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I centouno parenti immaginari di Severus

Quando piove, l’occupazione principale di una vecchia inacidita, resa ancora più acida dal maltempo, è scrivere recensioni. Più la storia è brutta e più siamo contente. E più siamo contente più sputiamo veleno. Ecco, in questo caso, sommando tutti gli addendi e considerando che piove, tira vento, la fan fiction è imbarazzante nel suo essere brutta e che sono al momento totalmente indisponente nei confronti dell'umanità, il risultato non può che essere lo sputazzamento di fiele da qui a Timbuctu. Poi non lamentatevi se in curva la macchina perde aderenza.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=791599&i=1 di IlarySnape dal titolo “Serpeverde  e Tassorosso?”

Ecco, il titolo magari avrebbe dovuto contenere un paio di segni di punteggiatura in più. Magari così: “Serpeverde… e Tassorosso??” o, ancora meglio: “SERPEVERDE E TASSOROSSOOOOO???!!!???!!!” O, se proprio vogliamo: “Questi non sono un Serpeverde e una Tassorosso ma due dementi presi da un romanzo di Liala (mi perdoni la Signora Liala) e trasportati a forza a Hogwarts, comunque li facciamo accoppiare e imparentare con mezzo mondo magico e vivere felici e contenti, yuppidu!”. Dite che è troppo lungo?

La coppia è Hannah Abbott/ Vincent Tiger. So già a cosa state pensando: lei sfigatina, invisibile, lui ingombrante e tonto, coppia interessante. Certo. Se ci fosse un minimo di assennatezza in tutta questa storia. Se tutto questo non fosse così delirante da farci pensare “minchia, questa non è una fan fiction, questa è una tortura medievale aggravata dalla presenza di un branco di chihuahua che abbaiano”. E’ vero che c’è l’avviso di OOC, ma ragazzi miei, qui siamo al limite del waterboarding.

Già l’avviso iniziale dà da pensare: Hannah è la figlia adottiva di Severus Piton. Perché? Boh. Bellatrix è la fidanzata di Severus Piton. Ariperchè? Ariboh. Insomma, in questa fan fiction gente a caso viene imparentata con Severus Piton. Vi interessa? C’è un posto libero per cugina di secondo grado da parte di mamma e per vecchio zio che canta l’inno nazionale coi rutti.

All’inizio della nostra storia, Hannah viene colta da un improvviso attacco di fame notturna e decide di visitare le cucine per rubacchiare qualche leccornia. Una volta entrata nel locale sente dei rumori e afferra la prima cosa che trova: un mestolo di legno.

Mi avvicinai verso le credenze e vidi un ragazzo girato di spalle intendo a mangiare un panino con la mortadella. Non avendolo riconosciuto, appena si girò gli diedi il mestolo in piena faccia.

Ora. Con un mestolo in mano, si suppone che tu abbia l’intenzione di darlo in testa a qualche malintenzionato. Tipo un maniaco omicida con l’impermeabile deciso ad approfittare di dolci verginelle (cosa che mi ricorda una vecchia fan fiction da me recensita in cui Piton… ma non divaghiamo). In questo caso tu, cara la mia demente di una Abbott, vedi che si tratta di un ragazzo. Vedi che si sta facendo bellamente gli affari suoi, nella fattispecie fai pure in tempo a notare che si tratta di un amante dei prodotti Bologna I.G.P, e che non è minimamente interessato a importunarti. Allora, per Diana, perché mai lo prendi a mestolate? Che ti ha fatto? Lui giustamente reagisce, ma non come noi tutti speravamo, cioè appendendola per i malleoli al primo gancio da macello disponibile.

«Aia! Ehi Tassofessa sei per caso impazzita?» Urlò per il dolore lui mentre gli usciva del sangue dal naso.«Adesso non si più più mangiare in santa pace?» «Oh santo Merlino, scusa Tiger! E comunque non sono una Tassofessa! Serpidiota!» Risposi mentre gli tamponavo il sangue.

Ah, insultalo anche. Già che ci sei chiedigli se sua madre e sua sorella praticano prezzi di favore sulla Tangenziale Nord.

«Stavo pensando di andare a vedere le stelle sulla torre di Astronomia. Vieni con me?» Mi chiese alzandosi. io annuii solamente e mi alzai

Ma gli ha appena dato una mestolata in faccia!

Ci appoggiammo alla ringhiera ed iniziammo ad osservare il cielo stellato. Fece comparire il telescopio magico con un polpo di bacchetta (poi ci mette un filo d’olio, una fetta di limone e lo serve in tavola accompagnato da un buon bianco)(…)inconsciamente lo baciai (del tipo: “Guarda là! SMACK! Oh per Giove, scusa, era il mio inconscio”).Lui rispose e ci fu un bacio casto, innocente e puro. Mi cinse per i fianchi e mi trasse a se abbracciandomi

 GLI HA APPENA DATO UNA MESTOLATA IN FACCIA!

Il bacio durò a lungo e appena le nostre labbra si staccarono lui mi guardò e mi bacio di nuovo ma questa volta il bacio fu tutt'altro che casto.

MESTOLATA! FACCIA! APPENA! Oh, basta, andate al diavolo.

Mai viste meno stelle di quella sera. I due infatti limonano duro per circa tre ore e un quarto (iscriviamoli al sollevamento pesi con la lingua alle prossime olimpiadi. Medaglia assicurata) e, quando albeggia, si separano, con la promessa di rivedersi a Pozioni di lì a qualche ora.

La Abbott segamentalizza (ma poi neanche tanto. Possiamo risparmiarci la fatica dell’introspezione) sul fatto che Tiger è un Serpeverde e quindi un nemico. Capirai. Io mi preoccuperei di più della dignità persa nell’averlo, ripetiamolo a futura memoria, colpito con un mestolo e poi slinguazzato per ore senza alcuna soluzione di continuità.

Dimenticavo di dirvi che Vincent è nel frattempo diventato un bel figone dagli occhi castano-verdi. Una strabiliante trasformazione nel giro di poco.

Da così

a così

 

Ditemi cos’ha preso, servirebbe a parecchia gente che conosco. Anche a me, a volerla dire tutta.

Nel secondo capitolo Tiger raggiunge i compagnucci di merenda in sala comune e poi via tutti a lezione da Piton (così, senza neanche fare colazione. A Hogwarts si segue la dieta a zona).

«Girate a pagina 394.» «Ehm.. Professore siamo a Pozioni non a Difesa Contro le Arti Oscure.» Gli studenti di Tassorosso risero ma noi Serpi restammo in silenzio.

L’esatto motivo per il quale ridono mi sfugge.

Il professore odiava essere interrotto e deriso.

A tutti gli altri docenti, invece, immagino piaccia da morire. “Hey, Mc Gonagall, certo che sei proprio un cesso!” E giù tutti a ridere, vecchia babbiona compresa.

Piton, da aquila qual è, si accorge subito delle occhiatine di intesa dei due piccioncini, e alla fine della lezione, come un buon padre di famiglia, dà un avvertimento a Tiger: “Se farai soffrire la mia dolce bambina ti spezzerò le gambine”. 

Trovate le cinque differenze.

Tiger e Hannah escono dall’aula e ne approfittano subito per un limone da record bacio appassionato. A cui Piton assiste. E sul quale non proferisce verbo. Ha appena minacciato di morte Tiger e nemmeno un’alzata di sopracciglio se subito dopo lo becca con sei metri di lingua in bocca a sua figlia? Altro che Vin Diesel, semmai Don Lurio.

Capitolo tre, e si sfiora l’acme tragicomico della storia. Tragicomico per noi, che a volte ridiamo e a volte piangiamo. Ma più spesso piangiamo.

I due passano ogni notte nella Stanza delle Necessità, eletta a boudoir, e, a quanto pare,

Tutti, studenti, quadri, professori e animali erano a conoscenza delle notti di fuoco nella Stanza Delle Necessità, tutti tranne Piton, che, se fosse venuto a conoscenza delle scappatelle della figlia con Tiger, gli sarebbe venuto un'infarto

A parte l’italiano scappato con i turchi, ma che, davero davero? Silente fa finta di niente? Ma cazz’è diventata Hogwarts, la Casa delle Delizie di Madame Sophie, due lire una sveltina, asciugamano e sapone compresi? E soprattutto: Piton in questa fan fiction ci fa poco poco la figura dell’ebete o è un’impressione solo mia?

Insomma, arriva il Natale e Hannah e Severus fanno lo stesso pensiero: passare la festività a casa, a Spinner’s End, a fare le cosacce coi rispettivi partner. Peccato che entrambi inventino una balla colossale: Hannah dice al padre che andrà da un’amica, Severus che partirà per nonsocheisola con la sua fidanzata. Che rimane sempre Bellatrix. Non dimentichiamocelo che è importante.

… No, non lo è. Scherzavo.

Insomma, destino vuole che alla fine si trovino tutti nella stessa dimora lo stesso giorno. Più o meno, la trama dell’ultimo Vacanze di Natale, Natale a Spinner’s End.

I due piccioncini, giunti a casa e sapendo che era libera iniziarono a spogliarsi già per le scale. Arrivata davanti alla porta della camera del padre di lei, completamente nudi, la aprirono e trovarono Piton vestito da Babbo Natale e Bella vestita da Befana intenta a leccare il membro del futuro marito. 

Ora.

Lo so, sono crudele.

Ve l’ho messa così, senza nemmeno un po’ di lubrificante preparazione.

Ma almeno ora lo sapete, no?

Dai, non mi vogliate male.

Va bene, proseguo.

Il CREDIBILISSIMO Piton, a questo punto rincorre il futuro genero (immagino con il viril membro al vento) per tutta la casa urlandogli “tu non scoperai mia figlia”. Certo. Prima rimettiti le mutande e poi ne parliamo.

Insomma, dopo un siparietto padre-figlia del tipo “tu mi hai mentito!” “no tu!” “No, prima tu!”, i quattro si mettono a tavola. Così, come niente fosse. C’è da sperare che il Credibile Padre Di Famiglia si sia a questo punto rivestito: immagino che lo sfregamento della sedia sugli attributi nudi sia poco piacevole.

Alla fine della cena (immaginate l’atmosfera di gioia e serenità), e dopo (ricordiamolo) che Piton ha, nell’ordine:

-Minacciato di morte Vincent;

- Rincorso lo stesso con il reale augello di fuori per tutta la casa urlandogli che non avrebbe scopato con sua figlia;

Bellatrix invita Tiger a restare a dormire nel letto di Hannah. Ah, la meravigliosa intesa dei due futuri sposi. E per tutta risposta il buon professore punta un coltello alla gola del ragazzo (le bacchette magiche a cosa servono in questa storia? A scaccolarsi?) con l’avvertimento a non mettere incinta Hannah. Ma un divano in questa casa per far dormire il povero ragazzo non ce l’hanno? E’ proprio necessaria questa promiscuità?

I due accolgono il suggerimento nemmeno troppo implicito della Fu Sig.ra Lestrange (nel senso che la Signora, nel leggere ciò è morta, risorta e rimorta), e ci danno dentro tutta la notte. Evvai!

Undici anni dopo.

I due psicopatici anziani si sono sposati e riprodotti, riversando la loro pazzia pure sulla scelta del nome del pargolo, Cygnus Severus Piton.

Cercate di soffocare le bestemmie, per favore, ci sono i bambini.

I due psicopatici giovani, invece, convivono. Vincent chiede ad Hannah di sposarlo e poi mostra segni di turbamento alla richiesta della fidanzata di dare la bella notizia ai due vecchi pazzi. Ne ha ben donde, dato che il figlio primogenito della felice coppia di scoppiati taglia le testoline degli orsacchiotti come hobby.

Insomma, alla notizia del matrimonio segue quella ancora più sconcertante della futura gravidanza di Hannah. Bellatrix stappa una bottiglia, il piccolo maniaco saltella e a Piton va per traverso il brodino. Più o meno.

Da qui, salto temporale vertiginoso: I due si sposano e Hannah partorisce. A giudicare dalla velocità della narrazione minimo minimo il pargolo viene espulso alla seconda spinta già lavato, pulito, pettinato e pronto per il college.

In un guizzo di originalità il marmocchio viene chiamato Vincent Severus. (Ricordate: nel dubbio, Severus è sempre il secondo nome migliore).

La storia si conclude con un mare di lacrime: quelle di Bellatrix e Vincent di gioia, quelle di Piton di disperazione. Le mie, di sollievo.

Certe volte me le vado a cercare.

Doverosi ringraziamenti: Ire e Bella resesi disponibili a betare, Skeight e Odiolarow per il betaggio. Tanto amore e tanta stima.

Inglourious Kaulitz Basterds

Giacobine di illustri casate, sanculotti dell’ultimo minuto, vandeane d’accatto e pazienti girondini, ben ritrovati!

Il precedente profluvio di epiteti storici non è senza un perché, anche se si potrebbe polemizzare sul percome: la ficcyna che oggi vengo a sottoporre alle vostre fameliche fauci è infatti di ambientazione storica; roba per gente colta, quindi, come voi Fastidious Readers siete senza dubbio.

Si tratta quindi di una storia storica; e meno male che non è destinata a rimanere nell’immaginario, altrimenti diventerebbe una storica storia storica. Ma non divaghiamo: si tratta di Ready, Set, Go, it’s time to run.., venuta alla luce dalla leggiadra penna (o tastiera) di dark483, e la potete trovare a questo link: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=403461&i=1.

Lo so, il titolo sembra suggerire sviluppi più sportivi che storici, ma abbiate pazienza, in fondo l’autrice, come lei stessa dice nell’avvertenza iniziale, non ha studiato il periodo storico in cui la ff è ambientata perciò le affermazioni che seguono potrebbero non essere attendibili al 100%. Non storcete il naso, cari lettori e lettrici, di fronte allo spettacolo di un racconto storico scritto senza conoscere la storia: pensate a quante ficcyne avete letto scritte in lingua italiana da vestali che non sanno l’italiano, e la cosa vi sembrerà quasi normale. Qui almeno non ci sono linguaggio sms ed errori ogni due parole. Un po’ di indulgenza, per Depp!

Però mi rendo conto che ancora non ho specificato di quale periodo storico stiamo parlando. Ce lo chiarisce subito l’introduzione alla storia stessa: Una storia romantica che nasce, ai tempi della seconda guerra mondiale, nei campi di concentramento.

E fu così che ogni possibile indulgenza andò a farsi benedire.

Cioè, no, seriamente: tra tutti i possibili periodi storici in cui si può ambientare una storia d’amore contrastata (perché di questo si tratta, come vedremo) proprio quello più delicato, e su cui occorrerebbe un minimo di preparazione? A quanto pare, sì.

Ora, come dico sempre io, mai giudicare troppo presto: magari, nonostante le premesse non siano delle migliori (a partire dal titolo: cosa c’entra con i lager?), l’autrice saprà trattare la materia storica con la delicatezza che merita.

Le speranze si incrinano quando si considera che la fan fiction è una real person sui Tokio Hotel, in cui Bill, come gli altri tre membri del gruppo, è un soldato come tanti altri. Tuttavia, visto che i quattro debosciati nella storia si occupano di eliminare gli ebrei e lavorano in un campo di concentramento, è più facile che si tratti di SS, visto che nei lager la Wermacht non aveva incarichi. Chissà come saranno felici questi poveri musicisti di essere accomunati all’esercito più efferato della storia europea, e per giunta dalle fan: non oso pensare se fossero detrattori…

Comunque, la presenza dei Tokio Hotel in questa ficcy è già il segno che la sensibilità storica ha comprato un biglietto di sola andata per Gotham City. Come si sa, i nazisti non hanno sterminato solo ebrei, slavi e rom, ma anche oppositori politici ed omosessuali. E d’accordo, nonostante le numerose ed autorevoli voci i Tokio Hotel gay non sono, ma ciò non toglie che è molto difficile che un uomo con questo aspetto

venga accettato dalle SS o da qualsivoglia gruppo armato della Germania nazista. Dovremmo magari immaginarci Bill Kaulitz con i capelli corti, o magari rasato a zero, struccato e senza tette ma con tutta la buona volontà non ci riesco.

