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A Natale anche Voldy è più buono – parte seconda -

Sì, sono finalmente tornata con la seconda parte.

Di cosa? Ma della fanfiction di Hangie! Quella di kinderbuena89 (ora LadyMerendina), ricordate?

Come no! Quella della figliadiVoldemortfidanzatadiDracoacuivienecancellatalamemoria! Dai che ve la ricordate, il link è questo: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=273657&i=1

Lo so, è passata una vita dalla prima parte ma cercate di capirmi: è da Natale (va bene, da Natale 2009, praticamente due anni fa… Che pignoli siete!) che guardo questo file con un misto di terrore e ribrezzo (intendiamoci: non tanto per la fanfiction in sé, che non è poi peggio di molte altre, ma proprio per la mole di lavoro… La prossima volta col cavolo che vi recensisco una long-fic!) senza nemmeno riuscire a rileggere gli appunti, ma ora è giunto il giorno.

Dopo tutto ve lo avevo promesso.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì…

Hermione scopre il suo passato con un viaggio nel tempo (un altro?) mentre è in visita dai genitori-nonni perché, com’è ben noto ai lettori della serie, gli studenti fanno spola tra Hogwarts (Scozia) e le proprie famiglie ogni pochi giorni.

Meglio, scopre quasi tutto: ancora non sa chi fosse il ragazzo di cui era innamorata… Come fai a fare un viaggio nel tempo e a non vedere un volto? Mistero della Ficcy! Non c’è da preoccuparsi, comunque: tra qualche giorno la nostra Hermione compirà quindici anni (per la seconda volta) e a quel punto si ricorderà tutto.

Ora, se pensavate che il resto dei personaggi riuscisse a sottrarsi al delirio, vi sbagliavate di grosso: Silente decide, infatti, di organizzare una festa per Hermione senza un motivo logico.

Albus alzò lo sguardo e sorrise.

“Proprio come avevo previsto! Bene, avremo un ottimo motivo per la festa.” Si alzò.

“La festa? Quale festa?”

Albus rise.

“Tra due giorni è il suo compleanno, ricordi? Come ben sai, proprio ieri Cindy le ha rivelato la verità. Per cui, adesso, quella povera ragazza è sotto pressione…e a dir poco scioccata!”

Minerva sospirò.

“Eh già…povera Angelica! Le ci vorrebbe proprio una distrazione!”

“Ed è quello che noi le daremo, cara Minerva. Le organizzeremo una festa spettacolare, con tanto di balli! Così magari…la aiuteremo anche a ricordarsi del suo grande amore! E per lei sarebbe un bene…”

No, il fatto che sia stata la migliore agli esami e che tra poco compirà gli anni non sono ragioni valide, e nemmeno che sia sotto pressione per via del suo passato è una buona scusa: dovrebbero esserci feste in onore di Potter ogni sera dell’anno, secondo lo stesso ragionamento! Quando Silente annuncia l’imminente festa, gli sguardi di Hermione e Draco s’incontrano.

Draco, infatti, si è ricordato del suo passato il giorno del suo quindicesimo compleanno (seguendo una timeline sana, è corretto: Draco compie gli anni a giugno e Hermione a settembre; peccato che nella fanfiction Angelica sia nata a marzo!) e non vede l’ora che anche Angelica si ricordi di lui. Nel frattempo langue d’amore per lei.

Hermione si presenta al ballo con un vestito rosa (forse quello del quarto film, forse un altro perché, da come si sviluppa questa trama, non sono solo convinta che l’autrice non abbia mai toccato un libro di HP, ma dubito seriamente abbia visto più di uno o due film; perlomeno non lo dimostra) e tutti sbavano (come previsto). Apre le danze con Harry sulle note di “Remember me this way” (e pensate, la fanfiction è stata scritta prima che venisse girato “I doni della morte”!), poi nota che i suoi nonni sono al ballo e, alle ventidue esatte, si ricorda di essere innamorata di Draco.

L’aria intorno a lei…fu come se fosse battuto il colpo di un grande gong…una grande voragine si aprì dentro di lei…ma non la vide minacciosa, perché di solito una voragine porta via le cose…

Quella le stava portando qualcosa…

Il resto dei suoi ricordi.

Lui si avvicina, lei si congeda da parenti e amici e iniziano a danzare sulla loro canzone: “When You Say Nothing at All” (suppongo nella versione originale del 1988, perché quella di Keating non era stata ancora incisa, nel 199… Ah, no, siamo nel 2004. Capita, con le ficcyne.).

Dai commenti, Wi Couch Potato mi fa notare che sarebbe comunque sbagliato, visto che Hermione è del ’79 ed ha quindi un anno in più dei suoi compagni. Chiedo perdono per la svista, potrei dare la colpa alla ficcyna che mi ha fuso il cervello, ma in realtà sono sempre stata così. Scusate.

I due si fermano, Draco le appioppa nuovamente l’orrorifico medaglione e al dito anulare sinistro di Angelica ricompare l’anello di fidanzamento (così, *puff!*, prima non c’era e adesso c’è, come ai Sims quando si sposano).

È dunque il momento delle spiegazioni: tra una sega mentale e l’altra, Hermione spiega la sua storia agli amici più cari.

“Lui alzò la bacchetta…e la colpì con l’Anatema Senza Ritorno…”

Cosa diavolo sarebbe l’Anatema Senza Ritorno? Proprio parlando di Voldemort, poi, a cui l’Avada Kedavra fa un effetto Boomerang pazzesco… Mah.

Draco e Angelica tornano in pista (sul brano “Favola” dei Modà…). Arrivati al ritornello, Draco inizia a cantarlo per Angelica. Il resto della scuola di mentecatti parte con gli applausi e la richiesta di bis (non sto scherzando, ora: c’è scritto).

La pace dei nostri idioti preferiti viene però interrotta a mezzanotte e mezzo: Tom e i suoi amici arrivano.

Le candele si spensero di colpo….le enormi finestre della Sala Grande si spalancarono e una forte folata di vento gelido si fece spazio fra gli studenti…a un tratto era calato un silenzio tombale…l’intera scuola rabbrividì, e se ne restò ferma; tutti si chiedevano “cosa succede?” Pensavano, forse, che fosse un ‘effetto speciale’ per la festa…ma poi…dalle finestre entrarono due o tre Mangiamorte…e uno in particolare, quello più alto, attirò l’attenzione di Draco…ma prima che il ragazzo potesse formulare anche un solo pensiero…ecco che l’immenso silenzio si trasformò in un gran rumore di grida e scalpiccii. Gente che fuggiva da tutte le parti, presa dal panico, professori che cercavano inutilmente di tranquillizzare gli studenti…

Quando però viene ricordato a Tom che è il compleanno della figlia, costui ha un tentennamento. Fortunatamente ci pensa quella idiota di Angelica a fargli tornare l’incazzatura.

Potrebbe cruciarla.

Potrebbe ucciderla.

Le tira uno schiaffo. No, in realtà nemmeno ci riesce, perché arriva Draco a fermargli la mano e a minacciarlo.Negli unici due secondi in tutta la fanfiction in cui Lucius dimostra un po’ di senno, dice a suo figlio che gli fa schifo.

Un’ultima scenata tra Tom e Angelica e poi i Mangiamorte se ne vanno (già, senza nemmeno una piccolissima strage…).

“Farai meglio ad andartene, padre. Voglio andarmene a dormire. Sono stanca morta…non sono come te, che non fai niente dalla mattina alla sera, sai?”

… Ma come, non cucina e rifà i letti a tutto i Mangiamorte, prima di preparare i discorsi di incitamento? Sfaccendato di un Voldemort!

Due mesi dopo, Angelica informa Harry del suo desiderio, frenato dalla paura, di fare l’amore con Draco. Harry le dice che non deve averne perché Draco è innamorato di lei (ma che palle, è la settordicesima volta che lo dice! Ormai l’hanno capito anche i sassi! Perché Hermione, che di solito è una persona intelligente, deve farselo spiegare da quel cretino di Potter?).

Dopo queste rassicurazioni, la ragazza informa Harry che quella notte rimarrà con Draco.

Complice un rave in Sala Grande (non c’è altra spiegazione: i Serpeverde tornano ai dormitori solo il mattino dopo!) i Nostri, tra candele, fiori e canzoni romantiche consumano il loro amore.

Draco le baciò la fronte.

“Shh. Calmati. Se non vuoi possiamo…”

Hangie scosse la testa.

“Voglio farlo, Draco. Però…potresti per favore tenermi le mani? È la sola cosa che ti chiedo.”

Draco deve aver imparato a volare… Poi si contorce come un lombrico e alla fine si addormentano. Il giorno dopo Angelica incontra i suoi amici e Luna si unisce a loro. Nota che Ron è cresciuto, rispetto all’anno precedente (secondo la linea temporale saremmo a maggio… Luna è meno sulle nuvole nei libri!). Nella stessa giornata, Angelica è costretta a farsi passare il compito di Incantesimi perché il terrore per suo padre le impedisce di concentrarsi (fino a due minuti prima non lo considerava quasi un problema… Qualcosa per gli sbalzi d’umore non le farebbe male).

Nelle note dell’autore kinderbuena LadyMerendina fa sapere che:

“So ke nei prox cap vi sembrerà la solita storiella d’amore…tutti baci e dichiarazioni…ma nn fatevi ingannare…è fatto apposta :P almeno così i personaggi vengono un po’ distratti dalle loro sofferenze e dai loro problemi…”

… E dove sarebbe la differenza con quanto scritto fino a ora?

Silente decide che è tempo, per Angelica, di fare outing davanti al resto della scuola (lui nisba, c’ha pensato la Rowling successivamente agli eventi narrati qui… Ma quella è un’altra storia, una decente).

Angelica dichiara quindi, davanti a tutti (durante la festa, quando Voldemort ha urlato “SONO TUO PADRE”, dormivano tutti) di essere la figlia di Voldemort. Siccome questa è una ficcina, il popolo ignorante e cafone passa dalla curiosità al disgusto in 0.5 secondi senza nemmeno passare dall’incredulità, dallo sgomento o da quel paio di reazioni umane che danno credibilità a una scena simile.

Nonostante le prime reazioni, appena Angelica assicura ai compagni che lei è buona e racconta loro la sua storia strappalacrime, tutti cambiano parere su di lei e parte pure l’applauso (logico: vivi per quattro, cinque anni con una persona e appena scopri che suo padre è un terrorista sospetti di lei, ma basta che lei ti parli del suo triste passato che parte la standing ovation. Non so Angelica, ma io questi allarmismi e questo patetismo alla Studio Aperto li trovo vagamente offensivi.)

Quella notte (o un’altra, non c’è dato saperlo), alle tre in punto (precise eh!) Lucius Arriva a Hogwarts; qualcuno lo vede? No. Arriva, dicevamo, col preciso scopo di insultare Angelica.

In realtà, non si capisce bene: arriva di notte, lui e Angelica si puntano rabbiosi le bacchette contro, si scambiano convenevoli, parlano di Draco, duellano, poi Lucius la mette sotto Imperio e le ordina di uccidersi.

Ginny arriva e riesce a dare l’allarme, Lucius lancia la spada contro ad Angelica e scappa.

“Non me ne andrò senza aver ucciso questa sporca Mezzosangue.” puntò la bacchetta verso la spada caduta a terra “Accio spada!” e una volta che l’ebbe avuta tra le mani…la lanciò verso Angelica!!

LadyMerendina, deciditi: o è mezzosangue o è figlia di Voldemort e di una strega.

Harry si lanciò in avanti, cercando di intercettare la spada…

Ma non riuscì a far sì che non colpisse la ragazza!

La spada la colpì proprio vicino al cuore!!

Ginny si lanciò verso l’amica a terra, in lacrime.

“ANGELICA!!”

Harry cadde a terra con l’amica tra le braccia.

Ron invece puntò la bacchetta verso Lucius…che però sparì subito.

La nostra protagonista viene portata in infermeria mentre nel resto del castello viene dato l’allarme. Draco giunge al capezzale di Angelica che, tra le smancerie del fidanzato e l’interrogatorio meno opportuno del secolo da parte di Silente, viene operata. Draco ottiene il permesso di rimanere a dormire con lei e si addormentano abbracciati (si sa che i punti non fanno male per niente…).

Quattro giorni dopo, Angelica è in piedi e pronta a sedurre Draco con il collaudato gioco della professoressa e l’alunno nella collaudata alcova da ficcy: la stanza delle Necessità.

La Stanza delle Necessità, come Angelica si aspettava, era vuota, e tutto era esattamente come lei lo aveva preparato e lasciato il giorno prima [è la Stanza delle Necessità, perché la prepari il giorno prima?]: le pareti erano azzurre, con nuvole bianche dipinte sul soffitto. C’era un piccolo divano in fondo alla stanza, e tutto intorno fiori, e candele a mezz’aria; il tocco di Angelica, erano i palloncini a forma di cuore che svolazzavano di qua e di là per tutta la stanza, che fecero sorridere Draco.[Oh, ora capisco: la stanza si è rifiutata di ricreare una stronzata simile!]

In questo luogo pacchiano, Angelica inizia la sua lezione:

“Allora… Primo. Amore, significa rispetto. Non devi offendere, o ferire, una persona che dici di amare, non pensi? Fino a qui tutto chiaro, credo. E poi, bè poi…ci vuole fiducia. Reciproca. Se ami una persona, devi fidarti di lei per tutto quanto. Non escluderla da niente.”

Angelica, non facevi prima a prestargli il Cioè?

“Quando stai con una persona, non devi soltanto essere suo amante…ma anche suo amico. Intendo un amico sincero. Il dialogo è la chiave dell’amore, e ricordalo sempre.” (…) “Draco. Ascoltami bene. Non dire mai più le cose che hai detto quel giorno, ok? Io non ho paura di loro. Cioè…sì, un po’… Ma tu sei la mia forza. Se ci sei tu, con me, io sono certa che riuscirò a batterli. E potremo finalmente stare insieme…ed essere felici.”

Stucchevole.

Nel capitolo successivo, Angelica va dai nonni, senza dire nulla a Draco (“il dialogo è la chiave dell’amore” ce lo siamo già dimenticato?). Questi cade così in una imboscata di suo padre e viene costretto a spiare Silente: se non lo farà, la vita di Angelica sarà in pericolo (ah, prima no?). Il marchio sul suo polso viene dunque risvegliato (Eh?); Draco è libero di tornare a Hogwarts, dove dovrà riuscire a mantenere il segreto con Angelica che, essendo empatica, potrebbe leggergli il pensiero (a parte che l’empatia funziona diversamente, ma… CE LO DICI AL DICIASSETTESIMO CAPITOLO CHE ‘STA RINCOGLIONITA È EMPATICA?); anche Angelica ha i suoi problemi: deve nascondere a tutti la sua Missione Segretissima e ha paura che Draco la scopra. E a me sono venute due palle come Bolidi a furia di queste paradossali situazioni nelle ficcy, ma andiamo avanti: abbiamo Draco e Angelica che parlano senza guardarsi negli occhi per paura di essere scoperti in un teatrino imbarazzante.

Angelica si confida con Harry, e anche qua mi sento imbarazzata, perché a furia di moine e bacini i due stanno quasi pomiciando.

Harry la abbracciò: i due erano molto legati, si sentivano come fratello e sorella. Sapevano di appartenere a due famiglie diverse, ma in un qual senso, era come se nelle loro vene scorresse lo stesso sangue, che li legava; in fondo erano Mezzosangue entrambi. [MA NOOOOOO!]

Harry se ne va, Angelica si mette a parlare con la madre morta, Draco la sente e pensa che sia pazza le dichiara ancora il suo amore, poi litigano, fanno pace, lui le mostra il marchio, lei s’incazza, lui le dice che l’ha fatto per proteggerla e si riappacificano ancora; Angelica svela il suo piano, si baciano, mi fanno venire il diabete. In pratica due capitoli con lo stesso spessore psicologico di una puntata di “Le magiche ballerine volanti” (ma almeno sono veloci e non ci smazziamo le seghe mentali dei protagonisti troppo a lungo).

Voldemort è invece nel suo castello e si sta congratulando con i Mangiamorte, quando Angelica fa la sua entrata nella stanza e chiede al paparino lezioni di difesa personale. Voldemort accetta. In realtà vuole metterla sotto Imperius e farla stronzeggiare in giro per Hogwarts, così che i suoi amici si allontanino.

Quella notte, Macy porta Tom nel mondo degli spiriti per cazziarlo. In una scena ancora più sbrigativa di quella tra Draco e Angelica, Voldemort si redime, bacia lo spirito della moglie e i due fanno pace.

Nel frattempo Angelica cammina in una maniera che a Harry non piace e i due iniziano a battibeccare (Voldemort non ha fatto in tempo a togliere la maledizione). Arrivano anche gli altri e, con buoni sentimenti e un bacio di Draco, l’incantesimo si scioglie. Angelica parla con suo padre, si riappacificano e lui le dice di aver visto sua madre, poi le raccontagli anni passati a vagare senza un corpo e… Questo dovrebbe essere un riassunto della fanfiction e per fare un riassunto si dovrebbe aver capito di cosa si sta parlando, ma l’unica spiegazione al pasticcio temporale qua descritto è che qualcuno abbia usato la Giratempo come in AVPS. Comunque, alla fine di questo capitolo, Tom e Angelica si lasciano da avversari ma non da nemici, Voldemort è ringiovanito e si è pure rincoglionito di parecchio.

Nel successivo capitolo, troviamo Angelica che segamentalizza: sua madre non è mai andata a farle visita dal mondo degli spiriti. La protagonista dunque passa quindici ore filate a deprimersi

“Capite? Mamma poteva portarmi da lei in qualsiasi istante…poteva vedermi…parlarmi…darmi dei consigli…o che so io!! E invece lei non l’hai mai fatto! Mi ha…abbandonata.”

poi Harry le svela che anche i suoi genitori non l’hanno mai contattato (né una cartolina né una telefonata né niente); Angelica non desiste e decide che, se Macy non la contatta dal mondo degli spiriti, sarà lei ad andarci. Detto questo, si taglia le vene e si lascia morire.

Fine della storia.

Scherzavo.

Per entrare nel mondo degli spiriti basta chiedere a Silente (si sa, le popolazioni antiche facevano uso di droghe per mettersi in contatto con i defunti… Chi meglio di Silente potrebbe conoscere il metodo?) E giacché Angelica è figlia di Maria, fuma in compagnia si porta dietro gli amici nel varco temporale per il mondo degli spiriti.

“Wow… Beh, Angelica, allora stanotte rivedrai tua madre! Da…quanti anni è che non…?”

“Tanti…12 anni per l’esattezza[No, zucchero, sono almeno sedici anni. Perché devo correggere io la linea temporale? Sono solo una lettrice, perché capisco meglio io la delirante trama di questa fanfiction dell’autrice stessa?]. Però…” guardò gli altri “Io non so… Beh, non la vedo da molto… Professore. Non è che gli altri potrebbero venire con me? Solo stavolta…”

Tra baci e abbracci le due inutili donne si riuniscono, poi Macy spiega ad Angelica che, per richiamarla a sé, doveva livellare un po’ come spirito: ora che è a livello ottanta e si è fatta l’armatura con pezzi viola, può fare un po’ come le pare, almeno finché non implementano Cataclysm.

