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Tolkienverse: la Quarta Era del Crossover

Miei cari giacobini mafiosi, come ve la passate?
Inscatolato addobbi, calciato via Magi ritardatari dal presepio?
Avete ripreso a offrire Vestali Grifondoro ai vogliosi desideri del GoS?

Scommetto di sì, quindi non cianciamo oltre. Come Unici Difensori del Perculamento -è bello avere ammiratori che ci forniscono epiteti evergreen- dobbiamo continuare a perpetrare la nostra originalità e alzare fieramente i giacobini nasetti all’ insù  passando oltre a plagiatori e abili copiatori. Ma ammettiamolo pure, per un attimo: questo significa che siamo famosi! *O*
Finita l’ esultazione?
No, perché qui non c’è tempo da perdere.
Dobbiamo essere dinamici e veloci, pronti a colpi di scena serrati, personaggi che spuntano come funghi a ogni riga e a rigogliosi, intricati alberi genealogici tali da far impallidire un certo Docente di Oxford prima e un certo Sirius Black poi.
Ebbene sì; non è ancora tempo di tornare a Hogwarts o ripiombare sul sedile posteriore di nere macchine d’ epoca, scostando da sotto i nostri regali deretani bottiglie di acqua santa e sacchi di sale. Agenti del Mossad e virili esponenti di agenzie governative dovranno ancora attendere prima di dimostrare il loro vero cuore.
Un cuore di ficcynesca panna.

Rinnovate le scorte di Lembas, di Erbapipa e affilate le spade.



Prego l’ angolo slasher del blog di non ridere troppo, perché qui la vicenda è seria! E quando mai qualcosa non è minimo serio nella Terra di Mezzo?
Stiamo per addentrarci in una terra di magia, mistero e battaglie. Una terra che LadyArien (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=264970&i=1) ci propone con una marcia in più.


Ok, ok. La battuta stavolta ci stava tutta. Chiedo venia.

Noi tutti inutili recensori malefici e senza cuore abbiamo conosciuto le razze che popolano l’ immaginario creato dal caro Professore: Elfi, Uomini, Numenoreani, Hobbit, Orchi…ma dimenticavamo un importante tassello della piramide sociale.
Parliamo del popolo girovago per eccellenza. Degli zingari.
Sono ben conscia che mai, in tre libri, centinaia di appendici, un Silmarillion e svariate altre opere, Tolkien non abbia menzionato qualcosa di simile; e non vale dire che gli Esterlings nella trilogia filmica sono stati caratterizzati da una bella passata di kajal sugli occhi. E per una volta, miei machiavellici malpensanti, non possiamo fare ironia  a buon mercato.
No.
Proprio no.
…Ameno non subito.

Perché, incredibile a dirsi, questa storia presenta qualcosa di raro, rarissimo. Più raro di un congiuntivo usato correttamente.
Insomma, parliamo dell’ Arca dell’ Alleanza del ficcyverse.
Il disclaimer.
*Il Maestro, coinvolto per l’ occasione, fa partire una overtoure d’ uopo con l’orchestra al completo*

Un tempo obbligatorio, questo doveroso avviso è dovuto soccombere causa aumento di Vestali, Merisiù, Gheristiù e siti che mirano più alla quantità che alla qualità. Tra parentesi: meno male, miei cari. Altrimenti noi non potremmo fare il lavoro sporco e non avremmo rivelato al mondo l’ esistenza di Dio! Lucius Malfoy. Tanto per citarne uno. Ora però, diversi esemplari affiorano coraggiosamente; che sia merito di alcuni pazzi, pochi e sparuti, a cui nessuno dà retta quando dicono che il 90% del Tempio dovrebbe venir svuotato di tutti gli altari?
Ma non è il momento di divagare.
 Dicevamo: il disclaimer. Veniamo a sapere che i gitani alle porte di Gondor sono lì grazie a un crossover con un manga pubblicato molto tempo fa su una rivista famosa per rivendere come fumetti nipponici prodotti dell’ italico genio imbrigliato dal Moige. L’ opera in questione si chiama "La storia di Luna".

Bene, benissimo! No, dico davvero. Ma tali presupposti non devono farci dimenticare che, anche se debitamente avvisati, dei lettori che nulla sanno di Tolkien o del perché di un simile Crossover tra due realtà completamente all’ opposto si aspettano uno straccio di spiegazione. Un alito di vento appena accennato d’ introduzione.
Niente di niente.

E con questa granitica certezza, andiamo a cominciare a conoscere questa Corte dei Miracoli declinata nella Quarta Era del regno di Gondor.
In un campo gitano nelle pianure di Gondor una giovane si aggirava cantando, era allegra e spensierata. Era vestita come una zingara, ma la sua grazia e la sua bellezza la facevano sembrare una principessa. Aveva lunghi capelli neri, pelle chiara, occhi verdi e lineamenti delicati, al collo aveva un antico medaglione color ambra. La ragazza si chiamava (…Esmeralda) Aranel ed aveva sedici anni.
…Aranel? Ma siamo sicuri? Sicurisicurisicuri?
Allora metto via "Notre Dame de Paris" del Maestro Hugo, eh…
La fanciulla in questione trova nei pressi di un albero la sua cara zia, che piange. Brillantemente, Aranel deduce che tali calde lacrime sono dovute al peso di ricordi terribili per l’ anziana parente…e da qui in poi, la vicenda ingrana una figurata settima marcia e vola a vincere il Gran Premio di Montecarlo staccando Ferrari e McLaren di sette secondi buoni!
Pronti?…Via!
A quel nome la zingara si riscosse, fissò Aranel con i suoi profondi occhi neri e le disse: “Aranel, devi sapere che Lyrith non era veramente mia figlia!”
Ma come? E lo dici così, senza preavviso, senza comprensibili ritrosie, reticenze e quanto altro? E il seguito non è da meno.
“In una piovosa sera di sedici anni fa (Era una notte buia e tempestosa…), negli ultimi anni del regno di Re Elessar, una bellissima signora molto giovane venne verso di me piangendo, con una bimba in braccio. Prima di morire me l’affidò, perché la crescessi come figlia mia: quella bambina era Lyrith.” Ah, non Georgie? Ma…ma…la pioggia. La donna bellissima…
Lo stupore di Aranel cresceva:
“E chi era Lyrith in realtà, zia?”
“Era Luthien, la figlia del principe dell’Ithilien!”
->*O*!!!!!
Alt. Fermi tutti. Proviamo a ragionare. Sinisfildo, il mio fido Elfo del Catino, mi assiste porgendomi la mia copia del Signore degli Anelli. La sfoglio pure, al colmo del masochismo. Ah, ecco: Regno di Re Elessar. Quindi, nell’ Ithilien regnava Faramir con la sua signora, tale Eowyn sorella del sovrano di Rohan. Un certo Eomer. Li conoscete? A me sono famigliari, lo dico con modestia. Ora. Ce lo vedo  Faramir far abbandonare la propria progenie.
Forse sbaglio; ma ho il Fido Tomo con la trilogia completa al mio fianco! Consiglio a tutti di fare altrettanto, specie da questo momento in poi.
Aranel incassa con filosofia la notizia e torna alla vita di sempre ma il giorno dopo sua zia decide che ci vogliono ancora colpi di scena altrimenti, non si riesce a mettere on line un capitolo senza un minimo di un milione di svolte iiiincreddibbilii. Il milione è una cifra stimata dopo diverse statistiche e numerose esperienze nel ficcyverse.
Come ormai mia abitudine, sto per far partire l’ angolo più amato delle mie recensioni.
…Avete capito bene. Preparate le mascherine per l’ ossigeno…
Nel giro di poche righe la zia ciarlona rivela ad Aranel che pure lei è principessa dell’ Ithilien causa AnticoMedaglioneClassico che lei aveva da picciridda; Aranel frigna e ci regala un momento di puro "SonoUnaRagazzaLiberaEtSelvaggiaIo!"  fornitoci senza alcuna spiegazione -perché amava vivere come una "zingaaaaraa di cui nessuno sa nulla di lei?" – quindi fugge dal campo gitano e senza saperlo s’incammina lungo la strada che porterà a Minas Tirith che mille dolori inflisse alla cugina-che-cugina-non-era.
Piccolo momento di pausa, mentre vi cambio le bombole.
 Minas Tirith. Focalizzatela.
Una città su sette livelli scavata nel fianco di una montagna. Una enorme, colossale, gigantesca torta nuziale su sette piani, per dirla con l’impietosa descrizione di una Giacobina Onoraria. Stravisibile dalle pianure del Pelennor, figuriamoci da Osgiliath che è la città da cui poi si estente l ‘Ithilien.
…E Aranel non la vede. Manco una lucetta piccina picciò accendono questi Gondoriani! In fondo il capisco, dopo quella faccenda dei Fuochi di Segnalazione sono rimasti scottati.
Aranel vaga disperata lungo la strada e per poco non muore.
Perché, se si finisce sotto le zampe di un cavallo in corsa, la morte è sicura eh! Ma lei no. Cade e basta, subito soccorsa dal cavaliere che era in sella. Lui nota subito, al buio pesto solito citato poco prima, il medaglione.
 Nel giro di poche parole Aranel informa lo sconosciuto -che potrebbe essere un bruto ma oh, son pareri!- che ha il gioiello fin da piccola, che sua cugina-non-più-tale ne aveva uno uguale, che quest’ultima si chiamava Lirith e lei, a proposito, si chiama Aranel. Il nostro eroe per non essere da meno si presenta, si chiama Elboron e quale meraviglia!, lo stesso nome dell’uomo che avrebbe dovuto sposare la vera madre di Lirith il cui  nome è Laurelin che aveva un’ altra bimba di cui disgraziatamente l’appena conosciuto Principe dell’ Ithilien -…sì. Un altro – non ricorda il nome. Il tempo di prendere sotto la propria protezione la fanciulla zingara che-tale-non sembra- e scortarla a Gondor che veniamo a conoscere tutte le puntate di Beautiful- ehm, la complessa araldica dei regnanti della ridente regione che pullula di principi e principesse.
Il principe -arridaje!!- Minardil amava  Laurelin e per lei aveva scaricato la sposa designata, Elfwing Dama di Rohan; quindi la felice coppia aveva avuto due piccine, ovvero Luthien e una senza nome ma Elfwing, rancorosa e umiliata, voleva una strage e mandò i suoi sicari a perpetrarla così Laurelin, Luthien e SenzaNome sparirono dalla vicenda con grande sgomento del fratello minore di Elfwing, Elboron appunto. Principe sia del Mark che dell’ Ithilien -ancora??- . Minardil sposa Elfwing ma lui muore consumato dal dolore, da qui inizia la sfiga perché muore poco dopo pure il principe Faramir -cicciato fuori così per tentare di dare un senso a tutto ciò-, muore il figlio maggiore di questo, Elboron e il nipote figlio dell’ ultimogenita Silmariel, un altro Minardil, perciò il potere passa a quest’ultima.

