocchi? (Non era Link quello che mangiava pesante?)
E tre piccole piramidi dorate, unite per formare una più grande.

Bene.
Non sono Lego né Geomag, bensì la dorata Triforza. Curiosamente, le tre “piramidi” in questione io le ho sempre viste bidimensionali, tre triangoli, in sostanza. Farà mica più fyko così?
In quel momento iniziarono i rintocchi delle campane.
Le senti, Ryuuzaki…?
Era troppo per lei. Svenì.
Provata oltre misura, la signorina svenì – termine che conclude il capitolo in una maniera che rasenta il sublime.
La messa è finita, andate in pace.

Scambi interQulturali? No, grazie.

Non ne avete avuto abbastanza di studenti salutanti, genitori piangenti, bambini schiamazzanti e animali piuttosto depressi rinchiusi nelle loro rispettive gabbie, rassegnati ad un altro anno di voli ed altre esperienze stressanti e pericolose, vero?
No?
E allora seguitemi in questo nuovo viaggio nel meraviglioso mondo della fyccina, fedeli compari.
Continuo a non aver niente da fare, e sono febbricitante.
Non toglietemi quest’unica gioia rimastami.
Gioia.
Beh.
Ora non esageriamo.
Come ogni anno i Grifondoro e i Serpeverde appena scorgono o fiutano uno della fazione opposta si ringhiano contro come bestie feroci sul punto di azzannare alla gola una preda succulenta.
Sapevatelo! Su Animal Channel.
I nostri eroi (sì, i soliti… non fatemi ripetere Harry, Ron, Hermione Ginny e Neville, su!) cercano un posto a sedere.
E indovinate chi occupa l’unico scompartimento libero del treno?
Sì, la solita sconosciuta.
La solita sconosciuta che non conosce le minimeminimeminime regole di educazione.
La solita sconosciuta dalla fluente massa di capelli castani mossi, in parte raccolti sulla nuca, dagli occhi color grigio azzurrino, come il cielo in tempesta, che ha occupato tutto lo scompartimento con cappotto, borsa, baule, gabbia del corvo e corvo. Corvo che, per inciso, si chiama Cagliostro.
Harry Potter, invece che lanciarle una simpatica maledizione senza perdono, si presenta.
Ovviamente agli altri ciò non necessita, perché alla fanciulla-dagli-occhi-improponibili basta fare due più due per riconoscere e dare un nome ai suoi amici.
Dalle labbra di Ginny, veniamo a sapere che Asharos di Neraserpe (no, non è uno dei Cavalieri dello Zodiaco… almeno credo), è una studentessa in trasferta.
Italiana, ovviamente.
Suvvia, chi di noi non ha una parente che si chiama Asharos? È un nome così comune…
Brava… hai vinto il mongolino d’oro…
A parte che credo che il concetto di mongolino d’oro sia tipicamente italiano, e che quindi i nostri eroi non potrebbero afferrare l’ironia.
A parte che io non sentivo la formula mongolino d’oro da quando ero alle elementari.
A parte che la discriminante per entrare ad Hogwarts dovrebbe esser la buona educazione, e non l’attinenza con la magia…
Sono nel progetto SIGME, Scambio Intereuropeo di Giovani Maghi Eccellenti.
Io direi che SIGME sta per Scambio Intereuropeo di Gesù, MarySue, Eccheppalle!!
 
Una volta giunti a scuola, immancabile è il trito e ritrito teatrino del Cappello Parlante:
Oh! ma cosa abbiamo qui? Un pollo. Su, Cappe’, cosa vuoi che abbiamo? Una studentessa straniera!Ecco, appunto. Non è rifiutando la realtà, che cambiano le cose. Sei una personcina interessante, tu… Eh, figurarsi se se la liquidava in un secondo. non Tassorosso, non ne hai la pazienza… Eufemismo per “sfiga”. non Corvonero che, per quanto ingegno tu abbia, non potrebbe sopportare la tua poca voglia di studiare… Guai se fosse stupida, la protagonista. Non è perché non è intelligente, che non va a Corvonero, ma perché non ha voglia di studiare, stellina. neanche Grifondoro. Il nome stesso della tua famiglia lo esige…. Ma che, al nome della famiglia non potevi pensarci prima, ché risparmiavamo tutti mezz’ora di vita? Mi sembra che tu possa stare solo a SERPEVERDE!
Asharos, accolta personalmente dal Divin Pargolo, viene nominata Caposcuola onoraria. Così, forse avanzava una spilla.
Perché, vi chiedete?
Per farla sentire più partecipe alla vita della nostra scuola, spiega il Preside.
Hmmm… perché non nominarla Regina del Ballo di questo Ceppo, allora?
L’utilità della carica è la stessa, mi pare.
Al tavolo dei Serpeverde, il Divin Pargolo chiede GIUSTAMENTE che razza di nome sia Asharos.
E allora che razza di nome è ‘Draco’?
Giacobini, alla ghigliottina!
Ha osato aver da ridire sui gusti del GoS!
Perché Draco è stato un nome scelto e benedetto dal GoS e dal suo seme. Mettere in dubbio la sua fulgida bellezza è blasfemo.
Ma il giovin signore non se ne cura, guarda e passa:
Mi rispondi tono su tono, eh?
Draco, puccipù, sei sconvolto.
Si dice, a-hem, “rispondere a tono”, caro.
Tono su tono si fa la tinta per capelli.
Ma il delirio continua.
Mi piace il tuo modo di fare.
Ricordiamoci, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, che Draco Malfoy ha iniziato ad odiare Harry Potter perché si è rifiutato di stringerli la mano. Credo che dirgli “hai un nome di merda” sia ben peggio, ma ciononostante Egli (con la E maiuscola) le presenta l’intera compagnia.
Su, non fatemi ripetere Vincent Tiger, Gregory Goyle, Daphne Greengrass, Pansy Parkinson, Millicent Bullstrode, Theodore Nott e Blaise Zabini, che sennò facciamo notte.
Qui veniamo a sapere (da quel gran viveur che è Zabini, ovviamente) che, come Serpeverde, si ha il diritto di partecipare a qualunque festa illegale si tenga all’interno della scuola.
Ma… prefetti, capiscuola e professori che accidenti stanno a pattugliare se si riescono a tenere feste illegali??
Inoltre Asharos, che dagli amici si fa chiamare Ros (che credo stia per “radicale libero dell’ossigeno”), ci informa che ha un cavallo di nome Akbar.
“Eccheccene?” direte voi.
In effetti nulla, ma mi serve un’ottima palla curva da ribattere per continuare la recensione, perché Blaise (sempre lui) la invita entusiasta per le vacanze di Natale, spiegando che ha una scuderia di purosangue.
Ecco dove si radunano i Mangiamorte.
Tutti a casa Zabini, su!
Ros, come se non bastasse, vuole entrare nella squadra di Quidditch.
Come Cercatrice.
Draco, ovviamente, le fa notare che il posto è già occupato, e per di più da lui. Ma, invece di fanculizzarla come meriterebbe, accetta la sfida più vista e rivista della storia di manga, anime e fyccine:
Ti sfido a una partita cercatore contro cercatore. Chi prende per primo il boccino vince e diventa cercatore ufficiale.
Non serve andare avanti nella lettura per sapere chi vincerà.
Ma noi siamo masochisti.
 
Tralasciamo l’osservazione il professor Piton era la fotocopia vivente di un cantante italiano (SAAACRILEEEEGIOOOOO!!).
Tralasciamo il fatto che lei ed Hermione fanno a gara a chi risponde meglio alle domande di Renat… ehm, di Piton.
Tralasciamo le frecciatine tra lei e Draco.
Tralasciamo Blaise amico del cuore.
Tralasciamo il sono la miglior cercatrice della mia scuola! Una volta sono riuscita a prendere il boccino prima ancora che qualcuno segnasse un punto.
Tralasciamo l’attenta, ragazza. Potresti trovarti a navigare in acque pericolose se ti metti a tampinare un dongiovanni come lui.
Tralasciamo Daphne e Pansy amiche del cuore forse più di Blaise.
Possiamo tralasciare il primo party dell’anno?
No.
E nemmeno la festa a sorpresa per lei organizzata dai suoi compagni.
La sala comune viene addobbata come la Tana dei Weasley: torte, bottiglie di burrobirra e idromele e anche un po’ di firewhisky campeggiavano sul tavolo più grande della grande stanza.
I Serpeverde non me li immaginavo tipi da torte.
Li facevo più minimalisti.
Quando le tre ragazze entrarono nella stanza, era tutto buio, poi Draco e Blaise si erano avvicinati e avevano acceso la luce gridando a squarciagola -Benvenuta tra i Serpeverde!- e causandole un mezzo infarto.
Uffa, perché solo mezzo?
Capisco che chi ben comincia è a metà dell’opera, ma così mi pare davvero troppo poco.
Asharos non bevve molto. Confidò a Draco e Blaise che lei non reggeva troppo bene l’alcol e che preferiva non esagerare.
Meno male.
L’orgia è scongiurata, almeno per questa sera.
 
Arriva il fatidico giorno.
No, Ros non se ne va affan.
Parlavo dell’attesissima sfida di Quidditch, no?
Ovviamente, la nostra eroina ha come manico di scopa una maestosa Firebolt, lucida e dalle forme perfette.
Ora non solo le padroncine, ma anche le scope hanno forme perfette!
Veniamo altresì informati che i Serpeverde hanno la Nimbus 2001 di quattro anni prima.
Povero GoS.
I soldi che era solito devolvere alle attrezzature di Quidditch della squadra, adesso li devolve per pagare gli alimenti ai figli che gli hanno dato le MarySue che ha stuprato o che ha ingravidato semplicemente alzando il sopracciglio.
Dimenticavo: Ros diventa la nuova cercatrice.
E Zabini esulta.
E Pansy e Daphne diventano le nuove cheerleader ufficiali di Ros.
 
