In “The Middle” of nowhere

Ogni tanto succede: l’ingorda Fox toglie dalla cella frigorifera Chris Carter e manda in onda qualche nuovo episodio della serie complottara per eccellenza: X-Files.
Per chi fosse giunto da poco sul nostro pianeta, X-Files è una serie la cui trama non ha né capo né coda e in cui si ha un’unica certezza: della ship tra i due protagonisti, nonostante la UST palpabilissima, non verrà mostrato che qualche limone (e anche di quelli pochi, che non bisogna esagerare). La loro è una coppia dichiarata quasi sempre tramite terzi e sempre al passato: se bisogna fare il punto dopo qualche anno dall’ultimo episodio andato in onda, qualche comprimario butterà là: “ah, sì, stavano insieme fino a martedì scorso, ma pensa che peccato: adesso si sono lasciati!”
Ma non sono qui per recensire X-Files. Non che manchi il materiale, ma dovrei farne un rewatch e sarebbe troppo doloroso.

Torniamo a noi.

A gennaio la Fox ha mandato in onda una decina di episodi nuovi. Io me ne sono accorta una settimana fa (ops!) e ho iniziato a vederli. Tra il secondo e il terzo episodio (insomma, tra una battuta sulle manette e un Mulder sornione sulla porta) non dico di aver iniziato a sperare che anche l’ultima certezza di X-Files crollasse, ma mi è tornata voglia di leggere fanfiction su quei due. Magari fanfiction che ancora non hanno l’età per votare.

E niente, la prossima volta leggerò la solita fanfiction del 1999, quella che so a memoria.

La recensita di oggi è “The Middle”, di GiadaMatta95
La trovate nel solito ufficio ammuffito nel seminterrato: https://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3423386&i=1


L’autrice ci tiene a spiegare che la storia è di mezza dozzina di anni prima e che ha deciso di riprenderla in mano e sistemarla per pubblicarla, vista la carenza di fanfiction su X-Files su EFP.
In effetti la sezione di X-Files è vergognosamente scarna, ma vorrei che vi concentraste sul fatto che la fanfiction DOVREBBE essere stata rivista e corretta.

Preciso inoltre che, in una risposta a una recensione che le faceva notare l’OOC dei protagonisti, l’autrice risponde “Tempo al tempo.. le cose non sono come sembrano”. Purtroppo la storia è incompiuta e non sapremo mai come, di fatto, l’autrice intendesse spiegare i comportamenti di Mulder, il sessista (ok, questo non è totalmente OOC, specie rivedendo le prime stagioni) con POV da Nice Guy e di DanaBot, la replicante (la cui AI da bambola idiota sembra progettata da Wanner Mears) la cui tranquillità è imperturbabile (finché non compare l’ex fidanzato).

E ora smettetela di tirarmi pomodori, ho capito: basta premesse, via con la recensione!

Questa storia inizia con Fox Mulder perso in elucubrazioni, in un silenzio rotto solo dalla lancetta dei secondi dell’orologio.

Posso solo ascoltare il mio respiro che si adegua al movimento dell’orologio, lento ma costante, l’unica cosa che ancora mi da certezza di essere vivo.
Accarezzo le mie mani fasciate e lascio che il bruciore dei tagli si accentui e che il sangue si faccia sentire sulla garza, umido, chiaro e cristallino, come acqua appena piovuta.

Ora, sarà che sono all’antica, ma se mi crei una scena del genere le mie aspettative si alzano: dove sarà Mulder? Come mai quel silenzio, unito a quel senso di angoscia? Cosa è successo alle sue mani?

Ebbene, Mulder è in camera sua, il silenzio è incomprensibile (andiamo, nemmeno la TV accesa? Eppure sarebbe da lui!) e viene rotto dall’arrivo di Scully, venuta a medicargli le ferite.

Il cambio della garza è doloroso ma, una volta tolta, posso vedere e muovere liberamente le mani.
Soffio sulla ferita ed una piccola goccia di sangue finisce sulle gambe nude della mia partner, scorrendo ai piedi, fin dentro i suoi sandali.

Ci si domanda se abbia lottato con un puma, se a giorni di distanza (si intuirà poi) le ferite ancora buttano sangue; ci si domanda se nello scontro non abbia perso i pollici, visto che in pratica se ne sta fermo per ore in attesa dell’arrivo di Scully; soprattutto, ci si domanda come sia ancora vivo e non si stia lentissimamente dissanguando e come mai Scully, che è un medico, non abbia ancora fatto accertamenti per capire come mai non coaguli.

Forse però Scully ha cose più importanti a cui pensare, di recente:

Gin Barton, 48 anni, celibe.
Stimato marito e padre di famiglia, stimato medico chirurgo. Insospettabile.
Ha piazzato una dozzina di telecamere nella casa dell’Agente Scully per monitorare i suoi movimenti.. più intimi e celati.

Sono abbastanza sicura che fosse già successa, una cosa simile…

D’altra parte, X-Files può vantare una lunga tradizione di stranezze, poteri paranormali, replicanti alieni, e mutaforma, ma un uomo celibe che è contemporaneamente uno stimato marito mancava alla collezione.

L’ha rapita e portata nella sua cantina: quando l’abbiamo ritrovata non mangiava da 3 giorni, la luce del sole le faceva bruciare gli occhi così tanto da volerseli
quasi strappare.

(…)
La puzza, in quella stanza, dei cadaveri ammassati di quasi una ventina di donne, non è paragonabile nemmeno al più cattivo odore che abbiate mai sentito.

… no, fidatevi: questo lo commentiamo dopo.

Nel caso in cui ve lo chiediate: le ferite che ho sulle mani sono date dalla lotta con il pazzo omicida.

Strano, perché vista la posizione e le peculiarità, ero convinta fossero stigmate (non fosse che le stigmate non vanno medicate ogni due ore).
Già, due ore.

E Scully è una persona precisa, ma anziché trasferirsi nell’appartamento di Mulder (o portarlo da lei o lasciarlo in ospedale) fa la spola tra i loro appartamenti; non mi intendo di traffico nelle grandi città americane, ma sono abbastanza sicura che non le rimanga molto tempo per sé stessa.

Evidentemente quella donna è una martire, anche perché si prende cura di uno il cui POV comprende questa frase:

Incrocia le braccia permalosamente e storce il naso ma si sa che le donne non sanno stare agli scherzi, bisogna spiegarglieli.

Passi che il comportamento di Mulder, specialmente nelle prime stagioni, è stato da minchione sessista, ma non così sessista. Questo è il ragionamento di un quattordicenne che vuole fare il superiore con le ragazzine oppure di un cinquantenne le cui uniche capacità di approcciarsi all’altro sesso prevedono un’auto, una strada di notte e delle banconote.
Ah, giusto, l’autrice l’ha detto:
la verità è là fuori “le cose non sono come sembrano”.
Magari Mulder ha battuto la testa, di recente.

Lui le chiede di sedersi vicino a lui, lei lo fa:

Apro le braccia e la faccio entrare in me (… questa scelta di termini non la commento perché non ho dodici anni… ops, come non detto: l’ho appena fatto!) , in un disperato tentativo di proteggerla dall’aria che la circonda (si sa, l’ossigeno potrebbe esserle letale).

Mulder, da maschio che se ne intende di donne quale è, decide di cambiare ed iniziare ad essere gentile con lei. Le chiederà com’è andata la sua giornata? No (anche se immagino la risposta: “Benissimo Mulder: adoro vivere la mia vita tra l’auto, le tue bende e cercare parcheggio. Riesco a tornare venti minuti a casa ogni due ore circa… Pensa, prima sono riuscita persino a lavarmi un’ascella!”); le dirà che se vuole parlare di quanto le è accaduto lui è lì per lei, si offrirà di farle da confidente e buon amico come si suppone sia? Nope.
Il suo modo per essere carino con lei è farle complimenti sul profumo, sulle lentiggini e le dice (parafrasando) che quel giorno ha qualcosa di speciale.

Ricontrollo e no: non è una AU crossover con MadMen o con qualche serie anni ’50.

Scully si scansa (prima delle sue uniche due azioni coerenti in questa fanfiction):

Mulder, lasciatelo dire da te stesso, un po’ bastardo con le donne lo sei.
Sono tutte stronze alla fine, come Phoebe, quelle che ho incontrato fin’ora.
Scully invece è gentile con me, amorevole.

Mulder avrà i suoi difetti, ma non è un “Nice Guy”, porcocazzo.

– Cos’hai, un appuntamento? –
Le dico, sogghignando.
Guardo l’orologio, segna le 19:30.
(Sogghigna perché sa che ormai non ha il tempo per lavarsi la seconda ascella e dovrà uscire mezza puzzolente?)

– Questa sera sì, vado in un ristorante e non vorrei far tardi. Passo alle nove per cambiarti la medicazione. –

Scully deve vedersi con un amico di una sua amica, che ha ben deciso di combinarle l’appuntamento al buio dopo che questa è stata rapita, presumibilmente violentata o quasi, e costretta a rimanere rinchiusa con una ventina di cadaveri.
Che tempismo, amica di Scully, complimenti!

Anche Mulder ha le sue obiezioni da fare, ma sinceramente non mi sento di condividerle:

Non puoi rischiare che ti facciano del male, dovresti stare a casa e serrarti dentro. (Excuse me!?! Ma poi, se gira come una trottola per venirti a medicare le stigmate va bene, però se si tratta di avere una vita sua dovrebbe stare in clausura?)

Sai che questo tizio con cui esci non ti merita.
Che poi, esiste qualcuno che la merita davvero sulla faccia della terra?
(…questa cosa non è sana, affatto)
Forse io, sento il modo in cui mi tocca e vedo il modo in cui mi guarda.
Forse prova qualcosa per me, come lo provo io.

Devo dirlo, questa fanfiction riesce in qualcosa che non avrei mai immaginato possibile: rende BUONO E GIUSTO ogni episodio di X-Files in cui quei due non quagliano, perché questo Mulder merita di non vedere più una donna nuda in tre dimensioni, figuriamoci farci sesso.

Sembra sempre così gelida, così pronta a superare quello che le accade senza ripercussione alcuna sul suo stato emotivo.
(…)
Forse, semplicemente, non è in grado di manifestare le sue emozioni.

Questa fanfiction è ambientata dopo la quinta stagione, direi che le occasioni in cui Scully ha manifestato le sue emozioni ci sono state.

Forse, semplicemente, cerca qualcuno che sia sempre accanto a lei per evitarle il peggio.

Beh, certo, questa è la LOGICA CONCLUSIONE, Mulder.

Stacco a due ore dopo, due ore che il genio ha passato a guardare l’orologio, e passiamo al POV dell’agente Scully:

Vorrei non uscire, mi sento priva di potere decisionale sulla mia vita.
Mi sento incapace di trovare qualcuno che mi ami e di farlo da sola.

(…)
Non provo nessuna gioia nell’uscire con quest’uomo, solo perché mi è stato proposto da una mia amica che pensa che io non sia in grado di farmi una vita.
Mi sento normale, come un bambino che subisce, inerme, una sgridata per aver mangiato la colla stick ma, in fondo, a lui sembrava pure buona.
La mia vita/non vita mi sembra buona, non mi sento di sbagliare.
Non ho bisogno di qualche sconosciuto che parla ininterrottamente di cose che a me non interessano ma che comunque sono obbligata moralmente ad ascoltare.

DanaBot: fuori è l’agente dell’FBI che tutti conosciamo, dentro una casalinga anni ’50 che accetta controvoglia di uscire con un uomo (dopo una situazione decisamente traumatica, ripetiamolo in coro) perché, nonostante a lei la sua vita vada bene così, si sente emotivamente bisognosa di qualcuno accanto e impotente davanti alle convenzioni sociali.

Qua taglio un po’ il discorso: in sostanza, l’unico effetto del trauma riscontrato da Scully è che si sente bisognosa di “ciò che cerco da tempo”. Ma non è la bidimensionalità del personaggio, no: lei uno stato post-trauma del genere se lo mangia a colazione, perché è un cyborg costruito dall’uomo che fuma venuto dal futuro è stata rapita dagli alieni e il figlio di tale gravidanza le è stato portato via, e inoltre ha superato il cancro, quindi:

Non si può aver paura di un malato mentale reale dopo aver subito un rapimento da entità che non sono né visibili, né controllabili e tantomeno arrestabili per omicidio plurimo.
Con esseri così poco reali, non c’è giustizia che possa intervenire.

Quello che io qua vedo è una persona completamente distaccata dalla realtà, tanto da non temere per la sua stessa vita, probabilmente perché diventata fortemente paranoica a causa degli alieni e della malattia che, a differenza di un omicida, non può arrestare e dunque “controllare”.
Non so da quale psicologo un vicedirettore sano di mente la manderebbe dopo un rapimento+segregazione+convivenza con venti cadaveri, ma al suo posto non mi fiderei a mandare una persona in questo stato mentale in giro con una pistola.
Inoltre credo che in questi casi un periodo di congedo non sarebbe poi insensato.

Dopo uno scambio di battute piuttosto triste, Scully ci informa dei recenti cambiamenti nell’agente Mulder:

Dopo quanto accaduto, sembra essersi avvicinato sempre di più a me (ah, a me pareva fosse una cosa graduale negli anni, mi sarò sbagliata!)
Sempre preoccupato per quanto possa succedermi.
Questo mi lusinga estremamente, mi fa sentire bene, mi sento protetta, sento la sua presenza vegliare su di me in ogni momento.

Mulder, l’uomo che ti protegge con la forza del pensiero (come se in passato avesse funzionato, poi).

Mi guarda, sta guardando i segni che ho addosso.
Abbasso il viso: non guardarmi così Mulder, non sono nel pieno della mia, seppur misera, bellezza.

Cos- Qualcuno spenga DanaBot e porti indietro la tizia cazzuta che conosciamo da oltre vent’anni, per favore!

Scully inizia a porsi domande esistenziali, ma il provvidenziale squillo del telefono ci catapulta in un nuovo caso: Skinner, fattosi di colpo cretino, ha deciso di chiamare i due agenti, che secondo ogni logica dovrebbero essere in congedo, per affibbiare loro un caso sull’avvistamento di uno Yeti.
Oh, ma di fretta, eh! Come se gli X-Files fossero una priorità per l’FBI.

