Dieci anni e non sentirli.

Casa di riposo “La Vispa Teresa”.
Alba.

I primi raggi del sole illuminano dolcemente la scena, gli uccellini cinguettano e nell’aria c’è una dolce melodia…

All’improvviso una voce roca e decisamente incazzata : “Giovanotto, abbassi quella musica, che qui c’è gente che vuole dormire!”
“E va bene” ribatte l’infermiere chiudendo nuovamente le tende “vi lascio dormire un’altra oretta, ma poi dovete alzarvi.”
Gli risponde solo un russare asmatico, intervallato da qualche colpo di tosse.
L’infermiere scuote le spalle e se ne va.

Molte ore dopo.

Il sole tramonta dietro le colline, gli uccellini ritornano al nido, i gufi… gufano e alla casa di riposo “La Vispa Teresa” finalmente è l’ora delle visite.

Ad aprire la porta ai visitatori è un uomo alto e biondo, dallo sguardo altero che seduce. Osserva le persone in attesa che a loro volta osservano il suo sopracciglio, sogno erotico di intere generazioni…

“Allora, volete entrare o state sulla porta tutta la notte?”
“Oh, ci scusi infermiere Malfoy: ci eravamo distratti.”

I visitatori lo seguono lungo il corridoio ed entrano in una grande sala dove il chiacchiericcio copre la musica da camera: gli ospiti stanno ricordando i bei vecchi tempi.

L’infermiere Malfoy inizia il giro serale delle pillole, abbandonando i coraggiosi visitatori al loro destino.

Un’anziana donna seduta su una vecchia poltrona borbotta tra sé e sé, ma appena si accorge degli ospiti li richiama affabile. Ha gli occhi vispi incorniciati dagli occhiali e i capelli puntati in uno chignon disordinato tenuto fermo dai ferri da calza… di qualcun altro.

“Avvicinatevi, ragazzi…” mormora trepidante spargendo saliva -e qualche pezzo di broccolo, residuo della cena serale- sui malcapitati. “Sapete, oggi sono proprio contenta: esce l’ultimo libro di quel giovanotto che mi piace tanto… ora chiedo all’infermiere… Infermiere!”

Un uomo pallido dalle spalle larghe alza gli occhi scuri al cielo e si avvicina, tenendosi però appena fuori portata dalle mani rapaci della vecchia, che tenta inutilmente di palpargli il posteriore.

“Ma è uscito il nuovo di Martin?”

“No, signora Valpur, lo ha chiesto venti minuti fa e da cinque anni a questa parte la risposta è sempre la stessa”.

“Ah, giusto. Maaaa senta un po’, giovinotto: il nuovo di Martin è uscito?”

L’infermiere alza nuovamente gli occhi al cielo poi guarda i visitatori con la sua tipica espressione addolorata. Gli ospiti si allontanano senza fare domande: nonna Valpur sembra molto confusa e l’infermiere Snow, beh… conosciamo tutti la portata della sua ignoranza.

L’infermiera Granger si avvicina a una donna intenta a giocare una partita di scala quaranta che, nonostante tutto, non si è accorta dell’arrivo dei visitatori e le tocca una spalla per richiamare la sua attenzione.

“Signora Quinzell, lo vuole lo yogurt alla banana?”

“CHE? LUCIUS E DANANA?” urla la vecchia sorda, facendo sobbalzare i visitatori, che si allontanano prima di venire coinvolti nella conversazione.

Gironzolano per la sala senza meta, quando una signora fa loro cenno di avvicinarsi. Sorride e si sistema gli occhiali sul naso, prima di volgere lo sguardo alla finestra.
“Adoro gli uccelli”.

“Cos-” balbettano confusi.

“Mi piacciono gli uccelli.” ribatte seria. Un infermiere emaciato e chiaramente affetto da calvizie precoce si avvicina di corsa e zittisce la donna.

“Ma che ho detto di male, Draco?!” domanda Winola confusa.

“Dovete scusarla, proprio non ce la fa coi doppi sensi… è il suo fardello…”

“QUALCUNO HA DETTO CAMMELLO?” chiosa la signora Quinzell, e tutto nella sala si ferma per qualche istante, mentre i vecchi rimbalzano una serie di rime in -ELLO.

Draco sospira. “Dovete scusarli. È un gioco puerile tra di loro che va avanti da… da sempre. Non siamo riusciti a levargli il vizio!”

Un anziano lo guarda torvo. “Voi giovani non capite le tradizioni!” lo rimprovera.

“Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”

Una vecchia si aggiunge al discorso. Fa per alzarsi, tremolante sulle caviglie malmesse, e guarda il vecchio di prima con una muta richiesta negli occhi. Questi si alza con non poca fatica e sposta la carrozzina su cui è seduta la vecchia, che ora ha ricominciato a parlare.

“Una volta portavate rispetto, voialtri! Una volta eravate grati! Noi abbiamo fatto la guerra per voi, per la vostra sanità mentale” ricorda la vecchia stronza. “Fare gli spavaldi, ma noi ce lo ricordiamo come era qui… cioè, io non me lo ricordo, ma lei sì.” ammette, indicando la vecchia degli uccelli che al momento sta cercando di scavalcare la finestra con una corda di lenzuola sotto braccio. “Lei si ricorda di quando eravamo noi a prenderci cura di voi durante le vostre crisi d’identità! L’ex direttrice Abigale ha fatto tanto per voi, e voi adesso ci trattate come se fossimo rincoglioniti! Stronzi irriconoscenti!” spiega, mentre Fox, appoggiandosi alla sedia a rotelle, bandisce minacciosamente il bastone per enfatizzare i concetti espressi da Bella Lestrange.

A sedarlo ci pensa l’infermiere Snape, i cui capelli neri accendono dolci ricordi nella mente del vecchio.
“Mi dica, buon uomo…” mormora sistemando gli occhiali ormai inutili sugli occhi velati dalla cataratta “L’agente Prentiss è tornata? Al Bureau hanno bisogno di lei…”

L’interessante discussione viene però interrotta da un urlo: uno degli infermieri si allontana infuriato da nonna Valpur e dalla signora Quinzell, che si guardano ridacchiando e si danno il cinque.

“Basta, io me ne vado! Me ne vado! Quelle due vecchie mi molestano!”
Lucius Malfoy si avvicina per calmare il suo sottoposto.
“Avanti, infermiere Laufeyson, torni qua!” sbotta, facendo un cenno della testa a Zabini, che si avvicina alle due vecchiacce malefiche per separarle.

“Lei è proprio una ragazzina graziosa, sa?”

“Signora Quinzell, sono l’infermiere Zabini…”

“Come ti pare, cocca.”

L’infermiera Granger si avvicina e tenta di distrarre le due vecchiette.

“Signora Valpur, le ho portato la sua acqua.”

“Ma è piena di fervore? Sennò non la voglio!”

“Signora!” sbotta l’infermiera infastidita “La smetta!”

Poi si allontana di corsa, tallonata da Fox che brandisce minacciosamente il bastone mirando agli stinchi della malcapitata, rea di avergli servito verdure bollite per cena.

I visitatori, sempre più spaesati si avvicinano ad un altro vecchio, dall’aria decisamente più simpatica, ma vengono investiti da un olezzo (sensualissimo, eh!) di vaniglia, cannella, cioccolato e Chanel n.5.

Quando riprendono i sensi sono a terra con una vecchia incazzosa che troneggia su di loro, martoriandogli di calcetti gli stinchi e un gran mal di testa, non si sa se dovuto alla botta (“Nessuno che muoia accasciandosi con grazia!” bercia la vecchia) o al profumo che la pazza sta spruzzando ovunque.

“Oh! Ma siete ancora vivi? Oooh!! Infermieri, togliere queste persone morte dal tappeto! Qua la pulizia fa proprio schifo… E il personale! Sono tutti in disordine, calmi ma irrequieti e quei due non hanno nemmeno le curve al posto giusto!” sbraita Leochan, indicando gli infermieri Winchester, che stanno inutilmente tentando di convincere unanziana donna a ingoiare le pillole.

“Chiaramente è un caso di ficcynite” sta dicendo la vecchia “ora chiamo Brad e Jhonny, si prenderanno cura di voi e sarete presto come nuovi!”

“Signora Abigale, non è più la direttrice e Brad e Jhonny non lavorano più qui. Ora è una paziente e deve prendere le pillole.” sbotta Dean inutilmente, dato che la vecchia nemmeno lo ascolta e si allontana borbottando di cartelle cliniche da riordinare, terapie da assegnare e gravi casi di OOC cronico.

I due Winchester si scambiano uno sguardo rassegnato, poi si accorgono dei visitatori a terra e, mossi da pietà, allontano la pazza spruzza-profumo dai loro stinchi.

Finalmente liberi e con un mal di testa da primato, i malcapitati visitatori si avvicinano al vecchio dall’aria simpatica, sperando di non venire nuovamente malmenati.

“Sono un maschio!” esordisce il vecchio.

I visitatori si guardano perplessi.

“Sapete, sempre meglio specificare” continua imperterrito. Poi aggiunge, indicando le vecchie pazze sparse per la sala “per colpa loro sono anni che ho un’identità di genere confusa! E poi mi shippano con qualunque uomo passi di qua. Chiedete a Fox se non mi credete, è successo anche a lui…”

I visitatori si voltano verso il signor Fox, che sta agitando il bastone con aria minacciosa, e decidono di soprassedere. Nel mentre, la dottoressa Leila si avvicina al vecchio.

“Signor Skeight, l’infermiera di turno mi ha detto che ha rifiutato la cena…”

E lo credo bene! Da settimane chiedo di mangiare una cosa, e invece di nuovo patate lesse!”

Perché, cosa aveva chies-” inizia a chiedere la dottoressa prima di pentirsene subitamente.

“Patate scrisse.”

L’aria attorno all’uomo si fa improvvisamente gelida.
Se ne accorge anche Arwen che si alza felice, cercando di richiamare l’attenzione di Valpur

“Val! Vaaal! È l’Inverno! Sta finalmente arrivando!” esclama, ma Skeight scuote la testa. “Arwen, sono io…” borbotta.

I visitatori si allontano per non congelare, ma inciampano in una donna che, senza guardare dove cammina, lancia ordini a destra e a manca.

“TECNICO! LE LUCI! E vedete di inquadrare tutte le curve ai posti giusti, mi raccomando! Noi facciamo divulgazione scientifica!” esclama Hyena roteando le braccia.

“PUNIZIONE!” urla un’altra donna vestita di rosa, con vaporosi capelli biondi agitando una lunga bacchetta “NON SI INCIAMPA SUGLI INSEGNATI!”

“Signora Hyena, signora OdiolaRow, lasciate stare i visitatori, non sono né tecnici, né studenti” tenta di mediare l’infermiere Potter “o sarò costretto a sedarvi”.

“NON DEVI DIRE BUGIE” gli urla la vecchia vestita di rosa e l’infermiere Potter nasconde rapidamente la mano in tasca, con aria quasi impaurita.

I visitatori si guardano intorno straniti e decidono di cercare qualcuno più sano di mente.

Una nonnetta dall’aria furtiva sta girando tra i tavoli e ogni tanto si infila in tasca qualche lettera, ovviamente non sua.
Ad un certo punto si avvicina a all’infermiera Weasley e le allunga una delle lettere.

“Ha di nuovo rubato la posta, signora Civetta?” dice la Weasley.

“Rubato? Io non ho rubato niente, io sono Edvige la Civetta, io la posta la consegno, mica la rubo” ribatte la vecchia.

L’infermiera Weasley scuote la testa e torna a distribuire pasticcini alla vaniglia tra i tavoli.

“Signora Magnolia, vuole un pasticcino alla vaniglia?” domanda a un’altra vecchia, intenta a parlare, anzi urlare, con un attaccapanni.

“JETHRO, ORA DEVO ANDARE” dice all’attaccapanni e poi, rivolta all’infermiera “HERMIGLIA? PERDIO!”

“No signora, vaniglia, pasticcini alla vaniglia.”

“CHE? TEGAMINI AD HERMIGLIA? MA LA VOLETE PICCHIARE? MA ASPETTATEMI, MI RACCOMANDO!” strilla Steel Magnolia.

E a proposito di risse, proprio in quel momento si sente un rumore sordo.

VADO RETRO, PURITANO REPRESSO! TU E TUTTE LE TUE STRONZATE PATRIARCALI SULLA PROTEZIONE DELLE DONZELLE E SUL SESSO PREMATRIMONIALE!” esclama Irechan, ritta come un fuso e incazzata come una furia, brandendo l’asta porta-flebo -ormai deformata- contro l’infermiere Cullen. Sembra volerlo impalettare, pare si sia dimenticata che con loro non funziona.

Sempre più perplessi e ormai convinti che più che una casa di riposo quello sia un manicomio (e non hanno tutti i torti), gli ormai esausti visitatori tentano di guadagnare l’uscita senza essere visti, ma vengono immediatamente intercettati.

JETHRO” strilla in faccia a uno dei malcapitati la vecchia sorda, scambiandolo per, beh, l’attaccapanni “LA VUOI UNA MENTINA?” e gli ficca in mano una mentina appiccicaticcia a cui evidentemente è stato ciucciato lo zucchero che la ricopriva.

