Archivio delle Categorie: vif

The Phantom of the Opera: Mary Sue never dies

Carissimi giacobini e carissime giacobine, balocchi difettosi quindi privi di una vita sessuale soddisfacente, credevate forse che vi avessi dimenticato?

Lo so, suona come una minaccia.Cosa che in effetti è. Ma il mondo della ficcyna non è mai dolce e non potevo starne lontana; specie quando i miei odiosi occhietti di inutile donna sono tornati a posarsi su un fandom che in Italia si era sempre preservato, nei limiti del possibile. Dopo la nostra Ire, sono dovuta accorrere io al capezzale del Maestro, lasciando ovviamente a casa qualsiasi derivato dal cacao ed evitando di azzardare il minimo cenno a come lui starebbe bene in un completo Armani. Ovviamente, non ho trovato uno straccio di linea metropolitana che mi conducesse in un lampo a Parigi e questo m’irrita alquanto.

Ci sarebbe da benedire il fatto che Gerard Butler, attore scozzese reso celebre con 300 e in rapida ascesa, non sia un giovinetto di primo pelo come fu Orlando Bloom ai tempi di Legolas ma gli ormoni sono ormoni, le Vestali sono Vestali e l’Italia sportiva ci ha deluso alle Olimpiadi. Questi ultime tre asserzioni hanno profonde basi scientifiche e dal momento che è stato appurato quanto qui siamo maleducati e malvagi, le impongo comunque perché la parola crudeltà è quella che di gran lungo preferisco.

Ma prima d’iniziare, le coordinate spazio-temporali per accedere alla Dimora sul Lago!

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=226596&i=1

L’autrice è Nydrali.

Siamo ormai in autunno e pare che tra meno di un anno vedremo la nascita di un nuovo musical sul nostro adorato Maestro; so che la cosa irriterà non poco il fandom perché questo significherà porre fine a un’ epoca di tormentoni, di mode ripescate, di glitter sparsi su cose palesemente viste, riviste e già ampiamente digerite.

Solo un assioma non potrà mai venir abbandonato: l’osservazione delle Mary Sue. Perché le Mary Sue sono eterne, con teorie certe come il teorema di Pitagora applicato alla ficcyna.

Un rapido ripasso?Lo so che scuole e università sono ampiamente iniziate, ma voglio verificare che siate sempre ben preparati.Diamo quindi il via alla prima lezione del Nuovo Anno Accademico di noi Giacobini!Prego signori e signore, prendete posto nei banchi.E no, non fate caso a quei simpatici signori dietro di voi.

Sì.

Lo so.

Sono armati. E hanno sprangato le porte. Ma è per rendervi più partecipi e attenti qui…non avrete pensato male? *Arwen sfoggia un sorriso che rasenta il ghigno mefistofelico.Ma facciamo finta di nulla*

Cosa deve avere una Merisù per essere degna del titolo che spetta solo alle più fulgide rappresentanti?Andiamo a esplorare i vari teoremi.

Teorema "namber uan":

I feeenomenali poteri cosmici. Andiamo a dimostrarlo:

« Schiocco le dita ed ottengo l’obbedienza d’eserciti interi,(considerata l’epoca storica, stiamo parlando dell’Imperatore d’Austria!) zittisco papi e vescovi con un’inarcar di ciglio(i papi ringraziano.Pensavano di essere uno solo), mi tiro dietro come cagnolini ammaestrati re ed imperatori, gestisco complicati balletti fra nazioni nemiche… e non riesco a farti uscire dalla mia stanza! Subito! ».

Siamo di fronte alla presenza di fenomenali attitudini, rendiamocene conto!Ma il dilemma si spalanca assieme a tale dispiegamento di forze. La nostra impavida protagonista è niente meno che la "Mano di Dio" (no, non è una mia licenza poetica, giuro!) e nulla c’entrano certi inquietanti cacciatori di vampiri dal grande cappello e un film che è una perla di comicità involontaria.

Eccoci di fronte all’apparizione mirabolante della nostra amata fanciulla. Ovviamente, siamo a Parigi.Altrettanto ovviamente, è trascorso un lasso di tempo ragionevole dalla fine degli avvenimenti visti nel film "The Phantom of the Opera". Il fatto che tale film e musical siano chiaramente frutto di fantasia mescolata a storia- il 1870 non fu un anno annoverato per la Pace e la calma, in Francia…- dovrebbe rasserenarci, eppure qualcosa stona.

Chissaràmmai questa ragazza in grado simili prodezze?La figlia di Napoleone III? L’Imperatrice Eugenia moglie di suddetto Imperatore?

