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Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – parte terza

Signore e signori, questa sera l’avete quasi scampata: il mio computer è entrato in coma stamane, portando con sé il contenuto dell’hard disk.
Per vostra sfortuna la recensione è stata recuperata e possiamo così continuare con le avventure nel Labirinto.

La minestra e la cuoca sono sempre le stesse:  “Scambio di Ruolo” di  Dama Galadriel http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1
 

Nono capitolo: Noia e Nulla.

Lasciandosi alle spalle il semi assalto sessuale narrato ieri sera, i nostri eroi continuano il loro viaggio fino ad incontrare il Saggio, che spiega loro chi è il nemico che dovranno affrontare:

“La coltre che sta per divorare il tuo Regno, giovane Fae, è il Chaos(1). (…) molti esseri viventi vi precipitano volontariamente, spinti dalla propria mancanza di speranza. Il Chaos è effetto della passività e del disordine: quando si guarda al suo interno, si prova una terribile sensazione di svuotamento e di attrazione verso di esso. Gli abitanti del Regno che vi sono già entrati sono passati nel mondo degli Uomini, ma solo sotto forma di menzogne[Questo era pure un concetto carino, peccato che si perda nella fanfiction].
 “(…)Nonostante lui, apparentemente, non abbia potere su di te, quelle parole hanno avuto un potere enorme sul giovane Fae. La sua energia e il suo potere si sono notevolmente ridotti e questo ha fatto si che anche la sua capacità di vegliare sui sogni e le speranze dei propri sudditi venisse meno. Gli abitanti del Regno hanno smesso di sognare e sperare, la disperazione ha cominciato a farsi largo nei loro cuori e il Chaos, infine, si è manifestato”.
Come l’autrice ammette nelle note “La descrizione del Chaos è ispirata a quella del Nulla della Storia Infinita.” (sì, grazie, avevamo già sospettato qualcosa quando ci hai descritto il piazzale e la bambina vestita di bianco); la cosa che più mi lascia perplessa è il Saggio. Io questo Saggio me lo ricordavo molto laconico nelle sue risposte, narcolettico e con un principio di Alzheimer, mentre qua se la cava benissimo. Devo ancora capire questo strano principio per cui i vecchi nelle fanfiction rincoglioniscono quando sono sani di mente e rinsaviscono quando in originale sono rincitrulliti.
Ma non divaghiamo!

Sarah, sconvolta da questa nuova rivelazione (e non capisco perché, dato che in pratica le ha spiegato con qualche parola in più ciò che Jareth le sta dicendo da tre capitoli), scappa piangendo (come Jean Claude!).
Data la descrizione del Chaos/Nulla, il seguito di questa scena è scontato.

Decimo e undicesimo capitolo: Noia, Nulla e Nebbia (x2)

Sarah viene catturata dal Nul- volevo dire dal Chaos e in esso vive in una specie di realtà parallela in cui sua madre è viva (non è così parallela, in effetti…). Vive tranquillamente la sua vita, fino a che non trova il libro di Labyrinth che le ricorda qualcosa. Poco dopo Jareth riesce ad entrare nel suo sogno sotto forma di barbagianni (perché quello è un barbagianni. Autrice, l’avessi chiamato almeno una volta col nome appropriato, invece che pennuto, animale e volatile!). Sarah ha l’impulso di baciarlo (voi, là nell’angolino, smettetela di ridere. L’abbiamo pensato TUTTI, ma se adesso iniziamo con le battute sugli uccelli non la finiamo più).
Quando finalmente Sarah bacia l’uccello ( … Non potevo resistere: come Edvigelacivetta ha tragicamente scoperto, adoro i doppi sensi sugli uccelli!) ricorda tutto ciò che è accaduto e decide di tornare indietro.

Il problema principale di questi due capitoli non sono il sogno di Sarah o le sue preoccupanti tendenze zoofile, ma le fregnacce sparate da Jareth nel frattempo.

“Non ti prenderai la mia unica ragione di vita. Io la salverò ad ogni costo. Non te la lascerò portare via da me” ringhiò Jareth contro la Nebbia.
Jareth, lo stalker, calcolatore, egoista e un po’ bastardo che noi tutte amavamo, addio. Ciao Jareth l’inutile bamboccio innamorato; prego, prendi pure posto tra i mille personaggi fighi resi dei babbei innamorati dalle ficcine.

Una voce s'insinuò nella mente di Jareth. La Nebbia stava comunicando telepaticamente con lui.
A Heidi le caprette facevano ciao. Nebbia ha fatto il salto di qualità e parla telepaticamente con l’aristocrazia.
Apro una parentesi: per fare le cose in maniera interessante, di solito, queste entità non le si fa parlare. Si insinuano nel cervello dell’eroe di turno e gli fanno credere quello che vogliono (che poi è la scelta fatta da questa stessa autrice per fare in modo che il Nu… Chaos fregasse Sarah). Non capisco perché rischiare di far sembrare la propria opera un episodio di Sailor Moon.
Jareth si protegge con una delle sue bolle e si avventura nella Nebbia (no, non fa una rettoscopia al cane, a molestare animali vari già ci pensa Sarah. Siate seri, su!). La Nebbia, ovviamente, continua coi suoi discorsi demotivanti, ma:

Anche se lei mi odiasse con tutta se stessa, anche se il vedermi le procurasse dolore fisico [esagerato], i miei sentimenti non cambierebbero. Quella sciocca ragazzina umana, come la chiami tu, mi ha insegnato che la forza dell'amore sta nel fatto che è un sentimento gratuito e disinteressato. Se ami realmente qualcuno vuoi solo il suo bene a prescindere dal fatto che ricambi o meno i tuoi sentimenti”.
Che noia. Che tristezza. Che avvilimento. Mi sembra di sentire parlare Tarabas (a proposito di personaggi potenzialmente fighi da impazzire che vengono ridotti all’ombra di se stessi dalla Mary Sue di turno). Manca solo che decida di diventare buono e non usare più i suoi poteri e siamo a cavallo. Jareth, se continui così vomiterò arcobaleni per una settimana!

Ma certo!!! Non esiste potere più grande dell'amore che provo per Sarah! Il mio amore mi condurrà da lei”.
… Come vuoi Sailor Jareth.

Il nostro eroe di pan di zucchero giunge finalmente innanzi la sua bella:

Sarah galleggiava priva di sensi come sostenuta da migliaia di palloncini.
Sul serio, autrice, lascerei perdere le figure retoriche, perché fino ad ora hai dimostrato solo che non sono proprio il tuo forte.

Dodicesimo capitolo: hai fame?

Jareth dunque salva Sarah (o Sarah si salva da sola, dipende dai punti di vista); ormai allo stremo, la porta al castello e cerca di recuperare un po’ di energie… Almeno finché quella rompicoglioni di Martinus (la plagiata Imperatrice) non irrompe nei suoi sogni.

Come se avesse usato La Spezia (1), Jareth viaggiò senza muoversi e, in un battito di ciglia, si ritrovò al cospetto di Martinus.

Il numerino tra parentesi è la nota dell’autrice che ci fa sapere che La Spezia è una sostanza che viene dal pianeta Dune, dal film omonimo di David Lynch. Io ricordavo che La Spezia fosse il capoluogo dell’omonima provincia ligure (quella di Dune è la spezia Melange, più comunemente detta la spezia. Ogni tanto scritto anche la Spezia. Fatto sta che “la” non è maiuscolo, non essendo realmente parte del nome ma un semplice articolo determinativo).
Fino ad ora sono stati citati metà dei film fantasy degli anni ottanta: se ci fate caso mancano solo una bella citazione a Willow, un paio di unicorni direttamente da Legend e una maledizione alla Ladyhawke e il quadro è completo.

“Il tempo nella Nebbia scorre più velocemente del normale. Ti rimangono solo tre giorni per convincerla a pronunciare il tuo nome altre due volte e farle prendere posto sul trono come Regina”.
Figuriamoci se il tempo nella nebbia non scorreva più velocemente! Che colpo di scena.

Ricordati che se non riuscirai a convincerla, anche l'Aboveground cadrà nelle mani del Cahos, e sarà la fine per tutti!
No su questa frase non ho nulla da dire, oggi, ma mi riservo il diritto di richiamare il teste nell’ultima parte della recensione. Capirete il perché.

Mentre pronunciava queste parole, Martinus abbandonò la sua forma bambinesca e assunse quella di un maestoso gigante, a conferma del fatto che non stava scherzando affatto.
 Toh, Gandalf. Mancava eh.

Jareth lo guardò spaventato [Bilbo, magari. Jareth che si spaventa per un trucco simile non ce lo vedo proprio] e disse:
“Hai ragione Martinus. Non posso fallire, non questa volta. Ne va della sopravvivenza di due mondi. Ormai non posso fare nulla per la mia vita
[Imbecille, per salvarti ti basta che lei si innamori di te e ti scelga come suo compagno. La motivazione ancora mi sfugge, ma comunque mi sembra che buona parte della cosa sia già avviata], quindi mi giocherò il tutto per tutto. A costo di ingannarla per l'ennesima volta [Se fossi IC non sarebbe un problema]”.
Tutti si svegliano, Sarah raggiunge Jareth.

Il giorno stava calando e un raggio di sole accarezzò dolcemente la guancia di Jareth donando al viso una bellissima sfumatura pesca.
Re dei Goblin, la smetta di rubarmi il phard!

Dopo un dialogo tra l’illogico e l’irreale (e non provate a giustificare la cosa con il fatto che nel Labirinto tutto funziona al contrario perché NON È UNA SCUSA VALIDA!), i due decidono di cenare insieme (dopotutto hanno solo tre giorni per salvare l’Underground E l’Aboveground… Che fretta c’è?)

“E dimmi, cosa ti andrebbe di mangiare?”
 Sarah ci pensò qualche secondo e poi disse:
 “Carne arrosto e vino bianco. Se non è troppo disturbo Maestà!”

Tre giorni e stanno lì a discutere il menù.
.
Sarah va a farsi un bagno e indossa il vestito blu che Jareth le ha fatto trovare sul letto e le ballerine di seta dorata (no, dai, le ballerine dorate no! Ok che sono gli anni ’90, ma… No.).
I due mangiano, ballano e limonano duro… No, facciamo un passo indietro: i due ballano sulle note di “Your Song” di Elton John. Che perlomeno all’epoca in cui è ambientata la fanfiction era già uscita da una ventina d’anni, ma quando hai “As the world falls down” a disposizione e David davanti, quanto è brutto ripiegare su una canzone di Elton?

 “Io non ho mai baciato nessuno” (…)“Neanche io ho mai baciato…un'umana…” [tra le righe posso scorgere un “in compenso ci sono andato pesantissimo con faerie di vario tipo”.] (…) la lingua di Jareth entrò delicatamente quasi chiedendo il permesso [è stata qui vagliata l’ipotesi che Jareth abbia una lingua vampira].

“Sarah perchè piangi?”
 Sarah si voltò verso di lui e gli disse semplicemente:
 “Perchè sono la persona più felice del mondo in questo momento”.

E perché non maaaaangiiiii? Ora non mi vaaaaaaah!
Dimmi perché striiiingiiii… Forte le mie maaaaniiiii…
E coi tuoi pensieri ti allontani!
Come non detto, ridatemi Elton.

Poi Sarah, in un picco in “insensatness” scappa via. La ritroviamo nei prossimi giorni nel tredicesimo glorioso capitolo.

*Fine terza parte*

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – parte seconda

Se pensavate che avrei lasciato passare (come al solito) mesi prima di pubblicare il seguito della recensione, vi siete sbagliati di grosso: questa volta non sarò così magnanima.
Puppatevi la seconda parte!

Il titolo del piatto del giorno (riscaldato: sono sedici capitoli, non vorrei farvi fare indigestione servendoveli tutti in una volta) è “ Scambio di Ruolo”, l’autrice è sempre  Dama Galadriel e il link è ancora http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

 

Quinto capitolo: spiegazioni farlocche e profezie assurde

Oh, questo è uno dei miei momenti preferiti, nelle fanfiction. Già saprete che la mia grande passione sono quei gingilli di bassa bigiotteria che spesso e volentieri appaiono nelle fanfiction, carichi di pietre preziose, metalli pregiati e poteri inutili, ma non posso negare un piccolo feticcio anche per le profezie/maledizioni/altro, specie quando sono in rima (comunque non disperate, poi arriva anche il gingillo inutile).

La nostra profezia ci viene mostrata durante un flashback in cui Jareth, ancora bambino, riceve tale interessante ammonimento da una Sibilla (non la Cooman).

Vedrò un mondo che non mi sarà caro:
estate senza fiori,
mucche senza latte,
 
Un età empia e piena di odio
riempirà molte ere.

 [Io questa cosa l’ho letta e mi è sembrata sensata. Fino a qui. Poi peggiorava in maniera sospetta mi è venuto il dubbio che, come altre mille cose in questa storia, non fosse farina del sacco dell’autrice. E di fatti è tratta dalle profezie della Mórrígan; http://bifrost.it/CELTI/Fonti/LiricaIrlandese-ProfezieMorrigan.html]
 

Un giorno lontano, però,
quando il sole e la luna
si baceranno
un bambino con gli occhi color cielo nascerà,
il grido di dolore
in gioia si trasformerà
e il sogno del labirinto a brillare ritornerà.