Richiamati dagli strilli gli altri vecchi si avvicinano chi minacciando col bastone, chi porgendo lettere, chi domandando se anche a loro piacciono gli uccelli, chi chiedendo notizie del libro di Martin, chi strillando indicazioni a un inesistente tecnico del suono.

I visitatori, sempre più frastornati, vengono salvati dall’infermiere Malfoy che con un’alzata di sopracciglio attira l’attenzione dei vecchietti.

L’ora delle visite è finita!”

I visitatori sollevati si allontanano dai vecchietti che continuano imperterriti i loro insensati discorsi, seguendo l’infermiere Malfoy (e il suo divino sopracciglio) verso l’uscita.

Alla casa di riposo “La Vispa Teresa” è ora di mettere a letto le mummie, l’infermiere Sparrow fa l’ultimo giro della sera distribuendo i pappagalli, tutto è pace, tutto è polvere, biscotti stantii e tisane digestive…

“Signori, ne ho trovata un’altra”

Con uno schiocco indefinito di legno e ossa, una voce vecchia, più acuta e stridula che mai risponde.

“HO CAPITO, HO CAPITO! VADO!

 

 

 

 

E niente, ieri era il decimo compleanno di Fastidious e questo è il nostro regalo per tutti quelli che ci hanno seguito in questi dieci anni.
Lo so che avreste preferito una recensione (abbiate fiducia, arriverà anche quella), ma neanche il compleanno ci ha reso meno culopesi e speriamo lo stesso di strapparvi un sorriso con questo er… delirio collettivo.

Lady Grey… e no, non è il fantasma

Giacobini, giacobine, vandeani sotto mentite spoglie, Babbani, Mezzosangue, Tassorosso dimenticati e quote azzurre di Fastidious (so che ci siete), segretarie sottopagate ai comandi di Mr Grey, bentornati nella sala delle autopsie della nostra setta-a-delinquere. Il corpo che andremo testé ad esaminare è stato prontamente recapitato da Wrecking. L’aspetto del cadavere non era dei migliori, tutto coperto di lividi e segni di legature. Lo potete vedere qui, tenendo presente il rating rosso (e l’assenza di un avvertimento per l’OOC, della cui necessità vi accorgerete fra pochissimo).

Gli esami preliminari hanno immediatamente indirizzato i nostri sospetti sulla pericolosa Hermiglia, che da tempo gode di tremebonda fama presso questi lidi. La sua specialità è la sorprendente capacità di adattamento alle più nocive mode letterarie. Dopo averla vista sottomessa ai capricci del Divin Pargolo, quale poteva essere il passo successivo se non il repentino ribaltamento della situazione, ovvero una Hermiglia (anzi, Herr Miglia) in modalità Lady Heather da discount che gestisce Hogwarts con il pugno di ferro con indumenti in pelle nera e umiliazioni d’ogni sorta.

A quanto pare, Hogwarts non ha imparato nulla dall’esperienza della Thatcher. No, aspettate, era la Umbridge. O era la Thatcher? Vabbè, scegliete voi.

In qualità di Regina della Magia,io, Hermione Granger, che per voi divento Lady Hermione Granger, come primo atto in mio potere decido di riazzerare gli ultimi 7 anni di scuola ad Hogwarts, ovviamente escludendo me, tutti gli studenti che si sono diplomati l’anno scorso dovranno tornare da domani a scuola

Dopo il Signore Oscuro e l’Inquisitore Supremo, mancava solo la Regina della Magia. Le sedute al Ministero della Magia devono essere la versione politica delle partite tra vecchietti al bar. “Un Bambino Sopravvissuto e tre Sottosegretari Anziani!” “Rilancio con due membri onorari del Wizengamot!” “Regina della Magia piglia tutto!” “Ma cosa cali la Regina della Magia in prima mano!” E iniziano a volare le sedie.

Comunque, Herr Miglia è potente, bella e fotomodella. Ok. Ci sfugge solo qualche piccolo particolare: com’è possibile che abbia “riazzerato” gli ultimi sette anni? Come ha fatto Hermione ad assumere il titolo di Bella Figheira Regina della Magia? Dopo la battaglia contro Voldy, nessuno si è premurato di controllare che altri maghi talentuosi non sbarellassero? Forse avevano ragione i Serpeverde fissati con la purezza del sangue, dato che gli ultimi maghi che si sono fritti il cervello erano tutti Mezzosangue?

Fortunatamente, esami più approfonditi hanno fornito delle esaustive risposte a tutti i quesiti sopraelencati. Nessuno si è azzardato a contraddire Herr Miglia dopo che ella è riuscita a sconfiggere Voldemort da sola grazie all’incantesimo “Abigail Sectrum”, di cui solo lei sa l’origine e il potere che nasconde. La pronuncia del nome è tuttora incerta, ma riteniamo che sia simile a “paraculata”.

Ma Herr Miglia non si è fermata qui. Con un altro incantesimo di sua invenzione, “Sefundus Liberati”, ha provveduto ad azzerare la personalità e il potere magico dei pochi maghi famosi rimasti in vita (pure Regina del Celebrità adesso?), che sono poi stati esiliati nei luoghi più sperduti della terra. E tutto questo è stato fatto da Herr Miglia, teniamolo bene a mente. Anche perché l’idea di Hermione che, dopo anni di prese in giro per le sue origini Babbane, il terrore di perdere i propri genitori durante la Seconda Guerra dei Maghi e il pur benintenzionato flop del C.R.E.P.A, si dedica all’autocrazia, al confino e alle centoventi giornate di Sodoma mi sembra lievemente forzato. E poi, l’Espresso per Hogwarts arrivava già in orario.

Non bisogna avere paura, comunque. La nostra eroina ha fatto tutto questo per il bene degli altri studenti, come ella stessa sottolinea.

chi mi conosce sa quanto io ami i libri e lo studio, e quanto lo ritenga importante,quindi ritengo che sia doveroso che le persone della mia generazione abbino la formazione che io ritengo opportuna..

It’s like raaaaaaain on your wedding day, it’s a free ride when you’ve already paid…

Scusate, meglio chiudere la finestra. Fuori c’è Alanis che continua a cantare a squarciagola.

Come si scopre molto presto, nella nuova società creata da Herr Miglia le persone sono giudicate in base alla formazione culturale (crediamoci) e al sesso. Tali sono gli stravolgimenti apportati che, il primo giorno di scuola, un Draco palesemente spaesato promette a Harry di essere più socievole nei suoi confronti. E questa è la parte più credibile della ficcy, vorrei specificare. Dopodiché i maschietti raggiungono Hogwarts rigorosamente a piedi, e senza guida. I Thestral, le carrozze e Hagrid sono impegnati sul Fronte Orientale, probabilmente.

Arrivarono ad Hogwarts ed entrati nella sala grande notarono subito delle grosse differenze, non c’erano piu i 4 tavoli che dividevano le casate, ma ce n’erano soltanto due, e dietro al tavolo dei professori c’erano soltanto un trono grande al centro, che doveva essere sicuramente quella di Lady Hermione, e quattro sedie, due per lato del trono.

Soffermiamoci un istante sulle quattro maîtresse… cioè, sulle quattro insegnanti che aiutano Herr Miglia: Angelina Johnson (ci può stare), Daphne Greengrass (una Serpeverde a caso), Cho Chang (che, se ricordo bene, non era proprio in ottimi rapporti con la capa suprema) e… Pansy Parkinson. O Herr Miglia ha deciso di essere magnanima con chi l’aveva tormentata durante gli anni scolastici, oppure ha estratto i nomi delle sue collaboratrici insieme ai numeri del lotto.

E cosa insegneranno queste collaboratrici? Una sola materia: Comportamento e disciplina tra ragazze e ragazzi dotati di magia.

Gli studenti maschi sono obbligati a tenere dei comportamenti remissivi, umili, e il piu possibile sottomessi alle studentesse della scuola,nonche alle professoresse ovviamente, hanno il diritto (eh?) e l’obbligo di andar in giro vestiti solamente con dei pantaloncini e nient’altro addosso, non han diritto di scelta su nulla e qualsiasi attività, che sia anche il solo parlare, al di fuori del loro dormitorio, luogo in cui avranno i loro unici momenti di riposo, inoltre le studentesse e ovviamente anche le professoresse, possono ordinare ciò che più le aggrada a loro, ed essi avranno l’obbligo di ubbidire ciecamente senza fiatare.

Mi sa che la formazione culturale di cui si parlava prima è incentrata su 50 Shades, Eyes Wide Shut (Stanley, perdonami) e sugli epigoni del Divin Marchese, con un tocco di misandria che contribuisce grandemente al clima di trash generale.

Pansy tirò fuori la bacchetta e la puntò verso il tavolo dei maschi, mentre avanzava verso di loro con un passo spedito, sicuro di se, come se nessuno avesse potuto farle del male..ed erà (la grammatica è così maschilista!) effettivamente cosi

Scopriamo che Pansy è addirittura la vicepreside e che i quadri sono stati rimossi dagli ingressi delle Sale Comuni al fine di consentire alle ragazze l’accesso a loro completo piacimento. In questo marasma sadiano di basso livello, si potrebbe pensare che almeno a Harry e Ron sia riservato un trattamento di favore in quanto migliori amici della Regina della Magia, del BDSM e dell’Universo Tutto.

Siete proprio ingenui.

da quando sconfisse Voldemort non ebbe piu stretti contatti con lei, ci sarà riuscito a parlare due o tre volte e tutte i primissimi tempi, da quando lei acquisi tutti i poteri politici nel mondo della magia fece sempre finta che Harry e Ron non esistevano.

Come la consecutio temporum.

Sulla pregevolissima immagine di Ron preoccupato che Lavanda Brown possa vendicarsi per essere stata lasciata durante il quarto anno trasformandolo nella sua puttanella, si chiude il terzo capitolo. Il quarto si apre praticamente col botto, con Angelina che entra senza preavviso nel dormitorio maschile sbattendo violentemente la porta (ci manca, signor Mosconi, ci manca infinitamente).

non si poteva negare che grazie anche al fascino esotico della sua carnagione color ebano non fosse una splendida ragazza.

Spiacente, Angelina, ma la sintassi ti vuole racchia.

Professoressa non è il termine adatto che dovrai usare nei miei confronti, direi che Divina Lady Angelina è un termine più adatto a me,

In effetti anche The Lady figurerebbe bene all’interno della preparazione culturale nel mondo di Herr Miglia, dati i livelli di assurdità (e di povertà grammatico-sintattica) raggiunti.

Il capitolo si conclude con una furiosa Divina Lady che inveisce contro Draco e lo obbliga a lucidarle gli stivali con la lingua, lasciando noi lettori a ponderare su quali altre amenità attendano i protagonisti. Strap-on? Fruste? Catene? Letture obbligatorie dei testi di Allock? Lo scopriremo solo vivendo! O forse soffrendo, non ricordo bene.

FINE PRIMO TEMPO

«Altro che “fine”! Avreste dovuto scrivere “volgare primo tempo”.»
«Gliel’avevo detto di non leggerla, professoressa McGranitt…»

(Si ringrazia Tremotina per la segnalazione.)

Lady Draco Awakens

Giacobini, giacobine, coinquilini burloni: benvenuti allo speciale di Natale di Fastidious Geographic, che siamo certi apprezzerete come i fan di Star Wars hanno apprezzato questo.

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Esiste davvero, anche se persino gli attori si ostinano a negarlo. Lucas non si vergogna di Jar Jar Binks, ma di questo sì.

Bel tentativo, ma le porte sono chiuse dall’esterno. Tornate a sedervi prima che vi schianti tutti.

Ecco, bravi. Dicevamo, la puntata di oggi è Bodyguard, di fefi97. Potete trovarla qui:
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3271438.

Tecnico, le luci!

Tanto tempo fa, in una galass– no, scusate. Sbagliato incipit.
Tanto tempo fa, in un passato senza magia (in cui però alcuni uomini a caso possono restare gravidi; non ci è dato sapere come), Draco è sposato con il conte Nott, un matrimonio profondamente infelice. Nott vuole un erede, un erede maschio che gli permetta di accedere al trono. Quando Draco rimane gravido,Nott, per la sicurezza del nascituro assume il capitano Potter come guardia del corpo di Draco.

Ovviamente noi, zoccole frigide e scafate, sappiamo già che sarà Draco a montare la guardia. Nott, che ha letto molte meno ficcy di noi, non ha invece la minima idea di star prenotando un elegante palco di corna.

Convocato Harry, Conte Nott di Casa Baratheon gli spiega la situazione.

-Mio zio, il re, è vecchio e senza eredi. I suoi fratelli, Vincent e Gregory, sono dei totali idioti, del tutto inabili a governare. Gli unici candidati possibili per il trono siamo io e mio fratello maggiore Marcus che, sfortunatamente- e il conte velò la parola di sottile ironia – ha sposato una donna che sembra irrimediabilmente sterile. […] – Il popolo vuole stabilità, capitano Potter, è terribilmente spaventato dai vuoti di potere, ed è mia opinione che il consiglio del re affiderà la corona a colui che per primo sarà in grado di dare un erede alla nazione.