…Ci siete ancora? Sappiate che vi ho privato della citazione in toto del blocco in questione per darvi modo di prendervi diversi emboli nel leggere tutto d’un fiato informazioni tali che di ficcy potevano nascerne dieci. E non è ancora finita…no. E questa volta…citiamo per un raffronto.
Poi, tre anni prima, era corsa voce che una delle bambine, (ovviamente. Chi è stata la Talpa?!) Luthien, era sopravvissuta, cresciuta in una famiglia di zingari con il nome di Lyrith,(Pure il nome falso sapevano! *_*) e che si trovava a Minas Tirith, ospite di una nobile famiglia. La principessa Silmarien aveva voluto incontrarla ed era avvenuto il riconoscimento, dopo di che Lyrith era andata a vivere in Ithilien. Lì Elboron aveva conosciuto Lyrith, si era innamorato di lei e l’aveva chiesta in sposa. Elfwing, la sua crudele sorella, avrebbe voluto opporsi alle nozze del fratello con la figlia della sua rivale di un tempo, ma in quei giorni era anche lei molto ammalata ed era morta poco tempo dopo. (In tutto questo, Elfwing è rimasta a far la zitellona in una Corte non sua?) Le nozze così erano state fissate. Nessuno però sapeva che Lyrith in realtà amava il giovane nobile che si era preso cura di lei a Minas Tirith, Artamir. La notte prima delle nozze, Artamir e Lyrith fuggirono dall’Ithilien a Minas Tirith, dove la principessa madre li ritrovò (…quanto ci mise, dal momento che da Osgiliath a Minas Tirith ci sono poche ore a passo di cavallo?) e li condannò a tre anni di esilio. Alla fine di questi tre anni Artamir era ritornato nella Città, ma senza la sua Lyrith, morta di febbre pochi mesi prima. (poche parole per liquidare un personaggio tanto importante. Comincio a credere che tale ecatombe serva a qualcosa. Cosa? …A dar luce solo alla protagonista, magari?) Il terribile colpo aveva indurito e invecchiato anzitempo la principessa Silmarien. Non avendo altri eredi diretti, la Dama aveva deciso di lasciare il regno a Elboron, che non assomigliava per nulla alla sua malvagia sorella (…ed era principe del Mark. Gondor perde i pezzi!), aveva tanto amato la defunta Lyrith e inoltre per uno strano scherzo del destino portava lo stesso nome del suo perduto fratello!
Non siete sconvolti da tutti questi stravolgimenti?
Non siete sorpresi che, a conti fatti, l’unica erede diretta è rimasta una certa Miriel? Sì, è il nome dell’ altra bimba! E anche lei forse è stata messa in salvo nella stessa tribù di zingari della sorellina!
E chiunque stia dicendo che forse siamo un po’ saturi di colpi di scena e siamo già giunti all’ovvissima conclusione, va punito perché sono inutili cavilli!
I pensieri del giovane si interruppero quando il suo cavallo giunse a Minas Tirith, e nella Città si recò subito verso il palazzo nel quale era stata ospitata Lyrith per studiare musica. Dopo la morte di Lyrith il comune dolore aveva avvicinato Elboron alla famgilia di Artamir e i due giovani erano diventati buoni amici.
Ovviamente. Sia mai che questa ficcy possa venir turbata da qualcosa che si possa definire "complessità dei personaggi", eh.

Pensierino per il Nuovo Anno 

 

Piripiccoli miei, come state?
State pensando a come rimpinzarvi per queste feste?

Siete in prima fila per la micidiale tirata che è partita dal 25 e prosegue, in un tripudio di calorie e pandori, fino al primo di gennaio?

Sappiate che vi odio.

Così, random.

Io non potrò vedere un dolce farcito nemmeno dipinto e per questo vi -uh- odio!>.<

Giusto per dare nuova tempra acida alla mia amata orticaria cutanea, vi voglio aiutare la digestione con una deliziosa perla che da tempo ochieggiavo.

Questa volta lasciate a casa Ciobar, mappe della metropolitana magiche, abiti di Armani e nodose bacchette magiche. Sì, mollate pure Giratempo e i sempre pucciosi Dalek.

…Bella, ho detto di lasciar stare il Dalek. Guarda che lo riporto agli studios della BBC eh!

Ora che avete le manine belle sgombre, procedete a prendere sacchi di sale, acqua benedetta, fucili, libri di salmi e proiettili d’argento che danno un tocco fashion al tutto. Rubate un’auto -meglio se nera, perfetto se è un’ Impala, ottimo se è un pezzo originale degli anni Sessanta- apritene il baule e shiaffate dentro il tutto, in rigoroso disordine. Dean Winchester è allergico all’ordine così come alla fedeltà alla prima Merisiù.

Ebbene sì, stiamo per partire lungo le mitiche free road americane al seguito dei fratelli Cacciatori più affascinanti del momento; si consiglia per il viaggio una raccolta dei successi dei Metallica rigorosamente su nastro analogico! (Perché qui gli I-pod, al massimo, possono diventare proiettili non convenzionali)

Spianata la mappa, vediamo come arrivare nell’ Ohio e a indagare sui misteri di questa storia.

L’autrice è Kikatattauga.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=281395—>questo è l’indirizzo vergato dalla Sacra Mano di Santo John Winchester sulla sua agenda.

*La Direzione si premura d’informare i gentili lettori -giacobini e non, perché in fondo siamo buoni- che viene declinata qualsiasi responsabilità se vi sentirete attanagliati da continui, disturbanti sensi di deja vu dovuti alle frequenti ripetizioni nel testo originale. Potete sempre segnalare l’evento alla redazione di Voyager, per la gioia del signor Giacobbo!

La Direzione si premura d’informare i gentili lettori- giacobini e non, perché in fondo siamo buo-…ahehm, cerchiamo di proseguire!*

 

Al bar, come al solito, con la musica a tutto volume, come al solito, quella musica cubana dovuta a Juan, il proprietario dell

unico bar nelle vicinanze dellisolata cittadina dellOhio in cui ci trovavamo.

…Siete ancora tutti interi? E’ bello provare la sensazione d’inciampare in una frase a ogni parola e non potevo esimermi dal farlo provare a tutti voi. Il corsivo ovviamente è mio, ma il merito si limita a quello.

Era un posto isolato dal resto del mondo , ma in fondo, me lo avevo voluto io.

…e io mi ho voluto farmi male leggendo una cosa simile. Forse per guarire dai miei acciacchi di vecchia stregaccia non è il massimo ma sotto le feste mi trasformo in una piccola creatura infida, che volete farci?

La nostra protagonista, ancora senza nome, è un’esule riluttante dalla frenetica New York.
Nulla di strano fin qui; chi siamo noi per sindacare sulla fuga dalla grande metropoli? E in qualche maniera bisognerà rispettare l’ambientazione canon di Supernatural che prevede motel pacchiani, cittadine sonnolente immerse nel vasto nulla o ai limiti di grandi foreste…bene.

Le stranezze iniziano proprio qui, nella maniera più innoqua. Seguite le tracce con me e non vi troverete più nell’ Ohio ma molto più a Nord. Nel piovoso e uggioso Nord. Il cui posto dimenticato da Dio più famoso si chiama…Forks.
Non ci siete ancora arrivati all’anomalia? Tranquilli, sono qui per questo!