E’ ora di passare al…

Teorema "namber tù"

-Un lignaggio che faccia sparire dalla faccia della terra qualsiasi altro personaggio previsto nel Canon ufficiale. Il che ci porta a chiedere perché mai si azzardino anche solo ad esistere, questi personaggi originali così poco trendy, così poco fighi.

Ma fosse così, dovremmo già sbaraccare tutto e andarcene a casa. Perché la Comune spazzò via la monarchia imperiale restaurata dei Bonaparte e i nobili per un certo periodo non furono ben visti a Parigi. Ma allora, chi può far tacere papi, dire a uno chi sposare, all’altro chi alleare chi?

Un’esponente dell’illustre famiglia dei Lorena, un tempo ramo imparentato con gli Asburgo, la cui ultima rappresentante col rango di regina fu ghigliottinata. Tocchiamo ferro e proseguiamo.

I Lorena, dopo la perdita del principato con lo stesso nome hanno guadagnato il Granducato di Toscana ma non sono certo tra le famiglie più illustri del continente europeo di allora.

Queste cose però sono quinsquiglie, nel mondo della ficcina.E io che cerco sempre di dar loro un senso…

Non è questo il luogo per aprire una disquisizione su alberi genealogici di Famiglie Reali; i Lorena non esistettero più come unica discendenza dal 1700; finirono con l’amalgamarsi attraverso matrimoni ed alleanze ad altre famiglie e finirono con…lo sparire.

Tragico eh?

Incredibile vero?

Wikipedia lo dice!E noi amiamo Wiki cara, anzi, siamo addirittura suo servi.Almeno, così ci dissero…e pondero di mettere su Wiki anche questi interessanti teoremi, a uso e consumo delle Vestali.Ecco gli ultimi due!

-Un aspetto fisico che riassuma quanto di più bbono ci sia al mondo ma che abbia qua e là dei difetti che renderanno sicuramente tanto simpatica questa ragazzaal lettore.

-Un carattere dispotico, fiero, che però sarà capace di svelarsi in tutta la sua dolcezza nascosta causa genitori infami/traumi spicologici subiti da bambina/altri evvenimenti che però l’autore non sempre spiegherà perché ci devono apparire ovvi.

Finito il ripasso propedeutico, avventuriamoci adesso all’atto pratico e vediamo applicata tale formula a un fandom che, come ho detto poche righe sopra, in Italia ha relativamente attecchito.

Se poi volete farvi male e andare a fare un giro su fanfiction.net per voi è solo un sadico diversivo, fate pure.Non sapete a cosa andate incontro e là le botole in cui incappare sono molte di più che nel nostro sempre più scalcinato Stivale. Vi ho avvertito, quindi ora procedo alla verifica con metodo scientifico di quanto ho prima affermato: anche se, pare, nemmeno così siamo sicuri di scansare accuse di crudeltà mentale, sovradimensionamento dell’io a discapito di poveri autori in erba che trucidiamo nelle notti di luna piena.

Per farvi capire meglio chi abbiamo davanti, vi porgo altri passi significativi.

« Non fa così freddo », commentò Francesca, ignorando deliberatamente la sua osservazione circa il disperato strabismo del vescovo.

« Oh, to’, un pinguino! », esclamò Eleonora di rimando, fingendo d’indicare qualcosa fuori dal finestrino.

Sì, l’umorismo mordace di questa frase è davvero sublime.

Avrete sicuramente notato che nei passi citati non vi sono errori grammaticali, la struttura è scorrevole, la scelta dei termini e le battute a volte strappano un sorriso. Perché allora tanto accanimento?

Sarà che odio le sviste.Sarà che non sopporto un personaggio originale buttato subito al centro della storia senza un perché, un come, un quando. Voglio una spiegazione e vorrei, per una volta, non dovermi annoiare di fronte all’ennesima presentazione di qualcuno che sicuramente riuscirà a redimere un personaggio contorto come il Fantasma dell’Opera nel giro di pochi capitoli. E’ un insulto, credo, verso il canon originale e un appiattimento insopportabile che ormai puzza di visto e rivisto. Perché è avvilente essere al secondo capitolo della storia e intuire già come andrà avanti.

Eleonora Matilde Lorena parla come uno scaricatore di porto, ma rende l’Arcivescovo di Notre Dame inerme e assolutamente succube. E’ dispotica e tagliente nel parlare, viziata e ostinata.