Scully, per la prima volta in… Troppi anni per contarli senza sentirmi schifosamente vecchia, è felicissima di andare a caccia di mostri: in questo modo ha una ragione valida per scaricare l’amico dell’amica (“no, grazie ma non sono interessata ad uscire con qualcuno in questo momento” pare essere una risposta troppo logica perché qualcuno in una fanfiction decida di usarla).

– Lasci che Mulder si prenda cura di lei in questa indagine: ne avete bisogno entrambi. –

No: Skinner, per quanto sia ormai uno shipper, non sta suggerendole di farsi dare una ripassata da Mulder. Vorrei crederci, ma…

Mulder ovviamente si esalta, corre all’armadio e inizia a cambiarsi…

Ma come, non aveva le mani ferite fino a due minuti fa? Guarito miracolosamente? Lo dicevo io che erano stigmate!

E con questo si conclude il primo capitolo. Ma io, che shippo Mulder e Scully e quindi sono abituata al dolore, vado avanti a leggere.

I nostri si recano dunque sul luogo dell’ultimo, recentissimo avvistamento (ad un paio d’ore da casa di Mulder, in un paesino) e Spooky Mulder impiega quel tempo a illustrare le più recenti teorie complottare sugli Yeti; Scully, prevedibilmente, si addormenta.
Non biasimiamola: non ci sono evidenze del fatto che qualcuno le desse il cambio la notte, per le scrupolosissime medicazioni a Mulder ogni due ore esatte.

Il dialogo, quando Mulder e Scully arrivano sul luogo, è sofferenza pura: sembra di trovarsi dentro l’episodio coi vampiri, solo che qua stiamo facendo sul serio.

In sostanza, Mulder introduce alla polizia sé stesso e la collega. Un panzuto poliziotto presenta sé stesso e il nipote, anch’egli poliziotto, concludendo la frase con “Saluta la signorina, Jonah!”, roba che farebbe imbarazzare anche un cinquenne, figuriamoci un uomo fatto. Jonah e Scully però già si conoscono, nonostante Scully stia praticamente sbavando (“con un sorriso che lascia intendere perfettamente i suoi pensieri.”, “Scully rimane inebetita e sorridente a guardarlo per qualche secondo.”)… Tenetelo a mente.

Intanto, lo zio fa apprezzamenti su Scully, definendola uno schianto; Mulder rosica, il poliziotto commenta il fatto che non crede che lei sia il suo tipo, perché lei sembra essere molto più giovane di lui. E quando Mulder fa notare che hanno pochi anni di differenza, il poliziotto ci informa che… Leggete voi:

– Beh, Agente Mulder, avrebbe dovuto pensarci prima a corteggiarla. Sappiamo bene che lavorate in coppia da 6 anni, vi abbiamo chiamati noi perché ci sembra proprio un X-File. Io e l’agente Scully ci conosciamo da circa 11 anni, ci perdiamo di vista ma la chiamo non appena ho un caso di suo interesse (in quale universo alternativo l’agente Scully potrebbe interessarsi di sua spontanea volontà ad un caso su uno yeti!?!).
In più, siamo qui per risolvere un caso, non per giocarci a pari o dispari la simpatia affettiva della sua collega
(tipica frase da tizio stronzo delle fanfiction, quello che deve risultare antipatico e fare gné gné al protagonista).
Sono morte due persone per mano di quest’uomo travestito da Yeti, vogliamo salvare il resto del nostro paese
(giusto, peccato che mi pare proprio che il suo intento fosse quello di fidanzare il nipote). Se vuole seguirci, collega (collega?).. –

Il simpaticissimo e relativamente bellissimo Jonah Dawn mi fissa insistentemente mentre cinge la vita di Scully con un braccio e fa per allontanarsi con lei.

Davvero, è l’episodio coi vampiri.

Per fortuna Mulder è un Agente Speciale, sa qualche mossa di arti marziali e dunque il caro Jonah, dopo un po’, sembra esserne intimorito e smette di tenere le mani addosso alla non proprio professionalissima Scully.
Quando Mulder sembra aver risolto il caso (rimanendo inascoltato) e Scully sta esaminando un cadavere, il poliziotto giovane si perde sul viale dei ricordi:

– Agente Scully non l’avevo notato prima, ottimo lavoro. Il suo viso mi fa venire in mente momenti magici, Dana.. –

Mulder fa una scenata di gelosia, mentre Scully non trova nulla di anomalo nel comportamento del poliziotto.
Ora, come ho già detto e ripetuto, questa potrebbe essere una fanfiction ispirata all’episodio scemo della quinta stagione (oh, come vorrei che fosse così!), ma vi faccio un paio di spoiler: il poliziotto è l’ex di Scully, e Dana vuole vendicarsi di lui (probabilmente, data la tecnica usata fino ad ora, sbavando sulla sua camicia preferita)… Questo scambio, anche volendo immaginare che il POV di Mulder esasperi i fatti, non ha senso.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì: Mulder fa una scenata di gelosia imbarazzante, Scully viene invitata a fare un giro del paese (ma non doveva esaminare dei cadaveri?) e noi passiamo dunque al suo POV, dove pensiamo (speriamo!) di sentire la versione dei fatti di Mulder smentita.
E invece.

Quando arrivano in albergo, Scully si premura di cambiare la medicazione a Mulder, mentre lui continua a comportarsi da minchione geloso, interrogandola sul pomeriggio passato in compagnia del poliziotto; mentre Scully arrossisce e ripensa a quanto sia fantastico il suo ex, considerando delle avances durante il lavoro come una cosa apprezzabile, Mulder diventa una vecchia zia bigotta:

– Dovresti star lontano da quel tipo, probabilmente vuole soltanto rivedere cos’hai sotto al vestito. Lascia perdere, dammi retta. –
(…)
– Io li conosco gli uomini Scully e quello lì, sono sicuro, vuole solo riandare a letto con te per poi lasciarti in balia di te stessa con frasi tipo “Non sei tu sono io..” e cose simili. – * prende una boccata di fiato e continua * – Sicuramente non è carino con te perché s’è innamorato ancora di botto, anzi, magari si è pure sposato! –
Ora: lei è una cogliona, ma lui è insopportabile.

Scully dunque dà in escandescenze riversando addosso a Mulder tutte le sue frustrazioni da casalinga anni ’50 fallita intrappolata in un’agente dell’FBI degli anni ’90. Poi scoppia a piangere.

– Non è una questione di necessità, certo è che la mancanza di qualcuno accanto si fa sentire. Anche io vorrei svegliarmi accanto a mio marito come la maggior parte delle mie coetanee. Anche io vorrei andare la domenica a fare la spesa. Vorrei poter avere dei figli che non posso avere e vivere una vita normale, che non posso vivere e se qualcuno mi si avvicina, qualcuno con cui ho condiviso un pezzo della mia vita, tu lo allontani. Come minimo, Mulder, dovresti essere felice per me. –

Mi sfugge il nesso, ma ok.

Mulder, sconvolto dalla reazione della sua collega, corre in bagno a prendere della carta. Per asciugarle le lacrime? No, per pulirle il vestito macchiato di mascara.
Cerca pure di mostrare un minimo di empatia, dicendole “so come ti senti”, ma qua parte il pippone (fortunatamente per Mulder, solo nella testa di Scully), sul fatto che lei non potrà avere altri figli. Non sarebbe OOC o improbabile, non fosse che le frasi pensate da Scully sono queste:

Poter provare cosa significhi non esitare un secondo a morire per il proprio figlio.
Eliminare la tua stessa vita per colui a cui l’hai data.

Questa donna ha bisogno di supporto psicologico se il suo primo pensiero all’idea della maternità è quello di sacrificare la propria vita.

Mulder, seppur geloso, cerca di mostrarsi contento per il riavvicinamento di Scully al poliziotto.

La mia gelosia però è quasi ingestibile: il pensiero di un altro uomo che sbeffeggia Scully e se ne appropria solo per piacere sessuale mi fa incazzare.

Vi eravate illusi che stesse riprendendo l’uso del cervello? AH! Ve lo avevo detto: in questa Fanfiction, Mulder è il tipico Nice Guy che si crede l’unico in grado di provare sentimenti per la sua partner, mentre gli altri avvicinano Scully solo per lussuria.

Ma lei ha idee diverse:

– Mulder, il mio è stato solo uno sfogo. Non ho intenzione di riallacciare con lui un rapporto che non sia lavorativo. Vorrei vendicarmi e basta. –

Deve essere davvero un’ottima attrice.

Mulder vuole aiutarla (Mulder oscilla tra il Nice Guy e il BFF gay). Per renderla felice, dunque, la porta al casinò… Beh, dai, poteva proporle di peggio (anche se avrebbe giustificato il rating rosso di questa cosa); visto che la sfiga ci vede benissimo, comunque, incontrano una ex amica di Dana, ma questo non prima che Scully vinca 5000 dollari e riceva il biglietto da visita di uno sconosciuto.

– Allora, come ci si sente a prendere un mucchio di soldi senza fatica alcuna? –
– Da dio! Non ho mai guadagnato così tanti soldi lavorando. –

Forse non in un mese, ma due mesi di stipendio di un Agente Speciale dovrebbero contemplarli, 5000 dollari. Pure a fine anni ’90.

I due si danno alle gioie dell’alcol, giocano a “obbligo o verità” e a quel punto compare l’amica di Scully… o meglio, l’amica dell’ex fidanzato, il poliziotto.

– Come te la passi, allora? Mi dispiace per te e Jonah.. anche io non sono stata la migliore delle amiche però. Beh, ormai sono passati anni! –
(…)
– Oh beh, immagino che siate qui per indagare sullo Yeti che ci tormenta. Mi ha fatto piacere rivederti anche se non credo sia lo stesso per te.. passaci sopra Dana. Ormai sono passati 6 anni, non puoi odiarmi a vita. –

Se vai dalla ex del tizio con cui andavi a letto e, senza manco sondare il terreno, dici qualcosa del genere, chiaramente il tuo più profondo desiderio è quello di morire di morte cruenta. Fortunatamente Scully è troppo ubriaca per rendersi conto della situazione e vorrebbe tornare a giocare con Mulder (… no, non in quel senso: da quel punto di vista, questa fanfiction è deludente quanto il telefilm a cui è ispirata); Mulder, invece, vorrebbe capire chi sia l’aspirante suicida, ma vengono interrotti: il casinò sta per chiudere.

Di fatto, tutto il siparietto con la ex-amica è stato quindi inutile ai fini della trama. Voleva essere divertente o dare una nota di colore? Non so, tutto questo cincischiare sta diventando particolarmente fastidioso da leggere.

(In tutto questo nulla, Scully stringe forte forte la mano di Mulder. Considerato che il giorno prima sembrava essere sul punto di dissanguarsi per aver sfiorato le bende, immagino una scena parecchio sanguinolenta, a questo punto. E invece no, niente. Coerenza, dove sei?)

Mulder, nel parcheggio, è pronto (per la seconda volta) a darci la spiegazione del caso, ma la rivelazione viene (per la seconda volta) rimandata: devono prima capire come tornare in albergo, ora che sono ubriachi come adolescenti alla prima uscita; la soluzione è facile: si fermeranno in un albergo lì vicino.

E sarebbe una scena sensata, se non avessero già avuto precedentemente un pretesto narrativo (…avanti, non fate i finti tonti) per cambiare hotel e trovarsi con un solo letto a disposizione: l’albergo precedente è stato descritto come una topaia disgustosa, con lenzuola macchiate, coperte sporche nascoste sotto letti che sanno di panni sporchi e cuscini unti.

– Mi dispiace, ho una singola e una matrimoniale. La singola però ha un divano letto, se vi adattate. –

Mi spiegate cosa ci fa un divano letto in una singola?

I nostri prendono l’ascensore, che però si ferma così bruscamente da farli cadere l’uno sopra l’altro; Scully riesce comunque a dribblare un incontro ravvicinato di qualsiasi tipo con le labbra di Mulder, ma è scombussolata. Entrano nella loro stanza e…

E non sapremo mai come reagisce una donna dalla sanità mentale precaria (un serial killer, la convivenza con venti cadaveri, la carenza di sonno causata dalle continue medicazioni al collega…), i cui nervi sono stati messi alla prova (l’incontro con l’ex, il monologo della tizia che si sbatteva l’ex che le consigliava di “passare sopra la faccenda”) e ubriaca alle avances di un collega: questa fanfiction è incompleta.

Un X-File, insomma.

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Reidophenia

Ebbene sì, siamo tornati. Abbiamo riflettuto a lungo su come annunciare la fine della nostra ibernazione del nostro sonno di bellezza in modo adeguato. Un album di cover natalizie sarebbe stato troppo banale, una parata militare troppo costosa, il telo verde che avevamo noleggiato non è arrivato in tempo – mai ordinare su Internet durante le feste – e quindi non abbiamo potuto cantare “Eh già, noi siamo ancora qua”. Avevamo anche valutato la possibilità di un crossover con i film Marvel ma l’unica proposta che abbiamo ricevuto ci avrebbe inseriti con la CGI in Age of Ultron. A tutto c’è un limite, e che diamine.

Alla fine ci siamo resi conto che tutto ciò era superfluo e, intossicati dall’iperglicemica atmosfera natalizia, abbiamo capito di dover fare affidamento sulle cose semplici, autentiche, quelle che non passano mai di moda e che uniscono tutti noi.

Come le Mary Sue.

 

“— Tutti hanno un lato oscuro e malizioso, anche tu, ingenuo e timido Dr. Spencer Reid.”

 

Si apre così Schizophrenia di SherryDBlack, prontamente dissezionata dal dottor Fox e contrassegnata da un torrido quanto (almeno finora) inutile rating rosso, anche se il genere “Erotico” potrebbe spianare la strada a qualche inquietante sviluppo.

Ma poteva mancare questo genere data la kattivah della situazione, tale Madison Manson (l’originalità mi travolge), giovane criminale di 25 anni con un QI di 180 per compensare il fatto di non essere l’ennesima Serpeverde? Certo che no, pertanto allacciate le cinture e tenetevi forte: il viaggio è breve ma ci sono molte curve e tutte al posto giusto.