Nel corso dell’incontro, Harry continua a pensare che vorrebbe tanto avere Hermione con sé, e fa bene: Hermione ci metterebbe un nanosecondo a fargli sapere che Nott non ha per nulla chiaro il funzionamento delle successioni dinastiche. Passi per i fratelli deficienti, che in effetti si possono tagliare fuori per manifesta incapacità, ma il trono andrebbe comunque al maggiore dei due nipoti, figli o meno. Poi, morto anche lui senza eredi, andrebbe al fratello minore. O al di lui figlio, se nel frattempo il suddetto fratello minore dovesse aver tirato le cuoia.

Il nostro esperto concorda?

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Si ringrazia l’Unico Vero Re di Westeros – che, contrariamente a quanto si mormora, NON HA bruciato la figlia – per la conferma.

-Suo marito è a conoscenza di questo, Milord? – domandò comunque Harry […]
-Mio marito è una delle principali ragioni per cui voglio una guardia del corpo, Capitano. Draco è troppo imprudente e indipendente, rischia di mettere a rischio [rischio al quadrato] questa già delicata gravidanza. Se lei accetterà l’incarico, oggi stesso la presenterò a mio marito in modo che possiate cominciare ad abituarvi l’uno all’altro. –

Vabbe’, Nott, dillo che li shippi anche tu! Siamo al livello di Silente che papponeggia costringendo due persone che si detestano a passare del tempo insieme per far sbocciare l’ammoreh. Le vuoi proprio, ‘ste corna.

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Foto d’archivio del Conte Nott.

Harry intuisce che Draco potrebbe non gradire la sua presenza, e Nott gli fa sapere subito che lui, dell’opinione di Draco, se ne fotte: del resto, Draco è buono solo per fare figli. Che, speravate di aver schivato questo clichè? Illusi.

Trattenendosi a malapena dallo sfancularlo, Harry sta per andarsene quando, improvvisamente, un paio di neuroni fanno contatto e gli viene in mente una domanda intelligente.

prima ha detto che suo marito è di nuovo gravido. Non ha già l’erede che tanto desidera? –
Harry rimase quasi sconvolto nel notare l’odio puro che corrose i tratti del conte […]
-Una femmina – sputò infine, con estremo disgusto.

Nott, amore della zia. Se le successioni funzionassero come dici tu – e no, non funzionano così, ma ammettiamolo per ipotesi – una figlia femmina ti sarebbe comunque sufficiente. Gli zii cerebrolesi sono esclusi a priori; tuo fratello non ha figliato e, a quanto pare, non lo farà in futuro (causa moglie sterile). Una figlia è meglio del nulla cosmico; sul trono inglese, in mancanza di eredi maschi, le donne ci salivano eccome anche ai tempi andati. Per ora il lasciapassare per il trono lo avresti già, batacchio o meno. Non hai motivo di schifarla tanto.

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‘Sup, bitches.

Ma il nome della pargola non è Elizabeth, bensì Lilian. Alla notizia, Harry rimane folgorato e accetta l’incarico.

-Perfetto, Capitano. Permetta allora che le presenta mio marito, dovrebbe trovarsi al piano di sopra, in questo momento. –
Harry annuì, lo sguardo vuoto e i pugni che tremavano leggermente, chiedendosi se non si fosse appena andato a ficcare in un enorme guaio.

Di sicuro, entro la fine di tutto questo, qualcosa verrà ficcato da qualche parte. Cosa e dove lo possiamo benissimo immaginare.

Nel secondo capitolo, veniamo a sapere che il cavallo di Draco è stato trovato con le zampe fratturate. Nott sospetta che sia opera del fratello Marcus, che chiaramente capisce il funzionamento delle successioni dinastiche male quanto lui e lo considera davvero una minaccia.

Nott fece una smorfia. -Chi altro se non lui potrebbe avere interesse a che Draco cada da cavallo? Non so come, ma sono convinto che sia venuto a sapere del bambino o che perlomeno sospetti che stiamo provando ad averne un altro.

Certo che, se spezzare le zampe a cavalli a caso è il piano malvagggio per far abortire Draco, questo Marcus si potrebbe tranquillamente escludere dalla linea di successione per manifesta imbecillità insieme agli zii. Se un cavallo ha piú zampe fratturate si vede: zoppicherebbe o sarebbe direttamente a terra, e nessuno sano di mente ci salirebbe sopra lo stesso. Non è proprio come sabotare i freni di un’auto, eh.

Mentre Nott va a controllare lo stato del cavallo, Harry ode una risata e va ad investigare. Si trova davanti, oltre ad un’improbabile McGranitt in versione governante, una scena zuccherosa da far venire il diabete.

C’era un ragazzo biondo al centro della stanza, gli dava le spalle, ma in braccio teneva una bambina sui cinque anni e la faceva volteggiare in aria ruotando velocemente su se stesso, i lunghi capelli neri di lei che si mescolavano con quelli biondi di lui, la sua risata gioiosa e bambina che invadeva l’aria.

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I capelli che si mescolano e invadono l’aria hanno un che di inquietante. Ora Lilian me la immagino così.

Estasiato dalla scena smielata, per nulla inquietato dai capelli che si mescolano, Harry si ritrovò a sorridere e appoggiò la spalla allo stipite della porta, per poter osservare meglio la scena.

– Mon petite fleur, je t’aime, mais tu le sais, n’est-ce pas, Amour? – mormorò il ragazzo con una dolcezza quasi insostenibile, mentre baciava su tutto il volto la ridacchiante e scalciante bimba.

Cosa che dovrebbe riempirgli la bocca di capelli, visto che un momento fa svolazzavano e si mescolavano a caso.

Mentre Harry si ingrifa nell’ascoltarlo parlare in francese, la McGranitt versione governante sbotta di non sopportarlo. Cosa strana, considerato che saper parlare francese era praticamente obbligatorio per qualsiasi nobile europeo. Forse non sopporta di sentirlo parlare male, visto che dalla regia mi dicono che Draco ha toppato l’aggettivo possessivo all’inizio della frase.

Dopo un altro po’ di melassa direttamente in vena, Lilian e Draco si rendono conto della presenza di Harry. Sapendo che la sua vita potrebbe essere in pericolo, Draco prende sorprendentemente bene il fatto di trovarsi di fronte uno sconosciuto armato in casa sua.

-Sei per caso qui per uccidermi? – domandò il ragazzo in tono sarcastico, indicando con una mano la spada di Harry, un po’ di nervosismo a sporcargli comunque la voce. – No, perché mio marito non credo ne sarà felice. – continuò inarcando un sopracciglio e condendo l’affermazione con palese ironia.

Il Draco che conosciamo avrebbe iniziato ad indietreggiare e declamare le cose orribili che suo padre il GoS potrebbe fare ad un eventuale aggressore nel caso gli torcesse anche un solo capello, essendo fondamentalmente un codardo. Qui, invece, non sembra nemmeno troppo preoccupato per l’incolumità dell’amatissima Lilian.

Harry ha comunque il tempo per trovare Draco estremamente gnocco prima che Nott faccia la sua comparsa, puntuale come la prozia che urla “Tombola!” quando a te manca un solo numero su ciascuna cartella.

Avanti, ne abbiamo tutti una. Non posso essere la sola. Mi rifiuto di accettarlo.

Affidata la bambina alla governante, la coppia di sposi inizia a litigare come… be’, come una coppia di sposi.

-Ti ho detto mille volte che non voglio che usi il bambino per sminuire Lily! – esclamò, furioso.
Nott ricambiò lo sguardo, imperturbabile – E io ti ho detto mille volte che non voglio che parli francese con lei, che non devi affaticarti e non devi prenderla in braccio, ma non mi sembra tu mi abbia mai dato retta.- replicò, calmo ma deciso.
Draco fece per aprire la bocca, ribelle, ma Nott lo interruppe con uno spazientito svolazzamento [non un cenno, uno svolazzamento. Praticamente sta scacciando mosche] della mano.
-Ad ogni modo, lascia che ti presenti Harry James Potter, Draco, Capitano delle guardie del re.

Ah, giusto. Nella sua immensa astuzia, Nott ha affidato questo compito segretissimo al capitano delle guardie del re. Che chiaramente non si chiederà affatto per quale motivo il suo capitano delle guardie non sia piú a palazzo. Nessuno a corte lo noterebbe. E, se mai qualcuno dovesse notarlo, mai penserebbe di chiedersi dove minchia se ne sia andato. È cosa nota che, se sei il capitano delle guardie reali, hai tutto il tempo del mondo per lavorare da freelance senza che nessuno lo noti.

Draco, prevedibilmente, non prende affatto bene la notizia di una guardia del corpo. Ma noi, perfidi membri della setta a delinquere, siamo maliziosi per natura e ci immaginiamo benissimo quanto bene prenderà altro in futuro.

Io, invece, mi prendo una fetta di pandoro. Concedetevela anche voi. Dopo questo, direi che– che dicono in regia? Tredicesima? Certo, certo. Nel duemilacredici. Prendetevi il pandoro e ringraziate, plebei.

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Il panettone no. Il panettone è bleah.*

 

*Dalla cabina di betaggio, Harl si dissocia fermamente. Ma tanto ho ragione io.

Il figliol prodigo

Amanti dei Serpeverde trasgressivi, delle dee interiori e delle favole romantiche, siete ancora tra noi? Pensavate fossi andata in pensione?
In effetti…
In effetti pensavo fossero finiti i tempi delle fanfiction così brutte da risultare esilaranti. Già piangevo le ficcy divenute leggenda! Fortunatamente negli ultimi mesi ho dovuto ricredermi notando… un’inversione di tendenza, se vogliamo chiamarla così. Se non volessimo, però, potremmo usare la corretta definizione: ficcyne brutte da sembrare fake, roba che manco nel 2005 si trovavano cose simili.
Credevo che certi cliché fossero ormai caduti in disuso, conosciuti ed evitati persino dagli autori più inesperti, e invece… E invece eccomi qui a recensire una fyccyna, osservandola con gli occhi lucidi della vecchia zia che rivede la nipotina dopo tanti, troppi anni… Troppo pochi, a osservarla bene.

La nipotastra è Demons, di lady94; il link è qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3149185&i=1
(Le note sono lemon, OOC e what if?, dunque cercheremo di soprassedere alle assurdità della trama e ai personaggi stravolti… Più o meno.)

Harry ha ormai sedici anni e, come tutti gli adolescenti, attraversa quella fase in cui ci si atteggia e abbiglia da perfetti imbecilli in nome dell’originalità… No, non è diventato un hipster: è diventato MALVAGGGGIO.

Ebbene sì: Harry ha dato via la sua civetta e si è preso un pitone di “estrema bellezza” lungo tre metri (compensazione?) che risponde all’originalissimo nome di Death. Cioè, che Edvige sia stata data via lo suppongo io, giacché non sappiamo né sapremo mai che fine abbia fatto: potrebbe, in effetti, essere stata la prima cena di Death. Chissà.

Oltre ad avere un animaletto che difficilmente verrebbe ammesso a Hogwarts, Harry ha cambiato Casa:

infatti non era più uno stupido Grinfodoro ma un perfetto e spietato Serpeverde

1) Qualcuno qua non ha letto un solo libro di Harry Potter, se questa è la miglior definizione delle Case che sa dare.
2) In ogni caso, pure se Harry diventasse il re degli stronzi, rimarrebbe un Grifondoro. Peter Minus, tanto per fare un esempio, è rimasto a Grifondoro nonostante sia palese che durante quello smistamento il Cappello Parlante fosse in fase di trollaggio pesante.

 

La malvagità, comunque, si addice a Harry: è diventato più tonico, più alto, e quegli orribili occhiali erano scomparsi sul suo viso (mica l’avevo capito che quella di Harry fosse una voglia a forma di occhiali e non un accessorio!) adesso c’erano due stupendi smeraldi

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Ma la domanda che tutti ci poniamo è: le persone nascono malvagie, o la crudeltà viene loro crudelmente imposta? Dopotutto, lui aveva un padre. Aveva una madre, come tanti.¹ E proprio sua madre ci aiuta a capire cosa sia successo, grazie a una lettera che Petunia (che è peggio di Poste Italiane) avrebbe dovuto consegnare ad Harry “al suo primo anno” a Hogwarts.