Vabbe’, soprassediamo, e passiamo alla trama vera e propria. Protagonista di questa storia è Gretel, una ragazza tedesca che vive da sola da quando il padre se n’è andato, durante la di lei infanzia (e pensare che doveva accudirla e impararle tante cose! La grammatica, tra le altre) e la madre è morta di un male incurabile. Per dirla in una parola, è una Sue, e sono certo che non avreste mai indovinato se non ve lo avessi detto io. Ed è proprio la pu-pulzella a raccontarci il contesto storico della ff: Tre anni fa nel 1933 i Tedeschi hanno fatto la scelta più stupida che avrebbero potuto fare, votarono Hitler come cancelliere. E sin qua, ci siamo.

All’inizio sembrava solo avere attitudini strane ma mai nessuno avrebbe capito quello che la sua mente diabolica in realtà aveva partorito. Mah, diciamo che ben prima di prendere il potere aveva idee ben chiare (Mein Kampf), altro che “attitudini strane”… forse queste:

In pochi anni, un paese democratico come il nostro è diventato un regime soprannominato : il Terzo Reicht. Reich senza t, ma non impuntiamoci.

E al suo comando Hitler ha preso il nome di Fürher, ha attaccato la polonia e così era scoppiata la seconda guerra mondiale. A parte che non si capisce cosa abbia fatto di male la Polonia per meritarsi l’iniziale minuscola e i tempi verbali per essere mescolati a casaccio, se Gretel ha esordito con “tre anni fa” allora siamo nel 1936. Ma la Polonia viene invasa nel 1939. Quindi i casi sono tre:

1.   Gretel è una veggente;

2.   Gretel è stata la prima astronauta della storia e ha subito una serie di paradossi temporali;

3.   Gretel è vittima del primo errore storico di questa ficcyna.

Propendo per la terza ipotesi; ma in fondo si tratta di soli tre anni, cosa volete che sia successo di importante tra il 1936 e il 1939, a parte guerra di Spagna, occupazione dell’Albania, anschluss dell’Austria, conferenza di Monaco e occupazione della Cecoslovacchia? Bruscolini.

Ok, meglio non accanirsi. Il racconto di Gretel prosegue con una descrizione (semplicistica ma passabile) delle atrocità antisemite dei nazisti.

Qui finisce l’introduzione pseudo-storica, e torniamo in casa di Gretel, dove c’è un’altra persona.

No, non è Hansel.

Si tratta di Ester, ragazza ebrea, che si nasconde dalla sua amica Gretel dopo che la sua famiglia è stata catturata.

I soldati nazisti perquisiscono casa di Gretel, senza trovare nessuno, e una volta che se ne vanno Ester esce dal nascondiglio, depressa (e vorrei vedere), e l’amica per distrarla la invita a giocare: cominciamo a rincorrerci fra tutte le cose che poco prima [i soldati] hanno messo in disordine. E quando l’afferrò, ci buttiamo per terra senza fiato e ridiamo a crepapelle.

Fermiamoci un attimo. Tutte le testimonianze di chi si è nascosto in case private per sfuggire ai nazisti, dal Diario di Anna Frank a Maus, coincidono sotto un aspetto: gli ebrei nascosti avevano spazi ridottissimi e facevano il minor rumore possibile, evitando anche di avvicinarsi alle finestre per non farsi scorgere da altri, in quanto il rischio di essere denunciati dai vicini, per fanatismo, paura o avidità, era molto elevato. E queste due invece corrono e ridono?

Stando così le cose, non stupisce ciò che avviene nel capitolo successivo: Gretel va a fare delle compere, e quando torna trova la porta aperta e più nessuna traccia di Ester: è stata portata via. Stupisce invece che non venga arrestata anche Gretel, per aver nascosto degli ebrei, eventualità che era stata carezzata nel primo capitolo (se prendono lei prendono anche me, anche se sono tedesca). Ennesimo sfondone storico, a cui però Gretel decide di rimediare: per raggiungere l’amica e morire con lei, si cuce sui vestiti una stella di David e esce in strada, per farsi passare come ebrea e arrestare dai nazisti.

Sino a qui, se non fosse per gli errori storici e lo stile zoppicante, la trama in sé non sarebbe male (dalla regia mi fanno segno che non sono d’accordo, ma a volte mi piace essere indulgente): un dramma dell’amicizia con possibili risvolti interessanti. E quindi la domanda è: era proprio necessario mandare tutto in vacca inserendo i Tokio Hotel? (per esser chiari, l’effetto sarebbe stato lo stesso anche con Who, Pink Floyd, Queen o Radiohead, non è una questione di qualità musicale)

La narrazione si alterna tra Gretel e Bill. Quest’ultimo, insieme agli altri tre TH, lavora in un lager, ma odia il suo lavoro e non vuole uccidere, da cui uno stato di crisi permanente; Gustav sembra condividere il suo stato d’animo, mentre Tom e Georg si divertono un mondo (suppongo che ciò sia un riflesso della classifica di gradimento dell’autrice). Comunque, nonostante tutto, è proprio Bill a trovarsi di fronte Ester – la quale gli dice senza mezzi termini “ora sbrigati..uccidimi!” – e con qualche riluttanza la uccide, per trovarsi poi ovviamente pieno di rimorsi. Solo che, nelle sue amare riflessioni, appare anche questa: Ester…già, doveva chiamarsi così.

Me lo ha detto con un tono di speranza.

Come se io avrei dovuto salvarla da quel destino crudele.

Come, prego? Ester gli ha detto di sbrigarsi ad ucciderla, e lui ci vede la speranza?

Oltre che nazista, in questa ficcyna Bill Kaulitz è pure tonto (nel suo caso, probabilmente, SS sta per So Stupid!).

È proprio per non sparare sulla Croce Rossa che evito di far notare che l’arruolamento nelle SS era di natura volontaria, non obbligatoria come per l’esercito, e che pertanto se Bill si trovava a lavorare in un lager non poteva lamentarsi di esserci stato costretto, quindi i rimorsi sono a dir poco non credibili [toh, evitando di farlo notare, l’ho fatto notare…].

Ritorniamo alla storia. Mentre Bill è preda dei rimorsi per aver ucciso Ester, arriva il gruppo di deportati in cui si trova Gretel. Lui e lei ovviamente si scorgono a vicenda, si guardano a lungo. Come si suol dire, è amore a prima vista, per entrambi.

Un soldato mi sta portando da qualche parte.

Non so dove.

L’unica cosa a cui penso sono gli occhi di uno di loro.

Ma che dico.

Uno di noi.

Perchè io sono tedesca.

Eh, la forza dell’ammmoreh! Gretel si è finta ebrea per morire insieme all’amica, e basta uno sguardo per innamorarsi di un soldato, cioè uno di quelli che perseguitava l’amica (nel caso specifico, proprio dell’assassino). Adoro la coerenza. Ma Bill fa di meglio, inizia a correre istintivamente verso di lei. La scena va riportata per intero perché merita:

Sta correndo verso di me.

-LASCIALA!!-urla liberandomi-lei no!-

Lo osservo confusa.

Che vuole questo da me?

Mi abbraccia forte e mi accarezza i capelli.

Non so perchè ma, mi sento bene, benissimo.

Proprio il tipico stato d’animo di chi è appena stato portato in un lager, no?

Bill viene trascinato via da un generale, Gretel si sente un in colpa perché per quel gesto potrebbe essere condannato a morte. In effetti è proprio ciò che dovrebbe succedere, ma il generale, portato in disparte Bill, dice di non poterlo deferire e farlo uccidere. Il motivo? È suo nonno.

Non ho la forza di commentare questo coup de theatre, ma penso che potrete farlo benissimo voi in vece mia.

Negli ultimi due capitoli, i piccioncini passano la notte a pensarsi reciprocamente. Bill sente già che senza di lei non può andare avanti (a fare l’SS?), mentre a Gretel quel soldato tedesco […] l’ha colpita al cuore come mai nessuno ha fatto (“colpire al cuore” parlando di soldati, soprattutto in un lager, non è la metafora migliore…). La giovane si trova al di fuori di quello che potrebbe essere un dormitorio, perché ovviamente le prigioniere nei campi di concentramento potevano stare dove volevano loro, e viene raggiunta da un’altra internata, che intuisce i suoi problemi di cuore e le chiede di chi si tratti.

-è un soldato..Bill..si chiama Bill!-

-Quel Bill ..-

Com’è, tutti i prigionieri lo conoscono? Già, ma con quei capelli, figuriamoci se non si notava, in mezzo agli altri nazisti…

-l’ha fatto anche con una mia amica..poi l’ha uccisa- mente la misteriosa-non fidarti e toglietelo dalla testa!- e soddisfatta per averla ferita si alza e se ne va.

E certo, il campo di concentramento diventa teatro di diatribe amorose nemmeno fosse un college da telefilm americano. Infatti, “stupida” grida dentro di sè Gretel “ti eri illusa di nuovo? Vaffanculo Bill!!”, mentre dall’altra parte del campo Bill pensa “beh notte, Gretel” e sorride di nuovo, e su questo saluto si interrompe la storia sinora pubblicata. E direi che una buona notte sia la cosa migliore da darci anche di fronte a questa ficcyna.

Last minute: offertissime di settembre!

Dossier 0006: Azkaban Resort

Carissimi amici, pazienti e giacobini di merda buona sera.

Una bibita fresca?

Qui alla casa di cura regna la quiete assoluta, di ritorno dalle  terribili premiere di Harry Potter e il principe mezzo sangue abbiamo deciso di aumentare la dose di sedativi ai nostri cari pazienti.

Il fedele Brad, alla guida dello scuolabus che ha portato i ragazzi a destinazione, mi ha portato delle fotografie che mi hanno sconvolta: non avrebbero dovuto permettere a Ginny di giocare col rossetto rosso, ha già il complesso della squillo! D’altra parte la faccia di Draco e quella di Harry erano uno specchio della loro devastazione mentale.

Quindi, per riparare al danno, abbiamo deciso di portarli tutti a riprendersi in una S.p.a.: il prezzo vantaggioso e il pacchetto offerto mi hanno fatto scegliere l’Azkaban resort!

FRA CANTINE E TERME €. 150.00 a persona
Pacchetto week-end 3 gg / 2 notti comprensivo di:
* trattamento di Mezza Pensione * ingresso alle terme con possibilità di pacchetto “Relax sotto le stelle” * sabato cena tipica * domenica visita alle Cantine del Dis: degustazione vini con abbinamento di formaggi e salumi!

Determinante è stata la testimonianza di un caro amico (purtroppo passato a miglior vita) redatta dall’autrice Drachina nella sua opera più nuova http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=313246&i=1 , “La vera storia di Azkaban”.

Pronti?

Se temente danni celebrali permanenti niente paura: nelle vostre bibite è stato aggiunto GHB, domani mattina non ricorderete più nulla!

La nostra storia si svolge tra il secondo e il terzo anno, presumibilmente poco prima dell’evasione di Sirius Black.

Presto capirete il perché di quel gesto e no, Peter Minus non c’entra proprio niente: la colpa è di Tiziano Ferro.

Ma ci stiamo arrivando, non siate impazienti, prima è d’obbligo dare un occhio al meraviglioso stile adottato dall’autrice: il dialogo. Dialogo tra l’autrice e i personaggi, dialogo tra l’autrice e i lettori, dialogo tra l’autrice e i suoi amici!

Mica male, l’opera è già pronta per il teatro: è sempre bene pensare al futuro, per me siamo a un passo da Broadway. La colonna sonora è ovviamente ad opera di Tiziano Ferro.

Sirius Black si guardava intorno senza fare niente e senza sapere cosa diavolo fare. Stava per mettersi a dormire quando Dissy, il dissennatore di turno e un caro amico di Sirius, si avvicinò a lui con aria sospetta…

                    

Azkaban in realtà è un centro termale: le persone girano per la fortezza avvolte da nuvole di vapore(credevamo fosse il fiato gelido dei Dissennatori, invece sono esalazioni termali!) e non sanno cosa fare per ammazzare il tempo; menomale che ci sono i loro cari amici, i Dissy: massaggiatori pagati apposta per rendere il soggiorno piacevole. Non hanno un aspetto gradevole, ma si dice che le loro mani facciano i miracoli!

Tuttavia, se fossi una degli habitué diAzkaban, mi rivolgerei alla direzione visto che questi Dissy sono dei grandi villani: ma che modo di approcciarsi ai clienti è questo?

DISSY: Ehi Sir, guarda che ho trovato!

SIRIUS: E che cazzo è?

DISSY: Un mp3!

Sirius mette l’aggeggio alle orecchie e comincia ad ascoltare le canzoni tutto contento.

 Perché ad Hogwarts sono degli sfigati, diciamolo. Dai, questa storia che la tecnologia nei luoghi densi di magia non funziona…ad Azkaban sono avanti: hanno schermi al plasma 48”, impianti stereo che nemmeno l’ Alkatraz e si fanno i pop corn nei forni a microonde! Senza contare che sono temporalmente avanti di almeno 10 anni, visto che il terzo libro si svolge nel lontano 1993

Io andavo alle elementari e avevo un walkman della sony, verde serpeverde, in cui ascoltavo fivelandia 11!

Se tutto questo non fosse già abbastanza folle(e ricordiamoci che tra i warning abbiamo solo OCC, di AU non si è proprio parlato) Sirius canta amabilmente una canzone di Tiziano Ferro.

Ecco, archiaviamo il 1993 altrimenti non ne usciamo più, visto che il ’93 era l’anno di “come mai” degli 883…

Torniamo ad Azkaban dove dal nulla all’improvviso appare Tiziano Ferro in carne ed ossa.

A questo punto Sirius si butta nel mare tempestoso in cerca di una via di fuga, incurante della sua fine quasi certa.

Si, vi sareste buttati in mare pure voi: al terzo ritornello non ce la si fa più…

Purtroppo per tutti noi la dignità di Sirius Black non viene così salvata, il cammino verso l’oceano è ancora lungo e tortuoso.

Torniamo nella piccola cella umida e scura dove Rodolphus, Sirius, Dissy, l’autrice e Tiziano si stanno guardando nelle palle degli occhi.

Silenzio.

Silenzio.

SILENZIO.

Ho come l’impressione che sia piombato il silenzio ma Aya ringrazia per la citazione involontaria.

E magari restasse una dignitosa prigione silenziosa: ma certo che no! Il capitolo si conclude a coretti, tarallucci e vino.

I danni del maledetto lettore mp3 però non si fermano certo qui, la notte successiva è Katy Perry a materializzarsi ad Azkaban.

Ora dai, facciamo un ragionamento: ma come si materializza tutta questa gente dentro una prigione di massima sicurezza? Se non sbaglio,per evadere, i mangiamorte sono costretti a farla saltare in aria!

Probabilmente esseri dotati di cotanta intelligenza riescono a passare le difese magiche del luogo, tipo gli elfi domestici. Chissà se nel tempo libero Tiziano Ferro non si stira le dita o si chiude le orecchie nei cassetti…

La scena si sposta nella cella coniugale di Rodolphus e Bellatrix (che condividono per necessità con Tiziano Ferro e un’altro personaggio anonimo).