Ci viene ribattutto questo concetto ogni riga e a ogni punto. La noia subentra al secondo paragrafo, insieme all’insofferenza per un personaggio che si smonta da solo.Basta una ricerca su Wikipedia e un passaggio come: Il lungo abito azzurro ghiaccio le conferiva una maestà algida, lontana, intoccabile, nemmeno fosse una dea del nord giunta a farsi rimirare dai comuni mortali. L’arcivescovo di Notre Dame – che a mala pena aveva chinato il capo di fronte a Sua Santità il papa – di colpo ebbe l’urgenza di inchinarsi, di piegare ginocchia e schiena di fronte a quella creatura di pura superbia e grandezza, imponente e magnifica come nessuna imperatrice o regina era mai stata nella storia dell’umanità mi suona un tantino esagerato.

Specie considerato il fatto che circa un decennio prima, era nato il Regno d’Italia, era stata aperta la breccia a Porta Pia e tutta una serie di altri simpatici fatti che sono noti a pochi eletti col nome di Risorgimento.

Possiamo tranquillamente passare oltre l’ennesimo sfoggio di bellezza, grandezza, nobiltà austera ma teniamo a mente come Eleonora ci è stata subito presentata. Un raro caso di doppia personalità?

E quale delle due prende il sopravvento quando, di punto in bianco, apprendiamo che questa Altezza Reale vuole acquistare l’intera, distrutta Opèra Populaire? Così, la notizia ci viene sbattuta in faccia in questa maniera. E il lettore deve digerirla, magari non avendo mai visto il film in questione o sentito il musical da cui è nato. E c’è chi nei commenti confessa candidamente queste lacune…ma la storia è "beeeeelaaaaa" e bisogna "continuarlaaa!!!!"

Ed è così che l’elemento "mostro sputato dall’Inferno che ha incendiato un intero teatro" salta nella storia. Se per Eleonora si sono spese parole su parole, il fatto che lei compri teatri e musei e ora voglia l’Opèra è liquidato con due.

Maestro, essenzialmente, lei che ci sta a fare qui?

A parte l’avere ora questa fobia insulsa per qualsiasi cosa contenente la cioccolata, intendo!

Il punto è questo, giacobini e giacobine, lurker e simpatizzanti, Vestali e loro difensori. Non mi rassegno a questo ripetersi di cliché che dopo un po’ generano da soli ironia e frecciate; spunti notevoli si perdono in un marasma di cose già scritte e diventate a torto famose. E’ un grido da idealista il mio, questa volta. Smonterò ancora questa storia ma non sarò per questo soddisfatta.

Preparatevi a prossimi, mirabolanti eventi assolutamente imprevedibili.

Perché ovviamente nessuno di voi si aspetterà davvero l’acquisto di un teatro semidistrutto, una visita a tali ruderi e poi un’ulteriore ritorno perché così si ha il motivo per far sbucare un’ombra sospetta dal palco distrutto…vero?

 

 

Anche le VIF piangono.

Bentrovati a voi, cari Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero.
L’opera che oggi ci troviamo a smembrare famelici non è una fycci qualunque.
No!
Questa fan fiction è arrivata seconda al concorso indetto su Endless Field da Izumi e Melantò.
Capito?
Questa è una Very Important Fycci, e va trattata col rispetto che merita.
La sfida, di eos75.
Consiglio a minori, cardiopatici, donne gravide, epilettici, ipocondriaci, ambliopi e a tutti coloro che hanno almeno un unghio incarnito di astenersi dalla lettura, ché qui ci si va (o viene, a seconda delle prospettive) dentro di brutto.
 