Okkei…. premettendo che ho notato punti poco chiari e almeno un paio di controsensi, e perché non hai corretto? ho deciso di postarvi anche il capitolo 1, tanto per fare…. massì, tanto… mi dite qualcosa? Qualcosa. Fatto. Ho già 17 persone che hanno letto e non hanno detto nulla… Non mi stupisce siano rimaste senza parole. come dice il mio prof di anatomia, faccio già fatica a capire quando le persone parlano, figuriamoci quando stanno zitte… Il mio dice “signorina, si ripresenti al prossimo appello”. Due volte. Stronzo! mi sapete dire com’è la storia? Aah, ecco. Sapevo che era lì che si doveva andare a parare. Potete anche dire che fa schifo, così la tolgo subito ed evito di farmi male da sola… Non mentire, sappiamo entrambe che non lo faresti mai.
 
Le feste illegali che si svolgevano ad Hogwarts erano solitamente memorabili, soprattutto da quando i Serpeverde avevano preso in mano la loro organizzazione. Eh? I luoghi erano sempre scelti con cura, lontano dagli occhi scrutatori di Gazza e quelli spioni della sua malefica gatta. Massì, in fondo è per le feste illegali che sale come la Stanza delle Necessità sono state create… In quelle sere di esagerazione le cucine erano saccheggiate e gli elfi erano mandati a fare commissioni di alcolici da miscelare nei cocktail più astrusi che si potessero immaginare. Certo. Perché gli elfi domestici sono i migliori barman mai partoriti dalle viscere della nostra madre Terra. In un particolare punto di una delle serre di Erbologia, cresceva ben nascosta la pianta più utilizzata entro le mura del castello. Ecco perché la Sprite (e Silente) hanno sempre quell’aria un po’ così…
Oh, ma per favore!!
Ci rendiamo conto? Sì? No?
E noi, Mangiamorte fedeli al sangue puro, veniamo a conoscenza della terribile verità: la signorina Parkinson e la signorina Greengrass, fiore all’occhiello della futura generazione di seguaci dell’Oscuro, sono due volgari, disgustose babbanofile:
-Quest’estate mi sono sbizzarrita! Ho fatto shopping selvaggio, con mia madre. L’unica cosa a cui servono i babbani credo che sia fare vestiti.-.
Così detto sfoderò un abito di Valentino rosso fuoco, senza spalline.
Daphne rise e mostrò alle altre due abiti di Vuitton e uno di Yves Saint Laurent.
Theodore Nott si abbassa a fare il dj.
Hermione è fasciata in un sensuale abito scarlatto piuttosto corto, dalla generosa scollatura.  Che la scollatura sia generosa o meno, ricordiamo che la signorina è comunque piatta come se ci fosse passato san Giuseppe con la pialla.
Ginny sfoggiava una corta gonna a pieghe nera e una canottiera rossa con pizzi scuri. Per la felicità di Ron, immagino.
Asharos prende in prestito da Daphne un abito in stile impero ma corto al ginocchio, di un azzurro chiarissimo. Ai piedi delle semplici ballerine nere.
COOOOSA E’ SUCCESSO?!
Dove sono le curve mozzafiato, la scollatura generosa? Dove sono le gonne giropassera? E… semplici ballerine? Come una casta novizia?
Ron e Harry concludono la collezione autunno/inverno degli Hogwarts stylists, vestiti sobriamente con jeans scuri e camicia bianca.
Che classe, che classe!
Draco ci prova tutta la sera ma, visto che Asharos si limita a bere un irish coffee, per questa volta non rimedia niente.
 
Tra uno sbadiglio e una pennica, arriviamo alla doverosa partita Grifondoro-Serpeverde, in occasione della quale veniamo a sapere che Zabini possiede una Lamborghini.
Informazione fondamentale ai fini della trama, sembra di leggere la Rowling.
Serpeverde vince per merito di Ros.
E, stendendo il solito, pietosissimo velo su:
-E per Asharos, hip hip!-
-Urrà!-
Ci spostiamo negli spogliatoi, dove entriamo nell’agognato vivo della fyccina.
La nostra fanciulla, appena uscita dalla doccia, ha appena il tempo di indossare la gonna e di restare con solo il reggiseno nero nella parte superiore.
Sinceramente, io non immagino nessun reggiseno, di nessun colore, nella parte inferiore.
Mentre si frizionava i capelli con l’asciugamano, qualcuno la abbracciò da dietro.
Sì, proprio lui.
-Sei un bastardo.- ringhiò la ragazza.
-No, Serpeverde!- fece lui divertito -Il che comporta anche essere bastardo…-
Uhm… sì? Cioè… sì?
Il ragazzo posò le sue labbra su quelle di Asharos, che sulle prime si irrigidì. Occielo. Non è che Asharos ha una sorpresina per Draco, nelle parti basse? Draco le affondò una mano nei capelli, mentre con l’altra le percorreva la schiena. Arrivato alla chiappa, svoltare a destra… tom tom! Sotto il tocco di lui Asharos si ammorbidì, permettendo al ragazzo di penetrare oltre le labbra, fino a poco prima serrate duramente. Le loro lingue si incontrarono, approfondendo il bacio. Prima di approfondire il bacio, sarebbe stato carino che le loro lingue si salutassero. Maleducate!
Il Serpeverde si allontanò da lei e la guardò intensamente.
-Baci bene, italiana…-
-Italians do it better, si dice così, no?
Sì.
Io una maglietta con un cane spiaccicato con su scritto “Lassie non torna a casa”, già che c’eri potevi dirgli pure quello. E un’altra con “Luca Toni: Venduto”. Credo che Draco avrebbe condiviso.
Arrivati in sala comune, comunque, l’entusiasmo del Divin Pargolo non è ancora scemato, e le propone una cavalcata notturna.
Mi avrai strappato un bacio, ma ti assicuro che quella che sta più in basso non la me la prendi con altrettanta facilità.
Quelle finesse.
Ma terrei a portare la vostra attenzione sull’annosa domanda che l’autrice pone a fine capitolo a noi lettori: non che qualcuno sa come si chiamano quei 4 inutili cosi dei Tele Tubbies?
Oh, cielo, che domande fai? James, Sirius, Remus e Peter, ovviamente!
 
Segue insostenibile cancan di feste, strafeste e controfeste, con fastidiose manifestazioni d’amicizia intercasa.
Poi, come un pugno nello stomaco, il colpo di scena: la famiglia Neraserpe è una famiglia di mafiosi, insomma, non è che lo sono veramente, ma l’organizzazione che hanno è uguale… Coppola e lupara? sanno tutto di tutti, mi fanno controllare e se faccio un solo passo falso me lo fanno pagare con gli interessi del duecento per cento. Oh, beh, quello non è essere mafiosi: stai tratteggiando il modello comportamentale del genitore ossessivo. Non è mafia, è malattia. Quando finirò la scuola mi costringeranno a sposarmi (…che colpaccio di scena, neh?) e l’unica cosa di cui potrò occuparmi, sarà sfornare un erede per il mio amatissimo marito. Il rifiuto del figlio potrebbe essere spia di una forte personalità narcisistica, stiamoci attenti che sennò son guai. E l’erede deve essere maschio. Perché noi le inutili femmine non le vogliamo. I miei hanno firmato un contratto prematrimoniale in cui si dice che se entro tre anni dalla celebrazione del matrimonio non sarà nato un erede maschio, mio marito potrà ripudiarmi, fregandoci un sacco di soldi. Questo è il contratto prematrimoniale più minchione in cui mi sia mai imbattuta.
 
A Natale tutti, Grifondoro compresi, vengono invitati a casa Zabini. E anche Luna, venuta fuori come un fungo, con la quale Nott ci prova spudoratamente.
Zabini ha quattro elfi domestici che si chiamano come i Teletubbies (ecco il perché dell’annosa questione).
Essendo Natale, ci tocca sorbirci l’ennesima festa e l’ennesima passerella di abiti d’haute couture.
E anche il solito anonimo sfigato che importuna la protagonista.
E anche il solito Draco-cavalier-servente che la salva.
Dopo giorni e giorni di tentativi d’approccio, comunque, Asharos non si ribella più alle attenzioni di Draco.
Allora è proprio vero che la terza volta è quella buona… è il commento del giovin signore.
Vergogna! A tuo padre basta un’alzata di sopracciglio per far cadere un’inutile femmina ai suoi piedi!
 
 

Il destino di un cavaliere

Sorelle sgualdrine, compari Mangiamorte, Auror e Giacobini di merda all’ascolto, è con la morte nel cuore ed i Blind Guardian a palla nelle orecchie che mi accingo a recensire una (l’unica, grazie al Sommo) ficcy su “Il destino di un cavaliere”, film discreto con Heath Ledger come protagonista e Paul Bettany nei panni di Geoffrey Chaucer, scrittore realmente esistito soventemente definito il padre della letteratura inglese.

L’unica cosa da tenere a mente per questa ficcy è che Chaucer, l’araldo del protagonista, e Wat Falhurst, amico collerico oltre ogni limite, non si sopportano. O meglio, Geoffrey lo provoca, e l’altro non vede l’ora di poter reagire e spappolare il naso del povero scrittore.

Questo dovrebbe farvi immediatamente capire che genere di ficcy mi accingo a recensire. Esatto, una slash!

Lo sappiamo tutti qual è il ragionamento delle Vestali, no? “Ti odio oltre ogni limite e ti vorrei morto, ergo non posso non desiderare di infilarmi nei tuoi pantaloni con la stessa forza e determinazione”.

L’opera è di Siz, il titolo “Una notte speciale”.

Non siete emozionati? No? Nemmeno un pochetto? Bah, io ci ho provato.

Veniamo anzitutto illuminati sul fatto che “NdS” = “Nota di Siz”. Cosa capiamo da questo criptico messaggio? Esatto! Interruzioni nel mezzo della narrazione.

Piacevoli come una martellata sui denti o come una coltellata nell’arteria femorale, che dir si voglia.