A un certo punto Rodolphus si accorge che Bellatrix ha un qualche segreto nascosto…

Mi chiedo da cosa lo abbia capito: che abbia ricevuto una soffiata? Forse Bellatrix emette rumorose flatulenze quando sta nascondendo qualcosa al marito?

Bellatrix, con un candore devastante confessa al marito di essere diventata lesbica.

Ecco, OCC non vuol dire esattamente “cambia i personaggi come diavolo vuoi, in due semplici righe”: quello era “sfilata di moda”.

Tuttavia la parentesi lesbo di Bellatrix lascia il tempo che trova, così come la discussione coniguale si estingue: torniamo a dedicarci al nostro personaggio principale!

KATY:[...]ma tu sei proprio bono!!!

SIRIUS: Ma perché sta pazza mi fissa in questo modo? Bono io? Grazie!!

Intanto Sirius finisce in tempo a parlare che Katy gli si butta addosso e lo bacia con passione.

l’aspetto di Sirius Black è questo:


 Gary Oldman ne ”la lettera scarlatta” o in “dracula” faceva la sua porca figura…Ma ora non vi pare di esagerare? Si, forse sotto gli stracci e il luridume si intravede la materia prima ma bisogna lavorarci.

Inciso: piccola parentesi omofaba che per rispetto alla decenza eviterò di commentare.

KATY: Ma tu baci proprio bene!! E poi con tutte le donne che ho dovuto baciare mi devo ripulire la bocca in qualche modo…

 Come se tutto ciò non bastasse è in arrivo un cross-over(ovviamente non segnalato, e che pignoli che siamo! Que serà, serà, no?) indovinate un po’ con cosa?

3…2…1

Chi ha detto Cloverfield è fuori strada, però l’idea non è poi tanto male…

Ma Twilight ovviamente!

Che ad Azkaban c’entra un po’ come i cavoli a merenda…Ricordo che ad Azkaban venivano rinchiusi anche i vampiri asserviti a Voldemort, ma i Cullen non mi sembrano certo vampiri di questo tipo: troppo Love and Peace, a mio parere.

Il cross-over interessa però solo Bella Swan e Alice, che in definitiva non fanno NIENTE per tutto il capitolo; ma allora perché inserirle? Perchè?

Forse perché Azkaban ha tante stanze! Periodio di crisi, miei cari vacanzieri, si cerca di procurarsi i clienti come meglio si può.

“Azkaban: antico castello situato su piccolo atollo. Spiagge deserte e mare spumeggiante”

Potrebbe anche funzionare! E a conti fatti è tutto vero…

BIS:


Non fate quelle facce, era la luce a non essere buona!

Come tanto mi piace dire: il non-sense imperat. E in maniera drammatica, questa volta.

Dopo una settimana di bollente relazione Katy(o Kety? L’ortografia continua a cambiare…) e Sirius si mollano: lei lo lascia per Mika.

…ha lasciato Sirius…per Mika…no, non posso crederci nemmeno ripetendolo due volte!



Erano passati due giorni e Mika e Katy, soprattutto Katy non tornavano. Sirius era depresso, molto depresso.

La spiegazione logica è: Akaban non è un centro termale, non è un’isola tropicale è… una prigione di massima sicurezza. PERCHE’ due persone sane di mente dovrebbero tornarci?

Forse è in questa ultima frase l’errore, trovatelo e vincere un bacio da Katy Perry! No?

SIRIUS: Sono sempre solo!!! Di nuovo solo… E lo continuerò ad essere per il resto della mia vita…


Si, Sirius, sei solo. E sai perché? Perché sei accusato di aver fatto saltare in aria una strada e di aver fatto fuori dodici babbani e un mago di cui è rimasto solo un mignolo. I maniaci psicopatici di solito li mettono in cella di isolamento!

La nostra ficcy potrebbe continuare nel caos assoluto. Invece no, arriva(dal nulla, anche lui) l’uomo che può risollevare la situazione: il mago Insignito dell’Ordine di Merlino di Prima Classe , famoso per aver scoperto i 12 usi del sangue di drago e per aver sconfitto il mago oscuro Grindelwald!

Albus Silente.

La sua comparsa nel carcere viene giustificata con la vendita porta a porta: si trova ad Azkanan per pubblicizzare le miniature di Harry Potter, con la prima uscita ci sono io!!

Pover’uomo, dovete anche capirlo: i genitori continuano a ritirare gli studenti dalla scuola, il prezzo del pane è aumentato, c’è crisi…E non sapete come cerca di sbarcare il lunario la Mc Granitt: a confronto il secondo lavoro che si è scelto Albus è più che dignitoso!

Ok, forse le sue ultime performance non sono state fenomenali: trasformare la scuola in un lupanare, liberalizzare il commercio di sostanze stupefacenti entro le mura di Hogwarts, intrattenere una relazione clandestina con la cugina di secondo grado di Voldemort…

Tuttavia la sua idea, in mezzo all’encefalogramma piatto di tutti gli altri non è poi male:

SILENTE: troviamogli una fidanzata!!

La discussione CERCA di proseguire, ma i siparietti demenziali non sembrano avere fine e nella loro totale inutilità non contribuiscono a mandare avanti la storia:

ALICE CULLEN: Ciao! Sono tornata!!

BELLA: Ci sono anch’io!

BELLATRIX: Ehi Bella! Che bella sciarpa gialla che hai!!

BELLA: Ti piace?

BELLATRIX: Si, si intona con i denti!

Come volevasi dimostrare…

In ogni caso l’allegra truppa di carcerati:


si mette all’opera: i cervelli ronzano, vengono fatti nomi di improbabili compagne come Raffaella Carrà, Minerva McGranitt, Marlyn Monroe e Grace Kelly che sono tutte morte…o lo saranno entro breve.

Ma non importa perché mentre questi geni  si spremono le loro meningi Sirius fa da se, scegliendo una centenaria…ma almeno all’apparenza giovane!

Mentre discutevano nessuno si era accorto che Sirius se l’era trovato da solo la fidanzata: Alice Cullen!

La ficcy si avvia verso l’ultimo capitolo disponibile, per fortuna, oso dire: quando appare Maria De Filippi io SO che è l’ora di abbandonare il campo.

Credo che questa donna sia in grado di rendere stupide le persone, sebbene lei non sia proprio la prima scema che passa: è un potere strano, tipo la telecinesi e la smateriliazzazione!

MARIA DE FILIPPI: Sentite, mo questi ragazzi qua di Amici mi hanno un po’ rotto e perciò li trasferisco in questa fan fiction va bene?

DRACHINA: Certo, qui c’è posto per tutti!

Un’ ora dopo alcuni dei ragazzi di Amici erano belli e pronti ad entrare nella prigione di Azkaban!

Tutti questi punti esclamativi disposti qua e là cominciano a provocarmi il mal di mare:ogni piccola frase si interrompe così bruscamente che se non avete la cintura sfondate il parabrezza!

Ai ragazzi di Amici un po’ di gavetta non farà certo danno; io propendevo per mandarli a zappare nei campi ma anche chiuderli ad Azkaban non è poi tanto male: magari qualcuno rinsavisce…

Non so se i partecipanti al famigerato programma televisivo siano così imbecilli: in questa ficcy tutto può succedere, però non mi sorprenderei granché se fossero davvero così piuttosto che “liberamente interpretati” dall’autrice.

Al termine del chappy, dopo ben sei capitoli (che però in lunghezza compongono un capitolo normale) viene fornito il primo barlume di trama: una versione alternativa della storia dell’ordine della fenice.

Non ci è dato di sapere molto ma lo straziante (dal punto di vista sintattico) discorso di Sirius non può che toccarci profondamente.

Evidentemente l’influsso dei Dissennatori gli ha sconvolto il cervello più di quanto la Row ci abbia mai voluto mostrare…

La verità è che quando ho terminato gli studi c’era un certo MortdeFam, con i suoi alleati i MangiaCibo assalivano i negozi alimentari e divoravano tutto. Così noi avevamo creato l’ “Ordine dell’Uccellino di Auchan” per contrastarli. Purtroppo però no sapevamo che un nostro amico Peter Menomatus era in realtà una spia per conto della Coop, la società che riforniva i nostri nemici ed aveva consegnato a MortdeFam i coniugi Potter, azionisti di Auchan. Il loro figlio Harry era riuscito a sopravvivere per motivi inspiegabili…

Luca Serianni annuncia con dolore la prematura dipartita della punteggiatura. Un minuto di silenzio.

Miei giacobini, nel bene e nel male (ma soprattuto nel male) siamo arrivati alla conclusione: la mia ultima dichiarazione è “non ho capito una beneamata cippa” e “le mary-sue sono più interessanti, come oggetti di studio”.

Per questo il dossier “00006” viene archiaviato, eventualmente bruciato e le ceneri sparse al vento (per evitare ritorni di sfiga).

Volevo lasciarvi con una perla, però.

TIZIANO: Ok, basta!! Su con il morale!! STOP DIMENTICA!

Ecco, dimenticate…la ficcy!

La grammatica, la consecutio, il buon senso e la costruzione di una trama ricordateveli SEMPRE.

RincoBella & TamarrEddy in ficcyland

Carissimi, oggi vengo a voi dopo tanto tempo porgendovi le mie scuse: miei dolci animalini, vi ho lasciati a lungo senza nutrimento e vi ritrovo ora deperiti e tutt’ossa.

Non come Lindsay Lohan ma quasi.

Che volete, noi megere abbiamo talvolta una vita sociale: ogni centocinquant’anni, è vero, ogni congiunzione astrale, ogni morte di Albus Dumbledore, ma ce l’abbiamo.

Insomma, vi porto oggi questa meeeeeraviglia di ficcy in un fandom per me ancora inesplorato: Twilight.

Vi sento già rumoreggiare: buoni che non ho ancora iniziato!

E poi, insomma, a me Twilight in sé non è dispiaciuto. I seguiti non li ho apprezzati, ma il primo libro l’ho letto con piacere. Ergo mi inoltro nel fandom con particolare sofferenza, ma non senza un che di gioia sadomasochistica.

Ma bando alle ciance e ciancio alle bande, è ora di iniziare.

 

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=392360 : Tutto può cambiare, di valenessie.

 

Allora, prima di tutto chiariamo subito alcune delle Verità Fondamentali di questa ficcy:

1) Isabella Swan è un affarino lagnoso e rompipalle, e pure vagamente rincoglionito;

2) Edward Cullen è un tamarro che fa fatica a tenere il suo affare dentro i pantaloni per più di dodici secondi;

3) Tutti i personaggi secondari sembrano essere stati colpiti da un vaso di gerani: in sostanza sono uno più imbecille dell’altro.

 

E no, l’OOC non è dichiarato. Neppure l’AU.

 

Bella, Alice e Rosalie prendono casa insieme per l’università con bagaglio a seguito. Ovvero Emmet, Jasper e Edward, che però, nel ficcy-time, non sta con Bella.

Iniziamo subito con due domande. Domanda Prima: Perché mai le tre squinzie si portano dietro anche Edward, dato che a Bella sta pure sulle balle? (Simpatica l’assonanza Bella- balle). Non sanno dove parcheggiarlo? A casa mamma e papà non lo vogliono in mezzo ai piedi perché ha l’alito pesante?

Domanda Seconda: negli USA esistono i college, i quali forniscono agli studenti vitto e alloggio (e ci credo, con tutto quello che  si spende di tasse….) Perché le belle figheire dovrebbero preferire un alloggio privato? Perchè fa fiko o molto più semplicemente perché la ficcy altrimenti non avrebbe ragione di esistere?

Ovviamente si tratta di domande retoriche, dato che non riceveremo mai risposta. Piuttosto, vediamo di proseguire.

 

<< Bella, lo sai che si fa ora? >>,(spazio)mi stuzzicò Alice(punto)
<< Dovrei? >>,
(spazio)chiesi confusa(punto)
<< Ma come?
(spazio)non vorrai venire all’università con quei vestiti,vero? >>,(spazio)mi chiese scioccata(punto)
<< Perchè
(virgola)cos’hanno?(spazio)a me piacciono >>,(spazio)replicai.
<< Si, si.
(spazio)Come no!(spazio)Bella(virgola)
non puoi presentarti così. E poi ci serve qualcosa per la festa!!! >>
<< Rose
(virgola) di che festa parli? >>,(spazio)chiesi scocciata(punto)

<< Bella
(virgola) abbiamo preso casa(virgola) è ovvio che dobbiamo inaugurarla con una festa! Su(virgola) preparati(virgola) che andiamo al centrocommerciale >>.
Risposi alle ragazze con una smorfia, la più brutta che riuscii a fare, ma non essendo capace le feci scoppiare in una rumorosa risata che contaggiò anche me.

Bella non vi sembra tanto una deficiente, qui?

 

Ecco che, mentre l’allegra brigata porta a termine il trasloco, la nostra protagonista si rende conto che qualcosa non va:

mentre mi dirigevo in camera mia, sentii delle urla provenire da camera di Edward.

Sarebbe il caso che qualcuno andasse a controllare, no?

Fantastico aveva già inaugurato la sua camera,pensai.

Aaaaaah, ma in quel senso!

 

Così, nel troiaio che dal detto al fatto è diventato l’appartamento, arriva pure Jacob. Ora, chi mi conosce sa che ho un debole per Jacob (molto meglio di quel merluzzo gelido di Edward), indi per cui io so già che da qui in poi soffrirò tanto. Ma proprio tanto.

Bella chiede a Jacob di fermarsi da loro per un po’, con un ragionamento del tipo “massì, dove si mangia in sei si mangia anche in sette!” Ora, se avete capito almeno un pochino come funziona il cervello della nostra RincoBella, dovreste essere pure in grado di intuire dove gli offrirà il posto per dormire.

No, non sul divano, come farebbe qualsiasi persona normale.

Neppure sul tappeto. E niente sacchi a pelo.

Esatto, direttamente nel suo letto. Che sorpresona, eh?

Fra l’altro, cose come queste

<< Torniamo a casa >>,proposi quando ormai il sole era sparito.
Con un segno del capo acconsentii.

Mi fanno seriamente pensare che la nostra protagonista soffra pure di un disturbo da personalità multipla.

 

I due si mettono a tavola con gli altri, (in tutto ciò i vampiri cosa mangiano? Sugoli umani?) e, con uno scambio di battute veramente *YAWN*, Edward e Jacob si beccano come i galli cedroni nell’arena. Ma è quando Bella da’ la buonanotte a tutti che si scatena l’ira funesta, e non del Pelide Achille, ma del nostro tamarro preferito:

<< Dove credi di andare?!? >>,(spazio)mi intimò Edward con voce profonda. Il suo alito fresco mi colpì in pieno viso.

Mentos, the freshmaker!

<< Che hai Cullen?(spazio)hai bevuto un troppo stasera? >>. Non capivo cos’aveva(virgola) gli occhi avevano cambito espressione(punto)

Il Sangue Alcolico è una specialità della casa. La preparazione è semplice: pigliate un umano, attaccatelo ad una bottiglia di Alchermes et voilà. Servire fresco.

<< Tu non dormirai nello stesso letto con quello! >>,ringhiò furioso stringendo più forte la presa.

Edward versione Macho Man mi mancava.

Ovviamente la nostra RincoBella non si capacita del comportamento di Edward. Non se ne spiega proprio il motivo, povera innocente. E sta lì a macerarsi, come una fetta di limone nello spritz (si, è l’ora dell’aperitivo, problemi?), cercando una risposta ai suoi mille perché. Perché Edward si comporta così? Perché mi guarda in quel modo strano? Perché non trovo più le mutande? Perché Jacob mi palpeggia sotto il lenzuol… ok, no, questo me lo sono inventato.

