Archivio delle Categorie: prescelti dellultima ora

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – quarta (e ultima) parte

Signore e signori eccoci con il piatto forte di questa recensione in più portate: “Scambio di Ruolo”, di Dama Galadriel.
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

Ora, vi confido una cosa: mentre leggevo la fanfiction ero indecisa se recensirla o meno: aveva delle chicche meravigliose, certo, e citazioni più o meno velate che rivelavano spiccatamente la mancanza di una trama seriamente studiata, ma era anche lenta ed aveva dei punti morti. Insomma, si correva il rischio di risultare noiosi.
Poi ho letto questo capitolo e mi sono resa conto che, se non avessi recensito questa cosa, tanto valeva chiudere Fastidious, perché una scena scritta in questo modo difficilmente ricapiterà.
Forse sono troppo ottimista, ma leggete… Questo.  

Tredicesimo capitolo: metafore isteriche.

Sorvolieremo su Sarah che va a farsi un bagno caldo (tra un po’ diverrà una rana) e Jareth che invece si fa una doccia fredda (lui è già diventato un represso); sorvoleremo su Sarah che nel cuore della notte trova un pianoforte nel castello ed attacca a suonare mentre sul soffitto si addensano nubi (Sala Grande di Harry Potter o nuvoletta fantozziana?); sorvoleremo anche sul fatto che Sarah si metta a cantare “Set Fire to the Rain” con quel ventennio abbondante d’anticipo sull’uscita della canzone. E, infine, sorvoleremo anche su Jareth in versione fanboy adorante che pensa (più o meno) “oh, come è potente Sarah, il Labirinto l’ha già riconosciuta come sua regina!”.

Sorvoleremo su un sacco di belle cose, me ne rendo conto, ma la parte migliore è quella su cui stiamo per planare come avvoltoi, statene certi.

Prima di tutto, l’abbigliamento di Sarah:
aveva indosso solo un pigiama corto di seta blu che lasciava ben poco spazio all'immaginazione
Io mi sto interrogando da ore sul modello di questo pigiama, ma lasciate che lo dica: un pigiamone in flanella avrebbe salvato almeno in parte questa fanfiction. Davvero. Non sottovalutate il potere riequilibrante di un pigiamone in flanella!

Ora Sarah si trovava sotto di lui e poteva sentire tutto il peso del suo corpo, percepiva il suo desiderio crescere e questo le fece emettere un piccolo gemito, forse di desiderio o forse di paura.
Oh, di nuovo il DESIDERIO percepibile di Jareth!

Sarah comprese che era arrivato il momento della sua metamorfosi
No, non in fae o qualcos’altro. Giuro che ho sperato anche io che intendesse qualsiasi altra cosa, ma no. Intende proprio quello che avete capito.

quei pensieri non erano esattamente “consoni” ad una ragazza ancora vergine
Se sei vergine non puoi eccitarti o fare pensieri osé. Strano, ricordavo diversamente.

cominciò a slacciargli i bottoni della camicia scoprendo quel petto così perfetto e muscoloso.
A me spiace sempre dover disilludere la gente, ma… Andiamo, stiamo parlando di David Bowie, superbo esemplare della sottospecie di umani abitanti l’inghilterra chiamata Homo Rachiticus.

ma prima di arrivare al punto di non ritorno (Fantasma dell’Opera, sciò. Non è il momento), i nostri fanno una breve pausa, assolutamente illogica visto che a questo punto Sarah dovrebbe essere nella condizione di voler sbranare i pantaloni di Jareth coi denti pur di toglierglieli; Jareth però decide diversamente: le porta il Gingillo Inutile, in questo caso una collana d’oro bianco col falcetto simbolo di Jareth che funge da teletrasporto (la definizione data dall’autrice è “ponte tra i due mondi”, ma non vorrei che il Fantasma dell’Opera si galvanizzasse troppo).
Poi tornano a pomiciare come se nulla fosse accaduto.

Jareth l’aiuta a sistemarsi la collana e ne approfitta per farle cadere gli spallini del pigiama:

Quel tocco, così piacevole, fece trasalire Sarah che si girò di scatto mettendosi a cavalcioni su Jareth.
Ancora, sono dell’idea che girarsi di scatto mentre qualcuno ha il naso a dieci centimetri dai propri capelli non sia una idea delle migliori, a meno che non si abbia una avversione per la forma del naso del proprio partner…
 
sembrava che le sue labbra non avessero mai assaporato la pelle di una donna
Infatti c’ha dato dentro solo con esponenti del Piccolo Popolo…

Le mani, quasi in possesso di vita propria[Dunque contro il suo volere?], scesero sotto la maglia fino ad arrivare ai suoi boccioli di rosa[…ARGH.]. Delicatamente le sfilò l'ostacolo di seta[è il pigiama: “ostacolo di seta” è immotivatamente aulico] e accarezzò i suoi seni prima con le mani poi con le labbra.
(…)gli sfilò la camicia e potè ammirare, in tutto il suo splendore, il petto di Jareth che si stagliava maestoso di fronte al suo viso arrossato per l'emozione.
Questo kink (riscontrato anche in altre fanfiction su Labyrinth) per il muscoloso petto di Jareth non ha assolutamente ragione di esistere.

Sarah poteva sentire la virilità[no… La virilità no… Per favore!] di Jareth crescere costretta sotto i pantaloni e decise di liberarla [Free Dick]; con un gesto che le sembrò il più naturale del mondo, gli slacciò i pantaloni e glieli tolse. Il suo corpo era perfetto e Sarah lo contemplò come se davanti avesse la statua di un dio greco [Immaginatevelo, un dio greco con quella pettinatura].

Jareth infilò la mano nei suoi pantaloni fino ad arrivare agli slip e sentì che un umido innocente le aveva bagnate.
Non so come funzioni tra ferie, ma quell’umido lo si può chiamare in qualsiasi modo fuorché innocente: non lo è per definizione.

Ora i suoi movimenti si fecero più insistenti e la sua virilità[E daje…],ormai matura [è… un cocomero?], premeva per entrare nel luogo più intimo di Sarah[… Mi sono persa. Jareth vuole infilare un cocomero nel cervello di Sarah?].

Sentì la pressione del Re [Per chi non l’avesse capito, “la pressione” è il cocomero] farsi strada nella sua intimità [il femminile di virilità], fino a quando non incontrò l'ostacolo primordiale [Oh per Bowie, chiama le cose con il loro nome! Imene! IMENE! Ed è all’apertura della vagina, quindi la pressione, che poi è un banalissimo PENE, non si è fatto strada da nessuna parte!], e prima di entrare definitivamente nella sua alcova [VAGINAAAAAAAAAA!] (…) quando l'inevitabile dolore [In realtà non è così inevitabile. C’è a chi la prima volta non fa male. Beate loro, comunque.] arrivò, s'irrigidì e chiuse gli occhi.
In quel momento la metamorfosi di Sarah fu completa, abbandonò infine l'ultimo barlume della sua adolescenza ed entrò definitivamente nella vita adulta.
…Chissà se le sono spuntate le ali.

Ora. In questo tripudio di idiozie (la prima volta che ho letto “l’ostacolo primordiale” ho squittito e  fatto un balzo sulla sedia. Non ho riso apertamente perché erano le tre di mattina), Jareth fa l’unica cosa IC, l’unica azione che reputo degna di lui di tutta la fanfiction e l’unica per cui provo un po’ di rispetto: chiede a Sarah di pronunciare il suo nome mentre viene.
Per un attimo Jareth torna ad essere il bastardo faerie calcolatore che amo tanto. Poi inizia a segamentalizzare e rovina questo bel momento. Purtroppo capita, quando ci sono Mary Sue in giro (questa versione di Sarah corrisponde ai parametri).
 

Quattordicesimo capitolo: incredibile rivelazione e il colpo di scena
che MAI ci saremmo aspettati.

So che già lo sospettate, ma ve lo dico lo stesso: nel titolo del capitolo ho mentito.
In soldoni: Sarah si sveglia e Jareth non c’è. È seduto sul trono (no, non ha avuto un attacco di dissenteria… Il trono vero!) a segamentalizzare.

Dopo tanto tempo era riuscito ad averla tra le sue braccia, accarezzare la sua pelle di seta bianca come porcellana, baciare le sue labbra rosee ed inesplorate e poi cogliere l'essenza della sua innocenza che lei gli donò amorevolmente[Gli avesse donato delle concordanze, insieme all’innocenza, non sarebbe stato male. Invece ci becchiamo la frase melensa e pure scritta male. It's not fair!].

Non poteva sopportare l'idea di quello che le aveva appena fatto[già, essere IC è così insopportabile…]. Lui l'amava, terribilmente, totalmente, fisicamente, mentalmente [supercalifragilisticamente no?], ma aveva anche una missione da portare a termine [His name is Bond. Jareth Bond]e questo tormento interiore gli stava lacerando l'animo[ La famosissima moralità dei Faerie, sì. Perché esiste un film intero per dimostrarci che Jareth non ragiona secondo gli schemi dei mortali quando poi le autrici di fanfiction se ne sbattono e lo rendono il classico belloccio da Harmony?].

Sarah sta per pronunciare per la terza volta il nome di Jareth, ma lui la ferma e le spiega cosa deve fare per salvare il Labirinto. Cosa che avrebbe potuto sentire  dal Saggio, non fosse corsa via, ma serviva il Momento di Disperazione per arrivare alla scena di sesso e la Grande Rivelazione dopo la scena di sesso, così da fare allontanare i protagonisti. Imbastire una trama complicata è difficile, e a noi piace vincere facile (bom xibom xibom bombom!). Jareth rivela anche che, se l’Underground venisse distrutto, il mondo di Sarah farebbe la stessa fine. Motivazione che, a mio parere, renderebbe chiunque molto più propenso a salvare capre e cavoli… Chiunque tranne (ovviamente) Sarah l’isterica che, nel frattempo, capisce (oddio, in realtà Jareth glielo rivela senza troppi problemi) il trucco del nome.

“Mi ami!?!? Mi ami?!?! Tu sei una grandissimo stronzo bastardo!!! Io ti ho donato la cosa più importante che avessi[Oh, Bowie… ] . Io ti ho donato il mio cuore e tu mi hai ingannata!! IO TI ODIO, TI DISPREZZO PROFONDAMENTE!! Non mi interessa proprio niente di questo dannato Regno[Ma hai sentito cosa ha detto prima? Non è solo il suo regno ad essere in pericolo, idiota…] e non mi interessa niente di te!!” Sarah aveva le lacrime agli occhi. Era stata ferita e tradita. Si avvicinò e gli diede un sonoro schiaffone.
Olè, la scena da shojo manga.
Sarah-chan, ascolta i buoni consigli della sensei Bellatrix: considerato che non c’è scampo, ti tocca accettarlo questo ruolo nel Labirinto. E pensa, ha dei lati positivi: ti renderebbe ben più potente (sic!) del tizio con cui sei incazzata a morte, oltre che la sua sovrana indiscussa.
Pensa al ventaglio di opportunità, e ricordati che anche Malefica era una fata, solo che aveva i coglioni girati.

Ma anche qui, se Sarah si fermasse a cogitare una seria vendetta ai danni di Jareth, mancherebbe l’angosciosa scena che vogliamo A TUTTI I COSTI avere (no? No. Ma ce la pigliamo e senza vaselina) prima dello scontatissimo happy ending. E dunque Sarah sfiora il comunicatore, dice “Scotty, teletrasporto!” e si ritrova a Dublino.
Sarah aveva toccato il ciondolo che le aveva regalato la sera prima, pensò intensamente alla sua stanza a Dublino e scomparve in una nuvola dorata.
Per non essere ancora una ferie, Sarah ha già preso le glitterate abitudini di Jareth.
 

Quindicesimo capitolo: la vecchia parente e il racconto strappalacrime
che convince la protagonista a tornare dal suo eterno ammoreh

Io… No, dai, lo salto questo capitolo: tanto è una cosa trita e ritrita.
Sarah si dispera, la zia col nome assurdo le racconta la storia della figlia, Cathy, deceduta dopo un due di picche. Così, dopo aver visitato la tomba di Catherine (che non dorme sulla collina ma è seppellita nel giardino/cimitero dietro casa), Sarah capisce che deve tornare da Jareth.

Sedicesimo capitolo: La bella e la bestia (e Sailor Jareth colpisce ancora)

Jareth si deprime. Martinus gli suggerisce di dare la sua vita immortale (pare che, grazie alla dichiarazione di Sarah, sia “guarito”. Io ricordavo che dovesse anche sceglierlo come sposo, ma dettagli).

Ancora non poteva crederci.
Era successo tutto così in fretta.
Stava morendo per colpa di Sarah.
Sarah era tornata nel labirinto per aiutarlo.
Sarah gli aveva dichiarato il suo amore.
Sarah lo aveva guarito dalla maledizione.
Lui aveva tradito Sarah.
Sarah era fuggita.
Lui doveva morire.
… L’avesse scritta così l’avrei preferita. Almeno non sarebbero stati SEDICI CAPITOLI in cui due personaggi non fanno nulla di sensato.