Tutto inizia quando il BAU si mette sulle tracce di Jason Manson, fratello maggiore di Madison (a questo punto mi aspetto che i loro genitori si chiamassero Mason e Allison, per completare il quadretto) nonché unico suo parente ancora in vita. Morgan e Reid decidono di interrogare Madison e Garcia li avvisa che la donzella è rinchiusa nel carcere fantasma “La Belle Mort”. Per tutti quelli che già tremano pensando a una copia di Suicide Squad ancora più brutta e senza Margot Robbie: sappiamo che andrà a finire così ma, almeno per adesso, illudiamoci che possa andare diversamente.

Come passa il tempo la nostra Madison? Sente le voci, parla con le sue vittime ormai morte (anche perché, se fossero vive, avrebbero sicuramente qualcosa di meglio da fare) e ride tutto il giorno.

Ebbene sì: Madison soffre di schizofrenia o, almeno, così sostiene la storia, dato che non occorre una laurea in psichiatria per capire che non è così. Ciò nonostante, visti questi sintomi così pervasivi, il suo stato mentale dovrebbe garantirle un trasferimento in un manicomio criminale. E invece no: come scopriremo fra poco, la schizofrenia di Madison va e viene a piacimento, lasciando spesso il posto a una bizzarra entità che vorrebbe essere l’infernale progenie di Hannibal Lecter e Harley Quinn ma che, nei fatti, risulta solo essere una troll di seconda mano con la fortuna di essere circondata da imbecilli.

Ma prendiamoci un momento per scavare nel passato di Madison: si trova in carcere perché a diciotto anni ha ucciso due ragazze e tre ragazzi, tutti e cinque con un preciso colpo alla testa.

Un singolo colpo per tutti e cinque o uno a testa? E con quale arma? Una pistola? Un fucile? Un’accetta? Una balestra? Uno spadone medievale a due mani? Un colabrodo? Un pollo? Un pollo che poi è stato SAGRIFIGADO A SADANA?!?!?

Ah no, scusate, questo è Richard Benson. Errore mio.

Pollo o non pollo, i due agenti arrivano a La Belle Mort nel giro di qualche ora e vengono condotti alla cella di Madison dalla guardia Cassidy.

Sdraiata in un letto di legno (giusto, lasciamole qualcosa che sia possibile rompere e trasformare in un’arma) con sopra un materasso sporco (la immagino distesa in un trogolo con la parte superiore coperta da un materasso come riparo improvvisato dagli spifferi) c’è una ragazza dai lunghi capelli biondo platino.

No, Margot Robbie non c’è. Ve l’ho già detto. Dispiace a tutti ma è così.

Lei si solleva su (ancora un po’ e va a finire contro il soffitto) con uno scatto. In pochi secondi è davanti a noi che ci fissa con i suoi occhi azzurri.

Ed è qui che lo sguardo di Madison si posa su Reid, che sembra destinato a non avere mai e poi mai una relazione normale con una donna.

— Sono il Dottor Spencer Reid. — dico per poi indicare il mio amico — Mentre lui è il mio collega, l’agente Derek Morgan.

— Non mi importa del bellimbusto qua. — fa un passo avanti verso di me, ma viene subito bloccata da Cassidy. Madison con un movimento rapido ribalta la situazione e lo stende a terra sedendosi sulla sua schiena.

Ma sì, mettiamo direttamente una porta girevole all’ingresso della cella!

Fortunatamente Morgan compie il primo (e, temo, anche l’unico) gesto sensato dall’inizio della ficcy, mettendo subito Madison sotto tiro per farle rilasciare Cassidy. Godiamoci questo momento prima di reimmergerci nella follia.

— Sparami pure, ma così non avrete il mio aiuto con Jason. — ridacchia — Perché so che lo volete. Sono l’unica che lo conosce e fatemi indovinare… Ha ucciso qualcuno, giusto? Ma voi non riuscite a prenderlo, non riuscite a prevedere le sue prossime mosse. Jason è fatto così! Siete sulla stessa scala ma lui è tre gradini più avanti, sempre.

Stiamo parlando di uno che ha scritto il proprio nome su una parete con il sangue della sua ultima vittima, ma vabbè. Sembra di essere tornati ai tempi della sesta stagione. Mi sento così giovane!

Madison, dopo averci ricordato che soffre di schizofrenia (per ora mi ricorda più una ragade, ma chi sono io per fare queste diagnosi?) si chiede perché mai dovrebbe aiutare la BAU a catturare Jason.

— Perché uscirai da qui. —

Eh?

Va bene che, visti gli standard de La Belle Mort, prometterle il trasferimento in una prigione di minima sicurezza potrebbe essere inefficace, ma quale sarebbe il vantaggio per la squadra? Perché, oltre all’assassino in fuga, dovrebbero preoccuparsi anche della sua insostenibile sorella, quando potrebbero ottenere tutte le informazioni necessarie tenendola chiusa nella suo bel sarcofago all’interno di quella che, pur sembrando gestita da un branco di lemuri, è pur sempre una prigione? Forse per farla interagire anima e corpo (più corpo che anima, mi sa) col dottor Reid? No, forse sto pensando male…

— Sarò sotto la tua supervisione, dottore?

— Se lo vuoi…

— Perfetto. Consideratemi già dei vostri!

E mi scocca un bacio sulla guancia, un po’ troppo vicino alle labbra.

Qualcuno la frigga con un taser, vi prego. E magari date una defibrillata anche a Reid, dato che questa brillante idea è tutta sua. Proprio così: il brillante e plurilaureato dottore, che con le sue conoscenze e la sua parlantina ha messo nel sacco svariati serial killer, ha stretto un accordo di punto in bianco con una pazza che avrebbe potuto mangiare per colazione.

Naturalmente né Hotch né la dirigenza della prigione acconsentono e l’idea di Reid cade nel vuoto.

Seeeeee, vi piacerebbe.

ora che ci ripenso dirgli — Hey Hotch, ho fatto uscire dal carcere la sorella di Manson. — non è stata una grande idea. Ma ormai il danno è fatto

Probabilmente Reid si sta riferendo alle proprie condizioni mentali.

Ed è così che, invece di essere avvolta in una camicia di forza con doppio giro di catene come nei cartoni animati, Madison viene lasciata libera di girare per gli uffici federali e di continuare a baciare Reid sulla guancia con tanto di labbra nere e i denti da squalo. Non che il resto dell’unità si comporti con maggior raziocinio: Morgan commenta laconicamente “È un’operazione rischiosa, però si può fare” e Hotch liquida il tutto affidando a Reid la responsabilità della detenuta.

E questi hanno fermato il Mietitore, ricordiamo.

Per fortuna, un nuovo omicidio ad opera di Jason interrompe questi convenevoli. Mi dispiace davvero tanto per la vittima ma è il minore dei due mali.

Questa volta Jason non si è dato agli attacchi d’arte sanguinolenti: la vittima è stata ritrovata in strada, completamente nuda, coperta solo da un piumino rosso. Madison è convinta che si tratti di un messaggio per lei e che Jason sappia che è uscita dalla prigione. Alla domanda su come ciò sia possibile, la ragazza viene improvvisamente travolta dalle voci nella sua testa, sclera e torna in macchina. Non so perché ma ho l’impressione che non le abbiano messo neanche le manette.

Il meglio, però, deve ancora arrivare: nella migliore tradizione delle favole commedie romantiche, Reid e Madison si ritrovano a condividere una stanza. Almeno, questa è la mia interpretazione, visto che uno stacco secco ci porta dalla scena del crimine a un luogo imprecisato nel quale Reid e Madison si trovano da soli.

Provate a indovinare? Bravi, neanche stavolta l’hanno incatenata.

Un inaspettato momento di lucidità da parte di Reid, che reagisce all’ennesimo flirt borbottando qualcosa come «criminale, assassina schizofrenica», viene rapidamente dissipato in un tentativo di seduzione così irreale che non avrebbe potuto escogitarlo neppure David Lynch dopo un’indigestione di cozze.

Mentre Reid è immerso nella lettura, Madison si toglie la maglia prestatale da JJ e, rimasta solo in reggiseno, gli si avvicina alle spalle e lo coinvolge in un tentativo di seduzione da far rimpiangere che non intendesse pugnalarlo o massacrarlo con un’accetta.

— Tesoro, perché mi ignori? — lo sento sussultare, girandosi di scatto trovandosi faccia a faccia con il mio petto.
Il suo volto diventa rosso e con voce acuta dice: — Perché ti sei tolta la maglietta?

Reid, sparale. Ti capiranno.

Ridacchiò (dopo le personalità, ora abbiamo anche i tempi multipli) allontanandomi, solo per sedermi, successivamente, sulle sue ginocchia. Le mie braccia vanno a finire sulle sue spalle, il mio volto davanti al suo e le labbra vicine, tanto, troppo, molto vicine.

Il bacio, però, finisce sulla mandibola di Reid, il quale decide che il troppo è troppo e ordina a Madison di andare a dormire. E, se protesta, niente tazza di latte caldo prima della buonanotte. Così si fa!

Si chiude così il secondo e, per ora, ultimo capitolo. Raramente mi è capitato di trovare una simile densità di orrori, per giunta unita a comportamenti che non potrebbero rientrare neanche nel più ardito degli OOC. Non possiamo fare altro che attendere lo sviluppo di questa avvincente indagine, con la speranza che Jason abbia le fattezze del Joker di Jared Leto. Giusto per avere la conferma che al peggio non c’è mai fine.

Dieci anni e non sentirli.

Casa di riposo “La Vispa Teresa”.
Alba.

I primi raggi del sole illuminano dolcemente la scena, gli uccellini cinguettano e nell’aria c’è una dolce melodia…

All’improvviso una voce roca e decisamente incazzata : “Giovanotto, abbassi quella musica, che qui c’è gente che vuole dormire!”
“E va bene” ribatte l’infermiere chiudendo nuovamente le tende “vi lascio dormire un’altra oretta, ma poi dovete alzarvi.”
Gli risponde solo un russare asmatico, intervallato da qualche colpo di tosse.
L’infermiere scuote le spalle e se ne va.

Molte ore dopo.

Il sole tramonta dietro le colline, gli uccellini ritornano al nido, i gufi… gufano e alla casa di riposo “La Vispa Teresa” finalmente è l’ora delle visite.

Ad aprire la porta ai visitatori è un uomo alto e biondo, dallo sguardo altero che seduce. Osserva le persone in attesa che a loro volta osservano il suo sopracciglio, sogno erotico di intere generazioni…

“Allora, volete entrare o state sulla porta tutta la notte?”
“Oh, ci scusi infermiere Malfoy: ci eravamo distratti.”

I visitatori lo seguono lungo il corridoio ed entrano in una grande sala dove il chiacchiericcio copre la musica da camera: gli ospiti stanno ricordando i bei vecchi tempi.

L’infermiere Malfoy inizia il giro serale delle pillole, abbandonando i coraggiosi visitatori al loro destino.

Un’anziana donna seduta su una vecchia poltrona borbotta tra sé e sé, ma appena si accorge degli ospiti li richiama affabile. Ha gli occhi vispi incorniciati dagli occhiali e i capelli puntati in uno chignon disordinato tenuto fermo dai ferri da calza… di qualcun altro.

“Avvicinatevi, ragazzi…” mormora trepidante spargendo saliva -e qualche pezzo di broccolo, residuo della cena serale- sui malcapitati. “Sapete, oggi sono proprio contenta: esce l’ultimo libro di quel giovanotto che mi piace tanto… ora chiedo all’infermiere… Infermiere!”

Un uomo pallido dalle spalle larghe alza gli occhi scuri al cielo e si avvicina, tenendosi però appena fuori portata dalle mani rapaci della vecchia, che tenta inutilmente di palpargli il posteriore.

“Ma è uscito il nuovo di Martin?”

“No, signora Valpur, lo ha chiesto venti minuti fa e da cinque anni a questa parte la risposta è sempre la stessa”.

“Ah, giusto. Maaaa senta un po’, giovinotto: il nuovo di Martin è uscito?”

L’infermiere alza nuovamente gli occhi al cielo poi guarda i visitatori con la sua tipica espressione addolorata. Gli ospiti si allontanano senza fare domande: nonna Valpur sembra molto confusa e l’infermiere Snow, beh… conosciamo tutti la portata della sua ignoranza.

L’infermiera Granger si avvicina a una donna intenta a giocare una partita di scala quaranta che, nonostante tutto, non si è accorta dell’arrivo dei visitatori e le tocca una spalla per richiamare la sua attenzione.

“Signora Quinzell, lo vuole lo yogurt alla banana?”

“CHE? LUCIUS E DANANA?” urla la vecchia sorda, facendo sobbalzare i visitatori, che si allontanano prima di venire coinvolti nella conversazione.

Gironzolano per la sala senza meta, quando una signora fa loro cenno di avvicinarsi. Sorride e si sistema gli occhiali sul naso, prima di volgere lo sguardo alla finestra.
“Adoro gli uccelli”.

“Cos-” balbettano confusi.

“Mi piacciono gli uccelli.” ribatte seria. Un infermiere emaciato e chiaramente affetto da calvizie precoce si avvicina di corsa e zittisce la donna.

“Ma che ho detto di male, Draco?!” domanda Winola confusa.

“Dovete scusarla, proprio non ce la fa coi doppi sensi… è il suo fardello…”

“QUALCUNO HA DETTO CAMMELLO?” chiosa la signora Quinzell, e tutto nella sala si ferma per qualche istante, mentre i vecchi rimbalzano una serie di rime in -ELLO.

Draco sospira. “Dovete scusarli. È un gioco puerile tra di loro che va avanti da… da sempre. Non siamo riusciti a levargli il vizio!”

Un anziano lo guarda torvo. “Voi giovani non capite le tradizioni!” lo rimprovera.

“Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”

Una vecchia si aggiunge al discorso. Fa per alzarsi, tremolante sulle caviglie malmesse, e guarda il vecchio di prima con una muta richiesta negli occhi. Questi si alza con non poca fatica e sposta la carrozzina su cui è seduta la vecchia, che ora ha ricominciato a parlare.