 

La mattina dopo i due si trovano in cucina.

Era a dorso nudo e anche di prima mattina era stupendo.

In sostanza aveva uno di quei maglini da transessuale, presente quali? Quelli traforati sul davanti che lasciano la schiena nuda…

<< Dormito bene? >>(spazio)gli chiesi (punto)
<< mmm… >>,
(spazio)era troppo aspettarsi una risposta concreta da lui.

No, cretina, semplicemente i vampiri non dormono.

Dopo avergli servito la colazione (probabilmente plasma alla coque), Jacob fa il suo ingresso approfittando per dare alla nostra protagonista una bella palpata sul culo, senza peraltro ottenere da lei alcuna reazione. Edward, dal canto suo, reagisce anche troppo, facendo una scena madre da crisi premestruale e sbattendo la porta (e pure un po’ il tavolo).

No, mie bestiole, non è finita qui. Ora dobbiamo sorbirci la stessa pappardella dal punto di vista del nostro Edward Faccia di Culo.

Scherzavo, dai. Solo un paio di genialate, giusto perché non si dica che vi lascio a stecchetto.

 Genialata numero 1:

Non capiva cosa provavo. No. Non poteva saperlo.(spazio)Nessuno sapeva che la desiderava, che la volevo e che nessuno l’avrebbe toccata.

Tre subordinate e tre soggetti diversi. Come dire, sono estasiata. Ma esplicitiamo il periodo:

“Nessuno sapeva che la desiderava”. Le ipotesi a questo punto sono due: o il soggetto sottinteso è Jacob, e se Jacob la desiderava, non è corretto dire che nessuno lo sapeva, perché almeno lui avrebbe dovuto saperlo, oppure “desiderava” è un errore di battitura al posto di “desideravo”. Cosa che mi sembra parecchio più probabile.

“Nessuno sapeva che la volevo”, e ok.

“Nessuno sapeva che nessuno l’avrebbe toccata”. Ma nessuno nel senso di nessuno o nel senso di “Nessuno” che poi si scopre essere uno che ha fatto come Ulisse con Polifemo? Perché ha senso solo in questo caso, il che è un po’ grave.

 

Genialata numero 2:

Quella notte non dormii bene perciò mi alzai presto

MA SE SEI UN VAMPIRO MI SPIEGHI COME FAI A DORMIR BENE? Solo nel sonno eterno, e poi neanche, visti i satanassi che ti troverai attaccati ai malleoli.

 

Genialata numero 3:

Fantasticavo su come sarebbe stato farlo con lei, terribilmente impacciata ma decisamente sexy,sentirla urlare per il piacere con la sua calda voce

Eddy, vabbè che sei tamarro, ma ‘sta mania di farle urlare…

 

Genialata numero 4:

mentre il cane si dirisse verso di lei

Incommentabile. Davvero.

 

Ok, siete a posto? Dovete fare pipì? No, ve la tenete, che qua stiamo arrivando al meglio.

 

Capitolo due:

mi voltai e lo vidi appoggiato contro la porta a scquadrarmi dalla testa ai piedi.

…Ve l’avevo detto che sarebbe arrivato il meglio!

 

In quella che pare una sceneggiatura perfetta per un porno, Edward si offre di aiutare la nostra RincoBella a sistemare l’armadio, e, arrapato come pochi, afferra un suo reggiseno (di Bella, non di Edward) uscendosene con un<< Perchè non mi fai vedere come ti sta? >> di fronte al quale Bella capitola. E CHI non lo farebbe?

… Vabbè, dai, si fa per dire.

Segue bacio appassionato, nel bel mezzo del quale i due vengono interrotti da Jacob, che come al solito fa la figura del coglione.

Diciamo che nel gruppo almeno non stona.

 

Passarono un paio di ore e mentre ero intenta a scendere le scale suonò il campanello.
Apri la porta
(chi, io?) e mi ritovai davanti una spilungona bionda (la Sellerona!)
 
<< Qual’è la camera di Eddy?
(Oddio, credevo di essere solo io a chiamarlo così o_O)
>>,mi chiese l’oca
e la accompagnai in camera sua
(… Brava pirla.)

<< Cullen ci sono visite per te >>,dissi nel tono di voce più acido che riuscissi a fare
(meglio un congiuntivo in più che uno in meno.)
<< Ah Shelly che piacere vederti! >>,rispose entusiasto
(doppio ARGH) lui
<< Mi fai schifo >>,sussurrai mentre mi voltavo per diriggermi
(voce del verbo diriggere) in camera mia

 

Dopo di ciò, Bella va al cinema con Jacob (il fatto che blateri contemporaneamente di gente senza cuore e di ragazzi stronzi non lo insospettisce nemmeno un po’, e già da qui ho detto tutto). Una volta tornati, assistiamo ad un pietoso siparietto di ritorsioni e ripicche in cucina fra i nostri due beneamati, che termina più o meno così:

Mi afferrò per il polso e mi girò verso di lui andando a sbattere contro i suoi pettorali duri come il marmo.

Va a sbattere contro se stesso? Minchia, questo c’ha un ego che manco Silvio!

Sentivo il suo eccitamento attraverso i vestiti.

Se è come i pettorali ci credo.

 

Andiamo al capitolo tre, che non è altro che il due dal punto di vista di Edward. Anche qui mi limito per evitare di provocarvi latte alla ginocchia: In sostanza scopriamo che Eddy caro ha problemi di prestazione con le fanciulle perché pensa troppo a Bella.

Amore, c’hai provato a fare il God of Sex, ma non c’hai il fisico.

 

Dopo il teatrino di cui sopra, in cucina si presenta Rosalie:

<< Ragazzi ma sempre a litigare state? >>,chiese Rosalie

Meeeeeeeeeeeeeenghia!

<< Non stiamo litigando! >>,la ammonimmo insieme

Fallo in area! E mica il fallo che pensate voi, maiali! Cartellino giallo!

<< Oh beh,se lo dite voi… >>,e uscii dalla stanza

Ma chi, Edward? E le pianta lì così?

<< Allora dove eravamo…? >>,dissi riavvicinandomi a lei

Ma non era uscito?

(…)

E un sorriso di sfida mi si aprì in volto.

Io vorrei capire perché ‘sta gente ha la mania di farsi aprire sorrisi in faccia. Per colpa loro Joker s’é rotto le palle ed è andato in pensione, e gli unici a cui Batman può dare la caccia sono i quattro pirla del pulmino della Tim.

 

All’inizio del capitolo quarto troviamo un avvertimento da parte dell’autrice:

Si, i Cullen in questa ff sono dei vampiri solo che mangiano e dormono proprio come degli umani ma i loro istitnti da cacciatori non mancheranno!!!

E’ molto utile che ciò venga aggiunto a questo punto, quando non c’è uno straccio di avvertimento di AU nell’introduzione.

Niente sugoli umani, mi dispiace.

 

Ma torniamo alla storia: Alice piomba in camera di Bella e Jacob di prima mattina, non preoccupandosi minimamente della possibilità di trovarli a culo nudo.

No, non li trova a culo nudo, tranquilli. Evidentemente conosce i nostri polli meglio di noi.

Bella si rifiuta di indossare per la festa che si svolgerà quella sera il vestito che l’amica ha comprato per lei, preoccupandosi perché troppo corto e appariscente; d’altro canto Jacob non ne vuol sapere di camicia e cravatta.

E c’hanno ragione, è una festa in casa, mica un party di Vanity Fair!

Alla fine raggiungono un accordo: ognuno dei due indosserà il suo abito se l’altro farà lo stesso.

Alice, che pare una pazza sotto anfetamine, saltella via felice.

 

Colazione, shopping, blablabla, Bella arriva a casa e si fa un bagno.

E ovviamente cosa succede?

Che proprio mentre sta uscendo col suo mini asciugamano addosso, incontra Edward.

Care protagoniste delle ficcyne, mi appello al vostro buon senso. Ammesso che ne abbiate uno.

Esiste una cosa che si chiama ACCAPPATOIO. Dai, ripetiamolo tutte insieme, non è difficile. E sapete a che serve? Serve ad asciugarsi senza mostrare la vostra lei (scusatemi, gentili lettori, devo parlare come loro, altrimenti non mi capiscono) e il vostro culetto sodo e le vostre curvealpostogiusto a tutto l’universo creato che puntualmente andrete ad incontrare una volta uscite dalla doccia.

 

Ma andiamo alla festa. Bella è, non c’è bisogno che lo dica, fighissima, fasciata nel suo abito da battona di periferia, e tutti ci provano con lei, pure quel povero cristo di Quil (il quale, trascinato in questa follia collettiva, ha tutta la mia solidarietà). La nostra amica beve un po’ troppo, forse anche a causa di Eddy che balla il ballo del mattone con un’altra, e ad un certo punto comincia ad usare Jake e Quil come pali per la lap dance, prima di essere trascinata via da una mano ignota.

Si, vabbè, si fa per dire.

 

Soddisfatti, piccolotti? Giuro che non starò via a lungo e che vi porterò da gustare la seconda parte di questa meraviglia quanto prima. Nel frattempo buoni, cuccia e se dovete fare pipì usate pure l’albero in fondo al giardino.

Chiamate Giacobbo!

Cari piccoli resti ammuffiti del pranzo di Pasqua, come state?

La vostra Magnolia è reduce da luuuunghe giornate a sistemare la sua topaia, cercando di renderla un luogo abitabile. Ho spolverato, pulito e gettato tutti i calderoni vecchi. Ho comprato delle nuove tendine con fantasia a macchie di Rorschach e ho acquistato l’Ambi-Pour all’afrore di Sangue dal Naso. Ho lavato i vetri e scrostato il wc, nutrito le nutrie e cambiato la lettiera del gatto. Poi mi sono ricordata che il gatto l’hanno magiato le nutrie, ho fatto spallucce e buttato la lettiera.

Insomma, reduce dalle pulizie di primavera, ho deciso di rilassarmi davanti al mio fido Will-Sue (il pc che ogni megera dovrebbe avere) cercando bocconcini succulenti.

E ho trovato questo:http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=337327&i=1I. Il fandom? Il nostro solito, beneamato, affezionato, partorito dalla penna di mamma Row.

Titolo: un amicizia un amore, di fandracofiction.

Trovate l’errore.

 

All’inzio dell’allegra storiellina, il piccolo Draco, dopo una dura sessione di shopping,  si trova su un autobus babbano con la sua augusta madre, per non destare sospetti ovviamente.  Il fatto che la Signora Narcissa IC probabilmente si farebbe amputare un elegante piedino, costosissimo stiletto incluso, pure di evitare di mescolarsi ai babbani… penso sia questione trascurabile, no? Ma una smaterializzazione pareva brutta?

Comunque. Draco ha quattro anni  ci viene spiegato che si tratta della prima volta in cui incontra la sua amata Hermione.

 

davanti a me stava una bambina di circa la mia età, indossava una minigonna in jeans, una camicetta maniche lunghe, ai piedi scarpe da ginnastica con calzino corto, in testa una fascetta che lasciava però libera la frangia di ricadere sulla fronte , icapelli le ricoprivano tutta la lunghezza della schiena in morbidi boccoli color del caramello e sulle labbra un dolce sorriso che si estendeva fino agli occhi color dell’ ambra scheggiati da piccole pagliuzze d’oro, dimenticavo di dire che tutto quello che indossava era bianco e trasmetteva la sua purezza e rigorosamente firmato ( la ricchezza!)

 Sticazzi!

 il mio (nome, ndr) è il più lungo del mondo, Hermione Jane Isabella Samantha Hilary Rosalie Vaniglia Bianca Chiara Emma Granger

 Ari-sticazzi!

A parte la meraviglia del merisuesco nome (Vaniglia? VANIGLIA? Questa non è Hermione. La chiamerò Hermiglia, la Sue Usurpatrice), qualcuno mi deve spiegare come fa una bambina tanto spocchiosa ad essere ancora viva. E’ fortunata che nessuno l’abbia ancora rapita, immobilizzata e impagliata.

No, non sono cattiva, è che mi disegnano così.

La nostra  Hermiglia non è babbana. E’ nientemeno che una purosangue, figlia del ministro babbano, nonostante sia un mago. Ministro di quale ministero, è un mistero.  E la madre?

mia madre fa la donna ricca e viziata che fa sempre schooping (???)mentre io sono la bambina della famiglia ! L’ erede che sono stati costretti a mettere al mondo nel loro matrimonio combinato e purtroppo mi lasciano sempre con le baby setter

A parte che la madre dovrebbe ESSERE una donna ricca e viziata, non FARE la donna ricca e viziata (a meno che non si sia, ma ci faccia)… La baby setter è una genialata. Ve la consiglio, è economica, docile, si accontenta di qualche osso o, al massimo, dello stinco del postino. In alternativa abbiamo delle magnifiche baby shitzu, delle babi golden, e pure delle baby meticcio. Non vi consiglio le baby chihuahua, sono piuttosto nervose.

Draco e Hermiglia continuano a parlare del futuro. La piccola Sue vuole essere iscritta a Beuxbetton. Poi immagino manchi una frase, perché non si capisce più una cippa. Così, a braccio, pare che Draco chieda a Hermy di frequentare Hogwards con lui.

Si, però se avessi avuto voglia di darmi ai rompicapo avrei giocato a shangai con le ossicine del pollo dell’altroieri.

 

Draco e Hermy sono due poppanti prodigio, perché a quattro anni non solo sono in grado di parlare in maniera coerente, logica e intendibile da chiunque (vabbè… frasi mancanti a parte. Strafalcioni grammaticali e virgole assenti, ma noi siamo puntigliose), di dare giudizi morali sui genitori e di conoscere espressioni quali “matrimonio combinato” e “erede da mettere al mondo”, ma sanno pure scrivere. Hermiglia infatti passa il suo indirizzo al marmocchio e gli chiede di scriverle presto, e Draco l’accontenta.

 

Nel capitolo secondo ci troviamo sparaflesciati a qualche giorno prima di iniziare la scuola. Le famiglie dei due rampolli si sono conosciute e piaciute (fra purosangue ci si capisce) e ora i due si trovano, non si sa per quale motivo, a dormire nello stesso luogo. Quale sia non si sa. Tutti questi misteri mi stanno uccidendo.

Fattostà che Hermy  con suesco passo entra nella stanzina di Dracuccio, il quale è in preda al dubbio e al dilemma. Il poverino ha un problema, uno di quelli che non ti fanno dormire la notte.

 Non so se vestirmi con la tuta della LONSDALE o della PUMA .

 Pensavate voi fosse una cosa del tipo “cazzarola, il debito del terzo mondo” oppure “perdirindina, non mi ricordo se ho chiuso il gas”, o anche “ma le ho pulite le impronte di sangue dopo l’ultimo sacrificio umano?”. Invece no, amici belli. Poco importa che nel mondo magico “lonsdale” e “puma” abbiano lo stesso significato che per noi hanno “cuccuruccuccù paloma” o “pimpiripettenusa pimpiripettepà”. Fa fyko, capito, fessacchiotti?

Comunque. Dopo essersi vestiti come Pinco Panco e Panco Pinco, ovvero con la stessa tutina, azzurra lui e rosa lei, e dopo un dialogo da crudeltà mentale  (leggere per credere), i due si danno appuntamento dal buon Olivander, che sembra essersi incarnato in Morgan, indi per cui d’ora in poi verrà chiamato Morganvander.