Dunque Jareth tocca l’obelisco e gli trasferisce la sua forza (sono abbastanza sicura di aver visto le altre Sailor morte, sullo sfondo) proprio mentre Sarah torna nel Labirinto. In una scena che ricorda molto il dialogo tra Atreyu e l’Imperatrice, Sarah e Martinus parlano del futuro imminente del Labirinto (ma cercate di salvare quel povero idiota là dietro, piuttosto!); Sarah perde altri momenti preziosi e Jareth muore. Solo allora Martinus (che abbiamo capito essere una grandissima stronza) ricorda a Sarah che può ancora salvare ciò che è rimasto, pronunciando il nome di Jareth per la terza volta.

“No! Non posso! Non capisci, non posso abbandonare i miei genitori, i miei amici, la mia vita!”
Ricordiamolo ancora una volta per chi si fosse messo solo ora all’ascolto: tutti e due i mondi verranno distrutti se lei non prende il suo posto, quindi di genitori, amici e vita non rimarrà nemmeno il ricordo.
Sono queste le scene che ti fanno invocare un fulmine sul server di EFP: perché, per il sospensorio di Jareth, o si crea una Mary Sue o una cretina. Una Mary Sue cretina è irritante oltre ogni limite. Ed a riprova di questo:

“Smettila!! Smettila di ripetermi che sono la Regina di questo posto! Lui è il legittimo Re!” disse indicando il corpo di Jareth.
Bravi, legatelo al suo cavallo (quale?) così magari le truppe (quali?) si sentono motivate e il Nulla prende paura e scappa. Con El Cid si dice abbia funzionato.
Per farla breve, Sarah accetta solo quando Martinus (che ricordiamo essere una stronza) le rivela che, accettando il suo compito, potrebbe resuscitare Jareth.
… Ma dirlo prima?
Sarah pronuncia il nome di Jareth, salva il mondo (è una Sailor anche lei) e si risveglia come fae.
 

Diciottesimo capitolo: e ogni dignità fu spazzata via, insieme a Nulla e logica.

Sarah si risveglia in versione Mary Sue potenziata, torna al Labirinto, scambia saliva con Jareth resuscitato come il Medico Maceti, si sussurrano dolci parole d’amore (io vomito arcobaleni), decidono di sposarsi (arcobaleni… ARCOBALENI OVUNQUEEEE!), trombano (una sveltina, quasi a secco e lei viene dopo poche spinte. È la sua seconda volta. Certe cose sono troppo anche per una storia in cui uno dei protagonisti è il Re dei Goblin, bisognerebbe ricordarselo).

Il giorno dopo Sarah inizia la ricostruzione, aiutata da Jareth. Prima comunque si crea degli abiti da regina moderna (jeans, maglione e scarpe da ginnastica. Sigh.). Ma non è finita.
Ricostruiscono il castello:

Sarah immaginò un castello molto diverso dal precedente, quasi fiabesco, con alte mura bianche, torri con guglie a punta, bandiere sventolanti.
Jareth ride, credo a causa di un attacco isterico. Io piangerei.

Ricostruiscono il Labirinto, ma senza la Gora.
“Io ci sono passata e, ti assicuro, che era una cosa insopportabile. Non voglio che nel mio Regno esista una cosa del genere”
Ma santo cielo! Jareth, fa qualcosa, opponiti, Organizza un referendum! Dai il via ad una petizione per evitare che l’habitat di Sir Didymus sparisca per sempre… QUALCOSA!
 
Cooomunque… Tra rose e fior, nasce l’amor, Sarah e Jareth si vanno a sposar. Lui dice sì, lei dice sì, si danno un bacio e lei ritrova i suoi amici (che lui le aveva “nascosto” per farli apparire il giorno delle nozze, come suo regalo, mentre lei si preoccupava per loro. Roba da prenderlo a testate). Poi è il turno di Sarah di svelare il suo (scontatissimo) regalo allo sposo. Per chi non ci fosse ancora arrivato, finisco la canzoncina:

partono in due
tornano in tre
questo vuol dire che è nato un bebè!

*Fine*

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – parte seconda

Se pensavate che avrei lasciato passare (come al solito) mesi prima di pubblicare il seguito della recensione, vi siete sbagliati di grosso: questa volta non sarò così magnanima.
Puppatevi la seconda parte!

Il titolo del piatto del giorno (riscaldato: sono sedici capitoli, non vorrei farvi fare indigestione servendoveli tutti in una volta) è “ Scambio di Ruolo”, l’autrice è sempre  Dama Galadriel e il link è ancora http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

 

Quinto capitolo: spiegazioni farlocche e profezie assurde

Oh, questo è uno dei miei momenti preferiti, nelle fanfiction. Già saprete che la mia grande passione sono quei gingilli di bassa bigiotteria che spesso e volentieri appaiono nelle fanfiction, carichi di pietre preziose, metalli pregiati e poteri inutili, ma non posso negare un piccolo feticcio anche per le profezie/maledizioni/altro, specie quando sono in rima (comunque non disperate, poi arriva anche il gingillo inutile).

La nostra profezia ci viene mostrata durante un flashback in cui Jareth, ancora bambino, riceve tale interessante ammonimento da una Sibilla (non la Cooman).

Vedrò un mondo che non mi sarà caro:
estate senza fiori,
mucche senza latte,
 
Un età empia e piena di odio
riempirà molte ere.

 [Io questa cosa l’ho letta e mi è sembrata sensata. Fino a qui. Poi peggiorava in maniera sospetta mi è venuto il dubbio che, come altre mille cose in questa storia, non fosse farina del sacco dell’autrice. E di fatti è tratta dalle profezie della Mórrígan; http://bifrost.it/CELTI/Fonti/LiricaIrlandese-ProfezieMorrigan.html]
 

Un giorno lontano, però,
quando il sole e la luna
si baceranno
un bambino con gli occhi color cielo nascerà,
il grido di dolore
in gioia si trasformerà
e il sogno del labirinto a brillare ritornerà.

[Se mezza profezia scopiazzata verrà, l’autrice sforzarsi dovrà, di scrivere qualcosa di altrettanta intensità. Altrimenti il risultato sarà una vaccatà. Trallallero trallallà. ]

 

Quando il simbolo verrà dato al legittimo Re
molte ere di pace vivremo
finchè un giorno
una fanciulla con occhi color smeraldo
risolverà l'enigma,
il labirinto la sua vera Guardiana avrà
e il Re deposto verrà.

[E io lo dicevo che era una schifezzà!]

 
In pratica, Sarah ha risolto il labirinto per salvare il fratellino (che altrimenti sarebbe diventato un goblin) e dunque è destinata a diventare lei stessa una Fae e regnare sul Labirinto. She fought the law and the law won, evidentemente. Se non accetterà il suo compito, il labirinto si sgretolerà (devo dire che non ricordo mura molto solide nemmeno prima) e verrà preso d’assalto da un nemico; il tutto mentre Jareth sta perdendo nemmeno troppo lentamente i suoi poteri, cosa che lo condurrà alla morte.

Ora, per fare avverare la profezia, Sarah deve pronunciare il nome di Jareth tre volte (sì, sì, signor Burton, comprendo il suo disappunto. Ma adesso, per favore, prenda il numerino e aspetti il suo turno, che non posso raccogliere tutte le lamentele in una sola volta. Devo ancora trascrivere quella del signor Gaiman per il discorso sulle divinità che hanno bisogno che qualcuno creda in loro, quindi si sieda lì buono buono, ok?). Per fare sopravvivere Jareth, invece, “Lei ti dovrà dichiarare il suo amore, in maniera sincera e completa, senza inganni e senza trucchi e reclamarti come suo Re”.
Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, che ci fa qui? Ah, reclama per “La Bella e la Bestia”? D'accordo, si metta in fila, ma sappiamo entrambe che ci sono versioni discordanti riguardo i suoi diritti su quella fiaba; vedrò che posso fare, ma per ora dobbiamo andare avanti col…


Sesto capitolo: le inutili seghe mentali di Sarah.

Sarah si sveglia e segamentalizza. Compare una delle sfere di cristallo di Jareth e Sarah segamentalizza. Compare Jareth e Sarah segamentalizza ancora; però un po’ sbava anche perché Jareth è – come sempre – un figo. Jareth capisce che Sarah lo vuole e il suo Ego ne è rinfrancato. Battibeccano un po’ sul fatto che lei ha pronunciato il suo nome, e no, non è vero sì, è vero (Sarah sai meglio di me che non posso manifestarmi ad un umano senza che lui mi chiami e, per quanto tu mi stia a cuore, non fai eccezione a questa regola… no, ma da quando? Non può rubare bambini senza una precisa richiesta, ma ‘sta cosa del manifestarsi è del tutto nuova), no vattene. Jareth fa vedere a Sarah, tramite una delle solite sfere, che nel sonno lei ha davvero invocato il suo nome (il solito guardone…). Jareth le dice ciò che a noi viene ripetuto da sei maledetti capitoli, ovvero che, nel salvare il fratellino, ha compromesso l’equilibrio dell’Underground.

Improvvisamente capì di essere stata molto egoista ed ora ha paura.
Ha salvato il fratellino da un futuro verdognolo tra le galline, rischiando più volte la vita. Egoista è proprio il termine che mi viene in mente per descriverla, senza dubbio. Ma sappiamo che Sarah è bipolare, dunque andremo avanti nella lettura senza porci troppe domande (sì, lo so, dovrei dire qualcosa anche sui tempi verbali, ma questa ficcy è tutta scritta così, ormai non ci faccio quasi più caso. Ho detto QUASI).

Jareth fa dunque leva sul senso di colpa di Sarah e i due tornano nell’Underground, dove tenteranno di salvare il Labirinto nei tredici giorni rimasti alla sua inesorabile fine. E già che c’è Jareth tenterà di fare innamorare Sarah.

Settimo capitolo: imbarazzi francamente inutili.

Dunque, i nostri arrivano al Labirinto. Abbracciati, perché si sa che è così che ci si arriva. Nelle ficcy.
La realtà era che Sarah non aveva mai abbracciato un uomo, a parte suo padre naturalmente e questo le procurava un certo imbarazzo.

Con tutte le ragioni possibili per avere una Sarah imbarazzata da un abbraccio con Jareth (faccio un solo esempio abbastanza eclatante: gli aderentissimi fuseaux di Sua Maestà), “ha diciotto anni ed ha abbracciato solo il papà” non è una opzione.

  Quella foresta in cui lei era capitolata sotto l'incantesimo di Jareth ora emanava malvagità e lei sentì un brivido attraversarle la schiena.
 Prima invece era un posticino per bene.
 Jareth le spiega come cambiarsi i vestiti con la magia e partono per il disfattissimo labirinto.
 

Ottavo capitolo: fantasia (Fantàsia) portami via

Nulla di interessante da segnalare fino alla Scena Madreh, quella tipica di ogni ficcina in cui i protagonisti partono da una situazione di “mi ispiri tanto sesso, provo anche dei sentimenti per te ma comunque piuttosto che dirtelo mi strapperei tutte le unghie.”: il salvataggio dell’Amato da un Pericolo Improvviso con successivo capitombolo in Posizione Imbarazzante.

Lui non fece in tempo ad alzare la testa che Sarah, con un balzo felino [e nessuna abile mossa? Sono contrariata.], gli fu addosso e lo spinse lontano dalla frana, salvandogli la vita.
Quando corse verso di lui, Sarah era completamente preda dell'istinto e tutte le sue inibizioni e paure per un momento scomparvero.

Sì, beh, Bowie fa questo effetto a molte (il video successivo, dal minuto tre, ne è una prova lampante).
 

 

Il suo seno era premuto sul suo petto liscio e caldo, le sue braccia erano saldamente aggrappate alla sua schiena, i suoi fianchi combaciavano perfettamente a quelli di lui e le sue labbra erano a meno di un centimetro dal suo bellissimo viso.
Questa gli si lancia addosso a razzo e semplicemente si trovano stesi l’una sopra l’altro. Per cose molto meno acrobatiche la gente rischia il trauma cranico e due incisivi.
 
Sarah respirò lentamente inebriandosi del suo odore, i suoi polpastrelli gli accarezzavano dolcemente il petto imprimendo nella mente la mappa dei suoi muscoli perfetti [Quali muscoli?]. Per un istante le loro intimità si sfiorarono mentre le loro labbra erano talmente vicine che rischiò di abbandonarsi definitivamente a quella passione tanto temuta e bramata.

No, aspettate… Cos’è che ho appena letto?
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
No, dai… No. Non ci credo.
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono

Ok, cedo all’evidenza.
A parte che l’osso pubico di Sarah, dato l’impatto, dovrebbe aver appena fatto molto molto molto e ancora molto male al nostro Re (la prossima volta ci penserà due volte prima di indossare quei pantaloni!), le intimità che si sfiorano sono… Agghiaccianti. Le metafore e le similitudini sessuali sono agghiaccianti quasi sempre, e “intimità” inteso come pene o vagina è usurato. Ma vi anticipo che questa è la prima di una serie di metafore esilaranti (la scena di sesso meriterebbe una recensione a parte e una pagina Facebook tutta per sé per quanto è assurda).

Jareth sentiva il calore del suo corpo sopra di lui, eccitandolo
Sto immaginando cose brutte. Una erezione alla Ryo Saeba, per dirne una. Jareth prova a baciarla, lei si scansa.
Ma non poteva immaginare che Jareth aveva anche percepito il desiderio che lei provava nei suoi confronti.
 