Mi avvicinai lentamente al bancone, per cercare di capire al meglio i due nuovi arrivati, e subito mi colpisce l’odore buonissimo di uno dei due, era così aspro, ma allo stesso tempo così piacevole, non era un vero profumo, era il suo odore, quello vero, e mi aveva stordita.

Giacobine e giacobini, le ipotesi sono due:
- Dean Winchester non si lava e quindi non si può dar torto alla povera fanciulla che è rimasta stordita dal suo olezzo.
- Dean Winchester in realtà ha gli occhi castani, capelli scuri, colorito sensualmente pallido e si chiama… Bella Swan. L’unica umana con un parfume irresistibile. Lo dice Edward Cullen, non io eh! Esaminiamo anche l’apposizione degli aggettivi, che ricorda tanto i "calmo ma infuriato", "pacifico ma anche collerico". Ormai tale costruzione grammaticale è stato classificato come chiaro indicatore della presenza di un personaggio orginale dai feeenomenali poteri cosmici. O il tentativo di caratterizzare in qualche modo un personaggio che piace tanto all’autore; in questo caso, il nostro caro Dean che deve risultare sescsiii ma anche Cacciatore vissuto perché ogni tanto ci si ricorda del Canon.

Proseguiamo nel narrare questa insolita serata che anima il solito bar sperdutissimo, desolatissimo, dimenticatissimo con il momento "Vi voglio bene, sapete che vi voglio bene vero?"
Perché io ve ne voglio. Sinceramente, eh. Sto preparandovi un set di bombole d’ossigeno per prepararvi al prossimo pezzo! I miei commenti dopo, ovviamente. Non vorrete che le mie pause vi aiutino a spezzare la grande tensione, la struttura narrativa e sintattica, nevvero?

Quindi silenzio, prendete le vostre mascherine e auguri.

Quando li vidi capii subito da chi proveniva l’odore, erano due ragazzi completamente diversi, uno altissimo, superava sicuramente il metro e novanta, aveva i capelli un po’ buttati sulla fronte, gli occhi scuri e una bocca piccola e sicura, aveva l’aria del ragazzo tremendamente bastonato. L’altro invece, anche lui era un ragazzo, ma aveva quell’aria così sicura, come di chi ne ha passate così tante che ormai non sarebbe mai cambiato niente nella sua vita, aveva occhi così profondi e verdi. Capii subito che il secondo era quello che mi aveva stordita, quella sua aria così sicura era sicuramente una facciata, nascondevano qualcosa, ma non riuscivo a capire cosa.

…Serve che commenti? Sì, perché amo cercare il pelo nell’ uovo. Mi chiedo come Sam Winchester -sì, quello con i capelli un po’ buttati sulla fronte, la bocca piccola e sicura- possa essere appunto, sicuro e avere l’aria del ragazzo tremendamente bastonato. Scopriamo poi che Dean, ma guarda, era anche lui un ragazzo -mi sarei preoccupata del contrario, in effetti… ma se davvero è Bella Swan il dubbio è legittimo- ma non solo: aveva quell’ aria così sicura, da scafato navigatore del Mondo…eppure, la nostra eroina è tanto sensibile da capire che il maggiore dei fratelli in realtà è così per una facciata.
Che colpo di scena!

Il temuto, tesissimo incontro tra la nostra Sue ancora senza nome segue il più classico dei copioni imposto dal ficcy-world.
Lei vede loro.
Lei fa una gaffe ridicola (ridicola per chi la legge, non per lei).
Loro la guardano. Dean in maniera più interessata, ovvio.
Lei esce dal locale tutta confusa (non mi spiego perché altrimenti continui a ripetere che deve andare a casa, che pagherà la birra a Juan la prossima volta, che deve tornare a casa, che pagherà la birra a Juan la prossima volta, che deve tornare a ca- scusatemi).
Loro la seguono. La fermano. (Perché è sera e c’è buio!! Non lo sapevate? Sapevatelo U_U)
Lei fa la sostenuta, perché è scafata-indipendente-forte.(risultanto di un’infantilità imbarazzante. Introspezione psicologica, portami via…)
Lei alla fine cede, naturalmente è riuscita a dare filo da torcere al nostro Dean e a conquistarsi le attenzioni di Sam che, tutto premuroso, le posa la giacca sulle fragili spalle.

…Ho già scritto che Sam non sa nemmeno il nome di questa ragazza?

Vi lascio con un utile, dilettevole esercizio che vi servirà e tenere attive le sinapsi tra un’ abuffata e l’altra. Prendete questo scarno riassunto schematico e divertitevi a sostituire i protagonisti con tutti quelli dei più svariati fandom. Otterrete la trama dell’ 80% delle storie del nostro amato Tempio e senza alcuna fatica!

Tornate pure a torroni, panettoni e pandori.
…Sappiate che vi odio, sempre random.
E che il secondo capitolo di questa appassionante avventura arriverà presto; crogiolatevi nell’ illusione che succeda qualcosa di orginale!

 

 

 

 

 

 

The Phantom of the Opera: Mary Sue never dies

Carissimi giacobini e carissime giacobine, balocchi difettosi quindi privi di una vita sessuale soddisfacente, credevate forse che vi avessi dimenticato?

Lo so, suona come una minaccia.Cosa che in effetti è. Ma il mondo della ficcyna non è mai dolce e non potevo starne lontana; specie quando i miei odiosi occhietti di inutile donna sono tornati a posarsi su un fandom che in Italia si era sempre preservato, nei limiti del possibile. Dopo la nostra Ire, sono dovuta accorrere io al capezzale del Maestro, lasciando ovviamente a casa qualsiasi derivato dal cacao ed evitando di azzardare il minimo cenno a come lui starebbe bene in un completo Armani. Ovviamente, non ho trovato uno straccio di linea metropolitana che mi conducesse in un lampo a Parigi e questo m’irrita alquanto.

Ci sarebbe da benedire il fatto che Gerard Butler, attore scozzese reso celebre con 300 e in rapida ascesa, non sia un giovinetto di primo pelo come fu Orlando Bloom ai tempi di Legolas ma gli ormoni sono ormoni, le Vestali sono Vestali e l’Italia sportiva ci ha deluso alle Olimpiadi. Questi ultime tre asserzioni hanno profonde basi scientifiche e dal momento che è stato appurato quanto qui siamo maleducati e malvagi, le impongo comunque perché la parola crudeltà è quella che di gran lungo preferisco.

Ma prima d’iniziare, le coordinate spazio-temporali per accedere alla Dimora sul Lago!

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=226596&i=1

L’autrice è Nydrali.

Siamo ormai in autunno e pare che tra meno di un anno vedremo la nascita di un nuovo musical sul nostro adorato Maestro; so che la cosa irriterà non poco il fandom perché questo significherà porre fine a un’ epoca di tormentoni, di mode ripescate, di glitter sparsi su cose palesemente viste, riviste e già ampiamente digerite.

Solo un assioma non potrà mai venir abbandonato: l’osservazione delle Mary Sue. Perché le Mary Sue sono eterne, con teorie certe come il teorema di Pitagora applicato alla ficcyna.

Un rapido ripasso?Lo so che scuole e università sono ampiamente iniziate, ma voglio verificare che siate sempre ben preparati.Diamo quindi il via alla prima lezione del Nuovo Anno Accademico di noi Giacobini!Prego signori e signore, prendete posto nei banchi.E no, non fate caso a quei simpatici signori dietro di voi.

Sì.

Lo so.

Sono armati. E hanno sprangato le porte. Ma è per rendervi più partecipi e attenti qui…non avrete pensato male? *Arwen sfoggia un sorriso che rasenta il ghigno mefistofelico.Ma facciamo finta di nulla*

Cosa deve avere una Merisù per essere degna del titolo che spetta solo alle più fulgide rappresentanti?Andiamo a esplorare i vari teoremi.

Teorema "namber uan":

I feeenomenali poteri cosmici. Andiamo a dimostrarlo:

« Schiocco le dita ed ottengo l’obbedienza d’eserciti interi,(considerata l’epoca storica, stiamo parlando dell’Imperatore d’Austria!) zittisco papi e vescovi con un’inarcar di ciglio(i papi ringraziano.Pensavano di essere uno solo), mi tiro dietro come cagnolini ammaestrati re ed imperatori, gestisco complicati balletti fra nazioni nemiche… e non riesco a farti uscire dalla mia stanza! Subito! ».

Siamo di fronte alla presenza di fenomenali attitudini, rendiamocene conto!Ma il dilemma si spalanca assieme a tale dispiegamento di forze. La nostra impavida protagonista è niente meno che la "Mano di Dio" (no, non è una mia licenza poetica, giuro!) e nulla c’entrano certi inquietanti cacciatori di vampiri dal grande cappello e un film che è una perla di comicità involontaria.

