Ed eccoci di nuovo qui, per il secondo appuntamento con "le perle di Dk". Dimentichi stavolta delle audaci prodezze della Divin Progenie del GoS, affrontiamo in questa puntata un altro grande problema affliggente il fandom potteriano: un membro della specie nota con un nome che tutti voi conoscete benissimo. Un paio di indizi: inizia per “Mary” e finisce con “Sue”. Credo avrete capito ciò di cui parlo, perciò proseguo direttamente con l’esame della faccina in questione.
Mi raccomando, tenetevi per mano e attenzione a non sbattere la testa contro il soffitto!
La storia inizia in maniera piuttosto semplice: una tizia con i capelli neri e ricci e gli occhi dorati (una parente degli Elric?) sta fumando e parla con il fumo della sua sigaretta.
Perlomeno, questo è quello che si capisce dalla prima frase, poi però diventa chiaro che in realtà la donna sta interloquendo con sua sorella, appena arrivata. E qui c’è subito un momento “Just *_*”.
CVD: “Non c’erano dubbi, quel corpo proporzionato al suo metro e 63 cm, i capelli corvini che ricadevano lisci e lucidi fino a metà schiena, la bocca carnosa e i suoi straordinari occhi viola ne erano la dimostrazione tangibile.”. Sì, la dimostrazione tangibile che si trattava di una MarySue. Notare il “corpo proporzionato al metro e sessantatre”, che a quanto pare è un po’ tipo la sezione aurea marysuesca. Le vostre creature sono più alte o più basse? Peccato! Non possono dunque fregiarsi del titolo di MarySue DOC!
Altra domanda: se la nuova arrivata ha gli occhi viola e sua sorella li ha invece color oro… i loro genitori hanno le iridi arcobaleno? La genetica era in vacanza quando sono state concepite? E comunque, tranne che negli anime, occhi gialli o lilla nella realtà chi mai li ha visti? Ah, beh, stiamo comunque parlando di una MarySue e della sua sorella maggiore, quindi i conti tornano.
Parte poi un paragrafo in cui si spiega in una prosa contorta e delirante che la MarySue principale (il cui nome è Leila Hamilton, per la cronaca) era tormentata dalla perfida madre francese, probabilmente invidiosa della perfezione della figlia nonché del suo corpo proporzionato al metro e sessantatre, che l’ha alla fine costretta a trasferirsi da Parigi, dove le due abitavano, a Londra.
Parenti serpenti: “Quella brutta megera l’aveva combinata grossa stavolta e invano erano servite le fughe della ragazzina. (in che senso “fughe”? Questa per ribellarsi al volere della madre che la odia fugge di casa? Che senso ha? Quella là anzi ne sarà contentissima!)
Ad aggiungere ulteriore scompiglio alla situazione era il fatto che il loro caro carissimo babbo, Lord Hamilton, ignorava tuttora le azioni di quella pazza di sua moglie poichè era in missione. No non era un agente segreto o un soldato, era un Auror coi fiocchi e contro fiocchi a cui era stato affidato il compito di scovare gli ultimi Mangiamorte rimasti in circolazione in Inghilterra. (ed ecco la mazzata: i Mangiamorte – e dunque presumibilmente pure Voldemort – sono stati sconfitti. Il Ministero se non altro ha avuto la buona idea di chiamare rinforzi dall’estero, dato che se gli elementi migliori fra gli Auror inglesi sono Tonks che pensa solo a sistemarsi i capelli o quel cretino di Dowlings c’era da star freschi)
Per fortuna la sua cara sorellina aveva lei a Londra a sostenerla, e un pò era riuscita a convincerla che Hogwarts non era poi tanto male. (sembra solo a me che quest’ultima frase non abbia né capo né coda?)”.
Comunque la nostra Leila inizierà a frequentare Hogwarts: quanto ci scommettete che entro due capitoli farà amicizia con il Trio Medusa e farà spasimare di sé Harry, Ron e Draco (e Blaise, ma è opzionale)? Alla MarySue comunque tocca pure far da babysitter ai figli gemelli della sorella, sposata con un tizio che sembra Distruzione degli Eterni, che la assillano con richieste assurde riguardo alla storia della buona notte.