[Se mezza profezia scopiazzata verrà, l’autrice sforzarsi dovrà, di scrivere qualcosa di altrettanta intensità. Altrimenti il risultato sarà una vaccatà. Trallallero trallallà. ]

 

Quando il simbolo verrà dato al legittimo Re
molte ere di pace vivremo
finchè un giorno
una fanciulla con occhi color smeraldo
risolverà l'enigma,
il labirinto la sua vera Guardiana avrà
e il Re deposto verrà.

[E io lo dicevo che era una schifezzà!]

 
In pratica, Sarah ha risolto il labirinto per salvare il fratellino (che altrimenti sarebbe diventato un goblin) e dunque è destinata a diventare lei stessa una Fae e regnare sul Labirinto. She fought the law and the law won, evidentemente. Se non accetterà il suo compito, il labirinto si sgretolerà (devo dire che non ricordo mura molto solide nemmeno prima) e verrà preso d’assalto da un nemico; il tutto mentre Jareth sta perdendo nemmeno troppo lentamente i suoi poteri, cosa che lo condurrà alla morte.

Ora, per fare avverare la profezia, Sarah deve pronunciare il nome di Jareth tre volte (sì, sì, signor Burton, comprendo il suo disappunto. Ma adesso, per favore, prenda il numerino e aspetti il suo turno, che non posso raccogliere tutte le lamentele in una sola volta. Devo ancora trascrivere quella del signor Gaiman per il discorso sulle divinità che hanno bisogno che qualcuno creda in loro, quindi si sieda lì buono buono, ok?). Per fare sopravvivere Jareth, invece, “Lei ti dovrà dichiarare il suo amore, in maniera sincera e completa, senza inganni e senza trucchi e reclamarti come suo Re”.
Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, che ci fa qui? Ah, reclama per “La Bella e la Bestia”? D'accordo, si metta in fila, ma sappiamo entrambe che ci sono versioni discordanti riguardo i suoi diritti su quella fiaba; vedrò che posso fare, ma per ora dobbiamo andare avanti col…


Sesto capitolo: le inutili seghe mentali di Sarah.

Sarah si sveglia e segamentalizza. Compare una delle sfere di cristallo di Jareth e Sarah segamentalizza. Compare Jareth e Sarah segamentalizza ancora; però un po’ sbava anche perché Jareth è – come sempre – un figo. Jareth capisce che Sarah lo vuole e il suo Ego ne è rinfrancato. Battibeccano un po’ sul fatto che lei ha pronunciato il suo nome, e no, non è vero sì, è vero (Sarah sai meglio di me che non posso manifestarmi ad un umano senza che lui mi chiami e, per quanto tu mi stia a cuore, non fai eccezione a questa regola… no, ma da quando? Non può rubare bambini senza una precisa richiesta, ma ‘sta cosa del manifestarsi è del tutto nuova), no vattene. Jareth fa vedere a Sarah, tramite una delle solite sfere, che nel sonno lei ha davvero invocato il suo nome (il solito guardone…). Jareth le dice ciò che a noi viene ripetuto da sei maledetti capitoli, ovvero che, nel salvare il fratellino, ha compromesso l’equilibrio dell’Underground.

Improvvisamente capì di essere stata molto egoista ed ora ha paura.
Ha salvato il fratellino da un futuro verdognolo tra le galline, rischiando più volte la vita. Egoista è proprio il termine che mi viene in mente per descriverla, senza dubbio. Ma sappiamo che Sarah è bipolare, dunque andremo avanti nella lettura senza porci troppe domande (sì, lo so, dovrei dire qualcosa anche sui tempi verbali, ma questa ficcy è tutta scritta così, ormai non ci faccio quasi più caso. Ho detto QUASI).

Jareth fa dunque leva sul senso di colpa di Sarah e i due tornano nell’Underground, dove tenteranno di salvare il Labirinto nei tredici giorni rimasti alla sua inesorabile fine. E già che c’è Jareth tenterà di fare innamorare Sarah.

Settimo capitolo: imbarazzi francamente inutili.

Dunque, i nostri arrivano al Labirinto. Abbracciati, perché si sa che è così che ci si arriva. Nelle ficcy.
La realtà era che Sarah non aveva mai abbracciato un uomo, a parte suo padre naturalmente e questo le procurava un certo imbarazzo.

Con tutte le ragioni possibili per avere una Sarah imbarazzata da un abbraccio con Jareth (faccio un solo esempio abbastanza eclatante: gli aderentissimi fuseaux di Sua Maestà), “ha diciotto anni ed ha abbracciato solo il papà” non è una opzione.

  Quella foresta in cui lei era capitolata sotto l'incantesimo di Jareth ora emanava malvagità e lei sentì un brivido attraversarle la schiena.
 Prima invece era un posticino per bene.
 Jareth le spiega come cambiarsi i vestiti con la magia e partono per il disfattissimo labirinto.
 

Ottavo capitolo: fantasia (Fantàsia) portami via

Nulla di interessante da segnalare fino alla Scena Madreh, quella tipica di ogni ficcina in cui i protagonisti partono da una situazione di “mi ispiri tanto sesso, provo anche dei sentimenti per te ma comunque piuttosto che dirtelo mi strapperei tutte le unghie.”: il salvataggio dell’Amato da un Pericolo Improvviso con successivo capitombolo in Posizione Imbarazzante.

Lui non fece in tempo ad alzare la testa che Sarah, con un balzo felino [e nessuna abile mossa? Sono contrariata.], gli fu addosso e lo spinse lontano dalla frana, salvandogli la vita.
Quando corse verso di lui, Sarah era completamente preda dell'istinto e tutte le sue inibizioni e paure per un momento scomparvero.

Sì, beh, Bowie fa questo effetto a molte (il video successivo, dal minuto tre, ne è una prova lampante).
 

 

Il suo seno era premuto sul suo petto liscio e caldo, le sue braccia erano saldamente aggrappate alla sua schiena, i suoi fianchi combaciavano perfettamente a quelli di lui e le sue labbra erano a meno di un centimetro dal suo bellissimo viso.
Questa gli si lancia addosso a razzo e semplicemente si trovano stesi l’una sopra l’altro. Per cose molto meno acrobatiche la gente rischia il trauma cranico e due incisivi.
 
Sarah respirò lentamente inebriandosi del suo odore, i suoi polpastrelli gli accarezzavano dolcemente il petto imprimendo nella mente la mappa dei suoi muscoli perfetti [Quali muscoli?]. Per un istante le loro intimità si sfiorarono mentre le loro labbra erano talmente vicine che rischiò di abbandonarsi definitivamente a quella passione tanto temuta e bramata.

No, aspettate… Cos’è che ho appena letto?
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
No, dai… No. Non ci credo.
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono

Ok, cedo all’evidenza.
A parte che l’osso pubico di Sarah, dato l’impatto, dovrebbe aver appena fatto molto molto molto e ancora molto male al nostro Re (la prossima volta ci penserà due volte prima di indossare quei pantaloni!), le intimità che si sfiorano sono… Agghiaccianti. Le metafore e le similitudini sessuali sono agghiaccianti quasi sempre, e “intimità” inteso come pene o vagina è usurato. Ma vi anticipo che questa è la prima di una serie di metafore esilaranti (la scena di sesso meriterebbe una recensione a parte e una pagina Facebook tutta per sé per quanto è assurda).

Jareth sentiva il calore del suo corpo sopra di lui, eccitandolo
Sto immaginando cose brutte. Una erezione alla Ryo Saeba, per dirne una. Jareth prova a baciarla, lei si scansa.
Ma non poteva immaginare che Jareth aveva anche percepito il desiderio che lei provava nei suoi confronti.
 

Vostra maestà, invece che percepire e gongolare, dovreste preoccuparvi del vostro, di desiderio, dato che con quei fuseaux è praticamente impossibile non… Percepirlo.

*Fine seconda parte*

 

P.S.:  il resto della recensione arriverà nei prossimi giorni, probabilmente entro domenica arriveremo alla fine.

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili

Pensavo…  Ogni tanto bisogna cambiare, no?
Ebbene, mi sono resa conto di non recensire altro che fanfiction su Harry Potter da ben TRE ANNI.
Non ho scuse, sono stata davvero monotematica. È ora di rimediare.

Nonostante i ventisei anni si avvicinino, mi sento sempre un po’ bambina, quindi rimarrò sul genere libri/film per ragazzi (beh, in questo caso film/libro). Stasera Labyrinth signore e signori.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

Il titolo del piatto del giorno è “ Scambio di Ruolo”, l’autrice è Dama Galadriel.

Primo capitolo: stelline e tempi verbali a caso.

********* [Si deve essere incastrato un tasto…]Sono passati ormai 3 anni dalla sua avventura nel labirinto, ma Sarah non riesce proprio a dimenticare i suoi amici [Non era nei piani, infatti… Solo io ricordo qualcosa sul fatto che i suoi amici sarebbero rimasti per sempre con lei, nella sua fantasia eccetera? O la versione italiana è differente? Il DVD effettivamente l’ho comprato in Germania… ], Hoogle, Sir Dydimus, il suo adorato bestione Ludo e neanche Lui [Lui chiiii èèèèè… No, ok. È solo che la lettera maiuscola per far capire che è proprio quella persona specialespeciale è così patetico…]…purtroppo per quanto si sforzasse, l'unica persona che avrebbe voluto dimenticare continuava a restare nella sua mente e nel suo cuore….. Aveva ancora vivido davanti agli occhi il loro scontro nella stanza di Escher e le parole che aveva detto le riecheggiano nella mente come palle di cannone… “Tu non hai nessun potere su di me”, e poi fu il buio [il mio cervello sta implodendo: i tempi verbali di questa fanfiction sono meno coerenti della gravità della stanza di Escher]. Si ritrovò nella sua stanza contenta che la sua avventura fosse finita, che il piccolo Toby dormisse tranquillo nella sua culla, ma non poteva neanche immaginare a quali conseguenze avrebbe portato la sua tanto sospirata vittoria contro il Re di Goblin.
Ora, dopo un’introduzione del genere, dovremmo aspettarci qualcosa. Azione. Tempo e spazio messi in discussione, insomma, QUALCOSA.
Ma ancora non è tempo.
 

Secondo capitolo: diamo tutte le colpe del mondo a Jareth

Long story short: Sarah ha una adolescenza di merda. Capita, con le adolescenze, penso che possano concordare quasi tutti su questo. Il problema è che Sarah affronta tutto questo come ha sempre fatto: si rinchiude in casa e legge libri, rifiutando le persone (e i ragazzi) per avere il totale controllo del suo piccolo mondo.
Non so, mi sembrava ci fosse stata una crescita, alla fine del film. Mi sarò sbagliata.
Ogni tanto si fermava a pensare a lui e nella sua mente urlava più forte che poteva:
“Dannato Re di Goblin, mi hai veramente rovinato l'adolescenza!!!!”

Obiezione! Per una volta, il mio cliente (la Sua Glitterosa Maestà) non ha colpe. Perché inveire così contro di lui?

I suoi genitori, o meglio suo padre [Ci sarebbe pure una bistrattata matrigna, in realtà], proprio non capiva o forse non voleva capire come si sentiva e cosa stava passando in quel momento, voleva tanto sua madre, ma lei purtroppo non c'era più.
Io non vorrei traumatizzare qualcuno, ma, ma… La madre di Sarah è viva. Giuro.
Se avete letto il libro, saprete che è una attrice ed ha un nuovo compagno, attore anche lui, bono come il pane e per il quale Sarah ha una adolescenziale cotta (e che, ci scommetto, assomiglia parecchio a Jareth).
Se non avete letto il libro (ma avete visto il film così spesso da avere “consumato il dvd a forza di vederlo e rivederlo”), avrete potuto notare questo:

 

Photobucket


Comunque, è tempo di College e Mark, da sempre innamorato di Sarah, le chiede dove andrà. Lei risponde al Trinity College e lui le chiede perché è così ansiosa di andare a New York ( Mark, sei un cretino: l’unica Trinity di NY è una scuola per bambini dai cinque ai dodici anni. Il Trinity College americano è nel Connecticut), ma Sarah parlava, invece, del Trinity di Dublino.

I mesi seguenti all’ammissione sono stati infernali per Sarah, la matrigna la costringeva a maratone estenuanti di shopping per rinnovare interamente il suo guardaroba e il padre non smetteva di raccomandarsi.(…) ma in fondo le faceva piacere questo senso di protezione che sentiva.
Sarah è bipolare o masochista. Ho letto l’intera storia e ancora non riesco a decidere.
Ma tagliamo corto: Sarah fa un sogno, prima di partire, in cui il labirinto è nel “caos più totale” (non è che me lo ricordassi ordinato e sensato, quel posto. C’era gente che giocava a palla con la propria testa e muri che scomparivano da un momento all’altro e delle galline nella sala del trono. E una stanza in cui la gravità era molto molto relativa. Credo che il caos fosse già di casa, lì.)
Sarah si svegliò con una strana sensazione di inquietudine addosso ma l'aveva attribuita al viaggio che le avrebbe cambiato la vita…almeno così pensava o sperava.
“Stupidi sogni!!!!” disse tra sé e sé.