Eccoci di fronte all’apparizione mirabolante della nostra amata fanciulla. Ovviamente, siamo a Parigi.Altrettanto ovviamente, è trascorso un lasso di tempo ragionevole dalla fine degli avvenimenti visti nel film "The Phantom of the Opera". Il fatto che tale film e musical siano chiaramente frutto di fantasia mescolata a storia- il 1870 non fu un anno annoverato per la Pace e la calma, in Francia…- dovrebbe rasserenarci, eppure qualcosa stona.

Chissaràmmai questa ragazza in grado simili prodezze?La figlia di Napoleone III? L’Imperatrice Eugenia moglie di suddetto Imperatore?

E’ ora di passare al…

Teorema "namber tù"

-Un lignaggio che faccia sparire dalla faccia della terra qualsiasi altro personaggio previsto nel Canon ufficiale. Il che ci porta a chiedere perché mai si azzardino anche solo ad esistere, questi personaggi originali così poco trendy, così poco fighi.

Ma fosse così, dovremmo già sbaraccare tutto e andarcene a casa. Perché la Comune spazzò via la monarchia imperiale restaurata dei Bonaparte e i nobili per un certo periodo non furono ben visti a Parigi. Ma allora, chi può far tacere papi, dire a uno chi sposare, all’altro chi alleare chi?

Un’esponente dell’illustre famiglia dei Lorena, un tempo ramo imparentato con gli Asburgo, la cui ultima rappresentante col rango di regina fu ghigliottinata. Tocchiamo ferro e proseguiamo.

I Lorena, dopo la perdita del principato con lo stesso nome hanno guadagnato il Granducato di Toscana ma non sono certo tra le famiglie più illustri del continente europeo di allora.

Queste cose però sono quinsquiglie, nel mondo della ficcina.E io che cerco sempre di dar loro un senso…

Non è questo il luogo per aprire una disquisizione su alberi genealogici di Famiglie Reali; i Lorena non esistettero più come unica discendenza dal 1700; finirono con l’amalgamarsi attraverso matrimoni ed alleanze ad altre famiglie e finirono con…lo sparire.

Tragico eh?

Incredibile vero?

Wikipedia lo dice!E noi amiamo Wiki cara, anzi, siamo addirittura suo servi.Almeno, così ci dissero…e pondero di mettere su Wiki anche questi interessanti teoremi, a uso e consumo delle Vestali.Ecco gli ultimi due!

-Un aspetto fisico che riassuma quanto di più bbono ci sia al mondo ma che abbia qua e là dei difetti che renderanno sicuramente tanto simpatica questa ragazzaal lettore.

-Un carattere dispotico, fiero, che però sarà capace di svelarsi in tutta la sua dolcezza nascosta causa genitori infami/traumi spicologici subiti da bambina/altri evvenimenti che però l’autore non sempre spiegherà perché ci devono apparire ovvi.

Finito il ripasso propedeutico, avventuriamoci adesso all’atto pratico e vediamo applicata tale formula a un fandom che, come ho detto poche righe sopra, in Italia ha relativamente attecchito.

Se poi volete farvi male e andare a fare un giro su fanfiction.net per voi è solo un sadico diversivo, fate pure.Non sapete a cosa andate incontro e là le botole in cui incappare sono molte di più che nel nostro sempre più scalcinato Stivale. Vi ho avvertito, quindi ora procedo alla verifica con metodo scientifico di quanto ho prima affermato: anche se, pare, nemmeno così siamo sicuri di scansare accuse di crudeltà mentale, sovradimensionamento dell’io a discapito di poveri autori in erba che trucidiamo nelle notti di luna piena.

Per farvi capire meglio chi abbiamo davanti, vi porgo altri passi significativi.

« Non fa così freddo », commentò Francesca, ignorando deliberatamente la sua osservazione circa il disperato strabismo del vescovo.

« Oh, to’, un pinguino! », esclamò Eleonora di rimando, fingendo d’indicare qualcosa fuori dal finestrino.

Sì, l’umorismo mordace di questa frase è davvero sublime.

Avrete sicuramente notato che nei passi citati non vi sono errori grammaticali, la struttura è scorrevole, la scelta dei termini e le battute a volte strappano un sorriso. Perché allora tanto accanimento?

Sarà che odio le sviste.Sarà che non sopporto un personaggio originale buttato subito al centro della storia senza un perché, un come, un quando. Voglio una spiegazione e vorrei, per una volta, non dovermi annoiare di fronte all’ennesima presentazione di qualcuno che sicuramente riuscirà a redimere un personaggio contorto come il Fantasma dell’Opera nel giro di pochi capitoli. E’ un insulto, credo, verso il canon originale e un appiattimento insopportabile che ormai puzza di visto e rivisto. Perché è avvilente essere al secondo capitolo della storia e intuire già come andrà avanti.

Eleonora Matilde Lorena parla come uno scaricatore di porto, ma rende l’Arcivescovo di Notre Dame inerme e assolutamente succube. E’ dispotica e tagliente nel parlare, viziata e ostinata.

Ci viene ribattutto questo concetto ogni riga e a ogni punto. La noia subentra al secondo paragrafo, insieme all’insofferenza per un personaggio che si smonta da solo.Basta una ricerca su Wikipedia e un passaggio come: Il lungo abito azzurro ghiaccio le conferiva una maestà algida, lontana, intoccabile, nemmeno fosse una dea del nord giunta a farsi rimirare dai comuni mortali. L’arcivescovo di Notre Dame – che a mala pena aveva chinato il capo di fronte a Sua Santità il papa – di colpo ebbe l’urgenza di inchinarsi, di piegare ginocchia e schiena di fronte a quella creatura di pura superbia e grandezza, imponente e magnifica come nessuna imperatrice o regina era mai stata nella storia dell’umanità mi suona un tantino esagerato.

Specie considerato il fatto che circa un decennio prima, era nato il Regno d’Italia, era stata aperta la breccia a Porta Pia e tutta una serie di altri simpatici fatti che sono noti a pochi eletti col nome di Risorgimento.

Possiamo tranquillamente passare oltre l’ennesimo sfoggio di bellezza, grandezza, nobiltà austera ma teniamo a mente come Eleonora ci è stata subito presentata. Un raro caso di doppia personalità?

E quale delle due prende il sopravvento quando, di punto in bianco, apprendiamo che questa Altezza Reale vuole acquistare l’intera, distrutta Opèra Populaire? Così, la notizia ci viene sbattuta in faccia in questa maniera. E il lettore deve digerirla, magari non avendo mai visto il film in questione o sentito il musical da cui è nato. E c’è chi nei commenti confessa candidamente queste lacune…ma la storia è "beeeeelaaaaa" e bisogna "continuarlaaa!!!!"

Ed è così che l’elemento "mostro sputato dall’Inferno che ha incendiato un intero teatro" salta nella storia. Se per Eleonora si sono spese parole su parole, il fatto che lei compri teatri e musei e ora voglia l’Opèra è liquidato con due.

Maestro, essenzialmente, lei che ci sta a fare qui?

A parte l’avere ora questa fobia insulsa per qualsiasi cosa contenente la cioccolata, intendo!

Il punto è questo, giacobini e giacobine, lurker e simpatizzanti, Vestali e loro difensori. Non mi rassegno a questo ripetersi di cliché che dopo un po’ generano da soli ironia e frecciate; spunti notevoli si perdono in un marasma di cose già scritte e diventate a torto famose. E’ un grido da idealista il mio, questa volta. Smonterò ancora questa storia ma non sarò per questo soddisfatta.

Preparatevi a prossimi, mirabolanti eventi assolutamente imprevedibili.

Perché ovviamente nessuno di voi si aspetterà davvero l’acquisto di un teatro semidistrutto, una visita a tali ruderi e poi un’ulteriore ritorno perché così si ha il motivo per far sbucare un’ombra sospetta dal palco distrutto…vero?

 

 

"Caro zio Jack…"

…ma anche no.
Mie amate consorelle, la vostra delicata Regina di Gondor accusa male il caldo. Selene-Sue di Spartaland non si fa più vedere, evidentemente troppo presa a lottare nei famosissimi giochi in onore di Artemide e Draco mi ha fatto sapere tramite Winola che lui non ha mai toccato una tela in vita sua. Capirete che cose simili lasciano un segno profondo e indelebile.
Forse dovrei prendere in considerazione l’idea di smettere di soffrire, magari cavandomi il cuore  per dopo chiuderlo in un bel forziere ma poi ho fatto un giro di penitenza al Tempio e ho scoperto una terribile verità.
Le Vestali non hanno rispetto nemmeno per Davy Jones, per il tanga del GoS!