Dunque si lamentano entrambe di Tom e, mentre Macy racconta al gruppetto come lei e Voldemort si sono innamorati, lui compare nel quadretto, bisticcia un po’ con la figlia, ma la moglie defunta devasta il momento di pathos dicendo che ha visto il futuro e che Tom porterà solo rogne. Angelica ha una crisi isterica ma Macy le dice che il futuro può cambiare (ho come idea che ci goda a far disperare le persone); tutti i ragazzini presenti fanno il loro discorsetto da gran finale della recita in oratorio, Voldemort amoreggia con Macy, piange un po’ e torna a casa. Anche Angelica e i suoi amici tornano a casa, e la ragazza giura di redimere suo padre.

Ma Voldemort colpisce Hogwarts proprio nel momento in cui i Nostri stanno marinando scuola(ed hanno incontrato nuovamente Macy che, implementato Cataclysm e arrivata al livello ottantacinque, è tornata in vita); decidono di tornare tutti a Hogwarts e lì incontrano anche Lily e James; il piano è semplice: travestirsi da Mangiamorte e tendere dunque un’imboscata all’”almeno un milione” di nemici. Sì, come in AVPS:

Arrivano anche Sirius e Remus (sempre in coppia, che carini!), il gruppo riesce nel suo piano sconclusionato (avevate qualche dubbio?) e arrivano da Voldemort, che sta personalmente controllando le catene dei prigionieri (oh, quanto è malvagio).

Scopriamo, dunque, che Voldemort non è cattivo: ha solo frequentato la gente sbagliata, tra cui Mortimer (CHI?), capo del Regno Infernale (COSA?) col quale stipola un contratto (QUANDO?). Voldemort aveva cercato, dopo aver ritrovato Macy nel regno degli spiriti, di recedere dal contratto, ma Mortimer era riuscito a soggiogarlo (in un modo descritto con una scelta di termini davvero infelice).

Le cose stavano così: Tom Riddle, all’apice del suo potere, fece un patto con il capo del Regno Infernale, perché lo aiutasse a mantenere il potere. Il patto era che Mortimer (questo il suo nome) avrebbe mandato le Forze Infernali verso Tom, con un incanto potente, che le avrebbe fatte entrare dentro [“dentro” è in corsivo nel testo!] Tom [Ci si chiede da che parte saranno entrate, ‘ste Forze Infernali!]. Ma il Signore Oscuro, dopo che nel Regno degli Spiriti aveva capito che la cosa più importante era la sua famiglia, si recò da Mortimer, scindendo il loro ‘contratto’; il furbo capo degli Inferi, però, diventato molto avido, e sperando in una parte del potere che Tom avrebbe ottenuto, aveva mandato le Forze Infernali…ancora una volta…dentro Tom.

Morty, forze infernali, a la smettiamo con ‘ste non-con gang bang? È una fanfiction per tutti, questa!

Ma Angelica ancora non lo sa (capisco la reticenza di Tom nel confidarsi… Dev’essere stato traumatico) e crede che Voldemort sia tornato un “cattivone”. E, mentre lui combatte contro le forze che lo governano, i marmocchi, gli adulti e i redivivi liberano i prigionieri (mentre la maggior parte dei Mangiamorte si gratta); Hogwarts è dunque libera (più che una battaglia seria sembra una partita di palla avvelenata). Dopo un’estenuante lotta e scaduto l’affitto di questo corpo idiota Tom si risveglia, e tutto finisce a tarallucci e vino (a Hogsmeade): persino Lucius abbandona l’ultimo barlume IC e si redime, dopo un discorsetto di Silente che pare Piero Angela.

La fanfiction si conclude con il classico “e vissero per sempre felici e contenti”, solo un po’ più lungo e zuccheroso:

Le guerre ci sono tutti i giorni, e le tempeste alle volte possono spazzare via i sogni, le speranze, i progetti di tutti. Ma se ci si crede con tutti se stessi, se si lotta con tutte le proprie energie per un mondo migliore, e per la pace, alla fine si ottiene tutto ciò che si vuole! E il Sole, come in questo caso, torna a splendere, più radioso e caldo che mai!!

… Oh mio dio, è finita DAVVERO. Stavo per morire. Certo, c’è ancora il seguito, ma dubito avrò la forza per recensire anche quello.

Upper Hogwarts Side

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrottissimi funzionari del Ministero
giacobini asserviti al sistema di merda e frigide baldracche
adorati purosangue.
Sì, siamo tornati.
Sappiamo di avervi fatto prendere un mezzo infarto dall’altra parte ma suvvia! Non siamo adorabili quando facciamo i burloni?
Quindi sì, adesso potete venire a trovarci qui su WordPress, tappa del grande esodo che senza l’opera dell’Admin Suprema Lestrange e allo Splinder Importer di Aioros, cui vanno i ringraziamenti più sinceri dell’intero staff, non sarebbe stato possibile.

Personalmente, sono reduce da un’impresa epica, una full immersion nella Summa della Fyccina, un revival di ognuno dei cliché che ci ha fatto accapponare la pelle in tutti questi anni di onorato servizio: ebbene, ce li ho tutti. Ma proprio tutti. Da Lucius Malfoy trapanatore folle a Severus Piton senza il suo zavorrante “always”; da pacchiani festini e ricevimenti tra Hogwarts e le magioni della gente che conta (eh no, casa Malfoy non sarà esente) a scene di sesso al limite (ampiamente valicato) del trash; da descrizioni di abiti di dubbio gusto e comunque fuori moda (e so di dare una notizia sconvolgente alle eventuali Vestali in ascolto affermando che negli anni Novanta non ci si vestiva come adesso!) a… attenzione attenzione! Certosine descrizioni di colori e sfumature persino del maquillage! Del quale però le nostre protagoniste, essendo splendide di per loro, non avrebbero nemmeno bisogno. Oh, sì, avete letto bene: le nostre protagoniste. Nel fandom le disgrazie non vengono mai da sole.

Davanti ad un simile carnet, i sessantatré capitoli (e non è ancora finita) di Volami Nel Cuore di Viols (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=764176) non possono di certo farmi paura.

Orsù dunque, armatevi di bacchette magiche, ripassate le vostre Maledizioni Senza Perdono preferite e scegliete su quale stecca di questo ampio ventaglio di personaggi originali o, nel migliore dei casi, out of character (ovviamente non segnalato), preferite lanciarle. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Le due pulzelle sulle quali s’apre il primo capitolo frequentano il sesto anno della prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts quando, ATTENZIONE ATTENZIONE, si svolgono gli eventi narrati ne La Camera dei Segreti. E forse questo è, insieme con il buon italiano che scivola solo una tantum, uno dei punti di merito della fyccina, che farebbe prevedere un’interazione con Harry&co. poco più che poppanti e quindi inabili all’accoppiamento… ma forse abbiamo torto ad esser tanto ottimisti.

Come nelle migliori fyccine sulle best-frienz-forevah, Rebecca, per gli amici Rebbi e Letizia, per gli amici Leti (simili nomi e, soprattutto, nomignoli, non vi fanno giungere alle nari un fastidioso lezzo profumoso di self-insertion?) sono diverse come il giorno e la notte, partendo dalle origini: anglosassoni la prima, mediterranee la seconda. Rebecca discendeva infatti da una famiglia di nobili inglesi, purosangue mi permetto di intromettermi nella narrazione per focalizzare l’attenzione dei piccoli lettori sulle genealogie: sono più fondamentali di quanto non siano nelle Cronache di George R.R. Martin o nelle opere di Tolkien suo padre, Christopher Knight, era un funzionario del Ministero mentre sua madre, Charlotte Lowett Knight, curava la casa e le relazioni interfamiliari, a cui veniva data un’importanza quasi morbosa. Ok, ricapitoliamo: tra i poveri mortali babbani, si dice casalinga, disperata nei casi più kitch. I nobili inglesi purosangue hanno invece le curatrici di case e di relazioni interfamiliari. Ma torniamo a noi, non avrete mica pensato di cavarvela così! Letizia aveva invece parenti di nazionalità differenti, ma anche loro purosangue la cosa era così ovvia che precisarla è ridondante Julio Maeder, il padre, era un famoso giornalista spagnolo che lavorava per la Gazzetta del Profeta e la consorte italiana, Eleonora Dellafiore Maeder, era l’igienista dental l’assistente del Ministro della Magia (…) Rebecca discendeva da una famiglia che fu sempre Serpeverde ma il Cappello Parlante decise di smistarla nei Grifondoro, mentre la sua migliore amica era l’unica Serpeverde in una famiglia di Grifondoro da generazioni.

Letizia era di statura media, con un fisico normale che si faceva però notare per il seno prosperoso e le gambe quasi perfette Al quasi, mi sono seriamente commossa… quasi, QUASI perfette! Il viso era indecifrabile: spesso pareva angelico, spesso fin troppo malizioso. Oh. So cuteAveva lunghi capelli dorati dire biondi è banale e fa poco radical chic, lisci e sempre ordinati, con una frangia che copriva la parte destra della fronte ma non arrivava all’occhio Dio! Lucius, l’emo-leccata di mucca. Le sopracciglia castane daaaaaaaah, sarà mica una bionda finta?! e fini seguivano la forma degli occhi in modo perfetto occhebbello, qui è tutta perfetta e le ciglia erano allungate dal mascara. Mascara che, a rigore, la professoressa McGranitt dovrebbe far sparire: a Hogwarts non è concesso truccarsi (seconda notizia sconvolgente per le Vestali in un giorno solo; sopravviveranno?) anche se l’assenza di trucco rischia di rendere l’ambientazione molto meno trash. Gl’iridi neri apprezziamo la sineddoche e l’aulico apostrofo (ma anche no) ma ci dispiace informare l’utenza che il sostantivo iride è femminile  come la pece impedivano quasi di definire la pupilla: l’oscurità di quello sguardo, valorizzato dall’ombretto verde-oro e dall’eye-liner sempre presenti, risaltava tantissimo con i capelli dorati. Visto che la inutile descrizione del trucco c’era, Mangiamorte di poca fede? Ma tanto arriva Minerva, IO LO SO. Le labbra erano fini e di un rosa pallido ma rese lucide dall’immancabile lucidalabbra se il lucidalabbra non le rendesse lucide, credo si chiamerebbe scartavetralabbra ed era quella stessa bocca a dare un non so ché che di malizioso al viso: infatti il sorriso in cui si allargavano invitava quasi sempre a pensieri conturbanti. Insomma, la parodia dozzinale e volgare della Lolita di Nabokov. Le mani erano piccole e carine, con unghie ben curate e colorate con smalti scuri. Mi chiedo se le ditina verranno mozzate o sciolte nell’acido dalla solerte insegnante di Trasfigurazione che, per certo non tollererà una simile oscenità. Caratterialmente era tutt’altro che piccola: egocentrica, ambiziosa, un po’ sadica e superba ma anche davvero dolce con le persone importanti. Come i chihuahua: piccoli piccoli, ma grandi rompicazzi abbaiatori. Era anche molto contraddittoria e spesso tendeva a mostrarsi distaccata anche con le persone più care per paura che la vedessero debole. Probabilmente era questo il motivo che la faceva trovare tra i Serpeverde. No, cara: questo è il motivo per il quale quei due omoni vestiti di bianco ti stanno venendo a prendere. E non preoccuparti, le maniche della camicia non sono troppo lunghe: è per annodarle meglio dietro.

Rebecca era agli antipodi TI PREGO, dicci qualcosa che non sappiamo. Viso tondeggiante, con lineamenti delicati. Il naso particolare in quanto estremamente semplice, dalla linea perfetta qualcuno mi spiega come sarebbe un naso non semplice? Savoia, cappuccino, francescano come i nodi marinari? Comunque, al prossimo perfetta faccio una strage, LO GIURO labbra carnose quanto bastava e di un rosa tendente al rosso COME TUTTE LE LABBRA DEL MONDO, PER LA SACRA VERGA DEL GOS! Sovrastata da sopracciglia fini e leggermente arcuate, dalla forma inspiegabile, vagamente squadrata tipo… banalissime ali di gabbiano? Aye, sir la linea degli occhi era tempestata con ciglia lunghe e nerissime come le pupille al di là del fatto che ora io mi immagino gli occhi trafitti dalle ciglia tipo tempesta di frecce alle Termopili, che senso ha descrivere LA PUPILLA? E’ nera per tutti, è uno dei pochi organi democratici! incastonate in due brillanti smeraldi Quindi, o Rebecca ha gli occhi verdi o siamo autorizzati ad immaginarla così:

 

 La carnagione chiara risaltava a contrasto con la cornice dei capelli corvini, lunghi e mossi che le ricadevano morbidi sulle spalle. Il collo prolungava la linea del viso sino alle spalle dritte, da cui due braccia femminili che terminano in mani affusolate, delicate, con unghie curate e neutre. Credo che mai come adesso ci sia stata tanta meticolosa scientificità nell’inutile descrizione dell’ovvio: quasi quasi mi immaginavo braccia maschili. Il seno era bello, della misura giusta. E dal momento che ogni uomo ha gusti diversi in materia di tette, apprendiamo che Rebecca può ingrandire o rimpiccolire le proprie a seconda di chi si trova davanti, in modo che per tutti siano della misura giusta: dalla coppa di champagne all’acceleratore di positroni del Cern. Il busto si stringeva leggermente sul punto vita per poi riallargarsi di poco dando vita a fianchi proporzionati, uniti a gambe lunghe, snelle e sode I fianchi direttamente connessi alle gambe sono qualcosa di inconcepibile, sì, anche se le gambe sono lunghe, snelle e sode. I polpacci si assottigliavano mano a mano che si avvicinavano ai piedi rendendo le caviglie sottili ma forti. TUTTI ABBIAMO LE CAVIGLIE PIU’ SOTTILI DEI POLPACCI, ANCHE L’OMINO MICHELIN!!! Era una ragazza orgogliosa, riflessiva e altruista. Una buona ascoltatrice, ma egoista per quanto riguardava i suoi pensieri e le sue emozioni. Sarcastica e ironica, era davvero abile nell’uso della parola, sagace ed intelligente. Se voleva davvero bene ad una persona, avrebbe anche potuto dare la vita per proteggerla: ecco perché, forse, era tra i Grifondoro. No, Rebecca è dei Grifondoro perché le va e davvero non vediamo il motivo per il quale non dovrebbe dare la propria vita ADESSO, prima che si diverta a dare altro tra un paio di capitoli.

E non ditemi che vi ho rovinato la sorpresa.

Lo so, lo so, questa descrizione estenuante e puntigliosa che, a questo punto, manca solo del computo dei peli sulle ascelle delle due amiche tra una ceretta e l’altra ha lasciato stremati voi quanto me. Ma come potevo esimermi? Qui non ci si limita ai capelli, agli occhi, alla perfezione dei tratti del volto e del fisico tutto; si va oltre, si raggiunge la descrizione della banale anatomia umana rendendo meraviglioso perfino il fatto che le protagoniste abbiano braccia e gambe articolate col tronco. Ma dobbiamo essere stoici come è nostro solito e… andare avanti.

Come potremmo altrimenti sapere dalle labbra lucide di Leti che Rebbi ha ottenuto il massimo dei voti nei G.U.F.O? E che ha preso Eccellente in tutte le materie tranne Pozioni nonostante fosse la migliore del corso?

Dite che non ce ne fregava un’emerita, vero? Beh, nemmeno a me, però fa sempre tenerezza quando si tenta di dare en passant informazioni sulla bravura di un personaggio con il risultato di renderlo semplicemente più irritante. Più irritante ancora è venire a sapere che:

1. Rebbi e Leti sono inspiegabilmente amiche di Fred e George Weasley, noti nel fandom per passare il tempo a circondarsi di Mary Sue;
2. abbiamo definitivamente perduto Draco Malfoy, e prima ancora che fiorisse: alla domanda legittima che fa a Leti (e, stranamente, perfettamente IC) Allora, Maeder, ancora con certa gente? gli viene risposto un non vedo perché le sei così ostile. Mi è giunta voce che non ti dispiacerebbe fare certe cose con lei che lo lascia tramortito, tanto da farlo fuggire per evitare di far notare le guance rosse. Notate bene: Malfoy frequenta il secondo anno. Le due bestfrienz il sesto. Direi che possiamo tranquillamente definirle bulle, almeno in questo contesto. Nei contesti a seguire, ci limiteremo a puttane;
3. Rebbi è amicona di Harry, Ron ed Hermione, con i quali passa molto del suo tempo. Perché? Beh. Alla Perfezione Incarnata non poteva mancare essere nelle grazie del Bambino Sopravvissuto. Anche se a passare il tempo con tre ragazzini di almeno quattro anni più piccoli di me (e nella fascia di età considerata quattro anni fanno davvero la differenza)… beh, inizierei a pormi delle domande;
4. la McGranitt non solo NON scioglie nell’acido proprio nessuno, anzi, l’indomani Rebbi si complimenta con Leti per il bellissimo trucco argentato. Sobrio, soprattutto, considerato che siamo in una scuola inglese di mattina e che comunque è VIETATO TRUCCARSI AD HOGWARTS;
5. Per un attimo sembrò che le loro menti fossero collegate, cosa che succedeva abbastanza spesso alle due poiché legate da una profonda amicizia. Perché il talento profonda amicizia è un prerequisito per ottenere telepatia;
6. “abborda il personaggio inutile creato ad hoc, possibilmente Corvonero o Tassorosso, tanto poi sai che trombi con uno o più dei personaggi della Rowling” è lo sport più praticato durante il primo giorno di scuola;
7. l’arguzia di Rebbi ha un potere ammaliatore su Piton, che si comporta come un cretino disperatamente attaccato a una fallimentare parvenza di IC;
8. Gilderoy Allock, probabilmente per la parlata piemontese (Non resisti proprio lontano dalla mia materia, né?), reo di non piacere a Rebbi e Leti, diviene spietata vittima di bashing. Cielo, le Mary Sue che odiano Allock sono più patetiche della corte di studentesse adoranti che il professore di Difesa si trascina dietro. Ma Allock che ci prova con Rebbi che, ricordiamolo, è ancora una studentessa e anche minorenne, è più patetico ancora;
9. Rebbi suonava il pianoforte da quando aveva 6 anni e cantava divinamente, anche se lei non ne era così convinta. Ah, la falsa modestia della voce narrante… no, non chiedetemi perché la McGranitt, deux ex machina dal noto dolce sorriso occupi la già chiassosa sala comune dei Grifondoro col pianoforte di Rebbi. Potrei essere maligna e dire che è per renderla più perfettamente Suosa di quanto non sia già ed in effetti… è per quello. La cosa è così sensazionale che Leti, per quanto Serpeverde, ottiene dalla stessa McGranitt (o meglio, dalla sua controfigura sotto effetto di stupefacenti) il permesso di accedervi solo e soltanto per sentire cantare e suonare la sua amica. RAGIONIERE!!! 