Certo, sogni il labirinto nel caos (dunque… Ordinato?) e pensi sia perché stai per trasferirti. Per fortuna che hai scelto Teatro, Sarettah, perché come psicologa faresti schifo.

Terzo capitolo: cambiamenti (e primi accenni di plagio)

Mentre nell’Aboveground Sarah è invecchiata di tre anni (rendendo la fanfiction pubblicabile su EFP e con tanto di scena di sesso, essendo Sarah maggiorenne), down in the underground sono passate solo poche settimane. Ma a Jareth stanno comunque venendo le rughe.

La vergogna per aver perso contro un essere umano lo fece sentire un fallito come Fae ma soprattutto come Re, nonostante i suoi sentimenti nei confronti di quella strana creatura fossero immutati.
Capisco che bruci, ma Toby non è sicuramente il primo bambino che viene salvato dal popolo fatato. Insomma, può capitare!
Era seduto sul trono, nella sua classica posizione stanca con una gamba spenzolante sul bracciolo e il mento appoggiato sulla sua mano che dilaniava i suoi pensieri sperando di capire come una ragazzina di 15 anni innocente e inesperta fosse riuscita a risolvere l'enigma del labirinto.
Jareth, finché dilani pensieri a mani nude non riuscirai a capire nulla, fidati: i pensieri vanno formulati ed elaborati (specie prima di trascriverli, onde evitare frasi sconnesse).

Jareth era come rapito da quella voce e si diresse istintivamente verso il labirinto, in un luogo nascosto di cui neanche lui sapeva l'esistenza. [centinaia d’anni a disposizione e siamo sempre stati col culo poggiato sul trono, Maestà?]
Li si ritrovò davanti a una bambina, con lunghi capelli biondi, aveva un lungo abito bianco, un barbagianni appollaiato sulla spalla sinistra e uno strano ciondolo al petto. [Sono indecisa: Infanta Imperatrice o Luna Lovegood?]
Riassumendo: Jareth non ha più un Regno perché Sarah l’ha spodestato (non funziona proprio così…). E questo ci porta a…

Quarto capitolo: Sarah sempre più bipolare


Sarah, che:
si voltò in cerca di quella voce pungente che chiamava il suo nome cossì insistentemente e finalmente la vide… sua zia Pittipat.
Pure sorvolando sulla “voce pungente”… Zia COSA?

(dato che comunque qualcosa mi ricordava e che anche la mia beta aveva la stessa sensazione, abbiamo cercato tale nome. Nessun risultato per Pittipat, in compenso Pittypat è il cognome della zia di Rossella O’Hara. Abituatevi a questo genere di sorprese…)

La nostra eroina è a Dublino dalla prozia paterna, che le organizza una festa:

Sarah non conosceva veramente NESSUNO a quella festa, era come in un incubo, ma per non offendere la zia fece buon viso a cattivo gioco e intrattenne, più o meno, conversazione con tutti. L'ospitalità e il legame parentale degli irlandesi era inconfondibile, Sarah si sentiva stranamente a proprio agio con tutti quegli estranei, si sentiva accettata molto più che a casa sua. Era come se avesse trovato finalmente il suo posto nel mondo.
Sarah (e autrice), decidetevi: O è un incubo O ci si trova bene. O prima le sembra un incubo ma poi scopre che ci si trova bene, ma me lo devi dire (autrice), non è che debba supporlo io. Io posso anche pensare che Sarah sia veramente bipolare, se TU non mi spieghi le cose.

Quella notte Sarah sogna un piazzale di mattoni bianchi con al centro un obelisco di marmo bianco e lei se ne stava in piedi davanti all'obelisco.
Era una bambina forse di otto anni, con lunghi capelli, vestita di bianco e le sue vesti erano bordate di rosso e oro e portava un ciondolo alquanto strano.
 

La bambina dice a Sarah che se non accetterà il suo destino, l’Underground cesserà di esistere. Una persona normale a questo punto chiederebbe qualche informazione riguardo a tale destino (magari si tratta solo di indossare dei jeans piuttosto che un vestito a fiori), invece Sarah risponde:

“Avete un re che vi protegge, non avete bisogno del mio aiuto” disse lei in tono fermo e sprezzante.
Ora, qua ci vorrebbero Hoggle, Sir Didymus e Ludo incazzati neri, ma ok, non importa. Andiamo avanti!

Sarah vede Jareth morto, nel suo sogno, e si sveglia pronunciando il suo nome.
 

*Fine prima parte*

Aria nuova a Hogwarts -prima parte-

Signore e signore, vi annuncio che Elfo, il mio elfo del catino, è morto.
Questa tragedia mi ha gettata in uno stato di sconforto così profondo che gli unici Dissennatori che bazzicano per la mia cella sono quelli a cui il Medimago ha ordinato una dieta povera di colesterolo; l'unica consolazione è quella di sapere che è morto contento, mentre adempiva al compito che gli avevo affidato: in effetti è stato proprio un catino troppo pesante a stroncarlo.

Il decesso è avvenuto mentre leggevo " Phoenix – complicanze a hogwarts" opera di Lady Greece… Che per poco non ammazzava anche me.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=585630&i=1

Protagonista di questa storia è Phoenix (sì, si chiama così, ed ogni volta che ne leggo il nome ho la sgradevole visione di Ikky che si pavoneggia e se la tira come questa Marysue di bassissima lega), membro del SEP Ovvero la " Società per Eroi Potenti" (non oso immaginare come suonerebbe in inglese).

-La ragazza si era avvicinata a Voldemort, aveva chiuso gli occhi, e questo era subito morto. Subito. Senza nemmeno un avada kedavra.-

Harry, giovane e un po' naif, è sbalordito come un babbano davanti ad un banale gioco di magia e si chiede che incantesimo potente deve aver utilizzato questa ragazza. Noi vecchie streghe, con età ed esperienza dalla nostra, alla luce dei fatti non possiamo che scuotere la testa e sorridere: evidentemente la nostra Sue deve aver confuso gli ingredienti, utilizzando i fagioli magici per la fagiolata… E cccon quelli un peto diventa letale.

Peto o non peto, Voldemort muore e, tempo dopo (non ci è dato sapere quanto), Phoenix è a Hogwarts, per parlare con Silente.
In una storia sensata incontrerebbe Minerva che, alzato scettica un sopracciglio, le farebbe notare che è arrivata tardi e le consiglierebbe, dati i suoi strabilianti poteri, di provare a resuscitare il Preside con un rutto. Ma in questo universo nessuno si preoccupa del fatto che Silente sia vivo e che, differentemente da quanto accade di solito nelle fanfiction, non apprezza Phoenix. Il che è indice di quanto questa donna sia una spina nel deretano.

-Buongiorno. Potter, Weasley, io sono Phoenix. Solo Phoenix. Non mi conviene rivelare tutto di me, non vi pare? [Guarda che nessuno ti aveva chiesto niente...]-
Potter non le strinse la mano, e Ron nemmeno. –Vi ho forse offeso? Uccidere Voldemort è stato uno dei compiti più facili che mi hanno assegnato
[effettivamente non ci vuole un genio per espellere aria]. E poi, si sa com’è, quando uno conosce i punti deboli dell’altro … – spiegò lei. Ron diede un’occhiata a Harry, ma anche questo diede segno di non aver capito niente [non è che non hanno capito niente, autrice, diciamoci le cose come stanno: non hai spiegato un cazzo, che è ben diverso!]. La ragazza sorrise. –Non mi aspettavo che capiste qualcosa. Ah, dimenticavo. Stai in guardia, Weasley. Credo che il mio prossimo compito riguardi te e la tua famiglia [appunto perché non le conveniva rivelare tutto, non vi pare?]. Ma si sta facendo tardi, devo andare- annunciò lei, e si smaterializzò [ smaterializzò 'sta ceppa: non ci si smaterializza ad Hogwarts.].

Chi o cosa sia ci viene prontamente spiegato da Hermione spuntata da chissà dove (no, davvero: "disse pronta Hermione, spuntata da chissà dove"), che ci sciorina la definizione del SEP:

C’è scritto su “scuola delle antiche e prestigiose scuole di magia” [Eh?] sotto il capitolo “Società prestigiose per l’insegnamento della magia e la sua applicazione in missioni” [Che definizioni del menga dà questo libro?]. Il SEP, o Società per Eroi Potenti è la più importante società di magia e autodifesa sulla faccia della terra [Guarda, non ne avevamo dubbi...]. I suoi allievi sono molto potenti e sono molto più forti e istruiti di noi [Hermione non lo direbbe mai. E, se lo dovesse dire, non lo direbbe comunque, perché nel frattempo si starebbe mangiando il tavolo degli insegnanti per l'incazzatura]. Imparano anche la magia nera, e sanno praticare ogni sorta di incantesimi. Inoltre sono specializzati anche negli scontri con spade, archi e anche pistole del mondo babbano [Perché se puoi ammazzare con scoregge silenziose imparare ad usare spade e pistole ti tornerà sicuramente utile. Gli scontri con gli archi... Come si fa uno scontro con gli archi? Ho immagini di combattimenti rocamboleschi in cui gente nascosta tra gli alberi, tenendo saldamente una estremità dell'arco, fa scattare l'altra contro i polpacci degli avversari mentre questi cercano di accecare i primi utilizzando l'arco come uno stocco. Sì, è una cazzata, ma se queste autrici utilizzassero i termini giusti invece di scrivere parole a caso io non mi farei questi filmini mentali!!]. Sanno fare tutto [anche la marmellata di marroni!]. Una volta che qualcuno esce di lì ottiene una missione da portare a compimento [Non è una scuola normale, è il Garden di Balamb]. Naturalmente molti di loro aspirano al potere personale e ucciderebbero anche il ministro della magia stesso per ottenerlo [E giustamente il Ministro se ne sta bello tranquillo mentre vengono addestrati dei Terminator pronti ad ucciderlo]. Comu7nque, i più che frequentano il SEP sono principalmente buoni, se vi interessa. Un po’ strafottenti, ma buoni [Anche questo era scritto sul libro?]-.

Qua ho seriamente sperato che Silente la guardasse stralunato e le chiedesse che si era fumata. Purtroppo ciò non accade, anzi. Ci viene riferito che anche Lucius (che in questa fanfiction per ora nemmeno si è visto ma si sa, inserire Malfoy in una ficcina fa chic e non impegna) fa parte del SEP (veramente a me risultava che avesse studiato ad Hogwarts), ma che ovviamente è un incapace (ma non erano dei superfighi in tutto, in quella scuola?).

Nessuno sa perché Phoenix sia lì, ma in ogni caso "-Ad ogni modo bisogna ostacolarla. Non si sa mai- concluse Harry.". Giusto perché Snape è morto e bisogna accanirsi su qualcuno che obbiettivamente, fino ad ora, gli ha fatto solo favori.

-Phoenix arrivò alla sede del SEP pochi minuti dopo. Si fermò prima a bere un caffè. Salutò i suoi colleghi e guardò le missioni disponibili.- [Io l'ho detto che è il Garden.]
Liberare il piccolo villaggio di Whispers dai giganti [Pure il nome del villaggio pare preso da Final Fantasy!], processare Weasley Arthur per aver svelato il mondo magico ai babbani ( trovare prove) [Perché prima si decide di processare qualcuno e POI si trovano le prove, no?] e bloccare l’ascesa di Potter [ascesa a COSA esattamente?].
-Beh, bloccare l’ascesa di Potter sarebbe divertente, ma prima voglio fargliela pagare a Weasley.
[Perché?] – pensò Phoenix. Quindi si recò dal Capo Missioni [Fatemi indovinare: si chiama Cid Kramer...] e gli disse la missione che intendeva compiere, e quale intendeva prenotare. Al villaggio di Whispers avrebbe pensato qualcun altro [Irvine, probabilmente. O Seifer... E preferirei seguire le loro vicende, erano più carini, specie quel gran manzo platinato di Seifer].

L'indomani Phoenix inizia a pedinare Arthur. In ordine, lo vede lavorare, prendere il té, anzi, pregustare una tazza di té, usare un telefono cellulare, lavorare, fare una pausa, uscire dal ministero, smaterializzarsi, ricomparire in un luogo imprecisato di Londra (bella forza, il Ministero della Magia è a Londra…), entrare in un bar, fare una telefonata, incontrare una donna in abiti babbani, fare un Wingardium Leviosa davanti a lei, baciarla e andarsene.

L'unica che potrebbe avere da ridire su tutto questo è Molly, a mio avviso… E invece no: sono una serie di prove della Malvagità di Arthur, che vengono documentate con fotografie e video.
Il bere té è ovviamente da babbanofili perché si sa, i maghi si nutrono esclusivamente di burrobirra e cioccorane; il cellulare è ovviamente rubato perché a Londra è difficilissimo reperire un telefonino e per riuscire a procurartene uno devi commettere un "reato di furto" (ricordiamoci che Arthur ha una Ford Anglia… Ha rubato anche quella? E la videocamera se la sono inventata i maghi, dato che Phoenix ne utilizza una?); la scelta del luogo è da babbanofili perché a Londra abitano i babbani (e c'è la sede del Ministero, il binario 9 e 3/4 a Kings Cross e Il Paiolo Magico, che è l'accesso a Diagon Alley, ma sono dettagli); infine, dato che in Inghilterra devi mostrare un documento che dimostri che sei un babbano per comprare vestiti, la donna non può essere che babbana.
Che detective!