 Olivander era un anziano signore con capelli bianchi un po’ cotonati, quel giorno vestiva con un bel completo color bordeux e delle scarpe nero laccate

 Morganvander da’ sfoggio della sua immensa intelligenza notando immediatamente che i due sono vestiti allo stesso modo. E qui ci andrebbe un bel commento caustico alla Morgan, una cosa del tipo “ecco, ora io so come mai voi due non combinerete mai nulla nella vita”, ma inspiegabilmente esso non giunge. Che l’assenza di neuroni collettiva si sia estesa come una piaga anche al povero cantante che per hobby si diletta a vendere bacchette?

In compenso, le bacchette assegnate ai due contengono una zanna di basilisco e un pelo di grifone. Minchia, potremmo fondare una ONLUS e chiamarla UNAL: Uomo Natura Animali Leggendari. Fermiamo lo sterminio di animaletti innocenti per farne pezzi di bacchetta! Combatti anche tu l’estinzione, uccidi una MarySue!

 

La ficcy prosegue fiaccamente. Tra uno strafalcione grammaticale e l’altro (Hogs Made ne è un fulgido esempio) e discorsi diretti di cui non si capisce una cippa, cominciamo a intuire quello che sarò il Grande Dramma Di Questa Ficcy: i nostri due amichetti del cuore non potranno essere loro stessi a scuola, dovranno frequentarsi di nascosto! E questo perché verranno  probabilmente smistati nelle due case Nemiche Per Eccellenza!

 I genitori di lei l’ avevano obbligata a giurare ( voto infrangibile) che per i sette anni della scuola si sarebbe finta una mezzosangue, mentre i genitori di lui discriminavano i mezzosangue e quindi li era stato proibito di instaurare un rapporto di amicizia con essi ! ( Purtroppo hermione era inclusa )

 Non sentite il sottofondo di violini straziati e unghie sulla lavagna? No? Teopisto, per Melino, alza la musica, coglionazzo! Tu, con quella mano alzata, che diavolo vuoi? No, il perché di questa pantomima non è spiegato. No, io non ho idea di quale sia. No, non ci provo nemmeno a fare un’ipotesi! E adesso vieni qui e aiuta Teopisto con le unghie sulla lavagna.

Risulta chiaro da subito che i genitori di Dracucciolo e Hermiglia vanno d’amore e d’accordo. Ma la cosa che più mi lascia basita è questa:

 Inoltre grazie al padrino di Draco Severus Pitton (Sneip)era gia diventata un incredibile Legimens .

 Sneip suppongo sia la traslitterazione del più noto Snape. Cosa che mi fa sospettare fortemente che questa storia sia un fake, cosa che mi fa quantomeno incavolare dato che è una settimana che sto lavorando a questa recensione, cosa che mi fa deprimere perché in effetti ciò dimostra che tra pulire la topaia e scrivere recensioni non ho uno straccio di vita sociale, cosa che mi fa dare ragione a tutte le Vestali del Tempio. Ergo, spero non sia un fake perché tutte le mie convinzioni potrebbero crollare, la mia testa implodere e i miei pupazzetti di Winnie The Pooh prendere vita e uccidermi nottetempo.

 

Ecco, ora io non so se sia perché sono piuttosto stanca, ma a questo punto non ho più capito una mazza. Si parla di una misteriosa missione che interessa i nuovi studenti, di Harry Potter, che suppongo sia stato nominato per educazione, di Draco che ha provato ad avvicinarlo ma non si sa a che scopo (no, perdiana, è troppo piccolo per voler fare le cosacce con lui! E che cavolo), di un elenco di personaggi fra cui Blease Zabbini… Quindi ci mettiamo un post-it con un enorme BOH e proseguiamo.

La mattina successiva, Hermiglia si costruisce un enorme pippa mentale per informarci che sarà assai tristissima di lasciare il suo amicoperlapellepuccipù Dracucciolo, che considera la famiglia di lui come la sua (Signor Malfoy, stia seduto tranquillo, nulla di tutto questo è reale), e che non sa usare consecutio temporum.

E io continuo a non capire perché ‘sti due dormono nello stesso posto.

Comuque. Hermy sveglia Draco, e dopo la noiosissima telecronaca della vestizione vanno ad allenarsi al campo di quidditch. Chiamate Giacobbo e per favore fatemi spiegare da lui dov’è ‘sto campo, perché si allenano, che anno è, che giorno è, questo è il tempo di vivere con me. Questa ficcy sta sollevando più interrogativi della profezia dei Maya sul 21 dicembre 2012.

Hermy torna a Manor, dove Narcissa l’aspetta per imbruttirla. E qui la ragazza intona la canzone del Cantante Canino, che non è un povero Cristo che canta male ma si chiama proprio così, com’anche ricordato dall’autrice. No, davvero, leggere per credere.

La versione della canzone che conosco io mi piace leggermente di più:

Bruuuuutta, ammazza quanto sei bruuuuutta, sei arrivata alla fruuuuutta, non te se po’ guardà…

Bruuuuutta, ammazza quanto sei bruuuutta, c’è dario Argento che aspeeeeetta, te vole scritturà…

Basta, ve l’ho detto, è inutile che facciate domande: Giacobbo ha detto che è troppo impegnato con l’Area 51, non ce la fa a passare cinque minuti per spiegarci per quale assurdo motivo Narcissa dovrebbe imbruttire la nostra Hermiglia, che comunque resta bella dentro. E no, purtroppo per noi non ha alcuna intenzione di farsi squartare per controllare.

Per oggi, amici, io mi fermo qui. C’è un momento nella vita di tutti noi in cui uno deve fare i conti con i propri limiti.

 

Comunque, una cosa l’abbiamo imparata: chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo?

Cos’è che ci trascina fuori dalla macchina, cos’è che ci fa stare sotto ad un portone?

Che diavolo di senso ha questa storia?

Mi-mi-mi-mi-mistero! 

  

Don’t worry, be ficcy

Ave a voi, Giacobini, lunghi giorni e piacevoli notti!

Oggi andiamo a visitare un fandom che forse mai era apparso su questi lidi, pur godendo di un seguito non indifferente all’interno del Tempio: parlo di Inuyasha, l’interminabile saga che Madame Rumiko Takahashi ci ha propinato per dieci anni, prima di condurla a conclusione pochi mesi orsono.

Detto tra noi, sembra quasi ingiusto recensire negativamente fanfiction su questo manga, quando l’opera originale si chiude con un finale in confronto al quale i libri di Moccia sembrano I promessi sposi. Eppure, al peggio non c’è mai fine, come ci dimostra Le ferite del cuore possono guarire!!!! di ayra79 (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=322623&i=1). Già il simbolismo fallico della carovana di punti esclamativi non promette bene, ma tralasciamo.

Nuntio vobis gaudium magnus: habemus avvisum di OOC (perché quando scrivo in latino Word mi chiede se voglio installare il correttore ortografico del tedesco? Misteri della fede, per restare nell’ambito liturgico…). Gaudeamus, igitur? No, purtroppo. È apprezzabile che, per una volta, ci si ricordi di segnalare le divergenze dei personaggi rispetto all’originale, ma se leggiamo il prologo (che in realtà prologo non è, semmai una avvertenza) scopriamo che questa storia è ambientata nel nostro tempo. Umani, demoni e mezzo-demoni, vivono tutti pacificamente [...], i genitori d’Inuyasha sono vivi. Kagome e Sango sono studentesse al quarto anno di liceo, sono nella stesa classe e si conoscono praticamente da sempre. Miroku e Inuyasha sono all’ultimo anno di liceo, ma in una scuola differente, da quella delle ragazze. [...] Sesshoumaru lavora nell’azienda di famiglia col padre. La madre di Sesshoumaru dopo il divorzio con Inu no Taisho si è risposata con un umano rimasto vedovo e con lui ha generato un bambino, così per la gioia del nosrto amato principe dei demoni, lo ritroviamo con due fratellasrti, il primo è Inuyasha e il secondo….è Naraku!!! Anche il padre di Naraku possiede un azienda e anche lui lavora col padre (tutti che lavorano nell’azienda del padre… siamo in Giappone o nel distretto veneto del mobile?). A quanto detto, si aggiunga che Rin non è una bambina ma una adolescente, e che lei e Kagura sono grandi amiche di Kagome e Sango; in più, Kagura è fidanzata con Naraku, e Sesshoumaru e Inuyasha sono in ottimi rapporti. In altre parole, la quasi totalità dei rapporti umani dell’originale è capovolta. E allora, nella mia ingenuità, mi chiedo: d’accordo l’OOC, ma se dei personaggi restano solo i nomi (nomina nuda tenemus, direbbe Umberto Eco, perché qui a Fastidious facciamo qultura) allora non varrebbe la pena scrivere direttamente una storia originale? Mah.

Comunque, la ficcyna non sarà molto fedele al manga, ma in compenso è fedelissima al fandom di maggioranza, in cui le alternative universe ambientate nel presente sono tutte palesemente ispirate a Tre metri sopra il cielo, con Inuyasha teppista dal buon cuore (qui ha una moto nera e si dedica alle gare clandestine notturne solo per il brivido di portare al massimo l’acceleratore, nemmeno fosse Onizuka), Kagome studentessa tenera e indifesa, e Kikyo stronza al massimo grado, e nel caso specifico anche adulterina, visto che Inuyasha, dopo due mesi di fidanzamento con lei, aveva in testa un bel cesto di lumache!

Per chi non lo sapesse, Kikyo è il personaggio più tragico del manga, sacerdotessa che dopo aver dedicato la vita a proteggere il suo villaggio dai demoni, si innamora di Inuyasha e muore vittima di un terribile inganno ordito da Naraku. Evidentemente però prima di morire deve aver commesso qualche peccato, per essere condannata, nel fandom, a subire il contrappasso e diventare una pu****a.

La storia, da un punto di vista stilistico, non ci riserva grandi sorprese: dialoghi in stile copione (ma non sempre, varia da un capitolo all’altro); di tanto in tanto, sprazzi di scrittura sms (a onor del vero, molto diminuiti dopo una serie di commenti critici, ma qualche esemplare c’è ancora); punti esclamativi spesso e volentieri a gruppi di tre; uso del maiuscolo per indicare le grida. Anche i luoghi sono quelli classici: la scuola, il pub (tipico punto di ritrovo in Giappone; ah! la globalizzazione!).

La vicenda inizia proprio a scuola, con Sango che entra in classe e trova Kagome con il viso nascosto tra le mani; pensa che pianga per ciò che quel cretino ti ha fatto ieri, ma in realtà l’amica dorme.
S-MA SEI SCEMA!!!!IO MI PREOCCUPAVO E TU TI ERI ADDORMENTATA!!!- disse a metà tra lo sconvolta e l’offesa. Tenete a mente questa reazione.

Curiosi di sapere cosa sia successo il giorno prima e chi sia il cretino? Beh, dovremo aspettare qualche capitolo; intanto, per risollevare il morale di Kagome (che dorme perché non ha chiuso occhio tutta la notte a causa del misterioso dramma), Sango propone di passare la serata con Kagura e Rin a ubriacarsi.

Per una incredibbbbile coincidenza, quella sera anche Inuyasha (che vuole dimenticarsi di Kikyo), Miroku e Sesshomaru vanno a quel pub. Si scopre che è anche il loro locale favorito. Ma allora, se ci vanno tutti sempre, com’è che prima non si sono mai visti? A meno che questo discopub non sia lo Space di Ibiza, mi sembra difficile che gli avventori abituali non si incrocino mai. Vabbè, siamo nel mondo delle ficcy.

Kagome va a sedersi in un angolo con la bibita in mano, parla da sola, dando la colpa ad Hojo del suo stato d’animo, e viene “casualmente” sentita da Inuyasha, che si volta a guardarla. Qua, per un breve istante, il canon riemerge, nel senso che c’è una scopiazzatura della scena iniziale del manga: Inuyasha scambia Kagome per Kikyo, quando si accorge dell’errore dice che in fondo lei è più brutta e Kagome si arrabbia. Però subito dopo, con un savoir faire che nell’originale non ha mai avuto, Inuyasha si scusa, le offre da bere e attacca bottone. Nel capitolo successivo, già si baciano, forse memori della lezione di Lorenzo il Magnifico. Poco alla volta, nei pressi del loro tavolino si radunano tutti i vari amici ed amiche, e si formano già le scontate coppie: Inuyasha e Kagome, Miroku e Sango, Rin e Sesshomaru. Prima, però, le tre ragazze rinfacciano a Kagome una cosa: TI ALIENI DAL GENERE MASCHILE PER QUASI UN ANNO E POI DI PUNTO IN BIANCO TI RITROVIAMO ABBRACCIATA AD UNO SCONOSCIUTO!!!!

Bella faccia tosta, visto che subito dopo tutte iniziano ad ubriacarsi in compagnia di questi sconosciuti. Eh, le diciottenni d’oggi… per fortuna i personaggi maschili della ficcyna sono dei signori, e non osano approfittarne.

Un maschio meno signorile, però, c’è: Hojo. Hojo, che nel canon è la cortesia personificata, stravede per Kagome, cerca di conquistarla in maniera goffa ed ingenua. Bene, in questa storia è un viscido pariolino, che arriva al pub – pure lui! Ma gli altri son tutti chiusi? – verso le tre, e basta la sua apparizione per portare lo scompiglio: appena vede Kagome in compagnia di sconosciuti si arrabbia, mentre lei si accascia su se stessa piangendo come una disperata. Inuyasha rimane sconcertato, cerca di capire cosa Hojo abbia fatto alla sua nuova fiamma; Sango cerca di spiegare, ma viene interrotta più volte e pressata a far presto, e alla fine sbotta: RAZZA DI CRETINO COL CERVELLO SOTTOSVILUPPATO, CHE VUOI SENTIRE EH! QUELLO MALEDETTO CON UN SUO AMICO OTTO MESI FA’, L’HANNO CHIUSA NEL CAPANNO DEGLI ATTREZZI A SCUOLA, IL SUO AMICO LE HA PUNTATO UNA PISTOLA ALLA TESTA INTIMANDOGLI DI COLLABORARE O L’AVREBBE UCCISA ELUI NON HA ESITATO A VIOLENTARLA!!!!!!!!!!…E SE LO VUOI SAPERE, NON SI SONO LIMITATI A QUELLA VOLTA, L’ULTIMO EPISODIO RISALE A IERI! E’ QUESTO CHE VOLEVI SAPERE? BENE…SEI CONTENTO ORA!?!?

Bene. Ora cerchiamo di ricapitolare le cose.

Il buon Hojo è stato trasformato in un odioso stupratore, nonostante la presenza nel manga di altri personaggi che pure sarebbero stati molto più appropriati a questo ruolo. Vabbè, scelte dell’autrice, se si vogliono mortificare i personaggi in base ai gusti personali nessuno può dire niente.

Però.

Però Kagome subisce stupri da otto mesi. Sango lo grida in pubblico incurante di spifferare a degli sconosciuti incontrati per la prima volta, e a tutto il pub, il dramma dell’amica. E, pur conoscendo questa vicenda, a scuola si era “offesa” perché Kagome dormiva invece di piangere, e per consolarla la porta ad ubriacarsi ad un pub – l’ideale per una vittima di violenze; perché si sa, se siete state stuprate la sera prima, la cosa che più desiderate è andare a bere e a farvi baciare da un ragazzo che non avete mai visto prima. D’accordo, sono studentesse di liceo e non laureate in psicologia, ma credo che qualche opzione migliore per aiutare un’amica violentata potessero trovarla: che so, denunciare Hojo e compagni di merende alla polizia? Troppo difficile?