Ecco.
Ma sono buona e su questa torta a nove piani di zuccheroso liquame ci metto anche l’orrida ciliegina: la controfigura-sotto-effetto-di-stupefacenti-della-McGranitt, estasiata da una simile esibizione, propone a Rebbi di suonare e cantare alla cena che si terrà domenica sera (…) con tutti i professori, i consiglieri e il Ministro per l’apertura dell’anno scolastico. Ah, sì, la famosa cena d’apertura dell’anno scolastico, COME NO. La Rowling la descrive in ogni libro, settimo compreso. Alla nostra fanciulla non toccherà di certo esibirsi in canzoncine ridicole come quelle del Cappello Parlante o “Hogwarts, Hogwarts, cara vecchia Hogwarts”, ma in un vero e proprio repertorio da combattimento: liquidati con un colpo di spugna Beethoven, Mozart e Debussy, la platea adorante dovrà sorbirsi Vulnerable dei Secondhand Serenade (2005), Angel e All I Need Dei Within Temptation (2004 e 2007), Behind Blue Eyes nella versione dei Limp Bizkit (un genio, la versione degli Who del ’75 poteva salvarla e invece no, buttiamoci sui Limp Bizkit e sul 2003!), My Immortal degli Evanescence (2000) oltre a Wonderwall degli Oasis (1995) che, credetemi, odierete a fine fyccina (ambientata, giova ricordarlo, tra il 1992 e il 1993). Professor Vitious, signori del Coro, spostatevi che fate ombra a Nostra Signora della Perfezione più Figa. Sono curiosa di sapere come i maghi purosangue, Serpeverde uber alles, tollereranno di ascoltare una simile menata di musica babbana. Draco vorrebbe provvedere, ma non sa ancora che, in questa fyccina, lui non ha un padre, ma LUI.

E nemmeno fossero i pastorelli del presepe, Leti, i gemelli (i Weasley sono gli unici fratelli gemelli di tutta Hogwarts, evidentemente) Ron, Hermione, Neville, Harry, Ginny e altri si propongono come camerieri per il lieto evento. Speriamo che la Cometa, oltre ad indicare la strada, si schianti sul pianoforte ed incenerisca tutti i figuranti di questa fyccina, malamente spacciati per i personaggi della Rowling. Sì, dico figuranti di questa fyccina malamente spacciati per i personaggi della Rowling perché una che dice ad una studentessa Abito da sera di lunghezza variabile ma compresa fra ginocchia e caviglie; scollatura adeguata; colore che preferisce e scarpe preferibilmente col tacco. Riguardo ai gioielli metti pure ciò che vuoi, l’importante è che il tuo aspetto non rimandi poi a un albero di Natale continua a non essere Minerva McGranitt: è solo un altro fastidioso espediente per mettere ancora più in risalto la perfezione a trecentosessanta gradi (più tardi passeremo ai novanta) di Rebbi. In questi anni ci è passato sotto gli occhi -e le mani- praticamente di tutto, ma qui abbiamo valicato il limite del troppo, stiamo stroppiando!

Dopo una insulsa domenica mattina trascorsa ad Hogsmeade al solo scopo di introdurre l’ennesima nota trash alla desolazione della trama (una toccata e fuga dell’unico ed incommensurabile God of Sex, Lucius Malfoy, che guardatevoiilcaso inizia a marpionare Leti e anche un po’ Rebbi), arriviamo al momento clou. “Il concerto?” direte voi. No. La descrizione dell’abito di Rebbi.

Le sue forme non potevano trovare posto migliore di quell’abito di seta blu notte senza spalline che si fermava appena sopra il ginocchio. Fortuna che è un abito da sera. I fianchi fasciati e il seno avvolto perfettamente erano resi ancora più belli dal nastro bianco, anch’esso di seta, appena sotto il decolté parente prossimo del décolleté, presumibilmente e che si allacciava in un piccolo fiocco sul davanti liquidarlo con uno stile impero non avrebbe reso onore. Le scarpe open-toe col tacco, abbinate al fiocco ma opache, lasciavano intravedere le unghie bordeaux. … scarpe aperte e bianche di sera? SCARPE APERTE E BIANCHE DI SERA?!? Anche le mani erano perfette con quello smalto facciamo un gioco: conteggiamo la parola perfetto/a/i/e in tutta la fycci? Secondo me sbanchiamo e l’anulare destro portava con estrema eleganza il piccolo anello con uno smeraldo incastonato in una piccola circonferenza di diamanti neri, uguale alla collana e ai pendenti, tutto un regalo dei suoi genitori. Gioielli neri e verdi su un abito blu e bianco con smalto bordeaux? Rebbi, ti presento Enzo e Carla: avrebbero due parole da dirti.


I capelli erano sciolti e le onde corvine più morbide e definite che mai. La frangia mossa ricadeva delicata sulla fronte, mentre a sinistra i capelli erano puntati con un fermacapelli di porcellana raffigurante un candido fior di loto non più grande di cinque centimetri di diametro. I cinque centimetri di diametro sono un Horcrux, ecco perché vanno specificati. Gli occhi verdi erano sublimi con l’ombretto blu, la matita nera e le ciglia rese ancora più lunghe dal mascara color pece. Le labbra sembravano petali di rosa grazie al lip-gloss lucido, che faceva brillare maggiormente il suo sorriso di perle. Rebbi…

 

E siccome sono buona, ma buona buona, vi risparmio la puntigliosa descrizione di una serata della quale Hogwarts avrebbe fatto volentieri a meno. Però di Piton che fa i complimenti e non solo per le doti canore (sic!) non posso proprio tacere. Così come non posso tacere che, ancora a due mesi dalla pregevole esibizione, I Grifondoro erano fieri della loro compagna, vagavano per il castello vantando una così brava musicista; i Corvonero e i Tassorosso non potevano che trovarsi d’accordo ed elogiavano anche la sua voce sublime; i Serpeverde erano divisi tra chi aveva il coraggio di ammettere la sua bravura e chi la scherniva, con ovvia invidia.. Poi squallore su patetismo, con Allock ridotto a zerbino ai piedi di Rebbi e Leti e Piton che perde completamente la dignità nei confronti dialettici con la Grifondoro (*risate registrate*) rendendo sempre più difficile sostenere qualsivoglia argomentazione sulla sua credibilità. E ancora pessimismo e fastidio, orrore e raccapriccio finché, TA-DAN! non arriviamo all’annuncio della fatidica festona dell’anno: il party di Natale a casa Malfoy. Eh sì, i Malfoy sono dei rinomati festaioli. Ma dobbiamo comprendere questo espediente narrativo perché, se così non fosse, Rebbi non avrebbe potuto incontrare, sei anni prima, la coetanea ex-Beauxbatons, ora Corvonero Claudine Dumas (perché tutti i francesi si chiamano Dubois o Dumas, al massimo Delacour), per gli amici Clau. Che cosa ce ne facciamo del terzo personaggio originale, mi chiedete? Oh. Non ne avete idea, ma portate pazienza. Siamo solo al capitolo dodici.

Vostra

Odio Umbridge

aspirante curatrice di case e di relazioni interfamiliari

Tra miti e mitomani (parte II)

Odisseo è giustamente incazzato.

Come disse Marlon Brando in Via col vento: “Cazzo ci faccio in questo film?”
Paolo Cananzi

Uno sfondo stellato.
Parte la musichetta di Star Wars, appare un testo in scorrimento:
“Tempi duri per gli Achei. Nonostante i mangiamorte abbiano subito lo smacco di vedere la moglie di uno dei loro rappresentanti più prestigiosi, Brendon, cornificarlo allegramente insieme a Odisseo, quest’ultimo è ora braccato insieme a Saphira, l’adultera, dai seguaci dell’Oscuro Signore, desiderosi di lavare l’onta. E intanto il parto di Saphira è sempre più vicino, e tutti aspettano di sapere chi sia il padre…”
Fermiamoci qua. Se non conoscete l’antefatto, probabilmente non ci avrete capito niente. Può essere utile a tale proposito leggere la prima parte della recensione oppure, se avete poco tempo, affidarsi al

*papparapà papààà*
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

Saphira è figlia di Bellatrix e Rodolphus Lestrange. I genitori la promettono in sposa a un mangiamorte di nome Brendon, ma la ragazza è innamorata di un ragazzo che vede a volte per strada e di cui non sa niente.
Il giorno del matrimonio, Saphira incontra il ragazzo al matrimonio e iniziano a parlare davanti a tutti, e senza che nessuno se ne accorga. Si rincontrano altre volte e si scopre che lo sconosciuto è Odisseo, arrivato dal passato insieme a famiglia e Diomede (come canon dantesco vuole, i due sono inseparabili) e ringiovanito, perché altrimenti il pairing della ficcyna sarebbe stato poco glamour.
Saphira diventa l’amante di Odisseo e nel frattempo va a scuola a Hogwarts, dove si comporta da Serpeverde modello, anche se tutti si rendono conto che ha un amante a causa delle lettere che vanno e vengono. Rimane incinta, ma non si sa se di Brendon o di Odisseo.
Brendon scopre la tresca su soffiata di Draco, e picchia Odisseo, che a questo punto decide di rapire Saphira, ancora incinta.

Lo so, lo so. Riassunta in questo modo la storia sembra ridicola, ma non lasciatevi ingannare: è veramente ridicola. È La storia di saphira, di Lady Crystal, e ricominciamo a seguirla dal capitolo 18.
Il giorno del parto arriva, e Odisseo porta Saphira in ospedale. Lì incontrano Brendon e i Lestrange.Molto probabilmente avevano fatto il calcolo di quando Saphira avrebbe odvuto partorire. E l’astuto Odisseo non ha pensato di portarla a un ospedale diverso, ovviamente.
(Nè Odisseo nè Saphira seppero mai come aveva fatto Brendon a sapere che lei era stata con odisseo. Molto probabilmente qualcuno aveva fatto la spia. A dire il vero, nel capitolo 16 Draco aveva detto esplicitamente a Saphira che avrebbe riferito della loro tresca ai suoi genitori e a Brendon, ma a quanto pare la memoria a lungo termine non esiste nell’universo di questa ficcyna).
Brendon minaccia Odisseo e promette di riprendersi la moglie subito dopo il parto. Ventiquattro righe dopo, Odisseo, Saphira e il neonato Scapparono. Non fu difficile. Questi mangiamorte sono talmente delle schiappe da sembrare quasi IC, ma nessuno vi bada perché nel frattempo è arrivata la sconvolgente notizia: la bambina appena nata è figlia di Brendon. E, ancora peggio, è stata battezzata Cristal Kim: come crescerà questo povero caso umano?
Odisseo, una volta tanto, reagisce con signorilità: parla a Saphira e le dice che All’inizio avevo deciso che se il bambino non fosse stato mio ti avrei lasciato qui. Ma poi ho scoperto quanto ti amo. Ho scoperto che non posso vivere senza di te, ho scoperto che senza di te sarei u  nonnulla, non sarei nessuno (mi piace pensare che questa sia una citazione che strizza l’occhio; e pazienza se l’occhio è quello di Polifemo) Andiamo a casa mia, adesso. […] Aspetteremo che Cristal sia un po’ cresciuta e io e i  miei amici faremo un colpo di stato, qualcosa, e prenderemo il potere, scacceremo via Brendon e chi vuoi tu.
Dieci anni di guerra a Troia non gli hanno fatto capire che quando si tratta di donne non è il caso di esagerare. Ma un colpo di stato contro chi, poi? La risposta successiva arriva nel capitolo successivo: dopo circa due mesi che stavano da Diomede vennero a sapere che Brendon aveva preso il potere.
Chissà che brutta atmosfera deve esserci stata, in quei due mesi. Odisseo che gira nervoso per casa di Diomede, l’amico che gli fa: “Allora, questo colpo di stato lo facciamo oppure no?”
“E abbi un po’ di pazienza! Dobbiamo aspettare che Brendon prenda il potere, se no come facciamo a toglierglielo?”
“Sì, ma quando si muove? Qua i soldati si lamentano.”
“Miiii, possono aspettare. Abbiamo fatto dieci anni di guerra, possono aspettare qualche altra settimana.”
E quando sono lì lì per accapigliarsi, entra un messo tutto trafelato e grida: “Brendon ha preso il potere!”
“Grazie agli dei! Iniziavo a temere il peggio” esclama Odisseo, sollevato. Tutto va bene, la storia può riprendere.
Mentre gli uomini progettano la guerra, Saphira si gode la vita: Con Odisseo lei si sentiva troppo felice. Non solo tutte le mattine egli le regalava delle rose (qualcosa da nascondere…), ma andavano a cena fuori tutte le sere. Lui le stava sempre vicino, in adorazione, sì, perchè lui adorava Saphira. Lei era la luce dei suoi occhi e diceva che senza di lei molto probabilmente sarebbe cieco (sgrammaticato lo è già). Che senza di lei non vivrebbe e che se lei non fosse mai nata, neppure lui sarebbe mai nato (quando sono così entusiasti di solito finisce male).
Insomma, Saphira è così felice che non può che commettere una cazzata random per mettere fine a tale felicità. Nel caso specifico, esce da sola con la figlia neonata e gironzola per… vabbe’, non l’ho ancora capito dov’è che vivono, ma tanto Erano nel mondo non-magico, nessuno poteva farle del male. Infatti incontrano subito Bellatrix, fuggono, nel fuggire Saphira entrò in un vortice senza fine e si ritrovò, circa un minuto dopo, a Diagon Alley. -Oh no- sussurrò. saphira si girò verso la figlia. ora Cristal aveva cinque anni. Questo perché, come aveva detto Telemaco in precedenza, Noi stiamo fuori dal mondo magico … papàmi ha detto che se porti un bambino piccolo come Cristal lì, quello cresce fino ad avere circa cinque o sei anni-
Ora: perché tutto questo? Da dove sbucano questi strani effetti del mondo magico? Se Odisseo e gli altri Achei sono ringiovaniti, perché i neonati dovrebbero crescere? E perché ciò non ha effetto solo sui babbani ma anche sui maghi, come la figlia di Saphira e Brendon? Come ha fatto Cristal, passando improvvisamente da quattro mesi a cinque anni di età, a imparare a parlare (sì, parla, in modo sgrammaticato – come tutti gli altri protagonisti, quindi)? Perché introdurre questa fiera dell’assurdo se poi non ha alcun peso nella trama?
Infatti, pur essendo noto che è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti, la trasformazione di Cristal non sembra sconvolgere più di tanto gli altri: Diomede si limita a commentare “oh, che guaio. Comunque, abbiamo pensato ad un modo per spodestare Brendon?”, poco dopo Saphira lo imita.
-Amore, hai pensato a qualcosa da fare? dico per spodestare Brendon- disse Saphira. -Oooh ma perchè me lo chiedete tutti a me? Pensateci un po’ voi- replicò odisseo, stufato. -ma mi hai promesso0 che ci pensavi tu!- brontolò Saphira.
Ragazzi, state organizzando un colpo di stato, non dovete portare fuori il cane. Un po’ di serietà, Giuda ballerino!
Tra supposte di vita quotidiana e seghe senti/mentali sulle note di Valerio Scanu, scopriamo che Brendon e Bellatrix si sono alleati con l’Ordine della Fenice contro Odisseo. Questa è talmente grossa che anche l’autrice ha dovuto prenderne atto, e in una nota spiega che il fatto che Bellatrix & rodolphus si sono alleati con l’ordine della fenice è solo una supposizione di Odisseo, e che però l’ordine della fenice è comunque contro di lui e Saphira, perchè quest’ultima è figlia di Bellatrix. No, per Depp, no, anche Sirius è parente di Bellatrix! L’Ordine non distingue i nemici in base alle parentele!
Ma stiamo entrando nel vivo: Odisseo e Diomede convocano un’assemblea con Achille, Agamennone e Menelao (sono arrivati anche loro nel mondo magico per cercare Odisseo, mi ero dimenticato di dire) per chiedere il loro aiuto nello spodestare Brendon, e Diomede si abbandona a una orazione, come dire… be’, leggetela.
Cosa diventò quella voglia di vivere che ora non c’è più? cosa diventò cosa diventò e come mai non ricordi più? (Diomede cita Vasco Rossi: perché Diomede dovrebbe citare Vasco Rossi?!)  o meglio non ricordiamo… Io e Odisseo siamo stati per parecchi giorni a piangere. Piangere la nostra patria, la nostra sfortuna, la nostra … condanna. Abbiamo perso la nostra vecchia voglia di vivere. Quella che ci dava il motivo per cui combattere (ma non stavate combattendo), per andare avanti, per colpa di Brendon, infatti per colpa sua dobbiamo spendere tutti i nostri giorni segregati in casa altyrimenti ci uccideranno (andavano a cena fuori tutte le sere!). Hanno saputo che lo sto aiutando, anche se non sanno in che modo… aiutateci a ritrovarla e la vostra gloria sarà grande.
Forse rattristati dall’evidente demenza del loro compagno d’armi, gli altri eroi decidono di aiutare Diomede e Odisseo, e decidono di tornare nel loro mondo per cercare alleati presso gli altri popoli greci.
A partire sono Diomede e Agamennone, che tornano nel loro mondo senza troppi problemi. Anzi, senza nessun problema, per cui mi viene da chiedere: perché non ci hanno mai provato prima? Ma scemo io che faccio queste domande.
Diomede ai suoi concittadini: Signori e signore ho bisogno di aiuto. Il mio amico Odisseo è nei guai. Era andato a fare uno dei suoi tanti viaggi con moglie e figlio, ed è finito in un posto del futuro. 3000 anni, più o meno, dopo di noi (arrivare a questo punto del discorso senza essere preso a pernacchie mi sembra già un buon successo).
Si è innamorato di una signorotta del luogo, sposata, l’ha portata via da casa sua, un po’ come ha fatto Paride con Elena, ed ora il marito della ragazza di Odisseo vuole ucciderci tutti (raccontata così, sembra quasi giustificato). Noi vorremmo attaccar battaglia, ma abbiamo bisogno di molti soldati…. Chi è con me?- urlò, e molti, quasi tutti urlarono (insulti, suppongo).
I due condottieri raccolgono volontari in tutte le città greche, e alla fine si rivolgono anche ai troiani (se ricordate la prima parte della recensione, tutta la mitologia greca è in realtà una finzione costruita con vile denaro dai protagonisti). Ettore, giustamente, fa notare che chiedere aiuto a loro per aiutare un rapitore di mogli altrui sa molto di presa per il culo, ma Diomede gli svela il trucco del cavallo di legno, dicendo che era stato lui a impedire di metterlo in pratica perché si era impietosito per il destino di Troia. E indovinate un po’? Ettore gli crede. E accetta di combattere contro Brendon. Da cui l’espressione: “Stupida Troia”.
Parlando di stupidità: Ettore decide di portare con sé la moglie Andromaca e il figlio Astianatte, e anche Agamennone si fa accompagnare da moglie e figli. Del resto si sta solo andando in guerra contro dei maghi oscuri, no? Che pericolo vuoi che ci sia…
In un modo o nell’altro – non vado a cercare un filo logico, ormai mi sono arreso – dopo aver reclutato mezza Ellade i nostri eroi tornano nel futuro, e in assemblea cercano di decidere la strategia.
-Dobbiamo chiedere una guerra senza magia. Nessuno di noi sa  farle- disse Odisseo.
Fossi stato negli altri Achei, dopo questa frase avrei mandato a quel paese Odisseo e le sue beghe e me ne sarei tornato a casa. Persino Saphira arriva a capire che nessuno concederebbe un simile vantaggio in guerra. Purtroppo il suo comprendonio si ferma qua, perché quando Diomede propone che Odisseo e Brendon si confrontino in duello per risolvere la questione faccia a faccia, la giovane si oppone: -Io non lo farò combattere contro mio marito. è un duello all’ultimo sangue… e se Odisseo morisse? Che ci vada uno di voi!-
Seconda ottima occasione per abbandonare i due piccioncini al loro destino. Stanno combattendo per te e Odisseo, bella, non per altri. Ma sulla stronzaggine di Saphira si è già detto, quindi inutile insistere.
Insomma, il duello è deciso, ma prima di arrivarci c’è un intermezzo melanconico, un capitolo intitolato “Ti amo”, ma che potrebbe chiamarsi anche “Tristezza a palate”, in quanto vediamo, nell’ordine:
-          Menelao triste per Elena (da Troia è arrivato anche Paride, che con sommo buon gusto si è portato la moglie);
-          Agamennone triste per Clitennestra;
-          Diomede triste per Egialea;
-          Ettore triste per Andromaca;
-          Odisseo triste che dalla finestra Guardava la gente. tutti felici. Cambia lenti.