Quindi prendete il vostro boccale di rum ghiacciato, legatevi all’occorrenza a testa in giù all’albero maestro per esorcizzare i conati che sicuramente avrete durante la lettura e lasciatemi girare i vari pezzi di questa mappa.Siete pronte a tuffarvi nel cuore del Maelstrom che questa nuova, deliziosa Vestale ha approntato per noi?…

La mappa è stata tracciata dalla leggiadra mano di: Luluzza
Il venerabilissimo Tempio da cui rubarla è: il solito

Diamo le coordinate, mie pirate impavide.
Voi avete tutte visto la trilogia di film su corsari, maledizioni, impavidi fabbri figli di pirati e figlie di governatori coraggiose e "cazzute". Stiamo a guardare i fatti, senza gl’infiocchettamenti delle nostre opinioni personali.
Quindi ricoderete Jack Sparrow, il Capitano Jack Sparrow, Will Turner, Elizabeth Swann che non vedeva l’ora di divenire la signora Turner e questo la cacciò subito in un grosso, maledetto guaio.
Avete ricordato?Brindato con del rum?
Bene.
Ora dimenticate tutto.
Non troverete traccia di loro in questa "prima lemon" che va festeggiata con tanti bei fuochi artificiali. Troverete solo una coppia appena sposata, un pirata chiaramente bisognoso dell’aiuto di uno bravo e una punteggiatura deliziosamente asfittica; il tutto chiuso da una trama semplicemente *o*

Dunque: L’Olandese ha un nuovo Capitano, Lizzy non solo è la signora Turner ma anche la moglie di suddetto Capitano e ora si pone un terribile dilemma. I due colombi hanno un solo giorno per consumare le nozze prima di dieci anni di separazione.
Ma Jack, il Capitano, l’uomo dalle mille risorse non può accettare un tale, drammatico fato. Egli infatti " avrebbe potuto lasciar morire William e tenersi la ragazza, o almeno provarci, ma era troppo persino per la sua sporca anima da pirata."
Jack, ma berti del rum e non pensarci? No? E sei pure recidivo…" la sua mente impastava amore e raziocinio, sentimenti e logica". Te lo ripeto: un po’ di rum e non penserai più a fare il Dottor Stranamore.

Mentre Jack si fa prendere da rimorsi di coscienza (rimorsi?) e decide di fare altre buone azioni per Elizabeth (altre buone azioni?), sull’isoletta scopriamo la passione dei freschi coniugi Turner: Will sfoggia doti amatorie insospettabili con un "tocco" assai particolare.
I lirismi inopportuni dipingono frasi-capolavoro.

Will, il cavaliere dalla pesante armatura: "la camicia di Will cadde pesantemente sulla sabbia facendo schizzare dei granelli che luccicarono al sole"

Il momento è *o*: "poi il loro amore divenne danza, su quella spiaggia"

Tra nocche che sbiancano, fruscii non proprio romantici di ruvide coperte e unici corali gridi, il dramma piomba sull’amore: Will deve tornare all’Olandese, l’incantesimo è finito ma… Qui la bobina del film che tutte avevamo visto s’inceppa, lo schermo diventa bianco; dopo questo delirio potremmo anche tirare un sospiro di sollievo ma ecco che Jack Sparrow arriva, opportuno come un mal di pancia e porta la lieta novella.
Il "Piccolo Problema" di Will, che tanto fa arricciare di sdegno i delicati nasini di Vestali olezzanti può essere risolto! Ma certo! A che scopo affrontare Davy Jones, la flotta di Beckett, un Maelstrom da nulla quando arriva la prima autrice che passava là per caso che tira fuori una brillante soluzione, un colpo di genio che fa vergognare gli sceneggiatori di POTC?

Leggete e punitevi, sgualdrine amanti dell’IC e della coerenza! " E’…è bello sentirtelo dire, figliolo…perché, vedi, si tratta di…passare la notte con LEI…"
E per quelle dure d’orecchio, ecco la spiegazione ulteriore: "Ahemmm…solo l’amore di Calipso può annullare la maledizione…quindi…comprendi?…o vuoi che ti spieghi i particolari…"

Se siete sopravvissute all’overdose di puntini di sospensioni e alle virgole assassine seriali, passiamo all’analisi deliziosamente scevra di catini colmi e lacrime defunte: Will e Lizzy finalmente hanno avuto la loro notte di nozze, si amano, sanno che dovranno vedere il loro amore messo alla prova per dieci anni ma, che ci vuole?Basta che Will -il prode,coraggioso, nobile e LEALE Will- passi una notte con Calipso e il gioco è fatto!
Cosa volete che sia l’amore per sua moglie, la rabbia e l’amarezza di tale moglie, la coerenza con un briciolo di quelle che si chiamano "reazioni umane"?! Perché sono l’unica che se un pirata dicesse al mio novello sposo "vai, fatti la Dea del Mare anche se sei appena stato con tua moglie perché così sarai libero", mi girerebbero alquanto e piglierei a schiaffi Jack e pure Will, già che ci sono?

Quindi, tra lotte interiori risolte in tre righe tre e allegre bevute di rum in onore di una moglie "rispettabilissima" (a casa mia si chiamerebbe con un altro, ramificato aggettivo…), Will ovviamente va incontro alla sua notte d’ammmooore con una… Lascio a voi la sorpresa. Come vi aspettate che sia una Dea vista con gli occhioni sbrilluccicanti e puri di una Vestale?

Coerenza? Nemmeno un refolo.
Quindi se il vostro amore di una vita deve stare con un’altra donna, piangete "d’amarezza e gioia" ma sappiate che dopo sarà solo vostro per tutta una zuccherosa, caramellosa vita di pucci-pu e luv-luv.
Siamo noi quelle stupide che non capiamo; del resto ricordiamoci chi siamo: le acide, stronze e senza vita sessuale.
Yo-ho, beviamoci su!


 

Sparta: il dramma prosegue.

La zia Selenya ha ragione, adorate e preziose Consorelle; questo pessimismo da Mary Sue non mi si addice. Bisogna guardare avanti e nonostante porti ancora i segni del mio orgoglio violato, sono pronta a rialzarmi e levare lodi al GoS.
Come riprendersi, dunque? Come ritrovare slancio, come non indietreggiare più e non arrendersi? Da brava malefica creatura, sono tornata al Tempio e lì, raccolta in purificatrice preghiera ho deciso che era ora di reagire.
Devo portare a voi le nuove, incredibili, mirabolanti, esaltanti e soprattutto imprevedibili avventure di Selene figlia di Aristarco.

Care sorelle, non tremate!Non mostrate la vostra comprensibile palpitazione!
…E non provate a scappare. Ho fatto sigillare le porte.
Non valgono come giustificazioni dire: "Ma non è successo nulla", "Non ho capito metà capitolo" e "Il mio elfo del Catino è in vacanza".
Perciò fate le brave e come tutti i cittadini spartani, confluite alla famosissima arena lacone per assistere al compimento del Volere Divino! *una misteriosa musica trionfale accompagna le ultime parole, rendendo drammatico e ricco di pathos un inutile delirio*

Avevamo lasciato Selene e simpatica famiglia alle prese con lo sconvolgente vaticinio dell’Oracolo.Nel senso che l’Oracolo ormai è chiaramante sconvolto e non sa più che dire.
Finalmente il gran giorno è arrivato. Le gare in onore di Artemide, unica divintà a risiedere in una chiesa aperta ai devoti, stanno per iniziare.
Ma prima di lasciarvi alla caterva di colpi di scena del capitolo, l’autrice ha un messaggio per voi.

scusate se sono sempre corti i capitoli! Ma non ho mai tempo!TT

Cara, lo avevamo capito ma c’è un modo più intelligente per nascondere il fatto che non sai dove far andare una trama che definire abbozzata è un eufemismo. Puoi migliorare.
Aristarco è un vero padre spartano, la più perfetta definizione di tale ruolo. Infatti "Il tempo passò fin troppo in fretta per Selene, che il giorno delle gare indossò la veste che il padre le aveva fatto cucire apposta ".
Padre comprensivo e premuroso!Avanti, quale padre di Sparta non regalerebbe alla propria figlia una veste da combattimento su misura?
*Leonida distoglie lo sguardo, Stelio all’improvviso deve sistemare un’ammaccatura sul suo scudo, il Capitano decide che è il momento perfetto per passare in rivista la truppa*

Qui qualcosa non torna… - Mi chiamo Astinos .- L’ aveva colta impreparata, per cui le ci vollero un paio di secondi per capire cosa dovesse rispondergli e farlo.

-Selene.- Strinse il palmo (della mano)che le porgeva. Non sapeva se dovesse prendere questo gesto come una dimostrazione di rispetto, visto che solito fra uomini, o un’offesa al suo sesso (ma che vuol dire?!Rileggetevi questa frase e spiegatemene il senso!Ti stringe la mano, e allora?Un’offesa sarebbe stata se uno non ti avesse rivolto la parola, due se non te l’avesse stretta!)

Finalmente sappiamo il nome!La Grande Rivelazione si è compiuta!Ma dato che la protagonista, evidentemente frastornata dagli allenamenti col padre non capisce molto, dopo la presentazione e un insentato augurio a rivedersi in finale, decide che deve andare in finale per battersi con lui.

Perché? Lo scopriremo solo leggendo, care sorelle. La puntata di "Stargate, la Linea di Confine secondo le Vestali" si conclude qui. Godetevi il riassuno della prossima e restate sintonizzate.

This is…Sparta?

…In effetti ho finito col domandarmelo pure io, stimate e adorate sorelle.
Dovete capirmi: sto vedendo anni di studio e convinzioni andare in fumo e quealcuno dovrà renderne conto.
Quindi, torniamo là dove il Taigeto e gli altri monti coronano la Laconia, per scoprire le nuove e mirabolanti avventure di Selene figlia di Aristarco (Valerio Massimo Manfredi ringrazia. Ma anche no.)