Non c’è posto bello come casa: “Era il profumo delle fette di pane e marmellata che Caroline preparava alla mattina, erano le vocine di Molly e Terry i due gemellini e le sonore risate di James quando rientrava da una giornata passata al Ministero a darle un senso di pace infinita.
Ma soprattutto era il fatto che anche lei aveva un ruolo attivo in quella happy-family (ma che è? La famiglia di Barbie? Quella di Settimo Cielo?).
Lei era per eccellenza la Zia Cantastorie!!!!!! (complimenti per i punti esclamativi) non c’è niente da ridere (posso ridere almeno perché dopo i punti manca la maiuscola?), senza le sue storie chi faceva stare tranquilli quei due demonietti?(il Valium?)”.
Alla fine del primo capitolo l’autrice si scusa usando un carattere enorme: la fretta di pubblicare le ha impedito di rileggere e il risultato, parole sue: “è stato no pessimo di più!!!!!!!”. Mi rivolgo perciò all’autrice stessa, in questo momento: carissima, non sei un’autrice che deve rispettare delle scadenze. Puoi anche prendertelo un attimo di tempo per rileggere quello che scrivi. Se proprio non hai tempo chiedi a qualcuno di farti da beta-reader, ma per l’amor del cielo, evita di pubblicare capitoli infarciti di errori di ortografia e sintassi! Non ci fai una gran bella figura, sai?
Ma passiamo al secondo capitolo: la nostra Leila sta correndo come una forsennata su e giù per King’s Cross inseguita dal cognato. Sono le 9 e 25, e l’espresso per Hogwarts sta per partire… ehi, ma di solito l’orario non era le 11? Ma non perdiamoci in questi dettagli triviali, come per esempio chiedersi perché al binario 9 e ¾ abbiano installato un altoparlante per fare gli annunci quando da lì c’è un solo treno che parte. La MarySue riesce ad abbarbicarsi sull’Espresso come un granchietto appena in tempo, e qui scopriamo una cosa davvero inquietante…
Puttan tour: “Una volta accomodata, rovistò nella sua valigia in cerca della nuova divisa scolastica composta da una gonnellina a pieghe con fantasia scozzese e una camicietta bianca un pò troppo attillata per i suoi gusti con lo spazio sul taschino per la casa di appartenenza.”. Qui ho dovuto chiamare la fida Lisistrata (la mia elfa del catino appena acquistata). Dov’è finita la sobria divisa nera con lungo mantello tanto cara ai lettori dei libri della Rowling? Perché è stata sostituita da questo completino degno dei peggiori film porno amatoriali? Quanto ci metteranno le procaci forme di Leila a sbucare dalla camicetta (anzi, “camicietta”)? E il corrispettivo maschile consiste in una canottiera burina per mettere in risalto gli addominali scolpiti e i pettorali tonici?
Queste domande per il momento non trovano una risposta, ma in compenso nello scompartimento della nostra Leila entrano quattro persone… Indovinate un po’ chi sono? Anzi, non indovinate nemmeno, tanto è ovvio che siano Harry, Ron, Hermione e Ginny.
Pandemia: "Una delle due ragazze si fece avanti, aveva capelli riccissimi, occhi dorati e stampato un sorriso sincero sul volto, notando la stupefacente somiglianza con sua sorella le sorrise di rimando". Oddio, è come in quel racconto di Ray Bradbury! Hermione è stata infettata dal gene MarySue e i suoi familiari occhi nocciola sono diventati dorati! Vi risparmio il tristissimo teatrino di Leila che indovina che Hermione e Ron sono fidanzati e di Harry che rimane impalato come un macaco a fissare la bellissima nuova arrivata. Leila arriva ad Hogwarts, e dopo la solita presentazione da parte di quel vecchio spacciatore di Silente viene introdotta nella Sala Grande…
E’ parola del Cappello Sbronzo: "-Mmh…vediamo un pò che abbiamo qui……..mia cara ragazza sei un vero miscuglio…..vedo tante doti dentro te (e non dimentichiamoci del corpo proporzionato al metro e sessantatre). Ma dove metterti?
La sala cominciò a bisbigliare, a fare congetture e ipotesi più o meno fantasiose. (Buon Dio, ci sono quattro case in cui potrebbe andare, che congetture fantasiose ci puoi fare sopra? Giravano scommesse tipo "Adesso la tizia si alza ed esegue un doppio salto mortale e mezzo carpiato dalla verticale"?)