Dopo questo intermezzo, arriva finalmente il duello. Brendon e Odisseo combattono, quest’ultimo ferisce il rivale e sta per vincere, quando il mangiamorte, vista la mala parata, fugge (-VIOLAMENTO DEI PATTI!-  urlò Agamennone.), al che gli Achei attaccano l’immenso esercito magico.
Erano preoccupati di dover combattere contro dei maghi senza conoscere la magia, giusto? Dimenticatelo:
Inh questo primo giorno, nonostante le fatture, i greci erano in vantaggio. Per questa storia ci vorrebbe la categoria “qui lo dico e qui lo nego”, anzi, mi sa che l’aggiungo.
Highlights dalla battaglia: Il più bravo a scansare le fatture era Diomede, che sembrava essere nato per quello (Diomede ha un futuro come evasore del fisco). Odisseo aveva trovato il modo di scansare le fatture e di fare in modo che esse colpiscano i nemici (specchietti?). Menelao si prese qualche stupeficium, però la sua spada  uccise un gran numero di nemici (una spada dotata di vita propria, carina). Agamennone, uccise anche egli molti maghi, ma era bravissimo nel dare gli ordini (una cosa dovrebbe escludere l’altra?).. Anche lì, come a Troia, tutti scappavano alla vista di Achille (Pelide, lavati!).
Già abbastanza umiliati dall’essere messi in difficoltà da babbani vestiti con tuniche e calzari di cuoio, i mangiamorte decidono di cadere ancora più in basso reclutando, per la guerra, gli studenti di Hogwarts.
-Questi sono gli allievi di Silente. Lo ho praticamente obbligato a farli combattere. se li faceva restare ad hogwarts, io l’avrei presa con la forza, facendoli combattere lo stesso- spiegò Brendon.
A parte che Silente probabilmente avrebbe trasformato Brendon in un petauro prima ancora di fargli aprire bocca, ma per quale motivo dovrebbe spiegare ai nemici le sue mosse? Vuole precedere Wikileaks?
Dalla schiera degli studenti ecco s’avanza uno strano soldato: Harry Potter.
di certo odiava combattere al fianco dei suoi più acerrimi nemici, ma era anche felice di uccidere saphira (deve odiarla proprio per usare il minuscolo nei suoi confronti), Odisseo e tutti gli altri achei.
Chi è questo psicopatico che ha preso il posto di Harry?
-Morirete tutti voi, e dopo di voi anche i mangiamote e assieme a loro anche Voldemort- affermò Harry.
Ah, quindi in questa storia Voldemort è vivo. E accetta senza battere ciglio che Brendon prenda il potere e usi i mangiamorte per combattere una guerra personale contro un babbano che lo ha reso cornuto. Intorno a me i Queen cantano Is this the real life? Is this just fantasy?, i Pink Floyd vedono Emily giocare e Paul e John fanno l’amore su campi di fragole, forever. Mi do un pizzicotto e riprendo a recensire, siamo alle battute finali.
Odisseo affronta Harry.-Saphira mi ha parlato di te-disse.-e so che l’hai sempre fatta stare male- continuò, avvicinandosi a lui. -e te ne pentirai- disse fra i denti.
Veramente era lei che insieme agli altri Serpeverde prendeva in giro Harry e Ron. Ma alla fin fine Odisseo ha sempre avuto un rapporto distorto con verità e menzogna, quindi solo in questo caso si può lasciar correre. La cosa che in realtà fa impressione è che tutta questa parte con Harry Potter serve solo a inserire delle assurdità gratuite, perché il duello tra il maghetto e Odisseo dura due righe, nessuno dei due muore, e con questo pareggio finisce anche il ruolo degli studenti di Hogwarts, e di chiunque altro. E questo perché…
Dopo 2 mesi di guerra successe una cosa incredibile.
Odisseo si era infilato nella mischia, ed ora combatteva contro Brendon.
Stavolta è davvero il duello finale, e se in quelli precedenti la tensione era pari a zero, qui saliamo addirittura a 0,1. Odisseo sconfigge Brendon, e sta per ucciderlo quando Saphira interviene.
-Fermo-gli disse.-Uccidere non è bello (dall’Averno, i morti dei due mesi di guerra per lei la mandano cordialmente affanculo). Lo so che siamo in guerra ma … ho riflettuto molto, molto, non sai quanto (molto?). e ho capito che ognuno di noi ha la sua seconda possibilità.
Brendon consuma la sua seconda possibilità cercando di uccidere Odisseo quando lui gli volta le spalle, e viene fatto fuori da una freccia di Paride.
La guerra finisce così. Per motivi ignoti ai più, uccidendo Brendon gli Achei diventano di fatto padroni del mondo perché, a quanto si legge nel capitolo conclusivo, Odisseo prese il potere su tutto mondo della magia, rende gli altri capi suoi vassalli dando a Agamennone la parte est del mondo magico, a Menelao il nord, a Achille il sud e a Ettore l’ovest (mi immagino le liti: “Ma io volevo la Kamchatka!”).
E io che pensavo che il ministero della magia controllasse solo il Regno Unito! Ma il piatto forte spetta a Diomede, che si prende tutto il mondo babbano, che pure in questa guerra non c’entrava nulla. Ora, essendo Diomede il fondatore di Arpi potrei commentare questa notizia con “Frega niente, forza Foggia!”, ma immagino tutti i non foggiani che si alzano la mattina e scoprono che il mondo ha un nuovo viceré:
“Oddio, ma come è successo?”
“Eh, purtroppo i maghi hanno perso una guerra contro gli antichi Greci.”
“…WTF?”
Qualcosa di simile, insomma.

Ora vi dirò una cosa: dopo questa fan fiction ne inizia subito un’altra che racconta le vicende successive di Odisseo e Saphira, ora sposati e in attesa di un figlio. Ma non aspettatevi che la recensisca: i trenta capitoli di questa storia mi hanno portato a un’overdose di incongruenze, grottesco, trash e ridicolaggini assortite. Devo staccare un po’. Magari andrò a Delfi, a chiedere consigli all’oracolo. Oppure tornerò nella rassicurante certezza delle self insertion con i Tokio Hotel, del twincest tra i Weasley o delle Mary Sue alla Wammy’s House. Ma un po’ di recupero ci vuole.
Goodbye, so soon…

I centouno parenti immaginari di Severus

Quando piove, l’occupazione principale di una vecchia inacidita, resa ancora più acida dal maltempo, è scrivere recensioni. Più la storia è brutta e più siamo contente. E più siamo contente più sputiamo veleno. Ecco, in questo caso, sommando tutti gli addendi e considerando che piove, tira vento, la fan fiction è imbarazzante nel suo essere brutta e che sono al momento totalmente indisponente nei confronti dell'umanità, il risultato non può che essere lo sputazzamento di fiele da qui a Timbuctu. Poi non lamentatevi se in curva la macchina perde aderenza.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=791599&i=1 di IlarySnape dal titolo “Serpeverde  e Tassorosso?”

Ecco, il titolo magari avrebbe dovuto contenere un paio di segni di punteggiatura in più. Magari così: “Serpeverde… e Tassorosso??” o, ancora meglio: “SERPEVERDE E TASSOROSSOOOOO???!!!???!!!” O, se proprio vogliamo: “Questi non sono un Serpeverde e una Tassorosso ma due dementi presi da un romanzo di Liala (mi perdoni la Signora Liala) e trasportati a forza a Hogwarts, comunque li facciamo accoppiare e imparentare con mezzo mondo magico e vivere felici e contenti, yuppidu!”. Dite che è troppo lungo?

La coppia è Hannah Abbott/ Vincent Tiger. So già a cosa state pensando: lei sfigatina, invisibile, lui ingombrante e tonto, coppia interessante. Certo. Se ci fosse un minimo di assennatezza in tutta questa storia. Se tutto questo non fosse così delirante da farci pensare “minchia, questa non è una fan fiction, questa è una tortura medievale aggravata dalla presenza di un branco di chihuahua che abbaiano”. E’ vero che c’è l’avviso di OOC, ma ragazzi miei, qui siamo al limite del waterboarding.

Già l’avviso iniziale dà da pensare: Hannah è la figlia adottiva di Severus Piton. Perché? Boh. Bellatrix è la fidanzata di Severus Piton. Ariperchè? Ariboh. Insomma, in questa fan fiction gente a caso viene imparentata con Severus Piton. Vi interessa? C’è un posto libero per cugina di secondo grado da parte di mamma e per vecchio zio che canta l’inno nazionale coi rutti.

All’inizio della nostra storia, Hannah viene colta da un improvviso attacco di fame notturna e decide di visitare le cucine per rubacchiare qualche leccornia. Una volta entrata nel locale sente dei rumori e afferra la prima cosa che trova: un mestolo di legno.

Mi avvicinai verso le credenze e vidi un ragazzo girato di spalle intendo a mangiare un panino con la mortadella. Non avendolo riconosciuto, appena si girò gli diedi il mestolo in piena faccia.

Ora. Con un mestolo in mano, si suppone che tu abbia l’intenzione di darlo in testa a qualche malintenzionato. Tipo un maniaco omicida con l’impermeabile deciso ad approfittare di dolci verginelle (cosa che mi ricorda una vecchia fan fiction da me recensita in cui Piton… ma non divaghiamo). In questo caso tu, cara la mia demente di una Abbott, vedi che si tratta di un ragazzo. Vedi che si sta facendo bellamente gli affari suoi, nella fattispecie fai pure in tempo a notare che si tratta di un amante dei prodotti Bologna I.G.P, e che non è minimamente interessato a importunarti. Allora, per Diana, perché mai lo prendi a mestolate? Che ti ha fatto? Lui giustamente reagisce, ma non come noi tutti speravamo, cioè appendendola per i malleoli al primo gancio da macello disponibile.

«Aia! Ehi Tassofessa sei per caso impazzita?» Urlò per il dolore lui mentre gli usciva del sangue dal naso.«Adesso non si più più mangiare in santa pace?» «Oh santo Merlino, scusa Tiger! E comunque non sono una Tassofessa! Serpidiota!» Risposi mentre gli tamponavo il sangue.

Ah, insultalo anche. Già che ci sei chiedigli se sua madre e sua sorella praticano prezzi di favore sulla Tangenziale Nord.

«Stavo pensando di andare a vedere le stelle sulla torre di Astronomia. Vieni con me?» Mi chiese alzandosi. io annuii solamente e mi alzai

Ma gli ha appena dato una mestolata in faccia!

Ci appoggiammo alla ringhiera ed iniziammo ad osservare il cielo stellato. Fece comparire il telescopio magico con un polpo di bacchetta (poi ci mette un filo d’olio, una fetta di limone e lo serve in tavola accompagnato da un buon bianco)(…)inconsciamente lo baciai (del tipo: “Guarda là! SMACK! Oh per Giove, scusa, era il mio inconscio”).Lui rispose e ci fu un bacio casto, innocente e puro. Mi cinse per i fianchi e mi trasse a se abbracciandomi

 GLI HA APPENA DATO UNA MESTOLATA IN FACCIA!

Il bacio durò a lungo e appena le nostre labbra si staccarono lui mi guardò e mi bacio di nuovo ma questa volta il bacio fu tutt'altro che casto.

MESTOLATA! FACCIA! APPENA! Oh, basta, andate al diavolo.

Mai viste meno stelle di quella sera. I due infatti limonano duro per circa tre ore e un quarto (iscriviamoli al sollevamento pesi con la lingua alle prossime olimpiadi. Medaglia assicurata) e, quando albeggia, si separano, con la promessa di rivedersi a Pozioni di lì a qualche ora.

La Abbott segamentalizza (ma poi neanche tanto. Possiamo risparmiarci la fatica dell’introspezione) sul fatto che Tiger è un Serpeverde e quindi un nemico. Capirai. Io mi preoccuperei di più della dignità persa nell’averlo, ripetiamolo a futura memoria, colpito con un mestolo e poi slinguazzato per ore senza alcuna soluzione di continuità.

Dimenticavo di dirvi che Vincent è nel frattempo diventato un bel figone dagli occhi castano-verdi. Una strabiliante trasformazione nel giro di poco.

Da così

a così

 

Ditemi cos’ha preso, servirebbe a parecchia gente che conosco. Anche a me, a volerla dire tutta.

Nel secondo capitolo Tiger raggiunge i compagnucci di merenda in sala comune e poi via tutti a lezione da Piton (così, senza neanche fare colazione. A Hogwarts si segue la dieta a zona).

«Girate a pagina 394.» «Ehm.. Professore siamo a Pozioni non a Difesa Contro le Arti Oscure.» Gli studenti di Tassorosso risero ma noi Serpi restammo in silenzio.

L’esatto motivo per il quale ridono mi sfugge.

Il professore odiava essere interrotto e deriso.

A tutti gli altri docenti, invece, immagino piaccia da morire. “Hey, Mc Gonagall, certo che sei proprio un cesso!” E giù tutti a ridere, vecchia babbiona compresa.

Piton, da aquila qual è, si accorge subito delle occhiatine di intesa dei due piccioncini, e alla fine della lezione, come un buon padre di famiglia, dà un avvertimento a Tiger: “Se farai soffrire la mia dolce bambina ti spezzerò le gambine”. 

Trovate le cinque differenze.

Tiger e Hannah escono dall’aula e ne approfittano subito per un limone da record bacio appassionato. A cui Piton assiste. E sul quale non proferisce verbo. Ha appena minacciato di morte Tiger e nemmeno un’alzata di sopracciglio se subito dopo lo becca con sei metri di lingua in bocca a sua figlia? Altro che Vin Diesel, semmai Don Lurio.

Capitolo tre, e si sfiora l’acme tragicomico della storia. Tragicomico per noi, che a volte ridiamo e a volte piangiamo. Ma più spesso piangiamo.

I due passano ogni notte nella Stanza delle Necessità, eletta a boudoir, e, a quanto pare,

Tutti, studenti, quadri, professori e animali erano a conoscenza delle notti di fuoco nella Stanza Delle Necessità, tutti tranne Piton, che, se fosse venuto a conoscenza delle scappatelle della figlia con Tiger, gli sarebbe venuto un'infarto

A parte l’italiano scappato con i turchi, ma che, davero davero? Silente fa finta di niente? Ma cazz’è diventata Hogwarts, la Casa delle Delizie di Madame Sophie, due lire una sveltina, asciugamano e sapone compresi? E soprattutto: Piton in questa fan fiction ci fa poco poco la figura dell’ebete o è un’impressione solo mia?

Insomma, arriva il Natale e Hannah e Severus fanno lo stesso pensiero: passare la festività a casa, a Spinner’s End, a fare le cosacce coi rispettivi partner. Peccato che entrambi inventino una balla colossale: Hannah dice al padre che andrà da un’amica, Severus che partirà per nonsocheisola con la sua fidanzata. Che rimane sempre Bellatrix. Non dimentichiamocelo che è importante.

… No, non lo è. Scherzavo.

Insomma, destino vuole che alla fine si trovino tutti nella stessa dimora lo stesso giorno. Più o meno, la trama dell’ultimo Vacanze di Natale, Natale a Spinner’s End.

I due piccioncini, giunti a casa e sapendo che era libera iniziarono a spogliarsi già per le scale. Arrivata davanti alla porta della camera del padre di lei, completamente nudi, la aprirono e trovarono Piton vestito da Babbo Natale e Bella vestita da Befana intenta a leccare il membro del futuro marito. 

Ora.

Lo so, sono crudele.

Ve l’ho messa così, senza nemmeno un po’ di lubrificante preparazione.

Ma almeno ora lo sapete, no?

Dai, non mi vogliate male.

Va bene, proseguo.

Il CREDIBILISSIMO Piton, a questo punto rincorre il futuro genero (immagino con il viril membro al vento) per tutta la casa urlandogli “tu non scoperai mia figlia”. Certo. Prima rimettiti le mutande e poi ne parliamo.

Insomma, dopo un siparietto padre-figlia del tipo “tu mi hai mentito!” “no tu!” “No, prima tu!”, i quattro si mettono a tavola. Così, come niente fosse. C’è da sperare che il Credibile Padre Di Famiglia si sia a questo punto rivestito: immagino che lo sfregamento della sedia sugli attributi nudi sia poco piacevole.

Alla fine della cena (immaginate l’atmosfera di gioia e serenità), e dopo (ricordiamolo) che Piton ha, nell’ordine:

-Minacciato di morte Vincent;

- Rincorso lo stesso con il reale augello di fuori per tutta la casa urlandogli che non avrebbe scopato con sua figlia;

Bellatrix invita Tiger a restare a dormire nel letto di Hannah. Ah, la meravigliosa intesa dei due futuri sposi. E per tutta risposta il buon professore punta un coltello alla gola del ragazzo (le bacchette magiche a cosa servono in questa storia? A scaccolarsi?) con l’avvertimento a non mettere incinta Hannah. Ma un divano in questa casa per far dormire il povero ragazzo non ce l’hanno? E’ proprio necessaria questa promiscuità?

I due accolgono il suggerimento nemmeno troppo implicito della Fu Sig.ra Lestrange (nel senso che la Signora, nel leggere ciò è morta, risorta e rimorta), e ci danno dentro tutta la notte. Evvai!

Undici anni dopo.

I due psicopatici anziani si sono sposati e riprodotti, riversando la loro pazzia pure sulla scelta del nome del pargolo, Cygnus Severus Piton.

Cercate di soffocare le bestemmie, per favore, ci sono i bambini.

I due psicopatici giovani, invece, convivono. Vincent chiede ad Hannah di sposarlo e poi mostra segni di turbamento alla richiesta della fidanzata di dare la bella notizia ai due vecchi pazzi. Ne ha ben donde, dato che il figlio primogenito della felice coppia di scoppiati taglia le testoline degli orsacchiotti come hobby.