Devi sapere che nel mondo magico sei famoso per aver ucciso Tom Marvolo Riddle alias Lord Voldemort (Lily doveva avere doti di preveggenza) ma devi sapere che la profezia non è del tutto vera Voldemort non ti uccise perché anche tu sei l’ erede di Salazaar Serpeverde ma sei anche il compagno di vita di Tom (VE LO AVEVO DETTO che questa è una ficcy come quelle di una volta!! Soulmates a cazzo, NON NE SIETE CONTENTI?!) […]devi sapere che io discendo dalla famiglia reaele dei demoni (Così.). Un’altra cosa tuo padre non è James Potter ma Lucius Malfoy, […] successe tutto in fretta quando venni a  sapere che dovevo sposare James (no, capito? Doveva. Per volere di chi non lo sappiamo, ma dubito che mamma e papà demoni reAEali abbiano combinato un matrimonio tanto scellerato, dunque boh… È che il matrimonio imposto faffigoh, suppongo), sono scappata e andai da Lucius lui era la persona che amavo più della mia vita e da quella sera sei nato tu piccolo, il tuo vero nome è Artemis Ambrax Malfoy (Narcissa sarà stata contentissima, immagino).[…] un ultima cosa non fidarti mai di Silente è un monipolatore e ti userà per farti uccidere di nuovo Tom come ha già fatto (Io non so cosa sia un mOnipolatore, ma se avrò dei figli ne vorrò assolutamente uno come babysitter, viste le strabilianti capacità nel convincere gli infanti a rinunciare alla propria libertà di scegliere cosa fare –piangere, piangere, piangere- per imporgli cose che tali poppanti non saprebbero altrimenti fare.) […]
Con affetto tua madre Lilly.^

Ah, Lilly, non Lily. Chissà chi sarà questa demone reAEale che si bomba Lucius alle spalle di Narcissa… E chissà se tra i demoni reAEali è uso comune sganciare bombe come “Tuo padre è più cornuto così che in forma animale e tu sei destinato ad essere il compagno di vita di un mago oscuro che hai ammazzato, o così sembra, ma in realtà l’hai solo quasi-ammazzato e adesso è una caccola pelata e senza naso ma devi trovarlo; siate felici” sui pargoli undicenni.
Harry, comunque, questa lettera la riceve che di anni ne ha sedici (non sappiamo il perché), dunque reagisce con calma, dignità e classe e, va detto, con grande capacità di sintesi, tant’è che quando Death gli chiede cosa ci sia scritto, Harry risponde:

~ sono figlio di Malfoy e sono il sovrano dei demoni e il mio compagno è Tom.~

In quel momento sentì un gran dolore al petto che fu talmente forte che vidi tutto nero e poi il buio 

E che avevo detto io? Calma, dignità e classe!
La mattina dopo, le cose vanno di male in peggio, anche se Harry non sembra notarlo, anzi, apprezza:

Si alzo dal letto e camminò vicino allo specchio, quello che vide era un’altro se stesso, i capelli erano diventati biondo platino e lunghi come a Lucius (a parte la terribile sintassi, capisco l’incantesimo per non far insospettire James ma non perché i capelli dovrebbero anche crescere: non è una cosa genetica!), i suoi occhi erano bicolori (David Bowie, io ti amo ma hai fatto più danni tu del Pon farr, fandomicamente parlando!) quello destro era blu ghiaccio (… Ossia?) e il sinistro verde come il colore della morte (… Va bene, torniamo al blu ghiaccio.), era cresciuto di 2 cm (non mi sembra un miglioramento tanto degno di nota, considerato che rimarrebbe comunque un soldo di cacio… Sempre se stiamo parlando dell’altezza, ovvio!), insomma era meglio di quando poteva immaginare (A me sembra la descrizione di un cesso a pedali che per fare l’alternativo ha messo due lenti colorate a caso, ma va bene: se ti piaci, Artemis, io non sono nessuno per giudicare).

Siccome il suo look alternativo non è abbastanza estremo, Harry indossa degli skinny aderenti (esistono gli skinny non aderenti? Soprattutto, la definizione “skinny” nel 1996?!) neri, una maglia blu e delle scarpe bianche, suppongo con l’intento di causare la prematura morte di Enzo e Carla.

Prese Death e lo mise intorno al collo. Uscito di casa chiamò il nottetempo.

Harry tesoro, sono dell’idea che ognuno debba vestirsi come preferisce, ma intorno al collo si usa il boa, non il pitone! 

Il Novello Divin Pargolo Numero Due incontra suo padre poco dopo, al Ghirigoro, sezione libri oscuri, dove Lucius dimostra un debole per chiunque gli somigli. Harry ha chiaramente preso il tatto di mamma nell’informarlo:

<< Grazie accetto il suo consiglio, padre>>
<< Cosa?>>

Harry gli sgancia la lettera e se ne va. Lucius legge la lettera e, colmo di gioia per il figlio ritrovato (suppongo abbia già deciso che Draco come erede è una sega), bypassando strategicamente la parte in cui viene informato che tal figliolo prima o poi farà sesso col suo capo, lo incontra il giorno dopo.

A parlare è Lucius, che si è però dimenticato come si fa:

<< Ho pensato se per te va bene, di venire a vivere al Malfoy Mannor, di conoscere Draco (Oh rincoglionito, si conoscono già!) e Narcissa (Che sarà contentissima di avere in casa il figlio bastardo del marito), sai come una famiglia >>
Harry è contento, perché sebbene sia MALVAGGIOH ciò che ha sempre desiderato è avere una famiglia, ma solleva dei dubbi legittimi (gli stessi che ci siamo posti noi). Lucius, però, ha già pensato a tutto:

<< A Draco farebbe piacere avere un fratello e Narcissa voleva tanto avere un’altro figlio >>
… Suppongo che l’avvertimento OOC sia piazzato per giustificare Draco contento di non essere più l’unico e viziato Malfoy e Narcissa contenta di indossare in pubblico un decorativo palco di corna.
Harry però vuole essere portato da Riddle, e Malfoy, da genitore responsabile, acconsente:
<< Sono d’accordo, ti porterò a Riddle Manor. Prendi le tue cose è andiamo a casa>>
Riddle Manor?!

Ma torniamo a noi, che qua abbiamo le presentazioni più assurde della storia
<< siediti Narcissa. Lui è Artemis, il figlio mio figlio e di Lilly DeLarose. Il suo vecchio nome era Harry Potter. La nostra migliore amica ed è tuo fratello Draco>>

… Giuro che mi è venuto il dubbio di aver incasinato io la frase mentre la copia-incollavo, invece è proprio un puzzle di suo. Ma porcocazzo, per certe cose basterebbe una rilettura veloce! Il lettore non dovrebbe faticare per rielaborare il tutto.
E comunque sì, LilLy era la migliore amica di Narcissa: pensate a come sarebbe andata se le fosse stata sul culo! Invece Cissa non sembra volergliene, accoglie Artemis in famiglia con tanto di abbraccio. Draco, dal canto suo, brama un fratello ma teme che Artemis lo rifiuti. Invece anche loro, dopo un breve chiarimento, si abbracciano.

vennero interotti da Narcissa dicendo che era pronto da magiare e che Lucy la sua elfa li avrebbe mostrato la sua camera

Io so che non è così, ma mi piace pensare che Narcissa si sia vendicata del marito dando il suo nome all’elfa domestica. Lasciatemelo credere.

Nell’ultimo capitolo pubblicato, Artemis viene portato da un Tom Riddle:

Dopo aver finito la colazione persero la polvere volante (… Rubata da Campanellino? E perché la perdono? Un refuso o un aborto di plot twist? Non lo sapremo mai… ) e si materilizzarono (… Perché avevano perso la polvere, appunto.) nella sala riunione del Manor. (riunionE, che se ne fa una sola in tutta l’esistenza. La cosa che mi sconvolge è che abbiano una sala “dedicata” in un maniero che si presume essere di un certo stile, con stanze per gli ospiti, salotti e una biblioteca, ma non una sala riunioni – o riunionE, che dir si voglia. Ok, ora prendo un bel respiro e trovo una logica in tutto questo: si tratta di bonifica e rivalutazione dell’edificio, una qualche supercazzola burocratica per non pagarci le tasse: si sa, Riddle ha le pezze al culo. Ecco, così ha senso: andiamo avanti) In quel momento vide Tom che stava crucianto Bellatrix (così, senza nemmeno darci un motivo, o lasciarci intendere se sia una punizione o se stiano provando qualcosa per scacciare la noia a letto… Niente.)
Harry spiega anche a Riddle la delirante lettera di sua madre, e quando Tom gli chiede cosa ci guadagni ad allearsi con lui, Artemis riesce a risultare ancora più inquietante, nonostante l’aspetto da freak-show (a proposito: ma il serpente che fine ha fatto?)

<< Ahahahhaha…Tom tu non puoi neanche immaginare cosa otterrò da tutto questo. Dico solo che alla fine il tuo cuore appartenerà a me come il mio a te. Perchè io e te Tom siamo compagni e amanti destinati a stare insieme per sempre.>>

 

Eh Tom? Stai sereno, che adesso Artemis ti prepara la torta dei sette vasetti!

 

 
¹Non ho resistito… Immaginatemi svolazzare in un’enorme bolla di sapone sulle note di Wicked.

 

 

 

 

 

 

Fastidious Special – Aspettando i White Walkers

ATTENZIONE! Questa recensione contiene spoiler relativi all’intera 5° stagione di Game of Thrones e al romanzo A Dance with Dragons. Siete stati avvisati.

Giacobini asserviti al sistema, usurpatori assortiti, frigide zoccole sul libro paga di Lord Baelish, eunuchi senza vita sociale e decadenti nobildonne, bentornati. Con l’arrivo dell’estate, cosa c’è di meglio di una nuova recensione per affrontare il caldo?

“Un Calippo!”
“Un bagno in mare!”
“Leggere Novella 2000 sotto l’ombrellone!”
“Una birra gelata!”
“Va bene anche della sugna! Tutto ma non la recensione!”

Zitti, maledetti ingrati!
Dicevamo… cosa c’è di meglio di una nuova recensione? Una recensione speciale! Per la vostra giuoia, i nostri ricercatori hanno individuato un esemplare che a prima vista può sembrare incompatibile con i canoni della nostra setta-a-delinquere; tuttavia, le caratteristiche di quest’opera – e che opera! – la rendono recensibile come una qualsiasi altra ficcy.
Che ne dite, quindi, di addentrarci in un’autentica enciclopedia di cliché, pessime scelte narrative, situazioni forzate oltre ogni limite, illogicità a non finire, grossolanità degne di un cinepanettone, personaggi talmente OOC da far girare la testa (e anche altro) e un Kattivo Sue di rara fattura, il tutto condito con l’immancabile violenza sessuale gratuita? Se la risposta è sì, potete trovare l’opera incriminata a questo indirizzo.

No, non ho sbagliato link. Al termine del nostro classico sabba durante una notte senza luna, noi delle alte sfere abbiamo deciso di considerare la serie l’equivalente di una ficcy dell’opera Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. Pertanto, quest’ultima stagione è passibile di recensione. Siccome ciò che stiamo per esplorare sfida la logica e il buonsenso (anche il buongusto) dei più, consigliamo a chiunque abbia uno stomaco sensibile o voglia mantenere intatto il proprio ottimismo nei confronti dell’umanità di astenersi dalla lettura. Gli scafati misantropi, invece, sono pregati di seguirci in questo viaggio periglioso.

Al termine della quarta stagione, avevamo lasciato Westporno Westeros in condizioni tutto sommato decenti: Stannis era arrivato alla Barriera, Tywin aveva ricevuto un regalo inaspettato per la festa del papà e Tyrion si era preso una piccola vacanza. Nel Continente Orientale, Daenerys stava affrontando le prime avvisaglie di ribellione adolescenziale dei suoi draghi. Tutto normale. A parte quel piccolo dettaglio che ora ricordo vagamente… una cosa come lo stupro di Cersei, mi pare.
Comunque, la quinta stagione aveva la possibilità di esplorare nuove trame molto interessanti ma, per ovvi motivi, non vi era modo di farle entrare tutte in dieci episodi. Di sicuro, però, avrebbero trovato dello spazio per i Greyjoy. Ah, no, niente Greyjoy. I Manderly? Neanche. Le casate del Nord radunate a Grande Inverno? No. Lady Stoneheart? Ahahahahah, ma quando mai.

Vabbè, almeno ci siamo schivati Griff il Giovane.

Nonostante tutti questi tagli, il primo episodio lascia comunque sperare in qualcosa di buono: i Lannister rimasti si ritrovano per piangere (più o meno) la morte di Tywin, Tyrion arriva nel Continente Orientale e Varys gli offre di sostenere Daenerys (così forse la Madre dei Draghi smetterà di parlare fissando un punto indefinito nello spazio), Stannis rischia di far sciogliere la Barriera con il suo spropositato calore umano (più con quello di Mance, in realtà), Jaime e Bronn partono per Dorne, Sansa…

Fermi tutti! Perché mai Jaime dovrebbe andare a Dorne? A quanto pare, Cersei ha ricevuto un messaggio minaccioso e teme per la vita di Myrcella. Fin qui la cosa sarebbe comprensibile, ma perché incaricare una sola persona, per di più con una mano finta, di un’improbabile missione segreta quando sarebbe molto più semplice e sicuro mandare un’ambasciata? Ma perché così si possono combinare azione e divertimento, grazie alla presenza dell’impagabile Bronn come guardia personale di Jaime in questo viaggio periglioso! E poi Dorne = sesso sfrenato. Cosa c’è di meglio?

Koba, tieni pronto il catino da cinepanettone, me la vedo nera…

(Questa splendida immagine è stata realizzata da Uollascomix.)

Tra un “me cojoni” e un “anvedi ‘sto fijo de ‘na mignotta”, Jaime e Bronn partono per Dorne, dove una Ellaria Sand gravemente OOC decide di darsi una spuntatina ai capelli con una mietitrebbia e di vendicare la morte di Oberyn mutilando la povera Myrcella. La colpa della ragazza?

“Oberyn è morto e quella Lannister se ne va in giro per i nostri giardini, mangiando il nostro cibo, respirando la nostra aria!”

Meno male che non si è accorta che Myrcella beve anche la loro acqua, altrimenti Cersei avrebbe già ricevuto un orecchio della poverina per posta prioritaria. Consolati con questo, Ellaria: almeno non è andata dal tuo parrucchiere.