Tra lenzuola devastate, spazi esigui e sospiri assordanti e rochi, spiccano gli addominali contratti ed i capezzoli turgidi di Genzo Wakabayashi. Sì: il Benji Price della nostra infanzia.
Grazie al cielo, questa volta i duri allenamenti di Quidditch non c’entrano.
C’entra, invece, e non solo in senso figurato, l’oggetto della passione del portiere-dal-cappellino-perennemente-appiccicato-sulla-testa: Kojiro Hyuga, per gli amici Mark Landers. Lo sciupafemmine, sciupamaschi-che-però-per-me-è-la-prima-volta-non-l’ho-mai-fatto-con-un-uomo e sciupaemo del Sol Levante. Il Dean Winchester dagli occhi a mandorla e dalla pelle ambrata (e no, non chiedetermi come fa uno con gli occhi a mandorla ad essere più abbronzato di Briatore pure in pieno inverno).
Dopo aver esplorato le solite cavità che gli esperti del meraviglioso mondo dello slash ben conoscono, Kojiro lascia la calda alcova grondante umori, si riveste e se ne va, lasciando Genzo-Sue solo con i suoi pensieri, con un labbro sanguinante, lo stampo netto di un mozzico sulla clavicola e simpatici graffi sulla schiena.
When the moon hits your eye like a big pizza pie,that’s amore!
Il che è un peccato, perché Genzo-Sue viene descritto come Gerard Butler in “300”: spalle larghe, braccia muscolose sulle quali spiccavano qua e là lividi dovuti a cadute e pallonate, pettorali ampi, perfettamente delineati, addominali scolpiti, linea dei fianchi stretta, che scendeva morbidamente cesellata fino all’inguine.
Mancano le chiappette di marmo, ma gliele aggiungo io: qui a Fastidious non si bada a spese!
E l’albero a cui Genzo, sotto il getto freddo della doccia, tende la pargoletta mano (grande ma ben fatta, ruvida per il continuo e violento contatto con quei palloni che arrivavano con potenza bruciante nella sua presa ferma) NON è il verde melograno, ma tutt’altro tipo di arbusto. Arbusto che, nonostante ne abbia passate parecchie, è ancora allegro e pimpante.
Era stanco, spossato, svuotato (e te credo), ma non aveva il coraggio di rientrare tra quelle coltri (c’è chi dorme tra le lenzuola, chi tra le coltri), di risentire quell’ odore di animale selvatico che altrimenti gli avrebbe tormentato il sonno (…). Che Hyuga non si lavasse, diciamocelo, non era esattamente un mistero.
La mente era sgombra ora, nuovamente fredda ed analitica, come quando ogni giorno si poneva solido tra i pali della porta (il problema è la notte, quando è il palo a porsi solido in lui) e si apprestava a ricevere le cannonate che invano tentavano di sfondare la sua impenetrabile difesa.
Cannonate.
Sfondare.
Impenetrabile.
No, dai.
Così è troppo facile.
E il tiro della Tigre che si spegneva, mite come un gattino, tra le sue braccia mi diventa a buon diritto il Manifesto del Furry. Come Klimt e la Secessione. Sì, da noi la cultura la si dà via come il pane. O come altro, secondo chi ci ama poco.
 
Come spiega il flashback, la passione esplode una placida sera di ritiro della Nazionale, sul grande prato verde dove nascono speranze, dove di giorno ci si allena e di notte si organizzano incontri clandestini di boxe, tra un pugno qui, un gancio là, respiri affannati sopra e corpi rotolanti e accaldati sotto, tra colpi di reni e un trionfo di forme possenti e ben tornite, il tutto condito da un odore morbido, quasi selvatico (E LAVATEVI, PERDIO!!) che scatena pensieri proibiti.
Dopo essersele suonate di santa ragione fino a ridursi più simili a panda (l’animale, non l’automobile) che ad esseri umani (per via delle orbite nere peste), i due decidono di raggiungere le rispettive camere. Ma no, eh no, non ne abbiamo avuto abbastanza. Furbo come una Panda (l’automobile, non l’animale), Genzo-Sue, con il cuore che aveva preso a battergli forte in petto ed in bocca la saliva che era diventata morbida (alzi la mano chi non ha la saliva dura, qui!), usa la classica battuta “Potrei pensare che sei innamorato di me!”.
E Hyuga, che non è un santo, che non è di legno e, soprattutto, non è un santo di legno, nell’ordine:
1.   - lo sbatte contro la porta
2.   - lo zittisce tappandogli la bocca con la sua (quando leggo questa espressione, mi chiedo sempre se alla fine l’aggressore esclami sorridendo “stappa un Crodino!”)
3.   - ?%$&&, @#!|£, €*§°#%$&£ e soprattutto ç°§=&%$£@#§!!!

Non c’era ombra di tenerezza tra loro.
Sì, diciamo che si era vagamente intuito.
Lo aveva già fatto con un uomo, non era una cosa nuova, nulla che lo scandalizzasse, nulla di cui vergognarsi. Era solo sesso.
Una sana scopamicizia, insomma.
Ma quello con cui lo stava facendo era Wakabayashi! L’odiato, detestato idiota borioso che non faceva che disprezzare da anni!
Va be’, scopinimicizia, è uguale!
Ed ora era lì, tra le sue braccia, caldo e voglioso come una gatta in calore.
Ve l’avevo detto che era furry!
 “Sei solo una lurida puttana.”
Non ho capito se è Kojiro a parlare a Genzo o qualche Vestale di passaggio a parlare a noi.
“Approfittane, Hyuga. (…) Questo è l’unico modo in cui hai la possibilità di penetrare la mia difesa…”
E vi avevo detto pure che era troppo facile…
Sesso.
Solo questo poteva sperare di avere da Hyuga, sesso e null’altro. (…)
Era impensabile chiedere amore.
Suvvia, sì che si può.
“Quanto prendi?”
Fatto!