“Una volta portavate rispetto, voialtri! Una volta eravate grati! Noi abbiamo fatto la guerra per voi, per la vostra sanità mentale” ricorda la vecchia stronza. “Fare gli spavaldi, ma noi ce lo ricordiamo come era qui… cioè, io non me lo ricordo, ma lei sì.” ammette, indicando la vecchia degli uccelli che al momento sta cercando di scavalcare la finestra con una corda di lenzuola sotto braccio. “Lei si ricorda di quando eravamo noi a prenderci cura di voi durante le vostre crisi d’identità! L’ex direttrice Abigale ha fatto tanto per voi, e voi adesso ci trattate come se fossimo rincoglioniti! Stronzi irriconoscenti!” spiega, mentre Fox, appoggiandosi alla sedia a rotelle, bandisce minacciosamente il bastone per enfatizzare i concetti espressi da Bella Lestrange.

A sedarlo ci pensa l’infermiere Snape, i cui capelli neri accendono dolci ricordi nella mente del vecchio.
“Mi dica, buon uomo…” mormora sistemando gli occhiali ormai inutili sugli occhi velati dalla cataratta “L’agente Prentiss è tornata? Al Bureau hanno bisogno di lei…”

L’interessante discussione viene però interrotta da un urlo: uno degli infermieri si allontana infuriato da nonna Valpur e dalla signora Quinzell, che si guardano ridacchiando e si danno il cinque.

“Basta, io me ne vado! Me ne vado! Quelle due vecchie mi molestano!”
Lucius Malfoy si avvicina per calmare il suo sottoposto.
“Avanti, infermiere Laufeyson, torni qua!” sbotta, facendo un cenno della testa a Zabini, che si avvicina alle due vecchiacce malefiche per separarle.

“Lei è proprio una ragazzina graziosa, sa?”

“Signora Quinzell, sono l’infermiere Zabini…”

“Come ti pare, cocca.”

L’infermiera Granger si avvicina e tenta di distrarre le due vecchiette.

“Signora Valpur, le ho portato la sua acqua.”

“Ma è piena di fervore? Sennò non la voglio!”

“Signora!” sbotta l’infermiera infastidita “La smetta!”

Poi si allontana di corsa, tallonata da Fox che brandisce minacciosamente il bastone mirando agli stinchi della malcapitata, rea di avergli servito verdure bollite per cena.

I visitatori, sempre più spaesati si avvicinano ad un altro vecchio, dall’aria decisamente più simpatica, ma vengono investiti da un olezzo (sensualissimo, eh!) di vaniglia, cannella, cioccolato e Chanel n.5.

Quando riprendono i sensi sono a terra con una vecchia incazzosa che troneggia su di loro, martoriandogli di calcetti gli stinchi e un gran mal di testa, non si sa se dovuto alla botta (“Nessuno che muoia accasciandosi con grazia!” bercia la vecchia) o al profumo che la pazza sta spruzzando ovunque.

“Oh! Ma siete ancora vivi? Oooh!! Infermieri, togliere queste persone morte dal tappeto! Qua la pulizia fa proprio schifo… E il personale! Sono tutti in disordine, calmi ma irrequieti e quei due non hanno nemmeno le curve al posto giusto!” sbraita Leochan, indicando gli infermieri Winchester, che stanno inutilmente tentando di convincere unanziana donna a ingoiare le pillole.

“Chiaramente è un caso di ficcynite” sta dicendo la vecchia “ora chiamo Brad e Jhonny, si prenderanno cura di voi e sarete presto come nuovi!”

“Signora Abigale, non è più la direttrice e Brad e Jhonny non lavorano più qui. Ora è una paziente e deve prendere le pillole.” sbotta Dean inutilmente, dato che la vecchia nemmeno lo ascolta e si allontana borbottando di cartelle cliniche da riordinare, terapie da assegnare e gravi casi di OOC cronico.

I due Winchester si scambiano uno sguardo rassegnato, poi si accorgono dei visitatori a terra e, mossi da pietà, allontano la pazza spruzza-profumo dai loro stinchi.

Finalmente liberi e con un mal di testa da primato, i malcapitati visitatori si avvicinano al vecchio dall’aria simpatica, sperando di non venire nuovamente malmenati.

“Sono un maschio!” esordisce il vecchio.

I visitatori si guardano perplessi.

“Sapete, sempre meglio specificare” continua imperterrito. Poi aggiunge, indicando le vecchie pazze sparse per la sala “per colpa loro sono anni che ho un’identità di genere confusa! E poi mi shippano con qualunque uomo passi di qua. Chiedete a Fox se non mi credete, è successo anche a lui…”

I visitatori si voltano verso il signor Fox, che sta agitando il bastone con aria minacciosa, e decidono di soprassedere. Nel mentre, la dottoressa Leila si avvicina al vecchio.

“Signor Skeight, l’infermiera di turno mi ha detto che ha rifiutato la cena…”

E lo credo bene! Da settimane chiedo di mangiare una cosa, e invece di nuovo patate lesse!”

Perché, cosa aveva chies-” inizia a chiedere la dottoressa prima di pentirsene subitamente.

“Patate scrisse.”

L’aria attorno all’uomo si fa improvvisamente gelida.
Se ne accorge anche Arwen che si alza felice, cercando di richiamare l’attenzione di Valpur

“Val! Vaaal! È l’Inverno! Sta finalmente arrivando!” esclama, ma Skeight scuote la testa. “Arwen, sono io…” borbotta.

I visitatori si allontano per non congelare, ma inciampano in una donna che, senza guardare dove cammina, lancia ordini a destra e a manca.

“TECNICO! LE LUCI! E vedete di inquadrare tutte le curve ai posti giusti, mi raccomando! Noi facciamo divulgazione scientifica!” esclama Hyena roteando le braccia.

“PUNIZIONE!” urla un’altra donna vestita di rosa, con vaporosi capelli biondi agitando una lunga bacchetta “NON SI INCIAMPA SUGLI INSEGNATI!”

“Signora Hyena, signora OdiolaRow, lasciate stare i visitatori, non sono né tecnici, né studenti” tenta di mediare l’infermiere Potter “o sarò costretto a sedarvi”.

“NON DEVI DIRE BUGIE” gli urla la vecchia vestita di rosa e l’infermiere Potter nasconde rapidamente la mano in tasca, con aria quasi impaurita.

I visitatori si guardano intorno straniti e decidono di cercare qualcuno più sano di mente.

Una nonnetta dall’aria furtiva sta girando tra i tavoli e ogni tanto si infila in tasca qualche lettera, ovviamente non sua.
Ad un certo punto si avvicina a all’infermiera Weasley e le allunga una delle lettere.

“Ha di nuovo rubato la posta, signora Civetta?” dice la Weasley.

“Rubato? Io non ho rubato niente, io sono Edvige la Civetta, io la posta la consegno, mica la rubo” ribatte la vecchia.

L’infermiera Weasley scuote la testa e torna a distribuire pasticcini alla vaniglia tra i tavoli.

“Signora Magnolia, vuole un pasticcino alla vaniglia?” domanda a un’altra vecchia, intenta a parlare, anzi urlare, con un attaccapanni.

“JETHRO, ORA DEVO ANDARE” dice all’attaccapanni e poi, rivolta all’infermiera “HERMIGLIA? PERDIO!”

“No signora, vaniglia, pasticcini alla vaniglia.”

“CHE? TEGAMINI AD HERMIGLIA? MA LA VOLETE PICCHIARE? MA ASPETTATEMI, MI RACCOMANDO!” strilla Steel Magnolia.

E a proposito di risse, proprio in quel momento si sente un rumore sordo.

VADO RETRO, PURITANO REPRESSO! TU E TUTTE LE TUE STRONZATE PATRIARCALI SULLA PROTEZIONE DELLE DONZELLE E SUL SESSO PREMATRIMONIALE!” esclama Irechan, ritta come un fuso e incazzata come una furia, brandendo l’asta porta-flebo -ormai deformata- contro l’infermiere Cullen. Sembra volerlo impalettare, pare si sia dimenticata che con loro non funziona.

Sempre più perplessi e ormai convinti che più che una casa di riposo quello sia un manicomio (e non hanno tutti i torti), gli ormai esausti visitatori tentano di guadagnare l’uscita senza essere visti, ma vengono immediatamente intercettati.

JETHRO” strilla in faccia a uno dei malcapitati la vecchia sorda, scambiandolo per, beh, l’attaccapanni “LA VUOI UNA MENTINA?” e gli ficca in mano una mentina appiccicaticcia a cui evidentemente è stato ciucciato lo zucchero che la ricopriva.

Richiamati dagli strilli gli altri vecchi si avvicinano chi minacciando col bastone, chi porgendo lettere, chi domandando se anche a loro piacciono gli uccelli, chi chiedendo notizie del libro di Martin, chi strillando indicazioni a un inesistente tecnico del suono.

I visitatori, sempre più frastornati, vengono salvati dall’infermiere Malfoy che con un’alzata di sopracciglio attira l’attenzione dei vecchietti.

L’ora delle visite è finita!”

I visitatori sollevati si allontanano dai vecchietti che continuano imperterriti i loro insensati discorsi, seguendo l’infermiere Malfoy (e il suo divino sopracciglio) verso l’uscita.

Alla casa di riposo “La Vispa Teresa” è ora di mettere a letto le mummie, l’infermiere Sparrow fa l’ultimo giro della sera distribuendo i pappagalli, tutto è pace, tutto è polvere, biscotti stantii e tisane digestive…

“Signori, ne ho trovata un’altra”

Con uno schiocco indefinito di legno e ossa, una voce vecchia, più acuta e stridula che mai risponde.

“HO CAPITO, HO CAPITO! VADO!

 

 

 

 

E niente, ieri era il decimo compleanno di Fastidious e questo è il nostro regalo per tutti quelli che ci hanno seguito in questi dieci anni.
Lo so che avreste preferito una recensione (abbiate fiducia, arriverà anche quella), ma neanche il compleanno ci ha reso meno culopesi e speriamo lo stesso di strapparvi un sorriso con questo er… delirio collettivo.

Lady Grey… e no, non è il fantasma

Giacobini, giacobine, vandeani sotto mentite spoglie, Babbani, Mezzosangue, Tassorosso dimenticati e quote azzurre di Fastidious (so che ci siete), segretarie sottopagate ai comandi di Mr Grey, bentornati nella sala delle autopsie della nostra setta-a-delinquere. Il corpo che andremo testé ad esaminare è stato prontamente recapitato da Wrecking. L’aspetto del cadavere non era dei migliori, tutto coperto di lividi e segni di legature. Lo potete vedere qui, tenendo presente il rating rosso (e l’assenza di un avvertimento per l’OOC, della cui necessità vi accorgerete fra pochissimo).

Gli esami preliminari hanno immediatamente indirizzato i nostri sospetti sulla pericolosa Hermiglia, che da tempo gode di tremebonda fama presso questi lidi. La sua specialità è la sorprendente capacità di adattamento alle più nocive mode letterarie. Dopo averla vista sottomessa ai capricci del Divin Pargolo, quale poteva essere il passo successivo se non il repentino ribaltamento della situazione, ovvero una Hermiglia (anzi, Herr Miglia) in modalità Lady Heather da discount che gestisce Hogwarts con il pugno di ferro con indumenti in pelle nera e umiliazioni d’ogni sorta.

A quanto pare, Hogwarts non ha imparato nulla dall’esperienza della Thatcher. No, aspettate, era la Umbridge. O era la Thatcher? Vabbè, scegliete voi.

In qualità di Regina della Magia,io, Hermione Granger, che per voi divento Lady Hermione Granger, come primo atto in mio potere decido di riazzerare gli ultimi 7 anni di scuola ad Hogwarts, ovviamente escludendo me, tutti gli studenti che si sono diplomati l’anno scorso dovranno tornare da domani a scuola

Dopo il Signore Oscuro e l’Inquisitore Supremo, mancava solo la Regina della Magia. Le sedute al Ministero della Magia devono essere la versione politica delle partite tra vecchietti al bar. “Un Bambino Sopravvissuto e tre Sottosegretari Anziani!” “Rilancio con due membri onorari del Wizengamot!” “Regina della Magia piglia tutto!” “Ma cosa cali la Regina della Magia in prima mano!” E iniziano a volare le sedie.

Comunque, Herr Miglia è potente, bella e fotomodella. Ok. Ci sfugge solo qualche piccolo particolare: com’è possibile che abbia “riazzerato” gli ultimi sette anni? Come ha fatto Hermione ad assumere il titolo di Bella Figheira Regina della Magia? Dopo la battaglia contro Voldy, nessuno si è premurato di controllare che altri maghi talentuosi non sbarellassero? Forse avevano ragione i Serpeverde fissati con la purezza del sangue, dato che gli ultimi maghi che si sono fritti il cervello erano tutti Mezzosangue?

Fortunatamente, esami più approfonditi hanno fornito delle esaustive risposte a tutti i quesiti sopraelencati. Nessuno si è azzardato a contraddire Herr Miglia dopo che ella è riuscita a sconfiggere Voldemort da sola grazie all’incantesimo “Abigail Sectrum”, di cui solo lei sa l’origine e il potere che nasconde. La pronuncia del nome è tuttora incerta, ma riteniamo che sia simile a “paraculata”.

Ma Herr Miglia non si è fermata qui. Con un altro incantesimo di sua invenzione, “Sefundus Liberati”, ha provveduto ad azzerare la personalità e il potere magico dei pochi maghi famosi rimasti in vita (pure Regina del Celebrità adesso?), che sono poi stati esiliati nei luoghi più sperduti della terra. E tutto questo è stato fatto da Herr Miglia, teniamolo bene a mente. Anche perché l’idea di Hermione che, dopo anni di prese in giro per le sue origini Babbane, il terrore di perdere i propri genitori durante la Seconda Guerra dei Maghi e il pur benintenzionato flop del C.R.E.P.A, si dedica all’autocrazia, al confino e alle centoventi giornate di Sodoma mi sembra lievemente forzato. E poi, l’Espresso per Hogwarts arrivava già in orario.

Non bisogna avere paura, comunque. La nostra eroina ha fatto tutto questo per il bene degli altri studenti, come ella stessa sottolinea.

chi mi conosce sa quanto io ami i libri e lo studio, e quanto lo ritenga importante,quindi ritengo che sia doveroso che le persone della mia generazione abbino la formazione che io ritengo opportuna..