E no… nessuna di voi può usare come scusa il fatto che in ben due capitoli due non sia accaduta una beneamata cippa. Anche i vostri elfidel catino devono sgobbare, altrimenti il mio Sinisfildo si offende. (La par condicio, questa subdola arma…)

Siccome vi voglio bene, ho deciso che questa recensione necessita di qualcuno che possa chiarire i nostri tormentosi dubbi nati dopo la lettura di questa ficcyna; perciò signora Lestrange, le consiglio di tenersi pronta per aggiornare le quote delle nostre scommesse su chi possa essere il fantomatico giovine (no Maestro, non parlo di Voi…devo smettere di usare aggettivi riconducibili alla parola Fantasma!) che nel primo capitolo sarà sicuramente rimasto colpito dallo spartano sfoggio d’alterigia della nostra Selene.

NdelMisteriosoOspiteConVoceProfondaEtAutoritaria: ma se ha tenuto gli occhi incollati a terra per tutto il tempo…

Sire!Avete rovinato la sorpresa!

SempreNdelMisteriosoOspite: sono gli Ateniesi soliti a cavillare, o Sovrana di Gondor. Non io di certo.

Care sorelle, avrete già capito che il prode Leonida ha acconsentito ad aiutarmi in questa ricerca antropoligica atta a sfatare miti inopportuni su Sparta.All’ombra di un pergolato di vite, nel silenzio del cortile della reggia, ci accingiamo a portare avanti l’ingrato compito. L’espressione della Regina Gorgo basta a far capire come qui sono tutti contenti di tale ficcyna; in effetti la reggia mi pare un poco affollata…scorgo il cantore guerriero Delio, un accigliato Capitano e persino Stelio ha uno sguardo che dire adombrato è un eufemismo…

Leonida: come puoi vedere, l’entusiasmo per questa…*fa fatica a trovare una definizione* storia ha coinvolto tutti noi.

Allora non cavilliamo oltre, dato che non ci si addice…

Era una notte buia e tempestosa: Era buio e faceva freddo. Un sottile strato di neve ricopriva l’intera foresta. Una leggera, ma gelida brezza notturna le muoveva i capelli lunghi, scuri e ondulati, raccolti in un’alta coda. Quando entrò in una piccola valle fra gli alberi, strinse la lancia. Era stata seguita. Con un’unica mossa fluida e aggraziata, ma allo stesso tempo micidiale, si girò e scagliò l’arma, che si andò a conficcare nel collo di un grosso lupo nero poco lontano dalla ragazza. Un tiro perfetto, ma che non bastò ad uccidere la bestia. 

Allora, io ammetto candidamente di non essere stata spedita in una foresta da sola ma una lancia conficcata nel collo dovrebbe mandarmi presso le Aule di Mandos nel giro di pochissimi istanti. In più non mi pare di ricordare che un fanciullo di Sparta, durante la sua iniziazione, avesse a disposizione lancia, pugnale e spada…

Il soggetto, questo sconosciuto:Tirò fuori il pugnale dalla cintura di pelle e lo lanciò. Con un sibilo appena percettibile, volò dritto verso l’animale, che si spostò appena in tempo per evitarlo.

Fatemi capire; chi o cosa è volato verso il lupo mutante,dato che non è ancora morto?No, Sire, non lo voglio sapere…
Naturalmente la lotta tra la bestia e l’indomita fanciulla si conclude a favore del lupo…vi sarebbe piaciuto,vero?Illuse.
Selene esce vittoriosa, recupera il pugnale e decide di tosare la carcassa;a casa mia s’intende il tosare quando di parla di "portare il pelo".
Ma durante lo "squogliamento" (i neologismi, questa raffinatezza), un altro lupo decide di voler pranzare con la nostra Xena-Lady Oscar spartana e di nuovo, il colpo di scena! Un giovane la salva e lei, destandosi dal sogno, capisce che è lo stesso contro cui è andata a sbattere il giorno prima…ma ora mi sorge un dubbio…

Leonida: come fa a sapere che sono la stessa persona se durante quell’incontro cotale fanciulla ha studiato molto bene il terreno?

Maestà, come si vede che conoscete poco le Vestali! Per loro non esiste l’assioma azioni=conseguenze concatenate. Questa è arte che noi comuni mortali non possiamo comprendere e personalmente ne faccio a meno.
Il giorno dopo, la nostra eroina torna al tempio di Artemide. O alla Chiesa di Artemide. Sono ancora confusa a dire il vero; ho studiato che un tempio greco non è accessibile a ogni cittadino e che per penetrare nel Naos e ammirare il Simulacro del Dio come minimo bisogna essere dei sacerdoti ma anche questa mia illusione va in frantumi. Selene è Selene. E io devo solo stare zitta.

Le famosissime festività in onore di Artemide, celebri in tutta la Laconia (ehm, il Re mi sta sguardando sconsolato, mi chiedo come mai) giungono alfine al culmine e lo stesso sovrano, che sappiamo essere amico e confidente degli Efori, interroga il loro oracolo per sapere se la Dea ha gradito la devozione comunitaria.

Leonida: io e quei porci incestuosi…CHE COSA?!

Sire, per favore, non è il momento di chiamare a raccolta la falange degli Opliti!Qui c’è scritto così, perciò serbate ancora la vostra furia e leggete dell’ultima nota.

Volere divino?… Artemide ha grandemente gradito le onorificenze da noi dedicatele, ma desidera ancora qualcos’altro.(Venir lasciata in pace?) Qualcosa che non mi sarei mai aspettato. Un tributo dai giovani Spartani fra i 15 e i 16 anni di vita, ma anche dalle giovani Spartane della stessa età.(detto così mi ricorda sinistramente il mito di Teseo e del Minotauro…) La dea desidera che si organizzino delle gare maschili e delle gare femminili e che il vincitore di ogni categoria maschile sfidi la vincitrice della rispettiva categoria femminile. (chiamate Grissom: voglio sapere la composizione chimica delle droghe che l’Oracolo ha sniffato per dire simili idiozie!)

Dunque…secondo voi, Sorelle mie e spartani coraggiosi, cosa non torna?Il fatto che nel primo capitolo Selene sia stata cresciuta segretamente come un uomo perché in questa Sparta da ficcyna le donne dovevano solo tacere, segregarsi e aprire le gambe senza emettere "bih"? Il fatto che, alla luce di ciò, le altre faciulle laconi saranno campionesse del Lancio del Coriandolo a voler essere buone? Il fatto che, per sostenere una trama esile, dopo Xena e Lady Oscar, si vada a pescare nel Torneo di Atena che vedrà assegnata l’Armatura d’ Oro?

E tra tutto questo ancora non sappiamo chi sia il giovine che salvò Selene (ma perché???) e che si è scontrato con lei. Un indizio criptico però lo abbiamo: "aveva gli occhi marroni". Semplicemente *o*
Rimaniamo tutti qui, in attesa di un responso. Da Sparta è tutto…per ora.

"Non c’è motivo di non essere civili"

Mie care sorelle, prendiamone atto. Non facciamo della vuota semantica, come amavano fare gente da nulla come Sofocle, o Platone.

Valori come onore, rispetto e coraggio sono equivalenti alla carta straccia che una Vestale qualsiasi potrebbe usare per foderare la gabbia del suo canarino troppo puccioso all’originalissimo nome: Billo.

In questi tempi bui ed ingrati però, in una notte che ora mi pare tanto lontana, giurai a una di voi che se mai l’antico sacrificio di non uno ma ben 300 eroi, or di nuovo alla ribalta, fosse stato stravolto dagli strilli di verginali e vogliose adepte del Tempio sarei intervenuta.

 

Mi dispiace (uh?) per loro ma io le promesse le mantengo sempre.

Volevo allietare il vostro sonnacchioso giorno di pennica settimanale con dotte elucubrazioni che avrebbero spiegato perché Lucius Malfoy è divenuto il Dio dell’Orgasmo, perché Pottah da dinoccolato e rachitico pidocchietto con chiari segni di scompenso mentale sia stato tramutato in un prestante ragazzetto con due smeraldi conficcati nelle cavità orbitali e una conoscenza del sesso che manco il Kamasutra.
Purtroppo non è andata così.

Ero nel nostro covo di nequizie e di perfidia, quando l’ardimentosa Gracetempest è arrivata, tra urla di guerra roboanti, a impormi la storia antica di Sparta. A me. A quella ragazzina-topo di biblioteca che quando studiava le Guerre Persiane, si commuoveva davanti al coraggio dimostrato da uomini che purtroppo oggi non esistono più. Sì, proprio a me. Che faceva colazione con Leonida e disquisiva di tecniche navali con Temistocle di Atene.

 

Non potevo resistere, vi pare?