Vostra maestà, invece che percepire e gongolare, dovreste preoccuparvi del vostro, di desiderio, dato che con quei fuseaux è praticamente impossibile non… Percepirlo.

*Fine seconda parte*

 

P.S.:  il resto della recensione arriverà nei prossimi giorni, probabilmente entro domenica arriveremo alla fine.

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili

Pensavo…  Ogni tanto bisogna cambiare, no?
Ebbene, mi sono resa conto di non recensire altro che fanfiction su Harry Potter da ben TRE ANNI.
Non ho scuse, sono stata davvero monotematica. È ora di rimediare.

Nonostante i ventisei anni si avvicinino, mi sento sempre un po’ bambina, quindi rimarrò sul genere libri/film per ragazzi (beh, in questo caso film/libro). Stasera Labyrinth signore e signori.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

Il titolo del piatto del giorno è “ Scambio di Ruolo”, l’autrice è Dama Galadriel.

Primo capitolo: stelline e tempi verbali a caso.

********* [Si deve essere incastrato un tasto…]Sono passati ormai 3 anni dalla sua avventura nel labirinto, ma Sarah non riesce proprio a dimenticare i suoi amici [Non era nei piani, infatti… Solo io ricordo qualcosa sul fatto che i suoi amici sarebbero rimasti per sempre con lei, nella sua fantasia eccetera? O la versione italiana è differente? Il DVD effettivamente l’ho comprato in Germania… ], Hoogle, Sir Dydimus, il suo adorato bestione Ludo e neanche Lui [Lui chiiii èèèèè… No, ok. È solo che la lettera maiuscola per far capire che è proprio quella persona specialespeciale è così patetico…]…purtroppo per quanto si sforzasse, l'unica persona che avrebbe voluto dimenticare continuava a restare nella sua mente e nel suo cuore….. Aveva ancora vivido davanti agli occhi il loro scontro nella stanza di Escher e le parole che aveva detto le riecheggiano nella mente come palle di cannone… “Tu non hai nessun potere su di me”, e poi fu il buio [il mio cervello sta implodendo: i tempi verbali di questa fanfiction sono meno coerenti della gravità della stanza di Escher]. Si ritrovò nella sua stanza contenta che la sua avventura fosse finita, che il piccolo Toby dormisse tranquillo nella sua culla, ma non poteva neanche immaginare a quali conseguenze avrebbe portato la sua tanto sospirata vittoria contro il Re di Goblin.
Ora, dopo un’introduzione del genere, dovremmo aspettarci qualcosa. Azione. Tempo e spazio messi in discussione, insomma, QUALCOSA.
Ma ancora non è tempo.
 

Secondo capitolo: diamo tutte le colpe del mondo a Jareth

Long story short: Sarah ha una adolescenza di merda. Capita, con le adolescenze, penso che possano concordare quasi tutti su questo. Il problema è che Sarah affronta tutto questo come ha sempre fatto: si rinchiude in casa e legge libri, rifiutando le persone (e i ragazzi) per avere il totale controllo del suo piccolo mondo.
Non so, mi sembrava ci fosse stata una crescita, alla fine del film. Mi sarò sbagliata.
Ogni tanto si fermava a pensare a lui e nella sua mente urlava più forte che poteva:
“Dannato Re di Goblin, mi hai veramente rovinato l'adolescenza!!!!”

Obiezione! Per una volta, il mio cliente (la Sua Glitterosa Maestà) non ha colpe. Perché inveire così contro di lui?

I suoi genitori, o meglio suo padre [Ci sarebbe pure una bistrattata matrigna, in realtà], proprio non capiva o forse non voleva capire come si sentiva e cosa stava passando in quel momento, voleva tanto sua madre, ma lei purtroppo non c'era più.
Io non vorrei traumatizzare qualcuno, ma, ma… La madre di Sarah è viva. Giuro.
Se avete letto il libro, saprete che è una attrice ed ha un nuovo compagno, attore anche lui, bono come il pane e per il quale Sarah ha una adolescenziale cotta (e che, ci scommetto, assomiglia parecchio a Jareth).
Se non avete letto il libro (ma avete visto il film così spesso da avere “consumato il dvd a forza di vederlo e rivederlo”), avrete potuto notare questo:

 

Photobucket


Comunque, è tempo di College e Mark, da sempre innamorato di Sarah, le chiede dove andrà. Lei risponde al Trinity College e lui le chiede perché è così ansiosa di andare a New York ( Mark, sei un cretino: l’unica Trinity di NY è una scuola per bambini dai cinque ai dodici anni. Il Trinity College americano è nel Connecticut), ma Sarah parlava, invece, del Trinity di Dublino.

I mesi seguenti all’ammissione sono stati infernali per Sarah, la matrigna la costringeva a maratone estenuanti di shopping per rinnovare interamente il suo guardaroba e il padre non smetteva di raccomandarsi.(…) ma in fondo le faceva piacere questo senso di protezione che sentiva.
Sarah è bipolare o masochista. Ho letto l’intera storia e ancora non riesco a decidere.
Ma tagliamo corto: Sarah fa un sogno, prima di partire, in cui il labirinto è nel “caos più totale” (non è che me lo ricordassi ordinato e sensato, quel posto. C’era gente che giocava a palla con la propria testa e muri che scomparivano da un momento all’altro e delle galline nella sala del trono. E una stanza in cui la gravità era molto molto relativa. Credo che il caos fosse già di casa, lì.)
Sarah si svegliò con una strana sensazione di inquietudine addosso ma l'aveva attribuita al viaggio che le avrebbe cambiato la vita…almeno così pensava o sperava.
“Stupidi sogni!!!!” disse tra sé e sé.

Certo, sogni il labirinto nel caos (dunque… Ordinato?) e pensi sia perché stai per trasferirti. Per fortuna che hai scelto Teatro, Sarettah, perché come psicologa faresti schifo.

Terzo capitolo: cambiamenti (e primi accenni di plagio)

Mentre nell’Aboveground Sarah è invecchiata di tre anni (rendendo la fanfiction pubblicabile su EFP e con tanto di scena di sesso, essendo Sarah maggiorenne), down in the underground sono passate solo poche settimane. Ma a Jareth stanno comunque venendo le rughe.

La vergogna per aver perso contro un essere umano lo fece sentire un fallito come Fae ma soprattutto come Re, nonostante i suoi sentimenti nei confronti di quella strana creatura fossero immutati.
Capisco che bruci, ma Toby non è sicuramente il primo bambino che viene salvato dal popolo fatato. Insomma, può capitare!
Era seduto sul trono, nella sua classica posizione stanca con una gamba spenzolante sul bracciolo e il mento appoggiato sulla sua mano che dilaniava i suoi pensieri sperando di capire come una ragazzina di 15 anni innocente e inesperta fosse riuscita a risolvere l'enigma del labirinto.
Jareth, finché dilani pensieri a mani nude non riuscirai a capire nulla, fidati: i pensieri vanno formulati ed elaborati (specie prima di trascriverli, onde evitare frasi sconnesse).

Jareth era come rapito da quella voce e si diresse istintivamente verso il labirinto, in un luogo nascosto di cui neanche lui sapeva l'esistenza. [centinaia d’anni a disposizione e siamo sempre stati col culo poggiato sul trono, Maestà?]
Li si ritrovò davanti a una bambina, con lunghi capelli biondi, aveva un lungo abito bianco, un barbagianni appollaiato sulla spalla sinistra e uno strano ciondolo al petto. [Sono indecisa: Infanta Imperatrice o Luna Lovegood?]
Riassumendo: Jareth non ha più un Regno perché Sarah l’ha spodestato (non funziona proprio così…). E questo ci porta a…

Quarto capitolo: Sarah sempre più bipolare


Sarah, che:
si voltò in cerca di quella voce pungente che chiamava il suo nome cossì insistentemente e finalmente la vide… sua zia Pittipat.
Pure sorvolando sulla “voce pungente”… Zia COSA?

(dato che comunque qualcosa mi ricordava e che anche la mia beta aveva la stessa sensazione, abbiamo cercato tale nome. Nessun risultato per Pittipat, in compenso Pittypat è il cognome della zia di Rossella O’Hara. Abituatevi a questo genere di sorprese…)

La nostra eroina è a Dublino dalla prozia paterna, che le organizza una festa:

Sarah non conosceva veramente NESSUNO a quella festa, era come in un incubo, ma per non offendere la zia fece buon viso a cattivo gioco e intrattenne, più o meno, conversazione con tutti. L'ospitalità e il legame parentale degli irlandesi era inconfondibile, Sarah si sentiva stranamente a proprio agio con tutti quegli estranei, si sentiva accettata molto più che a casa sua. Era come se avesse trovato finalmente il suo posto nel mondo.
Sarah (e autrice), decidetevi: O è un incubo O ci si trova bene. O prima le sembra un incubo ma poi scopre che ci si trova bene, ma me lo devi dire (autrice), non è che debba supporlo io. Io posso anche pensare che Sarah sia veramente bipolare, se TU non mi spieghi le cose.

Quella notte Sarah sogna un piazzale di mattoni bianchi con al centro un obelisco di marmo bianco e lei se ne stava in piedi davanti all'obelisco.
Era una bambina forse di otto anni, con lunghi capelli, vestita di bianco e le sue vesti erano bordate di rosso e oro e portava un ciondolo alquanto strano.
 

La bambina dice a Sarah che se non accetterà il suo destino, l’Underground cesserà di esistere. Una persona normale a questo punto chiederebbe qualche informazione riguardo a tale destino (magari si tratta solo di indossare dei jeans piuttosto che un vestito a fiori), invece Sarah risponde:

“Avete un re che vi protegge, non avete bisogno del mio aiuto” disse lei in tono fermo e sprezzante.
Ora, qua ci vorrebbero Hoggle, Sir Didymus e Ludo incazzati neri, ma ok, non importa. Andiamo avanti!

Sarah vede Jareth morto, nel suo sogno, e si sveglia pronunciando il suo nome.
 

*Fine prima parte*

Aria nuova a Hogwarts -prima parte-

Signore e signore, vi annuncio che Elfo, il mio elfo del catino, è morto.
Questa tragedia mi ha gettata in uno stato di sconforto così profondo che gli unici Dissennatori che bazzicano per la mia cella sono quelli a cui il Medimago ha ordinato una dieta povera di colesterolo; l'unica consolazione è quella di sapere che è morto contento, mentre adempiva al compito che gli avevo affidato: in effetti è stato proprio un catino troppo pesante a stroncarlo.

Il decesso è avvenuto mentre leggevo " Phoenix – complicanze a hogwarts" opera di Lady Greece… Che per poco non ammazzava anche me.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=585630&i=1

Protagonista di questa storia è Phoenix (sì, si chiama così, ed ogni volta che ne leggo il nome ho la sgradevole visione di Ikky che si pavoneggia e se la tira come questa Marysue di bassissima lega), membro del SEP Ovvero la " Società per Eroi Potenti" (non oso immaginare come suonerebbe in inglese).

-La ragazza si era avvicinata a Voldemort, aveva chiuso gli occhi, e questo era subito morto. Subito. Senza nemmeno un avada kedavra.-

Harry, giovane e un po' naif, è sbalordito come un babbano davanti ad un banale gioco di magia e si chiede che incantesimo potente deve aver utilizzato questa ragazza. Noi vecchie streghe, con età ed esperienza dalla nostra, alla luce dei fatti non possiamo che scuotere la testa e sorridere: evidentemente la nostra Sue deve aver confuso gli ingredienti, utilizzando i fagioli magici per la fagiolata… E cccon quelli un peto diventa letale.

Peto o non peto, Voldemort muore e, tempo dopo (non ci è dato sapere quanto), Phoenix è a Hogwarts, per parlare con Silente.
In una storia sensata incontrerebbe Minerva che, alzato scettica un sopracciglio, le farebbe notare che è arrivata tardi e le consiglierebbe, dati i suoi strabilianti poteri, di provare a resuscitare il Preside con un rutto. Ma in questo universo nessuno si preoccupa del fatto che Silente sia vivo e che, differentemente da quanto accade di solito nelle fanfiction, non apprezza Phoenix. Il che è indice di quanto questa donna sia una spina nel deretano.

-Buongiorno. Potter, Weasley, io sono Phoenix. Solo Phoenix. Non mi conviene rivelare tutto di me, non vi pare? [Guarda che nessuno ti aveva chiesto niente...]-
Potter non le strinse la mano, e Ron nemmeno. –Vi ho forse offeso? Uccidere Voldemort è stato uno dei compiti più facili che mi hanno assegnato
[effettivamente non ci vuole un genio per espellere aria]. E poi, si sa com’è, quando uno conosce i punti deboli dell’altro … – spiegò lei. Ron diede un’occhiata a Harry, ma anche questo diede segno di non aver capito niente [non è che non hanno capito niente, autrice, diciamoci le cose come stanno: non hai spiegato un cazzo, che è ben diverso!]. La ragazza sorrise. –Non mi aspettavo che capiste qualcosa. Ah, dimenticavo. Stai in guardia, Weasley. Credo che il mio prossimo compito riguardi te e la tua famiglia [appunto perché non le conveniva rivelare tutto, non vi pare?]. Ma si sta facendo tardi, devo andare- annunciò lei, e si smaterializzò [ smaterializzò 'sta ceppa: non ci si smaterializza ad Hogwarts.].