E uno… : “Dio, quanto mi piacerebbe accarezzare quei suoi bellissimi capelli rossi!” (io ADORO i capelli rossi!!!!! NdS)

Tanto piacere, zucchero, mi spieghi l’utilità di palesare i tuoi gusti in fatto di capelli ai fini della narrazione? Potevi mettere una notina in fondo alla ficcy, sarebbe andata bene uguale.

…E due… : “ora lui è un cavaliere e di certo il padre di Jocelyn preferirà dare sua figlia a Sir William che non al perdente conte Adhemar. (ricordate quando Adhemar dice di essere in trattative con il padre?NdS)”

Giusto una spiegazioncina piccina picciò: se non avessi visto il film, sta’ pur certa che non mi metterei a leggere ‘ste cose. Non ho il gusto dell’orrido, io. O meglio, ce l’ho, ma almeno mi concentro su cose che conosco.

Per il resto. Il caro GeoffreySue ci delizia con tante pare mentali ed altrettanta melassa. Ci manca solo che sospiri e che disegni cuoricini al posto dei puntini sulle “i”, ed abbiamo riempito l’album.

Poi arriva il diretto interessato, e lui Non nascondo il diario perché tanto so che lui non sa leggere…se così non fosse lo avrei eclissato in fretta e furia.

Complimenti, Chaucer. Wat è una nevrosi ambulante, se ti avesse visto reagire da donnetta isterica come minimo ti avrebbe fatto sputare tutti i denti a calci in un tentativo di estorcerti le informazioni (perché tu non saresti stato così idiota da dirgli tutto, vero? Vero?!), in caso di un tuo nuovo rifiuto ti avrebbe picchiato a morte e poi avrebbe convinto qualcuno a leggergli i tuoi sproloqui.

Furbo.

Delirio, chiacchiere, birra, sbronza di proporzioni bibliche, un parco illuminato da nient’altro che dalla luna.

Che a me sembra più l’ambientazione di un film horror, piuttosto che quella di un porno di bassa lega, ma tant’è…

Ci informano che L’erba era alta e umida, ma soffice. I reumatismi ringraziano.

Ma soprattutto, sfatiamo il mito dell’erba morbida! Sotto il manto c’è terra. Dura, secca, terra. O fangosa, come in questo caso.

Rotolarcisi sopra e fare le proprie porcate non è come usufruire di un materasso, lo sapete? Idioti.

…E tre… : Restammo qualche secondo così: a sentire il lieve venticello estivo (facciamo che è estate, ok? NdS)

Lo sapevo che sarebbe arrivato!! Lo sapevo!!

“-Conosci qualche costellazione, poeta?-

-Mh? Costellazioni?…- ero sorpreso, non sapevo gli interessasse l’astronomia, oppure era solo affascinato da quella miriade di piccole luci nel firmamento?”

…Ma qual è la differenza tra le due cose?

“Guardò la parte di cielo dove indicavo

-???…Mah…si vede che le stelle non fanno per me!-“

No, si vede che sei ubriaco pappo e che non riesci a capire dove indica quel poverocristo di Chaucer, Dio l’abbia in gloria.

Blablabla, carezze fugaci, baci mozzafiato, lingue danzanti, il (ci tengo a precisarlo) padre della letteratura inglese che commenta con un “naa”…Finalmente i due decidono di far roba. E sorvolando sul fatto che il mio adorabile GeoffreySue perde la sua verginità anale senza nemmeno uno stramaledetto lubrificante (signorine, fate un piccolo calcolo e rendetevi conto che per certe cose ci vuole un “aiutino” esterno. Altrimenti fa male.), io vorrei farvi ragionare su questo:

“Le mie mani gli slacciarono in fretta i pantaloni e quella destra si infilava nei suoi slip”

Zucchero, chiariamoci. Nel 1370 circa, non esistevano slip (ringrazio Dio che tu non abbia chiamato in causa i boxer), esistevano mutandoni immensi, ma quelli erano per i ricchi. Se tutto andava bene, la povera gente poteva beneficiare di un paio di pantaloni di lana grezza. Al massimo.

Gli slip, non sono compresi nel guardaroba.

…E quattro! : “-Ora non puoi più dire che sono una donna…- (Geoffrey l’ha detto quando stavano insegnando a William a ballare NdS)”

Certo, perché dopo essere stato penetrato senza lubrificante, nel bel mezzo del nulla cosmico indefinito dove potenzialmente nessuno dei due riuscirà ad orientarsi una volta finito di far porcate, con le zanzare (è estate, no?) che stanno banchettando sulla sua pelle scoperta…Il suo unico problema & pensiero è venirti a ribadire che sei una donna. Wat, ma i tuoi genitori, quella sera, non potevano giocare a carte?

“venne anche lui, dentro di me. Una parte di lui, il suo frutto era dentro di me ora…la sensazione di benessere procuratami da quel pensiero è indescrivibile.”

Ussignur, Chaucer, amore di mamma tua, non crederai veramente di poter restare incinto?!

Babbe’, epilogo pucci-pù in cui i due si dichiarano eterno ammmmoreh (MELPOMENE! SCANSAFATICHE!! IL CATINO!!) e se ne tornano mano nella mano all’accampamento.

Sono due uomini, eh.

E siamo verso la fine del ‘300.

In pieno medioevo, con la chiesa che dice cosa pensare e tutti che obbediscono.

Posso ricordarti, zucchero, che i sodomiti (e, come hai detto tu stessa, lo sono) vengono impiccati finché morte non sopraggiunga? Posso ricordarti che, per quanto amici, tutti quanti li schiferebbero come la peste se li scoprissero?

Posso ricordartelo, ed intendo farlo. Io non ho pregiudizi di sorta, penso sia stato abbondantemente dimostrato.

Ma, Onnipotente GoS…Si tratta di un’epoca in cui le donne venivano bruciate vive su pire, impalate, affogate, sottoposte a torture indicibili…Perché accusate di stregoneria. La stregoneria, capisci?

La gente era paranoica.

Se mi scrivi di due povericristi che tornano in un posto dove tutti, potenzialmente, potrebbero vederli, mi salta la mosca al naso. Ok, sono gay. Dovrebbero cercare in tutti i modi di dissimularlo, perché è un peccato mortale ed un reato. Non dovrebbero comportarsi come due adolescenti idioti che dopo aver fatto l’amore in un parco se ne tornano a casa facendosi le coccole strada facendo. Lo capisci questo?

Informati, prima di scrivere certe cose. Io stessa mi sono andata a spulciare la biografia di Chaucer, per avere un timeline un po’ più preciso del tuo “si svolge la sera dopo la vittoria di Will al torneo”.

“Speriamo il vero Geoffrey Chaucer non si rivolti nella tomba…”

Geoffrey Chaucer non si sta rivoltando nella tomba. E’ uscito, mi è venuto a trovare, ed assieme abbiamo deciso di iniettarci vicendevolmente sedativi via endovena.

“Io ho solo cercato di fare un ff sui miei due personaggi preferiti del film…ci sarò riuscita?Mah…”

No.

 


Quando la Sue ti sorprende, sorprendila con una Cruciatus.

Mi riferiscono che sparare sulla Croce Rossa non è un passatempo politicamente corretto.
Non lo è nemmeno giustificare il falso in bilancio, eppure c’è chi lo fa ed è pure profumatamente pagato.
 
Cari Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, buongiorno.
Dimenticatevi il triangolo Torino-Praga-Lione, vertici della Magia Bianca.
Dimenticatevi il triangolo Torino-Londra-San Francisco, vertici della Magia Nera.
Ma non dimenticatevi mai il triangolo Pigalle-Rossebuurt-Hogwarts, vertici della più alta concentrazione di donne dai facilissimi costumi.
La vestale che porto davanti al nostro augusto Consiglio risponde al nome di LCassieP, la quale ci comunica che i personaggi appartengono alla Rowling (donna che infiniti lutti infilsse agli Achei, ma ciò meriterebbe un editoriale a parte), e che lei li utilizza solo per costruire una versione un po’ diversa di come si è svolto il 6 anno di Harry e gli altri; la differenza più importante è che Sirius non è morto nel quinto libro.
Eh, hai detto niente… ed io temo, temo, TEMO FORTEMENTE il motivo per il quale il discendente rinnegato dell’onorata casata dei Black non sia malamente inciampato sul membro del GoS (sempre sia lodato) cadendo al di là del famigerato Velo. Fareste bene a temere anche voi.
L’opera si apre con il vecchio Silente, vittima dello stesso identico sogno da ben due settimane: una ragazza bruna che cavalcava un cavallo pezzato in una prateria.
Non si sa se la ragazza sia nuda o meno. Ma penso di sì, visto che la scena pare presa da un porno.
È strano che, con le tante fanciulle compiacenti che hanno animato Hogwarts dacché è stata creata, il povero preside non abbia avuto occasione di molestarne qualcuna.
L’amazzone (sì, GIACOBINI, riapro una ferita fresca… ma noi siamo forti, nevvero? Liberté, Egalité, Trezeguet, San Bitter!) ha i lineamenti marcati, tipici di una ragazza mediterranea. Sì, è un porno.
Invece di darsi (letteralmente) una mano per calmare i bollenti spiriti, Silente scrive a Remus Lupin poche righe, ma inquietanti:

Remus,
Forse ho finalmente trovato una soluzione ai nostri problemi.
Raduna l’Ordine e dì (non DI’, mi raccomando: ) loro di venire subito ad Hogwarts.
E’ urgente. Vi aspetto.
A.S.
 