Per amore della pace evito di commentare le “nda” tra parentesi che ironizzano e fanno battute anche durante questa rivelazione e subito dopo: se sino a questo momento si è trattato un tema delicato come lo stupro in questa maniera dilettantesca non ci si può aspettare uno scatto di serietà su simili dettagli. E quindi non stupiamoci nemmeno se Hojo definisce Kagome, di fronte a tutti, ilmio giocattolino quando qualche ragazzina mi rifiuta e io mi voglio sfogare. In Italia se uno dice una cosa così in pubblico rischia seriamente il linciaggio (a meno che la vittima non sia straniera, in quel caso si becca gli applausi); e infatti Hojo viene pestato dalla gang di Inuyasha. E come commenta l’autrice questo pestaggio? Inutile dire come avevano ridotto il povero Hojou!!! Povero. Ha stuprato Kagome per otto mesi, la tratta come un oggetto, e se viene picchiato è “povero”; d’accordo, anche io sono contrario a chi si fa giustizia da solo, ma compatire uno stupratore mi sembra infame; ma è una parola troppo pesante: qui non c’è infamia. Solo irresponsabile leggerezza.

E comunque, c’è un altro motivo per cui Hojo non può essere commiserato: viene pestato, vero, ma non gli succede altro. Inuyasha vorrebbe ucciderlo, ma Sesshomaru interviene per impedire l’omicidio, e il capitolo si chiude con tutti i buoni che tornano a casa e Hojo che è stato persuaso a cazzotti a non avvicinarsi più a Kagome. Non è stato consegnato alla polizia, no, vorrete mica rovinare per sempre la vita ad un poveretto per una ragazzata, perfidi giustizialisti!

La chiudo qui, perché non c’è molto altro da aggiungere. Sarebbe bello evitare di affrontare temi che non si è in grado di gestire, ma a quanto pare è chiedere troppo. Però, se non altro, si garantisce un po’ di lavoro ad elfi e produttori di catini. In tempi di crisi, occorre accontentarsi di poco.

Tony è un piccolo orsetto del cuore.

Amici e amiche, quest’oggi la reccy vede, con la vostra Magnolia, la partecipazione straordinaria di un’esperta non comune nel campo in cui ci addentreremo, che per ragioni fiscali (cit.) decide di rimanere anonima.

Sappiate che abbiamo riso non poco scrivendo questo pezzo. In ogni caso, la storia che recensiremo la trovate qui:

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=139497&i=1

“Non lasciarmi!” Di Jud_91

Si tratta di un fandom inesplorato, dai tesori tutti ancora da scoprire: NCIS vi dice niente? No?

Crediamo che pure ai protagonisti di questa storia il termine non dica molto, non temete. Perché questi non sono i nostri beniamini, ma dei miserandi che si aggirano loschi tentando di prendere il posto degli autentici. Le prove? Il buon Ducky diventa improvvisamente Dacky, McGee muta forma in Mcghee e Tony fa di queste strane affermazioni: Io sono solo un po’ credente,su un 100% la mia percentuale di credenza è 30%. Siccome la nostra percentuale di armadio è invece dell’84,5%, crediamo che vi basti quanto sopra enunciato per convincervi a seguirci nel nostro mondo fatato per sognar.

 

Piccolo riassunto: Ziva, in missione con Tony e Gibbs, viene colpita da un proiettile. Trasportata in ospedale, è sotto i ferri mentre Tony segamentalizza.

Ed ora sono qui,da più di due ore ad aspettare che un maledetto dottore esca da quella sala infernale .

Certo, se dai del maledetto al dottore e dell’infernale alla sala operatoria, non è che poi puoi pretendere. Se va bene te la rimandano indietro con il colon al posto del pancreas e le vertebre al posto dei denti.

Tutti i colleghi si stringono a Tony, che, disperato, ci rivela che la pallottola avrebbe dovuto beccarsela lui, se Ziva coraggiosamente non gli avesse fatto scudo col suo corpo.

Il buon Tony (o quel che ne rimane) si aggira per i corridoi dell’ospedale finché non trova la cappella e vi entra a pregare. (Ce lo vedete? Noi no, ma la disperazione fa brutti scherzi.) E qui appare il coprotagonista di questa storia.

No, non è Gibbs che tenta di abusare di lui. Che cavolo, siamo in chiesa!

E’ il Signore.

Non il Signore del piano di sopra. Proprio Dio. L’onnivor… l’Onnipotente.

Lo strano personaggio è vestito con un jeans azzurro,scolorito sulle cosce e una felpa. Dio indossa jeans scoloriti? Allora da noi che vogliono? La prossima volta che ci faranno osservazione per i jeans a vita bassa risponderemo citando questa ficcy.

Comunque. Dopo un allegro siparietto (“Chi sei?” “Sono Dio!” “Io chi?” ecc), Tony osserva meglio l’Altissimo. I suoi occhi,mi fanno paura,nel senso buono di paura eh! Eh. Dopo il soggetto non va la virgola, capito? E si, anche noi quando vogliamo facciamo paura, ma nel senso buono di paura, non nel senso cattivo, nel senso che se ci impegniamo incutiamo terrore, ma non nel senso cattivo, nel senso che facciam presto a andar via di brocca… metteteci giù, siamo sane! Solo che facciamo paur… oh, insomma, basta!

Il signor Signore informa Tony che tutto fa parte di un piano, anche la morte di Kate (pace all’anima), di cui lui (Dio) aveva bisogno in Paradiso. “Le donne delle pulizie si erano licenziate, e dove ne vado a trovare di nuove, Tony? Qualificate, con delle referenze, non è mica facile! E poi non le posso mica pagare in nero, vogliono i contributi…” Ok, scherziamo. Dio non dice così, ma secondo noi l’ha pensato.

Tony ammette di amare la bella israeliana (Ziva, non Kate), e Dio si siede e rimaniamo in silenzio,fino a quando non sono io a romperlo.

Chi, Dio?

Tony, a quel punto, fa l’unica domanda sensata di questa ficcy: Ziva si salverà? Ma, sorpresa, l’Onnipotente non può rispondere. Ma perché, diciamo noi? A chi deve chiedere il permesso, al suo superiore? Al Direttore Galattico? A Darth Vader? Diamine, è Dio! Colui che tutto può!

Anzi no, è Colui Che Tutto Può Salvo Rispondere A Domande Di Tony. Ma vabbè. Tralasciamo e proseguiamo.

Dopo l’utilissimo consiglio di Dio (“zitto e prega”), e dopo aver snocciolato una sfilza di litanie tale da far impallidire la più pia delle vecchiette, ecco che Dio misteriosamente svanisce per essere sostituito da una personalità altrettanto carismatica: Gibbs. Quale posto poteva prendere il capo infatti, se non quello precedentemente occupato dall’Onnipotente in persona?

Ovvio poi che non può essere un semplice latore di buone notizie. E che lo diciamo a fà.  Ziva è in coma.

Tony si catapulta da lei, e qui la scena madre.

con una macchina che l’ aiuta a respirare e un’ altra che fa strani BIP,mi rendo conto che quei strani BIP emessi dalla macchina non sono altro che i battiti cardiaci della mia Ziva
Minchia, Tony, per essere un agente speciale dell’NCIS ne hai di intuito!

Gibbs va fuori dalle balle e Tony è così libero di piangere quanto vuole. Ce lo vediamo tantisssssssimo, ma così è. Dopo una sequela di lamenti (“Dovevo esserci io e non tu, è colpa mia, che fretta c’era, maledetta primavera”) giunge la fatidica domanda:

perché proprio quando capisco di amare una donna,questa deve sempre morire o rimanere ferita?

Perché porti sfiga, magari? Ora alzati e vattene prima che qualcuno sia colto da infarto leggendo questa recensione.

Che poi, Tony non è mai stato innamorato di Kate. Ma son dettagli, via!

Come nelle più belle fiabe, la principessa si sveglia alla promessa d’amore del bel fustacchione. Peccato che la principessa in questione sia un agente del Mossad capace di spezzare le gambine con un puntaspilli e uccidere con una graffetta. Ma siamo all’ NCIS, qui può succedere di tutto! Allegria!

 

Al termine della storiellina troviamo questo bell’idillio: Gibbs rincoglionisce che è una bellezza facendo il nonno a tempo pieno per nipotini non suoi: tre figlii (perché son tre, se erano due erano solo figli) di Abby e McGee, due dell’allegra coppia e un altro in arrivo. Li tirerà su con gaudio a suon di scappellotti (o meglio, di sprangate, dato che coi suoi pupilli gli scappellotti a quanto pare non hanno funzionato) costruendo con loro l’ennesima barca in cantina, che poi non riuscirà a tirar fuori di lì. E da qui si capiscono molte cose.

Ora, ci chiediamo: con tutte ‘ste donne in maternità, in squadra chi ci va? Palmer e la donna delle pulizie?

Con questo interrogativo aperto vi lasciamo, amori santi. Mille baci e felice Epifania dalle vostre Befane preferite!

La Necst Generescion colpisce ancora.

Salve giovani amici.

Io vi voglio bene, lo sapete, vero, che vi voglio bene? E per dimostrarvi il mio affetto porto oggi alla vostra attenzione una fanfy veramente fyka.

Avrei potuto mandarvi rose e cioccolatini, scrivere una canzone per voi, farmi bannare da EFP come pegno del mio amore… Invece ho preferito fare le cose per bene e sottoporvi questa bella storiellina sulla Necst Generescion.  

Dite che vi mancava.

Ma rimediamo subito, non temete. 

La trovate qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=281405

“Oh my god”è il suo titolo. Esatto, con la minuscola. Il Signor Padreterno ringrazia.

 

Non sono passati più di diciassette/diciott’anni dalla fine della guerra, ci informa l’autrice. E i pargoli delle famiglie Potter, Weasley e Malfoy son nati prima di quanto voi crediate.

Ecco… Non è che lo crediamo noi, è mamma Row che ce lo dice: nell’epilogo c’è scritto chiaramente che sono passati diciannove anni dagli avvenimenti dell’ultimo libro, e Rose ha undici anni. Facciamo due conti…

Fa lo stesso, andiamo avanti.

La ficcy comincia con Rose  che si sveglia dopo una nottata di bagordi in discoteca. Anzi, in disco, che fa più Generazione di Fenomeni (non sentite già il tunzatunzatunza?). E’ il primo giorno di scuola (Ma dai? In TUTTE le ficcyne sulla Next Generation che ho letto l’incipit è sempre e invariabilmente collocato al primo giorno di scuola. Fantasia portami via).

La nostra amica decide di farsi una doccia, e grazie al cielo, perché da puzzona non l’avremmo neppure presa in considerazione. E poi, mi dispiace per voi, ma ci dobbiamo sorbire tutto il rituale della vestizione:

Quando vi uscì spazzolò i capelli buccolosi (non vi fa un po’ senso?) e rossi, mise la divisa scolastica e il distintivo da Caposcuola e poi si truccò con un filo di matita un po’ di mascara e un lip gloss alla frutta che inevitabilmente accentuava le sue labbra già rosse, ereditate dalla mamma. (I’m too sexy for my shirt…).

Compagni giacobini, tutti insieme: E AR POPOLO?

Dopo i preparativi di cui non potevamo proprio fare a meno, Rose, da quella gran donna delicata che è, decide di dedicarsi alla sua attività preferita.

Non è quello che pensate, tranquilli. Semplicemente si reca in camera del fratello per svegliarlo con tanto affetto, che manifesta nella fattispecie con una secchiata d’acqua gelida.

Simpatica, non c’è che dire.

 

Adesso facciamo un giochino divertente.

Prendete un bel respiro… fffffatto?

Ok, beccatevi questa:

Entrò silenziosamente in una stanza, questa era completamente all’oscuro poteva vedersi qualche spiraglio di luce dalla porta semiaperta, all’interno vi erano una serie di libri gettati in un angolo su di una scrivania, piume e boccette di inchiostro erano sparse per tutta la camera all’interno dominavano i colori caldi che variavano dall’oro al rosso con poster dei Cannoni di Chudley a sfondo arancione per tutta la camera e su un letto a baldacchino una grande sciarpa Grifondoro appuntata con due spilli.

Fatta questa, pure la scalata delle cime del Nepal senza ossigeno vi sembrerà una passeggiata.

 

Ovviamente, i dialoghi sono in stile copione.

Ovviamente, nessuno si degna di dare nessuna spiegazione in merito.

Ovviamente, ad un certo punto spuntano una serie di punti di domanda per indicare che ancora non si sa chi sia colui o colei che pronuncia quelle parole.

Proprio così:

Hugo:Oh miseriaccia Rose sei una stronza!!!

???:Hugo Arthur Weasley!!!

Ma che diavolo di bisogno c’è di fare un tal caos? Siamo forse a teatro? C’è forse un ometto seduto su una sedia da picnic con l’aria sfatta e un cappellino da baseball in testa che vi bercia di metterci più sentimento?

NO! Quindi, mi dispiace: niente Spielberg, niente copione.

 

Dopo un simpatico siparietto a cui partecipa anche mamma Hermione, che cazzia a dovere i due pargoli, la scenetta si sposta in cucina.

Sta scritto infatti (no, non cito le Scritture, grazie al Cielo):

Rose afferrò due fette di pane tostato ancora caldi(hanno improvvisamente subito un cambio di sesso) li mise nel suo piatto e si versò un succo di frutta all’albicocca in un bicchiere di vetro (vetro, plastica o carta, basta che sia riciclabile), poi diede un bacio al uomo (elle e apostrofo non pervenuti)che sedeva a capotavola.

Che altri non è se non il signor Ronald Weasley, il quale, l’autrice ci informa, ha concepito Rose durante il settimo anno di scuola.

Esattamente in quale dei tanti momenti di intimità trascorsi con Hermione sotto una tenda nei boschi, con Harry nella brandina a fianco, durante la ricerca degli Horcrux?

Ah, ma siamo in AU. Ok.

Ehm…  Dov’è che è scritto?

 

Ci informano che Rose nel frattempo sorseggia falsamente il suo succo.

Parte la musichina: tutti in fila per tre che si fa il ballo di gruppo!

Vero, che c’era il succo

Falso che l’ho bevuto

Falso, ho fatto un rutto

Vero, non l’ho finito…

 Hugo scende dabbasso. Manfrina su come abbia ereditato occhi dal padre, capelli dalla madre, ascelle da entrambi e alluce valgo da zio Tore . Penosa scena che descrive come il pargolo si ingozzi di salsiccia. Finalmente la famigliola si decide a salire in macchina e andar fuori dalle ball… alla stazione di King’s Cross, dove incontra i Potter. Ora, attenzione. In relazione a tal famiglia si dice che Rose  aveva sopportato per tanti anni e che rendeva meno dispiacevole solo l’adorata zia Ginny.

A parte il “dispiacevole”, che non si sa da dove sia venuto fuori, che cosa ne deducete? Che Rose non sta volentieri in compagnia dello zio e dei cugini, e che l’unica a salvarsi è zia Ginny.

SBAGLIATOOOOO! Perché due righe (DUE!) più sotto si racconta della grande amicizia che lega la ragazza al cugino Albus.

Ora.

O Rose è bipolare, o qui c’è qualcosa che non va.

Dopo qualche delirante riga (leggere per credere, non posso mica citare tutto, che poi mi arrivano i Finanzieri, la Polizia, i Carabinieri, la Croce Rossa e le Guardie Svizzere in casa, per Giove!)Rose, chiacchierando col cugino, gli chiede conto della sua vita sessuale durante la sua vacanza a Sharm e Shake, (ma i cazzacci suoi…?) che mi informano essere due bellissime cittadine egiziane dove la gente ama rifarsi l’immagine e bere frullati.

Vabbè, faceva schifo, ma capitemi! Sharm e Shake! Rabbrividisco.