Chi o cosa sia ci viene prontamente spiegato da Hermione spuntata da chissà dove (no, davvero: "disse pronta Hermione, spuntata da chissà dove"), che ci sciorina la definizione del SEP:

C’è scritto su “scuola delle antiche e prestigiose scuole di magia” [Eh?] sotto il capitolo “Società prestigiose per l’insegnamento della magia e la sua applicazione in missioni” [Che definizioni del menga dà questo libro?]. Il SEP, o Società per Eroi Potenti è la più importante società di magia e autodifesa sulla faccia della terra [Guarda, non ne avevamo dubbi...]. I suoi allievi sono molto potenti e sono molto più forti e istruiti di noi [Hermione non lo direbbe mai. E, se lo dovesse dire, non lo direbbe comunque, perché nel frattempo si starebbe mangiando il tavolo degli insegnanti per l'incazzatura]. Imparano anche la magia nera, e sanno praticare ogni sorta di incantesimi. Inoltre sono specializzati anche negli scontri con spade, archi e anche pistole del mondo babbano [Perché se puoi ammazzare con scoregge silenziose imparare ad usare spade e pistole ti tornerà sicuramente utile. Gli scontri con gli archi... Come si fa uno scontro con gli archi? Ho immagini di combattimenti rocamboleschi in cui gente nascosta tra gli alberi, tenendo saldamente una estremità dell'arco, fa scattare l'altra contro i polpacci degli avversari mentre questi cercano di accecare i primi utilizzando l'arco come uno stocco. Sì, è una cazzata, ma se queste autrici utilizzassero i termini giusti invece di scrivere parole a caso io non mi farei questi filmini mentali!!]. Sanno fare tutto [anche la marmellata di marroni!]. Una volta che qualcuno esce di lì ottiene una missione da portare a compimento [Non è una scuola normale, è il Garden di Balamb]. Naturalmente molti di loro aspirano al potere personale e ucciderebbero anche il ministro della magia stesso per ottenerlo [E giustamente il Ministro se ne sta bello tranquillo mentre vengono addestrati dei Terminator pronti ad ucciderlo]. Comu7nque, i più che frequentano il SEP sono principalmente buoni, se vi interessa. Un po’ strafottenti, ma buoni [Anche questo era scritto sul libro?]-.

Qua ho seriamente sperato che Silente la guardasse stralunato e le chiedesse che si era fumata. Purtroppo ciò non accade, anzi. Ci viene riferito che anche Lucius (che in questa fanfiction per ora nemmeno si è visto ma si sa, inserire Malfoy in una ficcina fa chic e non impegna) fa parte del SEP (veramente a me risultava che avesse studiato ad Hogwarts), ma che ovviamente è un incapace (ma non erano dei superfighi in tutto, in quella scuola?).

Nessuno sa perché Phoenix sia lì, ma in ogni caso "-Ad ogni modo bisogna ostacolarla. Non si sa mai- concluse Harry.". Giusto perché Snape è morto e bisogna accanirsi su qualcuno che obbiettivamente, fino ad ora, gli ha fatto solo favori.

-Phoenix arrivò alla sede del SEP pochi minuti dopo. Si fermò prima a bere un caffè. Salutò i suoi colleghi e guardò le missioni disponibili.- [Io l'ho detto che è il Garden.]
Liberare il piccolo villaggio di Whispers dai giganti [Pure il nome del villaggio pare preso da Final Fantasy!], processare Weasley Arthur per aver svelato il mondo magico ai babbani ( trovare prove) [Perché prima si decide di processare qualcuno e POI si trovano le prove, no?] e bloccare l’ascesa di Potter [ascesa a COSA esattamente?].
-Beh, bloccare l’ascesa di Potter sarebbe divertente, ma prima voglio fargliela pagare a Weasley.
[Perché?] – pensò Phoenix. Quindi si recò dal Capo Missioni [Fatemi indovinare: si chiama Cid Kramer...] e gli disse la missione che intendeva compiere, e quale intendeva prenotare. Al villaggio di Whispers avrebbe pensato qualcun altro [Irvine, probabilmente. O Seifer... E preferirei seguire le loro vicende, erano più carini, specie quel gran manzo platinato di Seifer].

L'indomani Phoenix inizia a pedinare Arthur. In ordine, lo vede lavorare, prendere il té, anzi, pregustare una tazza di té, usare un telefono cellulare, lavorare, fare una pausa, uscire dal ministero, smaterializzarsi, ricomparire in un luogo imprecisato di Londra (bella forza, il Ministero della Magia è a Londra…), entrare in un bar, fare una telefonata, incontrare una donna in abiti babbani, fare un Wingardium Leviosa davanti a lei, baciarla e andarsene.

L'unica che potrebbe avere da ridire su tutto questo è Molly, a mio avviso… E invece no: sono una serie di prove della Malvagità di Arthur, che vengono documentate con fotografie e video.
Il bere té è ovviamente da babbanofili perché si sa, i maghi si nutrono esclusivamente di burrobirra e cioccorane; il cellulare è ovviamente rubato perché a Londra è difficilissimo reperire un telefonino e per riuscire a procurartene uno devi commettere un "reato di furto" (ricordiamoci che Arthur ha una Ford Anglia… Ha rubato anche quella? E la videocamera se la sono inventata i maghi, dato che Phoenix ne utilizza una?); la scelta del luogo è da babbanofili perché a Londra abitano i babbani (e c'è la sede del Ministero, il binario 9 e 3/4 a Kings Cross e Il Paiolo Magico, che è l'accesso a Diagon Alley, ma sono dettagli); infine, dato che in Inghilterra devi mostrare un documento che dimostri che sei un babbano per comprare vestiti, la donna non può essere che babbana.
Che detective!

-A Phoenix, per ora, le prove potevano bastare. Guardò le foto e il video. Doveva portarli al SEP, da Ikarius, capo del SEP e suo futuro marito [arrampicatrice sociale] . Ma prima voleva vendicarsi di quello stupido ragazzino che l’aveva in qualche modo offesa [nel senso che non sa nemmeno lei come l'ha offesa, ma ha deciso che deve vendicarsi]. -

Phoenix si materializza ad Hogwarts (aridaje…) e, trovato Ron gli fa vedere le foto di Arthur che bacia la bionda.

"–deludente, no?- disse – le porterò a Ikarius. Presto tuo padre sarà ad azkaban. Grazie a me. E io riceverò lauti guadagni e molta fama. Meno male che tuo padre lavora al ministero e si occupa delle cose babbane … mi darà più fama, sai?- "

In questo momento mi piacerebbe prendere sotto braccio Phoenix e, da vecchia strega quale sono, farle capire come va la vita e come gira il mondo.
Con la pazienza di Merlino ne "La spada nella roccia" le farei sapere che per ogni men c'è sempre un più e che di Arthur Weasley non gliene frega un fico secco a nessuno, e che non sarebbe certo il dipendente del Ministero più importante o in vista al centro di uno scandalo. Con l'accondiscendenza che si dimostra ai più giovani le farei notare che l'amore è la forza più potente al mondo, anche più potente della gravità in un certo senso, ma che mostrare un Wingardium Leviosa a qualcuno ti può portare al massimo ad un provvedimento disciplinare e non al carcere. Dopo averle raccomandato di mirare sempre in alto ed averle spiegato che se non rischia non rosicchierà un bel niente, la disilluderei sul fatto che baciare i babbani non è un reato e che anzi, ci sono maghi sposati a babbani: i mezzosangue non li porta la cicogna. Infine, prima di partire per Honolulu, le farei presente che l'unico motivo valido per rinchiudere Arthur ad Azkaban sarebbe per proteggerlo da una Molly comprensibilmente incazzata per il bacio alla bionda.

Purtroppo non posso farlo e così la nostra protagonista se ne va a dormire beata, convinta che la sua missione sia l'equivalente magico di una operazione per incastrare Don Corleone, quando in realtà è più simile ad una multa per divieto di sosta ad opera di un ausiliario del traffico.

Gloria in excelsis

Una grande casa.
Sembra vecchia. Lo è.
-Zoom-
La porta. Si apre e cigola.
Corridoio buio. Tappezzeria muffa e stinta.
In fondo, sul pavimento di legno sollevato dall’umidità, una botola.
-Zoom-
Una cantina. Soffitto a basse volte di mattoni anneriti.
Nell’angolo, a terra, un oggetto nero, lungo due metri circa.
Una cassa da morto.
Uno scricchiolio. Il coperchio si solleva.
E lì…