-A Phoenix, per ora, le prove potevano bastare. Guardò le foto e il video. Doveva portarli al SEP, da Ikarius, capo del SEP e suo futuro marito [arrampicatrice sociale] . Ma prima voleva vendicarsi di quello stupido ragazzino che l’aveva in qualche modo offesa [nel senso che non sa nemmeno lei come l'ha offesa, ma ha deciso che deve vendicarsi]. -

Phoenix si materializza ad Hogwarts (aridaje…) e, trovato Ron gli fa vedere le foto di Arthur che bacia la bionda.

"–deludente, no?- disse – le porterò a Ikarius. Presto tuo padre sarà ad azkaban. Grazie a me. E io riceverò lauti guadagni e molta fama. Meno male che tuo padre lavora al ministero e si occupa delle cose babbane … mi darà più fama, sai?- "

In questo momento mi piacerebbe prendere sotto braccio Phoenix e, da vecchia strega quale sono, farle capire come va la vita e come gira il mondo.
Con la pazienza di Merlino ne "La spada nella roccia" le farei sapere che per ogni men c'è sempre un più e che di Arthur Weasley non gliene frega un fico secco a nessuno, e che non sarebbe certo il dipendente del Ministero più importante o in vista al centro di uno scandalo. Con l'accondiscendenza che si dimostra ai più giovani le farei notare che l'amore è la forza più potente al mondo, anche più potente della gravità in un certo senso, ma che mostrare un Wingardium Leviosa a qualcuno ti può portare al massimo ad un provvedimento disciplinare e non al carcere. Dopo averle raccomandato di mirare sempre in alto ed averle spiegato che se non rischia non rosicchierà un bel niente, la disilluderei sul fatto che baciare i babbani non è un reato e che anzi, ci sono maghi sposati a babbani: i mezzosangue non li porta la cicogna. Infine, prima di partire per Honolulu, le farei presente che l'unico motivo valido per rinchiudere Arthur ad Azkaban sarebbe per proteggerlo da una Molly comprensibilmente incazzata per il bacio alla bionda.

Purtroppo non posso farlo e così la nostra protagonista se ne va a dormire beata, convinta che la sua missione sia l'equivalente magico di una operazione per incastrare Don Corleone, quando in realtà è più simile ad una multa per divieto di sosta ad opera di un ausiliario del traffico.

Mary Sue a Nuova Luxor – Parte II

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Avete presente il déja-vu?
Sì, quella strana sensazione di cosa vista e rivista, che mette addosso un senso di disagio profondo dal quale ci si riesce a liberare dopo un tempo che pare infinito… ecco.
Continuando a bazzicare nella sezione del Tempio dedicata ai Cavalieri dello Zodiaco sono inciampata su la mia vita con i Cavalieri di Athena, di xxxArtemidexxx (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=217888&i=1): la storia di un’altra Mary Sue infilata a forza nella storia che ha il compito di proteggere a costo della vita uno dei Cavalieri di Bronzo e monitorare gli altri e che, come d’incanto, si troverà innamorata di Crystal il Cigno.
Ad ogni modo Airish (è questo il nome della protagonista) ha un pregio rispetto a Sabrina l’angelo bianco: è figlia di Nathaniel e Elsbeth di Crillyn, (…): loro sono la reincarnazione delle divinità Ares e Afrodite. In più, dichiara lei stessa: non sono una vera e propria divinità,e apparte controllare le energie fredde non ho un potere specifico da divintà anzi,posseggo solamente in me i poteri di Ares e quelli di Afrodite. Se poi aggiungete che il dolce fiore è la figlia (badate bene: figlia, non erede) di una delle più ricche famiglie del mondo
Un “me cojoni”, concederete, ci sta tutto.
…vi state chiedendo qual è il pregio che l’angelo bianco non ha? Beh. Perlomeno il concetto di “reincarnazione di divinità” è ben noto a chi segue la saga.
Per il resto, i cliché viaggiano su binari assolutamente paralleli:
1. anche Airish ha un’antipatia epidermica per Pegasus e Lady Isabel;
2. anche Airish vede per la prima volta Crystal in occasione dell’incontro con Aspides durante la Guerra Galattica;
3. anche Airish, in barba a sangue e imprecazioni, sente il cuore battere più forte e le guance accendersi come mai prima di quel momento solo dopo pochi istanti che i suoi occhi si sono posati sulla figura atletica ed abbronzata del Cavaliere del Cigno;
4. anche Airish pone gli avvenimenti ai quali assiste su un piano del tutto secondario rispetto al suo batticuore adolescenziale per il biondino col fascino del mammone sensibile;
5. anche Airish, che dovrebbe proteggere i Cavalieri, si rivela del tutto inconcludente (eccezion fatta per l‘angolo “posta del cuore“ con Andromeda che le confida come il fratello sia cambiato dai tempi dell‘infanzia… cosa che Sabrina aveva almeno condito con un po‘ di incantesimi random, anche se completamente Out of Universe), rivestendo così la parte della svenevole donnetta da salvare nonostante i grandi poteri che possiede. Un po‘ come la Isabel contro la quale le fanghèrl amano tanto berciare (…l‘invasione delle Sue mi sta facendo parteggiare per la dea tettona; ho seriamente bisogno di uno psichiatra).
Giusto durante lo scontro decisivo con Phoenix alle pendici del monte Fuji, giusto quando, immischiandosi in affari che ovviamente non le competono, rischia seriamente di tirare le cuoia, Airish si ricorda di avere in sé i poteri di Ares ed Afrodite. E, visto che il colpo “Perfect Brushing di Jean Louis David” non avrebbe granché effetto, la fanciulla decide di ripiegare su Furia della Guerra, come le ha insegnato papà. Phoenix ha appena il tempo di sbottare con un piccato WHAT THE FUCK che Pegasus riprende prontamente la situazione in mano, riportandoci alla storyline originale. Con la stessa cura per i particolari che avrebbe un chirurgo di guerra: il colpo andò a segno e Phoenix venne colpito mortalmente e Phoenix prima di morire rivelò a Pegasus che i Cavalieri di Bronzo erano tutti fratelli,tutti figli di Alman di Thule,Pegasus non ci credè e anch’io rimasi alquanto sconvolta,intanto un forte terremoto stava squotendo quelle grotte era ora di andare.
In tre righe e mezzo, siori e siore, non solo viene fatto fuori uno dei personaggi più forti della saga ma, con una carrambata che farebbe invidia alla stessa Carrà, viene spiattellata brutalmente la verità sul concepimento non di uno, non di due e nemmeno di tre, ma di ben cento pargoletti ormai giunti alle soglie dell’adolescenza. Il tutto condito non con uno, ma con due orrori grammaticali (che ho sottolineato per agevolare i distrattoni), simpatiche virgole a singhiozzo e punti latitanti.
Cosa ne sarà dei nostri eroi?
Sopravvivranno al crollo delle grotte?
Scopriranno mai chi sia Airish in verità?
Airish scoprirà mai qual è il Cavaliere che deve proteggere?
Quando la darà a Crystal (perché, come voi m’insegnate, con le Mary Sue non è mai questione di se, ma di quando)?
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, sono spiacente di non potervi dare una risposta.
La fyccina giace incompiuta tra le rovine del Tempio da quasi un anno, come un canovaccio perduto…
…e proprio io dovevo beccarla.

La speranza è l'ultima a morire. Purtroppo.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Pensavate di averle viste tutte, nella Terra di Mezzo, ma proprio tuttetuttetutte: zingare di cocciantesca memoria che danzano attorno ai fuochi degli sterminati campi del Pelennor, sbarchi di suesche clandestine sulle sacre rive di Valinor, improbabili eredi acquisite di augusti sovrani elfici… ma no, non ancora. La speranza è l’ultima a morire, e Speranza è proprio il titolo dell’opera che questo tribunale si accinge a giudicare. L’autrice è PetaloDiCiliegio. Le coordinate, le seguenti: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=322349&i=1.

La Compagnia dell’Anello è stata formata; tutti son pronti a partire… ma manca qualcosa. Anzi, qualcuno. Anzi, qualcuna.
Sì, qualcuna che profuma di miele, sandalo e lillà. Qualcuna dalla quale dipendono le sorti della missione, della Terra di Mezzo e dell’Universo intero. Qualcuna che porta l’evocativo nome che inizia con Mary e finisce con Sue. Qualcuna senza la quale la compagnia non è ancora al completo…Gandalf, dovrai occuparti te (non so se a parlare a Gandalf sia Nek o Tiziano Ferro) del decimo membro della compagnia, partirete questa notte, giungerete fino al Bosco del Silenzio e lì sarà tuo compito convincerla a unirsi al gruppo…come tu sai già senza il suo aiuto non avrete alcuna speranza di giungere a Mordor e tanto meno di distruggere l’oscuro signore.
Ma a parlare no, non è né Nek né Tiziano Ferro. E’ Elrond.
E davanti a tale modo di parlare, più che alla notizia di doversi mettere sul groppone l’ennesimo pivello da svezzare, Gandalf perde ogni speranza:
-ebbene sia, partiremo questa notte e l’impresa sarà già ardua dall’inizio, convincerla a unirsi a noi non sarà affatto facile…
Aveva reagito meglio quando Frodo si era proposto di portare l’Anello a Mordor.
Senza contare che, al Consiglio di Elrond, hanno partecipato TUTTI i rappresentanti di TUTTI i popoli liberi della Terra di Mezzo. Perché nove persone devono scomodarsi ad andare a raccattarne una decima? Pesantezza di deretano, forse?
-è l’unica speranza che ci rimane…- sospirò Elrond sentendosi pronunciare quelle parole che tanto aveva temuto e che erano intinse fino al midollo della verità
Ah… uhm. Hem-hem. No! Insomma, no. L’unica speranza che rimane è che Frodo raggiunga il Monte Fato. Che lo raggiunga solo o con un’intera corte di persone che gli cambiano il pannolino, non ha importanza. L’unica speranza per la Terra di Mezzo è Frodo Baggins, non Mary Sue. No, nemmeno se suddetta Sue ha… no, non ve lo dico adesso. Voglio che vi venga un coccolone così come è venuto a me, in real time.
Ad ogni modo.
Come se a Gandalf non ne fossero successe abbastanza, è proprio lui che deve dare la lieta novella; tant’è che la recluta (recluta… avrà voluto dire reclutamento, vero? Sì, avrà voluto dire reclutamento) del nuovo membro aveva incuriosito e preoccupato i membri della compagnia. E non sono i soli, viste le premesse iniziamo ad esser preoccupati anche noi… nevvero, miei prodi? Quindi bandiamo le ciance, montiamo in sella ai nostri destrieri (…lo so che la spedizione contava solo un pony, ma l’ha ordinato Gandalf e gli ordini di Gandalf non si discutono) e prepariamoci a partire per il Bosco del Silenzio.
“E dove accipicchiolina sta il Bosco del Silenzio?“ si chiederanno i miei piccoli lettori.
Bene, miei cari, non dovete certo vergognarvi per la vostra piccola mancanza. Perché del Bosco del Silenzio non sa nulla nemmeno Aragorn. Sì, Aragorn. Il Ramingo. Quello che ha battuto in lungo e in largo la Terra di Mezzo, e che l’ha fatto per decenni. No, non lo sa nemmeno lui, e pertanto deve chieder delucidazioni all’amico Legolas… che brancola nel buio quanto e più di Aragorn stesso.
Tutto ciò che si sa di questo luogo è che dista cinque giorni a cavallo da Gran Burrone, percorrendo terre che neppure Aragorn aveva mai attraversato, lande desolate che sembravano condurre in zone remote e lontane, terre in cui il tempo sembrava essersi fermato, terre non più attraversate dagli uomini, dagli orchi, dai nani o da nessun altro, che solo pochi elfi (…) conoscono… perché  sono protette da un incantesimo, magia elfica… nessuna creature potrebbe mai giungere al Bosco Silenzioso se il sovrano di queste terre non glielo concedesse, potrebbe passare anni a girare in lungo in largo, potrebbe passare a pochi centimetri dal bosco ma non accorgersene…
Al che Boromir, che pare esser l‘unico con un po‘ di senno residuo, osa domandare chi mai abbia tanto potere. Ovviamente, ad averlo è proprio il decimo membro del gruppo.
Decimo membro del gruppo che, a quanto pare, non ne vuole proprio di accogliere la Compagnia dell’Anello nel suo reame. I nove eroi girano in tondo più e più volte, perdendosi in elucbrazioni mentali delle quali non vi metto a parte perché son buona, finché Gandalf, per sfinimento forse, rivela l’identità di chi si stanno invano affannando a cercare: Elenie (stella). Sì. Con tanto di traduzione a fianco.
Il nome dell’elfo è in grado di far perdere a Boromir quel po’ di senno residuo che avevamo decantato qualche riga fa: porta sfortuna viaggiare con una donna…
Vero. Se sei un marinaio e/o ti trovi su una nave.
E va di matto anche Aragorn: ho sentito alcune canzoni dedicate a questa dama…la descrivono come un’elfa dalla bellezza abbagliante, nonostante la giovane età, dicono che i suoi occhi sono più luminosi di una stella e che se li guardi ti perdi nel suo sguardo…
Ora vorrei che l‘augusta corte si ponesse un paio di domande:

  1. Quali sono i parametri per stabilire o meno che un elfo sia giovane?
  2. Tranne qualche licenza poetica, non vi sembra la descrizione di Galadriel?
  3. Perché Aragorn è passato dal non sapere nullanullanulla a rammentarsi addirittura di una canzone sulla regina di quelle terre?