Se fossi una malpensante, direi che Silente, dall’alto della sua venerabile saggezza, sta suggerendo a Lupin e a tutti i membri dell’Ordine che non battono chiodo da anni e che pertanto si stanno riempiendo di fastidiosi brufoli, che un semplice video può porre fine a tutti i loro problemi. Oh, al diavolo. Io SONO malpensante!
E poi, va beh. Che l’Ordine abbia una segretissima base per riunirsi proprio per evitare di esporsi è assolutamente irrilevante. Famose der male, su!
Poi convocò nel suo ufficio una certa donna di nome Minerva e un uomo di nome Severus.
Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò… oh, scusate. Sbagliato libro.
Segue l’arrivo degli altri membri dell’Ordine.
<<Vi ho chiamato qui per annunciarvi che ho trovato chi ci potrà aiutare nella Guerra contro Voldemort.>>
Occielo, vuol far vedere un porno anche a lui. Altro che Horcrux!
<<Preside, mi consenta di esprimere il mio disappunto nel dover comunicarle quanto poco abbia capito nel nesso logico presente, secondo lei, tra il sogno che ha avuto e la Guerra contro l’Oscuro Signore.>>
Severus Piton: santo subito.
Silente rivela di avere una nipote in Italia.
Carramba, che sorpresa!
Tale nipote ha una figlia, tale Cassie: è lei l’arma da usare contro Voldemort.
«E perché?» domandate?
Perché Cassie ha una grande forza nelle arti magiche, una forza non comune sia nelle persone di stirpe Purosangue che nei figli di Babbani. Ovvero saper apprendere molte cose senza neanche averle mai provate prima e saper eseguire i più difficili incantesimi con estrema facilità. Ovvero conoscere certe erbe o pozioni senza mai aver studiato teoria prima.
Questa non è forza, mio caro Silente: è puro culo. Culo mostruoso.
<<Ma non esiste una persona capace di fare tutte queste cose, Silente! Sarebbe una creatura assolutamente fuori dal comune, particolare da ogni punto di vista!>> obietta ingenuamente Sirius. Troppi anni trascorsi ad Azkaban, poverino.
<<Oh, ti assicuro che esiste, Sirius. Questa persona è lei, la mia pronipote Cassandra. E per quello che riguarda l’essere particolare, ti assicuro che lei lo è, da tutti i punti di vista!>>
Ecco il fenomeno Mary Sue spiegato da Albus Silente, dunque:
1)      fanciulla imparentata con uno dei personaggi più importanti della saga;
2)      avere poteri fuori dal comune;
3)      essere bbona (sì, perché credo che se a cavalcare un pezzato fosse stata una come Platinette, Silente sarebbe morto sommerso dal proprio vomito);
4)      frequentare Hogwarts (sì, credevate che almeno questo cliché ci venisse risparmiato?? Suvvia, siamo Mangiamorte, mica banali Auror!).
Il primo capitolo si conclude con Silente che dà appuntamento ai suoi compari per il giorno dopo a Grimmauld Place. E dice anche a Tonks, Lupin, Moody e Kingsley di portarsi dietro fotocamera digitale (quella analogica non è trendy), bermuda Hotbuttered e infradito Reef, ché partiranno per il Bel Paese per andare a prendere Cassandra.
E, visto come sta messa l’Alitalia, credo che sarà una lunga vacanza.
Lascio che un velo pietoso si stenda sulla richiesta di pareri e recensioni.
 
Il secondo capitolo dell’opera si apre con una descrizione di Harry Potter perfettamente calzante con il fanciullo che tutti conosciamo: era alto, magro (anche se attraverso la canottiera si potevano intravedere pettorali e addominali abbastanza scolpiti), con due stupendi occhi verdi e capelli neri scalati e disordinati.
Ehm-ehm. Questa.è.una.bugia! Detto alla Umbridge, ovviamente.
Conosciamo altresì la beneamata Cassie, in quel della sua italica dimora.
1)      Ha un Labrador di nome Laika (originale; perché non chiamarlo Bobby?);
2)      Ama cavalcare (i cavalli… fino ad ora);
3)      Abita in una bella villa (figuriamoci se una Sue poteva abitare in un monolocale a Trastevere);
4)      Alle pareti della camera ha appesi poster di Avril Lavigne, Pink e dei Linkin Park, che sembravano volerle urlare; <<(…)Datti alla droga, al sesso e al Rock’n’Roll!!>>.Se non sono icone della disobbedienza queste, non vedo chi altri potrebbe esserlo, neh?
5)      E’ un Animalista (sì, maiuscola e senza apostrofo), e passa ogni giorno a sperare che il negozio di pellicceria della madre vada a fuoco (mia cara, senza negozio con questo grande ciufolo che ti mantieni la villa);
6)      Ha una mamma-Sue (d’altra parte, è nipote di Silente, quindi figuriamoci) con
capelli castano
(a-hem… magari castani no, eh?), molto mossi, mesciati di biondo. Il mesciati di biondo mi ha Schiantata, giuro. Era slanciata e dimostrava la metà degli anni che in reAltà aveva; gli splendidi occhi azzurro-grigi (…);
7)      E’ una formosa quindicenne, e te pareva, che ha preso tutto da mamma-Sue: ha un bel corpo sinuoso, due occhi verdebosco e capelli castano, mossi, con tanti ciuffi tinti di biondo e qualcuno tinto di rosa. Cielo. Cassie è una truzza.
8)      Ha un insegnante privato di istruzione magica.
Haldir, porta catino ed ansiolitici, ché siamo arrivati al terzo capitolo!
<<Quante volte ti ho detto di non mettere mai la bacchetta in quel posto, Potter?!>>
Moody alludeva alla tasca dei jeans, che pensavate?!?
Harry, comunque, ha le mestruazioni: litiga con gli zii, che lo buttano fuori di casa. Litiga con Sirius, in una scena dalla lirica drammaticità:
<<Non ci posso credere!! Dopo tutti questi mesi che non mi vedi, hai il coraggio di dire " Bè, allora io vado di sopra, sono molto stanco"?!? Neanche un saluto, un abbraccio, niente?! Ma chi ti credi di essere?!?! (…) E neanche un biglietto di auguri per il mio compleanno!! E tu dovresti essere il mio padrino? Guarda, se avere un padrino significa ricevere questo tipo di attenzioni, allora preferisco non averlo!>>
Sirius, dagli occhi lampeggianti (sic… più o meno), replica:
<<Ma cosa vuoi che ti dica, Harry?! Che sono molto contento di vederti?! Che sono felice di averti quì? Cosa?!? Vuoi queste smancerie, questo tipo di affetto, Harry?!>>
Occielo. Sirius ha iniziato a leggere slash!
<< Sì!! >> urlò di rimando Harry << Hai mai pensato, per un attimo, che è proprio questo di cui ho bisogno, eh, Sirius?! Hai mai pensato che io non voglia avere una persona triste e arrabbiata con il mondo, affianco a me, che le uniche parole che riesce a rivolgermi sono: " Sei identico a tuo padre "?! (…) Non ho intenzione di far finta di niente, Sirius. Tu non potrai mai considerarmi per quello che realmente sono, perchè in realtà, di me non ti importa. Bè, se hai intenzione di continuare su questa strada, io ho solo una cosa da dirti: vaffanculo. >>
o_O”: questa è più o meno l’espressione di tutti coloro che hanno assistito alla scena. Ed anche la nostra, mi sa.
Al punto in cui siamo arrivati, non possiamo non prestare orecchio all’accorata richiesta di pareri dell’autrice.
Allora? Com’è, vi piace?
No.
Ehilà!! Ho aggiornato presto, questa volta! Sto migliorando, no?
E qui si comprende come il Tempio non sia un sito di scrittura amatoriale, ma una pista dove correre tapine gare di velocità.
Il premio per i vincitori, infatti, sono le nostre recensioni.
Ad ogni modo.
Mentre Silente e i suoi prescelti si Materializzano nei pressi di Milano, Sirius tenta di far pace con il figlioccio.
Età cerebrale media dei protagonisti della scena? Due anni, non di più.
<<Perchè non provi ad essere serio? Perchè non provi a prenderti le tue responsabilità? Almeno con me, ti prego. E’ così tanto, quello che ti stò (sarebbe STO, ma non stiamo lì a spaccare il capello) chiedendo, forse?>>
e scoppiò in un pianto disperato.
Manca “tu devi capire le mie esigenze di donna! Non sono solo un paio di tette!”
<<Vieni qui, dài, parliamone con calma…>>
<<No! Lasciami! >> gridò Harry che, preso ormai dallo sconforto, dopo molte resistenze, si stava abbandonando alle muscolose braccia di Sirius.
Qualcuno mi cita il passo del libro in cui si parla dei muscoli di Sirius?
Grazie.
Harry si scostò da lui e lo fissò, gli occhi ancora gonfi di pianto:
<< Perchè sono stanco, Sirius. Voglio avere qulacuno che mi stia accanto, che mi voglia bene. Voglio avere qualcuno che mi consoli, quando la mia ragazza mi lascia o quando litigo con il mio migliore amico… Voglio avere una famiglia, Sirius. Non voglio una persona che è incavolata dal mattino alla sera con il mondo e non ha nè il tempo, nè la voglia di badare al proprio figlioccio!>>
Wow.
Nemmeno io sono presa così male, in quei giorni.
Sirius (…) lo guardò negli occhi, attraverso la frangia liscia e nera, attraverso quelle lenti a contatto trasparenti (Harry Potter con le lenti a contatto… è così KEWL!!) (…) E allora capì che lui doveva cambiare, per quel ragazzo, doveva comportarsi meglio e dare il buon esempio: niente più musi lunghi, niente più litigate furiose con tutti quelli che gli capitavano a tiro, niente più sbronze perchè la sua vita andava a puttane.
Questo non è Sirius Black. È Chuck Norris. È Renegade. È… John Constantine.
<<Io ti voglio bene. Io voglio essere quella persona. Voglio starti vicino e fare tutto ciò che, purtroppo, Lily e James non hanno potuto fare con te. Io sono la tua famiglia.>>
Haldir, caro, dov’è il fazzoletto di seta che uso per raccogliere le mie lacrime defunte? Questa scena è commovente.