Cosa ci fate in casa mia? Eh? Una vecchia signora non può requiescere in pace, o farsi un sonnellino che dir si voglia, senza essere disturbata?
Mah, che tempi, che tempi!
Va bene, ormai sono sveglia. E non stupitevi, con la lombaggine che ho è proprio il caso che dorma sul duro.
Comunque. Prima di chiudere i miei presbiti occhietti coperti da graziose cataratte grigio pallido stavo leggendo. Questo: efpfanfic.net/viewstory.php?sid=468647&i=1, opera di Pinca.
Perché dovete sapere che sono nostalgica. Ah, i giorni di Hogwarts, quel vetusto castello pieno di spifferi, con le sue aule gonfie di ragnatele e conoscenza, con le stesse facce rassicuranti… almeno, credevo fosse ancora così.
A quanto pare a Hogwarts c’è una tipa nuova.
Ancora. Spuntano come verruche. Questa si chiama Gloria Weston.
Ci si presenta con una sequela di lagne senza fine: lei è serpeverde (perdona le maiuscole, Salazar, sono scivolate via dalla pagina), ma non piace a nessuno. La Parkinson la insulta, Zabini è sfacciato con lei (cosa che mi stupisce, era un ragazzo tanto posato e sulle sue!), e per farla breve la cricca di Malfoy le fa i dispetti. Cattivo Draco, dovrei sgridarti ma ti darò delle caramelline.
La dolcissima Gloria ci comunica che, quando non viene sfottuta, viene ignorata come un misterioso arazzo di Tonny il tonnone, noto solo a lei. Piccola cara, quella è la pescheria. Hogwarts è due traverse avanti.
Ma la povera fanciulla non viene mal tollerata solo dai suoi compagni di Casa: pure Ginny, che lei vede come “viziata” (mi sfugge come quei morti di fame dei suoi genitori possano viziarla, visto che vive di abiti smessi e libri di seconda mano), la ritiene origine di ogni male del mondo. E dire che la nostra cara Gloria ha persino salvato la vita a Potter, cosa di cui nessuno la ringrazierebbe.
E allora perché nessuno la sopporta? Perché di colpo da opossum morto spalmato sull’asfalto è diventata, a suo dire, mascotte dei Serpeverde e male elementale per tutti gli altri?
La risposta ci viene astutamente suggerita già nel primo, frizzante capitolo, ma solo nel secondo (ebbene sì, miei adorati licheni da lapide) questa scottante verità ci prende come un pugno e ci gela di sconforto.
Ma anche no.
Gloria è figlia di Voldemort.
Ora, ciccina, non è che questo ti renda speciale eh! Là fuori, nel cupo mondo delle ficcyne, pullula di rampolli più o meno ufficiali del Signore Oscuro (a lui ogni benedizione). Mettiti in coda.
Ma torniamo un attimo al primo capitolo.
Vi ricordate che vi avevo detto che i Serpeverde (sì, la S è maiuscola) ce l’avevano un pochino con lei? E magari non vi siete chiesti perché?
Lei vive in orfanotrofio e non è Purosangue.
Certo, non fa una grinza. Io me lo vedo proprio Tom Orvoloson Riddle, Lord Voldemort, il Signore Oscuro, Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato, quello che si vergognava di avere un padre Babbano tanto da ammazzare lui e relativa famiglia… dicevo, me lo vedo proprio questo protonazi senza naso che prende, va da una Babbana a caso e la ingravida.
Ma sono ingenua, non riesco a comprendere che questo improvvido accoppiamento darà alla luce nientemeno che… Gloria Weston. E sticazzi.
Silente, all’alba dei quindici anni della giovincella, la convoca; probabilmente nel suo ufficio aleggiava un dolciastro fumo azzurrino, e sulla scrivania facevano bella mostra di sé filtri, cartine lunghe, sigarette mezze svuotate e magari una elegante pipa ad acqua alta settanta centimetri.
Voglio credere che fosse sotto effetto di stupefacenti, visto che ha il tatto di dire a una sua – per quanto trascurabile – studentessa “Tuo padre è Lord Voldemort”.
“No ma comunque vai tra, tipella! Ti faccio proteggere dall’Ordine della Fenice!”.
Al che, considerato che la protagonista ha l’età di Harry&Co. O giù di lì, la reazione sarebbe dovuta essere “L’ordine di chi?”.
E invece no. Gloria non è che si sconvolga poi molto. Capisce di essere una pedina importante per entrambi gli schieramenti e fa i capricci.
Voglio entrare nell’ordine della fenice. Voglio sapere tutto ciò che c’è da sapere, altrimenti non mi farò problemi a cambiare fazione” e pappappero!
Non so cosa abbia fatto per convincere il vecchio Silly, magari gli ha sequestrato l’MDMA minacciando di non ridarglielo più. Il Preside non si scompone. Fa sostanzialmente spallucce e acconsente. Cioè, ammette in una segretissima organizzazione guerrigliera una tizia minorenne che ammette candidamente di poter passare al lato oscuro giusto per ripicca. Ah, la serietà.
Ah, forse non avete notato: la narrazione prosegue a scatti e voli pindarici; una riga qui, due nel futuro, tre paragrafi due anni prima, mezzo dopodomani. Quindi non stupitevi e mantenete i nervi saldi.
Riassumendo per chi ha ormai la nausea per tutti questi balzelli: Gloria si autodefinisce molto carina, al quarto anno scopre di essere figlia di Voldemort ed entra nell’Ordine, il quinto anno ha il Marchio Nero sul braccio destro. Ce lo comunica così, d’amblè, lamentandosi di nuovo perché fa sempre male.
Ma questo non ci deve interessare, non ancora.
Dopo la fatidica chiacchierata col vecchio cannaiolo Gloria sbuffa e si annoia nel suo vecchio orfanotrofio durante l’estate; una bella fetta di Ordine la raccatta e la porta… dai Weasley.
Che culo eh?
(Che poi io ve lo dico pure, un giretto alla Tana, ai miei tempi, me lo sarei pure fatto: tanti bei giovanotti nel fiore degli anni, e quello che cura i draghi e ti prego domami, e i due Battitori che su su battete un po’anche me, e quello che cerca tesori e potrebbe esplorarmi quanto vuole… insomma, ce n’è per tutti! Ormai sono avvizzita come una prugna e rimpiango i bei tempi in cui potevo camminare senza inciampare nelle tette.)
Scopriamo che Parassita Potter è sempre lì, parcheggiato dai Weasley. E scopriamo anche che s’è rincoglionito ulteriormente col tempo.
Non ha passato Pozioni, niente G.U.F.O.
Sfigato.
Lupin glielo comunica col tatto di una mietitrebbia che passa su un nido di allodole. E, con la stessa delicatezza, aggiunge che sarà Gloria a dargli ripetizioni in vista di un esame di riparazione con Piton. Il tutto mentre mastica cibo, visto che poco prima si era tuffato sulle tartine al formaggio senza fare complimenti.
No, spiegatemi una cosa: se andate male in una materia la scuola ordina a un tizio a caso, che a malapena conosci, di un’altra classe e, presumibilmente, più giovane di te di preparati per saldare il debito?
Va bene che da voi Babbani la scuola va un po’a donnine facili, ma non siamo ancora arrivati a questo livello. Per ora. Spero.
L’ideona, comunque, è di Silente. Ah-ha! Così me la paghi, ragazzina, che mi hai chiesto di entrare nell’Ordine e io ti ho detto di sì mentre ero scimmiatissimo!
Strana didattica, devo confessare.
Vabbe’, gli adulti se ne vanno, i due giovini fanno conoscenza: Potter è imbarazzante, Gloria fa la sostenuta ma si sta già bagnando, e alla pessima figura di Harry che le chiede se è a Tassorosso la fanciullina sente un suono. Avete presente il rumore del ghiaccio secco, quando si spacca? Ecco, quello!
Io ho sentito il ghiaccio incrinarsi, quello secco proprio mai, ma la nostra protagonista ha i superpoteri: sente lo spezzarsi dei gas, il rumore di una sola mano che applaude e ha persino contraddetto Chuck Norris sopravvivendo.
D’altro canto, la povera Gloria alla Tana è a disaggio.
I gemelli cercano di farle uno scherzo ma lei, prima fra tutti –tutti!- i personaggi anche solo citati nella saga, li fa fessi. Ooooh! Ma allora è furrrba! Gloria sopporta poco tutti quanti, tranne Hermione, cui probabilmente fa pena. In realtà la nostra originalissima e misteriosa protagonista pensa che lei e la Granger siano simili, infondo. Anzi, infondo io. Gloria si scopre essere una bustina di tè.
In una manciata di righe Gloria e Hermione si alleano, fiere dei loro cervelli (gassoso ed evanescente il primo, concreto e brillante il secondo, ma comunque unici nel loro genere), fanno argute osservazioni sulla nazionalità delle capre (turche o tibetane? Dipende dal clima, diamine!) per inculcare un po’di scienza nel cranio rimbombante di Harry; in tutto questo Ginny rosica e fa il broncio e ha le mestruazioni per tutta estate.
Fine, per ora.
Essì! Mi spiace deludervi, cari i miei Stafilinidi dall’addome olezzante, ma la storia si sospende, in attesa di nuovi, scintillanti aggiornamenti.
Come andrà avanti questo stillicidio di maiuscole fuggite dallo schermo?
Scommettiamo che a Gloria, nonostante la sua giovane età, verrà affidato un compito analogo a quello del ben più esperto (e sexy) Severus? E che il Marchio Nero sul braccio destro avrà un ruolo (sempre che non serva solo a dimostrare come i Mangiamorte siano spesso poco più che bestie prive pure della nozione destra-sinistra)? E che in breve finirà a copulare come un coyote con Potter? E che l’OOC non verrà mai segnalato?
Quanti interrogativi, quale ansia pervade le mie vecchie membra rattrappite!
Bene, ora una tisanina di cicuta e digitale per tutti e poi a nanna!
Non vorrete mica che la strega cattiva venga a portarvi via?
O, peggio, che Gloria Weston vi si infili nelle mutande?

Mary Sue a Nuova Luxor – Parte II

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Avete presente il déja-vu?
Sì, quella strana sensazione di cosa vista e rivista, che mette addosso un senso di disagio profondo dal quale ci si riesce a liberare dopo un tempo che pare infinito… ecco.
Continuando a bazzicare nella sezione del Tempio dedicata ai Cavalieri dello Zodiaco sono inciampata su la mia vita con i Cavalieri di Athena, di xxxArtemidexxx (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=217888&i=1): la storia di un’altra Mary Sue infilata a forza nella storia che ha il compito di proteggere a costo della vita uno dei Cavalieri di Bronzo e monitorare gli altri e che, come d’incanto, si troverà innamorata di Crystal il Cigno.
Ad ogni modo Airish (è questo il nome della protagonista) ha un pregio rispetto a Sabrina l’angelo bianco: è figlia di Nathaniel e Elsbeth di Crillyn, (…): loro sono la reincarnazione delle divinità Ares e Afrodite. In più, dichiara lei stessa: non sono una vera e propria divinità,e apparte controllare le energie fredde non ho un potere specifico da divintà anzi,posseggo solamente in me i poteri di Ares e quelli di Afrodite. Se poi aggiungete che il dolce fiore è la figlia (badate bene: figlia, non erede) di una delle più ricche famiglie del mondo
Un “me cojoni”, concederete, ci sta tutto.
…vi state chiedendo qual è il pregio che l’angelo bianco non ha? Beh. Perlomeno il concetto di “reincarnazione di divinità” è ben noto a chi segue la saga.
Per il resto, i cliché viaggiano su binari assolutamente paralleli:
1. anche Airish ha un’antipatia epidermica per Pegasus e Lady Isabel;
2. anche Airish vede per la prima volta Crystal in occasione dell’incontro con Aspides durante la Guerra Galattica;
3. anche Airish, in barba a sangue e imprecazioni, sente il cuore battere più forte e le guance accendersi come mai prima di quel momento solo dopo pochi istanti che i suoi occhi si sono posati sulla figura atletica ed abbronzata del Cavaliere del Cigno;
4. anche Airish pone gli avvenimenti ai quali assiste su un piano del tutto secondario rispetto al suo batticuore adolescenziale per il biondino col fascino del mammone sensibile;
5. anche Airish, che dovrebbe proteggere i Cavalieri, si rivela del tutto inconcludente (eccezion fatta per l‘angolo “posta del cuore“ con Andromeda che le confida come il fratello sia cambiato dai tempi dell‘infanzia… cosa che Sabrina aveva almeno condito con un po‘ di incantesimi random, anche se completamente Out of Universe), rivestendo così la parte della svenevole donnetta da salvare nonostante i grandi poteri che possiede. Un po‘ come la Isabel contro la quale le fanghèrl amano tanto berciare (…l‘invasione delle Sue mi sta facendo parteggiare per la dea tettona; ho seriamente bisogno di uno psichiatra).
Giusto durante lo scontro decisivo con Phoenix alle pendici del monte Fuji, giusto quando, immischiandosi in affari che ovviamente non le competono, rischia seriamente di tirare le cuoia, Airish si ricorda di avere in sé i poteri di Ares ed Afrodite. E, visto che il colpo “Perfect Brushing di Jean Louis David” non avrebbe granché effetto, la fanciulla decide di ripiegare su Furia della Guerra, come le ha insegnato papà. Phoenix ha appena il tempo di sbottare con un piccato WHAT THE FUCK che Pegasus riprende prontamente la situazione in mano, riportandoci alla storyline originale. Con la stessa cura per i particolari che avrebbe un chirurgo di guerra: il colpo andò a segno e Phoenix venne colpito mortalmente e Phoenix prima di morire rivelò a Pegasus che i Cavalieri di Bronzo erano tutti fratelli,tutti figli di Alman di Thule,Pegasus non ci credè e anch’io rimasi alquanto sconvolta,intanto un forte terremoto stava squotendo quelle grotte era ora di andare.
In tre righe e mezzo, siori e siore, non solo viene fatto fuori uno dei personaggi più forti della saga ma, con una carrambata che farebbe invidia alla stessa Carrà, viene spiattellata brutalmente la verità sul concepimento non di uno, non di due e nemmeno di tre, ma di ben cento pargoletti ormai giunti alle soglie dell’adolescenza. Il tutto condito non con uno, ma con due orrori grammaticali (che ho sottolineato per agevolare i distrattoni), simpatiche virgole a singhiozzo e punti latitanti.
Cosa ne sarà dei nostri eroi?
Sopravvivranno al crollo delle grotte?
Scopriranno mai chi sia Airish in verità?
Airish scoprirà mai qual è il Cavaliere che deve proteggere?
Quando la darà a Crystal (perché, come voi m’insegnate, con le Mary Sue non è mai questione di se, ma di quando)?
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, sono spiacente di non potervi dare una risposta.
La fyccina giace incompiuta tra le rovine del Tempio da quasi un anno, come un canovaccio perduto…
…e proprio io dovevo beccarla.

Mary Sue a Nuova Luxor – Parte I

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Smielati latinisti convinti e ipocriti adoratori di grammatica e vocabolari,
Giacobini.
Le fyccine hanno il potere di farci viaggiare nel tempo, nello spazio e negli universi alternativi.
“Anche i libri”, direte voi. Ma c’è una cosa che i libri (in generale, poi ci sono eccezioni come Moccia e la Scavia che confermano la regola) non sono in grado di fare: desiderare di non aver mai avuto gli occhi per leggere. O, come in questo caso, di non aver mai avuto un’infanzia.
Dopo il grande successo di critica e pubblico raccolto dall’antico fandom dei Cavalieri dello Zodiaco (i piccioni di Piazza Duomo, tre burine cafone con gravi carenze lessicali… vi ricorda qualcosa?), ho deciso di concedervi il bis. Ma, questa volta, i morti restano al loro posto (anche perché non è ancora morto nessuno) e lasciano la scena ad Astris Knight (My version) di Sabry92 (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=266221&i=1). La protagonista è un mezzo angelo bianco che vaga per le vie di Nuova Luxor alla disperata ricerca di un taxi che la accompagni alla villa della ricca e viziatissima Isabel Saori che non si è degnata neanche di darle l’indirizzo della sua lussuosissima abitazione.
No, non siete i soli a chiedervi che cosa sia un mezzo angelo bianco. Per quel che mi riguarda, non ho nemmeno idea di cosa sia un angelo bianco tutto intero. Né lasciate che i vostri cuori palpitino nell’attesa di una spiegazione, perché non ne riceveranno. In compenso, consolatevi sapendo che la nostra peregrina ha sedici anni ed è bionda con gli occhi neri, alta all’incirca un metro e sessantacinque. Le classiche informazioni necessarie e sufficienti ad imbastire la trama di una fyccina standard, insomma: Mary Sue della quale si tende a far conoscere persino la lunghezza delle unghie dei piedi catapultata controvoglia nella vita del figo/fighi di turno.
Sclerando di brutto, il mezzo angelo bianco decide di sedersi su una panchina nella speranza che un taxi si muova a pietà. Ma a muoversi a pietà non è di certo il taxi: è solo il primo di una lunga serie di personaggi ai quali questa fyccina sconvolgerà l’esistenza.
"Comunque io sono Pegasus, tu sei…?”
“Sabrina"

Toh, la self-insertion. Quanti bei ricordi. Notare la completa assenza di cognomi nelle presentazioni. Sembra di assistere alla discussione tra il quarterback del liceo e la cheerleader un po’ svampitella.
Pegasus si offre di accompagnare Sabrina a casa Kido (cerco di fare un po’ d’ordine nel saltellare continuo tra nomi italiani e giapponesi; operazione non completamente impossibile, ma ci si potrebbe confondere), ove la maggiorata incarnazione della dea Atena spiega alla protagonista il motivo per il quale l’ha convocata.
“I miei cavalieri non hanno una vita abbastanza movimentata. Tra l’altro, manca la Sue di rito che faccia ribollire un po’ il testosterone nel sangue e che offra l’ennesima versione riveduta e corretta di quello che hanno dovuto passare dalla prima puntata del cartone/manga” è la sostanza. Diplomaticamente edulcorata con un “Tu dovresti essere l’angelo bianco, o nel tuo caso il mezzo angelo bianco, dei cavalieri di bronzo”.
Evidentemente a tutti, tranne che alla sottoscritta, è dato sapere cosa sia un angelo bianco. Ho provato ad immaginare un angelo azzurro senza blue curaçao ma, diamine, io adoro il curaçao!
“Sarai anche al corrente che io sono la reincarnazione della dea Atena, una delle più potenti dee greche”
…sono io l’unica a ricordare che Lady Isabel stava ceccando la mamma a Mylock quando, a prima serie inoltrata, rivela questo piccolo particolare ai cavalieri di bronzo?
Ed ecco che, in barba a prudenza e remore, il segreto viene rivelato all’ultima arrivata dopo cinque minuti (se ci si arriva) di blanda conversazione. Ma forse Isabel sapeva di poterglielo rivelare. Sapeva che il segreto era al sicuro.
“Fiducia incondizionata nell’angelo bianco”, dite?
No.
Certezza che l’unico pensiero trasmesso dai due neuroni della fanciulla sarebbe stato spero che gli altri cavalieri non siano brutti quanto Pegasus. Chissà… forse ce n’è uno carino.