Adesso, il turno della domanda intelligente è di Gimli: Gandalf, perché tanta importanza nel farla entrare nella compagnia?
-questa è una domanda saggia, Gimli figlio di Gloin, ma la risposta potrebbe turbarti il cuore, sei sicuro di volerla sapere?-

Allora, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero: siete sicuri di volerlo sapere? Perché, credetemi, da quando saprete le vostre notti ed i vostri giorni non saranno più gli stessi.
Qui si parla di rivelazioni più sconvolgenti di quelle contenute ne Il Codice Da Vinci; rivelazioni in grado di turbare le vostre coscienze, di farvi dubitare persino di aver mai letto le opere del professor Tolkien.
Beh.
Non dite poi che non v’avevo avvertiti.
 -come saprai, l’anello del potere è uno solo, quello che porta Frodo, ma prima di questo furono forgiati altri anelli, di questi solo tre sono ancora utilizzabili, uno è nelle mani di Elrond, uno della dama di Lorien e il terzo…-
Ce l’hai tu, Gandalf. Narya, l’Anello di Fuoco, ce l’hai tu. Non si chiama Estelle, non è a forma di stella. Si chiama Narya, è rosso ed è TUO!
- ce l’ha Elenie…- concluse in nano trattenendo il respiro come i suoi compagni
HO DETTO CHE CE L’HAI TU, GANDALF, MISERIA INFAME!
-esatto, devi sapere però che inizialmente l’anello era portato dal sovrano del Bosco del Silenzio, il padre di Eleine, ma l’anello è successivamente passato alla figlia nonostante lui sia vivo e vegeto…-
No. Inizialmente l’anello era di Círdan. Poi l’ha passato a te. A TE.
-i tre anelli elfici vennero dati ai re elfici con maggiore potere, tenere l’anello non è da tutti, bisogna avere una potenza sufficiente a poterlo gestire, e il padre di Eleine ce l’aveva, ma quando nacque Eleine tutti si accorsero dei suoi immensi poteri e il buon senso del padre ha fatto si che l’anello passasse a lei…se ciò non fosse avvenuto probabilmente il bosco che ci circonda e la pace di questo luogo sarebbe inesistente…



La notizia sconvolge le otto paia di orecchie di chi l’ha ascoltata. Sconvolge talmente che, i periodi che seguono, sono infarciti di strafalcioni lessicali peggio di un cannolo siciliano.
Tipo:

  1. non potevi trovare parole più sagge Gandalf..- sopraggiunse l’elfo della compagnia. Laddove, anziché sopraggiungere, l’elfo avrebbe dovuto soggiungere;
  2. la curiosità non era certo assopita ai membri della compagnia, mentre, in genere qualcosa non si sopisce in qualcuno;
  3. il silenzio si cimentò nel corpo e nell’anima dei compagni d’avventura (qui non riesco a trovare valide alternative assonanti) e in loro pervenne un senso di pace e tranquillità (…magari li pervase il benedetto senso di pace e tranquillità?);
  4. Al loro risveglio la compagnia (eccheè, la concordanza è un’utopia?) si trovò coricata in dolci cipigli (cipigli?? O_O) ai piedi di un albero;
  5. gli hobbit si avventarono sul cibo, seguiti dai loro compagni più ritegni… era con più ritegno, sì?


Per farla breve, dopo tanto peregrinare i nostri eroi cadono in un sonno profondo; al loro risveglio, una voce li conduce alla residenza dei sovrani del Bosco del Silenzio: una dimora talmente bella da fare impallidire persino la reggia di Lothlórien. Ed è lì, lì che, finalmente, il tanto agognato decimo membro si palesa agli occhi della Compagnia. 
E la creatura che si trovarono davanti agli occhi gli fece mozzare l’aria in gola (ovvero, il fiato)…un’elfa (sì lo sapevamo), dai lunghi capelli mossi lunghi fino alla vita raccolti in parte da una treccia ma con dei ciuffi sbarazzini (da quando in qua gli elfi possono concedersi qualcosa si sbarazzino?) sulla fronte (…) gli occhi della ragazza sembravano intrappolarli in un sogno, due pietre di un verde smeraldino profondo gli (…li) guardavano con interesse e curiosità (…) le maniche lunghe ma le spalle scoperte la facevano sembrare un miraggio che perfino il più valido cavaliere morto in battaglia non ne sarebbe ritenuto degno. L’ho sottolineata perché… beh. E’ meravigliosa.
Elenie, comunque ha una voce più dolce del miele. Ed è talmente tanto Sue che Gandalf le fa il baciamano.


Dopo le dovute presentazioni, Gandalf spiega ad Elenie-Sue il motivo per il quale la Compagnia si è scapicollata fino a quelle abbandonate lande. Blablabla, ho bisogno che tu ti unisca alla compagnia Elenie. Blablabla, io vorrei, non vorrei, ma se vuoi. Blablabla, eddaaaaai! Blablabla, ok vengo.
I Compagni dell’Anello, però, sono così discreti da attendere che Elenie-Sue si allontani prima d’iniziare a sbavarle dietro.
-mai i miei occhi hanno scorto creatura più bella…il suo nome si addice alla perfezione, lei è la stella della volta del cielo…- rispose Boromir ancora assuefatto
(assuefatto? Boromir, ci caliamo Vecchio Tobia come niente, eh!?) dalla presenza dell’elfa
-i suoi occhi..di quel verde così intenso…- borbotto fra sé Sam
-era come se potessero leggerti dentro..- concluse Frodo

-nessuno dei canti che avevo mai sentito poteva eguagliare la (bellezza della) creatura che ci si è parata dinnanzi..- continuò il ramingo
-come può una creatura così fragile all’apparenza possedere tanto potere?- interloquì Pipino

Pipino, che domanda ingenua. Mi fai tenerezza, davvero.
-questo perché non la conosci..è una vera furia….una forza della natura…- ridacchiò il mago – te ne stupirai Pelegrino Tuc…-
Mi viene difficile pensare ad un elfo come ad una furia. E poi… chi accidenti è Pelegrino Tuc?

Ed è così, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, che Elenie, il decimo membro, l’unica erede dei sovrani del Bosco Silenzioso, la stella più bella e la migliore guida del suo popolo, la portatrice dell‘anello del potere (sciò, Frodo, sciò… rubi la scena, sciò!), la principessa dal potere unico e strabiliante si unisce alla Compagnia dell’Anello.
Con il serio rischio di far diventare hobbit, uomini, elfi e nani cascamorti da manuale con gravi, gravissimi problemi di lessico.
Ancora una volta,


Tolkienverse: la Quarta Era del Crossover

Miei cari giacobini mafiosi, come ve la passate?
Inscatolato addobbi, calciato via Magi ritardatari dal presepio?
Avete ripreso a offrire Vestali Grifondoro ai vogliosi desideri del GoS?

Scommetto di sì, quindi non cianciamo oltre. Come Unici Difensori del Perculamento -è bello avere ammiratori che ci forniscono epiteti evergreen- dobbiamo continuare a perpetrare la nostra originalità e alzare fieramente i giacobini nasetti all’ insù  passando oltre a plagiatori e abili copiatori. Ma ammettiamolo pure, per un attimo: questo significa che siamo famosi! *O*
Finita l’ esultazione?
No, perché qui non c’è tempo da perdere.
Dobbiamo essere dinamici e veloci, pronti a colpi di scena serrati, personaggi che spuntano come funghi a ogni riga e a rigogliosi, intricati alberi genealogici tali da far impallidire un certo Docente di Oxford prima e un certo Sirius Black poi.
Ebbene sì; non è ancora tempo di tornare a Hogwarts o ripiombare sul sedile posteriore di nere macchine d’ epoca, scostando da sotto i nostri regali deretani bottiglie di acqua santa e sacchi di sale. Agenti del Mossad e virili esponenti di agenzie governative dovranno ancora attendere prima di dimostrare il loro vero cuore.
Un cuore di ficcynesca panna.

Rinnovate le scorte di Lembas, di Erbapipa e affilate le spade.



Prego l’ angolo slasher del blog di non ridere troppo, perché qui la vicenda è seria! E quando mai qualcosa non è minimo serio nella Terra di Mezzo?
Stiamo per addentrarci in una terra di magia, mistero e battaglie. Una terra che LadyArien (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=264970&i=1) ci propone con una marcia in più.


Ok, ok. La battuta stavolta ci stava tutta. Chiedo venia.

Noi tutti inutili recensori malefici e senza cuore abbiamo conosciuto le razze che popolano l’ immaginario creato dal caro Professore: Elfi, Uomini, Numenoreani, Hobbit, Orchi…ma dimenticavamo un importante tassello della piramide sociale.
Parliamo del popolo girovago per eccellenza. Degli zingari.
Sono ben conscia che mai, in tre libri, centinaia di appendici, un Silmarillion e svariate altre opere, Tolkien non abbia menzionato qualcosa di simile; e non vale dire che gli Esterlings nella trilogia filmica sono stati caratterizzati da una bella passata di kajal sugli occhi. E per una volta, miei machiavellici malpensanti, non possiamo fare ironia  a buon mercato.
No.
Proprio no.
…Ameno non subito.

Perché, incredibile a dirsi, questa storia presenta qualcosa di raro, rarissimo. Più raro di un congiuntivo usato correttamente.
Insomma, parliamo dell’ Arca dell’ Alleanza del ficcyverse.
Il disclaimer.
*Il Maestro, coinvolto per l’ occasione, fa partire una overtoure d’ uopo con l’orchestra al completo*

Un tempo obbligatorio, questo doveroso avviso è dovuto soccombere causa aumento di Vestali, Merisiù, Gheristiù e siti che mirano più alla quantità che alla qualità. Tra parentesi: meno male, miei cari. Altrimenti noi non potremmo fare il lavoro sporco e non avremmo rivelato al mondo l’ esistenza di Dio! Lucius Malfoy. Tanto per citarne uno. Ora però, diversi esemplari affiorano coraggiosamente; che sia merito di alcuni pazzi, pochi e sparuti, a cui nessuno dà retta quando dicono che il 90% del Tempio dovrebbe venir svuotato di tutti gli altari?
Ma non è il momento di divagare.
 Dicevamo: il disclaimer. Veniamo a sapere che i gitani alle porte di Gondor sono lì grazie a un crossover con un manga pubblicato molto tempo fa su una rivista famosa per rivendere come fumetti nipponici prodotti dell’ italico genio imbrigliato dal Moige. L’ opera in questione si chiama "La storia di Luna".

Bene, benissimo! No, dico davvero. Ma tali presupposti non devono farci dimenticare che, anche se debitamente avvisati, dei lettori che nulla sanno di Tolkien o del perché di un simile Crossover tra due realtà completamente all’ opposto si aspettano uno straccio di spiegazione. Un alito di vento appena accennato d’ introduzione.
Niente di niente.