Cassie, intanto, si rivela una grande, enorme, infinita cafona.
Non vuole andare ad Hogwarts manco per le palle (non esultate, sappiamo TUTTI come andrà a finire), non vuole essere esaminata e valutata come una cavia da laboratoio (cos’è un laboratoio?), né vuole lasciare casa e amici.
Beh, con il carattere che si ritrova, credo che la parte degli amici se la stia inventando.
Silente osa rispondere che se lo aspettava.
E lei parte di nuovo per la tangente.
<<Neanche mi conosce e subito spara sentenze? Ma come si permette? E tu! >> e qui si girò, rabbiosa, verso sua madre, ritornando a parlare in Italiano << Come hai potuto fare entrare in casa degli sconosciuti?!! E come hai potuto chiamare lui "nonno"? Cos’è, uno scherzo, per caso?>>
Eh, purtroppo no.
La madre di Cassie è DAVVERO nipote di Silente.
Cassie è DAVVERO la pronipote si Silente.
Cassie ha un padre e un fratello, che si chiamano Gianni e Luca. Utilità ai fini della storia? Metter su un teatrino di discutibile gusto.
Comunque, Sua Maestà dei Testicoli, finalmente, si toglie il cetriolo dal deretano e si degna di ascoltare ciò che Silente ha da dirle.
Nulla di nuovo sotto il sole, comunque: Cassie, ovviamente, sa tutto di Voldemort e della guerra.
Poi, Lupin e Moody la mettono alla prova per accertarsi che sia una vera Mary Sue: il primo le fa spostare gli oggetti con la sola forza del pensiero (come Jean Grey degli X-Men); il secondo le lancia contro un Imperius, e lei non dà  segno, neanche per un secondo, di cedimento alcuno.
Ovviamente, non sono ammesse repliche: Cassie andrà a studiare ad Hogwarts, che lei lo voglia o no.
Lei, tutto sommato, la prende bene: si era dimenata, aveva urlato contro i suoi genitori per più di mezz’ora, aveva preso a pugni e calci chiunque cercasse di tenerla ferma.
L’autrice è così gentile da tacerci la parte in cui Cassie vomita verde, fa fare alla sua testolina di cazzo un giro di trecentosessanta gradi e si svergina con la bacchetta.
 
Arrivata a Grimmauld Place, la signorina non può proprio proprio proprio fare a meno di dare aria alle tonsille.
Definisce la dimora dei Black casa dei fantasmi (come stupiscono poco questi effetti speciali), e all’annosa domanda
chi potrebbe mai vivere qui con un immancabile, detestabile accento sulla ì, le si presenta alla vista Sirius, di cui fornisce una descrizione ben poco lusinghiera: sembrava non conoscesse la parola "bagno" da molto tempo. Era forse stitico? Era ricoperto da capo a piedi da quella che, ne era sicura, era una divisa di Azkaban (cioè, in un anno e passa nessuno gli ha portato un cambio d’abiti?), che lasciava intravedere un tatuaggio strano, sul petto magro e muscoloso. Sul petto muscoloso sono stanca di pronunciarci.
Cassie lo trovò fin dall’inizio affascinante nel suo essere così "selvatico". Rimase colpita dai suoi occhi grigi, che sembravano volerle leggere dentro l’anima, e dai suoi lunghi capelli neri.
In una semplice parola, ne rimase attratta.
La piccola ribelle che si innamora del bello e maledetto. Sì, già vista.
Sirius sorrise intuendo, dal suo lieve rossore sulle guance, ai suoi occhi luccicanti, quali fossero i pensieri non proprio casti che la nuova arrivata stava facendo su di lui.
Ah, proprio una ninfomane dichiarata!
Seguono le doverose, patetiche presentazioni con gli altri membri dell’Ordine.
Arrivato il turno di Harry, il famigerato cetriolo torna ad insinuarsi tra le chiappe di Cassie: << Grazie per avermi reso partecipe del tuo rapporto con il mondo estrerno, ma potevi anche farne a meno. Io so già tutto ciò che c’è da sapere su di te e, per quanto mi riguarda, uno sfregio sulla pelle non ti rende nè migliore, nè diverso dagli altri. >>
Io l’avrei cruciata. C’è modo e modo di odiare Harry Potter. E il nostro, stimati colleghi, è decisamente più distinto e chic.
La fine del capitolo è inquietante.
< Bè, non si può certo dire che non ha carattere>> esclamò Sirius. Che non abbia carattere, Sirius. Che non ABBIA carattere, santissimo Iddio! poggiando entrambe le mani sui fianchi della diretta interessata, che sussultò, sorpresa, ma non si scostò. Sgualdrina assatanata. <<Scusa>> mormorò lui, fingendosi dispiaciuto di averla sorpresa, e spostò con lentezza esasperante le sue mani dai fianchi di Cassie alle spalle, provocandole dei brividi involontari. Sirius, capisco che la tua vita va a puttane, ma così stai esagerando!
A quel punto lei si spostò e gli lanciò uno sguardo di avvertimento.
Magari leccandosi voluttuosa le labbra.
Sirius sorrise, strafottente, e afferrò Harry per la collottola, gridando: <<Te lo meriti!! Così la smetti di fare il coglione!>>
Cazzo c’entra??

A questo punto, un AVVISO IMPORTANTEviene dato agli interessati lettori:
Visto che, fin ad ora, ho avuto pochi riscontri sulla mia fan fic (leggasi: disgustose reccy e beeeelaaaati), avviso tutti i lettori che ho intenzione di postare ancora due o tre capitoli (d’oh!), poi, se non vedrò risultati più notevoli, sarò costretta a chiudere la storia (magari).
Mi dispiacerebbe moltissimo farlo, perchè amo scriverla (non si nota) ed è da tanto che volevo postarla (questo si nota di più), quindi vi pregherei con tutto il cuore di non obbligarmi a farlo (giuro che non sono stata io ad obbligarla a non postare più, anche se avrei voluto).
Voglio quindi invitare tutti i lettori di questa fan fic a farsi avanti e a recensire la storia, quando e se possono ovviamente, se no, sarò costretta a finire quì.
A parte la “i” accentata su “qui”… il messaggio è: “siccome pubblico solo per avere recensioni e della storia, come avete notato dalla cura che ci metto, non me ne frega poi granchè, recensitemi o non perdo più nemmeno tempo ad accendere il computer”.
Ma qualcuno ha recensito.
E la storia continua, purtroppo.
Sì, continua con Sirius che sbava per Cassandra, che si concentra sul suo corpo formoso (ricordiamoci che ha quindici anni), sulle sue coscie (no, non siete i soli a vedere una “i” di troppo), sulla scollatura provocante che non nascondeva per niente il seno prosperoso, per non parlare del suo…
Sirius, sei un porco.
Cassie, sei di una banalità sconcertante.
Remus, (giustamente) stizzito, lo trascina via per fargli un cazziatone con i controfiocchi. Nel montar su cotale cazziatone, comunque, nemmeno lui può fare a meno di tessere le lodi della nuova arrivata: Bella, formosa, introversa, misteriosa… fanculo, Remus, e, soprattutto, MINORENNE! Ah, meno male che qualcuno ci è arrivato. La replica di Sirius è da denuncia al Tribunale: Ti ricordo che un tempo, noi ce la spassavamo alla grande con tipe come quelle! (…) E tu non ti sei mai lamentato!! Sì, immagino il giovane Remus Lupin, che stava male un giorno sì e l’altro pure, inseminare felicemente minorenni compiacenti. E tu ti dovresti rendere conto del fatto che ora le ragazze della sua età sono già più sveglie, e che io ho trascorso dodici anni in prigione e non ti dovresti sorprendere, se quando vedo una così perdo la tetsa!!
Bene.
Sirius non era mai stato un adolescente in crisi ormonale: ora lo è diventato. Grazie, Cassie.
Segue altra sfuriata: Cassie ad Hogwarts non ci vuole proprio andare.
“Ma chi ti vuole!” urlano Grifondoro e Serpeverde, che tanto sanno che è lì che la nuova Sue andrà a finire.

Tempo due secondi che si accendeva una sigaretta ed aveva appena iniziato a piovere.
Truzza, dark e fumatrice. Non mi stupirei, se venisse fuori che è anche emo.
Per certo, non sa coniugare i verbi.
Nel bel mezzo di una notte buia e tempestosa, in piena homesickness, Cassie afferra il cellulare e chiama la sua migliore amica Clarissa. O Clari. E così, come se niente fosse, decide di tornare in Italia in barba a Silente ed alle precauzioni che ha preso perché Voldemort non venga mai a sapere di lei.
Tutto andrebbe liscio come la sua pelle abbronzata, se Harry non la cogliesse in flagrante.
E lei come lo convince a non dir nulla?
Non provate a indovinare?
Chi ha detto “gliela dà”?
Beh, non proprio.
Diciamo che prima gli slinguazza la guancia, poi il collo. Gli morde il collo, gli si attacca a mo’ di patella, tanto da accorgersi chiaramente quanto il fisico di Harry stesse reagendo alle sue provocazioni. Però lo lascia a metà del lavoro, con un malizioso complimenti, sei messo piuttosto bene. Ci farò un pensierino, se mai ci rincontreremo.
<<Stronza>>, rimbrotta Harry, deluso, e per tutta risposta, denuncia la sua fuga a Sirius.
Fino alla prima parte potevamo esser d’accordo, Harry caro. Ma non potevi lasciare che se ne andasse bellamente vaffanculo?
Cassie, comunque, che certo non brilla per intelligenza, si fa accompagnare dal Nottetempo alla stazione di King’s Cross.
Ora, mi sovvengono un paio di dubbi:
1)      Perché diavolo non si fa accompagnare in un aeroporto (Londra ne ha quattro, ricordiamolo), così arriva a casa in tre ore al massimo?
2)      I treni per il continente non partono da Waterloo Station?
3)      Perché non c’è una Sue, e dico una, che non venga molestata?
Sì, perché proprio mentre Cassie sta prendendo l’ultimo treno, un uomo la afferra e le punta un coltello alla gola, stringendolo così forte che un rivolo di sangue uscì dalla ferita da lui provocata.
L’uomo piegò la testa e leccò via il sangue dal suo collo, baciando e succhiando.
Cassie si lamentò, un po’ per rabbia un po’ per altro.
PER ALTRO?!?
L’uomo avvicinò le labbra al lobo dell’orecchio di Cassie e sussurrò: << Adesso ce ne andiamo in un posto, io e te. Ma tu devi promettermi che farai la brava. Niente scenate, altrimenti… >> e fece scivolare il coltello vicino alla scollatura provocante di Cassie, fino al seno. Cassie rabbrividì e il fiato le divenne corto.
Peccato che il presunto molestatore altri non sia…
…che Sirius Black.
<<Eh dài! Era solo uno scherzo! Volevo solo farti prendere male! Dài, non te la prendere!! Dài, facciamo pace?>>
Dài è SBAGLIATO! E poi, ce lo vedete Sirius a comportarsi come un bambino di due anni?
<<La pace UN CAZZO!!>>
Quanto vorrei essere lì per cruciarla.
Soprattutto perché alla fine cede e decide di dar fiducia all’Ordine… e quindi infesterà Hogwarts.
 