Il primo match della Guerra Galattica al quale dovrà assistere Sabrina, l’inizio della fine per i nostri eroi, è giusto l’indomani. Si ritiene che, per prepararsi ad un evento di simile portata, che promette come premio nientepopodimeno che un’armatura d’oro, i duellanti necessitino di calma e concentrazione. Non certo di presentazioni a raffica e descrizioni che lasciano parecchio a desiderare: uno ha capelli neri e occhi neri, il secondo capelli castano chiaro e occhi uguali, mentre il terzo ha gli occhi verdi e i capelli simili.
Anch’io voglio gli occhi uguali ed i capelli simili!
Le persone con le quali sta parlando, di lì a poco, sputeranno sangue dagli occhi, ma il segnale elettrico trasmesso dai due neuroni dell’angioletto è sempre il solito: non ce n’è uno carino, povera me =(.
A farle cambiare idea è, dopo qualche minuto un ragazzo con capelli biondi, che gli arrivano fino alle spalle, e gli occhi incredibilmente azzurri: Crystal il Cigno. Il quale, dopo aver avuto facile ragione su Aspides come i più fedeli fan ricorderanno, raggiunge Sabrina non appena sceso dal ring, come i più fedeli fan NON ricorderanno:
“Ciao, sei nuova di qui?”
“Si, sono arrivata ieri ma non credo che t’interessi” (…)
“Capisco, comunque io sono Crystal”
“Io Sabrina” gli dico sorridendogli “Anche tu non sei di qui o sbaglio?”
“No, non sbagli, sono nato in Siberia, in un piccolo villaggio”
“Per quale motivo prima eri così presuntuoso e ora con me sei…” dico non riuscendo a finire la frase per l’imbarazzo.
“Sono come?” mi chiede curioso
“…Beh… sei adorabile, comunque perché?”
“Perché essere presuntuoso prima mi ha dato la possibilità di essere adorabile qui con te”

E’ una scena… beh. Romantica, non trovate?
Crystal bulletto di periferia appena uscito vincitore da una rissa che abborda la compagna di scuola che non ha mai frequentato (la scuola, non la compagna).

Alea iacta est, dunque. Sabrina ha finalmente trovato uno carino, tutto il resto passa in secondo piano.
Che Phoenix abbia fatto la sua entrata trionfale per rubare l’armatura è narrato con un’enfasi che non farebbe invidia nemmeno ad un tronista della De Filippi.
I concitati momenti che seguono, la strategia per recuperare i pezzi mancanti della Sacra Armatura trovano il loro culmine in dopo qualche noiosa e lunga ora che passo a pensare a quando torna Crystal (Ok, lo ammetto mi piace), ritornano i cavalieri con alcuni pezzi della sacra armatura. Spiega (chi? Noli me petere) loro perché sono lì e dice anche che sono metà strega e metà angelo bianco (…) Poi riprendono i loro discorsi su come riparare le armature e come recuperare il resto della sacra armatura, tutte cose che a me no interessano e che a stento ascolto, dato che sono occupata a fare altro, cioè a fissare Crystal. I successivi scontri con i Cavalieri Neri subirebbero l’identico, triste destino se non fosse che Sabrina… combatte.
Cioè, insomma. Lancia qualche incantesimo alla Harry Potter, come levitazione di sassi e materializzazione di serpenti. Il che farebbe un baffo persino allo sfregiato. Figuriamoci ad individui con fenomenali poteri cosmici in grado di muoversi alla velocità del suono (e questo nel peggiore dei casi).
Lo scontro, come immaginerete (sono buona e sensibile, ve lo risparmio volentieri!), è epico. La sua conclusione, sublime: quando spuntano altri tre cavalieri neri, l’altro lo segue e se ne vanno con la solita promessa che fanno tutti i cattivi, che sarebbero ritornati, che non finiva lì, bla bla bla, la solita solfa insomma.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, è straordinario come possa venir considerata solita solfa la conclusione di una battaglia in cui i Cavalieri di Bronzo devono affrontare praticamente se stessi e come invece non sia solita solfa il tubare (assolutamente OoC, ma figuriamoci se viene segnalato) di Crystal e Sabrina. Come non lo sia il fatto che Sabrina (nonostante la ben dimostrata poca utilità) venga trascinata a mo’ di portachiavi fino al luogo dello scontro finale con Phoenix, mentre la morte di Phoenix non è che un apostrofo rosa tra le parole e dopo questo penso si torni a casa, almeno spero, questo posto non mi piace per niente.
Ed è straordinario come questa Mary Sue, tra negozi di magia, smaterializzazioni e surrogati di Pozioni Polisucco riesca ad esser fuori luogo in modo irritante.

Parenti champignon

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Ultimamente vi ho portati in lande desolate e sconosciute, lontani dal nostro confortevole mondo fatto di sevizie, soprusi e libagioni ai danni dei luridi babbani. Ora schioccate le dita e fate accorrere i vostri elfi del catino, raccomandando loro di non scordare i fazzoletti d’organza. Perché quest’oggi, miei diletti, si torna alle origini.
Si torna al pluristuprato fandom di Harry Potter. Il mago che è riuscito a sconfiggere l’Oscuro Signore. E che non è riuscito a sconfiggere le Vestali.
L’ennesima -libera- interpretazione del destino che toccò ai nostri eroi dopo la battaglia di Hogwarts si trova tra le pagine del Tempio (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=293061), ove giulia malfoy ci narra l’incontro che cambiò la vita.
Di chi, vi chiedete?
Io ho i miei timori. Fareste bene ad iniziare a temere anche voi.

Son passati 5 (5, non cinque) anni da quando l’Oscuro è stato, ahinoi, sconfitto.
Hermione Granger ed Harry Potter sono due Auror del Ministero, mentre Ron aveva preferito la carriera sportiva, e ora era il portiere della nazionale inglese. Nazionale di cosa? Di Quidditch, presumo, ma sarebbe stato carino specificarlo. Magari, babbanofilo com’è, s’è convertito al calcio.
Harry Potter è felicemente sposato con Ginny Weasley, come lasciato scritto nel testamento della Rowling; inspiegabilmente, Hermione e Ron sono una coppia già scoppiata. Ad una domanda indiscreta del collega (com’era quell’avvocato con cui sei uscita a cena ieri sera?), infatti, la fanciulla rivela arrossendo nda che costui è un bravo ragazzo,simpatico intelligente,ma non fa per me.. perché dopo la storia con Ron non ho trovato nessuno che mi prendesse cosi..hai capito quello che voglio dire vero?Io voglio una storia,un amore come quello tuo con Ginny..dev’essere intenso avvolgente…
Un giorno di lavoro qualunque, quindi, fatto di pratiche e scartoffie che vanno smaltite, come nei migliori uffici statali che si rispettino. Un giorno di lavoro qualunque finché qualcuno non bussa alla porta. Finché non arriva lei
Entrò,la camminata regale, virgola, il viso perfetto, VIRGOLA, limpido,i capelli color del sole,pelle nivea,e gli occhi chiari,a prima vista sembrava un angelo caduto dal cielo a portare la lieta novella
Hem-hem.
Abbiamo -uh- questa sorta di Arcangela Gabriella schiantatasi al suolo dopo un’incomprensione con la torre di controllo (forse San Pietro era in pausa Lavazza con Bonolis e Laurenti) e che, nonostante lo schianto, non solo non ha riportato né un graffio né un bernoccolo bitorzoluto, ma anzi, appare come l’essere più bello visto sulla faccia della terra. Evidentemente, però, lassù nell’alto dei cieli, non conoscono l’educazione; tant’è che senza aspettare un invito a sedersi,si mise comoda nella sedia (cioè, ci è sprofondata dentro?) davanti la scrivania di Harry. Ma lei può. Lei è Giulia Cassiope Malfoy,da poco Zabini, (…) novella moglie di Blaise Zabini,nonchè figlia di Lucius e Narcissa Malfoy.
La reazione di Harry ed Hermione:

Comunque, nonostante sia pura fyccina, questa storia ha un pregio: quello d’abbattere le frontiere razziali. La bionda, nivea creatura dagli occhi cerulei, infatti, s’è data in moglie ad un individuo di origini non propriamente ariane.
Secondo un fascicolo classificato come X-File, infatti, risulterebbe che Blaise Zabini non sia un diafano angelo ribelle dai capelli neri e dagli occhi di cobalto. Eh, no. Sembrerebbe, e la Rowling pare pure d’accordo, che Blaise Zabini somigli più a Will Smith che a Gaspard Ulliel:

Ma chiudiamo questa lunga parentesi fotografica e torniamo alle mirabolanti avventure di Giulia Cassiope Malfoy in Zabini.
E sono qui per chiedervi aiuto,mio fratello Draco è scomparso.
“E ar popolo?” risponderebbero i due, dopo tutto quello che il rampollo dei Malfoy ha combinato in sette anni. E invece no. rimangono scioccati. Addirittura, Hermione in quel momento capi che l’aver conosciuto Giulia Malfoy Zabini le avrebbe cambiato la vita.
La giovin signora fornisce una spiegazione dettagliata di ciò che è accaduto negli ultimi cinque anni, ed anche prima, una spiegazione che oserei definire al cardiopalmo. Via, provate a leggere tutte d’un fiato le righe che verranno e ditemi se, alla fine, non avete bisogno di un defibrillatore anche voi:
..voi siete gli unici che potete aiutarmi a trovare mio fratello,sapete come è fatto come ragiona,ma in questi anni è cambiato.da quando ha tradito la causa di lord voldemort è stato considerato un traditore,come poi è successo anche a noi,quando anche mio padre tradi la causa per cui ha sempre combattuto,per amor nostro.Io e mia madre non abbiamo mai partecipato alla causa e alle riunioni,fin da piccola mi è stato insegnato il rispetto e l’ubbidienza che una buona figlia deve avere nei confronti dei propri genitori,ma devo pur dire di aver ricevuto amore e comprensione da loro,cosa che Draco non può dire,su di lui gravava il peso di essere l’erede maschio di una dinastia antica.Siamo cresciuti cosi,io amata e coccolata e lui torturato e mai un momento di pace.è cresciuto cosi,con degli ideali a cui non credeva ma imposti.non ha mai preso una decisione di suo pugno,fino a sei anni fa,il suo ultimo anno ad hogwarts,dove si denunciò a silente e chiese aiuto e protezione per lui me e nostra madre.
Che vi avevo detto?
Ma invece di aiutarla ad accomodarsi fuori e non a presentarsi più con simili generi di pretese, i due la stanno ad ascoltare. E non batton ciglio alla corrente continua di bestialità (anche grammaticali) che vengono sciorinate. Draco torturato? Un figlio di papà che crede che tutto gli sia dovuto, torturato? Un principino viziato che disconosce il concetto di umiltà, torturato?
Sì, certo, torturato Draco lo è, ma non dai genitori: dalle fyccine che infestano il Tempio.