Nel frattempo, un’ignara Sansa si dirige a nord in compagnia di Ditocorto per un matrimonio combinato i cui dettagli non le vengono rivelati. Durante una sosta in una locanda, i due vengono notati da Brienne e Pod. Non avendo avuto abbastanza scene inutili durante la quarta stagione, Brienne decide di bruciare qualsiasi copertura le fosse rimasta e chiede a Sansa di seguirla, il tutto di fronte a Baelish e alle sue guardie. Com’era prevedibile, visti anche i precedenti con Renly, Catelyn e Arya, Sansa preferisce seguire Pedo Petyr, il quale si premura di mandare i suoi cavalieri a eliminare Brienne. Con l’aiuto (più o meno) di Pod, la donna riesce a salvarsi e decide di seguire Sansa. Cosa che avrebbe potuto fare da subito senza stare a creare del casino inutile e rendere Ditocorto consapevole della sua presenza al Nord.

Superato questo piccolo inconveniente, Sansa inizia a domandarsi tra chi sia questo matrimonio combinato e Petyr le dà una notizia meravigliosa: è stata promessa in sposa a Ramsay Bolton. Alle proteste di Sansa, Ditocorto risponde con una delle sue solite frasi prese dal Manuale del perfetto manipolatore:

“Non c’è giustizia al mondo a meno che non siamo noi a farcela. Amavi la tua famiglia. Vendicala.”

Tutto molto bello, eh, Petyr. Una bella frase, di grande effetto. Peccato solo che nel tuo piano ingegnosoh e machiavellicoh ci siano un paio di falle.
1) Tutti sanno che Roose Bolton ha partecipato alle Nozze Rosse, anche Sansa e Stannis.
2) Il dominio dei Bolton sulle terre del Nord è traballante, soprattutto a causa della fedeltà che il popolo e buona parte dei lord nutrono ancora verso gli Stark.
3) A giudicare dalla leggerezza con cui intendi dare in sposa Sansa a Ramsay, non sai una ceppa sul conto dello sposo. E dire che basterebbe chiedersi che fine abbia fatto Theon.
4) Stannis ha intenzione di attaccare Grande Inverno il prima possibile. Perché non aspettare la fine della battaglia e poi usare Sansa come merce di scambio con il vincitore, giusto per non lasciarla in un posto ad alto rischio con gente della quale, vorrei sottolineare il concetto, non sai una ceppa?

Queste domande sono destinate a rimanere senza risposta. I due raggiungono Grande Inverno, dove Sansa decide di iniziare la propria guerra psicologica contro i Bolton. La riverenza e il sorriso finto davanti a Roose le riescono bene. Il resto, come vedremo, decisamente meno.

Ci spostiamo rapidamente a Dorne, dove Ellaria viene informata dalle Serp… mmmph… dalle Serpi… no, non ce la faccio… dalle Serpi delle Sabbie ahahahahah! Fanno pena! La loro prima scena è una delle peggiori di tutta la serie fino a questo punto, e non dimentichiamo che Game of Thrones ci ha donato perle di un certo livello.

Le nostre serpentine, stavo dicendo, rivelano a Ellaria che Jaime è arrivato a Dorne. Dopo l’obbligatoria scenetta da “siamo faighe, siamo belle, siamo guerriere fotomodelle”, le ragazzine fomentate decidono di aiutare Ellaria a scatenare una guerra contro i Lannister. L’Ellaria dei libri rifiuta di perpetrare un circolo vizioso di vendette pur piangendo ancora la morte di Oberyn, ma questi sono dettagli irrilevanti di fronte al grande cinepanettone dorniano. Se ci fosse anche Davos, potrebbe rubare la scena a tutti gridando “Me chiamano Er Cipolla perché, si ve pijo, ve facco piagne!”.

Bronn e Jaime, in piena modalità stealth, si fanno subito beccare da un manipolo di guardie. I nostri due impagabili burloni decidono di ammazzarli tutti, giusto perché fra Approdo del Re e Dorne non c’era già abbastanza tensione. A nessuno è venuto in mente di scrivere due righe a Doran prima di montare su tutto questo putiferio?

L’intera storyline di Dorne riassunta in un’immagine.

Nel frattempo, Daenerys manda gli Immacolati a pattugliare le strade di Meereen dopo gli agguati compiuti dai Figli dell’Arpia. Ed è così che i soldati più temuti della Baia degli Schiavisti iniziano a cadere sotto i colpi di un gruppetto di aristocratici armati di maschere e pugnali. Siccome le disgrazie non vengono mai da sole, il povero Barristan Selmy decide di passeggiare per la città senza armatura. Potete già intuire il risultato, vero?

Con la morte di ser Barristan, la serie perde uno dei pochi cavalieri rimasti con un po’ di buonsenso, armatura a parte. Forse era proprio l’ultimo rimasto, giacché Brienne, colta da un senso di inutilità esistenziale, decide di seguire Sansa e al contempo giura di vendicare la morte di Renly avvenuta per mano di Stannis. Brienne, capisco che Renly abbia fatto il carino con te durante un ballo e che ti abbia trovato un posto nella sua guardia personale, ma continuare a ritenerlo il legittimo erede al trono è di un’ottusità stupefacente. Forse la morte di Robb Stark ha creato uno sbilanciamento nella Stupidità (ovvero la cugggina della Forza che lavora alla Postale) ed è stato necessario ridistribuirla fra gli individui rimasti.

Piccola digressione: a parte un paio di gentilezze, cos’ha fatto Renly per meritarsi la devozione di Brienne? Una donna così ligia all’onore e alle leggi ha giurato fedeltà ad un usurpatore nella cui breve carriera politica si può annoverare l’aver appoggiato la decisione di Robert di far assassinare Daenerys, l’aver abbandonato Ned nel momento del bisogno e l’essersi fatto radere il petto (crimine ancor più grave del tradimento).

Consci che questo dubbio non otterrà mai una risposta, torniamo a Grande Inverno per assistere alla lenta ma inesorabile trasformazione di Ramsay in un Kattivo Sue fatto e finito. Le prime avvisaglie si hanno con i cambiamenti apparentemente irrilevanti apportati alla famiglia Bolton. Il caso più emblematico è quello di Roose, anche perché Walda sarà comparsa in scena sì e no per venti secondi in totale.

Roose nei libri: Ramsay, sei tonto come un mulo e due volte più brutto. Se Domeric fosse ancora vivo, avrei già foderato il divano in soggiorno con la tua pelle. Sfortunatamente, il mio figlio legittimo era furbo come uno Stark e, per buona misura, hai pensato bene di farlo fuori. Aspetta solo che Walda mi dia un erede. Provo più simpatia per le sanguisughe che per te. Almeno prova a non sembrare appena uscito da un carcere di massima sicurezza. E impara un po’ di strategia, se non vuoi che i nostri nemici ci facciano un culo come un capanno.

Roose nella serie TV: Ramsay bell’e papà, anche se sono un po’ duro con te, lo faccio solo perché ti lovvo tanto. Certo, continua pure a scorticare la gente a piacere; io mi limiterò a darti qualche schiaffetto sulle mani di tanto in tanto. Sei così belloccio che, anche se non hai avuto il tempo materiale di guidare della gente in battaglia, voglio che tu mi aiuti ad affrontare l’armata di Stannis. Pensa che culo, hanno anche tolto Domeric di mezzo, perché non sia mai che qualcuno possa avercela con te.

Con la benedizione di papino, Sansa e Ramsay si sposano. E arriva la fatidica notte di nozze.

Non ho intenzione di soffermarmi sull’evento in sé: era inevitabile che Ramsay avesse questo in mente e, nei libri, a Jeyne Poole non va certo meglio. Quello che rende questa scena orribilmente gratuita, oltre al fatto che qualcuno abbia pensato che ci fosse ancora bisogno di umiliare Sansa e di mostrare quanto Ramsay sia depravato (c’è un punto oltre il quale la crudeltà diventa un ridicolo pleonasmo, e Ramsay ci era già arrivato vicino nella terza stagione), è il fatto che, almeno nella serie, questo sviluppo degli eventi si sarebbe potuto evitare. Nello stesso episodio, infatti, Ditocorto raggiunge Approdo del Re per comunicare a Cersei che Sansa si trova a Grande Inverno e promette di riconquistare il Nord con le armate della Valle, a patto di essere nominato Guardiano del Nord. Ora, siccome i Lannister vogliono la testa di Sansa e Petyr non è certamente intenzionato a permettere che ciò accada, è logico pensare che si solo in cerca di un pretesto per attaccare i Bolton e conquistare il Nord. Ma allora, e mi ripeto, perché non lasciare che Stannis e i Bolton si massacrino a vicenda prima di portare Sansa al Nord? Oppure, siccome i Lannister sono prossimi al tracollo e Petyr lo sa bene, perché non usare Sansa per unire le casate del Nord contro i Bolton? Ma soprattutto, perché lasciare la tua pedina più importante nelle mani di uno psicolabile del quale, non fa male ripeterlo, non sai una ceppa?

Perché gli ascolti valgon bene uno stupro, ecco perché. E poi guai a togliere spazio a Ramsue e alla Psicotica Inutile, ormai trasformati in grotteschi emuli di Joker e Harley Quinn, solo per nulla divertenti.

Per aggiungere la beffa al danno, vale la pena notare la velocità con la quale Ditocorto si sposta da una parte all’altra di Westeros, neanche usasse i suoi postriboli come hangar per dei jet privati. Manca solo che commenti con “Cersei, fai ballare l’occhio sul tic: da Grande Inverno ad Approdo del Re, 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing!”.

Nel mentre, Daenerys decide di rendere giustizia a Ser Barristan nel modo più logico e razionale possibile: facendo arrostire un nobile prigioniero a caso dai suoi draghi e minacciando Hizdahr di fargli fare la stessa fine. Poi cambia idea e lo obbliga a sposarla. La differenza sostanziale rispetto a quello che è successo a Sansa (e meno male che questa differenza c’è) è che almeno Daenerys non intende forzare Hizdahr a consumare il matrimonio. Si limiterà a piazzargli in testa un palco di corna da far invidia allo stemma dei Baratheon.

Torniamo a Dorne, dove il dinamico duo riesce finalmente a raggiungere i Giardini dell’Acqua. Jaime si rende conto che Myrcella corre un grave pericolo a star vicina a quel giovane bellimbusto di Trystane e cerca di portarla via, solo per essere interrotto da un raid delle Serpi. Il tutto in pieno giorno. In un posto pieno di guardie.

[youtube:https://youtu.be/E4HlWzVvR7s%5D

Siamo sicuri che il titolo dell’episodio non sia Mega Lannister vs. Giant Snakes?

Al termine di questa… cosa, le guardie circondano la congrega di disgraziati. Sconvolte dal non essere riuscite a spaventare le guardie con le loro ciarle, le Serpi si arrendono immediatamente. Mugugnando un “li mortacci”, Bronn e Jaime fanno lo stesso. In prigione, Tyene inizia a denudarsi per far salire la pressione (e anche altro) di Bronn. Mancava solo che il mercenario facesse la linguina da infoiato come Fantozzi e si sarebbe arrivati all’estasi mistica del trash. Già sentivo in lontananza gli angeli che intonavano Skatman’s World con le trombe.

Ma quello di Tyene non è altro che un piano malfaccio per far sì che il veleno entrato in circolo in seguito ad un piccolo taglio faccia effetto sul povero Bronn più velocemente. Non che la cosa mi dispiacesse particolarmente: dopo cinque stagioni a far da spalla comica per Tyrion e poi per Jaime, e sempre con battute di bassa lega, Bronn aveva ormai l’utilità della crema solare a gennaio e, a prescindere da questo, il suo assassinio sarebbe stato il primo gesto con un minimo di pianificazione da parte delle serpentine.

Il tempo di pensare questa cosa ed ecco che Tyene, un po’ per celia e un po’ per non (far) morire, si pente e somministra a Bronn l’antidoto giusto in tempo. Avventura, comicità, azione e un nuovo amore! Cos’altro può offrire la storyline di Dorne a questo punto?

Ellaria, hai mai pensato di sostituire le Serpi con il tuo parrucchiere? Qualcosa mi dice che sia più propenso alla crudeltà.

A questo punto potreste chiedervi perché io abbia continuato a guardare una serie che si stava trasformando sempre più rapidamente in un disastro ferroviario. Il motivo è semplice: avevo il sentore che questa ficcy glorificata non avesse ancora toccato il fondo e che riservasse i momenti peggiori per gli episodi finali.

Ah, quanto è orribile avere sempre ragione.

Anche se l’episodio di Aspra Dimora aveva risollevato almeno in parte le mie speranze, temevo fortemente per la nona puntata. Avevo già messo in conto che almeno un personaggio importante ci avrebbe lasciato le penne, e così è stato.

Cosa accade? Ramsue e un manipolo di venti uomini decidono di sabotare l’armata di Stannis distruggendone le provviste. Tuttavia Stannis è uno degli strateghi più esperti di Westeros e prende facilmente Ramsue in contropiede. Melisandre organizza un bel falò per il Capodanno e sono tutti contenti.

Questo se la serie seguisse ancora i dettami della logica. Siccome però il prezioso Ramsue deve sempre averla vinta, lui e i suoi allegri compari riescono tranquillamente a distruggere le provviste di Stannis senza che nessuno se ne accorga. Quel che è peggio, la scena non ci viene neanche mostrata. Forse, però, è un bene: se nella quarta stagione Ramsue aveva messo in fuga Yara Greyjoy e i migliori assassini delle Isole di Ferro senza indossare neanche un’armatura, c’era il rischio di vederlo girare per il campo di Stannis con le chiappe al vento a stordire le guardie a colpi di batacchio.