It’s like raaaaaaain on your wedding day, it’s a free ride when you’ve already paid…

Scusate, meglio chiudere la finestra. Fuori c’è Alanis che continua a cantare a squarciagola.

Come si scopre molto presto, nella nuova società creata da Herr Miglia le persone sono giudicate in base alla formazione culturale (crediamoci) e al sesso. Tali sono gli stravolgimenti apportati che, il primo giorno di scuola, un Draco palesemente spaesato promette a Harry di essere più socievole nei suoi confronti. E questa è la parte più credibile della ficcy, vorrei specificare. Dopodiché i maschietti raggiungono Hogwarts rigorosamente a piedi, e senza guida. I Thestral, le carrozze e Hagrid sono impegnati sul Fronte Orientale, probabilmente.

Arrivarono ad Hogwarts ed entrati nella sala grande notarono subito delle grosse differenze, non c’erano piu i 4 tavoli che dividevano le casate, ma ce n’erano soltanto due, e dietro al tavolo dei professori c’erano soltanto un trono grande al centro, che doveva essere sicuramente quella di Lady Hermione, e quattro sedie, due per lato del trono.

Soffermiamoci un istante sulle quattro maîtresse… cioè, sulle quattro insegnanti che aiutano Herr Miglia: Angelina Johnson (ci può stare), Daphne Greengrass (una Serpeverde a caso), Cho Chang (che, se ricordo bene, non era proprio in ottimi rapporti con la capa suprema) e… Pansy Parkinson. O Herr Miglia ha deciso di essere magnanima con chi l’aveva tormentata durante gli anni scolastici, oppure ha estratto i nomi delle sue collaboratrici insieme ai numeri del lotto.

E cosa insegneranno queste collaboratrici? Una sola materia: Comportamento e disciplina tra ragazze e ragazzi dotati di magia.

Gli studenti maschi sono obbligati a tenere dei comportamenti remissivi, umili, e il piu possibile sottomessi alle studentesse della scuola,nonche alle professoresse ovviamente, hanno il diritto (eh?) e l’obbligo di andar in giro vestiti solamente con dei pantaloncini e nient’altro addosso, non han diritto di scelta su nulla e qualsiasi attività, che sia anche il solo parlare, al di fuori del loro dormitorio, luogo in cui avranno i loro unici momenti di riposo, inoltre le studentesse e ovviamente anche le professoresse, possono ordinare ciò che più le aggrada a loro, ed essi avranno l’obbligo di ubbidire ciecamente senza fiatare.

Mi sa che la formazione culturale di cui si parlava prima è incentrata su 50 Shades, Eyes Wide Shut (Stanley, perdonami) e sugli epigoni del Divin Marchese, con un tocco di misandria che contribuisce grandemente al clima di trash generale.

Pansy tirò fuori la bacchetta e la puntò verso il tavolo dei maschi, mentre avanzava verso di loro con un passo spedito, sicuro di se, come se nessuno avesse potuto farle del male..ed erà (la grammatica è così maschilista!) effettivamente cosi

Scopriamo che Pansy è addirittura la vicepreside e che i quadri sono stati rimossi dagli ingressi delle Sale Comuni al fine di consentire alle ragazze l’accesso a loro completo piacimento. In questo marasma sadiano di basso livello, si potrebbe pensare che almeno a Harry e Ron sia riservato un trattamento di favore in quanto migliori amici della Regina della Magia, del BDSM e dell’Universo Tutto.

Siete proprio ingenui.

da quando sconfisse Voldemort non ebbe piu stretti contatti con lei, ci sarà riuscito a parlare due o tre volte e tutte i primissimi tempi, da quando lei acquisi tutti i poteri politici nel mondo della magia fece sempre finta che Harry e Ron non esistevano.

Come la consecutio temporum.

Sulla pregevolissima immagine di Ron preoccupato che Lavanda Brown possa vendicarsi per essere stata lasciata durante il quarto anno trasformandolo nella sua puttanella, si chiude il terzo capitolo. Il quarto si apre praticamente col botto, con Angelina che entra senza preavviso nel dormitorio maschile sbattendo violentemente la porta (ci manca, signor Mosconi, ci manca infinitamente).

non si poteva negare che grazie anche al fascino esotico della sua carnagione color ebano non fosse una splendida ragazza.

Spiacente, Angelina, ma la sintassi ti vuole racchia.

Professoressa non è il termine adatto che dovrai usare nei miei confronti, direi che Divina Lady Angelina è un termine più adatto a me,

In effetti anche The Lady figurerebbe bene all’interno della preparazione culturale nel mondo di Herr Miglia, dati i livelli di assurdità (e di povertà grammatico-sintattica) raggiunti.

Il capitolo si conclude con una furiosa Divina Lady che inveisce contro Draco e lo obbliga a lucidarle gli stivali con la lingua, lasciando noi lettori a ponderare su quali altre amenità attendano i protagonisti. Strap-on? Fruste? Catene? Letture obbligatorie dei testi di Allock? Lo scopriremo solo vivendo! O forse soffrendo, non ricordo bene.

FINE PRIMO TEMPO

«Altro che “fine”! Avreste dovuto scrivere “volgare primo tempo”.»
«Gliel’avevo detto di non leggerla, professoressa McGranitt…»

(Si ringrazia Tremotina per la segnalazione.)

Lady Draco Awakens

Giacobini, giacobine, coinquilini burloni: benvenuti allo speciale di Natale di Fastidious Geographic, che siamo certi apprezzerete come i fan di Star Wars hanno apprezzato questo.

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Esiste davvero, anche se persino gli attori si ostinano a negarlo. Lucas non si vergogna di Jar Jar Binks, ma di questo sì.

Bel tentativo, ma le porte sono chiuse dall’esterno. Tornate a sedervi prima che vi schianti tutti.

Ecco, bravi. Dicevamo, la puntata di oggi è Bodyguard, di fefi97. Potete trovarla qui:
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3271438.

Tecnico, le luci!

Tanto tempo fa, in una galass– no, scusate. Sbagliato incipit.
Tanto tempo fa, in un passato senza magia (in cui però alcuni uomini a caso possono restare gravidi; non ci è dato sapere come), Draco è sposato con il conte Nott, un matrimonio profondamente infelice. Nott vuole un erede, un erede maschio che gli permetta di accedere al trono. Quando Draco rimane gravido,Nott, per la sicurezza del nascituro assume il capitano Potter come guardia del corpo di Draco.

Ovviamente noi, zoccole frigide e scafate, sappiamo già che sarà Draco a montare la guardia. Nott, che ha letto molte meno ficcy di noi, non ha invece la minima idea di star prenotando un elegante palco di corna.

Convocato Harry, Conte Nott di Casa Baratheon gli spiega la situazione.

-Mio zio, il re, è vecchio e senza eredi. I suoi fratelli, Vincent e Gregory, sono dei totali idioti, del tutto inabili a governare. Gli unici candidati possibili per il trono siamo io e mio fratello maggiore Marcus che, sfortunatamente- e il conte velò la parola di sottile ironia – ha sposato una donna che sembra irrimediabilmente sterile. […] – Il popolo vuole stabilità, capitano Potter, è terribilmente spaventato dai vuoti di potere, ed è mia opinione che il consiglio del re affiderà la corona a colui che per primo sarà in grado di dare un erede alla nazione.

Nel corso dell’incontro, Harry continua a pensare che vorrebbe tanto avere Hermione con sé, e fa bene: Hermione ci metterebbe un nanosecondo a fargli sapere che Nott non ha per nulla chiaro il funzionamento delle successioni dinastiche. Passi per i fratelli deficienti, che in effetti si possono tagliare fuori per manifesta incapacità, ma il trono andrebbe comunque al maggiore dei due nipoti, figli o meno. Poi, morto anche lui senza eredi, andrebbe al fratello minore. O al di lui figlio, se nel frattempo il suddetto fratello minore dovesse aver tirato le cuoia.

Il nostro esperto concorda?

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Si ringrazia l’Unico Vero Re di Westeros – che, contrariamente a quanto si mormora, NON HA bruciato la figlia – per la conferma.

-Suo marito è a conoscenza di questo, Milord? – domandò comunque Harry […]
-Mio marito è una delle principali ragioni per cui voglio una guardia del corpo, Capitano. Draco è troppo imprudente e indipendente, rischia di mettere a rischio [rischio al quadrato] questa già delicata gravidanza. Se lei accetterà l’incarico, oggi stesso la presenterò a mio marito in modo che possiate cominciare ad abituarvi l’uno all’altro. –

Vabbe’, Nott, dillo che li shippi anche tu! Siamo al livello di Silente che papponeggia costringendo due persone che si detestano a passare del tempo insieme per far sbocciare l’ammoreh. Le vuoi proprio, ‘ste corna.

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Foto d’archivio del Conte Nott.

Harry intuisce che Draco potrebbe non gradire la sua presenza, e Nott gli fa sapere subito che lui, dell’opinione di Draco, se ne fotte: del resto, Draco è buono solo per fare figli. Che, speravate di aver schivato questo clichè? Illusi.

Trattenendosi a malapena dallo sfancularlo, Harry sta per andarsene quando, improvvisamente, un paio di neuroni fanno contatto e gli viene in mente una domanda intelligente.

prima ha detto che suo marito è di nuovo gravido. Non ha già l’erede che tanto desidera? –
Harry rimase quasi sconvolto nel notare l’odio puro che corrose i tratti del conte […]
-Una femmina – sputò infine, con estremo disgusto.

Nott, amore della zia. Se le successioni funzionassero come dici tu – e no, non funzionano così, ma ammettiamolo per ipotesi – una figlia femmina ti sarebbe comunque sufficiente. Gli zii cerebrolesi sono esclusi a priori; tuo fratello non ha figliato e, a quanto pare, non lo farà in futuro (causa moglie sterile). Una figlia è meglio del nulla cosmico; sul trono inglese, in mancanza di eredi maschi, le donne ci salivano eccome anche ai tempi andati. Per ora il lasciapassare per il trono lo avresti già, batacchio o meno. Non hai motivo di schifarla tanto.

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‘Sup, bitches.

Ma il nome della pargola non è Elizabeth, bensì Lilian. Alla notizia, Harry rimane folgorato e accetta l’incarico.

-Perfetto, Capitano. Permetta allora che le presenta mio marito, dovrebbe trovarsi al piano di sopra, in questo momento. –
Harry annuì, lo sguardo vuoto e i pugni che tremavano leggermente, chiedendosi se non si fosse appena andato a ficcare in un enorme guaio.

Di sicuro, entro la fine di tutto questo, qualcosa verrà ficcato da qualche parte. Cosa e dove lo possiamo benissimo immaginare.

Nel secondo capitolo, veniamo a sapere che il cavallo di Draco è stato trovato con le zampe fratturate. Nott sospetta che sia opera del fratello Marcus, che chiaramente capisce il funzionamento delle successioni dinastiche male quanto lui e lo considera davvero una minaccia.

Nott fece una smorfia. -Chi altro se non lui potrebbe avere interesse a che Draco cada da cavallo? Non so come, ma sono convinto che sia venuto a sapere del bambino o che perlomeno sospetti che stiamo provando ad averne un altro.

Certo che, se spezzare le zampe a cavalli a caso è il piano malvagggio per far abortire Draco, questo Marcus si potrebbe tranquillamente escludere dalla linea di successione per manifesta imbecillità insieme agli zii. Se un cavallo ha piú zampe fratturate si vede: zoppicherebbe o sarebbe direttamente a terra, e nessuno sano di mente ci salirebbe sopra lo stesso. Non è proprio come sabotare i freni di un’auto, eh.

Mentre Nott va a controllare lo stato del cavallo, Harry ode una risata e va ad investigare. Si trova davanti, oltre ad un’improbabile McGranitt in versione governante, una scena zuccherosa da far venire il diabete.

C’era un ragazzo biondo al centro della stanza, gli dava le spalle, ma in braccio teneva una bambina sui cinque anni e la faceva volteggiare in aria ruotando velocemente su se stesso, i lunghi capelli neri di lei che si mescolavano con quelli biondi di lui, la sua risata gioiosa e bambina che invadeva l’aria.

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I capelli che si mescolano e invadono l’aria hanno un che di inquietante. Ora Lilian me la immagino così.

Estasiato dalla scena smielata, per nulla inquietato dai capelli che si mescolano, Harry si ritrovò a sorridere e appoggiò la spalla allo stipite della porta, per poter osservare meglio la scena.

– Mon petite fleur, je t’aime, mais tu le sais, n’est-ce pas, Amour? – mormorò il ragazzo con una dolcezza quasi insostenibile, mentre baciava su tutto il volto la ridacchiante e scalciante bimba.

Cosa che dovrebbe riempirgli la bocca di capelli, visto che un momento fa svolazzavano e si mescolavano a caso.

Mentre Harry si ingrifa nell’ascoltarlo parlare in francese, la McGranitt versione governante sbotta di non sopportarlo. Cosa strana, considerato che saper parlare francese era praticamente obbligatorio per qualsiasi nobile europeo. Forse non sopporta di sentirlo parlare male, visto che dalla regia mi dicono che Draco ha toppato l’aggettivo possessivo all’inizio della frase.

Dopo un altro po’ di melassa direttamente in vena, Lilian e Draco si rendono conto della presenza di Harry. Sapendo che la sua vita potrebbe essere in pericolo, Draco prende sorprendentemente bene il fatto di trovarsi di fronte uno sconosciuto armato in casa sua.

-Sei per caso qui per uccidermi? – domandò il ragazzo in tono sarcastico, indicando con una mano la spada di Harry, un po’ di nervosismo a sporcargli comunque la voce. – No, perché mio marito non credo ne sarà felice. – continuò inarcando un sopracciglio e condendo l’affermazione con palese ironia.

Il Draco che conosciamo avrebbe iniziato ad indietreggiare e declamare le cose orribili che suo padre il GoS potrebbe fare ad un eventuale aggressore nel caso gli torcesse anche un solo capello, essendo fondamentalmente un codardo. Qui, invece, non sembra nemmeno troppo preoccupato per l’incolumità dell’amatissima Lilian.