Insomma, alla notizia del matrimonio segue quella ancora più sconcertante della futura gravidanza di Hannah. Bellatrix stappa una bottiglia, il piccolo maniaco saltella e a Piton va per traverso il brodino. Più o meno.

Da qui, salto temporale vertiginoso: I due si sposano e Hannah partorisce. A giudicare dalla velocità della narrazione minimo minimo il pargolo viene espulso alla seconda spinta già lavato, pulito, pettinato e pronto per il college.

In un guizzo di originalità il marmocchio viene chiamato Vincent Severus. (Ricordate: nel dubbio, Severus è sempre il secondo nome migliore).

La storia si conclude con un mare di lacrime: quelle di Bellatrix e Vincent di gioia, quelle di Piton di disperazione. Le mie, di sollievo.

Certe volte me le vado a cercare.

Doverosi ringraziamenti: Ire e Bella resesi disponibili a betare, Skeight e Odiolarow per il betaggio. Tanto amore e tanta stima.

Gli occhi di Sirius.

Azkaban è un posto brutto.
Lo so, è un’ovvietà. Quello che però non è così ovvio sono le torture mentali a cui vengono sottoposti i prigionieri (io) dai Dissennatori.
Le allucinazione di cui sono vittima dopo tanti anni in questa prigione sono temibili: pensate che, mentre me ne stavo tranquilla nella mia cella (non è che ci sia molto da fare, qui!) ho perfino immaginato che Sirius Black e il figlio dei Weasley fossero ancora vivi. Pazzesco!
Quando ho finalmente ripreso il controllo sulla mia mente, mi sono ritrovata riversa sulla mia povera e cenciosa branda, lo stomaco ancora sconvolto dagli spasmi mentre Trentaquattro, il mio nuovo elfo del catino, guardava preoccupato e perplesso la poltiglia color arcobaleno nella ciotola sbeccata.
Ma andiamo con ordine.
La fanfiction è qui http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=714590&i=1; l'autrice è Fedi_Fede
 
Sirius  vivo, dicevamo. Di più: invita a vivere a casa sua Hermione, Harry e Ron mentre studiano per diventare Auror.
E, dato che i Weasley sono una famiglia di scrocconi, si sono trasferiti in blocco. Hermione, che vorrebbe pure studiare (e io che pensavo che per diventare Auror servisse più che altro la pratica!), viene continuamente infastidita dai gemelli che, essendosi bevuti il cervello, non riescono più ad inventarsi qualcosa di decente per il negozio.
Invece di piangere con noi per il potenziale di quei due così orrendamente sprecato, Harry e Sirius guardano la scena da lontano, ridacchiando. Cioè, Harry guarda la scena, Sirius guarda Hermione.
Fred inizia a fare il solletico a Hermione (pare infatti che farle il solletico sia il passatempo preferito di tutti), dato che lei si è incantata a pensare a Sirius (così, mentre la gente le parla…).
Hermione fuggendo dai Weasley s’incontra e si scontra con Mir- ehm, Sirius e così… Il petto muscoloso di Sirius nei suoi pensieri ora c’è.
 
E lì rimane anche mentre Sirius è “fuori con l’Ordine
* (saranno usciti per una pizza e poi un film?), rendendola nervosa.
-          Hermione tutto ok? – Chiese Harry preoccupato per l’amica
-          Si Harry tranquillo sono solo un po’ stanca – Lo rassicurò lei
-          Va bene Hermione, ma sappi che se hai bisogno io ci sarò sempre – disse così e la abbracciò, subito ricambiato dalla sua migliore amica.
È peculiare che Harry, dopo sette anni di amicizia, si faccia venire lo scrupolo di ricordarle la sua fedeltà proprio in questo periodo dato che, a parte un certo nervosismo (e potrebbe essere SPM), non ha intuito nulla.
 
 
La giornata passò molto lentamente per Hermione Granger, che non faceva altro che aspettare che la porta di Grimmauld Place si aprisse e vedere due occhi grigrio-verdi davanti a lei.
Questa scena me la sono immaginata più volte…
Qualcuno bussa, Hermione va ad aprire. Si guarda intorno perplessa, poi abbassa lo sguardo su un pacchettino lasciato lì, sull’uscio; quando si china a prenderlo, un bigliettino scivola fuori:
 
Sapevo che ci tenevi ad averli.
                                        Bellatrix
**

Nella piccola scatola, due inconfondibili bulbi oculari.
 
Purtroppo Sirius torna a casa tutto intero e i suoi occhi incrociano quelli di Hermione. Poi rimane lì impalato e i due affogano l’uno negli occhi dell’altra. Questa sera gli occhi di Sirius stanno facendo gli straordinari.
 
A spezzare questo patetico momento sono i gemelli (Che il GoS li abbia in gloria!).
 
Sirius è attanagliato dalla gelosia (e io dalla tristezza per la sua palese crisi di mezza età) fino a che Molly non richiama i figli per “qualcosa”. L’autrice non si prende nemmeno la briga di inventarsi una motivazione seria: i gemelli hanno probabilmente combinato qualche casino dei loro (ed è triste vedere due giovani e svegli maggiorenni, con un’attività redditizia quale i Tiri Vispi Weasley che vengono ancora tiranneggiati da loro madre, ma pazienza), ergo Molly li richiama, ergo Sirius ha la possibilità di stare da solo con Hermione. Ergo ci piace vincere facile in questa fanfiction.
 
Black ha due occhiaie terribili perché l’uomo quella notte non aveva dormito per sistemare delle cose dell’Ordine*** e anche perché aveva pensato molto a Hermione prima di addormentarsi (non voglio sapere i dettagli, né in che stato si trovino i pantaloni del pigiama di Sirius). Hermione, risentendo dell’influenza di Molly Weasley, si preoccupa oltremodo per l’aspetto sciupato di Sirius (no, davvero… Ha passato dodici anni in galera e ti preoccupi se una mattina si sveglia con le occhiaie?!).
 
Lei gli accarezza una guancia, lui fa in modo che la mano di lei rimanga lì.; intanto Cristina D’Avena canta la sigla di “Piccoli problemi di cuore”, dato che i protagonisti ricordano molto la demenzialità di quelli dell’Anime (e almeno quelli erano adolescenti).
 
Sirius ed Hermione si abbracciano, ma l’arrivo di Harry e Ron (giuro, non li ho mai apprezzati come in questo momento!) li interrompe.
 
La storia finisce qui? No.
 
Il Natale è vicino e si sa che è portatore di regali imbarazzanti, chili difficilmente smaltibili e risvolti da commedia romantica scontati. E, dato che qua ci piace vincere facile, le cose sono ulteriormente semplificate.
 
Hermione legge. Sirius arriva e le toglie il libro dalle mani. Hermione lo ammazza.
No, scherzavo:  Hermione, a differenza di Belle, trova che farsi togliere un libro dalle mani mentre sei immersa nella lettura per farsi poi mettere le mani addosso sia sexy quanto trovarsi davanti Michael Fassbender nudo, ammiccante e con una bomboletta di panna spray in mano.
 
Questa irritante pantomima, ovviamente, serve per iniziare a fare solletico a Hermione (sport nazionale, lo sapete già) e per finire in posizioni compromettenti sul divano.
 
Lui era su di Lei, con le mani sui fianchi, e Lei con le braccia sulle spalle di Lui, inoltre lei era tutta rossa, sia per le risate sia per l’imbarazzo, senza contare il cuore a mille.

Qualcuno di voi soffre di solletico? Io sì. E se soffri il solletico, tendi ad allontanare il solleticatore, non importa quanto sexy sia. Appallottolarsi a riccio e tirare gomitate o pugni fino a che il nemico è a debita distanza è la prassi.
 
Comunque, nemmeno questa volta Hermione e Sirius riescono a combinare qualcosa: è il turno di Ginny di entrare nella stanza e sgamarli; dopo aver fatto il terzo grado a Hermione, purtroppo per noi,  decide che è il caso di intraprendere l’onorata carriera di ruffiana.
 
Ginny decise che quella storia non poteva più andare avanti [lo penso anche io, ma la soluzione che suggerirei è differente], quei due dovevan darsi una mossa! Perciò fece attaccare ad Harry un vischio sul soffitto del salotto, davanti alla finestra dove di solito si affacciava Hermione la sera.
Capito signore e signori? Bastano tre foglie di vischio e due bacche ed ecco la coppia combinata! Ci piace vincere facile, no?
 
Hermione va ovviamente alla solita finestra, preoccupata: la chiacchierata avuta con Ginny ha sortito l’effetto opposto rispetto all’entusiasmo della Weasley: teme un rifiuto.
 
Sì, perché dopo dodici anni di galera un quarantenne ancora (miracolosamente) piacente potrebbe certo rifiutare una ragazza, dopo tre capitoli passati a dire che tra i due c’è una certa attrazione.
 
I due si guardano. Momenti carichi d’attrazione e d’apprensione. Uno sbadiglio (il mio).
Questo è il momento in cui, di solito, in questa fanfiction qualcuno entra nella stanza. C’è da dire che i gemelli ci provano, ma Ginny li blocca, aiutata da Harry (il bambino che è sopravvissuto e ora fa il pappone).
 
Proprio sulle teste di Sirius e Hermione c’era il vischio posto da Harry e Ginny, e il primo ad accorgersene fu proprio Sirius.
Con l’aria di un cane che ha appena visto un pollo arrosto incustodito, Sirius fa notare il vischio ad Hermione.
Lei flirta, gli prende il volto tra le mani, lui risponde al flirt scrocchiando impaziente la lingua**** Si baciano.
Fu un bacio dolce, un po’ come quello dei film [Io ora sto pensando a quei due romanticoni di Jessica Alba e Danny Trejo in Machete… Dolcissimi! ], dove due labbra si toccano timidamente, quasi per conoscersi, e poi prendendo confidenza si modellarono perfettamente [Creepy!]per poi approfondire il bacio. Sirius passò un braccio intorno alla vita della ragazza e la alzò alla sua altezza [C’è la palestra ad Azkaban? Mi iscrivo subito!], mentre con l’altra le accarezzava il viso, braccia, mani, schiena, e Lei passò le mani dietro la nuca di Lui per poi iniziare a giocare coi capelli neri dell’uomo. E si persero in quel bacio, che durò forse qualche minuto, o ore, o forse giorni [Lui la tiene sempre su con un braccio solo, ricordiamocelo!]… Per loro non contava … A loro bastava solo la presenza dell’altro, e si rifugiarono ancora una volta nella loro bolla personale.

Ok, qua servirebbe qualcosa di forte per riprendersi dal trauma; volevo inserire nella recensione delle foto di attori (e attrici) da urlo, ma vagando per la rete ho scoperto che nemmeno le più spregiudicate immagini di gnoccoloni e gnoccolone dello spettacolo possono aiutare, in questo caso. Mi spiace ma temo che una lunga terapia sia l'unico modo per tornare a vivere serenamente dopo questa scena.
Ma non è finita! Il bacio viene descritto come “turbinio di emozioni, era dolce e passionale al tempo stesso, era un bacio che ti faceva sciogliere il cuore ed eccitare nello stesso tempo. Un bacio che sapeva di Sirius insomma.” Però lavateli i denti, cavolo!
I due piccioncini debbono separarsi e subito i dubbi sorgono. Ognuno si confida con chi può: a Hermione tocca Ginny.

è stato un errore. È troppo grande per me! E Harry e Ron come la prenderebbero? Si arrabbierebbero sicuro, soprattutto Ron! E onestamente non credo neanche di piacergli!
E va bene Hermione: prima ci poteva anche stare che qualche insicurezza ci fosse, dopotutto sei poco più che una ragazzina… Ma se dopo quattro palmi di lingua in bocca pensi ancora di non piacergli, almeno fisicamente, allora sei cretina.
Sirius, invece, trova una buona scusa per segamentalizzare con Harry (che lo aveva invece raggiunto per fargli il discorsetto evergreen “lei è la mia migliore amica, se la fai soffrire ti ammazzo”). Ma questo dialogo è talmente bello che devo, DEVO quotarlo:

-          Harry devo essere sincero con te, non so se sono innamorato di lei [Ergo l’hai baciata perché sei in calore? Ai cani capita, ma di solito si fanno le gambe dei tavoli quando sono così disperati!]. So soltanto che quando la vedo mi batte forte il cuore, e quando prima ci siamo baciati mi è sembrato di toccare il cielo con un dito [Sirius avrà tanti pregi, ma di certo non è perspicace. Ma quanto è inquietante un quarantenne che si esprime così?]. Inoltre quando sono via con l’Ordine, il mio pensiero và sempre e solo a lei [Ok, effettivamente potresti solo essere molto, molto arrapato e bisognoso di sfogare i tuoi istinti]. Oppure quando la vedo lì sul divano a leggere, con la sua espressione concentrata e la fronte leggermente corrucciata, bè mi viene qualcosa allo stomaco [Influenza intestinale] e una voglia irrefrenabile di andare lì e prenderla tra le mie braccia– rispose l’uomo.
-          Amico tu sei innamorato cotto! – disse Harry ridendo [Harry Potter, psicomago]
-          Ah davvero? Bè allora farò di tutto per conquistarla, anche una dichiarazione se è necessario. Non riesco a stare senza di lei. – sentenziò Sirius
-          Bravo Sirius, così voglio sentirti parlare. Ora, ho una leggera fame, andiamo a sgranocchiare qualcosa in cucina? – propose Harry facendo l’occhiolino e dirigendosi alla porta del salotto.
Non so se sia più sconvolgente Sirius che oh, non so se la amo, ma se me lo dici tu Harry mi fido e anzi, farò DI TUTTO per conquistarla PERSINO dichiararmi, o Harry che, dopo tutto questo discorso gli dice bravo e poi se ne va in cucina che, oh, lui ha fame.
La scena è così surreale che, se in cucina comparisse Medico Maceti reclamante il suo orzo, non me ne stupirei. Ma che dico, Maceti sarebbe un personaggio troppo serio per questa trama!
Infatti:
Quando i due entrarono in cucina videro Ginny ed Hermione con il grembiule da cucina e tutto il viso sporco di farina. Vedendole, Sirius e Harry scoppiarono a ridere, e così partì una guerra con la farina, con sottofondo le urla di Molly che, averli rimproverati ed averli cacciati dalla cucina, iniziò a pulire tutto a colpi di bacchetta.

Quattro deficenti.
Ginny vuole lasciare Hermione e Sirius da soli, così trascina via Harry con una scusa e una minaccia al diretto interessato (che si può riassumere in quattro parole: “non te la do”).
I due dementi ricominciano a farsi i dispetti (che palle!) finché non si trovano in un angolo buio del terzo piano. Come da copione, iniziano a pomiciare.*****
 
Sirius passò un bracco attorno la vita di Hermione e la tirò velocemente a sé facendola, quindi, sbattere contro il proprio petto [praticamente una carcassa]. Le si avvicinò lentamente [Ma non erano andati a sbattere? Cosa fanno, si compenetrano?], entrambi bramavano quel contatto esattamente da quando Hermione era andata in cucina, o, ancora prima, quando lui l’aveva abbracciata [ma se si stavano già abbracciando, cosa bramavano? Ah, sì, la compenetrazione]. Finalmente le labbra di Padfoot si posarono su quelle di Herm, e il bacio, dapprima dolce e sensuale, diventò passionale e lussurioso [E, di nuovo, i quattro palmi di lingua di Sirius in azione!]. Quello che si scambiarono il pomeriggio, quello dolce e passionale al tempo stesso, quello che sapeva di Sirius, non aveva niente a che fare con quello che si stavano scambiando in quel momento [nel frattempo si è lavato i denti. Meno male!]. Le mani di Sirius corsero alla vita della ragazza, e dopo un piccolo salto, Hermione si ritrovò con le gambe incrociate alla vita di Padfoot. Felpato sbattè dolcemente [prendiamo una decisione: o roba violenta o roba pucciosa. Insieme fanno ridere]al muro Hermione, e continuò a baciarla, fin quando non sentirono una porta sbattere [ma sbattono tutti!]al piano inferiore, e sobbalzando si staccarono immediatamente, temendo fosse Ron o Molly, ma fortunatamente era solo Ginny che usciva da una stanza per entrare in bagno, la si riconosceva dalla sua voce che chiamava seducente Harry, invitandolo a seguirla [Con Molly in cucina e tre dei fratelli che vagano per casa. Idilliaco.].
 
Sirius decide che è il momento giusto per una dichiarazione d’amore. Nel vano scale, con lei arrampicata tipo koala sul… tronco della felicità di Sirius, Ginny e Harry che giocano al dottore in bagno, Molly che sistema la cucina e altri tre Weasley, compreso l’ex di Hermione, che scorrazzano per la casa. Lei  lo interrompe, ma solo per dirgli che lo ama anche lei, e che devono tenere la relazione segreta (mancano giusto Molly e Ron e poi lo sanno TUTTI, ma sono dettagli insignificanti, suppongo). Poi tornano a dispettucci e prese in giro melense.
 
-          Grazie per lo scemo, ma io non sono uno scemo! Sono semplicemente un Malandrino! E comunque ti amo anche io – e con un ultimo bacio suggellarono il loro amore, prima di scendere giù dagli altri per il pranzo.
Senza la maiuscola: è un aggettivo. Sì, LO SO che potrebbe essere una battuta, ma siccome non farebbe affatto ridere (anzi) mi rifiuto di considerarla tale e correggo il testo.
 
Seguente capitolo: Hermione fa piedino a Sirius durante la cena, finita la cena dichiarano l’inizio della loro relazione (clandestina) a Ginny e Harry (che già sapevano, ma evidentemente il concetto andava ribadito), Ginny e Harry se ne vanno di sopra perché “sapete com’è … è un po’ che non …” (no, è da quel pomeriggio, in bagno. Lo sappiamo, vi abbiamo sentiti mentre ci tagliavamo le vene alla dichiarazione da liceale di Sirius!), Sirius e Hermione tornano a limonare (cheppalle!!!).
 
Ella, dapprima sorpresa e furiosa,pian piano si lasciò andare al bacio. Sirius le mordicchiò e succhiò il labbro inferiore con una muta richiesta [cliché!], che Herm accettò al volo dischiudendo le labbra per far iniziare una danza passionale alle loro lingue [ammettetelo, la danza delle lingue vi era mancata!]. Era un rincorrersi e ritrovarsi,[la virgola passava per caso ed è stata coinvolta contro la sua volontà nei palpeggiamenti tra i due patetici figuri]per poi fuggire un’altra volta [che razza di cavità orali hanno?].  Le mani di lui corsero al sedere di lei, e quelle di lei sul petto di lui, ansiose di conoscere i muscoli dell’uomo [di grazia, QUALI muscoli? Ah, già, la palestra di Azkaban]. Era un turbinio di emozioni, si poteva sentire l’eccitazione nell’aria.