Giulia si riserva di fornire ulteriori spiegazioni quella sera stessa, a cena, allo Zabini’s Manor di Godric’s Hollow. Dopo un’inutile panoramica sulle foto delle nozze Malfoy-Zabini – con tanto di Draco che sorride – veniamo messi a parte della tragedia che ha sconvolto queste due auguste famiglie: il giorno del matrimonio, dopo foto e brindisi, nella testa bacata del Divin Pargolo si fa strada quella che, a detta del signor Zabini, è una stronzata alla draco malfoy: decide di sparire. Ha scoperto qualcosa di così sconvolgente da far vacillare le fondamenta della Chiesa Catt… uh, scusate, mi sono confusa. Al neo-cognato non lascia che una lettera. Indirizzata alla sorella? No. Indirizzata alla madre? Nemmeno. "Per Hermione Granger". E, per assicurarsi che ad aprirla fosse esclusivamente la mezzosangue, draco deve aver fatto un incantesimo cosi che la lettera si aprisse solo tra le tue mani ad un mese preciso dalla consegna nelle mani di blaise..cioè un mese dalla scomparsa di draco...
Il testo è un continuo, estenuante singhiozzo di maiuscole ignorate e strafalcioni grammaticali. Ecco cosa succede a torturare babbani durante le ore di lezione:
"cara mezzosangue,hai visto?ti ho stupito..se hai ricevuto questa lettera è perchè mi hanno catturato,sono loro granger..i mangiamorte..pensavate di averli sconfitti ma ci sono pazzi peggio di mia zia bella..stanno cercando una cosa,posso darti solo degli indizi..non posso dilungarmi troppo,ho poco tempo..sono braccato da molti lati,in questo momento non abbiate cura di me..starò bene,e se mi eliminassero non sarebbe una tragedia..ma voglio che il segreto che porto dentro di me lo sappia qualcuno di cui mi posso fidare,e che sappia con cosa si potrebbe avere a che fare..mezzosangue dimentica tutte quelle bestiacce e pozioni che o piton o quell’incapace del mezzogigante ci hanno fatto studiare..se i mangiamorte entreranno in possesso di alcune pergamene apriranno l’inferno e i loro diavoli e demoni discenderanno sulla terra comandati da quel pazzo omicida che san potter ci aveva liberato tanto tempo fa.i.ho sparso degli indizi..ma per l’ultima parte so che avrai bisogno di me…raccogli tutte le informazioni che puoi sul segreto diabolico,mezzosangue segui la scia delle stelle,la volta celeste ti darà una mano.la nostra salvezza è nelle tue mani.ti prego hermione..aiutami.guardati dentro e scopri che non è tutto arido ciè che ci circonda.e proteggi la stella d’etiopia che mai fu più cara al diavolo in persona..
Draco Lucius Malfoy."




Mi sa che non mi ero sbagliata. Questo È il Codice da Vinci!!

Le pergamene che apriranno l’inferno sono i rotoli di Qumran?
…segui la scia delle stelle,la volta celeste ti darà una mano. Seconda stella a destra, questo è il cammino?
Hermione è Sophie Neveu?
Cosa sarà mai la stella d’etiopia?

L’inaspettato appello del Divin Pargolo è la prova inespugnabile (OMG, WTF??) che nel petto di draco batteva un cuore.. e lascia la nostra Hermione con mille e più interrogativi. E blay e giuls con la sana voglia di essere più di marito e moglie,più di migliore amici,più di due giovani amanti innamorati, di diventare una cosa sola a suon di baci lascivi sul collo,carezze intense di passione,e baci teneri e profondi sulla bocca, in una dolce e lenta danza ove si scaldano col fiato e il calore dei loro corpi (…) e i loro respiri all’unisono si confondevano all’interno della loro stanza da letto..

Quel che segue è un delirio di indizi astronomico-mitologici sparsi a caso tra le stanze di Casa Malfoy… e di parenti sparsi a caso (come Rose Sirrah Malfoy, sorellina minore di Draco Lucius Malfoy e Giulia Cassiope Malfoy in Zabini strappata troppo presto dal suo destino). E di punteggiatura sparsa a caso, e di maiuscole sparse a caso.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, in verità inizio a sentirmi un po’ sparsa a caso anch’io.

La speranza è l'ultima a morire. Purtroppo.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Pensavate di averle viste tutte, nella Terra di Mezzo, ma proprio tuttetuttetutte: zingare di cocciantesca memoria che danzano attorno ai fuochi degli sterminati campi del Pelennor, sbarchi di suesche clandestine sulle sacre rive di Valinor, improbabili eredi acquisite di augusti sovrani elfici… ma no, non ancora. La speranza è l’ultima a morire, e Speranza è proprio il titolo dell’opera che questo tribunale si accinge a giudicare. L’autrice è PetaloDiCiliegio. Le coordinate, le seguenti: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=322349&i=1.

La Compagnia dell’Anello è stata formata; tutti son pronti a partire… ma manca qualcosa. Anzi, qualcuno. Anzi, qualcuna.
Sì, qualcuna che profuma di miele, sandalo e lillà. Qualcuna dalla quale dipendono le sorti della missione, della Terra di Mezzo e dell’Universo intero. Qualcuna che porta l’evocativo nome che inizia con Mary e finisce con Sue. Qualcuna senza la quale la compagnia non è ancora al completo…Gandalf, dovrai occuparti te (non so se a parlare a Gandalf sia Nek o Tiziano Ferro) del decimo membro della compagnia, partirete questa notte, giungerete fino al Bosco del Silenzio e lì sarà tuo compito convincerla a unirsi al gruppo…come tu sai già senza il suo aiuto non avrete alcuna speranza di giungere a Mordor e tanto meno di distruggere l’oscuro signore.
Ma a parlare no, non è né Nek né Tiziano Ferro. E’ Elrond.
E davanti a tale modo di parlare, più che alla notizia di doversi mettere sul groppone l’ennesimo pivello da svezzare, Gandalf perde ogni speranza:
-ebbene sia, partiremo questa notte e l’impresa sarà già ardua dall’inizio, convincerla a unirsi a noi non sarà affatto facile…
Aveva reagito meglio quando Frodo si era proposto di portare l’Anello a Mordor.
Senza contare che, al Consiglio di Elrond, hanno partecipato TUTTI i rappresentanti di TUTTI i popoli liberi della Terra di Mezzo. Perché nove persone devono scomodarsi ad andare a raccattarne una decima? Pesantezza di deretano, forse?
-è l’unica speranza che ci rimane…- sospirò Elrond sentendosi pronunciare quelle parole che tanto aveva temuto e che erano intinse fino al midollo della verità
Ah… uhm. Hem-hem. No! Insomma, no. L’unica speranza che rimane è che Frodo raggiunga il Monte Fato. Che lo raggiunga solo o con un’intera corte di persone che gli cambiano il pannolino, non ha importanza. L’unica speranza per la Terra di Mezzo è Frodo Baggins, non Mary Sue. No, nemmeno se suddetta Sue ha… no, non ve lo dico adesso. Voglio che vi venga un coccolone così come è venuto a me, in real time.
Ad ogni modo.
Come se a Gandalf non ne fossero successe abbastanza, è proprio lui che deve dare la lieta novella; tant’è che la recluta (recluta… avrà voluto dire reclutamento, vero? Sì, avrà voluto dire reclutamento) del nuovo membro aveva incuriosito e preoccupato i membri della compagnia. E non sono i soli, viste le premesse iniziamo ad esser preoccupati anche noi… nevvero, miei prodi? Quindi bandiamo le ciance, montiamo in sella ai nostri destrieri (…lo so che la spedizione contava solo un pony, ma l’ha ordinato Gandalf e gli ordini di Gandalf non si discutono) e prepariamoci a partire per il Bosco del Silenzio.
“E dove accipicchiolina sta il Bosco del Silenzio?“ si chiederanno i miei piccoli lettori.
Bene, miei cari, non dovete certo vergognarvi per la vostra piccola mancanza. Perché del Bosco del Silenzio non sa nulla nemmeno Aragorn. Sì, Aragorn. Il Ramingo. Quello che ha battuto in lungo e in largo la Terra di Mezzo, e che l’ha fatto per decenni. No, non lo sa nemmeno lui, e pertanto deve chieder delucidazioni all’amico Legolas… che brancola nel buio quanto e più di Aragorn stesso.
Tutto ciò che si sa di questo luogo è che dista cinque giorni a cavallo da Gran Burrone, percorrendo terre che neppure Aragorn aveva mai attraversato, lande desolate che sembravano condurre in zone remote e lontane, terre in cui il tempo sembrava essersi fermato, terre non più attraversate dagli uomini, dagli orchi, dai nani o da nessun altro, che solo pochi elfi (…) conoscono… perché  sono protette da un incantesimo, magia elfica… nessuna creature potrebbe mai giungere al Bosco Silenzioso se il sovrano di queste terre non glielo concedesse, potrebbe passare anni a girare in lungo in largo, potrebbe passare a pochi centimetri dal bosco ma non accorgersene…
Al che Boromir, che pare esser l‘unico con un po‘ di senno residuo, osa domandare chi mai abbia tanto potere. Ovviamente, ad averlo è proprio il decimo membro del gruppo.
Decimo membro del gruppo che, a quanto pare, non ne vuole proprio di accogliere la Compagnia dell’Anello nel suo reame. I nove eroi girano in tondo più e più volte, perdendosi in elucbrazioni mentali delle quali non vi metto a parte perché son buona, finché Gandalf, per sfinimento forse, rivela l’identità di chi si stanno invano affannando a cercare: Elenie (stella). Sì. Con tanto di traduzione a fianco.
Il nome dell’elfo è in grado di far perdere a Boromir quel po’ di senno residuo che avevamo decantato qualche riga fa: porta sfortuna viaggiare con una donna…
Vero. Se sei un marinaio e/o ti trovi su una nave.
E va di matto anche Aragorn: ho sentito alcune canzoni dedicate a questa dama…la descrivono come un’elfa dalla bellezza abbagliante, nonostante la giovane età, dicono che i suoi occhi sono più luminosi di una stella e che se li guardi ti perdi nel suo sguardo…
Ora vorrei che l‘augusta corte si ponesse un paio di domande:

  1. Quali sono i parametri per stabilire o meno che un elfo sia giovane?
  2. Tranne qualche licenza poetica, non vi sembra la descrizione di Galadriel?
  3. Perché Aragorn è passato dal non sapere nullanullanulla a rammentarsi addirittura di una canzone sulla regina di quelle terre?

Adesso, il turno della domanda intelligente è di Gimli: Gandalf, perché tanta importanza nel farla entrare nella compagnia?
-questa è una domanda saggia, Gimli figlio di Gloin, ma la risposta potrebbe turbarti il cuore, sei sicuro di volerla sapere?-

Allora, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero: siete sicuri di volerlo sapere? Perché, credetemi, da quando saprete le vostre notti ed i vostri giorni non saranno più gli stessi.
Qui si parla di rivelazioni più sconvolgenti di quelle contenute ne Il Codice Da Vinci; rivelazioni in grado di turbare le vostre coscienze, di farvi dubitare persino di aver mai letto le opere del professor Tolkien.
Beh.
Non dite poi che non v’avevo avvertiti.
 -come saprai, l’anello del potere è uno solo, quello che porta Frodo, ma prima di questo furono forgiati altri anelli, di questi solo tre sono ancora utilizzabili, uno è nelle mani di Elrond, uno della dama di Lorien e il terzo…-
Ce l’hai tu, Gandalf. Narya, l’Anello di Fuoco, ce l’hai tu. Non si chiama Estelle, non è a forma di stella. Si chiama Narya, è rosso ed è TUO!
- ce l’ha Elenie…- concluse in nano trattenendo il respiro come i suoi compagni
HO DETTO CHE CE L’HAI TU, GANDALF, MISERIA INFAME!
-esatto, devi sapere però che inizialmente l’anello era portato dal sovrano del Bosco del Silenzio, il padre di Eleine, ma l’anello è successivamente passato alla figlia nonostante lui sia vivo e vegeto…-
No. Inizialmente l’anello era di Círdan. Poi l’ha passato a te. A TE.
-i tre anelli elfici vennero dati ai re elfici con maggiore potere, tenere l’anello non è da tutti, bisogna avere una potenza sufficiente a poterlo gestire, e il padre di Eleine ce l’aveva, ma quando nacque Eleine tutti si accorsero dei suoi immensi poteri e il buon senso del padre ha fatto si che l’anello passasse a lei…se ciò non fosse avvenuto probabilmente il bosco che ci circonda e la pace di questo luogo sarebbe inesistente…



La notizia sconvolge le otto paia di orecchie di chi l’ha ascoltata. Sconvolge talmente che, i periodi che seguono, sono infarciti di strafalcioni lessicali peggio di un cannolo siciliano.
Tipo:

  1. non potevi trovare parole più sagge Gandalf..- sopraggiunse l’elfo della compagnia. Laddove, anziché sopraggiungere, l’elfo avrebbe dovuto soggiungere;
  2. la curiosità non era certo assopita ai membri della compagnia, mentre, in genere qualcosa non si sopisce in qualcuno;
  3. il silenzio si cimentò nel corpo e nell’anima dei compagni d’avventura (qui non riesco a trovare valide alternative assonanti) e in loro pervenne un senso di pace e tranquillità (…magari li pervase il benedetto senso di pace e tranquillità?);
  4. Al loro risveglio la compagnia (eccheè, la concordanza è un’utopia?) si trovò coricata in dolci cipigli (cipigli?? O_O) ai piedi di un albero;
  5. gli hobbit si avventarono sul cibo, seguiti dai loro compagni più ritegni… era con più ritegno, sì?