AVVISO IMPORTANTE NUMERO 2:
Causa influenza intestinale, il proseguimento della storia subirà un ritardo: sinceramente non è ancora nelle mie capacità il saper scrivere tra una sosta in bagno a vomitare e un’altra. Scrivere non saprei. Leggere sì, però. Anche se avere Haldir e il suo catino qui accanto a me mi risparmiano un po’ di strada.
Va bene, comunque, invece che aspettare un’ora per un capitolo ne aspetteremo due. La vita è crudele, ma va affrontata con coraggio.
 
Continua la fiera delle varietà.
1)      Cassie e Sirius vengono trovati a cazzeggiare bellamente per le vie di Londra.
2)      Segue cazziatone da parte dei membri dell’Ordine sani di mente.
3)      Remus e Sirius litigano per la seconda volta (pare la Via Crucis).
4)      Cassie sente la loro discussione e quasi quasi decide di darsi una calmata.
Cassie sta per tornarsene mogia mogia in camera sua, quando sentì distintamente dei gemiti sommessi provenire dalla camera di fronte. Non indovinate che sta succedendo, eh? Ginny, (…) a cavalcioni sopra Harry (…) spingeva contro di lui in modo lento e profondo. Harry si aggrappava a lei, gemendo e ansimando. Harry si accorge di lei, e la guarda impunemente; abbracciò e baciò Ginny con ardore e, dopo urlò, raggiungendo (o simulando) un orgasmo.
Qualcuno dica a Cassie che un uomo non può simulare un orgasmo neanche pregando intensamente.
Amen.
Dimenticavo: il patatrac succede quando Ron è in camera con loro.
Dimenticavo: anche Sirius assiste alla memorabile scena.
I giorni a venire, Cassie continua a stronzeggiare all’ennesima potenza.
Molly la odia.
Harry non perde occasione di infilare la lingua in bocca a Ginny quando lei è nei paraggi.
Sirius se la gode come un beota idiota.
E apprendiamo che Cassie non è ceca.
Sì, aveva già detto di essere italiana, no?
 
La lezione di Legilimanzia con Piton ha un che di… beh. Alternativo, ecco.
Quello è un Cartellone Magico, spiega Piton. E i fili collegati ad esso portano ad un attrezzatura (…) Vedete questi fili sottilissimi attaccati all’attrezzatura? Questi, ad un mio ordine, si attaccheranno alle tempie della persona su cui voglio usare la Legilimanzia e i pensieri di questa persona non appariranno solo a me, ma a tutti i presenti, poichè compariranno sul Cartellone Magico.
Non ho parole.
Dite qualcosa voi, vi prego.
Comunque, adesso abbiamo la conferma che l’arma che distruggerà Voldemort è effettivamente un porno, perché sul Cartellone Magico si succedono immagini di:
1)      Cassie che litigava con i suoi genitori;
2)      Cassie che piangeva sulla tomba di suo nonno;
3)      Cassie che fumava, di sera, al parco con gli amici;
4)      Cassie in discoteca che baciava un ragazzo;
5)      Cassie che, con la fronte appoggiata ad un cavallo, lo accarezzava lentamente;
6)      Cassie che, coricata in un letto con un ragazzo, lo baciava e si faceva tastare il seno;
7)      Cassie che litigava con lo stesso ragazzo di prima;
8)      Cassie che piangeva in un bagno.
9)      Odiolarow che si aggrappa disperata al catino di Haldir. Al catino, ho detto!
Nessuno ha il vago sospetto che il delizioso carattere di Cassie sia dovuto a una precedente esperienza di violenza sessuale, vero?
Avete ragione, sarebbe così banale…
Cassie inizia sciopero di parola, fame e simpatia (beh, quella l’aveva iniziato da parecchio) finché Sirius non tenta il più banale degli approcci, stringendola tra le solite braccia muscolose, che non la lasciare andare per nulla al mondo.
Eccheppalle.
Sirius la portò nel suo letto e lì Cassie dormì abbracciata a lui.
Cassie non fece altro che piangere e infine addormentarsi tra le sue braccia, e Sirius non fece altro che guardarla tutta la notte.
Ricordiamoci che solo qualche giorno prima, Sirius l’avrebbe penetrata in ogni orifizio naturale ed artificiale.
E alla fine, sicuro che lei stesse dormendo, le sussurrò in un orecchio:
<< Sei la cosa migliore che mi sia mai capitata. >>
Come direbbe Piton, sto per vomitare.
Ma in quella notte, dove qualcosa si era rotto (li nostri cojoni) e qualcos’altro era cominciato (il processo di involuzione testicolare di Sirius), nessuno, neanche Sirius, seppe mai cosa si erano detti Cassie e suo nonno in quella stanza.
Ce ne faremo una ragione.
Tra un non lo sai che il fumo fa male, una camicia nera, slacciata nei primi tre bottoni, da cui si poteva intravedere il petto abbastanza muscoloso e panorama romantico, passando per il battito estremamente irregolare del suo cuore (Haldir! Digitale e defibrillatore, subito!), Sirius avvicinò ancora il proprio viso al suo e la baciò. È profondo, impetuoso, irruento. Insomma, Sirius è il miglior baciatore che abbia mai incontrato. Non le era mai capitato che qualcuno la dominasse così!
Anvedi, oh!
Segue scena melodrammatica sulle note di “io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”, che si conclude con un banale ho bisogno di te. Che suona ancora più banale se a dirlo è Sirius Black.
 
Dopo un addio abbastanza singolare (lingue mulinanti, addominali scolpiti, corpi che reagiscono, sbattimenti al muro), Cassie sale sull’Espresso per Hogwarts.
Indovinate con chi fa conoscenza (oltre ai soliti ed onnipresenti Neville Paciock e Luna Lovegood, claro).
Sì, lui.
Il Divin Pargolo, il Giovin Signore, il frutto dei lombi del divino Lucius Abraxas Malfoy.
Davanti a lui, Cassie torna la solita cafona dal solito cetriolo nel sedere.
E Draco, invece di crucciarla come gli hanno ben insegnato papà Lucius e zia Bella cosa fa?
Cosa fa?
Draco Malfoy rimase un attimo colpito di fronte alla durezza di quelle parole; non pensava certo che lei avrebbe avuto il fegato di rispondergli!
Strano che, dopo 76097889076 Mary Sue che nel corso della storia hanno avuto il fegato di rispondergli, il poveretto continui ancora a stupirsi.
La osservò bene dalla testa ai piedi: era una bella brunetta, con i capelli mossi e gli occhi sul verde. Hm. Aveva un fisico niente male; aveva più curve lei di una strada di montagna! Che delicato accostamento, signorino Malfoy. Le ciocche rosa dei capelli e i sette o otto orecchini che portava le davano un’aria ribelle che le donava molto. No, pure quelli no!
Sì, decisamente, aveva passato tutti i "test alla Malfoy."
Sì, Draco, prova a portare uno scherzo della natura di questo tipo in Casa Malfoy… e poi vediamo se tuo padre non ti fa un buz del cul così!
Lo stronzeggio continua.
Cielo, questa Cassie è così banale nella sua trasgressione forzata!
Ovviamente, la delicata donzella non può fare proprio a meno di dare spettacolo anche nel momento in cui deve esser smistata.
<<Bene, bene, ma chi abbiamo qui? La nipote di Albus Silente, in persona! Eh, non sia mai che tutta Hogwarts non sappia che lei è una vip. Bè, ed ora dove ti metto?>>
<<Guarda, siceramente non è che mi importi tanto! Solo, ti spiacerebbe darti una mossa? Mi sento un tantino osservata a stare qui come un’idiota!!>>
Qualcuno le cavi il cuore a morsi, io sono troppo stanca.
Il Cappello Parlante, però, è masochista, ed ama essere umiliato.
<<Ovviamente dovrei metterti a Grifondoro, essendo la nipote di Albus Silente (ma va?), ma… ma vedo tanta ambizione, troppa forse, per una Grifondoro… però, però vedo anche coraggio… il coraggio di scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è facile (banaleeeee!!), il coraggio di amare (non era il titolo di una telenovela o di un film di discutibile gusto?)… ma poi vedo anche tanto orgoglio e tanta voglia di dimostrare agli altri le proprie doti o, forse, la propria diversità…>>
Diversità che, ricordiamolo, si estrinseca con i poster di Avril Lavigne, Pink e Linkin Park, piercing e sigarette. Sì, proprio una persona fuori dal comune.
La vestale ci tiene sulle spine, aspettando il capitolo successivo per rivelarci la Casa alla quale verrà destinata Cassie.
Siete sulle spine?
Su… un pochino?
Piccino piccino?
Insensibili senza cuore che non siete altro. Tzè.
INSPIEGABILMENTE, il Cappello decide per Serpeverde.
La reazione dei discreti, distaccati Purosangue è esemplare: la tavolata alla sua destra esplose in acclamazioni e grida: occhi languidi, di alcuni ragazzi, si posarono sul suo corpo (o sulle sue curve)…
Sinceramente, con tutte queste curve mi sta venendo il mal d’auto.
Come era prevedibile, Pansy Parkinson diventa la nuova vittima della cafona stronzaggine di Cassie (e del solito cetriolo nel solito posto): la sempre fine, italica fanciulla ce la descrive come una brutta, sgradevole vacca, laddove la Rowling si limita a riferire che ha una semplice faccia da carlino. Draco le dà corda, giustificando la vergognosa mancanza di educazione con un <<Visto? Che vi dicevo? E’ una Serpeverde in tutto e per tutto; ha il veleno nel sangue!!>>
Ho già detto patetico, squallido e banale, vero?
Beh, patetico, squallido e banale.
Segue discorso che Silente ha già fatto ad Harry ne “la Camera dei Segreti”: non è importante la Casa… che sono le scelte che contano… che Serpeverde non vuol dire per forza cattivo… che comunque Cassie non ha perso gli amici che ha a Grifondoro, e chiede a Lupin (che passava di lì per caso, evidentemente) di accompagnarla fino alla loro sala comune.
Hermione la accoglie entusiasta.
Ron un po’ meno.
<<Cosa ci fai qui? Tu non hai il permesso di stare qui!>>
Perché Weasley è il nostro Re…
<<Bè, io ce l’ho, il permesso. Silente me l’ha dato. Posso entrare qui quando voglio, e venire a trovarvi.>> Manca il delizioso “gnegnegne” finale, carissima.
<<Davvero?! Ma tu guarda, non a caso sei sua nipote!! Ad altri non avrebbe mai concesso dei privilegi del genere!!>>
PERCHE’ WEASLEY E’ IL NOSTRO REEEEE!!
<<Che cosa vorresti dire con questo, Ron?! Che mio nonno fa dei favoritismi?! Eppure non mi sembrava che tu ti lamentassi, quando ti salvava il culo gli anni scorsi!>>
Signorina, la sua bocca è così linda che potresti lavarti i denti con uno scopino per il cesso.
Ron ed Harry, ovviamente, litigano per colpa sua.
Cassie corre via in lacrime, nonostante i tentativi di Remus di consolarla (ronf).
Ah, e quando raggiunge la sala comune dei Serpeverde incontra un ragazzo misterioso.