Ovviamente Molly li vede (anche perché a interrompere i loro patetici momenti di intimità mancava solo lei) e non è molto contenta che i due pomicino in cucina.
-          Ah no? E spiegami Sirius il perché tu ed Hermione vi stavate baciando [lungi da me giustificarli, ma sarebbero un po’ fatti loro eh…], quando lei è la ex di mio figlio, nonché migliore amico del tuo figlioccio [se stavi cercando delle motivazioni legittime e convincenti hai fallito], e tu hai vent’anni in più di lei [motivazione opinionabile, ma almeno ha senso]! Non avete futuro [Molly che fai, gufi?]!! E alla reazione dei suoi genitori non ci pensi Sirius [In quel caso scopriremo se è più veloce un incantesimo o un trapano da dentista infilato in un occhio. Sì, in un occhio, perché gli occhi di Sirius ci hanno ormai rotto le balle]?! Non pensi al fatto che potresti essere suo padre [so che non è inteso così, ma… questo s’ che sarebbe un risvolto originale!]?! – disse Molly più che furiosa.
 
Sirius difende la loro  relazione amorosa (possiamo già chiamarla “relazione amorosa”? Limonano da meno di ventiquattro ore, ricordiamocelo!), ma la sfuriata della signora Weasley è un ottimo pretesto per Hermione, che torna a segamentalizzare. Fortuna vuole (vabbè, diciamo“fortuna”) che Sirius convinca ancora una volta la ragazza dell’onestà dei suoi sentimenti.
 
È finita? No.
I colpi di scena si susseguono all’infinito (… Sarà!), in questa storia, ed ecco comparire i gemelli (ma accostare la porta della cucina, coppietta acefala?).
Per amore dei personaggi sorvolerò su questi due squallidi individui che hanno preso il posto dei gemelli, che nemmeno sanno mandare avanti il loro famosissimo e frequentatissimo negozio e che, nonostante l’età devono giustificarsi con mammina. Sì, di nuovo.
I gemelli, strappata la promessa d’aiuto a Hermione, se ne vanno, lasciando i due piccioncini a limonare (Ron ancora non sa, magari è la volta buona che li sgama anche lui). Ma sono solo Ginny e Harry in una delle loro inutili comparsate.

Nell’ottavo capitolo (sì, non ci crederete, ma quella che vi ho raccontato è la trama di ben sette capitoli pieni di NULLA. Non è colpa mia) Harry e Sirius giocano agli scacchi magici e le rispettive ragazze li arrapano per farli distrarre (evidentemente avevano scommesso sull’avversario del proprio uomo). E sui vezzeggiamenti (e sui vezzeggiativi) tra i protagonisti sorvolo perché anche la mia sopportazione ha un limite.

Il nono capitolo… Confesso di non aver diviso la recensione in più parti solo per farvi gustare questo.
Premessa: ho un debole per gli oggetti (spesso regali) trash delle ficcine. Accozzaglie di colori, metalli e pietre preziose che farebbero impallidire qualsiasi persona dotata di buongusto, significati reconditi al limite del diabete e (nel caso di ficcy su Harry Potter) poteri magici legati a tali oggetti totalmente inutili (o direttamente deleteri).

Long story short: Hermione non sa cosa regalare a Sirius per Natale (non siate maliziosi, non ce n’è motivo), va a fare shopping con Ginny che ha già preso il regalo per Harry (un braccialetto):

Era d’argento e abbastanza largo, spesso per lo più un centimetro. Sopra c’erano incisi i nomi di Harry e Ginny con una calligrafia molto elegante.
 
No, non è di questo che parlavo prima. Questo era per dire che Hermione non solo non sa scegliere i regali, ma tende anche a scopiazzarli.

tutta la sua attenzione andò ad un braccialetto esposto in vetrina di un negozio. Era d’oro bianco, abbastanza largo e spesso, e vicino all’aggancio c’era una pallina, sottile come un dischetto, incastonata nel bracciale. Affianco ce n’era uno uguale solo che era leggermente più sottile.
 
Io sono contraria alle fotografie nelle ficcy per evitare le descrizioni, ma in questo caso un disegnino lo gradirei. La pallina sottile come un dischetto mi sta causando parecchi problemi.
 
Non è finita. La commessa richiama i bracciali (“Accio bracciali in vetrina”… Roba che avrebbe dovuto trovarsi mezzo negozio in mano, le vetrine da rifare e qualche contusione).
 
 
-          Vede signorina, questi due bracciali sono uno per l’uomo – disse indicando quello più spesso – e uno per la donna – indicando quello sottile – e sono molto particolari: i dischetti sottili vicino all’aggancio del braccialetto prendono il colore degli occhi dell’altra persona che indossa il braccialetto. Poi quando una persona che indossa il braccialetto pronuncia il nome dell’altra, a quest’ultima vibra lievemente il bracciale. Stessa cosa se uno dei due è in pericolo, solo che la vibrazione è più intensa. – spiegò la commessa.
 
Non sono stupendamente trash?
Sorvoliamo sul pesante e sempre presente kink per gli occhi di Sirius e poniamo attenzione sull’incantesimo: è deleterio.
Poniamo questa ipotesi: Sirius sta combattendo (i peli superflui, sono rimasti solo quelli!)
per l’Ordine. Si trova ovviamente in una situazione di pericolo, quindi il braccialetto di Hermione inizia a vibrare intensamente (magari mentre si sta facendo la ceretta anche lei… Dolore!); Hermione, a questo punto, esclama preoccupata “Ohibò, sta accadendo qualcosa a Sirius!”.
E così, proprio nel momento in cui il nostro eroe sta per lanciare l’incantesimo di protezione che lo salverebbe da una morte dolorosissima, il braccio che impugna la bacchetta inizia a vibrare, sfanculando il movimento perfetto e annullando così la protezione.
Ciao ciao Sirius.
 
Vedete? Gli effetti della presenza dei Dissennatori si fanno sentire ancora, e mi trovo a sognare ad occhi aperti.
Ma non sono sola: dopo una scena identica a quelle descritte per ormai altri otto capitoli, anche Sirius e Hermione sognano:
 
Quella notte i sogni di Hermione Granger furono popolati da Sirius Black.
Quella notte i sogni di Sirius Black furono popolati da Hermione Granger.
Questa notte non riuscirò a dormire.
 
 
 

 
 
 
*A ben vedere, Harry, Ron ed Hermione (oltre a Fred e George) potrebbero far parte a pieno titolo dell’Ordine, ora che sono maggiorenni… Certo è che tutte queste uscite senza giovincelli sono sospette, ora che Voldemort è bello che andato.


** Tanto non è morto nessuno in questa fanfiction…

*** Probabilmente camera sua, dato che l’Ordine ha sede in quella stessa casa e che, dalla caduta di Voldemort, non hanno occupazioni migliori.

****La disgustosa idea di Sirius che fa “scrocchiare” la lingua per prepararsi a baciare Hermione non è mia ma della deliziosa Christine Black, che ringrazio per avermi dato la possibilità di arricchire con questa inestimabile perla trash la mia recensione.

*****Mentre scrivevo “pomiciare” si è sentito un tuono, e qualcuno (probabilmente senza ombrello) ha appena commentato con una bestemmia. Combo epica!


 

Aria nuova a Hogwarts -seconda parte-

Eccoci dunque al secondo capitolo della saga di Phoenix (e, ricordo ai nuovi lettori, non stiamo parlando di Saint Seya).

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=585630&i=1
 
Avevamo lasciato la nostra protagonista al suo sonno ristoratore ed ai suoi sogni di gloria; ritroviamo invece Ron dopo una nottata in bianco.
 
-Il sole sorse lentamente davanti a Hogwarts, la foresta proibita immediatamente s’illuminò. Era un bello spettacolo: la foresta oscura, che è sempre buia durante il giorno, nell’alba si illumina. È il solo momento in cui si illumina.-
Scegliete voi: siamo nel bel mezzo di un film Disney oppure Mr.Burns è riuscito ad aprire una discarica abusiva in Scozia.
 
Ma torniamo a Ron che, in vestaglia, va a trovare Silente nel suo ufficio. Quasi mi spiace che non parta un siparietto slash, che avrebbe distolto almeno un po' l'attenzione da Phoenix.
 
Silente rassicura Ron:
 
- Ciò che ha visto e detto quella ragazza è vero. Ma si sbaglia su due punti: tuo padre non ha mai svelato il mondo magico e né ha un’amante [Silente, ti stai confutando da solo...].Sai perché sta facendo ciò? Gliel’ho ordinato io. Quella donna babbana è stata, beh, può sembrare strano. Ma è stata un’amante di Voldemort [che si evirerebbe, rendendo così il suo profilo ancora più simile ad una tavola da surf, piuttosto che accoppiarsi con una babbana]. Stiamo cercando di farle dire qualcosa su di lui, e il compito è stato affidato a tuo padre: conquistandola gli potrebbe dire tutto [se dovessi lasciarmi sedurre da un membro dell'Ordine della Fenice, questi sarebbe SICURAMENTE Arthur Weasley. Impossibile resistere a tutto quel fascino, non trovate?]. Sai, noi crediamo che Voldemort non sia morto[no, è solo andato in apnea]. Credo che abbia un altro horcrux da qualche parte, un ottavo horcrux, che noi non abbiamo mai trovato. I mangia morte condannati, praticamente tutti i mangia morte, erano troppo tranquilli. Voglio dire, se Voldemort fosse davvero morto, sarebbero agitati, tristi, delusi [tutti ricordano la fascia a lutto portata dai Malfoy ai tempi della prima caduta di Voldemort, no? No? No.]. Ma no, hanno partecipato al processo tranquilli e beati [tanto ormai loro Azkaban l'hanno addobbata...]. Perciò bisogna indagare- .
 
Tuttavia, Arthur non può essere scagionato: l'Ordine è una associazione illegale (perché? Perché? una spiegazione, una sola e sarò una donna realizzata!) e per scagionare Arthur verrebbero condannati tutti i suoi membri.
In pratica 'zzi suoi. Silente è quasi IC, ma sono sicura che sia una svista dell'autrice.
 
Mentre Ron piange lacrime amare, Phoenix si alza con tutta calma, pregustando la sua vittoria: sa che gli amici di Arthur sono membri dell'Ordine ma, non avendo prove, conta sul fatto che si sacrifichino tutti per salvare Arthur."Vide Weasley che parlava con Silente, e la guardava. A quanto pare il figlio di Arthur Weasley aveva detto tutto al preside. Bene. Così è più facile incastrarli."
No, streghetta mia: se sanno quello che tu sai, o possono usarlo contro di te o non possono usarlo contro di te. In nessun caso è un vantaggio per te, al massimo può essere ininfluente per tutti.
 
Il Ministro le chiede se ha intenzione di processare Arthur (ma dai?) e Phoenix gli fa sapere che a fare il pelo e contropelo ad Arthur sarà Ikarus che, stellina, è tanto bravo come avvocato e sa anche tutte le leggi (beh, sai com'è, uno dovrebbe studiarsele per fare l'avvocato. Dicono eh.). Il processo è fissato per il giorno dopo.
 
Vi risparmio il siparietto da romantici innamorati di Ikarus e Phoenix (ripeto, non è una fanfiction slash sui Cavalieri dello Zodiaco…), tanto ve ne beccate uno allo zucchero filato nel prossimo capitolo e vorrei farvi risparmiare sull'insulina fino ad allora.
 
Torniamo dunque ad Hogwarts, il mattino dopo. Mentre gli studenti fanno colazione, arriva Ikarus, ora presentatoci in tutta la sua tamarra magnificenza:
 
"Colui che stava venendo[... No, non è il soprannome di Voldemort quando fa sesso. O forse sì. Dovremmo chiederlo ad Arthur, lui che è così in intimità con la sua ex amante...] era un uomo alto, aveva circa 27-28 anni, era vestito elegantemente e raffinatamente. Era magro, ma anche molto muscoloso. Aveva dei capelli biondi, un po’ lunghi gli occhi di un azzurro intenso e dei tatuaggi azzurri sulla faccia[è il figlio segreto di Seifer e Zell]. Dietro di lui c’era Phoenix. –deve essere il leggendario Ikarius- disse Hermione. –è l’eroe più potente di tutti. Il più famoso- spiegò."
 
Ikarus avverte Silente: rischia di finire ad Azkaban pure lui, se non sta attento. Considerato che vogliono incarcerare l'intero Ordine mi chiedo perché avvertirlo, ma andiamo avanti: Silente fa notare ad Ikarus che, prima di incontrare Phoenix, era un bravo ragazzo. In uno scatto d'ira il coatto afferra Silente per il collo (bella fortuna beccarlo al primo colpo, con tutta quella barba), ma Phoenix lo ferma.
 
"–stai attento, Silente. Un giorno ti pentirai di tutto quello che hai fatto. E di quello che hai detto oggi. E quel giorno sarà domani, alle ore  14:30-  lo minacciò Ikarius, e poi se ne andò.
"
Mi ricorda quelle belle frasi dei cattivi dei Power Rangers, quando dovevano uscirsene con qualcosa di figo per riprendersi dal misero fallimento della missione di quella puntata.
 
E, come i più sfigati tra i cattivi dei Power Rangers, Phoenix tornerà presto sulle nostre pagine.

Aria nuova a Hogwarts -prima parte-

Signore e signore, vi annuncio che Elfo, il mio elfo del catino, è morto.
Questa tragedia mi ha gettata in uno stato di sconforto così profondo che gli unici Dissennatori che bazzicano per la mia cella sono quelli a cui il Medimago ha ordinato una dieta povera di colesterolo; l'unica consolazione è quella di sapere che è morto contento, mentre adempiva al compito che gli avevo affidato: in effetti è stato proprio un catino troppo pesante a stroncarlo.

Il decesso è avvenuto mentre leggevo " Phoenix – complicanze a hogwarts" opera di Lady Greece… Che per poco non ammazzava anche me.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=585630&i=1

Protagonista di questa storia è Phoenix (sì, si chiama così, ed ogni volta che ne leggo il nome ho la sgradevole visione di Ikky che si pavoneggia e se la tira come questa Marysue di bassissima lega), membro del SEP Ovvero la " Società per Eroi Potenti" (non oso immaginare come suonerebbe in inglese).

-La ragazza si era avvicinata a Voldemort, aveva chiuso gli occhi, e questo era subito morto. Subito. Senza nemmeno un avada kedavra.-

Harry, giovane e un po' naif, è sbalordito come un babbano davanti ad un banale gioco di magia e si chiede che incantesimo potente deve aver utilizzato questa ragazza. Noi vecchie streghe, con età ed esperienza dalla nostra, alla luce dei fatti non possiamo che scuotere la testa e sorridere: evidentemente la nostra Sue deve aver confuso gli ingredienti, utilizzando i fagioli magici per la fagiolata… E cccon quelli un peto diventa letale.

Peto o non peto, Voldemort muore e, tempo dopo (non ci è dato sapere quanto), Phoenix è a Hogwarts, per parlare con Silente.
In una storia sensata incontrerebbe Minerva che, alzato scettica un sopracciglio, le farebbe notare che è arrivata tardi e le consiglierebbe, dati i suoi strabilianti poteri, di provare a resuscitare il Preside con un rutto. Ma in questo universo nessuno si preoccupa del fatto che Silente sia vivo e che, differentemente da quanto accade di solito nelle fanfiction, non apprezza Phoenix. Il che è indice di quanto questa donna sia una spina nel deretano.

-Buongiorno. Potter, Weasley, io sono Phoenix. Solo Phoenix. Non mi conviene rivelare tutto di me, non vi pare? [Guarda che nessuno ti aveva chiesto niente...]-
Potter non le strinse la mano, e Ron nemmeno. –Vi ho forse offeso? Uccidere Voldemort è stato uno dei compiti più facili che mi hanno assegnato
[effettivamente non ci vuole un genio per espellere aria]. E poi, si sa com’è, quando uno conosce i punti deboli dell’altro … – spiegò lei. Ron diede un’occhiata a Harry, ma anche questo diede segno di non aver capito niente [non è che non hanno capito niente, autrice, diciamoci le cose come stanno: non hai spiegato un cazzo, che è ben diverso!]. La ragazza sorrise. –Non mi aspettavo che capiste qualcosa. Ah, dimenticavo. Stai in guardia, Weasley. Credo che il mio prossimo compito riguardi te e la tua famiglia [appunto perché non le conveniva rivelare tutto, non vi pare?]. Ma si sta facendo tardi, devo andare- annunciò lei, e si smaterializzò [ smaterializzò 'sta ceppa: non ci si smaterializza ad Hogwarts.].

Chi o cosa sia ci viene prontamente spiegato da Hermione spuntata da chissà dove (no, davvero: "disse pronta Hermione, spuntata da chissà dove"), che ci sciorina la definizione del SEP:

C’è scritto su “scuola delle antiche e prestigiose scuole di magia” [Eh?] sotto il capitolo “Società prestigiose per l’insegnamento della magia e la sua applicazione in missioni” [Che definizioni del menga dà questo libro?]. Il SEP, o Società per Eroi Potenti è la più importante società di magia e autodifesa sulla faccia della terra [Guarda, non ne avevamo dubbi...]. I suoi allievi sono molto potenti e sono molto più forti e istruiti di noi [Hermione non lo direbbe mai. E, se lo dovesse dire, non lo direbbe comunque, perché nel frattempo si starebbe mangiando il tavolo degli insegnanti per l'incazzatura]. Imparano anche la magia nera, e sanno praticare ogni sorta di incantesimi. Inoltre sono specializzati anche negli scontri con spade, archi e anche pistole del mondo babbano [Perché se puoi ammazzare con scoregge silenziose imparare ad usare spade e pistole ti tornerà sicuramente utile. Gli scontri con gli archi... Come si fa uno scontro con gli archi? Ho immagini di combattimenti rocamboleschi in cui gente nascosta tra gli alberi, tenendo saldamente una estremità dell'arco, fa scattare l'altra contro i polpacci degli avversari mentre questi cercano di accecare i primi utilizzando l'arco come uno stocco. Sì, è una cazzata, ma se queste autrici utilizzassero i termini giusti invece di scrivere parole a caso io non mi farei questi filmini mentali!!]. Sanno fare tutto [anche la marmellata di marroni!]. Una volta che qualcuno esce di lì ottiene una missione da portare a compimento [Non è una scuola normale, è il Garden di Balamb]. Naturalmente molti di loro aspirano al potere personale e ucciderebbero anche il ministro della magia stesso per ottenerlo [E giustamente il Ministro se ne sta bello tranquillo mentre vengono addestrati dei Terminator pronti ad ucciderlo]. Comu7nque, i più che frequentano il SEP sono principalmente buoni, se vi interessa. Un po’ strafottenti, ma buoni [Anche questo era scritto sul libro?]-.

Qua ho seriamente sperato che Silente la guardasse stralunato e le chiedesse che si era fumata. Purtroppo ciò non accade, anzi. Ci viene riferito che anche Lucius (che in questa fanfiction per ora nemmeno si è visto ma si sa, inserire Malfoy in una ficcina fa chic e non impegna) fa parte del SEP (veramente a me risultava che avesse studiato ad Hogwarts), ma che ovviamente è un incapace (ma non erano dei superfighi in tutto, in quella scuola?).

Nessuno sa perché Phoenix sia lì, ma in ogni caso "-Ad ogni modo bisogna ostacolarla. Non si sa mai- concluse Harry.". Giusto perché Snape è morto e bisogna accanirsi su qualcuno che obbiettivamente, fino ad ora, gli ha fatto solo favori.