E con questa granitica certezza, andiamo a cominciare a conoscere questa Corte dei Miracoli declinata nella Quarta Era del regno di Gondor.
In un campo gitano nelle pianure di Gondor una giovane si aggirava cantando, era allegra e spensierata. Era vestita come una zingara, ma la sua grazia e la sua bellezza la facevano sembrare una principessa. Aveva lunghi capelli neri, pelle chiara, occhi verdi e lineamenti delicati, al collo aveva un antico medaglione color ambra. La ragazza si chiamava (…Esmeralda) Aranel ed aveva sedici anni.
…Aranel? Ma siamo sicuri? Sicurisicurisicuri?
Allora metto via "Notre Dame de Paris" del Maestro Hugo, eh…
La fanciulla in questione trova nei pressi di un albero la sua cara zia, che piange. Brillantemente, Aranel deduce che tali calde lacrime sono dovute al peso di ricordi terribili per l’ anziana parente…e da qui in poi, la vicenda ingrana una figurata settima marcia e vola a vincere il Gran Premio di Montecarlo staccando Ferrari e McLaren di sette secondi buoni!
Pronti?…Via!
A quel nome la zingara si riscosse, fissò Aranel con i suoi profondi occhi neri e le disse: “Aranel, devi sapere che Lyrith non era veramente mia figlia!”
Ma come? E lo dici così, senza preavviso, senza comprensibili ritrosie, reticenze e quanto altro? E il seguito non è da meno.
“In una piovosa sera di sedici anni fa (Era una notte buia e tempestosa…), negli ultimi anni del regno di Re Elessar, una bellissima signora molto giovane venne verso di me piangendo, con una bimba in braccio. Prima di morire me l’affidò, perché la crescessi come figlia mia: quella bambina era Lyrith.” Ah, non Georgie? Ma…ma…la pioggia. La donna bellissima…
Lo stupore di Aranel cresceva:
“E chi era Lyrith in realtà, zia?”
“Era Luthien, la figlia del principe dell’Ithilien!”
->*O*!!!!!
Alt. Fermi tutti. Proviamo a ragionare. Sinisfildo, il mio fido Elfo del Catino, mi assiste porgendomi la mia copia del Signore degli Anelli. La sfoglio pure, al colmo del masochismo. Ah, ecco: Regno di Re Elessar. Quindi, nell’ Ithilien regnava Faramir con la sua signora, tale Eowyn sorella del sovrano di Rohan. Un certo Eomer. Li conoscete? A me sono famigliari, lo dico con modestia. Ora. Ce lo vedo  Faramir far abbandonare la propria progenie.
Forse sbaglio; ma ho il Fido Tomo con la trilogia completa al mio fianco! Consiglio a tutti di fare altrettanto, specie da questo momento in poi.
Aranel incassa con filosofia la notizia e torna alla vita di sempre ma il giorno dopo sua zia decide che ci vogliono ancora colpi di scena altrimenti, non si riesce a mettere on line un capitolo senza un minimo di un milione di svolte iiiincreddibbilii. Il milione è una cifra stimata dopo diverse statistiche e numerose esperienze nel ficcyverse.
Come ormai mia abitudine, sto per far partire l’ angolo più amato delle mie recensioni.
…Avete capito bene. Preparate le mascherine per l’ ossigeno…
Nel giro di poche righe la zia ciarlona rivela ad Aranel che pure lei è principessa dell’ Ithilien causa AnticoMedaglioneClassico che lei aveva da picciridda; Aranel frigna e ci regala un momento di puro "SonoUnaRagazzaLiberaEtSelvaggiaIo!"  fornitoci senza alcuna spiegazione -perché amava vivere come una "zingaaaaraa di cui nessuno sa nulla di lei?" – quindi fugge dal campo gitano e senza saperlo s’incammina lungo la strada che porterà a Minas Tirith che mille dolori inflisse alla cugina-che-cugina-non-era.
Piccolo momento di pausa, mentre vi cambio le bombole.
 Minas Tirith. Focalizzatela.
Una città su sette livelli scavata nel fianco di una montagna. Una enorme, colossale, gigantesca torta nuziale su sette piani, per dirla con l’impietosa descrizione di una Giacobina Onoraria. Stravisibile dalle pianure del Pelennor, figuriamoci da Osgiliath che è la città da cui poi si estente l ‘Ithilien.
…E Aranel non la vede. Manco una lucetta piccina picciò accendono questi Gondoriani! In fondo il capisco, dopo quella faccenda dei Fuochi di Segnalazione sono rimasti scottati.
Aranel vaga disperata lungo la strada e per poco non muore.
Perché, se si finisce sotto le zampe di un cavallo in corsa, la morte è sicura eh! Ma lei no. Cade e basta, subito soccorsa dal cavaliere che era in sella. Lui nota subito, al buio pesto solito citato poco prima, il medaglione.
 Nel giro di poche parole Aranel informa lo sconosciuto -che potrebbe essere un bruto ma oh, son pareri!- che ha il gioiello fin da piccola, che sua cugina-non-più-tale ne aveva uno uguale, che quest’ultima si chiamava Lirith e lei, a proposito, si chiama Aranel. Il nostro eroe per non essere da meno si presenta, si chiama Elboron e quale meraviglia!, lo stesso nome dell’uomo che avrebbe dovuto sposare la vera madre di Lirith il cui  nome è Laurelin che aveva un’ altra bimba di cui disgraziatamente l’appena conosciuto Principe dell’ Ithilien -…sì. Un altro – non ricorda il nome. Il tempo di prendere sotto la propria protezione la fanciulla zingara che-tale-non sembra- e scortarla a Gondor che veniamo a conoscere tutte le puntate di Beautiful- ehm, la complessa araldica dei regnanti della ridente regione che pullula di principi e principesse.
Il principe -arridaje!!- Minardil amava  Laurelin e per lei aveva scaricato la sposa designata, Elfwing Dama di Rohan; quindi la felice coppia aveva avuto due piccine, ovvero Luthien e una senza nome ma Elfwing, rancorosa e umiliata, voleva una strage e mandò i suoi sicari a perpetrarla così Laurelin, Luthien e SenzaNome sparirono dalla vicenda con grande sgomento del fratello minore di Elfwing, Elboron appunto. Principe sia del Mark che dell’ Ithilien -ancora??- . Minardil sposa Elfwing ma lui muore consumato dal dolore, da qui inizia la sfiga perché muore poco dopo pure il principe Faramir -cicciato fuori così per tentare di dare un senso a tutto ciò-, muore il figlio maggiore di questo, Elboron e il nipote figlio dell’ ultimogenita Silmariel, un altro Minardil, perciò il potere passa a quest’ultima.

…Ci siete ancora? Sappiate che vi ho privato della citazione in toto del blocco in questione per darvi modo di prendervi diversi emboli nel leggere tutto d’un fiato informazioni tali che di ficcy potevano nascerne dieci. E non è ancora finita…no. E questa volta…citiamo per un raffronto.
Poi, tre anni prima, era corsa voce che una delle bambine, (ovviamente. Chi è stata la Talpa?!) Luthien, era sopravvissuta, cresciuta in una famiglia di zingari con il nome di Lyrith,(Pure il nome falso sapevano! *_*) e che si trovava a Minas Tirith, ospite di una nobile famiglia. La principessa Silmarien aveva voluto incontrarla ed era avvenuto il riconoscimento, dopo di che Lyrith era andata a vivere in Ithilien. Lì Elboron aveva conosciuto Lyrith, si era innamorato di lei e l’aveva chiesta in sposa. Elfwing, la sua crudele sorella, avrebbe voluto opporsi alle nozze del fratello con la figlia della sua rivale di un tempo, ma in quei giorni era anche lei molto ammalata ed era morta poco tempo dopo. (In tutto questo, Elfwing è rimasta a far la zitellona in una Corte non sua?) Le nozze così erano state fissate. Nessuno però sapeva che Lyrith in realtà amava il giovane nobile che si era preso cura di lei a Minas Tirith, Artamir. La notte prima delle nozze, Artamir e Lyrith fuggirono dall’Ithilien a Minas Tirith, dove la principessa madre li ritrovò (…quanto ci mise, dal momento che da Osgiliath a Minas Tirith ci sono poche ore a passo di cavallo?) e li condannò a tre anni di esilio. Alla fine di questi tre anni Artamir era ritornato nella Città, ma senza la sua Lyrith, morta di febbre pochi mesi prima. (poche parole per liquidare un personaggio tanto importante. Comincio a credere che tale ecatombe serva a qualcosa. Cosa? …A dar luce solo alla protagonista, magari?) Il terribile colpo aveva indurito e invecchiato anzitempo la principessa Silmarien. Non avendo altri eredi diretti, la Dama aveva deciso di lasciare il regno a Elboron, che non assomigliava per nulla alla sua malvagia sorella (…ed era principe del Mark. Gondor perde i pezzi!), aveva tanto amato la defunta Lyrith e inoltre per uno strano scherzo del destino portava lo stesso nome del suo perduto fratello!
Non siete sconvolti da tutti questi stravolgimenti?
Non siete sorpresi che, a conti fatti, l’unica erede diretta è rimasta una certa Miriel? Sì, è il nome dell’ altra bimba! E anche lei forse è stata messa in salvo nella stessa tribù di zingari della sorellina!
E chiunque stia dicendo che forse siamo un po’ saturi di colpi di scena e siamo già giunti all’ovvissima conclusione, va punito perché sono inutili cavilli!
I pensieri del giovane si interruppero quando il suo cavallo giunse a Minas Tirith, e nella Città si recò subito verso il palazzo nel quale era stata ospitata Lyrith per studiare musica. Dopo la morte di Lyrith il comune dolore aveva avvicinato Elboron alla famgilia di Artamir e i due giovani erano diventati buoni amici.
Ovviamente. Sia mai che questa ficcy possa venir turbata da qualcosa che si possa definire "complessità dei personaggi", eh.

Tolkienverse, questo sconosciuto.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Mi auguro che, in questi giorni di festa, vi siate deliziati abbastanza con libagioni di miele e sangue babbano… ma è ora di tornare alla cruda realtà.
Mettiamo da parte Pallide Cortigiane e Divin Pargoli dal biondo crine. Mettiamo da parte incestuosi fratelli su Impala, tenebrosi Fantasmi che si scaldano con del buon Ciobar nelle loro Dimore sul Lago ed emo!investigatori in torbide storie di sesso con affascinanti, grafomani assassini seriali per volare lontani nello spazio, nel tempo e nelle dimensioni per approdare ancora una volta nella Terra di Mezzo, che tanto lavoro ha dato e continua a dare ai nostri elfi del catino.
The Shadows of the Past (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=311417&i=1), di Chemical Lady, è storia (si dice poco o niente di vero sulla mia storia), è leggenda (c’è chi mi ricorda come una salvatrice, una sorta di essere sublime che si è immolato per salvare il loro mondo), mito (c’è anche chi mi ricorda come la Creatura che ha distrutto le loro famiglie… devastato i loro terreni)…
…insomma… è Sue. O una grossa locusta.
Infante orfanella sperduta dell’Itilien, ha l’immenso kewlo di venir trovata non da un uomo a scelto dal caso. Ma da un re.  Re Elrond di Gran Burrone.
Come, prego? Ah, sì… il fido elfo del catino Haldir, che è pratico della zona, chiede con la sua solita grazia cosa MINCHIA ci facesse Elrond nelle sperdute lande dell’Ithilien. A meno che, certo, l’Itilien non sia più a portata di casello dell’Ithilien.
Così fui chiamata Morwen, e scelta come la minore delle sue figlie.
Cinque per la precisione.

Tale notizia giunge nuova all’elfiche orecchie a punta del sovrano. Che, comunque, reagisce con la grazia propria del suo popolo:


Morwen cresce in virtù e bellezza, educata, raffinata, ma anche audace e testarda, curiosa ed impertinente, in una famiglia felice ed unita… nonostante la morte di nostra madre…
Lontano, nelle Terre Immortali, Celebrían fa i debiti scongiuri. Haldir sostiene che leggere le appendici e gli altri scritti di Tolkien è un po’ un casino, in effetti… no, rettifica: anche leggere il Signore degli Anelli è una faticaccia. Meglio andare a braccio.
L’introduzione alla storia di Morwen si chiude con un elfico invito alla lettura firmato Morwen, principessa di Grand (Marnier?) Burrone e Regina del…
No, vi giuro. I puntini non li ho messi io. E, credetemi, NON AVETE IDEA di quanto mi stia sforzando per NON completare la frase.



Posso almeno comprare una vocale, vero?
Ma basta con i preamboli, adesso. Entriamo nel vivo dell’azione. Seguiamo Morwen nelle sue meravigliose avventure alla corte di Re Elrond.
L’acqua correva lungo i fiumi cadendo lungo le pareti rocciose di Galadris.
Haldir, controlla la cartina! Non c’è nessun Galadris? Controlla se è vicino all’Itilien…
Per tutta la vallata sembrava regnare la pace, ma questa era solo l’apparenza delle cose.
In realtà per i saloni del palazzo del re vi era tutto, tranne che pace.
“Mio signore!” Minyen, la governante di corte, corse verso la biblioteca, ove re Elrond stava leggendo con passione un libro.

Forse, miei sanguinari accoliti, vi chiederete come mai Elrond possa appassionarsi tanto alla lettura di un libro. Ha vissuto abbastanza da legger più di una volta, e con tutta la calma possibile, ogni volume della propria biblioteca.
Sbaglio?

Chi ha detto “sì”?
Punizione, Potter!
Ma la situazione è grave, non temporeggiamo. Perché, come ci comunica ansante e preoccupata la governante, dama Morwen lo ha fatto di nuovo.
Vero è che l’autrice non specifica l’età esatta della sua pulzella.
Ma credo che sia un po’ tanto grandicella per continuare a farla a letto.
Elrond balzò in piedi guardando l’elfa esterrefatto “non oggi!! Stanno per arrivare i signori di tutte le terre libere e non permetterò a quella disgraziata di rovinare tutto! Minyen! Trovala a costo di rivoltare anche le rocce della montagna!”
E ora, le F.A.Q.:

  1. Elrond non ha forse il dono della preveggenza? Che ci vuole a scomodarsi per trovare la ribelle e selvaggia Fantagh… Morwen?
  2. Elrond non balza in piedi nemmeno quando Arwen torna dalla via per i Rifugi Oscuri.
  3. Se la grazia elfica è proverbiale, l’aggettivo disgraziata non è un cacofonico nonsense?
  4. Perché, se diamo altri cinque minuti a Elrond, si trasforma in un Super Sayan?

L’elfa fece un inchino frettoloso prima di uscire dalla stanza di fretta.
Sollevò appena la lunga veste per scendere agilmente le scale.
Agilmente, poi, era una parola: non era di certo giovane e ormai il suo bel corpo di in tempo si era un po’ sfatto, lasciandosi andare in una figura bassa e un po’ grassottella.