Bene, bene!! Che faticaccia, ragazzi!!
Non dirlo a me. È dalle due che lavoro a questa recensione.
Ora, visto che devo dire una cosa moooooolto importante, ve la scrivo in grande, così non potrà essere ingorata:
Tranquilla, noi non ingoriamo nessuno.
AVVISO IMPORTANTE NUMERO 3:
io partirò per le vacanze l’8 (vale a dire domenica) e tornerò il 18 di Luglio! Inutile dire che non potrò aggiornare, in tutto il periodo in cui starò via. Ma vi prometto che mi farò venire in mente il seguito!!
Non sentirti obbligata, davvero.
Intanto, vi lascio con tre quesiti:
1.      Cassie ha fatto bene a rifiutare il trasferimento da Grifondoro a Serpeverde? Mah. Non so cosa sia peggio.
2.      Secondo voi, cari lettori, come si sono comportati Ron e Ginny? In quel momento mi sarei fatta Ron. Davanti a Ginny.
3.      E chi sarà il ragazzo misterioso, apparso davanti a Cassie, nella Sala Comune di Serpeverde?? Blaise Zabini. Ci scommetto il patrimonio.
Beh, miei cari Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero.
Questo affascinante viaggio in compagnia di una delle Mary Sue più cafone e insostenibili della storia della fyccina si è finalmente concluso.
L’impresa è stata faticosa, mi ha lasciata stremata.
Ma era mio preciso dovere portare il caso Cassie davanti al nostro augusto Consiglio.
Agli Auror che dovessero trovarsi a porsi la domanda: no, non avevo niente di meglio da fare.

Non si uccidono così anche i Dolohov?

Il caldo è torrido, miei piumati ventagli Serpeoro e la zia ha deciso di regalarvi una di quelle storie che lasciano il segno.
Un omaggio a telefilm prematuramente scomparsi, a graziosi film splatter (sì, io trovo graziosi i film splatter, ma lo sapevate già, vero?) ed a qualcosa che adesso mi sfugge, forse De Sade.

La cognata di Bella Lestrange.

Il tutto ha inizio con il testo, giustamente tradotto in italica volgata, di una canzone degli “The Rasmus”, dopo Avril –dire voi- è grasso che cola.
Coliamo oltre.
Questa è la morte di Dolohov per mano di Dark Angel.
Potete fare “Guh?” in coro.

L’Hilton: “La pioggia batteva incessante contro il vetro sporco della finestra, la stanza tremava per il passaggio del treno lì vicino, ma a nessuno dei due importava.”
Io abito vicino ad una ferrovia, non è sempre piacevole lo ammetto, ma la casa non trema al passaggio dei veicoli.
La storia ha il suo incipit in una baracca fatta di cartone, con vetri bisunti ed insetti nei cuscini.
Uno scenario affascinate.
Amor Cortese: “Antonin Dolohov accarezzò il viso della ragazza che era a cavalcioni su di lui, gli occhi di lei brillarono alla luce del fulmine. [Ha gli occhi catarifrangenti]
– Come hai detto che ti chiami?
La ragazza ridacchiò e gli tolse la camicia
– Non te l’ho detto…
Anche il Mangiamorte rise, poi, mentre lei gli sfilò i pantaloni, disse
– Mi hai detto quanti anni hai?
– No”.
Abbiamo compreso che la lunga conversazione ha acceso in Antonin la scintilla del fulmine, che gli illumina gli occhi.
Ho notato un’avversione per i punti fermi.
Pretty Woman: “i pantaloni di pelle le fasciavano le gambe magre e toniche, un top, anche quello di pelle, le metteva in evidenza il seno”.
Comincio ad intuire la natura del rapporto. Lei ha classe, comunque, sono sicura che porta un tanga nero di pelle finta.
*o*
Il top di pelle è davvero da urlo.
Envie, il catino!
Il clone di Jessica Alba: “la pelle pallida, cosparsa di cicatrici, una sulla clavicola, una nel fianco, una nella schiena… ma queste non le toglievano niente, rimaneva così: bella, sensuale e letale come poche.”
C’è lo splendido tatuaggio da carcerata, qualcosa che ricordi “Prison Break”?
Antonin, che era un Mangiamorte non proprio un pivello, sta con questa feccia?
Mio signore, ma li prendete nei manicomi i vostri servitori…
La Fanciulla: “Antonin la guardò, non doveva avere più di vent’anni circa, era molto giovane, ma le si leggeva negli occhi che d’esperienza ne aveva.”
Non ne dubitavamo, Tony, ci stupisce che tu sia lì… Con una donna che può attaccarti anche la rogna!
All’ improvviso… Le manette: “Hai intenzione di spogliarti anche tu o no? [Con quello che ti avrà pagato]
Lo sguardo della ragazza cambiò, divenne freddo, cattivo… sulle sue labbra si aprì un ghigno che le deformò il volto, Antonin cercò di togliersela di dosso, ma lei lo aveva ammanettato al letto.”
Fermi!
Quando Dolohov, un DE, s’è fatto ammanettare da una sgualdrina da strada e senza la bacchetta (quella magica, signori!) a portata di mano?
Mio signore, ma Tony non può morire così, è come cadere dietro un velo!
Pura paura: “La ragazza tirò fuori un coltello, a doppio taglio, [che arma *o* l’hai presa a Dean o a Buffy?] brillava in modo irreale alla luce dei fulmini. [Aveva i colori dell’iride, tipo sigla de “I miei mini pony”]
Sul viso di Antonin si dipinse un’espressione di puro terrore”.
Che pensò: -Oh cazzo, proprio stasera che ho lasciato la bacchetta a casa.
Atti poco igienici: “Lei non rispose e gli passò il coltello sul petto, aprendo grandi squarci fra i peli; prima che lui potesse iniziare ad urlare, lei gli aveva infilato una calza in bocca”.
Se la delicata pulzella è vestita, immagino che Tony abbia in bocca un suo pedalino di cotone sudato.
Quanto è peloso Dolohov?
È il gemello di Greyback, suppongo, per avere una maglia di peli sotto gli abiti.
Giustizia si compie: “Lurido Mangiamorte
Disse la ragazza mentre gli piantava il coltello nell’arteria femorale, poi fece risalire il coltello, fino al suo pene.”
In spregio alla punteggiatura!
Scusate la domanda, ma se pianto un coltello a doppio taglio nella femorale, quanta forza fisica mi occorre per raggiungere il pene senza estrarre l’arma?
Posso compiere questo gesto senza sporcarmi di sangue?
Non consenziente:”Antonin che aveva le guance inondate di lacrime fece segno di no con la testa, e dicendole qualcosa, attutito dalla calza che aveva in bocca.”
In questa scena ho vomitato, per simpatia verso Tony.
Bad girl: “Oh, tesoro, non abbiamo neanche incominciato.”
È una traversa di Puttan Alley, tra Sin City ed il bordello di Cornelius.
Mutilato: “La stessa fine del pene, l’ebbero le dita delle mani e dei piedi.”
Tutto quello che conta per un uomo. Notate la poesia della frase…
Strazio senza fine: “Poi le si alzò, impugnò la bacchetta e sussurrò
– Crucio
L’uomo si contorse nel letto, sfregò i polsi contro le manette, cercando di liberarsi, ma l’unico risultato che ottenne fu di tagliarseli.”