Segue interessante discussione: perché Rose è un po’ come la Sora Camilla, che tutti la vogliono ma nessuno la piglia? Albus ipotizza che la cugina incuta timore all’altro sesso. Son tutte balle, l’amara verità è che in realtà Rose è un uomo.

No, scherzavo.

Entra nello scompartimento un ragazzo la cui descrizione è tutto un programma:

biondo cono(“fragola e pistacchio da due euro, per favore” ) gli occhi verde oscuro (come il Cavaliere Oscuro o il Signore Oscuro?) quasi grigio del dire Cangianti o Smeraldini(???)

Chi è il misterioso? Dai che lo sapete.

… Ma si che è Scorpius! *O* Visto? Ci siete arrivati da soli. Siete talmente bravini che vi lascio un ultimo piccolo regalo:

Eterna sopportazione per loro da quando la guerra era finita non esisteva ne amicizia ne odio per loro non esisteva nulla tranne che quel saluto innocuo…innocuo solo all’apparenza…

Due virgole in più non ci sarebbero state male, eh. Pure due accenti sui né.

 

Noticina dell’autrice:

Mi scuso con chi voleva leggere le mia Fa fiction su Harry e Ginny ma purtroppo sto avendo poco tempo per quella nella mia testa e penso che con l’arrivare del Natale mi riuscirà qualcosa questa riuesco a pensarla anche durante la sucola è particolarmente facile scriverla visto che non ce ne sono molto su questi penrsonaggi!!!

“A Natale puoooooooi fare quello che non puoi fare maaaaaaai…”

… Il correttore automatico di Word sta impazzendo. E’ meglio che vi saluti.

 

Ringrazio Chris, Ire e Odiolarow  per la betatura. Vi lovvo! <3

 

Pigiama, parti?

E’ estate; starete certamente leggendo queste righe lunghi distesi sotto l’ombrellone armati di sudoku o di Settimana Enigmistica (un piccolo suggerimento: il dieci verticale di nove lettere, “lo era Robespierre”, è “G-I-A-C-O-B-I-N-O”). Se siete delle Sue starete sfoggiando un push-up in cemento armato sulla riviera romagnola sperando che il GoS in vacanza con pargolo, moglie e treno di amanti vi noti, se siete un pairing yaoi OOC starete facendo con l’anguria e la crema solare strane cose di cui i membri del nostro club politico non vorranno sentire oltre. Pertanto, glissons.

Com’è noto, la fyccina non è mai in vacanza (no, non era il crimine!). E se del clima festaiolo dell’estate, con notti bianche e compagnia bella, ne avete fin sopra le orecchie, sarete felici di apprendere che anche alla Wammy’s House, noto riformatorio per giovani virgulti gravemente deviati, ci si diverte come può; ce lo racconta una storia dal titolo emblematico, “Pigiama Party” di Elly_Mello: -http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=231287&i=1-

< Non ne ho voglia Matt…ho sonno.>

Voi perversi politicanti vi sarete già convinti che a) a parlare sia Mello, b) il biondo affiliato alla mafia stia respingendo una delle avances sessuali del suo insistente braccio destro (o mano amica, a seconda). Incorreggibili stolti! Se la prima ipotesi è immancabilmente corretta, caschetto biondo sta semplicemente rifiutando un invito a partecipare a uno spassosissimo pigiama party. Neppure senza motivo: lui quei ragazzi non li sopporta. Non è chiaro a chi alluda, forse a un corteo di spogliarellisti capitanato da Roger in lingerie. Matt non si arrende: informa l’amico che alla festa presenzieranno anche diverse ragazzine. Oh beh, questo cambia tutto. In effetti no. Mello osserva che, per dolci fanciulle che siano, finiranno certamente per ubriacarsi. Ma con cosa? Roger cresce i suoi rampolli a pane, Vodka e Martini con ghiaccio?

Indovinate? Bravi: Matt riesce a trascinare lo sventurato – e poco convinto – Mello in camera di un compagno. D’armi? Di vita? “Piccoli geni di tutto il mondo unitevi”? Chissà. Mello, però,

Odiava quei ragazzi

e odiava il loro modo di fare

Se c’è una cosa che io amo di questa storia, invece, è il modo in cui è formattata. Un enorme fossato separa una sentenza dall’altra, lo stesso entro cui dev’essere precipitata la punteggiatura.

Birra, droga…sesso…

E rock’n’roll. Jim Morrison ha frequentato la Wammy’s, sapevate? No, no, un momento, fate con me un bel respiro e ragioniamo assieme: come può tutto questo avvenire in un gruppo di orfani e genialoidi studenti di un istituto che più che al rigore morale di Bob Marley farebbe pensare a quello di Jane Eyre?

Sento il coro dell’Antoniano che canta “sono solo fan fictioooons” sulle note di “volevo un gatto nero”, pertanto non ragioniam di lor, ma guardiamo e passiamo.

Apprendiamo che a Mello piace bere (sul serio? A quanti anni, dieci? E cosa, soprattutto? Tequila?) ma non si drogherebbe nemmeno a pagarlo, e naturale: è uno dei successori di L!

Tutti in coro: EH?!

Tolti i due elementi, ne resta uno che voi maliziosi ben conoscete: le giostre.

riguardo il sesso…non gli interessava nemmeno quello, sopratutto quella sera, quando un terribile mal di testa aveva deciso di impossessarsi del suo corpo.

Mello sta copulando col suo mal di testa. Qualcuno ponga fine a tutto questo, per favore. Preferivo le classiche e sonore ingroppate a opera di Matt, Roger, L, Raito, Mikami, Watari o Misa (sì, Misa).

Nonostante ciò (sì, era tutto nella testa di Mello: la narrazione deve ancora entrare nel suo vivo! YAAY!), Mello accetta di recarsi a questo benedetto pigiama party. Mi andrebbe di precisare che il tipo di party a cui il Nostro allude si chiama piuttosto “rave”, e che i pigiama party degli anni d’infanzia sono generalmente delle occasioni più o meno innocenti per esibire la nuova camicia da notte di Barbie o dell’orso Yogi. Cambio di scena improvviso (emozionati, eh? Eh?): un ragazzo dall’identità imprecisata apre la porta al duo M&M, designandoli come attesissimi ultimi arrivati.

Entrarono nella stanza dove li attendevano un gruppo di ragazzi seduti , o meglio, sdraiati sui divani, con delle ragazzine in intimo e delle bottiglie di birra in mano.

Giacobinenigmistica per voi raffinati vacanzieri: trovate l’errore.

1) “Attendevano” non concordato con “gruppo”?

2) La cameretta assimilata a uno stand di “Divani&Divani”?

3) I “ragazzi” accostati a “ragazziNE” in maniera un attimino disgustosa?

4) Le ragazzine non in pigiama bensì in intimo con tanto di bottiglie di birra alla mano, in un’affascinante atmosfera da video di Ludacris, mentre i ragazzi non è ben chiaro cosa indossino (magari sono nudi)?

5) L’intera frase o meglio l’intera storia o meglio eccetera eccetera eccetera?

La risposta esatta è la numero 5. I fortunati del giorno vincono le autoreggenti di Roger.

Ci si premura di darci delucidazioni riguardo all’età degli invitati: tra 16 e 18 anni, mentre Mello e Matt ne hanno 14. Ma perché? La malandrina coppia ama imbucarsi alle feste dei seniors? Non è dato saperlo. Coro dell’Antoniano, abbi pietà di noi.

Matt abbranca una lattina di coca cola (con chissà quali meravigliose sostanze disciolte all’interno), Mello si guarda attorno disgustato, che è più o meno quello che sto facendo io al momento presente. Finalmente, il quesito che tutti noi stavamo già ponendoci da diverse ore:

Possibile che Roger non si rendesse conto di quello che succedeva all’interno dell’istituto?

Mi sorprende che Mello, dopo aver dimostrato tanta perspicacia, non arrivi alla risposta corretta: “no”. Devia invece su smanettamenti mentali di perfetta inutilità, dicendosi che non le feste non sono roba per lui (“non ho l’etààà”), mentre Matt è come a casa sua perché è uno che ama festeggiare a tarallucci e vino, stare con gli altri e naturalmente distrarre il biondino che ultimamente non pensa che ai libri.

Un pietoso avventore della malfamata locanda “da Wammy” invita Mello a sedersi. Non so voi, ma io ho immaginato una scena del genere: tutti seduti o distesi sul triclinio a bere e giocare a canasta, Mello in piedi a farsi traghettate mentali infinite con lo sguardo da cernia perso nel vuoto siderale.

Si sedette e nemmeno mezzo minuto dopo una ragazza gli piombò addosso sedendosi sulle sue gambe.

Eccheccosera. Manco c’avesse un cartello “fammiti entro domani” appeso al collo. Fortuna che il Nostro è ancora sufficiente IC e sano di mente da apostrofare in toni freddi la fanciulla ed invitarla ad andarsene.

< Su su…non fare il duro…>

La dialettica di questa signorina cela una malizia impenetrabile, degna del migliore “Orrore a Hogwarts”. Mello s’arrabbia non poco, la tizia finalmente si toglie di mezzo, qualcuno domanda al poveretto se abbia le paturnie (uno sputo in un occhio
a questo punto sarebbe appropriato). L’infelice continua a sentirsi fuori posto, e piuttosto perplesso accetta di tracannare un po’ di sana, vecchia birra. A esser precisi, una lattina. Poi un’altra. Poi un’altra ancora. Poi rischia di svenire. E’ uno che si ubriacherebbe col succo di frutta.

Ma per amor della propria immagine, Mello di fronte agli altri finge d’avere un semplice mal di testa. Un ignoto qualcuno gli propone una pasticca bianca per liberarsi dal male. La prossima volta che mi verrà un’emicrania, invece dell’ Aulin prenderò dell’ecstasy. Con l’aranciata.

Un po’ meno pirla di quanto ci si aspetterebbe in un contesto simile, caschetto biondo getta un’occhiata a Matt che di lui se ne strafrega (questo amore è una camera a gas). Poi ingoia il pillolone come fosse zucchero. E poi muore. No, sto scherzando.

E poi, e poi, e poi abbiamo un climax ascendente di avvenimenti dal sapore mistico:

- Mello spalanca gli occhi di scatto, le sue pupille d’improvviso si dilatano (mi ricorda la trasformazione in lupo mannaro del Lupin cinematografico, in senso inverso – che sia un X-men?) tanto da celare, quasi, l’azzurro dell’iride (che non è azzurra se non nell’anime, tengo a precisarlo);

- Mello vomita le budella mentre Matt gli sorregge la pancia. Non la fronte, la pancia. Con tutta probabilità, Mello è incinto;

- Mello trema come d’autunno sugli alberi le foglie;

- Mello piomba al suolo come corpo morto cade, perduti definitivamente i sensi.

Matt vorrebbe chiamare Roger, ma c’è chi teme l’espulsione (non proprio a torto) e lo trattiene per i polsi.

< Ma che stai dicendo idiota! Mello stà male! Me ne sbatte di quello che succederà dopo! Roger può anche buttarmi fuori dall’istituto, ma prima devo aiutare Mello! fammi passare!

Non siete commossi (dai monosillabi accentati a caso)? No? Nemmeno io. Ho voglia di uccidere un coniglietto di pelouche. Ma il cammino di Matt è irrimediabilmente impedito.

Ci fù un forte rumore

Come qualcosa che si rompeva

Chissà cosa sarà

Siamo molto curiosi

Ci sono buone probabilità che si tratti degli attributi dell’audience

Un dolore allucinante alla testa

Sangue

Elephant: qualcuno deve aver tirato fuori un mitra e fatto piazza pulita degli alunni. Se così fosse, meriterebbe una medaglia al valore per aver prematuramente soppresso questa fonte di tedio senza fine. Invece, i corpi dei ragazzi sono integri benché ofuscati agli occhi di Matt, che d’improvviso si trova di fronte Mello col corpo “rivolto verso l’alto”. Mello deve avere una struttura analoga a quegli scatoloni con la scritta “tenere sempre in alto questo lato” sul fianco. Sui suoi occhi pende la frangia. Questo dettaglio è essenziale all’economia del racconto (ma che racconto?).

Per farla breve: qualcuno dei genietti, magari uno schizzato studente di fisica nucleare, ha fracassato una bottiglia sulla nuca di Matt il cui degno compare, lo ricordiamo, dorme già il sonno dei giusti grazie a tre birre e una pasticca magica (sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria).

< Che ne facciamo di loro?>

Later on, when it’s dark, we’ll take it to some secret place and bury it.

Yeah… of course we could do that. But… you know me. Seems a downright shame… seems an awful waste…

Il ghignante bottigliatore chiama a sé tali Carl e David (Copperfield) intimando loro di portare Matt e Mello in quell posto là.

Vale a dire, laddove possano qualificarsi come partner passivi in un rapporto tra maschi adulti consenzienti?

Scopriremo ora che la Wammy’s House cela anfratti segreti e mortiferi quali nemmeno il collegio di Rule of Rose. Il quoziente di follia omicida degli orfani è pressappoco il medesimo.

I due ragazzi presero i corpi portandoli via, pensando di agire senza essere visti.

Errato

Il narratore di questa graziosa vicenda dev’essere il computer di Watari, visto il linguaggio che adopera. Due occhietti vispi stanno osservando la scena da dietro la porta di camera di Mello (ma come? Attraverso il buco della serratura? Con la vista a raggi X?), mentre il loro proprietario trema per via dei tuoni. Era una notte buia e tempestosa? Sì, ma soltanto da questo momento in poi: difatti attacca a piovere a dirotto, come di buona norma in qualsiasi fan fiction angsty su Death Note che si rispetti (mancano le campane che suonano a festa, e siamo a posto). I ragazzi (ma quali?) nel frattempo dormono felici e beati sotto le lensuola (i ragazzi sono veneti). Roger, invece, è intento a chiudere il portone dell’edificio. Ma che, alle tre di notte? Questa gente dorme con la porta aperta? Ti credo che entrano gli spacciatori e i contrabbandieri d’armi.

Due corpi, sporchi di sangue e fango giacevano accatastati l’uno all’altro in mezzo al boschetto dell’ istituto.

Hanno ucciso l’Uomo Ragno, chi sia stato non si sa

Forse quelli della mala, forse la pubblicità…

Bene. Abbiamo Matt e Mello agonizzanti nel boschetto. Attendiamo l’arrivo di Cappuccetto Rosso e del lupo che banchetterà coi loro resti. Saremo grati a quest’ultimo.

Ma no: Matt si muove appena, emette un gemito, sente il sangue che gli scorre lungo le tempie e la testa che pulsa, riesce ad alzarsi in piedi, sobbalza udendo i tuoni, di colpo s’immobilizza.

la mano destra sfiorò qualcosa di morbido e fradicio sotto di se

Mio Dio, che schifo. Ah no, sono capelli. Matt ha dunque un flash. Mi viene in mente Willy Wonka che confessa “scusate, stavo avendo un flashback”. In breve, Matt ricorda tutto quello che è successo durante il mirabolante party dieci minuti prima. Vorrà mica gli applausi? Fortuna che si ricorda d’essere in compagnia di Mello.

Indietreggiò di scatto spostando anche l’amico che, con la testa immersa nella pozza d’acqua dello stagno, non riusciva a respirare.

La pozza d’acqua dello stagno…? Li avranno scaricati del parco di Yellowstone? Fossi in loro starei attenta ai geyser (e agli orsi). Tempo un minuto, e Mello verrà proiettato sulla luna. Matt, però, non trova proprio niente di meglio da fare che stringerlo forteforteforte a sé, nel buio e nel silenzio (e i tuoni, scusate? Sono in sordina?). State già chiedendovi quanto ci metterà a violentarlo, confessate.