 

Perciò, presi in prestito mantello cremisi e spada – l’elmo no, è pericoloso per le mie delicate orecchie a punta – sono scesa in quel vicolo cieco che sono le Termopili, famose come ben sappiamo perché dopo le 9 di sera non trovi un buco per parcheggiare. Tra le rocce e la ressa di gente, ecco lo scritto della dotta e delicata Vestale. Visto il monoblocco e l’incapacità nel conoscere un grammo d’italica grammatica, deduco sia stato scritto in greco e poi tradotto. Infilo i guanti bianchi sterili e catalogo la prov…ahem, il reperto.

 

Dalla perduta biblioteca di Alessandria: uno scritto di Gracetempest.

Titolo: Selene_la Luna. Avete notato la colta citazione?No?Selene è un nome greco, ignoranti Mangiamorte dedite solo alle orge!Per fortuna l’autrice ce ne fornisce anche la traduzione. Fortuna vostra, sia chiaro.

Chiave di traduzione:

 

Dunque, sono pronta alla pugna. “300”, da cui la Vestale trae ispirazione, è un film che tratta in temi fantastici della Battaglia delle Termopili ma per tutta la trama vi sono disseminati precisi riferimenti storici.

Precisi.Riferimenti.Storici.

La nostra Grace riesce nella mirabolante impresa d’ignorare e insultare ciascuna di queste tre parole! Nel stravolgerle, crea una Mary Sue spartana nata dalla dubbia fusione di Lady Oscar –assai attinente alla Grecia antica- e un libro scritto dal nostro Valerio Massimo Manfredi. Come lo so? Si dia il caso che il libro l’ho letto e il nome del padre di questa Xena del Taigeto sia, guarda caso, identico a quello del padre dei due protagonisti del romanzo.

Sicuramente una coincidenza.

Anche no.

 

La profezia illuminante: La sua unica tristezza era d’essere nata femmina. Se fosse stata un uomo a quest’ora sarebbe stata all’agoghè. Chiuse gli occhi. Si sentiva di aver deluso il padre, non nascendo maschio. Era stata ancora più dura per lui quando colui che scartava i bambini se erano deformi, vedendola, aveva affermato che se fosse stata un bambino, e non una bambina, sarebbe divenuta probabilmente un combattente migliore del re Leonida, in persona.”

 

Leonida ringrazia e si chiede perché mai sia andato lui a condurre i suoi opliti a morte certa:Selene li avrebbe salvati tutti, come minimo, e dato un corpo normale ad Efialte con la sola imposizione delle mani!

Notato qualcosa, a parte la grammatica sconclusionata, le virgole in cui inciampandoci ci si sbuccia le ginocchia e la solita, abusata convinzione vestale che le donne sono empie meretrici del demonio?

Piccolo indizio: basta una ricerca su Wikipedia o sfogliare anche il più scarno libro di Storia per sapere che le donne di Sparta erano molto più libere rispetto alle loro coetanee di altre polis. Non vi era tristezza nel nascere senza sacri ed evidenti tributi, per Zeus!Anzi, era un onore perché una dona spartana era l’unica a far nascere veri uomini.

 

Il padre, evidentemente parente di “colui che scartava i bambini se erano deformi” decide di nascondere la vergogna di una terza figlia femmina allevandola segretamente come un ragazzo.

 

Non solo la Regina Gorgo è indignata da così poca considerazione per una donna spartana, ma pure tutte le associazioni su Lady Oscar fanno sapere che l’infrazione del copyright ammonta a milioni di euro.

 

Selene è brava nel combattimento come un uomo, ama Sparta, vorrebbe combattere; tutte considerazioni riassunte in poche righe, infischiandosene altamente di un messaggio che dal film preso come base emerge lampante: le donne di Sparta venivano addestrate al pari dei loro uomini, potevano uscire di casa, presenziare alle cerimonie religiose. Mi prende una leggera sincope nel veder compresso in un unico capitolo tutto questo, compreso un non meglio specificato rito in onore di Artemide,poi una fuga di Selene Sue nell’ “Arena dell’Agoghé” per vedere i ragazzi mentre si allenano.

Suvvia, mai sentito parlare della famosissima arena dove si poteva intrufolare chiunque? Esistevano palestre, non arene e la povera ragazza dovrebbe sfondare il cranio del padre a suon di scudate  perché in quei cortili di sabbia avrebbe visto sue coetanee correre, saltare, apprendere i rudimenti del combattimento con a pochi metri i fanciulli futuri opliti!

 

Il sole cala, Selene deve correre a casa altrimenti i vampiri…no, scusate, non c’entrano nulla. Però anche loro darebbero più mordente a una storia che più compressa non si può; io ho un attacco di tachicardia dalla prima riga. Nell’uscire di soppiatto, la fanciulla si scontra con un giovane. Chi sarà?

Mi dispiace ma la suspance è suspance: la giovinetta tiene lo sguardo a terra (tipico atteggiamento da donna spartana!) si scusa per la sua “distrattezza” (Sempre più tipico e rimarcato, questo fiero atteggiamento!) e lascia il povero ragazzo con un laconico “addio”.

Sono aperte le scommesse su chi sia il prestante maschio: Astilos, figlio del valoroso Capitano?Stelio, il focoso guerriero? Delio?Oppure…l’inosabile e innominabile: Leonida stesso?

Vi lascio alle vostre tetre supposizioni.

 

 

 

 

 

 

Peindre maudit a Hogwarts

Ovvero, il ritorno che tutte noi (ma anche no) stavamo attendendo con trepidante emozione (ma anche no).
Carissime colleghe, devote sorelle nel Male, dolci e delicate cugine e parenti lontane ritrovate, è con sommo gaudio e giubilo che mi accingo a rendervi edotte sulle nuove avventure del pittore maledetto più famoso di Hogwarts e della sua recalcitrante modella. Ovvero Laetit…a, no?Non si tratta di mademoiselle Casta? E allora chi diavol…*Arwen scartabella le sue pergamene, sgrana gli occhi e dissimula l’espressione affranta comparsa sul viso*
Scusatemi, e da quando Hermione Granger è fiventata una "figaddiddio" dai capelli scuri, conturbanti lineamenti mediterranei e scollatura sudata che fa tanto "peggior bar di Caracas"?? Da quando Hogwarts è ai Caraibi e nessuno mi ha detto nulla??Che figura ci faccio, io?

Avevamo lasciato il giovin pittore e la sua nuova ma riottosa musa dopo un pepato e tesissimo confronto verbale a chiusura del capitolo precendente.
….
Ehy, ho scritto pepato e tesissimo!Una perla di originalità e correttezza grammaticale!!Winola, almeno fai finta che ti abbia intrigato, su!E cara cugina, un tentativo di applauso, dai…ecco, così va meglio.
La narrazione riprende al giorno dopo della mirabolante dichiarazione di guerra tra Serpeverde e Grifondoro, notizia assolutamente inedita e strillata a nove colonne dalla Gazzetta del Profeta.
Dovrebbe essere una normale lezione di Pozioni, se non fosse che Draco s’incanta a fissare l’aere opalino, presumibilmente fuori dalla finestra.
Punto uno: manco la mia bisnonna scrive più in termini simili, e ricordiamoci soprattutto il linguaggio da scaricatori di porto in uso tra questi giovinastri
Punto due: ma le lezioni di Pozioni non sono tenute in un sotterraneo?Ma che libri di Harry Potter ho letto, per tutti i Valar?
Draco inizia a fare schizzi dell’inconsapevole Hermione. Ecco l’estratto orginale, dovete godervelo appieno. Ovvio che non avete scelta.

“E’ una modella nata!” commentò Draco, alzando la voce un po’ troppo. Hermione si voltò di scatto su di lui, e lo colse proprio mentre cercava di nascondere le prove.

“Malfoy! Sei uno stronzo!” gridò la riccia, facendo alterare non poco Piton.

"E’ una delle mie tante doti, piccola!” rispose Draco, dall’altro capo dell’aula. Piton correva da una parte all’altra della classe ad ogni botta-risposta.

Scusate la mia petulante pignoleria, ma io qui non mi raccapezzo: uno ti fa un complimento, dicendoti che sei una modella nata, e lo insulti? E poi ce lo vedete Piton che corre come un’isterica donnina col ciclo e soprattutto non fa nulla per calmare i suoi studenti? Non toglie nemmeno un punto ai Grifondoro. Nemmeno mezzo. Cara Christine, temo che dovrai curare anche il povero Severus. Ha bisogno di ritrovare se stesso.

Hermione, dopo una scenata che avrebbe da sola giustificato il ricovero al San Mungo, pianta la lezione a va a dolersi presso le rive del Lago Nero. Non turbatevi del fatto che Hermione, la studentessa più brillante di Hogwarts, molli lo studio. No, davvero, non è il caso di piangere lacrime defunte, Edwige…
Mentre questa donna psichicamente instabile piange, Ginny la raggiunge e la mette di fronte a una banale verità.

“Ti insulta?” domandò, mentre un incurvatura le increspava le labbra sottili.(qualcuno mi spiega come ci si procura un’incurvatura sulle labbra mentre si parla?Grazie)

“Peggio. Vuole dipingermi!” era difficile descrivere la smorfia di pura incredulità andatasi a formare sul volto della piccola Ginny.