Harry ha comunque il tempo per trovare Draco estremamente gnocco prima che Nott faccia la sua comparsa, puntuale come la prozia che urla “Tombola!” quando a te manca un solo numero su ciascuna cartella.

Avanti, ne abbiamo tutti una. Non posso essere la sola. Mi rifiuto di accettarlo.

Affidata la bambina alla governante, la coppia di sposi inizia a litigare come… be’, come una coppia di sposi.

-Ti ho detto mille volte che non voglio che usi il bambino per sminuire Lily! – esclamò, furioso.
Nott ricambiò lo sguardo, imperturbabile – E io ti ho detto mille volte che non voglio che parli francese con lei, che non devi affaticarti e non devi prenderla in braccio, ma non mi sembra tu mi abbia mai dato retta.- replicò, calmo ma deciso.
Draco fece per aprire la bocca, ribelle, ma Nott lo interruppe con uno spazientito svolazzamento [non un cenno, uno svolazzamento. Praticamente sta scacciando mosche] della mano.
-Ad ogni modo, lascia che ti presenti Harry James Potter, Draco, Capitano delle guardie del re.

Ah, giusto. Nella sua immensa astuzia, Nott ha affidato questo compito segretissimo al capitano delle guardie del re. Che chiaramente non si chiederà affatto per quale motivo il suo capitano delle guardie non sia piú a palazzo. Nessuno a corte lo noterebbe. E, se mai qualcuno dovesse notarlo, mai penserebbe di chiedersi dove minchia se ne sia andato. È cosa nota che, se sei il capitano delle guardie reali, hai tutto il tempo del mondo per lavorare da freelance senza che nessuno lo noti.

Draco, prevedibilmente, non prende affatto bene la notizia di una guardia del corpo. Ma noi, perfidi membri della setta a delinquere, siamo maliziosi per natura e ci immaginiamo benissimo quanto bene prenderà altro in futuro.

Io, invece, mi prendo una fetta di pandoro. Concedetevela anche voi. Dopo questo, direi che– che dicono in regia? Tredicesima? Certo, certo. Nel duemilacredici. Prendetevi il pandoro e ringraziate, plebei.

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Il panettone no. Il panettone è bleah.*

 

*Dalla cabina di betaggio, Harl si dissocia fermamente. Ma tanto ho ragione io.

Il figliol prodigo

Amanti dei Serpeverde trasgressivi, delle dee interiori e delle favole romantiche, siete ancora tra noi? Pensavate fossi andata in pensione?
In effetti…
In effetti pensavo fossero finiti i tempi delle fanfiction così brutte da risultare esilaranti. Già piangevo le ficcy divenute leggenda! Fortunatamente negli ultimi mesi ho dovuto ricredermi notando… un’inversione di tendenza, se vogliamo chiamarla così. Se non volessimo, però, potremmo usare la corretta definizione: ficcyne brutte da sembrare fake, roba che manco nel 2005 si trovavano cose simili.
Credevo che certi cliché fossero ormai caduti in disuso, conosciuti ed evitati persino dagli autori più inesperti, e invece… E invece eccomi qui a recensire una fyccyna, osservandola con gli occhi lucidi della vecchia zia che rivede la nipotina dopo tanti, troppi anni… Troppo pochi, a osservarla bene.

La nipotastra è Demons, di lady94; il link è qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3149185&i=1
(Le note sono lemon, OOC e what if?, dunque cercheremo di soprassedere alle assurdità della trama e ai personaggi stravolti… Più o meno.)

Harry ha ormai sedici anni e, come tutti gli adolescenti, attraversa quella fase in cui ci si atteggia e abbiglia da perfetti imbecilli in nome dell’originalità… No, non è diventato un hipster: è diventato MALVAGGGGIO.

Ebbene sì: Harry ha dato via la sua civetta e si è preso un pitone di “estrema bellezza” lungo tre metri (compensazione?) che risponde all’originalissimo nome di Death. Cioè, che Edvige sia stata data via lo suppongo io, giacché non sappiamo né sapremo mai che fine abbia fatto: potrebbe, in effetti, essere stata la prima cena di Death. Chissà.

Oltre ad avere un animaletto che difficilmente verrebbe ammesso a Hogwarts, Harry ha cambiato Casa:

infatti non era più uno stupido Grinfodoro ma un perfetto e spietato Serpeverde

1) Qualcuno qua non ha letto un solo libro di Harry Potter, se questa è la miglior definizione delle Case che sa dare.
2) In ogni caso, pure se Harry diventasse il re degli stronzi, rimarrebbe un Grifondoro. Peter Minus, tanto per fare un esempio, è rimasto a Grifondoro nonostante sia palese che durante quello smistamento il Cappello Parlante fosse in fase di trollaggio pesante.

 

La malvagità, comunque, si addice a Harry: è diventato più tonico, più alto, e quegli orribili occhiali erano scomparsi sul suo viso (mica l’avevo capito che quella di Harry fosse una voglia a forma di occhiali e non un accessorio!) adesso c’erano due stupendi smeraldi

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Ma la domanda che tutti ci poniamo è: le persone nascono malvagie, o la crudeltà viene loro crudelmente imposta? Dopotutto, lui aveva un padre. Aveva una madre, come tanti.¹ E proprio sua madre ci aiuta a capire cosa sia successo, grazie a una lettera che Petunia (che è peggio di Poste Italiane) avrebbe dovuto consegnare ad Harry “al suo primo anno” a Hogwarts.

Devi sapere che nel mondo magico sei famoso per aver ucciso Tom Marvolo Riddle alias Lord Voldemort (Lily doveva avere doti di preveggenza) ma devi sapere che la profezia non è del tutto vera Voldemort non ti uccise perché anche tu sei l’ erede di Salazaar Serpeverde ma sei anche il compagno di vita di Tom (VE LO AVEVO DETTO che questa è una ficcy come quelle di una volta!! Soulmates a cazzo, NON NE SIETE CONTENTI?!) […]devi sapere che io discendo dalla famiglia reaele dei demoni (Così.). Un’altra cosa tuo padre non è James Potter ma Lucius Malfoy, […] successe tutto in fretta quando venni a  sapere che dovevo sposare James (no, capito? Doveva. Per volere di chi non lo sappiamo, ma dubito che mamma e papà demoni reAEali abbiano combinato un matrimonio tanto scellerato, dunque boh… È che il matrimonio imposto faffigoh, suppongo), sono scappata e andai da Lucius lui era la persona che amavo più della mia vita e da quella sera sei nato tu piccolo, il tuo vero nome è Artemis Ambrax Malfoy (Narcissa sarà stata contentissima, immagino).[…] un ultima cosa non fidarti mai di Silente è un monipolatore e ti userà per farti uccidere di nuovo Tom come ha già fatto (Io non so cosa sia un mOnipolatore, ma se avrò dei figli ne vorrò assolutamente uno come babysitter, viste le strabilianti capacità nel convincere gli infanti a rinunciare alla propria libertà di scegliere cosa fare –piangere, piangere, piangere- per imporgli cose che tali poppanti non saprebbero altrimenti fare.) […]
Con affetto tua madre Lilly.^

Ah, Lilly, non Lily. Chissà chi sarà questa demone reAEale che si bomba Lucius alle spalle di Narcissa… E chissà se tra i demoni reAEali è uso comune sganciare bombe come “Tuo padre è più cornuto così che in forma animale e tu sei destinato ad essere il compagno di vita di un mago oscuro che hai ammazzato, o così sembra, ma in realtà l’hai solo quasi-ammazzato e adesso è una caccola pelata e senza naso ma devi trovarlo; siate felici” sui pargoli undicenni.
Harry, comunque, questa lettera la riceve che di anni ne ha sedici (non sappiamo il perché), dunque reagisce con calma, dignità e classe e, va detto, con grande capacità di sintesi, tant’è che quando Death gli chiede cosa ci sia scritto, Harry risponde:

~ sono figlio di Malfoy e sono il sovrano dei demoni e il mio compagno è Tom.~

In quel momento sentì un gran dolore al petto che fu talmente forte che vidi tutto nero e poi il buio 

E che avevo detto io? Calma, dignità e classe!
La mattina dopo, le cose vanno di male in peggio, anche se Harry non sembra notarlo, anzi, apprezza:

Si alzo dal letto e camminò vicino allo specchio, quello che vide era un’altro se stesso, i capelli erano diventati biondo platino e lunghi come a Lucius (a parte la terribile sintassi, capisco l’incantesimo per non far insospettire James ma non perché i capelli dovrebbero anche crescere: non è una cosa genetica!), i suoi occhi erano bicolori (David Bowie, io ti amo ma hai fatto più danni tu del Pon farr, fandomicamente parlando!) quello destro era blu ghiaccio (… Ossia?) e il sinistro verde come il colore della morte (… Va bene, torniamo al blu ghiaccio.), era cresciuto di 2 cm (non mi sembra un miglioramento tanto degno di nota, considerato che rimarrebbe comunque un soldo di cacio… Sempre se stiamo parlando dell’altezza, ovvio!), insomma era meglio di quando poteva immaginare (A me sembra la descrizione di un cesso a pedali che per fare l’alternativo ha messo due lenti colorate a caso, ma va bene: se ti piaci, Artemis, io non sono nessuno per giudicare).

Siccome il suo look alternativo non è abbastanza estremo, Harry indossa degli skinny aderenti (esistono gli skinny non aderenti? Soprattutto, la definizione “skinny” nel 1996?!) neri, una maglia blu e delle scarpe bianche, suppongo con l’intento di causare la prematura morte di Enzo e Carla.

Prese Death e lo mise intorno al collo. Uscito di casa chiamò il nottetempo.

Harry tesoro, sono dell’idea che ognuno debba vestirsi come preferisce, ma intorno al collo si usa il boa, non il pitone! 

Il Novello Divin Pargolo Numero Due incontra suo padre poco dopo, al Ghirigoro, sezione libri oscuri, dove Lucius dimostra un debole per chiunque gli somigli. Harry ha chiaramente preso il tatto di mamma nell’informarlo:

<< Grazie accetto il suo consiglio, padre>>
<< Cosa?>>

Harry gli sgancia la lettera e se ne va. Lucius legge la lettera e, colmo di gioia per il figlio ritrovato (suppongo abbia già deciso che Draco come erede è una sega), bypassando strategicamente la parte in cui viene informato che tal figliolo prima o poi farà sesso col suo capo, lo incontra il giorno dopo.

A parlare è Lucius, che si è però dimenticato come si fa:

<< Ho pensato se per te va bene, di venire a vivere al Malfoy Mannor, di conoscere Draco (Oh rincoglionito, si conoscono già!) e Narcissa (Che sarà contentissima di avere in casa il figlio bastardo del marito), sai come una famiglia >>
Harry è contento, perché sebbene sia MALVAGGIOH ciò che ha sempre desiderato è avere una famiglia, ma solleva dei dubbi legittimi (gli stessi che ci siamo posti noi). Lucius, però, ha già pensato a tutto:

<< A Draco farebbe piacere avere un fratello e Narcissa voleva tanto avere un’altro figlio >>
… Suppongo che l’avvertimento OOC sia piazzato per giustificare Draco contento di non essere più l’unico e viziato Malfoy e Narcissa contenta di indossare in pubblico un decorativo palco di corna.
Harry però vuole essere portato da Riddle, e Malfoy, da genitore responsabile, acconsente:
<< Sono d’accordo, ti porterò a Riddle Manor. Prendi le tue cose è andiamo a casa>>
Riddle Manor?!

Ma torniamo a noi, che qua abbiamo le presentazioni più assurde della storia
<< siediti Narcissa. Lui è Artemis, il figlio mio figlio e di Lilly DeLarose. Il suo vecchio nome era Harry Potter. La nostra migliore amica ed è tuo fratello Draco>>

… Giuro che mi è venuto il dubbio di aver incasinato io la frase mentre la copia-incollavo, invece è proprio un puzzle di suo. Ma porcocazzo, per certe cose basterebbe una rilettura veloce! Il lettore non dovrebbe faticare per rielaborare il tutto.
E comunque sì, LilLy era la migliore amica di Narcissa: pensate a come sarebbe andata se le fosse stata sul culo! Invece Cissa non sembra volergliene, accoglie Artemis in famiglia con tanto di abbraccio. Draco, dal canto suo, brama un fratello ma teme che Artemis lo rifiuti. Invece anche loro, dopo un breve chiarimento, si abbracciano.

vennero interotti da Narcissa dicendo che era pronto da magiare e che Lucy la sua elfa li avrebbe mostrato la sua camera

Io so che non è così, ma mi piace pensare che Narcissa si sia vendicata del marito dando il suo nome all’elfa domestica. Lasciatemelo credere.

Nell’ultimo capitolo pubblicato, Artemis viene portato da un Tom Riddle:

Dopo aver finito la colazione persero la polvere volante (… Rubata da Campanellino? E perché la perdono? Un refuso o un aborto di plot twist? Non lo sapremo mai… ) e si materilizzarono (… Perché avevano perso la polvere, appunto.) nella sala riunione del Manor. (riunionE, che se ne fa una sola in tutta l’esistenza. La cosa che mi sconvolge è che abbiano una sala “dedicata” in un maniero che si presume essere di un certo stile, con stanze per gli ospiti, salotti e una biblioteca, ma non una sala riunioni – o riunionE, che dir si voglia. Ok, ora prendo un bel respiro e trovo una logica in tutto questo: si tratta di bonifica e rivalutazione dell’edificio, una qualche supercazzola burocratica per non pagarci le tasse: si sa, Riddle ha le pezze al culo. Ecco, così ha senso: andiamo avanti) In quel momento vide Tom che stava crucianto Bellatrix (così, senza nemmeno darci un motivo, o lasciarci intendere se sia una punizione o se stiano provando qualcosa per scacciare la noia a letto… Niente.)
Harry spiega anche a Riddle la delirante lettera di sua madre, e quando Tom gli chiede cosa ci guadagni ad allearsi con lui, Artemis riesce a risultare ancora più inquietante, nonostante l’aspetto da freak-show (a proposito: ma il serpente che fine ha fatto?)