Koba, il catino! Muoviti!

Senza provviste e con la neve che blocca i movimenti delle sue truppe, Stannis si trova in grave difficoltà. Ricordiamo che, sotto il suo comando, cinquecento soldati resistettero per un anno intero a Capo Tempesta nonostante la fame e l’assedio continuo, e che per un assedio del genere è sempre necessario avere dei piani di riserva. Nei libri è dedicato molto più spazio al suo lavoro strategico. Qui, invece, decide di rimandare Davos al Castello Nero per chiedere delle provviste (ma non erano bloccati dalla neve?) e lascia che Melisandre bruci Shireen, l’unica erede legittima della casa Baratheon.

“Mel, non potremmo provare con le sanguisughe?”
“No.”
“Ma con tre sanguisughe abbiamo ammazzato due usurpatori, e Balon non è che se la passi benissimo…”
“No.”
“Non potresti portarti a letto un soldato per generare un’altra ombra e fare Roose Bolton allo spiedo?”
“Stannis, per quanto la prospettiva mi attizzi, devo dire di no.”
“Ma perché?”
“Perché devi farti odiare.”
“Giusto.”

E così anche la povera Shireen cade vittima di una pessima sceneggiatura. Almeno le circostanze che avevano portato alla morte di Ned e alle Nozze Rosse avevano una loro coerenza, erano stabili dal punto di vista logico e narrativo. Ora, invece, si è passati alle morti insensate volte solo a scioccare. Inoltre l’intera caratterizzazione di Stannis va allegramente a farsi arrostire sulla pira assieme a Shireen; una scelta più che voluta dai realizzatori, i quali in un’intervista (un po’ l’equivalente delle note dell’autore alla fine del capitolo) hanno dichiarato che Stannis è spinto dall’ambizione.

Koba, usa i pattini a rotelle! Velocizza il cambio dei catini! Siamo in piena emergenza!
… toh, il pandoro del ’95.

Fra un OOC e un altro, Daenerys e la sua corte (alla quale si è aggiunto anche Tyrion, giusto per fugare qualsiasi dubbio su chi sia destinato a conquistare il Trono di Spade) si apprestano ad assistere alla riapertura dei giochi gladiatori di Meereen. Siccome anche ad Essos la sicurezza sembra essere un optional, nessuno nota che i Figli dell’Arpia si sono infiltrati nell’intero anfiteatro (e dire che non sono difficili da notare) finché uno di questi non cerca di uccidere la regina. Nel tumulto che segue, grazie anche all’inutilità di Daario, il povero Hizdahr ci lascia le penne. Dopo aver visto il padre crocefisso senza prove di colpevolezza, essere schernito dal concilio della platinata, chiuso in prigione, minacciato di morte e costretto a sposare la causa di tutti i suoi problemi, era più che giusto che la sua parabola esistenziale si chiudesse al grido di “Hizdahr infame, per te solo lame!”.

Addio, Hizdahr. Ci mancherai. Ti ricorderemo come l’ultimo uomo ragionevole rimasto a Meereen, costantemente umiliato e costretto ad assistere impotente a decisioni insensate e dannose per tutti. Un po’ come noi spettatori di Game of Thrones.

Messe alle strette, Daenerys e Missandei decidono di affrontare la morte con dignità, si tengono per mano, chiudono gli occhi e… improvvisamente arriva Drogon, probabilmente evocato dal Potereh dell’Ammòreh. Invece di spargere morte e distruzione sugli spettatori e di bruciare i capelli di Daenerys, come accade nel libro, il draghetto ribelle si limita ad arrostire qualche Figlio dell’Arpia e poi porta in salvo la mammina, quest’ultima ancora con tutti i capelli al proprio posto (oltre che immobili nonostante le correnti che il volo di Drogon dovrebbe provocare, ma questo è un problema secondario).

E arriviamo così al finale di stagione. Secondo i nostri ricercatori, con questo episodio il maltrattamento ficcynaro subito da Stannis raggiunge l’undicesimo grado della scala PP (Pansy Parkinson): nel giro di un paio di scene, Lady Macbeth Selyse s’impicca in preda al rimorso per aver lasciato che sacrificassero Shireen (dopo tre stagioni passate a maltrattarla, mi sembra giusto un attimino forzato), Melisandre scappa per tornare al Castello Nero in un tempo da record, la cavalleria diserta di punto in bianco (anche se Melisandre, per qualche motivo, ha ancora un cavallo) e l’esercito, che era inizialmente formato da diecimila soldati esperti (meno i 250 disertori del settimo episodio e i 2-3 morti mentre asfaltavano i Bruti), si ritrova improvvisamente ridotto ad una masnada di questo livello:

[youtube:https://youtu.be/0uqOCMsCjdE%5D

E Davos gli ha pure cancellato per sbaglio gli episodi de La signora in giallo dall’hard-disk. Ma è bello essere arrivati a Grande Inverno, vero, padron Stannis?

Nonostante la caterva di sfighe, Stannis non si dà per vinto. Raduna i soldati rimasti (tutta fanteria, fra l’altro, neanche un arciere), squadra le truppe dei Bolton, sfodera la spada e… nel giro di cinque secondi, viene sconfitto. Wow. Much action, very climax.

Ma aspettate, c’è di più! Costretto alla ritirata, riesce a uccidere almeno due soldati nemici prima di accasciarsi, ferito e sfinito, contro un albero. E qui viene raggiunto da Brienne, la quale preferisce vendicare Renly (e aridaje con ‘sta storia del “legittimo re”) che aiutare Sansa a fuggire, pur avendo giurato di proteggere quest’ultima a qualsiasi costo. Ormai sfinito, più per la marea di boiate che per la battaglia, Stannis dice le sue ultime parole (traducibili come “A poraccia, ripijate”), Brienne sfodera la spada e… cambio di scena.

Intanto Sansa, che era riuscita a sottrarre un piccolo strumento di tortura, si decide a usarlo per aprire la serratura della camera nella quale è imprigionata… e poi lo lascia cadere invece di tenerlo come arma. Sansa, ma devi ricordarti di essere una Stark sempre nei momenti meno opportuni?

Il suo tentativo di fuga viene interrotto dalla Psicotica Inutile, la quale per fortuna viene scaraventata giù dalla balaustra da un Reek non più Reek (almeno si spera). Pur di non sopportare ancora le sevizie e la suosità di Ramsue, che nel frattempo sta facendo lo splendido sul campo di battaglia senza aver riportato neanche un graffio, i due decidono di tentare il tutto per tutto. Sperando che la neve attutisca la loro caduta, si gettano nel vuoto e… cambio di scena.

Daenerys e Drogon atterrano lontano da Meereen e vengono raggiunti da dei guerrieri Dothraki… cambio di scena.

Per aver ucciso Meryn Trant (per il quale c’era assolutamente bisogno di una scena da pedofilo, il pubblico già non lo odiava abbastanza) al posto di un altro uomo, Arya, dopo una scena che sembra presa da Shriek – Hai impegni per venerdì 17?, perde la vista e… cambio di scena.

Jaime e Bronn vengono finalmente liberati e le Serpi sembrano riconciliarsi con Doran. Ellaria addirittura dà un bacio d’addio a Myrcella prima che questa parta per Approdo del Re assieme a Trystane. Poco dopo, mentre è in viaggio, la ragazza inizia a perdere sangue dal naso a causa del veleno che Ellaria le ha passato con un bacio. Quanto sei trasgry, Ellaria. Peccato che tu ti sia dimenticata che adesso Trystane è nelle mani dei Lannister e che la nave potrebbe tranquillamente tornare indietro, se non in tempo per trovare un antidoto, almeno per convincere Doran a condannare a morte Ellaria e le Serpi. Però cioè, Myrcella è l’emblema dei Lannister. Cioè, zio, se non la avveleni sei un coglione.

Ah, già, c’è un altro cambio di scena. Sembra di essere sulle montagne russe. Almeno, la sensazione del vomito incombente è quella.

Penso che ci si possa fermare qui. Sono onestamente sconvolto dal modo in cui questa serie, che pure era sopravvissuta ad alcuni cambiamenti discutibili nella stagioni precedenti, sia deragliata nel giro di così pochi episodi. Le soluzioni escogitate non sono solo infime, sono controproducenti. Intere sottotrame sono state distrutte o stravolte, e viene spontaneo chiedersi cosa succederà nella sesta stagione. Probabilmente lunghi, interminabili scambi di battutine sarcastiche fra Tyrion, Varys (che è il minore dei mali) e Daario (che invece è il peggiore), scenette di Ramsue che dà la caccia a Sansa e Theon correndo a culo nudo nei boschi ed Ellaria con un mullet o una cresta da mohicano.

Avevo pensato di continuare a seguire la serie anche solo per deriderla, ma il travaso di bile provocatomi da questi ultimi episodi mi hanno spinto a rivedere la mia decisione. Vorrei però chiudere in bellezza con quella che considero la scena madre della stagione, quel momento che è riuscito a incapsulare perfettamente lo Zeitgeist di questi dieci episodi.

[youtube:https://youtu.be/Sggmx8vysoc%5D

I catini per gli ospiti sono in fondo a destra.

Serpentina e Spetteguless

Giacobini stercorari, coinquilini burloni e quote azzurre di Fastidious più solitarie delle particelle di sodio nell’acqua minerale, bentornati nella sala autoptica della setta-a-delinquere. Mi aggiravo per il laboratorio bevendo birra da discount e spolverando come un casalingo disperato sorseggiando champagne e sovrintendendo alle annuali pulizie di primavera della sala autoptica quando, improvvisamente, è suonato il campanello. Aprendo la porta, il fidato Koba ha trovato un cadavere fresco fresco, cortesemente recapitatomi da Fleur Isabelle Delacour. Il cartellino identificativo appeso all’alluce recava la scritta Fuck.
Potevo forse lasciarmi sfuggire una simile occasione?

No, no, non quello, malpensanti che non siete altro! Parlavo della recensione!
Il cadavere è stato prontamente sezionato e non potete immaginare la mia sorpresa al momento di determinare le cause del decesso. Mi sono reso conto di trovarmi di fronte ad una ficcynite hogwartsiana acuta come non ne vedevo da anni! Ci sono proprio tutte le tracce del caso: da una Mary Sue acida e spocchiosa ad una scuola di magia nella quale si copula anziché studiare, fino all’intramontabile festino nella Stanza della Necessità.
Ma bando alle ciance e procediamo a compilare il referto autoptico.

Protagonista della storia è Roxanne Alicia Kathleen Weasley, figlia di George e Angelina. La ragazza non solo non ha ereditato i tipici capelli rossi dei Weasley (cosa che, tutto sommato, è anche comprensibile), ma sembra cresciuta da una congrega di isterici, slavati Mangiamorte.

Odio la mia famiglia. Sì, li odio perchè io sono diversa da loro e loro non accettano questa mia diversità. Sono tutti Grifondoro, perfetti Grifondoro. Sapete il motto no? Audacia, fegato, cavalleria. Beh, è una cazzata. Quelli hanno manie d’eroismo. Audacia…direi più sventatezza. Fegato…istinti suicidi. Cavalleria…uhm, se cavalleria significa ‘faccio io state tranquilli’, allora è egocentrismo.

Ora. I Grifondoro non saranno i migliori strateghi del mondo (anche il piano megagalattico di Silente aveva le sue falle), ma trattarli come una manica di Robb Stark avventati sempliciotti è indegno, considerando le menti che hanno fatto parte di quella casa. Ça va sans dire, Roxanne è Serpeverde e non si sente affatto parte della famiglia Weasley.

servono dei requisiti per farne parte, e sono capelli rossi (fiera della mia chioma corvina), stupidità (mi dispiace per te ma ho tutte E e O) (te pareva) e…Grifondoro (sia ringraziato Salazar dato che non lo sono).

Dopo questo sfoggio di maturità degno di Draco Malfoy, la nostra amabilissima Roxanne si prepara per tornare a Hogwarts, indossando un completo decisamente adatto al settembre inglese: un paio di jeans, un top bianco e dei tacchi neri non troppo alti e, per concludere in bellezza, un paio di occhiali da sole grandi e neri (utilissimi). Abbigliata di tutto punto, Roxanne è pronta per la colazione.
Scendo le scale per fare colazione ed entro in cucina. Mamma sta preparando le uova e il bacon.
-Io le uova non le mangio: ingrassano- la informo freddamente quando si volta verso di me.
(Il bacon, invece, garantisce un vitino da vespa.)
Mi guarda. Porco Godric, odio questo sguardo! Ci leggo tenerezza e amore, ma anche delusione e tristezza. Mi fa quasi sentire sbagliata! (Poniti due domande, cara.)

-Buongiorno Freddie- lo saluta lei, sorridendogli.
Hahaha Freddie. E’ un nome da bambino di due anni e mio fratello lo sa.

j9vl7

Prima di accompagnare i figli a King’s Cross, George e Angelina li mettono al corrente di un lieto evento: Angelina sta aspettando un bambino.