“Non farmi parlare, ti prego…” supplicò la riccia, sorridendo.(Hermione, ti prego, fatti visitare. Un secondo prima eri il ritratto della disperazione!)

“Infondo, cosa ci sarebbe di male?” chiese la rossa, dopo averci pensato un po’ su.

“Gin! E’ Malfoy, non so se te ne rendi conto…” la ridestò Hermione, con il suo agonizzante urlo.(povere le orecchie di Ginny…ç_ç)

“E con questo? Seppelliamo un attimo i miliardi di insulti che ci ha rivolto. Che c’è di male?”

Apriamo le scommesse, sorelle; secondo voi alla fine Hermione Casta (nel senso della modella) accetterà? Oppure capirà di agire in una ficcyna assurda, si ribellerà all’autrice, alla trama senza lacun senso e deciderà di tornare ad essere la saccente Hermione, la geniale Hermione, insomma la ragazzina normale, intelligente e leale che abbiamo sempre conosciuto?
Distruggo molto le vostre speranze se vi dico che la seconda ipotesi non si verificherà mai?

Preso il coraggio a quattro mani, Hermione s’immola per la causa, seguendo "Dray" nella sua camera. Blaise sogghigna davanti a quello stimolante spettacolo e deicde che pure lui deve cercarsi una nuova preda.
Su chi cade la scelta del più ambiguo personaggio di Hogwarts?
Vi lascio con un illuminante indizio…

Una ragazzina del sesto anno di Grifondoro, piuttosto carina. Scherzava con Lavanda Brown, tastandosi i capelli infuocati di passione.

Blaise sogghignò avvicinandosi al duo.

E con questo ci rimando al prossimo capitolo, care sorelle.Voglio andare a vedere se anche i miei capelli possono infuocarsi di passione…

Draco, il vero volto di Jack Dawson

Stimate Sorelle, per sempre unite nel comune sogno della Rivoluzione del Male,vi scrivo questa recensione dallle corsie del San Mungo, nella cui aula magna i più grandi medi-maghi sono da giorni riuniti in un convegno fiume per stabilire come l’ OCCcite stia mietendo vittime tra le pallide e graziose Vestali.

 

Il caso più eclatante segnalato da una fonte assai attendibile a noi legata, ha portato alla conoscenza dei dotti professori questo capolavoro dannato. Il tomo, rilegato in vera pelle di babbano, emana un forte odore d’oppio ogni volta che lo si apre e le pergamene delle pagine grondano quello che pare essere assenzio. A margine, un tormentato artista dal nervoso talento ha lasciato decine di bozzetti di provocanti modelle. 

Ho appena riletto l’ultima frase vergata e me lo dico da sola…just *o*!!

 

Ecco la scheda medica dove la perla è stata prontamente trascritta per i futuri posteri (e come prova per Winola, avvocata della famiglia Malfoy)

 

Autrice: SweetSin

L’emblematico titolo: Il Ritratto

Il codice per accedere alla cartella clinica (per gentile concessione del personale del San Mungo minacciato con maledizioni senza perdono):http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=111138&i=1

 

Ormai la notizia è di dominio pubblico:Hogwarts in realtà è un pittoresco bordello immerso in atmosfere gotiche così trendy, i professori vengono ridotti a macchiette umoristiche quando non sono protettori incaricati da Albus per far couplare forsennatamente giovani generazioni di maghi.

Persino alcuni insospettabili studenti nascondono un fascino puramente bohemienne.

 

Harry James Potter in quel pomeriggio pienamente settembrino e ventoso, si ritrovò a correre febbrilmente per i corridoi della sua scuola, Hogwarts. La sigaretta che si era acceso pochi minuti prima, gli penzolava dalla bocca emanando grandi ondate di fumo biancastro.

 

Il Bambino che è Sopravvissuto è degno allievo di Santa Albus, Sommo Pontefice dell’Erba Pipa. Ma  volevo segnalare una vera e propia gemma letteraria; si prega di leggere col dovuto rispetto il prossimo passaggio.

 

Gettò a terra il mozzicone di sigaretta ormai giunta al termine della sue breve vita, calpestandola successivamente con il tacco dei suoi mocassini verniciati di marrone.

 

Non so voi, ma io avrei fatto a meno di sapere il modello delle scarpe di Potter.Lo odio quando osa indossare capi griffati, però perché non dirci anche la marca?Gucci?Prada? Sono a capitolo appena iniziato e la suspance mi uccide!

 

Ma ecco le ulteriori prove che questa ficcyna è affetta da OOCite.

Accanto alle immancabili serre di Erbologia, luogo di famose e lussuriose nequizie, Serpeverde e Grifondoro sono schierati in attesa dello scontro final…ahem, lo ammetto; ho esagerato io per ravvivare questa trama eccitante ed imprevedibile.Perché, voi lo sapevate forse che queste due case erano in lotta manco fossero Montecchi e Capuleti?Sì?Ahem, allora chiedo scusa…

 

I poteri del Divin Pargolo: Draco Lucius Malfoy veleggiava altezzoso sopra la ragazza che lo fissava dal basso, adorante.

Rimango anch’io in questa posa prostrata, le mani tese a carezzare la palpitante luce emanata dal figlio del nostro GOS; Draco Lucius Malofy sa volare e dall’alto, squadra altero noi, sue indegne serve!

 

Il sagace rampollo Malfoy propone a Harry qualcosa di mai udito prima.

Qualcosa di nuovo, inaspettato, destabilizzante.

 

“Vorrei la tua morte, ma per il momento mi accontento di una piccola guerra tra case. Siete d’accordo?”

 

Ripeto:quando mai Grifondoro e Serpeverde si sono odiati tanto da scatenare battaglie e peggio nei corridoi di Hogwarts e non solo lì?Ammettetelo, tutto questo pathos ci ha schiantato, nevvero?Dal ridere, mi voglio augurare…

 

La guerra che Draco e Harry, novelli Achille ed Ettore (e sentii distintamente un urlo lacerante salire dall’Ade…chiedo perdono, maestro Omero!)sarà senza regole e fino a sferrare i colpi più bassi.Incluso, naturalmente, il sesso; che si vede che è divenuta arma da quando lo stupro è benedetto al Tempio e riempie di gioia Vestali e relative Amikette.

 

Ma è a fine capitolo che, dopo aver visto la saccente Hermione Jane Granger sostituita da un clone passato sotto la bacchetta del medi-mago plastico e con due gemme d’oro al posto degli occhi, scopriamo la natura più intima e sensibile del figlio del nostro Orgasmico Sire.

Ovvio che sia ben nascosta; celata nelle fredde, glaciali sale dei sotterranei dei Serpeverde, coi mobili (ma solo quelli immobili, come l’autrice c’informa) velati di brina.

 

“Ma ti rendi conto che quello che hai fatto non ha senso? Con i Grifondoro siamo già in guerra da parecchio tempo!” constatò Blaise.

“Si, ma non glielo abbiamo mai fatto notare!” concluse Draco, ragionevole.

“Confermo la mia tesi. Tu sei malato!” sibilò convinto Blaise.

E noi tutte per una volta, diamo ragione all’erede degli Zabini.

Il colpo di scena, come da tradizione, risiede nel finale; Draco è un tormentato pittore alla ricerca della perduta ispirazione, altro che il Tormento e l’Estasi di Michelangelo.

“Io invece non riesco a vederti in questo stato. Domani ti aiuterò a trovare una bella musa per la tua arte!” sospirò Blaise, sorridendo.

“E’ impossibile. Su quattrocento ragazze che girano in questa scuola me ne sono scopate trecentonovantotto, e nessuna di loro mi piaceva.”

Tengo a ricordare che ad Hogwarts ci si reca nello sbocciare dell’adolescenza; ma romanticamente scordo che questi prestanti maschioni hanno bel altro in testa. E mi viene in mente di pensarlo anche nel caso di chi scrive questi capolavori esposti al Tempio…ma secondo la logica di questa storia, dovremmo credere che Draco si sia portato a letto anche le ragazzine del primo anno, che calcoli alla mano hanno solo undici anni?

Mi sembra davvero troppo.La frase è ambigua in questo senso ma comunque è chiedere troppo, supplidando chi scrive di fare certi semplici ragionamenti?

…Lo so, non datemi quindi avvilenti risposte, sorelle mie.

L’ignara futura modella (indovinate chi?) passa la notte in bianco a causa di nefasti presagi che le avvinghiano il giovine cuore colmo di speranza e amore.Hermione a causa di ciò arriva a lezione per il rotto della cuffia e qui scopriamo come le divise della scuola siano state disegnate da Paris Hilton, con un trionfo di pizzi neri su reggiseni che fanno capolino da poco caste camicette.

Tale visione porterà Draco all’illuminazione cui anelava…

La seduta dei dotti è stata sciolta alla fine di questo capitolo. So che aspetterete impazienti il prossimo capitolo e per alleviare questa penosa attesa, si consiglia una visione di Titanic per cogliere il clima tormentato e senza senso di questa storia,accompagnata da generosi dosi della migliore Fata Verde.

Bellezza, Verità, Libertà e Ammooore a tutte voi!