<< Ahahahhaha…Tom tu non puoi neanche immaginare cosa otterrò da tutto questo. Dico solo che alla fine il tuo cuore appartenerà a me come il mio a te. Perchè io e te Tom siamo compagni e amanti destinati a stare insieme per sempre.>>

 

Eh Tom? Stai sereno, che adesso Artemis ti prepara la torta dei sette vasetti!

 

 
¹Non ho resistito… Immaginatemi svolazzare in un’enorme bolla di sapone sulle note di Wicked.

 

 

 

 

 

 

Fastidious Special – Aspettando i White Walkers

ATTENZIONE! Questa recensione contiene spoiler relativi all’intera 5° stagione di Game of Thrones e al romanzo A Dance with Dragons. Siete stati avvisati.

Giacobini asserviti al sistema, usurpatori assortiti, frigide zoccole sul libro paga di Lord Baelish, eunuchi senza vita sociale e decadenti nobildonne, bentornati. Con l’arrivo dell’estate, cosa c’è di meglio di una nuova recensione per affrontare il caldo?

“Un Calippo!”
“Un bagno in mare!”
“Leggere Novella 2000 sotto l’ombrellone!”
“Una birra gelata!”
“Va bene anche della sugna! Tutto ma non la recensione!”

Zitti, maledetti ingrati!
Dicevamo… cosa c’è di meglio di una nuova recensione? Una recensione speciale! Per la vostra giuoia, i nostri ricercatori hanno individuato un esemplare che a prima vista può sembrare incompatibile con i canoni della nostra setta-a-delinquere; tuttavia, le caratteristiche di quest’opera – e che opera! – la rendono recensibile come una qualsiasi altra ficcy.
Che ne dite, quindi, di addentrarci in un’autentica enciclopedia di cliché, pessime scelte narrative, situazioni forzate oltre ogni limite, illogicità a non finire, grossolanità degne di un cinepanettone, personaggi talmente OOC da far girare la testa (e anche altro) e un Kattivo Sue di rara fattura, il tutto condito con l’immancabile violenza sessuale gratuita? Se la risposta è sì, potete trovare l’opera incriminata a questo indirizzo.

No, non ho sbagliato link. Al termine del nostro classico sabba durante una notte senza luna, noi delle alte sfere abbiamo deciso di considerare la serie l’equivalente di una ficcy dell’opera Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. Pertanto, quest’ultima stagione è passibile di recensione. Siccome ciò che stiamo per esplorare sfida la logica e il buonsenso (anche il buongusto) dei più, consigliamo a chiunque abbia uno stomaco sensibile o voglia mantenere intatto il proprio ottimismo nei confronti dell’umanità di astenersi dalla lettura. Gli scafati misantropi, invece, sono pregati di seguirci in questo viaggio periglioso.

Al termine della quarta stagione, avevamo lasciato Westporno Westeros in condizioni tutto sommato decenti: Stannis era arrivato alla Barriera, Tywin aveva ricevuto un regalo inaspettato per la festa del papà e Tyrion si era preso una piccola vacanza. Nel Continente Orientale, Daenerys stava affrontando le prime avvisaglie di ribellione adolescenziale dei suoi draghi. Tutto normale. A parte quel piccolo dettaglio che ora ricordo vagamente… una cosa come lo stupro di Cersei, mi pare.
Comunque, la quinta stagione aveva la possibilità di esplorare nuove trame molto interessanti ma, per ovvi motivi, non vi era modo di farle entrare tutte in dieci episodi. Di sicuro, però, avrebbero trovato dello spazio per i Greyjoy. Ah, no, niente Greyjoy. I Manderly? Neanche. Le casate del Nord radunate a Grande Inverno? No. Lady Stoneheart? Ahahahahah, ma quando mai.

Vabbè, almeno ci siamo schivati Griff il Giovane.

Nonostante tutti questi tagli, il primo episodio lascia comunque sperare in qualcosa di buono: i Lannister rimasti si ritrovano per piangere (più o meno) la morte di Tywin, Tyrion arriva nel Continente Orientale e Varys gli offre di sostenere Daenerys (così forse la Madre dei Draghi smetterà di parlare fissando un punto indefinito nello spazio), Stannis rischia di far sciogliere la Barriera con il suo spropositato calore umano (più con quello di Mance, in realtà), Jaime e Bronn partono per Dorne, Sansa…

Fermi tutti! Perché mai Jaime dovrebbe andare a Dorne? A quanto pare, Cersei ha ricevuto un messaggio minaccioso e teme per la vita di Myrcella. Fin qui la cosa sarebbe comprensibile, ma perché incaricare una sola persona, per di più con una mano finta, di un’improbabile missione segreta quando sarebbe molto più semplice e sicuro mandare un’ambasciata? Ma perché così si possono combinare azione e divertimento, grazie alla presenza dell’impagabile Bronn come guardia personale di Jaime in questo viaggio periglioso! E poi Dorne = sesso sfrenato. Cosa c’è di meglio?

Koba, tieni pronto il catino da cinepanettone, me la vedo nera…

(Questa splendida immagine è stata realizzata da Uollascomix.)

Tra un “me cojoni” e un “anvedi ‘sto fijo de ‘na mignotta”, Jaime e Bronn partono per Dorne, dove una Ellaria Sand gravemente OOC decide di darsi una spuntatina ai capelli con una mietitrebbia e di vendicare la morte di Oberyn mutilando la povera Myrcella. La colpa della ragazza?

“Oberyn è morto e quella Lannister se ne va in giro per i nostri giardini, mangiando il nostro cibo, respirando la nostra aria!”

Meno male che non si è accorta che Myrcella beve anche la loro acqua, altrimenti Cersei avrebbe già ricevuto un orecchio della poverina per posta prioritaria. Consolati con questo, Ellaria: almeno non è andata dal tuo parrucchiere.

Nel frattempo, un’ignara Sansa si dirige a nord in compagnia di Ditocorto per un matrimonio combinato i cui dettagli non le vengono rivelati. Durante una sosta in una locanda, i due vengono notati da Brienne e Pod. Non avendo avuto abbastanza scene inutili durante la quarta stagione, Brienne decide di bruciare qualsiasi copertura le fosse rimasta e chiede a Sansa di seguirla, il tutto di fronte a Baelish e alle sue guardie. Com’era prevedibile, visti anche i precedenti con Renly, Catelyn e Arya, Sansa preferisce seguire Pedo Petyr, il quale si premura di mandare i suoi cavalieri a eliminare Brienne. Con l’aiuto (più o meno) di Pod, la donna riesce a salvarsi e decide di seguire Sansa. Cosa che avrebbe potuto fare da subito senza stare a creare del casino inutile e rendere Ditocorto consapevole della sua presenza al Nord.

Superato questo piccolo inconveniente, Sansa inizia a domandarsi tra chi sia questo matrimonio combinato e Petyr le dà una notizia meravigliosa: è stata promessa in sposa a Ramsay Bolton. Alle proteste di Sansa, Ditocorto risponde con una delle sue solite frasi prese dal Manuale del perfetto manipolatore:

“Non c’è giustizia al mondo a meno che non siamo noi a farcela. Amavi la tua famiglia. Vendicala.”

Tutto molto bello, eh, Petyr. Una bella frase, di grande effetto. Peccato solo che nel tuo piano ingegnosoh e machiavellicoh ci siano un paio di falle.
1) Tutti sanno che Roose Bolton ha partecipato alle Nozze Rosse, anche Sansa e Stannis.
2) Il dominio dei Bolton sulle terre del Nord è traballante, soprattutto a causa della fedeltà che il popolo e buona parte dei lord nutrono ancora verso gli Stark.
3) A giudicare dalla leggerezza con cui intendi dare in sposa Sansa a Ramsay, non sai una ceppa sul conto dello sposo. E dire che basterebbe chiedersi che fine abbia fatto Theon.
4) Stannis ha intenzione di attaccare Grande Inverno il prima possibile. Perché non aspettare la fine della battaglia e poi usare Sansa come merce di scambio con il vincitore, giusto per non lasciarla in un posto ad alto rischio con gente della quale, vorrei sottolineare il concetto, non sai una ceppa?

Queste domande sono destinate a rimanere senza risposta. I due raggiungono Grande Inverno, dove Sansa decide di iniziare la propria guerra psicologica contro i Bolton. La riverenza e il sorriso finto davanti a Roose le riescono bene. Il resto, come vedremo, decisamente meno.

Ci spostiamo rapidamente a Dorne, dove Ellaria viene informata dalle Serp… mmmph… dalle Serpi… no, non ce la faccio… dalle Serpi delle Sabbie ahahahahah! Fanno pena! La loro prima scena è una delle peggiori di tutta la serie fino a questo punto, e non dimentichiamo che Game of Thrones ci ha donato perle di un certo livello.

Le nostre serpentine, stavo dicendo, rivelano a Ellaria che Jaime è arrivato a Dorne. Dopo l’obbligatoria scenetta da “siamo faighe, siamo belle, siamo guerriere fotomodelle”, le ragazzine fomentate decidono di aiutare Ellaria a scatenare una guerra contro i Lannister. L’Ellaria dei libri rifiuta di perpetrare un circolo vizioso di vendette pur piangendo ancora la morte di Oberyn, ma questi sono dettagli irrilevanti di fronte al grande cinepanettone dorniano. Se ci fosse anche Davos, potrebbe rubare la scena a tutti gridando “Me chiamano Er Cipolla perché, si ve pijo, ve facco piagne!”.

Bronn e Jaime, in piena modalità stealth, si fanno subito beccare da un manipolo di guardie. I nostri due impagabili burloni decidono di ammazzarli tutti, giusto perché fra Approdo del Re e Dorne non c’era già abbastanza tensione. A nessuno è venuto in mente di scrivere due righe a Doran prima di montare su tutto questo putiferio?

L’intera storyline di Dorne riassunta in un’immagine.

Nel frattempo, Daenerys manda gli Immacolati a pattugliare le strade di Meereen dopo gli agguati compiuti dai Figli dell’Arpia. Ed è così che i soldati più temuti della Baia degli Schiavisti iniziano a cadere sotto i colpi di un gruppetto di aristocratici armati di maschere e pugnali. Siccome le disgrazie non vengono mai da sole, il povero Barristan Selmy decide di passeggiare per la città senza armatura. Potete già intuire il risultato, vero?

Con la morte di ser Barristan, la serie perde uno dei pochi cavalieri rimasti con un po’ di buonsenso, armatura a parte. Forse era proprio l’ultimo rimasto, giacché Brienne, colta da un senso di inutilità esistenziale, decide di seguire Sansa e al contempo giura di vendicare la morte di Renly avvenuta per mano di Stannis. Brienne, capisco che Renly abbia fatto il carino con te durante un ballo e che ti abbia trovato un posto nella sua guardia personale, ma continuare a ritenerlo il legittimo erede al trono è di un’ottusità stupefacente. Forse la morte di Robb Stark ha creato uno sbilanciamento nella Stupidità (ovvero la cugggina della Forza che lavora alla Postale) ed è stato necessario ridistribuirla fra gli individui rimasti.

Piccola digressione: a parte un paio di gentilezze, cos’ha fatto Renly per meritarsi la devozione di Brienne? Una donna così ligia all’onore e alle leggi ha giurato fedeltà ad un usurpatore nella cui breve carriera politica si può annoverare l’aver appoggiato la decisione di Robert di far assassinare Daenerys, l’aver abbandonato Ned nel momento del bisogno e l’essersi fatto radere il petto (crimine ancor più grave del tradimento).

Consci che questo dubbio non otterrà mai una risposta, torniamo a Grande Inverno per assistere alla lenta ma inesorabile trasformazione di Ramsay in un Kattivo Sue fatto e finito. Le prime avvisaglie si hanno con i cambiamenti apparentemente irrilevanti apportati alla famiglia Bolton. Il caso più emblematico è quello di Roose, anche perché Walda sarà comparsa in scena sì e no per venti secondi in totale.

Roose nei libri: Ramsay, sei tonto come un mulo e due volte più brutto. Se Domeric fosse ancora vivo, avrei già foderato il divano in soggiorno con la tua pelle. Sfortunatamente, il mio figlio legittimo era furbo come uno Stark e, per buona misura, hai pensato bene di farlo fuori. Aspetta solo che Walda mi dia un erede. Provo più simpatia per le sanguisughe che per te. Almeno prova a non sembrare appena uscito da un carcere di massima sicurezza. E impara un po’ di strategia, se non vuoi che i nostri nemici ci facciano un culo come un capanno.

Roose nella serie TV: Ramsay bell’e papà, anche se sono un po’ duro con te, lo faccio solo perché ti lovvo tanto. Certo, continua pure a scorticare la gente a piacere; io mi limiterò a darti qualche schiaffetto sulle mani di tanto in tanto. Sei così belloccio che, anche se non hai avuto il tempo materiale di guidare della gente in battaglia, voglio che tu mi aiuti ad affrontare l’armata di Stannis. Pensa che culo, hanno anche tolto Domeric di mezzo, perché non sia mai che qualcuno possa avercela con te.

Con la benedizione di papino, Sansa e Ramsay si sposano. E arriva la fatidica notte di nozze.

Non ho intenzione di soffermarmi sull’evento in sé: era inevitabile che Ramsay avesse questo in mente e, nei libri, a Jeyne Poole non va certo meglio. Quello che rende questa scena orribilmente gratuita, oltre al fatto che qualcuno abbia pensato che ci fosse ancora bisogno di umiliare Sansa e di mostrare quanto Ramsay sia depravato (c’è un punto oltre il quale la crudeltà diventa un ridicolo pleonasmo, e Ramsay ci era già arrivato vicino nella terza stagione), è il fatto che, almeno nella serie, questo sviluppo degli eventi si sarebbe potuto evitare. Nello stesso episodio, infatti, Ditocorto raggiunge Approdo del Re per comunicare a Cersei che Sansa si trova a Grande Inverno e promette di riconquistare il Nord con le armate della Valle, a patto di essere nominato Guardiano del Nord. Ora, siccome i Lannister vogliono la testa di Sansa e Petyr non è certamente intenzionato a permettere che ciò accada, è logico pensare che si solo in cerca di un pretesto per attaccare i Bolton e conquistare il Nord. Ma allora, e mi ripeto, perché non lasciare che Stannis e i Bolton si massacrino a vicenda prima di portare Sansa al Nord? Oppure, siccome i Lannister sono prossimi al tracollo e Petyr lo sa bene, perché non usare Sansa per unire le casate del Nord contro i Bolton? Ma soprattutto, perché lasciare la tua pedina più importante nelle mani di uno psicolabile del quale, non fa male ripeterlo, non sai una ceppa?