Per farla breve, dopo tanto peregrinare i nostri eroi cadono in un sonno profondo; al loro risveglio, una voce li conduce alla residenza dei sovrani del Bosco del Silenzio: una dimora talmente bella da fare impallidire persino la reggia di Lothlórien. Ed è lì, lì che, finalmente, il tanto agognato decimo membro si palesa agli occhi della Compagnia. 
E la creatura che si trovarono davanti agli occhi gli fece mozzare l’aria in gola (ovvero, il fiato)…un’elfa (sì lo sapevamo), dai lunghi capelli mossi lunghi fino alla vita raccolti in parte da una treccia ma con dei ciuffi sbarazzini (da quando in qua gli elfi possono concedersi qualcosa si sbarazzino?) sulla fronte (…) gli occhi della ragazza sembravano intrappolarli in un sogno, due pietre di un verde smeraldino profondo gli (…li) guardavano con interesse e curiosità (…) le maniche lunghe ma le spalle scoperte la facevano sembrare un miraggio che perfino il più valido cavaliere morto in battaglia non ne sarebbe ritenuto degno. L’ho sottolineata perché… beh. E’ meravigliosa.
Elenie, comunque ha una voce più dolce del miele. Ed è talmente tanto Sue che Gandalf le fa il baciamano.


Dopo le dovute presentazioni, Gandalf spiega ad Elenie-Sue il motivo per il quale la Compagnia si è scapicollata fino a quelle abbandonate lande. Blablabla, ho bisogno che tu ti unisca alla compagnia Elenie. Blablabla, io vorrei, non vorrei, ma se vuoi. Blablabla, eddaaaaai! Blablabla, ok vengo.
I Compagni dell’Anello, però, sono così discreti da attendere che Elenie-Sue si allontani prima d’iniziare a sbavarle dietro.
-mai i miei occhi hanno scorto creatura più bella…il suo nome si addice alla perfezione, lei è la stella della volta del cielo…- rispose Boromir ancora assuefatto
(assuefatto? Boromir, ci caliamo Vecchio Tobia come niente, eh!?) dalla presenza dell’elfa
-i suoi occhi..di quel verde così intenso…- borbotto fra sé Sam
-era come se potessero leggerti dentro..- concluse Frodo

-nessuno dei canti che avevo mai sentito poteva eguagliare la (bellezza della) creatura che ci si è parata dinnanzi..- continuò il ramingo
-come può una creatura così fragile all’apparenza possedere tanto potere?- interloquì Pipino

Pipino, che domanda ingenua. Mi fai tenerezza, davvero.
-questo perché non la conosci..è una vera furia….una forza della natura…- ridacchiò il mago – te ne stupirai Pelegrino Tuc…-
Mi viene difficile pensare ad un elfo come ad una furia. E poi… chi accidenti è Pelegrino Tuc?

Ed è così, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, che Elenie, il decimo membro, l’unica erede dei sovrani del Bosco Silenzioso, la stella più bella e la migliore guida del suo popolo, la portatrice dell‘anello del potere (sciò, Frodo, sciò… rubi la scena, sciò!), la principessa dal potere unico e strabiliante si unisce alla Compagnia dell’Anello.
Con il serio rischio di far diventare hobbit, uomini, elfi e nani cascamorti da manuale con gravi, gravissimi problemi di lessico.
Ancora una volta,


Tolkienverse, questo sconosciuto.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Mi auguro che, in questi giorni di festa, vi siate deliziati abbastanza con libagioni di miele e sangue babbano… ma è ora di tornare alla cruda realtà.
Mettiamo da parte Pallide Cortigiane e Divin Pargoli dal biondo crine. Mettiamo da parte incestuosi fratelli su Impala, tenebrosi Fantasmi che si scaldano con del buon Ciobar nelle loro Dimore sul Lago ed emo!investigatori in torbide storie di sesso con affascinanti, grafomani assassini seriali per volare lontani nello spazio, nel tempo e nelle dimensioni per approdare ancora una volta nella Terra di Mezzo, che tanto lavoro ha dato e continua a dare ai nostri elfi del catino.
The Shadows of the Past (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=311417&i=1), di Chemical Lady, è storia (si dice poco o niente di vero sulla mia storia), è leggenda (c’è chi mi ricorda come una salvatrice, una sorta di essere sublime che si è immolato per salvare il loro mondo), mito (c’è anche chi mi ricorda come la Creatura che ha distrutto le loro famiglie… devastato i loro terreni)…
…insomma… è Sue. O una grossa locusta.
Infante orfanella sperduta dell’Itilien, ha l’immenso kewlo di venir trovata non da un uomo a scelto dal caso. Ma da un re.  Re Elrond di Gran Burrone.
Come, prego? Ah, sì… il fido elfo del catino Haldir, che è pratico della zona, chiede con la sua solita grazia cosa MINCHIA ci facesse Elrond nelle sperdute lande dell’Ithilien. A meno che, certo, l’Itilien non sia più a portata di casello dell’Ithilien.
Così fui chiamata Morwen, e scelta come la minore delle sue figlie.
Cinque per la precisione.

Tale notizia giunge nuova all’elfiche orecchie a punta del sovrano. Che, comunque, reagisce con la grazia propria del suo popolo:


Morwen cresce in virtù e bellezza, educata, raffinata, ma anche audace e testarda, curiosa ed impertinente, in una famiglia felice ed unita… nonostante la morte di nostra madre…
Lontano, nelle Terre Immortali, Celebrían fa i debiti scongiuri. Haldir sostiene che leggere le appendici e gli altri scritti di Tolkien è un po’ un casino, in effetti… no, rettifica: anche leggere il Signore degli Anelli è una faticaccia. Meglio andare a braccio.
L’introduzione alla storia di Morwen si chiude con un elfico invito alla lettura firmato Morwen, principessa di Grand (Marnier?) Burrone e Regina del…
No, vi giuro. I puntini non li ho messi io. E, credetemi, NON AVETE IDEA di quanto mi stia sforzando per NON completare la frase.



Posso almeno comprare una vocale, vero?
Ma basta con i preamboli, adesso. Entriamo nel vivo dell’azione. Seguiamo Morwen nelle sue meravigliose avventure alla corte di Re Elrond.
L’acqua correva lungo i fiumi cadendo lungo le pareti rocciose di Galadris.
Haldir, controlla la cartina! Non c’è nessun Galadris? Controlla se è vicino all’Itilien…
Per tutta la vallata sembrava regnare la pace, ma questa era solo l’apparenza delle cose.
In realtà per i saloni del palazzo del re vi era tutto, tranne che pace.
“Mio signore!” Minyen, la governante di corte, corse verso la biblioteca, ove re Elrond stava leggendo con passione un libro.

Forse, miei sanguinari accoliti, vi chiederete come mai Elrond possa appassionarsi tanto alla lettura di un libro. Ha vissuto abbastanza da legger più di una volta, e con tutta la calma possibile, ogni volume della propria biblioteca.
Sbaglio?

Chi ha detto “sì”?
Punizione, Potter!
Ma la situazione è grave, non temporeggiamo. Perché, come ci comunica ansante e preoccupata la governante, dama Morwen lo ha fatto di nuovo.
Vero è che l’autrice non specifica l’età esatta della sua pulzella.
Ma credo che sia un po’ tanto grandicella per continuare a farla a letto.
Elrond balzò in piedi guardando l’elfa esterrefatto “non oggi!! Stanno per arrivare i signori di tutte le terre libere e non permetterò a quella disgraziata di rovinare tutto! Minyen! Trovala a costo di rivoltare anche le rocce della montagna!”
E ora, le F.A.Q.:

  1. Elrond non ha forse il dono della preveggenza? Che ci vuole a scomodarsi per trovare la ribelle e selvaggia Fantagh… Morwen?
  2. Elrond non balza in piedi nemmeno quando Arwen torna dalla via per i Rifugi Oscuri.
  3. Se la grazia elfica è proverbiale, l’aggettivo disgraziata non è un cacofonico nonsense?
  4. Perché, se diamo altri cinque minuti a Elrond, si trasforma in un Super Sayan?

L’elfa fece un inchino frettoloso prima di uscire dalla stanza di fretta.
Sollevò appena la lunga veste per scendere agilmente le scale.
Agilmente, poi, era una parola: non era di certo giovane e ormai il suo bel corpo di in tempo si era un po’ sfatto, lasciandosi andare in una figura bassa e un po’ grassottella.

…ma abbiamo o no una vaga idea di cosa significhi essere Elfi? Alti, snelli, eterei, eleganti… che non invecchiano? Che non si stancano mai?
Qua stiamo descrivendo la balia della versione trash di “Romeo e Giulietta”!
La versione trash è quella con di Caprio.
Durante la corsa della sempre più affaticata governante, veniamo a conoscenza dei nomi delle sorellastre di Cener… Morwen.
Abbiamo Farea che, secondo l‘autrice, nel linguaggio degli uomini significava letteralmente ‘sufficienza’.
Non esattamente. Secondo il dizionario elfico, Farea sta per enough. Tutt’al più per sufficient. Che stanno per abbastanza, sufficiente, con accezione quantitativa. Che, come sappiamo, hanno un significato ben diverso da conceit, la sufficienza, la presunzione. Qualità che, appunto, distinguono Farea.
Non si dica che a Fastidious non la si fa cultura, chiaro!?
E ancora ci sono Sanwe, il cui nome significava ‘coscienza’ (in realtà, sanwe significa pensiero), e Lòte, ovvero il grande fiore semplice . In verità, la parola lòte non esiste né in Quenya né in Sindarin. Al massimo abbiamo loote,  o i prefissi lot- o loth- . Ma poi… il grande fiore semplice è una margheritona formato famiglia? E Nire, la lacrima, la favorita di Elrond. Inutile dire che nemmeno la parola nire figura in alcun luogo. Lacrima si traduce con nie o niire. I dizionari elfici vanno interpretati, ed interpretati bene, e per interpretarli bene ci vuol tempo, per Voldie! Diamo un po’ di credito al povero Tolkien, che ha impiegato una vita per creare una grammatica coerente?
Grazie!

Dopo questa mirabile successione di strafalcioni elfico-anglo-italici, ai nostri occhi si apre un secondo scenario: Legolas continuava a cavalcare accanto alla sontuosa carrozza della sua famiglia.
Come dici, Haldir? Che mai voi elfi siete stati associati ad una carrozza? Che anche chi non ha letto il libro può benissimo vedere che vi spostate a piedi e che al massimo adoperare i cavalli?
Via, quisquilie. Guarda Legolas, invece, che di problemi ne ha, ed anche grossi: non aveva trovato una sposa, quindi sarebbe stato costretto a sposare una delle figlie di Elrond, per assicurare anche una alleanza tra il padre e il signore di Gran Burrone.
Perché, si sa, gli Elfi sono una razza guerrafondaia. Tra Bosco Atro, Gran Burrone e Lothlórien è sempre corso cattivo sangue. Un matrimonio politico è giusto giusto quel che ci vuole per ristabilire l’armonia.
“ah mio amato fratello, non hai voluto tu essere coperto dagli onori, vestendoti di fama?”
Legolas lo fulminò con una occhiata piena di risentimento “Thrandred… lo sai anche tu meglio di me che la missione che intrapresi con la Compagnia non aveva fini egoistici…”

…con questi parenti che spuntano come funghi non ci fareste anche voi un buon minestrone? Magari con babbane frattaglie frattagliose?
Dunque, ora veniamo informati che la nostra storia si svolge dopo le vicende narrate ne il Signore degli Anelli.
Bene.
Le incongruenze si moltiplicano in modo esponenziale.
Perché gli Elfi hanno lasciato la Terra di Mezzo per non farvi più ritorno prima che si concludesse Il Ritorno del Re. Perché l’ultima nave per le Terre Immortali parte portando con sé Bilbo, Frodo, Gandalf, Galadriel… e, toh, Elrond. Perché dopo la distruzione dell’Unico Anello Legolas si mette a viaggiare con Gimli tra Fangorn e l’Ithilien.
Quindi… dove sta la necessità di un’elfica alleanza, se non è rimasto più nessuno?
Chi ha detto “per amor di fyccina?”
Bene, dieci punti a Serpeverde. No, non mi interessa se sei Tassorosso. Chiaro?

Indi torniamo a Gran Burrone, dove le elfiche sorellastre di Cener… Morwen, la stanno ancora cercando. Alla faccia della lunga vista degli elfi. A dar loro una mano… Arwen. Giunta da Gondor proprio per aiutare a trovarla. Ed è ad Arwen che la ribelle Morwen si rivela. Con la più becera, banale e patetica delle scuse: sfuggire all’oppressione di Elrond. Dopo Elrond-donnetta-isterica ed Elrond-Super-Sayan, ecco Elrond-padre-oppressivo:

 
Cui prodest?
Sinceramente, un capitolo incentrato su una massa di personaggi inutili e, nel migliore dei casi, snaturati, che danno la caccia ad una Mary Sue che si arrampica sugli alberi (ed anche un po’ sugli specchi) è più controproducente dell’olio di peperoncino sulle emorroidi.

E così, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, tra il sorriso sornione di Aragorn (ecco come DUE SEMPLICI parole possono mandare OoC un personaggio; comunque sì, il re di Gondor spunta all’improvviso così come ve lo sto introducendo io) e le elfiche sorellastre di Cener… Morwen che cercano di accaparrarsi il cuore di Legolas-Claudiano (del quale vi offriamo una diapositiva: ), tra mea (culpa?) govannen e cavalli per correre incontro hai cari ospiti, si conclude l’incipit della nostra storia.
Che ne sfsfarà di noi (detta alla Silvio Muccino), delle sette spose per i sette fratelli, di Elrond-Transformer e dei problemi vescicali di Morwen (speriamo non la faccia ancora!), lo scopriremo solo vivendo.



Ma anche no.