Il cappello riprese la propria analisi, sembrava veramente in difficoltà
- Ho deciso!- (cavolo, svelto a decidere! Una riga sopra era in difficoltà…)
Leila degluttì
(qui segue stacco di circa due metri e mezzo presumibilmente usato dall’autrice come mezzo per suscitare suspense)
-SERPEDORO!!!!!!!- sentenziò (chi? Leila?).
Rimasero tutti basiti ed esterefatti da quella rivelazione, che il vecchio cappello stesse tirando le cuoia e stesse delirando?
Leila, per canto suo non ci stava capendo niente, da quello che le avevano detto c’erano 4 case non 5: GRIFONDORO, TASSOROSSO SERPEVERDE e CORVONERO…..che quel coso fosse ubriaco?". E’ quello che ci stiamo chiedendo un po’ tutti, cara la mia Leila: che cacchio è ‘sto Serpedoro? Ricordo un Grifonserpe, immortalato in quella leggendaria fyccina in cui Harry affermava di mangiare la pastasciutta perché doveva “diventare grande e forte”, come la bambina della pubblicità del Nesquik, ma Serpedoro? Bah, mai sentita nominare una casa con questo nome…
Per fortuna il fumato preside giunge a svelare l’arcano: dato che Leila possiede in pari misura le qualità dei Serpeverde e dei Grifondoro (nel senso che è caparbia e coraggiosa o che è antipatica e tanto impulsiva da essere stupida? Voi che ne pensate?), la ragazza potrà scegliere da sola in qualche casa soggiornare. Ovviamente ella sceglie i colori rosso e oro, giusto per ammorbare ancora un po’ Harry e compagnia.
Ad essere tampinata è però Leila stessa, che una volta sedutasi al tavolo di Grifondoro viene tormentata da domande nonché dai flash dell’importuno Colin Canon, manco fosse Paris Hilton. La MarySue inizia a pensare che forse degli Avada Kedavra – che lei in quanto essere potentissimo et perfetto può già lanciare a quindici/sedici anni, mentre secondo le parole di Moody a quell’età al massimo si riuscirebbe a far venire i reumatismi all’avversario – potrebbero essere una soluzione attuabile, quando come dei paladini della giustizia Harry, Ron e Seamus (reclutato a caso) arrivano a fare da bodyguards e a sistemare le cose. Ci sarebbe da chiedere perché la gente tutta di Grifondoro dia retta a questi tre imbecilli – no, dai, sono crudele. Seamus è salvabile – ma soprassediamo.
Copule animali:"Finita la cena la Mc Granitt la condusse nell’ufficio del preside, il quale dopo i convenevoli roteando la bacchetta le fece comparire sul taschino lo stemma di appartenenza. Leila strabuzzò gli occhi, il disegno raffigurava un serpente attorcigliato ad un grifone su sfondo rosso e verde, e le scritte erano oro e argento.". Bene, un grifone e un serpente che fanno all’ammore. E se il buongiorno si vede dal mattino, chissà cosa ci aspetta in questa storia… Proseguiamo per scoprirlo!
Un Silente particolarmente rimbambito fa pubblicità a Serpeverde come se stesse parlando di un albergo, poi Leila cerca di raggiungere la Sala Comune ma rimane vittima di una scala. Questo non è che un bieco espediente per introdurre un altro personaggio… Provate ad indovinare di chi si tratta!
Ovviamente è Draco. Leila ne rimane subito estasiata, ma lui – stranamente IC – la tratta giustamente come una pezza da piedi.
Bizzarre minacce: “Non mi fai paura bamboccio, sono per metà Serpeverde!”. Embè? Non è che è compreso il morso velenoso con questo status, eh.
Malfoy le dice che è una cretina a non voler essere parte della loro casata ma a stare con i pezzenti. Leila tenta di convincerlo con la sua dialettica, ma parte già male usando parole come "bell’imbusto". Draco le risponde che lei non è nella posizione di giudicare quello che lui fa (giustamente, in quanto egli è la Divina Progenie del GoS) e se neva, lasciando Leila in mezzo al corridoio come una cretina.
E anche noi, per il momento, la abbandoniamo lì, perlomeno fino al prossimo aggiornamento!
Restate in contatto, e che la MarySue sia con voi (ehi, si chiamerà Leila mica per caso)!