-Phoenix arrivò alla sede del SEP pochi minuti dopo. Si fermò prima a bere un caffè. Salutò i suoi colleghi e guardò le missioni disponibili.- [Io l'ho detto che è il Garden.]
Liberare il piccolo villaggio di Whispers dai giganti [Pure il nome del villaggio pare preso da Final Fantasy!], processare Weasley Arthur per aver svelato il mondo magico ai babbani ( trovare prove) [Perché prima si decide di processare qualcuno e POI si trovano le prove, no?] e bloccare l’ascesa di Potter [ascesa a COSA esattamente?].
-Beh, bloccare l’ascesa di Potter sarebbe divertente, ma prima voglio fargliela pagare a Weasley.
[Perché?] – pensò Phoenix. Quindi si recò dal Capo Missioni [Fatemi indovinare: si chiama Cid Kramer...] e gli disse la missione che intendeva compiere, e quale intendeva prenotare. Al villaggio di Whispers avrebbe pensato qualcun altro [Irvine, probabilmente. O Seifer... E preferirei seguire le loro vicende, erano più carini, specie quel gran manzo platinato di Seifer].

L'indomani Phoenix inizia a pedinare Arthur. In ordine, lo vede lavorare, prendere il té, anzi, pregustare una tazza di té, usare un telefono cellulare, lavorare, fare una pausa, uscire dal ministero, smaterializzarsi, ricomparire in un luogo imprecisato di Londra (bella forza, il Ministero della Magia è a Londra…), entrare in un bar, fare una telefonata, incontrare una donna in abiti babbani, fare un Wingardium Leviosa davanti a lei, baciarla e andarsene.

L'unica che potrebbe avere da ridire su tutto questo è Molly, a mio avviso… E invece no: sono una serie di prove della Malvagità di Arthur, che vengono documentate con fotografie e video.
Il bere té è ovviamente da babbanofili perché si sa, i maghi si nutrono esclusivamente di burrobirra e cioccorane; il cellulare è ovviamente rubato perché a Londra è difficilissimo reperire un telefonino e per riuscire a procurartene uno devi commettere un "reato di furto" (ricordiamoci che Arthur ha una Ford Anglia… Ha rubato anche quella? E la videocamera se la sono inventata i maghi, dato che Phoenix ne utilizza una?); la scelta del luogo è da babbanofili perché a Londra abitano i babbani (e c'è la sede del Ministero, il binario 9 e 3/4 a Kings Cross e Il Paiolo Magico, che è l'accesso a Diagon Alley, ma sono dettagli); infine, dato che in Inghilterra devi mostrare un documento che dimostri che sei un babbano per comprare vestiti, la donna non può essere che babbana.
Che detective!

-A Phoenix, per ora, le prove potevano bastare. Guardò le foto e il video. Doveva portarli al SEP, da Ikarius, capo del SEP e suo futuro marito [arrampicatrice sociale] . Ma prima voleva vendicarsi di quello stupido ragazzino che l’aveva in qualche modo offesa [nel senso che non sa nemmeno lei come l'ha offesa, ma ha deciso che deve vendicarsi]. -

Phoenix si materializza ad Hogwarts (aridaje…) e, trovato Ron gli fa vedere le foto di Arthur che bacia la bionda.

"–deludente, no?- disse – le porterò a Ikarius. Presto tuo padre sarà ad azkaban. Grazie a me. E io riceverò lauti guadagni e molta fama. Meno male che tuo padre lavora al ministero e si occupa delle cose babbane … mi darà più fama, sai?- "

In questo momento mi piacerebbe prendere sotto braccio Phoenix e, da vecchia strega quale sono, farle capire come va la vita e come gira il mondo.
Con la pazienza di Merlino ne "La spada nella roccia" le farei sapere che per ogni men c'è sempre un più e che di Arthur Weasley non gliene frega un fico secco a nessuno, e che non sarebbe certo il dipendente del Ministero più importante o in vista al centro di uno scandalo. Con l'accondiscendenza che si dimostra ai più giovani le farei notare che l'amore è la forza più potente al mondo, anche più potente della gravità in un certo senso, ma che mostrare un Wingardium Leviosa a qualcuno ti può portare al massimo ad un provvedimento disciplinare e non al carcere. Dopo averle raccomandato di mirare sempre in alto ed averle spiegato che se non rischia non rosicchierà un bel niente, la disilluderei sul fatto che baciare i babbani non è un reato e che anzi, ci sono maghi sposati a babbani: i mezzosangue non li porta la cicogna. Infine, prima di partire per Honolulu, le farei presente che l'unico motivo valido per rinchiudere Arthur ad Azkaban sarebbe per proteggerlo da una Molly comprensibilmente incazzata per il bacio alla bionda.

Purtroppo non posso farlo e così la nostra protagonista se ne va a dormire beata, convinta che la sua missione sia l'equivalente magico di una operazione per incastrare Don Corleone, quando in realtà è più simile ad una multa per divieto di sosta ad opera di un ausiliario del traffico.

Eau de finesse.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
"Ancora?!" direte voi, senz’altro già sazi del notevole carnet che di recente vi abbiamo proposto.
Ebbene sì, miei cari, ce n’è ancora. I pout-pourri di Mary Sue interpretate da attrici piacenti ma attempate che vestono Dolce&Pakkiana e che si esprimono come la versione volgare di uno scaricatore di porto paiono non essere intenzionati a finire. E per ripicca dovere di cronaca, noi li riferiamo a voi.
A "normal" year at Hogwarts, opera prima di Jenn_and_Alex è consultabile in versione integrale all’indirizzo http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=453672 ed il suo contenuto è sconsigliato ai minori di 18 anni, alle donne gravide, ai cardiopatici, ai deboli di stomaco e a chiunque abbia un minimo di buon gusto. E ora capirete perché.
L’incipit della storia, ahinoi, segue l’abitudine ignominiosa di piazzare a secco, senza nemmeno un po’ di vaselina, il nome della/e protagonista/e con accanto il link al relativo prestavolto. Il che è abbastanza avvilente, perché una descrizione ben fatta, magari in medias res, vale più di mille immagini di attricette slavate e della sconclusionata lista della spesa con la quale pregi (tanti) e difetti (pochi) delle due protagoniste ci vengono esposti: Jennifer Dawson, una ragazza americana che vive sola con la madre a Los Angeles, mora con gli occhi azzurri, alta e magra, intelligente e furba, un po’ deboluccia di carattere mah, io un furbo non lo immagino proprio debole di carattere… il concetto di furbizia implica una certa dose di carisma e di abilità nel raggiro (giocare a D&D inizia a far male), il che implica a sua volta confrontarsi e averla vinta sugli altri… cosa che una persona debole di carattere non dovrebbe, per definizione, riuscire a fare molto dolce e sensibile, ma anche coraggiosa insomma, un incrocio tra Teddy Ruxpin e Rambo con poco stile nel vestire vedremo più avanti il discutibile concetto che l’autrice attribuisce alla parola stile anche se bellissima e affascinante come ragazza solo come ragazza: come bipolare malvestita, au contraire, non è credibile e Alexis Crawford che vive a Liverpool con la sua famiglia, molto bella anche lei ci mancherebbe, ci manche! bionda con gli occhi quasi color ghiaccio azzurri, insomma alta, magra, decisa, intelligente, simpatica, coraggiosa e anche con cerchi in lega, vernice metallizzata, climatizzatore, ABS, trazione anteriore e chiavi in mano un po’ stronza ma sì, andiamone fieri! D’altra parte, le autrici stesse tengono a specificare che vogliono solo raccontare la società giovanile d’oggi (…) perchè è inutile vivere nel mondo dei sogni dove tutti sono buoni, tranquilli e casti. Secondo questo principio, allora, è anche inutile scrivere di Harry Potter, per un’ottima serie di motivi (Dolores Umbridge mode: ON):
1. La società giovanile d’oggi non è quella di quando Harry è ad Hogwarts: lo sfregiato entra a scuola nel 1991;
2. Non si chiede che tutti siano buoni, tranquilli e casti, ma è anche vero che Hogwarts è una scuola molto, molto, MOLTO rigorosa e non ci sono sale comuni o stanze delle necessità che tengano anche se qualche studente ha l’impellente bisogno di lenire i propri pruriti: ad Hogwarts andare in bagno (Neville docet) ha più dignità di una sana trombata;
3. Visto che ormai è la regola piazzare in prima pagina foto varie ed eventuali dell’attrice che interpreta la/e Mary Sue di turno, perché non si schiaffano i volti di Daniel Radcliffe o di Tom Felton accanto ai nomi dei Gary Stu di una fanfiction originale ambientata in quella che sembra una scuola di magia ma che in realtà è uno squallido e sboccato lupanare? Anche perché a un certo punto vien fuori come un fungo un certo Nicholas Linley, ragazzo alto e muscoloso, capelli castani e occhi verdi, dal carattere molto simile a quello di Draco, per questo è il suo migliore amico, anche se forse era leggermente meno acido del quale la Rowling non ha mai parlato e del quale noi avremmo fatto volentieri a meno;
4. Ron che dice che ne dite facciamo un po’ di casino stasera in sala comune? Giusto per divertirci un po’ non è credibile nemmeno in un’OOC;
5. Hermione che dice merda non è credibile nemmeno in un’OOC.

Hogwarts non è turpiloquio, non è festini a base di alcol, sesso e rock ‘n’ roll, non è indossare il cavolo che si vuole e riceverne in cambio una smorfia al succo di limone. Ricordiamo tutti il Ballo del Ceppo e i Lumaparty: ad Hogwarts ci si diverte così. Mi rendo conto che siano situazioni poco piccanti, ma d’altra parte cambiare ambientazione è un attimo… visto e considerato che, nomi e aspetto fisico a parte, i protagonisti sono già stati belli che snaturati (Dolores Umbridge mode: OFF).
…so di avere spezzato il ritmo di una descrizione incalzante, miei piccoli lettori, ma non possiamo dimenticare che tale eviscerazione di vizi, di stili e di virtù ha luogo mentre le due donzelle stanno correndo verso l’aula di Difesa, in ritardo maximo come solo una (anzi, due) Mary Sue ha diritto d’essere.

Ma la sorpresa è dietro l’angolo: il professor Piton le punisce, infischiandosene bellamente della loro fulgida suosità. V’invito tuttavia a non esaltare, perché per il crudele volere del destino, sono in punizione anche Potter, Malfoy, Zabini e il succitato Linley. E la punizione è esemplare: scrivere un tema sul quanto sia sciocco non seguire le regole.
Tronfio e soddisfatto della durezza della pena da far scontare ai castigati, Piton in versione maestro unico abbandona sulla scrivania i cappelli di carta con le orecchie d’asino per chi sbaglia gli apostrofi e lascia da soli i suoi studenti, non immaginando di certo che di lì a poco un’aula di un’antichissima e rigorosissima scuola di arti magiche si sarebbe trasformata in un ghetto suburbano, dove austeri Serpeverde si trasformano in papponi che picchiano e prendono per i capelli stupide puttane (sic!) Grifondoro la cui massima capacità d’espressione è pregevolmente sintetizzata in un secco ti spacco il culo!
Dopo una rissa al confronto della quale Lil’ Kim diventa la regina Elisabetta con tanto di cappellino, e dopo una gratuita profusione di volgarità che non fa altro che aumentare l’irritante illegibilità della fyccina, l’attenzione si sposta sul covo dei Grifondoro dove, guardate voi il caso, Ron e Dean stanno organizzando un festino e Seamus Finnigan è alla disperata ricerca di una gamba con la quale accoppiarsi.
Ora, i veterani e non solo sanno bene che in genere la narrazione di un festino (alle Vestali piace dir così, eccheccevolemofa’) è preceduta da una nauseabonda quanto inutile descrizione di quel che la/e Mary Sue indosseranno per far cadere ai propri piedi la preda designata. Ed ecco quindi Alexis in pantaloncini corti bianchi, una maglia nera scollata a maniche lunghe e i tacchi. Jennifer invece si mise i suoi Jeans stracciati, le scarpe da tennis e una felpa nera. La voce narrante tiene a far sapere che Jennifer non aveva molti abiti di classe. Ma Alexis può star tranquilla: nemmeno lei ha abiti di classe.

La sala comune era ricca di alcool tra cui Vodka e Ruhm No, ccioè, voddka e rrumm, trooooooppo avanti, troooooppo ribbelle! Varie bottiglie di Limoncello Limoncello?? LIMONCELLO?!?! e alcune Burrobirre no, ccioè, trooooppo di contrabbando la bburrobbirra… e fu così che si scoprì che i Tre Manici di Scopa era in realtà uno dei peggiori bar di Caracas. Per i “santarellini” invece erano poggiati in un tavolino a parte succo di zucca e acqua. (l’eventualità che tra un superalcolico e un altro tu abbia bisogno di sedare l’arsura non è contemplata: se bevi acqua sei sfigato e punto). Ovviamente, la scena che ci viene proposta non è diversa dai millemila festini dei quali abbiamo letto tutti questi anni: fumo, scambi di effusioni, baci, abbracci, dormitori pieni di studenti che facevano sesso e sale comuni in cui alcuni addirittura si scambiavano “piaceri” in sala comune (dopo questa, non guarderò più con gli stessi occhi chi si presenterà dicendo "piacere!"), Ron mezzo ubriaco che ci prova con Jennifer, Alexis che fa la danza dell’amore con due innominati compagni di Casa… e notizie di concerti rock a Diagon Alley.
Alla fine della fiera ci resta solo uno sgradevole amaro in bocca, accentuato da due sconcertanti rivelazioni:
1. Jennifer ha un segreto (ooooooh) e Draco ovviamente sa tutto (come, non è necessario spiegarlo); 2. Tra uno stronzo, un cazzo, un idiota e un vaffanculo, in fondo in fondo, quello tra Alexis e Nick è un rapporto di “odio&amore” (che sembra troppo, ma troppo, il titolo di un libro di Moccia… no, no, signor Moccia, faccia conto che io non abbia detto niente!).
3. Stanca dei vestiti da verginella impaurita, Jennifer prende una decisione importante: tornerà quella di prima: capelli sciolti al vento, trucco visibile ma leggero e vestiti sexy e provocanti. La McGranitt ne sarà FELICE.

E fu così che, già il giorno successivo, Jennifer era tornata la “barbie” di sempre (…) Le ragazze erano sempre state invidiose di Alexis. E lo sarebbero state anche di Jennifer. Da quel giorno le due amiche, sarebbero state le più ammirate e invidiate di tutta la scuola, e non solo per l’aspetto fisico, andando ad allungare la lista di supermiglioriamichestrafichissime che ammorba il potterverse dacché è stato contagiato dal virus delle fyccine.
Come pronosticato, la mini-gonna, davvero MINI, la maglia che lasciava intravedere il piercing all’ombelico, le scarpe tacco 8 (il tacco 8 è fondamentale!) e tutto il resto dell’ambaradan liquidato con un accessori vari (quindi io sono in diritto di immaginare qualunque tipo di accessorio… e quando dico qualunque intendo QUALUNQUE) non risultano molto graditi alla McGranitt.
”Signorina Dawson! Le sembra l’abbigliamento corretto per presentarsi ad una lezione?”
”Beh no, ma è l’abbigliamento corretto per far colpo non trova prof?”
Ma la McGranitt (lei sì!) è donna di classe, e mentre un boato di risate si dileguò (dileguossi, lol! No, a parte lo scherzo, il verbo non c’entra una fava, ma d’altra parte controllare il vocabolario è troppo impegnativo) per tutta l’aula, arbitra la contesa tra una Jennifer ampiamente troia e un Draco punto nel vivo come un Pierluigi Collina del Mondo Magico, sventolando il cartellino giallo con tanto di punizione: entrambi verrete nel mio ufficio e passerete il tempo a scrivere “IO NON SONO IL PADRONE DELLA SCUOLA”.
Con la McGranitt, Hogwarts conta già due maestri unici. Solo che lei alle orecchie d’asino preferisce mettere gli studenti in castigo dietro la lavagna.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, abbiamo ormai appurato che in questa Hogwarts parallela, le ore di punizione sono più galeotte del libro e di chi lo scrisse. Volete quindi che Jennifer non si accorga di essere innamorata di Draco? Volete che Draco non riveli a noi assetati lettori che qualcuno, in passato, ha tentato di violentare Jennifer? Che Jennifer, per tutto questo tempo, era convinta di averlo ucciso quando invece Draco spiega che lo stupratore non solo non era morto, ma era anche un Mangiamorte? Volete che Draco non provi a baciare Jennifer dopo che quest’ultima lo invita a ficcarsi nel culo (sic!) false promesse non meglio specificate, rimediando solo un avvilente calcio nei coglioni (mi adeguo al registro della fyccina) che lo spedisce dritto dritto da Madama Chips?
Lo so che non volevate. Ma purtroppo è successo.