…ma abbiamo o no una vaga idea di cosa significhi essere Elfi? Alti, snelli, eterei, eleganti… che non invecchiano? Che non si stancano mai?
Qua stiamo descrivendo la balia della versione trash di “Romeo e Giulietta”!
La versione trash è quella con di Caprio.
Durante la corsa della sempre più affaticata governante, veniamo a conoscenza dei nomi delle sorellastre di Cener… Morwen.
Abbiamo Farea che, secondo l‘autrice, nel linguaggio degli uomini significava letteralmente ‘sufficienza’.
Non esattamente. Secondo il dizionario elfico, Farea sta per enough. Tutt’al più per sufficient. Che stanno per abbastanza, sufficiente, con accezione quantitativa. Che, come sappiamo, hanno un significato ben diverso da conceit, la sufficienza, la presunzione. Qualità che, appunto, distinguono Farea.
Non si dica che a Fastidious non la si fa cultura, chiaro!?
E ancora ci sono Sanwe, il cui nome significava ‘coscienza’ (in realtà, sanwe significa pensiero), e Lòte, ovvero il grande fiore semplice . In verità, la parola lòte non esiste né in Quenya né in Sindarin. Al massimo abbiamo loote,  o i prefissi lot- o loth- . Ma poi… il grande fiore semplice è una margheritona formato famiglia? E Nire, la lacrima, la favorita di Elrond. Inutile dire che nemmeno la parola nire figura in alcun luogo. Lacrima si traduce con nie o niire. I dizionari elfici vanno interpretati, ed interpretati bene, e per interpretarli bene ci vuol tempo, per Voldie! Diamo un po’ di credito al povero Tolkien, che ha impiegato una vita per creare una grammatica coerente?
Grazie!

Dopo questa mirabile successione di strafalcioni elfico-anglo-italici, ai nostri occhi si apre un secondo scenario: Legolas continuava a cavalcare accanto alla sontuosa carrozza della sua famiglia.
Come dici, Haldir? Che mai voi elfi siete stati associati ad una carrozza? Che anche chi non ha letto il libro può benissimo vedere che vi spostate a piedi e che al massimo adoperare i cavalli?
Via, quisquilie. Guarda Legolas, invece, che di problemi ne ha, ed anche grossi: non aveva trovato una sposa, quindi sarebbe stato costretto a sposare una delle figlie di Elrond, per assicurare anche una alleanza tra il padre e il signore di Gran Burrone.
Perché, si sa, gli Elfi sono una razza guerrafondaia. Tra Bosco Atro, Gran Burrone e Lothlórien è sempre corso cattivo sangue. Un matrimonio politico è giusto giusto quel che ci vuole per ristabilire l’armonia.
“ah mio amato fratello, non hai voluto tu essere coperto dagli onori, vestendoti di fama?”
Legolas lo fulminò con una occhiata piena di risentimento “Thrandred… lo sai anche tu meglio di me che la missione che intrapresi con la Compagnia non aveva fini egoistici…”

…con questi parenti che spuntano come funghi non ci fareste anche voi un buon minestrone? Magari con babbane frattaglie frattagliose?
Dunque, ora veniamo informati che la nostra storia si svolge dopo le vicende narrate ne il Signore degli Anelli.
Bene.
Le incongruenze si moltiplicano in modo esponenziale.
Perché gli Elfi hanno lasciato la Terra di Mezzo per non farvi più ritorno prima che si concludesse Il Ritorno del Re. Perché l’ultima nave per le Terre Immortali parte portando con sé Bilbo, Frodo, Gandalf, Galadriel… e, toh, Elrond. Perché dopo la distruzione dell’Unico Anello Legolas si mette a viaggiare con Gimli tra Fangorn e l’Ithilien.
Quindi… dove sta la necessità di un’elfica alleanza, se non è rimasto più nessuno?
Chi ha detto “per amor di fyccina?”
Bene, dieci punti a Serpeverde. No, non mi interessa se sei Tassorosso. Chiaro?

Indi torniamo a Gran Burrone, dove le elfiche sorellastre di Cener… Morwen, la stanno ancora cercando. Alla faccia della lunga vista degli elfi. A dar loro una mano… Arwen. Giunta da Gondor proprio per aiutare a trovarla. Ed è ad Arwen che la ribelle Morwen si rivela. Con la più becera, banale e patetica delle scuse: sfuggire all’oppressione di Elrond. Dopo Elrond-donnetta-isterica ed Elrond-Super-Sayan, ecco Elrond-padre-oppressivo:

 
Cui prodest?
Sinceramente, un capitolo incentrato su una massa di personaggi inutili e, nel migliore dei casi, snaturati, che danno la caccia ad una Mary Sue che si arrampica sugli alberi (ed anche un po’ sugli specchi) è più controproducente dell’olio di peperoncino sulle emorroidi.

E così, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, tra il sorriso sornione di Aragorn (ecco come DUE SEMPLICI parole possono mandare OoC un personaggio; comunque sì, il re di Gondor spunta all’improvviso così come ve lo sto introducendo io) e le elfiche sorellastre di Cener… Morwen che cercano di accaparrarsi il cuore di Legolas-Claudiano (del quale vi offriamo una diapositiva: ), tra mea (culpa?) govannen e cavalli per correre incontro hai cari ospiti, si conclude l’incipit della nostra storia.
Che ne sfsfarà di noi (detta alla Silvio Muccino), delle sette spose per i sette fratelli, di Elrond-Transformer e dei problemi vescicali di Morwen (speriamo non la faccia ancora!), lo scopriremo solo vivendo.



Ma anche no.

The Phantom of the Opera: Mary Sue never dies

Carissimi giacobini e carissime giacobine, balocchi difettosi quindi privi di una vita sessuale soddisfacente, credevate forse che vi avessi dimenticato?

Lo so, suona come una minaccia.Cosa che in effetti è. Ma il mondo della ficcyna non è mai dolce e non potevo starne lontana; specie quando i miei odiosi occhietti di inutile donna sono tornati a posarsi su un fandom che in Italia si era sempre preservato, nei limiti del possibile. Dopo la nostra Ire, sono dovuta accorrere io al capezzale del Maestro, lasciando ovviamente a casa qualsiasi derivato dal cacao ed evitando di azzardare il minimo cenno a come lui starebbe bene in un completo Armani. Ovviamente, non ho trovato uno straccio di linea metropolitana che mi conducesse in un lampo a Parigi e questo m’irrita alquanto.

Ci sarebbe da benedire il fatto che Gerard Butler, attore scozzese reso celebre con 300 e in rapida ascesa, non sia un giovinetto di primo pelo come fu Orlando Bloom ai tempi di Legolas ma gli ormoni sono ormoni, le Vestali sono Vestali e l’Italia sportiva ci ha deluso alle Olimpiadi. Questi ultime tre asserzioni hanno profonde basi scientifiche e dal momento che è stato appurato quanto qui siamo maleducati e malvagi, le impongo comunque perché la parola crudeltà è quella che di gran lungo preferisco.

Ma prima d’iniziare, le coordinate spazio-temporali per accedere alla Dimora sul Lago!

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=226596&i=1

L’autrice è Nydrali.

Siamo ormai in autunno e pare che tra meno di un anno vedremo la nascita di un nuovo musical sul nostro adorato Maestro; so che la cosa irriterà non poco il fandom perché questo significherà porre fine a un’ epoca di tormentoni, di mode ripescate, di glitter sparsi su cose palesemente viste, riviste e già ampiamente digerite.

Solo un assioma non potrà mai venir abbandonato: l’osservazione delle Mary Sue. Perché le Mary Sue sono eterne, con teorie certe come il teorema di Pitagora applicato alla ficcyna.

Un rapido ripasso?Lo so che scuole e università sono ampiamente iniziate, ma voglio verificare che siate sempre ben preparati.Diamo quindi il via alla prima lezione del Nuovo Anno Accademico di noi Giacobini!Prego signori e signore, prendete posto nei banchi.E no, non fate caso a quei simpatici signori dietro di voi.

Sì.

Lo so.

Sono armati. E hanno sprangato le porte. Ma è per rendervi più partecipi e attenti qui…non avrete pensato male? *Arwen sfoggia un sorriso che rasenta il ghigno mefistofelico.Ma facciamo finta di nulla*

Cosa deve avere una Merisù per essere degna del titolo che spetta solo alle più fulgide rappresentanti?Andiamo a esplorare i vari teoremi.

Teorema "namber uan":

I feeenomenali poteri cosmici. Andiamo a dimostrarlo:

« Schiocco le dita ed ottengo l’obbedienza d’eserciti interi,(considerata l’epoca storica, stiamo parlando dell’Imperatore d’Austria!) zittisco papi e vescovi con un’inarcar di ciglio(i papi ringraziano.Pensavano di essere uno solo), mi tiro dietro come cagnolini ammaestrati re ed imperatori, gestisco complicati balletti fra nazioni nemiche… e non riesco a farti uscire dalla mia stanza! Subito! ».

Siamo di fronte alla presenza di fenomenali attitudini, rendiamocene conto!Ma il dilemma si spalanca assieme a tale dispiegamento di forze. La nostra impavida protagonista è niente meno che la "Mano di Dio" (no, non è una mia licenza poetica, giuro!) e nulla c’entrano certi inquietanti cacciatori di vampiri dal grande cappello e un film che è una perla di comicità involontaria.

Eccoci di fronte all’apparizione mirabolante della nostra amata fanciulla. Ovviamente, siamo a Parigi.Altrettanto ovviamente, è trascorso un lasso di tempo ragionevole dalla fine degli avvenimenti visti nel film "The Phantom of the Opera". Il fatto che tale film e musical siano chiaramente frutto di fantasia mescolata a storia- il 1870 non fu un anno annoverato per la Pace e la calma, in Francia…- dovrebbe rasserenarci, eppure qualcosa stona.

Chissaràmmai questa ragazza in grado simili prodezze?La figlia di Napoleone III? L’Imperatrice Eugenia moglie di suddetto Imperatore?

E’ ora di passare al…

Teorema "namber tù"

-Un lignaggio che faccia sparire dalla faccia della terra qualsiasi altro personaggio previsto nel Canon ufficiale. Il che ci porta a chiedere perché mai si azzardino anche solo ad esistere, questi personaggi originali così poco trendy, così poco fighi.

Ma fosse così, dovremmo già sbaraccare tutto e andarcene a casa. Perché la Comune spazzò via la monarchia imperiale restaurata dei Bonaparte e i nobili per un certo periodo non furono ben visti a Parigi. Ma allora, chi può far tacere papi, dire a uno chi sposare, all’altro chi alleare chi?

Un’esponente dell’illustre famiglia dei Lorena, un tempo ramo imparentato con gli Asburgo, la cui ultima rappresentante col rango di regina fu ghigliottinata. Tocchiamo ferro e proseguiamo.

I Lorena, dopo la perdita del principato con lo stesso nome hanno guadagnato il Granducato di Toscana ma non sono certo tra le famiglie più illustri del continente europeo di allora.

Queste cose però sono quinsquiglie, nel mondo della ficcina.E io che cerco sempre di dar loro un senso…

Non è questo il luogo per aprire una disquisizione su alberi genealogici di Famiglie Reali; i Lorena non esistettero più come unica discendenza dal 1700; finirono con l’amalgamarsi attraverso matrimoni ed alleanze ad altre famiglie e finirono con…lo sparire.

Tragico eh?

Incredibile vero?

Wikipedia lo dice!E noi amiamo Wiki cara, anzi, siamo addirittura suo servi.Almeno, così ci dissero…e pondero di mettere su Wiki anche questi interessanti teoremi, a uso e consumo delle Vestali.Ecco gli ultimi due!

-Un aspetto fisico che riassuma quanto di più bbono ci sia al mondo ma che abbia qua e là dei difetti che renderanno sicuramente tanto simpatica questa ragazzaal lettore.

-Un carattere dispotico, fiero, che però sarà capace di svelarsi in tutta la sua dolcezza nascosta causa genitori infami/traumi spicologici subiti da bambina/altri evvenimenti che però l’autore non sempre spiegherà perché ci devono apparire ovvi.

Finito il ripasso propedeutico, avventuriamoci adesso all’atto pratico e vediamo applicata tale formula a un fandom che, come ho detto poche righe sopra, in Italia ha relativamente attecchito.

Se poi volete farvi male e andare a fare un giro su fanfiction.net per voi è solo un sadico diversivo, fate pure.Non sapete a cosa andate incontro e là le botole in cui incappare sono molte di più che nel nostro sempre più scalcinato Stivale. Vi ho avvertito, quindi ora procedo alla verifica con metodo scientifico di quanto ho prima affermato: anche se, pare, nemmeno così siamo sicuri di scansare accuse di crudeltà mentale, sovradimensionamento dell’io a discapito di poveri autori in erba che trucidiamo nelle notti di luna piena.

Per farvi capire meglio chi abbiamo davanti, vi porgo altri passi significativi.

« Non fa così freddo », commentò Francesca, ignorando deliberatamente la sua osservazione circa il disperato strabismo del vescovo.

« Oh, to’, un pinguino! », esclamò Eleonora di rimando, fingendo d’indicare qualcosa fuori dal finestrino.

Sì, l’umorismo mordace di questa frase è davvero sublime.

Avrete sicuramente notato che nei passi citati non vi sono errori grammaticali, la struttura è scorrevole, la scelta dei termini e le battute a volte strappano un sorriso. Perché allora tanto accanimento?