Porco Godric. Già sopporto a malapena sti tre e ora ci si mette pure un marmocchio. Cazzo, no.
-Cari i miei trentottenni, lo sapete che esistono gli anticoncezionali? Il preservativo e la pillola per esempio, o più semplicemente gli incantesimi Anti-Fecondante o Anti-Concepimento- dico fredda e sarcastica.

In effetti avrebbero potuto pensarci sedici anni prima… se solo esistesse la televisione nel mondo dei maghi!

Terminate le amenità famigliari, finalmente si arriva a King’s Cross, dove Roxanne ritrova le sue due amiche del cu… ore, Helena Nott e Lucretia Greengrass.

Con loro mi sento a casa. Sono me stessa. Non devo tenere a bada il mio istinto di vipera (mentre a casa, come abbiamo appena visto, è l’angelo del focolare). Siamo Sepeverde per qualcosa. A loro voglio davvero bene.

In una nuova (de)generazione che si rispetti non può mancare un Nott maschio. Va da sé che il soggetto non ha ereditato la corporatura secca e l’aspetto conigliesco del Nott descritto dalla Rowling. Per carità!

Occhi blu scuro, capelli color mogano, sorrisetto strafottente e…bello…no, no…di più.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=atI5O9n_j18%5D

Durante il viaggio, Roxanne si diletta a offendere un gruppo di Grifondoro, il che sarebbe perfetto per una Serpeverde se solo lo facesse con un minimo di perfidia e di eleganza. Invece no, si limita a proferire qualche parolaccia e a minacciare di prendere a pedate la sventurata Alicia Baston, rea di aver saputo che Angelina è in dolce attesa. Alicia rientra nello scompartimento (mi piace pensare che stia scuotendo la testa alla ricerca di dieci… facciamo cinque motivi validi per non schiantare sul posto quell’emorroide verde e argento) e il terribile trio trascorre il resto del viaggio immerso in discorsi sul festino clandestino che abbiamo organizzato nella Stanza delle Necessità.

O gaudio, o tripudio! Quando mi sono trovato di fronte ad un simile must della ficcy, il mio cuore avvizzito ha avuto un sussulto. Il festino nella Stanza delle Necessità, per di più il giorno dell’arrivo a Hogwarts. Un esemplare di tutto rispetto da conservare sotto formalina nel Museo della Ficcy.

Dopo una nottata di canne, sigarette e Whisky Incendiario, Roxanne si prepara per il primo giorno di lezioni.

mi vesto con la divisa di Serpeverde, leggermente modificata (non avevamo dubbi): gonna grigia e piuttosto accorciata, maglioncino in cachemire dello stesso colore e camicia bianca. Non metto la cravatta, la odio (comincio ad avere nostalgia della Umbridge). Infilo delle ballerine nere e mi trucco: solo un po’ di eyeliner e del mascara nero.

Il suo ingresso nella Sala Grande è nientemeno che trionfale. Altrettanto trionfali, almeno dal punto di vista della nostra eroina, sono gli exploit con cui riempie le sue giornate: continuare a offendere Alicia, reputandola una troietta da quattro soldi, appendere Fred al soffitto con un Levicorpus e trasformare la capigliatura di una Tassorosso in un groviglio di serpenti. Tutte azioni che la fanno passare più per una bulla col cimurro che non per la quintessenza della casa Serpeverde che tanto si vanta di essere.

Tanta sublime malvagità non rimane impunita, comunque: durante un’uscita a Hogsmeade, Roxanne (che d’ora in poi chiameremo Serpentina) viene invitata da Freddie a raggiungere il resto della famiglia al negozio dei Tiri Vispi Weasley.

-Fratello, credevi veramente che io accettassi l’invito? Illuso-
-Roxie tu verrai: papà mi ha dato il permesso di usare Maledizioni Senza Perdono se non ti presenti-
-Come se papà fosse capace di far del amle a chicchessia-
-No, infatti: lui ha proposto un semplice Imperio-

Dov’è finita la buona vecchia regola secondo la quale l’uso di una Maledizione Senza Perdono, incluso l’Imperius…

Ti-procura-un-biglietto-di-sola-andata-per-Azkaban!

Gliel’avevo detto di non leggere questa ficcy, professor Moody…

Nell’amabile scenetta famigliare che segue, George viene a sapere che Serpentina frequenta il giovane Nott. Questo, tuttavia, non è che uno dei tanti pettegolezzi che si aggirano per Hogwarts e dintorni. E a chi è da imputare, secondo voi, questa mancanza di privacy?

a) Rita Skeeter, ancora rampante nonostante l’età e una serie ormai infinita di diffide
b) Varys, capitato a Hogwarts per sbaglio dopo aver confuso lo stemma dei Lannister con quello di Grifondoro
c) Signorini
d) La brutta copia di una serie TV già trash e pacchiana di suo

Mi dispiace per i numerosi fan di Signorini che seguono Fastidious, ma la risposta giusta è la d.

‘Gossip Hogwarts’ è una rivista di pettegolezzi della scuola. L’autrice è anonima e si firma ‘Gossip Queen’. Questo giornale parla della vita privata dell’elite, non tratta le faccende di normali studenti. Fatto sta che nessuno può tenere segreto niente ad Hogwarts.

Bei tempi quando c’era solo Colin Canon a stalkerare Harry.

Dato che ne ho appena trovata una copia ai piedi del mio baldacchino, osservo la copertina.
Ci sono io con una canna in mano. Porco Godric!

Ecco il problema principale della nostra protagonista. Fosse solo una stronza Serpeverde, nessun problema. Ma questa è una stronza Serpeverde stupida, che continua a fregiarsi del titolo di Regina delle Serpi (i poteri di questo monarca, creazione esclusiva del fandom, mi sono sempre sfuggiti) mentre si fa beccare una volta sì e l’altra pure a compiere azioni che garantirebbero a chiunque, se non l’espulsione, svariate notti di castigo nella Foresta Proibita.

Buon giorno Hogwartiane (la S si sta ancora riprendendo dai bagordi di ieri notte). È Gossip Queen (avanguardia pura) che vi parla, la vostra unica fonte di informazioni sulle scandalose vite dell’elite di Hogwarts (studiare mai, eh?). La Top Story sulla mia home page? (home page de che?) Roxanne Weasley, la numero uno, la più temuta da tutti (avranno paura che sia un virus), pur essendo appena tornata dopo una lunga estate, flirta senza timore con Maximilian Nott. Purtroppo per loro vengono interrotti dal gemello della Regina: quel figo assurdo del suo gemello Fred.

Serpentina dà prova ancora una volta della sua mirabile astuzia quando decide di fare una scommessa con Max.

-E sfida sia. Scommetto che entro un mese sarai mia-
-Oh, fai anche due, non sono così facile da conquistare- e gli sorrido velenosa.
-Fatta. Se vinco…non andrai più a letto con nessuno che non sia il sottoscritto- wow.
-E’ una proposta di matrimonio?- rido io.
-Può essere- ghigna lui. Si si, se vuoi morire giovane allora è la giusta strada: mio padre ti ucciderebbe all’istante.
-Ok…e tu invece, quando vincerò, mi accompagnerai ad Hogsmeade a fare shopping fino alla fine dell’anno- ok, ci sono andata piano.

Sei fortunata a non essere Babbana, Roxanne. Saresti una manna per le concessionarie d’auto usate.

Nel giro di una notte, la notizia arriva a Gossip Queen. Per complicare il tutto, Max decide di mettersi con Victoire, cugina di Serpentina, descritta dal Dipiù di Hogwarts come la ragazza più bella, più femminile, più intelligente di Hogwarts, ma c’è qualcosa di sbagliato a quel livello di perfezione… deve essere violato (non voglio sapere in che senso)

Fra amici che si carpiscono a vicenda i segreti con la Legilimanzia (un incantesimo che abbiamo visto praticare solo da maghi del calibro di Piton e Voldemort, ma pazienza), Roxanne che si accomoda su un divanetto in pelle di drago (magari di un Ungaro Spinato) e non un accenno alla vita scolastica che sia uno, arriva finalmente il Natale. Siccome Victoire ha lasciato Max, Serpentina decide di trascorrere le feste dai Nott, scatenando le ire del fratello Fred.

-Dai NOTT?! Non ti daranno mai il permesso! Roxie, va bene sei una viscida Serpe, ma ricordati che rimani sempre una Weasley- parole sbagliate fratellino. Io non sono come voi. Non sono una Weasley.
-Non osare! Io faccio ciò che voglio, non mi serve il permesso di nessuno. Non trascorrerò le vacanze con dei decerebrati babbanofili- tiè.
-Roxie ma ti senti?! Babbanofili?!-
-E’ quello che siete-
-E tu cosa sei allora? Una di quei razzisti Purosangue?-
-Sì- sono le mie idee, cosa c’entri tu?
-Mi fai schifo- oho, non osare parlarmi in questo modo Freddie.
-Sì un’altra volta una cosa del genere e andrai a fare compagnia a zio Fred- sibilo puntandogli la bacchetta sul petto. Devo fargli paura perchè non ribatte -E questo sarebbe il leggendario coraggio dei Grifoni?- infierisco.

Confesso che, prima di questo scambio di battute, provavo ancora un minimo di simpatia per Serpentina. Che volete farci, la bella vita e i piaceri dei piani alti possono rammollire. Finora, Roxanne mi era parsa poco più di una bulletta acida, riprovevole ma in qualche modo patetica, piena di sé ma tutto sommato risibile nei suoi tentativi di malfaccità, nel complesso un’adolescente “ribelle” destinata, prima o poi, a scontrarsi con la dura realtà. Ora invece si rivela essere una creatura di rara ingratitudine, incapace di mettere a frutto l’educazione che i suoi genitori le hanno dato. Insomma, George sarà stato anche un combinaguai non da poco, ma anche lui ha difeso Hogwarts e non possiamo neanche immaginare che trauma sia stato per lui, come per tutta la sua famiglia, la morte di Fred.

Un’altra cosa mi perplime: in questi primi sette capitoli (ce ne sono ben cinquantuno, per la nostra gioia) del mondo magico creato dalla Rowling si è visto ben poco, a parte il treno per Hogwarts e alcune magie, generalmente fuori luogo. Perché sprecare in questo modo un universo per dar voce alla megalomania di una Mary Sue che con quel mondo ha ben poco a che fare? Perché non scrivere una fanfiction direttamente su Gossip Girl o, al limite, un’originale? E quand’è che questi ninfomani trovano il tempo per studiare, visti i voti esorbitanti che prendono? Queste domande, ahimè, sono destinate a rimanere senza risposta. Possiamo però consolarci cercando la risposta a quesiti ben più importanti. Come andrà a finire tra Max e Rox (che carini, sembrano degli snack)? E chi si cela dietro lo pseudonimo di Gossip Queen? Lo scopriremo nella prossima puntata, se mai ci sarà.

-No principessa, adesso mi ascolti- sussurra con il volto ad un centimetro dal mio -Non sei una puttana, è vero, ma non sei nemmeno una suora. Non voglio che tu vada con altri, tutto qui-

-Ah, e perchè se posso saperlo?-

-Perchè tu sei mia-

Non poteva mancare qualche sfumatura di Gray… cioè Nott, vi pare?

Foxoxo, Gossip Fox

“Padrone, quella firma è davvero atroce…”
“Zitto, Koba, e pensa a lucidare il catino!”

Approdo della Mary Sue

Signore e signori, giacobini e giacominkia, massa informe ripiena di cotechino, buonasera e buon anno! Benvenuti ad una nuova puntata di Fastidious Geographic. A causa di un piccolo incidente con l’Altofuoco, il galeone che abbiamo lasciato ormeggiato alla Baia delle Acque nere è ormai un ex galeone. Ma non preoccupatevi, una carissima signora vestita di rosso ci ha promesso un passaggio, gentilmente offerto da un tizio di nome R’hllor. In cambio abbiamo solo dovuto darle un paio di cameraman. Tanto possiamo farne a meno.

Mentre preparano la pira, approfittiamo della permanenza a Westeros per ammirare questa perla, gentilmente offerta da mrsfassfox.
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=2641793&i=1%5Dwww.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=2641793&i=1
Ci troviamo ad Approdo del Re, dove un’inedita sorella di Margaery si sta recando per assistere al matrimonio della sorella con re Joffrey il Sociopatico. Facciamo subito conoscenza con questo originalissimo personaggio.

Era sempre stata la pecora nera della famiglia, la ribelle, colei che non aveva fede negli dei o nelle casate, ma semplicemente nelle persone, almeno, cercava di trovarla.
Sorpresona, proprio.

Alyssa è la bastarda di casa Tyrell, ma non era una semplice bastarda. E te pareva. No, la nostra Alyssa è un fiocco di neve speciale perché nelle sue vene scorre del sangue Targaryen. Cosa che non dovrebbe renderla particolarmente gradita a corte (già il fatto di essere una bastarda basterebbe a farla schifare da tutti alla Fortezza Rossa: manco Ned Stark si è voluto portare il figlio bastardo a corte!), ma c’è di più. Il sangue Targaryen non le viene certo da qualche cugino di terzo grado della vecchia famiglia regnante: non sarebbe abbastanza faigo. Chi è stato, dunque, a fornire il DNA necessario a creare questa piaga?