Perché gli ascolti valgon bene uno stupro, ecco perché. E poi guai a togliere spazio a Ramsue e alla Psicotica Inutile, ormai trasformati in grotteschi emuli di Joker e Harley Quinn, solo per nulla divertenti.

Per aggiungere la beffa al danno, vale la pena notare la velocità con la quale Ditocorto si sposta da una parte all’altra di Westeros, neanche usasse i suoi postriboli come hangar per dei jet privati. Manca solo che commenti con “Cersei, fai ballare l’occhio sul tic: da Grande Inverno ad Approdo del Re, 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing!”.

Nel mentre, Daenerys decide di rendere giustizia a Ser Barristan nel modo più logico e razionale possibile: facendo arrostire un nobile prigioniero a caso dai suoi draghi e minacciando Hizdahr di fargli fare la stessa fine. Poi cambia idea e lo obbliga a sposarla. La differenza sostanziale rispetto a quello che è successo a Sansa (e meno male che questa differenza c’è) è che almeno Daenerys non intende forzare Hizdahr a consumare il matrimonio. Si limiterà a piazzargli in testa un palco di corna da far invidia allo stemma dei Baratheon.

Torniamo a Dorne, dove il dinamico duo riesce finalmente a raggiungere i Giardini dell’Acqua. Jaime si rende conto che Myrcella corre un grave pericolo a star vicina a quel giovane bellimbusto di Trystane e cerca di portarla via, solo per essere interrotto da un raid delle Serpi. Il tutto in pieno giorno. In un posto pieno di guardie.

[youtube:https://youtu.be/E4HlWzVvR7s%5D

Siamo sicuri che il titolo dell’episodio non sia Mega Lannister vs. Giant Snakes?

Al termine di questa… cosa, le guardie circondano la congrega di disgraziati. Sconvolte dal non essere riuscite a spaventare le guardie con le loro ciarle, le Serpi si arrendono immediatamente. Mugugnando un “li mortacci”, Bronn e Jaime fanno lo stesso. In prigione, Tyene inizia a denudarsi per far salire la pressione (e anche altro) di Bronn. Mancava solo che il mercenario facesse la linguina da infoiato come Fantozzi e si sarebbe arrivati all’estasi mistica del trash. Già sentivo in lontananza gli angeli che intonavano Skatman’s World con le trombe.

Ma quello di Tyene non è altro che un piano malfaccio per far sì che il veleno entrato in circolo in seguito ad un piccolo taglio faccia effetto sul povero Bronn più velocemente. Non che la cosa mi dispiacesse particolarmente: dopo cinque stagioni a far da spalla comica per Tyrion e poi per Jaime, e sempre con battute di bassa lega, Bronn aveva ormai l’utilità della crema solare a gennaio e, a prescindere da questo, il suo assassinio sarebbe stato il primo gesto con un minimo di pianificazione da parte delle serpentine.

Il tempo di pensare questa cosa ed ecco che Tyene, un po’ per celia e un po’ per non (far) morire, si pente e somministra a Bronn l’antidoto giusto in tempo. Avventura, comicità, azione e un nuovo amore! Cos’altro può offrire la storyline di Dorne a questo punto?

Ellaria, hai mai pensato di sostituire le Serpi con il tuo parrucchiere? Qualcosa mi dice che sia più propenso alla crudeltà.

A questo punto potreste chiedervi perché io abbia continuato a guardare una serie che si stava trasformando sempre più rapidamente in un disastro ferroviario. Il motivo è semplice: avevo il sentore che questa ficcy glorificata non avesse ancora toccato il fondo e che riservasse i momenti peggiori per gli episodi finali.

Ah, quanto è orribile avere sempre ragione.

Anche se l’episodio di Aspra Dimora aveva risollevato almeno in parte le mie speranze, temevo fortemente per la nona puntata. Avevo già messo in conto che almeno un personaggio importante ci avrebbe lasciato le penne, e così è stato.

Cosa accade? Ramsue e un manipolo di venti uomini decidono di sabotare l’armata di Stannis distruggendone le provviste. Tuttavia Stannis è uno degli strateghi più esperti di Westeros e prende facilmente Ramsue in contropiede. Melisandre organizza un bel falò per il Capodanno e sono tutti contenti.

Questo se la serie seguisse ancora i dettami della logica. Siccome però il prezioso Ramsue deve sempre averla vinta, lui e i suoi allegri compari riescono tranquillamente a distruggere le provviste di Stannis senza che nessuno se ne accorga. Quel che è peggio, la scena non ci viene neanche mostrata. Forse, però, è un bene: se nella quarta stagione Ramsue aveva messo in fuga Yara Greyjoy e i migliori assassini delle Isole di Ferro senza indossare neanche un’armatura, c’era il rischio di vederlo girare per il campo di Stannis con le chiappe al vento a stordire le guardie a colpi di batacchio.

Koba, il catino! Muoviti!

Senza provviste e con la neve che blocca i movimenti delle sue truppe, Stannis si trova in grave difficoltà. Ricordiamo che, sotto il suo comando, cinquecento soldati resistettero per un anno intero a Capo Tempesta nonostante la fame e l’assedio continuo, e che per un assedio del genere è sempre necessario avere dei piani di riserva. Nei libri è dedicato molto più spazio al suo lavoro strategico. Qui, invece, decide di rimandare Davos al Castello Nero per chiedere delle provviste (ma non erano bloccati dalla neve?) e lascia che Melisandre bruci Shireen, l’unica erede legittima della casa Baratheon.

“Mel, non potremmo provare con le sanguisughe?”
“No.”
“Ma con tre sanguisughe abbiamo ammazzato due usurpatori, e Balon non è che se la passi benissimo…”
“No.”
“Non potresti portarti a letto un soldato per generare un’altra ombra e fare Roose Bolton allo spiedo?”
“Stannis, per quanto la prospettiva mi attizzi, devo dire di no.”
“Ma perché?”
“Perché devi farti odiare.”
“Giusto.”

E così anche la povera Shireen cade vittima di una pessima sceneggiatura. Almeno le circostanze che avevano portato alla morte di Ned e alle Nozze Rosse avevano una loro coerenza, erano stabili dal punto di vista logico e narrativo. Ora, invece, si è passati alle morti insensate volte solo a scioccare. Inoltre l’intera caratterizzazione di Stannis va allegramente a farsi arrostire sulla pira assieme a Shireen; una scelta più che voluta dai realizzatori, i quali in un’intervista (un po’ l’equivalente delle note dell’autore alla fine del capitolo) hanno dichiarato che Stannis è spinto dall’ambizione.

Koba, usa i pattini a rotelle! Velocizza il cambio dei catini! Siamo in piena emergenza!
… toh, il pandoro del ’95.

Fra un OOC e un altro, Daenerys e la sua corte (alla quale si è aggiunto anche Tyrion, giusto per fugare qualsiasi dubbio su chi sia destinato a conquistare il Trono di Spade) si apprestano ad assistere alla riapertura dei giochi gladiatori di Meereen. Siccome anche ad Essos la sicurezza sembra essere un optional, nessuno nota che i Figli dell’Arpia si sono infiltrati nell’intero anfiteatro (e dire che non sono difficili da notare) finché uno di questi non cerca di uccidere la regina. Nel tumulto che segue, grazie anche all’inutilità di Daario, il povero Hizdahr ci lascia le penne. Dopo aver visto il padre crocefisso senza prove di colpevolezza, essere schernito dal concilio della platinata, chiuso in prigione, minacciato di morte e costretto a sposare la causa di tutti i suoi problemi, era più che giusto che la sua parabola esistenziale si chiudesse al grido di “Hizdahr infame, per te solo lame!”.

Addio, Hizdahr. Ci mancherai. Ti ricorderemo come l’ultimo uomo ragionevole rimasto a Meereen, costantemente umiliato e costretto ad assistere impotente a decisioni insensate e dannose per tutti. Un po’ come noi spettatori di Game of Thrones.

Messe alle strette, Daenerys e Missandei decidono di affrontare la morte con dignità, si tengono per mano, chiudono gli occhi e… improvvisamente arriva Drogon, probabilmente evocato dal Potereh dell’Ammòreh. Invece di spargere morte e distruzione sugli spettatori e di bruciare i capelli di Daenerys, come accade nel libro, il draghetto ribelle si limita ad arrostire qualche Figlio dell’Arpia e poi porta in salvo la mammina, quest’ultima ancora con tutti i capelli al proprio posto (oltre che immobili nonostante le correnti che il volo di Drogon dovrebbe provocare, ma questo è un problema secondario).

E arriviamo così al finale di stagione. Secondo i nostri ricercatori, con questo episodio il maltrattamento ficcynaro subito da Stannis raggiunge l’undicesimo grado della scala PP (Pansy Parkinson): nel giro di un paio di scene, Lady Macbeth Selyse s’impicca in preda al rimorso per aver lasciato che sacrificassero Shireen (dopo tre stagioni passate a maltrattarla, mi sembra giusto un attimino forzato), Melisandre scappa per tornare al Castello Nero in un tempo da record, la cavalleria diserta di punto in bianco (anche se Melisandre, per qualche motivo, ha ancora un cavallo) e l’esercito, che era inizialmente formato da diecimila soldati esperti (meno i 250 disertori del settimo episodio e i 2-3 morti mentre asfaltavano i Bruti), si ritrova improvvisamente ridotto ad una masnada di questo livello:

[youtube:https://youtu.be/0uqOCMsCjdE%5D

E Davos gli ha pure cancellato per sbaglio gli episodi de La signora in giallo dall’hard-disk. Ma è bello essere arrivati a Grande Inverno, vero, padron Stannis?

Nonostante la caterva di sfighe, Stannis non si dà per vinto. Raduna i soldati rimasti (tutta fanteria, fra l’altro, neanche un arciere), squadra le truppe dei Bolton, sfodera la spada e… nel giro di cinque secondi, viene sconfitto. Wow. Much action, very climax.

Ma aspettate, c’è di più! Costretto alla ritirata, riesce a uccidere almeno due soldati nemici prima di accasciarsi, ferito e sfinito, contro un albero. E qui viene raggiunto da Brienne, la quale preferisce vendicare Renly (e aridaje con ‘sta storia del “legittimo re”) che aiutare Sansa a fuggire, pur avendo giurato di proteggere quest’ultima a qualsiasi costo. Ormai sfinito, più per la marea di boiate che per la battaglia, Stannis dice le sue ultime parole (traducibili come “A poraccia, ripijate”), Brienne sfodera la spada e… cambio di scena.

Intanto Sansa, che era riuscita a sottrarre un piccolo strumento di tortura, si decide a usarlo per aprire la serratura della camera nella quale è imprigionata… e poi lo lascia cadere invece di tenerlo come arma. Sansa, ma devi ricordarti di essere una Stark sempre nei momenti meno opportuni?

Il suo tentativo di fuga viene interrotto dalla Psicotica Inutile, la quale per fortuna viene scaraventata giù dalla balaustra da un Reek non più Reek (almeno si spera). Pur di non sopportare ancora le sevizie e la suosità di Ramsue, che nel frattempo sta facendo lo splendido sul campo di battaglia senza aver riportato neanche un graffio, i due decidono di tentare il tutto per tutto. Sperando che la neve attutisca la loro caduta, si gettano nel vuoto e… cambio di scena.

Daenerys e Drogon atterrano lontano da Meereen e vengono raggiunti da dei guerrieri Dothraki… cambio di scena.

Per aver ucciso Meryn Trant (per il quale c’era assolutamente bisogno di una scena da pedofilo, il pubblico già non lo odiava abbastanza) al posto di un altro uomo, Arya, dopo una scena che sembra presa da Shriek – Hai impegni per venerdì 17?, perde la vista e… cambio di scena.

Jaime e Bronn vengono finalmente liberati e le Serpi sembrano riconciliarsi con Doran. Ellaria addirittura dà un bacio d’addio a Myrcella prima che questa parta per Approdo del Re assieme a Trystane. Poco dopo, mentre è in viaggio, la ragazza inizia a perdere sangue dal naso a causa del veleno che Ellaria le ha passato con un bacio. Quanto sei trasgry, Ellaria. Peccato che tu ti sia dimenticata che adesso Trystane è nelle mani dei Lannister e che la nave potrebbe tranquillamente tornare indietro, se non in tempo per trovare un antidoto, almeno per convincere Doran a condannare a morte Ellaria e le Serpi. Però cioè, Myrcella è l’emblema dei Lannister. Cioè, zio, se non la avveleni sei un coglione.

Ah, già, c’è un altro cambio di scena. Sembra di essere sulle montagne russe. Almeno, la sensazione del vomito incombente è quella.

Penso che ci si possa fermare qui. Sono onestamente sconvolto dal modo in cui questa serie, che pure era sopravvissuta ad alcuni cambiamenti discutibili nella stagioni precedenti, sia deragliata nel giro di così pochi episodi. Le soluzioni escogitate non sono solo infime, sono controproducenti. Intere sottotrame sono state distrutte o stravolte, e viene spontaneo chiedersi cosa succederà nella sesta stagione. Probabilmente lunghi, interminabili scambi di battutine sarcastiche fra Tyrion, Varys (che è il minore dei mali) e Daario (che invece è il peggiore), scenette di Ramsue che dà la caccia a Sansa e Theon correndo a culo nudo nei boschi ed Ellaria con un mullet o una cresta da mohicano.

Avevo pensato di continuare a seguire la serie anche solo per deriderla, ma il travaso di bile provocatomi da questi ultimi episodi mi hanno spinto a rivedere la mia decisione. Vorrei però chiudere in bellezza con quella che considero la scena madre della stagione, quel momento che è riuscito a incapsulare perfettamente lo Zeitgeist di questi dieci episodi.

[youtube:https://youtu.be/Sggmx8vysoc%5D

I catini per gli ospiti sono in fondo a destra.