Sarà che odio le sviste.Sarà che non sopporto un personaggio originale buttato subito al centro della storia senza un perché, un come, un quando. Voglio una spiegazione e vorrei, per una volta, non dovermi annoiare di fronte all’ennesima presentazione di qualcuno che sicuramente riuscirà a redimere un personaggio contorto come il Fantasma dell’Opera nel giro di pochi capitoli. E’ un insulto, credo, verso il canon originale e un appiattimento insopportabile che ormai puzza di visto e rivisto. Perché è avvilente essere al secondo capitolo della storia e intuire già come andrà avanti.

Eleonora Matilde Lorena parla come uno scaricatore di porto, ma rende l’Arcivescovo di Notre Dame inerme e assolutamente succube. E’ dispotica e tagliente nel parlare, viziata e ostinata.

Ci viene ribattutto questo concetto ogni riga e a ogni punto. La noia subentra al secondo paragrafo, insieme all’insofferenza per un personaggio che si smonta da solo.Basta una ricerca su Wikipedia e un passaggio come: Il lungo abito azzurro ghiaccio le conferiva una maestà algida, lontana, intoccabile, nemmeno fosse una dea del nord giunta a farsi rimirare dai comuni mortali. L’arcivescovo di Notre Dame – che a mala pena aveva chinato il capo di fronte a Sua Santità il papa – di colpo ebbe l’urgenza di inchinarsi, di piegare ginocchia e schiena di fronte a quella creatura di pura superbia e grandezza, imponente e magnifica come nessuna imperatrice o regina era mai stata nella storia dell’umanità mi suona un tantino esagerato.

Specie considerato il fatto che circa un decennio prima, era nato il Regno d’Italia, era stata aperta la breccia a Porta Pia e tutta una serie di altri simpatici fatti che sono noti a pochi eletti col nome di Risorgimento.

Possiamo tranquillamente passare oltre l’ennesimo sfoggio di bellezza, grandezza, nobiltà austera ma teniamo a mente come Eleonora ci è stata subito presentata. Un raro caso di doppia personalità?

E quale delle due prende il sopravvento quando, di punto in bianco, apprendiamo che questa Altezza Reale vuole acquistare l’intera, distrutta Opèra Populaire? Così, la notizia ci viene sbattuta in faccia in questa maniera. E il lettore deve digerirla, magari non avendo mai visto il film in questione o sentito il musical da cui è nato. E c’è chi nei commenti confessa candidamente queste lacune…ma la storia è "beeeeelaaaaa" e bisogna "continuarlaaa!!!!"

Ed è così che l’elemento "mostro sputato dall’Inferno che ha incendiato un intero teatro" salta nella storia. Se per Eleonora si sono spese parole su parole, il fatto che lei compri teatri e musei e ora voglia l’Opèra è liquidato con due.

Maestro, essenzialmente, lei che ci sta a fare qui?

A parte l’avere ora questa fobia insulsa per qualsiasi cosa contenente la cioccolata, intendo!

Il punto è questo, giacobini e giacobine, lurker e simpatizzanti, Vestali e loro difensori. Non mi rassegno a questo ripetersi di cliché che dopo un po’ generano da soli ironia e frecciate; spunti notevoli si perdono in un marasma di cose già scritte e diventate a torto famose. E’ un grido da idealista il mio, questa volta. Smonterò ancora questa storia ma non sarò per questo soddisfatta.

Preparatevi a prossimi, mirabolanti eventi assolutamente imprevedibili.

Perché ovviamente nessuno di voi si aspetterà davvero l’acquisto di un teatro semidistrutto, una visita a tali ruderi e poi un’ulteriore ritorno perché così si ha il motivo per far sbucare un’ombra sospetta dal palco distrutto…vero?

 

 

Quando Draco tentò di emulare il suo divin padre (e fallì miseramente nel farlo)

Adorati Mangiamorte,

è con trepidazione che vi presento una ficcy alla vecchia maniera, agghindata come quelle vecchie signore della buona società.

Gli stereotipi ci sono tutti: Draco (no, scusate “Il Principe delle Serpi”) e Blaise amici e superfighi, un nuovo personaggio femminile e dotato di fenomenali poteri cosmici, una scena piccante nel primo capitolo nella carrozza dell’Hogwarts Express.

Ne avevamo bisogno? No, ma il mondo è un posto crudele, quindi beccatevi “Una storia imperfetta” (io direi disastrata, ma sono opinioni!) di Sly_monica.

 http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=236004&i=1

Ma passiamo subito all’azione: la nostra protagonista, Shane Davees (un caso di ermafroditismo sequenziale?) è sul treno per Hogwarts, quando incontra un personaggio a noi tristemente noto: l’erede Malfoy.

Conscio di doversi guadagnare il titolo fulgidamente appartenuto a suo padre, Draco tenta l’approccio con l’amica: questa, le cui virtù maggiori non sembrano essere né la pudicizia né la castità, dopo un breve scambio di battute, lo scaraventa nel primo scompartimento a portata di mano (sfrattando un gruppo di primini che da questo momento in poi avranno seri problemi di crescita).

Da questo momento si fa tutto buio ed ovattato (le luci verranno spente con la magia, le pareti insonorizzate e la porta bloccata): Draco ha appena il tempo per scacciare i poveri pargoletti prima che Shane abusi di lui.

Stremato, Draco viene lasciato da solo nello scompartimento dalla temibile donzella, nudo come un verme alla sola luce della luna (sì, perché notoriamente l’Hogwarts Express viaggia di notte e c’è bisogno di accendere le luci appena partiti!), alla fredda temperatura di sedici gradi e con la porta dello scompartimento aperta.

Tiè Draco, così impari.

Qua si conclude il primo capitolo e, mentre aspettiamo che Draco prenda il raffreddore, vorrei svelarvi un piccolo segreto su di me: amo le introduzioni.

Spesso sono di un’inutilità imbarazzante, come l’introduzione a questo secondo capitolo: ad esempio, perché dirci che il titolo si riferisce a Draco (il capitolo in questione s’intitola “Cosa si prova dall’altra parte”) e che capiremo il perché leggendo? Non dovrebbe essere ovvio?

Pensate che sia finita qua? No. Dopo la spiegazione del titolo ci viene anche chiarito che il “chap” in questione è introduttivo (ah, ed io che pensavo che il “chap” introduttivo fosse quello con la trombata sul treno!), che in particolare verrà detto qualcosa sul nuovo personaggio femminile (ma perché parlare in maniera così asettica?) e che impareremo comunque a conoscere meglio durante il proseguimento della storia (mi pare un po’ ovvio, dato che inserire un personaggio senza dire nulla a riguardo sarebbe totalmente insensato).

Dopo queste essenziali precisazioni possiamo quindi tornare al nostro Draco (che farebbe volentieri a meno di presenziare a questa ficcy, ma che ci volete fare? Ha detto “ciao!” ad una Sue e adesso il suo mondo non sarà più come prima) che, truce e depresso (e pure un po’ scioccato, secondo me: è stato stuprato nel giro di sedici righe dall’inizio di una ficcina non PWP!) incontra Blaise.

Menzione d’onore a questa frase:

“Draco non rispose, Blase è il suo migliore amico, per questo se gli raccontasse tutto, lo prenderebbe per il culo a vita…”

Io non la commento nemmeno.

Ma torniamo al “chap” dove, invece che sciorinarci le seghe mentali di Draco come promesso dal titolo, viene descritta nei minimi dettagli vitamorteemiracoli della Sue, come si “intuiva” dal resto della introduzione.

A fine capitolo troverete le mie impressioni, che spiegano ciò che io penso a riguardo di ciò che la nostra autrice ha scritto, mentre qua riassumo ciò che lei ha scritto, ovvero dico in breve ciò che l’autrice ha voluto farci sapere della sua Creatura, con qualche breve commento ironico, vale a dire con delle battutine divertenti che mi sono venute in mente leggendo il “chap”.

Scopriamo che Shane è una strega naturale (strano, io pensavo si fosse fatta fare l’operazione per il cambio di sesso, dato il nome!), un tipo di strega quasi estinta, dopo la guerra contro Voldemort (ah, come i catpeople, i mezzi draghi, e tante altre etnie…). Silente l’ha convinta ad andare ad Hogwarts (le MarySue che ogni anno arrivano a frotte non bastavano!), promettendole di darle una mano nella scoperta e nel controllo dei suoi strabilianti poteri (giuro che “strabilianti” non lo ho aggiunto io!), “in confronto ai quali un comune mago è ben poco” (qua aggiungerei uno “sticazzi!” giusto per gradire). L’arguto vecchietto (io Silente lo chiamerei in molti modi, ma nessuno di questi è “arguto vecchietto”!), non credendo alla definitiva morte del Signore Oscuro e ha deciso di portare Shane dalla parte del bene (uh, è stato lui a consigliargli l’operazione?), in modo da avere una così grande risorsa dalla sua parte. E difatti avevano avuto ben poche perdite (Sì? Io ricordo una strage…), grazie allo scudo protettivo che Shane aveva creato intorno al castello (ma va a cager!)

Tornando seri: come è possibile che esistano streghe non “naturali” nel mondo di Harry Potter? O sei Mago o sei Babbano, punto. La magia è un dono innato, comune tra i figli dei maghi ma che può capitare pure ai figli dei Babbani. I poteri si manifestano già dai primi anni di vita, non sono una cosa che si apprende in qualche modo (si imparano le formule che sono un modo per incanalare tali poteri, che è differente!).

Altro punto: ma è così difficile creare un personaggio senza dotarlo di fenomenali poteri cosmici? È così terribile lasciare che in un libro/telefilm/altro almeno i fatti principali vadano come devono andare, senza far intervenire Superman e Wonder Woman?

Ma la cosa importante, come c’è scritto nel nostro “chap” è che la guerra è finita, Draco e l’intera generazione di Harry-ci-siamo-pure-rotti-di-leggere-in-ogni-ficci-prese-per-il-culo-scritte-così Potter devono ripetere l’anno e Shane è con loro nonostante abbia due anni in più.

Che culo, eh? Sarà un’altra trovata dell’astuto vecchietto.

In ogni caso la situazione della ragazza è particolare (ma va?): non segue le loro stesse lezioni perché non usa la bacchetta (immagino che a Pozioni la bacchetta serva a rimestare il contenuto del calderone e che in Erbologia venga usata come sostegni per le giovani piante) e, per lo più, riceve lezioni private da alcuni professori (sì, sto pensando decisamente male!). il cappello parlante non l’ha smistata (probabilmente si è rifiutato di prender parte a questa follia) ma Silly ha deciso comunque di mandarla a Grifodoro.

Draco (allora non è morto ad inizio capitolo!) è comunque convinto che Shane sarebbe stata una perfetta Serpeverde:

aveva quell’innato disprezzo per le regole[caratteristica tutta Grifondoro, i Serpeverde le regole le aggirano, è diverso!], a cui dava sfogo già dal modo di vestire[caratteristica dei freak come Luna, i Serpeverde vestono in maniera impeccabile, di solito, come la gran parte degli studenti di Hogwarts!], dando un’interpretazione tutta sua della divisa scolastica[WTF?]; e poi quel modo di rispondere, con quel ghigno tanto simile al suo… e la malizia! Neanche Pansy arrivava a tanto a volte[perché Serpeverde = zoccola?]!

Shane è la ragazza ideale di Draco (non fosse che è maschio?) anche perché lei è bona e i Malfoy sono esteti… Ma lei vuole solo violentarlo ogni tanto, ‘na botta e via, e Draco non riesce proprio a prendere in considerazione l’idea che una donna possa andare a letto con lui e poi non votarsi a lui per sempre (come tutti gli idioti pomposi, del resto).

Lei è una sorta di Malfoy al femminile ( perché, non possono esistere donne Malfoy?) e lui è riuscito a portarsela a letto solo altre due volte: una volta lei era ubriaca (bravo Draco, che bella testolina di cazzo che sei!) e l’altra in treno, nel capitolo precedente. Insomma, in questa fanfiction Draco è l’incrocio tra un porco ed uno zerbino. Uno zerbiporco insomma.

Comunque, negli ultimi periodi della guerra avevano collaborato parecchio (ma lei non stava dalla parte di Harry&Co.?) ed era stata tra i pochi a piangere la morte di Severus (ma che fregatura… Questa fa le supermagie, crea scudi protettivi sul castello e alla fine Sev tira comunque le cuoia!) e lo zerbiporco si era illuso che, con queste premesse, lei avesse deciso di ammollargliela un po’ più spesso.

 

E dopo "l’introduzione dell’autrice", a grande richiesta ecco a voi "la postilla dell’autrice":

Lo so che il concetto di ‘strega naturale’ è abbastanza strano, ma io ho sempre pensato che ci fosse una certa differenza.. (sì, avete ragione, sono da manicomio… sigh!)

Il perché a me invece sembra una cazzata di proporzioni bibliche l’ho già spiegato… Però mi piacerebbe sapere la versione dell’autrice, invece ci viene detto solo che “secondo lei c’è una certa differenza”. Io sono una rompipalle e mi piace capire vita, morte e miracoli delle cose, una spiegazione sul perché della distinzione mi sarebbe piaciuto nonostante il mio scetticismo.

E invece no, ci dice solo questo, per ora.