Era nata dall’amore impossibile ma passionale di Mace Tyrell e Rhaella Targaryen.
Ora.
A parte il fatto che viene difficile pensare ad “amore passionale” guardando ‘sto tizio, la domanda sorge spontanea: come ha fatto il nostro barilotto ad ingravidare la regina, a prendersi la figlia e a non farsi mettere alla griglia? No, perché mi riesce difficile immaginare il Re folle che porta senza problemi più corna dello stemma dei Baratheon. L’avranno fatta passare per figlia sua? Ma allora perché non è stata fatta secca durante il saccheggio di Approdo del Re, insieme a TUTTI i Targaryen su cui sono riusciti a mettere le mani (ed Elia Martell, diciamo il nome se no Oberyn s’incazza)?

Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta. Cioè, a noi fregherebbe, specie se l’oste ar vino cià messo l’acqua. Però niente spiegazioni. La tizia esiste, Mace non è stato messo alla graticola per aver ingravidato la regina e anzi, ha potuto avere e crescere la sua bastarda. Crescendola male, perché la nostra eroina, nel tentativo di sembrare ribbbbelle, si dimostra subito una cafona.

Arrivata ad Approdo del Re, trovò ad attenderla un ometto, con una cicatrice sul volto, che la guardava incantato (Tyrion, ripijati). Si schiarì la voce e la aiutò a scendere dalla carrozza.
Grazie, ma non ho bisogno dell’aiuto di un uomo.” Disse Alyssa rifiutando la mano del piccolo uomo.
Lo dicevo, che è ‘na cafona.

Ma Tyrion non si scompone (effettivamente ha avuto a che fare con gente peggiore), si presenta e da parte del re Joffrey le do il benvenuto ad Approdo del Re. Perché notoriamente qualsiasi bastardo di passaggio, oltre ad essere invitato alle nozze del re, riceve anche il benvenuto personale da parte del suddetto re tramite il di lui zio.
Ellaria Sand puzzava, sarà per questo che lei l’hanno schifata.

Data prova della propria cafonaggine, Alyssa non perde tempo a sfoggiare anche un’imbecillità che ha dell’epico, roba da far vergognare Ned e Robb Stark.

Ah, Joffrey Baratheon, mia sorella non ha mai avuto buon gusto nel scegliere uomini virili.”
A parte il fatto che lei non ha scelto nulla (Renly è morto e il re sul trono quello è, se si vuol fare l’alleanza quello le tocca), che cosa intelligente da dire in casa di uno psicopatico che sarebbe il re. A rigor di logica, questa ad Approdo del Re non dovrebbe durare un giorno.

Tyrion non se la passa molto meglio.
A quell’affermazione Tyrion rimase perplesso (e lo credo, trovarsi davanti un’aspirante suicida deve fare effetto), non era il solo a pensare che Joffrey non fosse adatto per essere un buon re.
A dire il vero lei ne ha commentato solo la virilità, eh, e di solito un regno non si governa col pene (Robert ci ha provato, e guarda che casino). Ma, Tyrion, ad Approdo del Re nessuno pensa che Joffrey sia adatto a fare il re. Nessuno tranne, be’, Joffrey. Manco sua madre, e pazienza se ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia. Solo che di solito sono un po’ più intelligenti di questa tizia e hanno voglia di tenersi la testa sulle spalle, ergo non vanno a declamarlo al mondo. Ned Stark docet.

Prevedibilmente, i due cominciano a passeggiare e a parlare del più e del meno. Nel senso che Alyssa blatera e Tyrion annuisce.

Sì, anche se venire qua, penso sia stato un grosso sbaglio. Ad Approdo del Re la gente è abile solo in due cose: uccidere e mentire. Non me ne vogliate signor Tyrion (signor Tyrion, meravigliosa. Tanto vale chiamarlo ragionier Tyrion o commendatore, nel contesto stona uguale), ma io con gente avara (… avida?) di potere non voglio averci a che fare.”. Disse Alyssa dura.
L’ipotesi si tratti di un’aspirante suicida mi pare sempre più fondata, se va parlando così al primo Lannister che incontra ad Approdo del Re pur avendo capito come funzionano le cose. (O vinci o muori, ma di solito muori.)

Chiacchiera che chiacchiera, Alyssa ha sete e i due finiscono in un ostello che si rivelerà essere un bordello. Sente i rumori di un’orgia, apre la porta e rimane imbarazzate nel vedere, pensate un po’, un’orgia.
Sempre più acuta. Tutta suo padre.

Tra i partecipanti abbiamo, ovviamente, Oberyn Martell, che immediatamente si rivolge alla nostra eroina.
E tu meravigliosa creatura, chi saresti?”
Meeeeravigliosa creatuuura, sei sola al mooondo
Meeeeravigliosa pauuuura…

Siparietti musicali a parte, la nostra Alyssa deve essere presentata a Oberyn. Ed ecco il colpo di scena. Avete presente tutta la palla sui bastardi che hanno un cognome predefinito a seconda di dove sono nati/dove vivono? Snow al Nord, Flowers all’ Altopiano, Rivers nelle Terre dei Fiumi, Sand a Dorne eccetera? Avete presente tutte le pippe mentali di Gionsnò che boohoo, non è uno Stark? Avete presente la logica?

Dimenticatela.

La bellezza dei sette regni, Alyssa Tyrell Targaryen.”

Si ringrazia il Re Oltre la Barriera per la sua pacata opinione.

Capito, signori? Questa non solo si prende il cognome del padre, ma pure quello della madre, in bundle. Perché? Perché boh. In teoria l’unico modo per un bastardo di essere legittimato ad usare il cognome paterno (e SOLO paterno, quello materno non contava una mazza) sarebbe per regio decreto, ma
a) a quel punto sarebbe figlia legittima e non una bastarda, come viene definita dall’inizio
b) fatico ad immaginare Robert Baratheon che legittima una bastarda Targaryen nata dalla precedente regina (ergo con possibili pretese sul trono una volta legittimata).
Bastarda Targaryen che, ricordiamolo, viene accolta ad Approdo del Re come una lady. Ariperché? Ariboh.

Dalla stanza uscì Oberyn, ma questa volta con una tunica oro con lo stemma della sua casta, un sole.
Lady Alyssa, ho sentito tanto parlare di voi.”
La gente parla troppo.” Disse fredda.
Beh ma di voi cosa c’è di male da dire? Siete bellissima, forte e Targaryen.”
No, ma continuiamo a sottolinearlo. Sarebbe solo la Casata a cui il, ehm, padre del re ha tolto il trono tentando poi di sterminarli fino all’ultimo. E comunque sì, Oberyn interrompe l’orgia apposta per dire ‘ste due cazzate alla tizia (nel caso non si fosse capito, lei è speciale) e per chiederle se sarà al matrimonio. Poi, grazie a Dio, Ellaria se lo riporta a letto.

I due salirono su di una carrozza e iniziarono a chiacchierare molto, c’era una strana sintonia e un legame tra loro, sembrava che si conoscessero da anni.
Tyrion, non per gufare, ma l’ultima volta è finita maluccio.
Sai Tyrion, sei davvero simpatico ed intelligente, spero solo che tu non sia anche un traditore.” Disse Alyssa.
Ah, e ci pensa adesso, dopo avergli spiattellato tutte le sue opinioni sul re sociopatico prima ancora che avesse finito di dire il suo nome?
Perché pensi questo?”
Mi sono stancata di essere tradita dalle persone che mi circondano.”
Di sicuro non hai imparato una sega.

Durante la cena tra Tyrell e Lannister, Alyssa dovette presentarsi ai Lannister.
Perché ai Lannister di questa bastarda dovrebbe fottere qualcosa.
Nel tavolo di fronte al suo c’erano proprio tutti: Tywin, Cersei, Jaime, Tommen, Myrcella e Tyrion.
Joffrey no, sta giocando ai pupazzetti con le teste sulle picche. In compenso abbiamo Myrcella, che dovrebbe essere a Dorne e invece no, rieccola qui senza motivo.
Provava molto disgusto per quelle persone, tranne ovviamente per Tyrion.
Così, anche i bambini. Tranne Tyrion, ovviamente, e non si sa per quale motivo: lo ha incontrato due ore fa e ha detto di non poter manco dire per certo che non sia un traditore (traditore de che?) pure lui!

Piacere di fare la vostra conoscenza, il mio nome è Alyssa Tyrell Targaryen.”
No, a rigor di canon dovresti chiamarti Alyssa Flowers. Al limite Alyssa Waters se sei nata ad Approdo del Re.
Ah, la bastarda.” Sussurò Cersei.
Finalmente qualcuno che non ha perso del tutto il senso del canon e si chiede che ci faccia qui ‘sta tizia.

Applausi in sala, prego

Lord Tywin si alzò e le porse i suoi saluti.

No, non così, purtroppo. So che ci speravate (e che la ficcy ne avrebbe improvvisamente guadagnato), ma niente: Tywin mostra preoccupanti segni di demenza senile e, non pago di darle ufficialmente il benvenuto, mette il figlio maggiore a sua disposizione senza una ragione logica.
“Benvenuta ad Approdo del Re, lady Alyssa. Se le servirà una guida può sempre far riferimento a mio figlio Jaime Lannister.” Tywin indicò Jaime che sembrava scocciato dalle parole del padre.
E lo credo bene, degradato da guardia reale a guida turistica per una bastarda a caso.
Tyrion, non è nemmeno arrivata che già le hai fatto la corte?” Cersei si divertiva a umiliare il fratello.
A dire il vero sta constatando l’ovvio. Finora Tyrion ha fatto uno splendido lavoro nell’umiliarsi da solo.

Dopo cena la Bestia mostra la biblioteca a Belle, che ne rimane incantata e… no, scusate, sbagliato storia. Dicevo, Tyrion mostra la biblioteca ad Alyssa, che ne rimane estasiata.
Ho pensato che una donna colta come te amasse leggere.”
In nessun momento di questa tortura medievale travestita da ficcy hanno parlato di libri o cultura, ma se lo dice lui ci credo.

A fine capitolo veniamo informati, con tanto di foto, che Alyssa La Bastarda Tanto Figa Da Avere Due Cognomi Alla Faccia Tua Jon ha il volto di Megan Fox. Al posto della Fox mi offenderei alquanto.

Nel secondo capitolo, dopo una passeggiata con Tyrion e chiacchiere sullo squallore del matrimonio combinato (benvenuta nel medioevo, baby), Alyssa Fox dimostra di essere tutto meno che una volpe, o quantomeno di star corteggiando la morte con una certa insistenza.
Quando si presentò al banchetto la maggior parte degli invitati era seduta, che beveva e discuteva felicemente. Quando arrivò si girarono tutti a guardarla, Alyssa vedeva nei loro sguardi un accenno di scandalo: stava indossando un vestito nero e rosso, per una volta avrebbe voluto far uscire la Targaryen che era in sé, che tanto faceva stupire e scandalizzare gli altri e intimorire i nemici.
Guarda, amore della zia, non credo nessuno ti calcoli abbastanza da considerarti una nemica. E ti conviene sperare che le cose restino così. Olenna, miseria ladra, ma non hai insegnato proprio nulla a ‘sta nipote illegittima?

Riciccia fuori Oberyn, che presente Ellaria ad Alyssa.
Lady Ellaria, lei sarebbe la sua compagna?” chiese Alyssa.
Unioni di fatto a Westeros.
“Ah ah ah, no sono una bastarda non c’è bisogno di chiamarmi così. Io e Oberyn siamo, ecco…” non concluse la frase perché continuò Oberyn.
Lei è la mia amante.” Rispose Oberyn.
Alyssa continuava a non capire cosa fossero davvero quei due insieme.
Ma se ti ha appena detto che è la sua amante, e li hai pure beccati a prendere parte ad un’orgia… vuoi un disegnino?

Oberyn congedò Ellaria e fece capire a Tyrion di andarsene.
Lady Alyssa?” chiese Tyrion, quasi come se non volesse lasciarla nelle mani del perverso e diabolico Oberyn.
Il perverso e diabolico Oberyn sarebbe uno dei pochi personaggi maschili a Westeros che considerano lo stupro una cosa aberrante e inaccettabile, eh. Mi sentirei più tranquilla sola in sua presenza che col 99% della popolazione del continente. A meno che non gli abbia fatto qualche dispettuccio tipo stuprare la sorella, ammazzarla e ammazzarne i figli.
Lady Alyssa non deve sentirsi minacciata da me, fidatevi, sarei l’ultima persona di cui doversi preoccupare.”
Ecco, appunto.
Beh, la fiducia si conquista con il tempo.” Risposi.
Se sei Tyrion Lannister bastano dieci minuti e quattro chiacchiere.

Chiacchiera chiacchiera, Oberyn fa un pippone su quanto belli siano i suoi occhi e praticamente la invita ad unirsi alla prossima orgia. Alyssa rifiuta (ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che non è una persona sveglia) e Oberyn rimase colpito da quelle parole, quasi fossero una sfida che avrebbe voluto a tutti i costi vincere.
Ed io che pensavo avesse altre bazzecole su cui concentrarsi. Tipo, che so, vendicare una sorella violentata e uccisa e i di lei figli.

La ficcy prosegue con la morte di Joffrey, l’arresto di Tyrion, Oberyn e la tizia che trombano come ricci (e meno male che ci voleva tempo per conquistarne la fiducia!).
La puntata si chiude qui, penso che il tecnico delle luci sia appena morto fulminato. Che seccatura, questo era quasi nuovo.
Proseguite l’esplorazione da soli, e buon 2015!