Non è morto?
È un monco umano, ma vivo?
Questo è Logan degli X-Men.
Clemenza: “La ragazza si scostò alcuni capelli dal viso, macchiandoli di sangue e disse piano, puntando la bacchetta verso il Mangiamorte
– Avada Kedavra”.
Dopo quest’agonia, che ha lasciato disgustati un po’ tutti, anche il Cannaiolo, il God of Sex e Pottah. Lei lo uccide.
Un sollievo.
Povero Dolohov.
La diva se ne va: “Lei s’infilò il mantello, aprì la finestra, e si calò giù dalla scala antincendio, non infilò il cappuccio, lasciò che la pioggia la bagnasse, la ripulisse dal sangue. [doccia all’aperto?]
Salì sulla sua moto e partì, la sua fuga fu coperta solo da tuono.”
La moto di Sirius, che si dissocia da questa mattanza?
Questo è uno dei motivi per cui “Dark Angel” non mi è mai piaciuto; sapevo che avrei vomitato leggendo il titolo della fycci.
Il riassunto: “Un mondo distrutto, una guerra che incombe da otto anni:cattivi che si fingono buoni, buoni che in realtà sono cattivi, una giustiziera, lei Dark Angel. [Max, ovvero Jessica Alba] Una negromante, un’Auror, una sorella, un’amante: [Marion Zimmer Bradley per l’omaggio sentitamente non ringrazia] Lux Lestrange. [Lux -> “Le Vergini Suicide” come si nota dall’avatar dell’autrice. Io piango per Kiki Dunst e Sofia Coppola, ma anche per Marion. Rodo, Rabastan, mi spiace che abbiate questo aborto come sorella] Alcuni Mangiamorte hanno una missione e questa missione è: catturare e portare al cospetto di Voldemort Lux Lestrange e uccidere Dark Angel. [Sono la stessa persona, Voldemort non è così fesso. Ora, però, manco gli Aurors saranno contenti d’avere peni, dita e frattaglie sparse da catalogare. Tonks inciampa negli intestini di Tony e giusto Moody può fare Horatio Caine]
Lasciate un commento, please”.
Fatto.

Ho vomitato.

La calura estiva non risparmia nemmeno l’allevamento dei Tweedy, dal quale la sottoscritta sta scrivendovi col consueto disappunto dipinto in viso.
Sapete cos’hanno le galline di davvero detestabile? La solida, abissale, irritante, trogloditica stupidità.
E cos’hanno di davvero detestabile le fyccies?
Indovinate.
Ma vedo che tra i miei volumi di contabilità occhieggia timidamente il polveroso albo ‘Death Note’, trafugato dal Tempio per l’occasione. Diamogli dunque un’occhiata. ATTENZIONE: Spoiler 8avo volume manga/25esimo episodio anime. E slash, temo. Solita storia, insomma…

Eclissi, di Nika Chan.

L’incipit di questo… er, scritto, consiste in una serie di termini separati in malo modo dal tasto ‘Enter’, del tutto insensati e apparentemente privi d’una relazione. Eccovene un assaggio:

Diviso

Meschino

Corrotto

Vuoto

…Ok, basta. Sembra l’abbecedario di Pinocchio. Vi risparmio il resto, salvo, naturalmente…

Marcio

Marcio

Marcio

Marcio

Perché, vedi, un po’ di anni fa vedevo mamma e papà dentro una scatola, dietro due psichiatri, ero solo un bambino…

[Ti ho ucciso…]

Ritorna assassino il dialogo fra parentesi quadre. Perchè? Ma è kool, naturale.
La voce di Raito si manifesta, e c’informa che, quando il suddetto ha cominciato a far uso e abuso del Death Note, s’è finalmente reso conto di cosa stesse facendo (?) e che veder L morire fra le sue braccia (fra le sue braccia?) è stato l’equivalente di un pugno tirato proprio in mezzo "ai suoi polmoni". Mi spiace per lui, dev’esser doloroso.
Raito, in quel momento, ha compreso (ma che cosa?); sì, perchè essere consapevoli è diverso dal prendere coscienza (è chiaro). Quando lo stronz… er, il ragazzo ha tolto la vita a L si è sentito esattamente come L lo aveva definito:

assassino

Johnny Stecchino insegna.

Vista da lontano la morte non ti fa un grande effetto. Vedi solo un uomo che si accartoccia su se stesso, raggrinzisce come carta bruciata e infine si spegne.

Mi son persa qualcosa. Prima d’ammazzarlo l’ha cosparso di benzina e incendiato?
Nulla si frapponeva tra i ragazzi, allora, solo i loro vestiti (e l’aria che sta in mezzo, no?)

E questo forse non mi ha permesso di sentire il calore che abbandonava il tuo corpo, ma non mi ha impedito di sentire che odore ha la morte. E l’odore… un odore non si dimentica.

Che schifo. L non usava deodorante.

Ma la morte, quella che ti coglie all’improvviso, non ha odore.

E’ L, invece, che puzza come una capra.

È stato proprio il non sentire più l’aroma del caffè che impregnava il tuo alito a farmi capire che era finita.

L non si lavava nemmeno i denti.
Raito afferma d’aver vomitato. E ce credo, ‘sto L era un puzzone. Vomitato, o meglio "rimesso tutto ciò che aveva nello stomaco". Buon GoS, e ora a digerire come fa…?
Si prosegue con una dettagliatissima descrizione di succhi gastrici che fuoriescono e bile che "macchia" la ceramica del bagno, mentre l’intestino s’acciambella come un gatto addormentato e un odore non proprio gradevole riempie la stanza (che disgusto, lasciatemelo dire). Questo, c’informa Raito, "è l’odore della morte dei vivi".

Ma per favore.

[Ti ho ucciso…]

Il dialogo in parentesi quadra sta per uccidere me.

Mi fa male qui… all’altezza del petto…

Dove, dove? Dai un colpo di tosse…

Ho odiato la tua voce

Ho odiato il tuo pensiero

Ti ho odiato quando non avevi un volto

Ti ho odiato ancora di più quando l’hai mostrato

Ho odiato i tuoi occhi

…ENOUGH. Mi spiace, ma questa storia continua ancora a lungo (anche le proposizioni ripetute finché il lettore non vomita le budella sono un trend, pare). Questo porcellino al mercato andò, questo porcellino L ammazzò…
Raito si domanda in cosa lui e ‘Ryuzaaki’ differissero. (Tutto, forse…?) Poi rivela che Misa apprezzava L, forse addirittura gli voleva bene. Oh, certo. Ozzy mio, vieni qua…

Mi fa male qui…

Aridagli. Ambulanza? Coltello da torte?
Raito dice di aver perso qualcosa. Cosa…? Ma l’innocenza, naturalmente. Oooh. *o* Però ha amato davvero L. E’ chiaro; le leggi dell’aMMore indicano apertamente che se due individui sono rivali e l’uno finisce con l’uccidere l’altro, costoro in verità si adorano.
In fondo, soggiunge Raito, la morte di L era un evento che non poteva essere evitato. L era per Raito come una fiamma "troppo bella" (miiiinghia, picciotti, troppo bello), ora spenta. Ma…

La falena ne ha accesa un’altra.

Una falena che accende lumi? Le falene semmai vanno a carbonizzarsi contro le lampadine elettriche, quando hanno il tempo.
Cos’avrà fatto Raito dopo aver compiuto il terribile gesto? Volete tirare a indovinare…?

Ho vomitato di nuovo, sulla moquette che ti piaceva tanto. (…) Sulle lenzuola bianche, su cui i nostri sogni si sono mescolati.

Manca che gli vomiti sulla tappezzeria dell’automobile, sul linoleum, sulla maglietta, sui pantaloni, su Watari, sulle tazze da té e sul computer da tavolo, e ha finito. Certo che poi si sente male, vomita l’anima peggio d’un ubriaco, e in ogni dove (un catino no, eh?). Se avete qualche dubbio su quel "i nostri sogni si sono mescolati" (espressione pregna di lirismo), abbiate presente che "abbiamo trombato" è ormai fuori moda.
Pare il nostro Raito abbia vomitato per "coprire la presenza di L". Beh, c’è riuscito. Posso solo immaginare che odore aleggi per quelle stanze, adesso. Ma, mi domando, perchè non intitolare la fyccie "Le budella di Raito Yagami"?

La leggenda di L. solo quello deve rimanere.

Come disse Marina Massironi, "ma lei… E’ ZORROOO?!"
Raito si dimostra più emo di Elle, dandosi in elucubrazioni mentali mai viste al mondo… che culminano nella maniera migliore al mondo.

Ho dimenticato…

Ho dimenticato qualcosa di importante.

Ho dimenticato la mia umanità.

Ho dimenticato quanto siamo piccoli e inutili.

Ridagli a oltranza. Giuro che se vedo un’altra accozzaglia di proposizioni inutilmente ripetute mi viene l’ulcera.

Lo senti, Ryuuzaki?

Piove

MA NON MI DIRE.

Chi è il Salvatore?

Un santo portato in processione alle feste di paese, credo.

Kira, ci vien detto, è soltanto un uomo, una piccola, fragile, delicata, spaurita creatura. Calza bene per "assassino di massa a sangue freddo con arie da divinità, dotato d’una mente spietata e calcolatrice".

Kira ha paura.

E ha freddo.

Anche lui? Signori, propongo una colletta per offrire una coperta ai personaggi di Death Note, tristemente intrappolati in questa sezione di EFP umida e intirizzita.
Ma mentre noi stiam qui a parlare a vanvera Kira si ferisce, incespicando tra i vetri infranti delle sue illusioni (ahia), arranca "sulla macchia dei suoi passi" (camminerà coi piedi imbrattati di olio per automobile?). Perchè il vero Kira, in realtà, è morto ("e questo è chiaro," direbbe Aldo Baglio). Infine, dimostrando ben scarse abilità di guida, va a sbattere "contro la verità più ovvia". Ahia, dev’essere roba più dura del plexiglass. Se cercate Kira, lo trovate nel reparto rianimazione dell’ospedale di S. Salvatore.
Ma infine ecco, salvifiche e veritiere, le Parole dell’Autrice.

Kira è un uomo. Solo questo noi dovremmo ricordarci…

Ma via. Ho sempre vissuto nella convinzione che fosse un alieno con sei occhi e otto zampe.
O, forse, un personaggio che non ha molto a che fare con quello di questa fyccie…

Lasciandovi con questo dilemma in mente, vado un a vomitare un po’ sul parquet.