In realtà, il casto fanciullo continua a tenerselo stretto mentre la testolina bionda ricade all’indietro con un’espressione neutra (cioé da imbecille), occhi e bocca chiusi, un pallore vampiresco che stinge sul viso, un freddo mortifero che tutto lo avvolge (è una dollfie).

< Mello…avanti non…non scherzare > sul volto del rosso si dipinse un sorriso tra la disperazione e la pazzia

Matt è il Joker. Dopotutto: why so serious? Non dimentichiamoci che sta parlando a un individuo privo di sensi come se potesse sentirlo.

Il corpo di Mello casca a terra con un tonfo. E’ una dollfie after all.

Bright eyes, b
urning like fire… bright eyes, how can you close and fail…

Mentre Matt sta lì a scoprirsi necrofilo, Near corre su e giù per i corridoi dell’istituto con un orsacchiotto sottobraccio. Naturalmente (?) è lui ad aver visto tutto, e da bravo Sherlock Holmes dei poveri adesso vuol scoprire che fine abbiano fatto i corpi esanimi e sanguinolenti degli amici.

La storia si tinge di toni noir. L’aspetto sconvolgente della faccenda è: potevamo benissimo farne a meno.

Near ripercorre con la mente gli avvenimenti della serata e si reca prontamente in questo misterioso boschetto idilliaco che circonda la Wammy’s House (cose che manco Hogwarts).

Sicuramente era stata tutta una montatura per prendere in trappola i due ragazzini…

Elementary, Near. Ma che trappola? Qualcuno vuol morti i due? E chi? Il cervello del lettore rischia l’implosione.

Un rombo di tuono interrompe Near e lo fa rovinare a terra, tanta è la fifa che ha dei temporali quando Mello non c’è; perchè Mello si, era duro con lui, visto che noi amiamo i doppi sensi, ma durante i temporali se lo infilava nel letto e lo stringeva a sé come un orsetto di pezza (e chissà quante altre belle cose faceva pur di placare il suo terrore).

Mi domando perché Near, da personaggio freddo e del tutto padrone di sé (al contrario ad esempio di Mello, che è dominato dall’impulsività) si trasformi puntualmente o in parte della mobilia o in un accessorio adorabile, puccioso e peloso che tiene il pollice in bocca, frigna e chiama la mamma.

Near raggiunge il boschetto e corre, ma gli prende male quando assiste allo spettacolo di Mello abbracciato a Matt.

Lui chi è?

Come mai l’hai portato con te?

Il suo ruolo, mi spieghi qual è?

Io volevo incontrarti da solo, semmai!

Il triangolo no, non l’avevo considerato; ma Matt, direi giustamente, è disperato e poco se ne cura.

< Near ti prego aiutami…Mel Non si sveglia…>

Mel?! Ma chi sarebbe ‘Mel’? Mel C? Mel B? Mello è una Spice Girl in incognito. E nell’incavo del suo collo di cigno si immergono Matt e la sua disperazione. Persino Near, sempre tremante, si porta il caschetto biondo al petto, come fosse frutto del suo grembo. No, non ho idea della ragion d’essere di tutta questa melassa che tracima, tutti questi gesti affettuosi privi di senso, tutto questo OOC gratuito, tutta questa violenza nello sciagurato mondo d’oggi.

Il sangue colava dai suoi capelli macchiandogli il volto. A malapena riusciva a distinguere il rosso dei capelli da quello del liquido.

Che Matt abbia i capelli color rosso sangue mi giunge nuovo (“volevo una fan fiction, fiction, fiction, mi hai dato ‘sta boiata, con te non gioco più” canta l’Antoniano sempre sulle note di “volevo un gatto nero”).

Near, improvvisatosi medico legale, annuncia che Mello è sì vivo, ma va subito portato al chiuso. Propone così di raggiungere la casetta dietro l’istituto.

Miiii, una casetta!

Sono il conte Near, colui che viene nella notte, che vaga a destra e a manca; e ciò che manca a manca, non manca a destra.

I due si caricano il peso morto di Mello in spalla, mentre a Matt vengon su una rabbia e un desiderio di vendetta incommensurabili.

Matt, un consiglio spassionato: never forget, never forgive.

Continua…

O anche no.

Non per Ozzy, almeno, che è caduto a testa in giù in un catino; e non per me, che sto già pensando ad organizzare un esclusivo pigiama party del club giacobino, con soluzione al 7% di cocaina e rhum al cocco gratis per tutti.

Ho scritto Ti Odio sulla sabbia del gatto

Giacobini, giacobine, giacobimbi e giacobone, aprite bene le orecchie. Fatto? Bene, ora volendo potete anche chiuderle, visto che questa recensione non è in formato audio. Spero che non vi lamentiate di questa carenza tecnologica, anche perché non sempre la tecnologia porta a risultati positivi: come ricorda il compianto professor Fontecedro, dimentichiamo troppo spesso che l’invenzione del treno è stata anche l’invenzione degli incidenti ferroviari. Allo stesso modo, l’invenzione della scrittura è stata anche l’invenzione delle ficcyne.
Ma andiamo oltre, e  per la precisione rechiamoci nell’universo di Final Fantasy, ottavo capitolo. La primizia di oggi è New Entry di Rinoa_88 (link: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=254610).
L’opera è ambientata nel Garden di Balamb. O meglio, questo lo sa il lettore che conosce la trama del videogioco; chi invece non conosce bene le vicende vivrà nel dubbio amletico, visto che la nostra autrice dà tutto per scontato, ma vogliamo inchiodarla forse a simili inezie? Giammai! Quindi chiariamo per tutti che in Final Fantasy VIII i Garden sono istituti che forgiano i SeeD, truppe speciali con il compito di intervenire nei conflitti globali, i SeeD. Esaurito il momento “Fastidious Informations” passiamo alla fanfiction vera e propria, che si apre con la dichiarazione di intenti di non si sa chi:
”Io sarò in grado di salvaguardare il mondo dagli attacchi nemici e sarò capace di vincere le guerre, con la sentita speranza di porre finalmente un fine a tutte queste improduttive battaglie”
 
*O*
Subito dopo la scena cambia completamente – ammesso e non concesso che quella di prima si possa definire una scena – e inizia il primo capitolo, narrato in prima persona dalla protagonista, tale Haris, personaggio originale e matricola (ne ero sicuro, chissà perché!) del Garden. Se Haris sia nome, cognome o nickname su Netlog non è dato sapere, ma dal riassunto sappiamo che sconvolgerà i sentimenti di uno dei protagonisti della storia (CHI L’AVREBBE MAI DETTO), e sappiamo anche  che la ragazza odia svegliarsi presto la mattina.
All’ assordante squillo della sveglia sul comodino a fianco del mio letto, susseguì a fatica l’ apertura dei miei occhi, che venendo incontro all’ immagine del soffitto vuoto, mi avvertì del mio risveglio.
… con calma…
Se mi è chiaro il senso, quando suona la sveglia Haris apre a fatica gli occhi e vedendo il soffitto (vuoto, perché di solito il soffitto è utilizzato come ripostiglio a prova di gravità) capisce di essersi svegliata. Della serie “complichiamoci la vita”, come dimostrato poco dopo: mi sforzai nell’ intento di ruotare lo sguardo sul quadrante del mio orologio da tavolo e mi accorsi di che ore fossero: le sei in punto.
“Ma su una Punto potete essere massimo in cinque!”
Ok, scusate. ora che la personalità idiota di Skeight ha fatto la sua battutaccia torniamo a commentare la fanfiction; per la quale, comunque, la metafora automobilistica è molto appropriata: leggere questa storia è come guidare un auto da città su un terreno difficile, si procede a fatica, ci si ingolfa, per raggiungere luoghi poco distanti occorrono ore. Come si può definire altrimenti una frase come feci irruzione nello spazio che svolgeva alla porta di uscita, capeggiato da un longilineo tavolo?
Ma sto correndo troppo: prima di questa irruzione – evidentemente la ragazza si allena per entrare nelle forze d’assalto – Haris ha il tempo per un grosso sbadiglio colmo di torpore (dev’essere parente dell’acqua piena di fervore) e per raggiungere il bagno nella parete di fronte: se non sapessi che siamo a Balamb, crederei che la protagonista sia uno dei fantasmi che affollano le toilet di Hogwarts. Ma una volta uscita dalla sua stanza Haris incontra le sue amiche, Judy, Kim e Sarah.
Rinfrescatemi la memoria, siamo nel fandom di Final Fantasy o di qualche teen-movie della Disney?
Comunque, sta di fatto che la prima ad entrare in scena è Judy, sua compagna di stanza, che la aspetta nonostante il ritardo e le dà il buongiorno con schiettezza, cioè con una cosa che non c’entra niente con i saluti. Haris è felice che l’abbia aspettata: io al posto suo non l’avrei fatto. In effetti è sembre stupefacente scoprire che gli altri sono meno maleducati di noi. Veniamo a sapere che le due sono grandi amiche in quanto c’è tra loro una certa concordanza. E questo, converrete con me, apre numerosi interrogativi: che tipo di concordanza? Tra tempi o tra sostantivi e aggettivi? E chi delle due è la principale, e chi la subordinata? Chi è il nome, e chi l’attributo? Chi è Caino, e chi Abele? Chi è Peter, e chi è Parker?
Domande inquietanti, e nel frattempo la storia procede: arrivano Kim e Sarah, che al saluto della protagonista rispondono in coro Ciao!, al che Haris non può fare a meno di notare che è incredibile la coincidenza con la quale pronunciarono la stessa parola nello stesso, preciso istante. E santa pace, hanno detto solo “Ciao”! Avessero detto contemporaneamente “Buongiorno a te, cara Mary Sue dei miei ammenicoli”, allora sì che sarebbe stata una coincidenza impressionante.
Le quattro squinzie si mettono a parlare, ma il suono delle campane le riporta alla realtà. No, non della campanella, proprio delle campane. Avranno lezione di catechismo? Mah. Sta di fatto che allorquando tornammo a fissarci ci comunicammo con i sensi estetici qualcosa che tutte quante comprendemmo al volo. Per favore, non chiedetemi cosa siano questi sensi estetici; piuttosto, leggete questo pezzo e ammirate come venga resa alla perfezione la velocità con cui la protagonista corre per non fare tardi: Cominciai subito a correre al fine di raggiungere il più in fretta possibile l’ ascensore e mi diressi verso di esso, controllando di tanto in tanto che tutte quante le mie compagne fossero alle mie spalle e nel momento in cui fortunatamente mi rendevo conto che era così, salivo rapidamente la rampa di scale innanzi a me. Gradino dopo gradino, mi ritrovai dinanzi all’ ascensore, dove accedei con tutto il subbuglio che avevo in fisico.
Mi limito a segnalare che, se il Garden di Balamb non è stato ristrutturato di recente, le scale che portano all’ascensore sono tre gradini scarsi, ma vabbè.
Senza che nessuno se ne stupisca, le ragazze fanno ritardo. Entrano in aula, e vedono i loro colleghi già piazzati ai loro posti come studenti modello e che non facevano che contemplarci taciturni e quasi atterriti al posto nostro, ma mai atterriti quanto me di fronte a questa tortura della lingua. Per fortuna adesso la scena madre si avvicina, ma prima le nostre quattro amiche devono ascoltare il rimprovero della professoressa Quistis, che si voltò verso di noi e posò cautamente la sua stecca di legno sulla cattedra, con un estrinsecazione del volto parecchio seriosa (pietà…). La prof è piena d’ira per quello che è il terzo ritardo delle quattro, e fa una paternale di mezzora in cui le minaccia di espellerle dall’istruzione alla maturità (eh?) se ne faranno altri due. Certo. E se fa tutto questo per qualche ritardo di pochi minuti, allora a Seifer che ha solo abbandonato una postazione da difendere dagli invasori di Galbadia che doveva fargli, decapitarlo di fronte alla classe? Domanda lecita, ma occorrono due precisazioni:
1)      le ragazze non sono in ritardo, ma in non puntualità, come scrive Quistis sul registro. Del resto, anche questa ficcyna non è scritta con i piedi, ma “non con le mani”.
2)      Seifer in realtà è in aula. Ma poco prima l’autrice ci ha detto che Quistis era tornata sulla sua decisione di abbandonare l’insegnamento, decisione che nella storia gioco veniva presa dopo l’esame, quando ormai Seifer con le lezioni aveva poco a che fare. E allora come può avvenire la scena che stiamo leggendo? Forse ce lo chiarirà la prossima puntata di Voyager.
Quello che ora importa è che il posto di Haris è, per una incredibile coincidenza, a fianco di Seifer, e, contro ogni previsione, la giovane Sue lo odia.
*cerca di trattenere sbadiglio*
Per amore di precisione, la nostra Haris sostiene che Seifer sia molto bello e affascinante esteticamente, ma indubbiamente ripugnante interiormente. Infattamente, non si può negare che spessatamente Seifer ripugni, purtroppamente, come direbbe l’onorevole Cetto La Qualunque.
Ora, che Seifer prenda in giro Haris ci sta, è proprio del personaggio. Ma che per farlo canti amò di filastrocca “In fondo non è mica colpa sua se non c’è più la mammina che la chiama alla mattina!” grida vendetta. Ma adesso arriva lo spannung: Quistis intima a Seifer di smetterla di ridere e disturbare, lui non parve nel proposito serio di finire di ridacchiare, e l’istitutrice è così costretta a sopraggiungere colui che stava rumoreggiando.
Mi sembra di essere in uno dei momenti più drammatici di Torna a casa, Lessico, ma qui non c’è il lieto fine, ahinoi.
Seifer insulta Quistis, che reagisce con violenza: gli si para di avanti per non farlo andare via (e qui l’autrice si dà la pena di farci sapere che comunque lui non sarebbe mai fuggito, vista la sua capienza di essere valoroso) e, di fronte alla calma del giovane, perde le staffe e dopo qualche secondo di taciturnità svolge una delle mani. Perché dico “svolge”? Perché stando alla storia, poco prima le mani erano avvolte in pugni. Non divaghiamo: con la mano svolta Quistis schiaffeggia Seifer, dimostrando così pochissimo autocontrollo, incapacità di gestire le situazioni difficili e scarsa fiducia in se stessa. Insomma, tutto il contrario di ciò che una brava insegnante dovrebbe essere. Non solo, ma dopo lo scatto ha pure il coraggio di mettere un due in condotta al giovane ribelle, e di invitare gli altri studenti a non imitare mai esseri come Seifer. Esseri! Alla faccia del rispetto. A questo punto, non posso che rammaricarmi che abbiano rifiutato le sue dimissioni. Forse i dirigenti del Garden avranno pensato che non era giusto giudicare una lavoratrice in base ad una ficcyna.
Il primo capitolo giunge ormai a termine, dopo aver lasciato sul terreno i cadaveri di molti elementi di lingua italiana. Sto per rilassarmi nel chiudere la recensione; anche l’atmosfera della storia, tesissima dopo lo schiaffo, si rilassa con un ritorno alla normale lezione e con una interrogazione di Haris sui Guardian Force, che va a buon fine (però mi chiedo come faccia la ragazza a sapere che i G.F. causano una perdita di memoria, visto che è una informazione tenuta segreta persino ai comuni SeeD), tanto che Quistis le mette un buon voto: - Brava Haris. – dichiarò l’insegnante, denotandomi un punto in più sul registro.
Un sospiro di malinconia mi accompagna mentre preparo le valigie per il weekend alle Isole Funiculì Funiculà.