Dicembre arriva col suo carico di neve e con uno studente, un certo Eric, che nessuno ha mai visto prima e del quale nessuno ha capito l’utilità. In compenso, siamo nel giorno dell’annuale gita natalizia ad Hogsmeade e questo forse ci interessa un po’ di più… perché in una versione riveduta e scorretta infarcita di turpiloqui fuori luogo, ci riallacciamo al passo del Principe Mezzosangue in cui Potter con il libro di Pozioni Avanzate fa pure il bagno, va in paranoia con Mangiamorte-Malfoy e chiede a Jennifer di spiarlo da parte sua (è già stato sgamato troppe volte). Ooookkeeeei, quest’ultima parte nel libro non c’era. Però introduce nella fyccina un tema di grande attualità: il conflitto di interessi. E copre Draco di ridicolo: veniamo a sapere infatti che il figlio di Dio! Lucius si trova in infermeria per cause non meglio specificate e che, in preda al delirio, lascia in bella mostra il braccio marchiato. In questo modo non solo può scoprirlo non solo Jennifer (che lo fa, eh. Per puro caso, ma lo fa), ma tuuuuuuuuuuutta Hogwarts, Gazza compreso.
Nella vana speranza di mettere una pezza dopo essere stato sgamato (e ora Voldemort chi lo sente…), Draco gioca la carta jolly della fyccina: la carta emo. Tu non capisci. Non potrai mai capire. Per te sono solo stronzate certo, tu, Potter e tutti i tuoi amici mezzosangue avete vissuto una vita di merda. WTF? Mentre io sono sempre stato fortunato e viziato finalmente un Draco che non viene seviziato dal padre! quindi questo in confronto alle vostre sfortune è niente vero? Ma credimi quando ti dico che… STO MALE.. Ok, ho parlato troppo presto.
En passant Katie Bell rischia di morire, ma l’episodio della collana è nulla in confronto a quello che sta per succedere ad Alexis, che quella stessa sera ha un appuntamento con il bello e tenebroso Eric…


…sì, esattamente quello. Lui cerca di violentarla (però prima stanno per circa un’ oretta a parlare del più e del meno), ma dovete comprenderlo, insomma… appuntamento al lago, lei che indossa un paio di pantaloni attillati bianchi, una maglione non troppo scollato, un paio di converse chiare e un filo di? trucco e che per prima cosa dopo essere arrivata gli si inginocchia vicino (sic!)… va da sé, no? Soprattutto in un filone letterario in cui la gravità con la quale viene descritta una violenza sessuale è pari a quella con la quale si narrerebbe di uno sgambetto.
Alexis tuttavia riesce a scappare (ricorrendo come l’amica Jennifer all’espediente del calcio ai coglioni), ovviamente in lacrime, e chi volete che siano le prime persone che incontra una volta arrivata al castello? Nicholas "amore&odio" e l’ormai onnipresente Zabini.
E come se fosse normale che due Serpeverde diventino cavalieri serventi di una Grifondoro, Zabini porta Alexis in sala comune (Serpeverde, ovviamente), mentre Nicholas decolla per dare una lezione ad Eric. Scazzottate, direte voi? Non solo. In una scena liberamente ispirata a Uomini che odiano le donne, il nostro eroe con la bacchetta prima lo svestì no, purtroppo non è una scena slash e poi scrisse “SONO UN MALATO DI SESSO, IL MIO MIGLIORE AMICO VIVE TRA LE MIE GAMBE” nel suo petto.
Eric reagisce con dignità.
"No aspetta ti prego non lasciarmi qui…tra poco arriveranno tutti per la cena. Lo dico a mia madre eh?”
Nicholas se ne va lasciando Eric nudo e ferito. E, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, me ne andrei anche io perché da qui la storia prende una piega più prevedibile di quella che l’ha preceduta. E’ prevedibile che Nicholas resti a parlare con Alexis in sala comune e che parlino sospesi in un limbo d’ammoreh finché non cadono entrambi tra le braccia di Morfeo, è prevedibile che Pansy sia vittima di un bashing spietato, è prevedibile che Zabini s’invaghisca di Jennifer facendo ingelosire ammorte Draco… è prevedibile che, complice una canzone dei Low Shoulder (materializzati direttamente da Jennifer’s Body durante il concerto ad Hogsmeade… oddio, ora ho capito perché una delle due si chiama Jennifer o_O), Alexis e Nicholas coronino il loro sogno d’ammoreh e che nel frattempo, uscendo a prendere una boccata d’aria, Jennifer svenga e che con i suoi occhi si chiuda anche il capitolo. E, ci auguriamo, anche la fiera delle banalità.
Un sentitissimo grazie a .xXTsubakiXx. per la segnalazione!

L'amore rende stupidi e ciechi (e anche un po' Tokio Hotel).

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
pare che al Tempio si stia diffondendo una nuova moda: quella di gettare ai pesci la bozza per una fycci e di continuare a scriverla -se non iniziarla del tutto- nel caso in cui si riscontrino adeguati consensi.
Al di là della filosofia ti piace vincere facile? Bonzi-bonzi-bò-bò-bo, le perle che si raccolgono lasciano il discutibile tempo che trovano, e l’amore rende stupidi e ciechi di maby (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=487377&i=1) non è di certo l’eccezione che conferma la regola.
Volete per il dichiarato contenuto sessista (Ciao ragazze! Eccomi qui con una nuova storia!), volete perché sul tourbus di una boyband non ci vedo la girlfriend del frontman (su Fastidious siamo international), volete perché la girlfriend del frontman si accorge di non amarlo più proprio quando il frontman le chiede di sposarlo considerato oltretutto che la ragazza aveva avuto rapporti sessuali con Tom, il gemello; e per puro caso, compra un test di gravidanza e scopre di essere incinta. Ma di chi? Bill oppure Tom?… insomma, fate vobis.

E’ alla fine di uno dei soliti, sfiancanti concerti che inizia la fine (e la fycci): il giorno tanto atteso da lui e molto meno da lei (quando in genere *quel* giorno è MOOOOOOLTO atteso da lei e MOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLTO meno da lui).
Il moro (Otello!) entra nella stanza della girlfriend (andare in giro con il tourbus è una cosa, ma avere anche una stanza propria nel backstage non è un po’ eccessivo?), cogliendola pressoché di sorpresa mentre lei nasconde (sic!) qualcosa nella borsa. Il test di gravidanza, probabilmente.
“Hey, che fai?” (…)
“Hey, è già finito il concerto?”

HEEEEY!
In un momento di affettuosità nel quale riesce a vincere le leggi fisiche imposte dalla straordinaria capigliatura, Bill si tende per cingere la sua ragazza, ma lei lo rifugge con una formula che farebbe sudar freddo qualunque uomo. “Bill, ti devo parlare”
Jennifer non ha nemmeno il tempo di dire sonoincintamanonsonosicurachesiatuovistochemisonofattailtuogemelloquindimisachenonloscopriremonemmenoilgiornodelpartoahahahah, che Bill la interrompe.
“Aspetta, scusami ma mi vado a cambiare, la tuta pesa
E doveva essere una tuta ben pesante, dal momento che, mentre Bill si cambia, Jennifer ha tutta la calma per scrivere uno struggente biglietto in cui rivela che era incinta e probabilmente del gemello, e cosa peggiore e che non lo amava più. Quando si dice esser delicati e accorti!
Jennifer ha appena riposto il biglietto che il biondo Gustav entra -senza bussare- e le riferisce che Tom la vuole. Se le voglia parlare o la voglia e punto, non ci è dato sapere ancora.
Ma propenderei per la seconda ipotesi dal momento che, non appena Jenny lo raggiunge, le chiede così, su due piedi, di uscire con lui.
“Per poi andare a letto insieme? No grazie” (…)
“Puoi chiudere sta cazzo di porta per favore?” esortò di nuovo Tom
, con finezza e sicura conoscenza del significato del verbo esortare. Come Jennifer prima di lui, d’altra parte.
Prendendo il tempo necessario per mettere Tom a parte della probabile paternità (ovvero un secondo e mezzo, secondo i dettami standard di una fycci), Jennifer spiattella l’amara verità. E Tom la prende molto, ma molto bene.
“Oh cazzo! Siamo nella merda! Co…come cazzo si fa ora?!” esortò.
Ora, il fatto che i verbi esortare ed ESCLAMARE inizino entrambi per e non mi pare una scusa sufficiente per interscambiarli!
“Ti chiedo la massima segretezza su questa cosa..per favore, ho lasciato un bigliettino sul tavolo della mia stanza, che di sicuro è un luogo riservatissimo et nascosto! me ne andrò sta notte.
Pia illusione. Jennifer non ha nemmeno il tempo di pensare di scappare che Bill, vestito di una tuta in fibra, la placca e le chiede, giustamente, cosa avesse da dirgli.
“Ah, vero..ma non ti devo dire più niente..”
Incassando il colpo con magistrale nonchalance, Bill fa spallucce e chiede a Jennifer di seguirlo di sopra, ove darà una strafighissima notizia ai ragazzi: lo scioglimento della band si sarebbe andati a cena sta sera..in un ristorante.
Ma no! Pensavo che sarebbero andati a mangiare, che so, dal parrucchiere o dall’elettrauto.
Le feste, le cene, i party sono annoverati tra i momenti topici di ogni fyccina, e sapete perché? Perché per l’occasione le vestali si sentono giustificate ad addentrarsi nei meandri dei capi indossati dai protagonisti, descrivendone puntigliosamente ogni più notevole insignificatività. E infatti:
Bill voleva essere più elegante possibile, così optò per una maglia nera, un paio di jeans scuri e degli stivali alti. I capelli all’indietro e sopratutto quella sera non si sarebbe truccato, cosa che faceva raramente. Insomma, è Lady Gaga senza trucco.
Tom invece, era sempre della stessa idea, una cosa valeva l’altra, quella serata sarebbe stata come una festa, quindi lo stesso stile pop-urban.
PEZZENTE!
Georg, a parer suo era il più felice di tutti. Voleva molto bene a Bill quindi se era felice lui, lui lo era anche. Perché lui sa! Così si legò i capelli in una coda, una camicetta nera, e dei pantaloni scuri, e per finire un paio di scarpe di cuoio sempre di colore scuro. Se invece fosse stato triste o molto arrabbiato, si sarebbe vestito interamente di bianco, tipo lutto cinese.
Gustav, anche lui come Tom; maglia, pantaloncini e scarpe da ginnastica. Evidentemente non era troppo contento nemmeno lui.
E, per ultima, la protagonista della nostra storia. La Mary Sue che non può che essere piuccheperfetta.
Jennifer indossò un tubino di color rosso che metteva in risalto le prosperose forme eringraziamoilgoss che non sono perfette! tacchi neri senza scarpe! e qualcosa per ornare il proprio corpo, chiamansi banalmente accessori.

E in poco tempo arrivarono al ristorante.
Dopo aver ordinato silenziosamente, cade ancora di più un silenzio ostile, ingiustificato, tra l’altro, il quale venne rotto da Georg, che fece ridere tutti con una delle sue battute.
La serata procede più o meno tranquillamente (certo, c’è quel silenzio ostile che aleggia e che un po’ inquieta…) finché per Bill non arriva il momento tanto atteso: toccò la tasca della propria tasca è l’emozzzioooneh, poverino! assicurandosi che ci fosse lui sé medesimo o la tasca? Si alzò dal tavolo, fissato da tutti lui o il tavolo? e si avvicinò alla ragazza, dove si piegò alle sue gambe. Scritta così, mi fa pensare che alla ragazza sia un luogo alle pendici del quale Bill si è piegato
.
Jennifer ovviamente non capisce (le alternative erano o una proposta di matrimonio o l’invito a un’insolita pratica sessuale, per di più pubblicamente esibita). Bill, conoscendola, arriva subito al dunque, ma abbiamo appurato che Jennifer è una figa di legno e la cosa la stizzisce. La stizzisce Bill, la stizziscono i bodyguard che le sussurravano un lieve: “sì, sì!” e che, in una scena che è ritenuta imbarazzante dall’autrice stessa, prendono ad abbracciarsi affettuosamente. Ma io ritengo che più imbarazzante ancora sia la scena che segue.
“Lasciali stare, sono felici!”
“A me sembrano un po’, sai…fri fri” disse Gustav, continuandoli a fissare.
“Perché? Che hai contro i gay?” domandò Georg.
“Io? Niente! Niente! Anzi sono convinto che prima o poi tutti diventeranno così..” ammise il biondo.
“Tutti?” sorrise maliziosamente il piastrato.
E che è, il piastrato è un tipo di carne?
“Oh Geo!” esclamò Gustav sentendosi a disagio.



Nemmeno nel Potterverse ho letto di tali velate corrispondenze d’amorosi, slashosi sensi! Anche perché di punto in bianco i due bodyguard decidono di sbaciucchiarsi (sic). Se mi concedete una parentesi seria tra tanti amari sorrisi, mi chiedo perché ci si ostini a trattare il tema dell’omosessualità in modo così superficiale ed avvilente, ad infilarlo nei punti meno opportuni ed a considerarlo un fenomeno da baraccone giusto per dare un po’ di pepe quando si è palesemente nell’impossibilità di comprenderlo e gestirlo, sia anche nel contesto della scrittura amatoriale.
Ma torniamo a noi.
Già che aveva rovinato il momento della proposta di matrimonio, esibendosi in improbabili contorsioni davanti a tre totali brocchi, Bill decide di dare il caricone e di andare a festeggiare in discoteca. IN DISCOTECA, E CON ALTRE PERSONE ESTRANEE A LUI E ALLA FIDANZATA (ah, sì… dimenticavo: contrariamente ai pronostici, Jennifer ha accettato).
La serata iniziò con musica a palla, risate, alcol e sesso …tra chi? E in pubblico? o_O Quasi tutti erano completamente ubriachi hanno bevuto per dimenticare?
tutti tranne Georg, che a differenza di loro, era solamente brillo Cos’è, il carosello delle precisazioni inutili?

Jennifer a causa del troppo alcol si sentì male così Bill disse alle guardie di tagliarle la testa riportarla a casa.
Che caro, la donna alla quale hai appena chiesto di sposarti sta male e tu la fai riportare a casa da due energumeni perché devi continuare a goderti la serata… tenero! ^O^
Dopo un’ora gli venne un dubbio. Meglio tardi che mai…
“Starà bene? Meglio che vado a casa? Non lo so..” balbettò al gemello.
“Vuoi che vada a vedere?” domandò.
“Come vuoi, tanto ritorni vero?”
MA CHE STRONZI SONO, TUTTI E DUE?!
“Certo, allora vado a dopo..” salutò Tom allontanandosi.
Dieci punti alla Casa di chi mi riesce a dire chi dice cosa a chi. E possibilmente anche quando.

“Georg, puoi andare a vedere che è successo? Tom non è più ritornato e il cellulare di Jennifer e il suo sono spenti..ho paura che Jennifer si sia sentita male..” disse Bill a Georg. MA MUOVI IL CULO, RAZZA DI CHIAPPONE! “Anzi, vado io va..” aggiunse subito dopo. Ah, meno male…
“Nono, vado io, non ti preoccupare! Tu resta qui con Gustav” Georg uscì dal locale e si fece scortare fino a casa dalle guardie del corpo, che nel frattempo si erano moltiplicate, dal momento che non ci è dato sapere se quelle guardie del corpo fossero le stesse che avevano riaccompagnato a casa Jennifer. E che, nel secondo caso, saranno molto felici di rifare la strada altre due volte.
Comunque Bill è veramente senza dignità.
Oh, ma io penso sempre male. In realtà la riluttanza di Bill nell’andare da Jennifer è del tutto funzionale alla trama. Se così non fosse, infatti, Tom non potrebbe trovare Jennifer semi nuda sul divano, non potrebbe caderle *accidentalmente* addosso e non si sarebbe potuto figurare il seguente scenario. Entrambi erano ubriachi e inconsci, beh, inconsci mica tanto… Involontariamente la giuria tutta ci sta credendo, sì sì Tom portò una mano sul seno della ragazza, la quale questo gesto lo prese come se Tom volesse fare qualcosa, così portò una mano sulla lampo dei pantaloni di Tom. Osserverei cinque minuti di silenzio per l’italiano morto sul costrutto di quest’ultima frase ed altri cinque per la coerenza di Jennifer, morta sulla lampo dei pantaloni di Tom. “Mmm…” mugugnò “che vuoi fare?” domandò alzando gli occhi verso Jennifer.
Mah, boh, non saprei. Trivial Pursuit o Risiko? O magari Scarabeo?
“Non lo so..qualcosa! Bill, Bill non mi soddisfa mai abbastanza!” esortò e basta con queste esortazioni! Possiamo aprire un vocabolario, una volta ogni tanto, o dobbiamo solo concentrarci sulle lampo dei pantaloni altrui? calando lentamente la cerniera.
“Tanto siamo entrambi ubriachi, il giorno dopo non ci ricorderemo di niente..” disse
In realtà non erano fatti di alcol, ma di roipnol.
" nemmeno di questo..” sussurrò, infilando la mano dentro i boxer del chitarrista. Jennifer si sistemò a cavalcioni su di lui e abbassò completamente i boxer e gli fece una serie di “servizi” con mano e bocca. Perché tanto l’importante è non commettere l’irreparabile… di nuovo.
Tom raggiunse l’apice presto ma Jennifer continuò; come presto, anche, arrivò davanti casa Georg. Che raggiunge il luogo ove si sta consumando il delitto proprio mentre Tom sta entrando (sic!) nel corpo di Jennifer con la mano. E’ la mia prima scena di fhisting, sono emozionata!
Georg reagisce come una donnetta. Jennifer si precipita ad esortare il doveroso “Ti posso spiegare tutto! Non è come sembra!” E Tom rincara. “Georg io… non lo so che mi è preso… adesso Bill ha chiesto se la vuole sposare, lei è incita ma non sa di chi.. oddio è tutto un grande orrore errore!” Georg sbianca come chi sta per svenire, o vomitare. Ma il Paolo e la Francesca de noantri non sono ancora soddisfatti.
“Sì Georg…sono incinta” continuò lei.
“Di Bill?” chiese.

“Non lo so…perché ho avuto rapporti anche con…Tom (…) Georg, ti prego non dire niente finché non saprò di chi è! E’ possibile che sia anche di Bill! Chi lo sa!”
“E come fai a saperlo? Sono gemelli!” rispose Georg.
“Porterò con me Tom e faremo delle analisi del sangue. C’è sempre qualcosa di diverso..e li scopriremo di chi è!”

*Angolino dr House*
I gemelli omozigoti (e i Kaulitz, a occhio e croce, mi sembra che lo siano) hanno in comune non solo il codice genetico, ma anche quello epigenetico. Insomma, non li distingui, biologicamente parlando, nemmeno se preghi in aramaico.
*Fine angolino dr House*

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
a tutt’oggi non ci è dato sapere del destino di Bill, Tom e quella zoccola di Jenny.
Nell’attesa di ulteriori, scandalosi e sconvolgenti risvolti, io vi esorto: ESORTATE ANCHE VOI!

The Marilyn Horror Picture Show

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
prima d’immergerci nel torbido mondo delle real-person-fycci, urge una doverosa precisazione:

Alla sottoscritta piace Marilyn Manson. La sottoscritta apprezza il personaggio che Brian Warner si è creato addosso e la musica che compone e propone. La sottoscritta ne possiede inoltre l’intera discografia, quindi nulla di quanto verrà qui di seguito esposto è stato dettato da sentimenti quali antipatia, intolleranza o perbenismo assolutista.

Ciò esplicitato, ave a voi!
Quest’oggi v’imbatterete in qualcosa in cui mai vi siete imbattuti.
Quest’oggi dimenticherete gli addominali guizzanti scolpiti dai faticosi allenamenti di Quidditch, le chiappette tornite dei calciatori del Sol Levante, il fascino nascosto tra i capelli unti di un professore di Hogwarts a caso e il dialetto burino degli Elfi dei Boschi della Terra di Mezzo.
Quest’oggi, miei cari, avremo a che fare con:
1. un’ingenua ragazzina innamorata dell’uomo nero, dell’uomo che popola gli incubi dei bambini e dei genitori, dell’uomo che "tutti temono"
2. un tale maledettamente bello e dannato. Così fuori dal comune…
Per chi se lo stia chiedendo, non è una fyccina su Twilight. E nemmeno sulla coppia d’oro dell’iperglicemia Pattinson/Stewart. E’ piuttosto una piccola storia d’amore che ha per protagonista…


Marilyn Manson. No, non il signor Warner. Proprio Marilyn Manson.
L’autrice è missymanson e amore dannato potete trovarla qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=499471&i=1

Il macabro sipario si apre su un passo a due dal retrogusto vagamente vampiresco -ed anche un po’ trash. Era lì, davanti ai miei occhi innamorati, in tutto il suo splendore lunare. E, in effetti, lo splendore lunare potrebbe trarre in inganno e farci pensare proprio ad Edward Cullen… ma attenzione, mascherine! I glitter di Edward Cullen sbrilluccicano al giorno, non alla luce della luna. E a far pensare a un tuailaittoso vampiro sarebbe anche il fatto che ad aver perso la testa per lui è una ragazzina cui manca una chiara e netta visione delle priorità, tanto che si compiace nel perdersi nel sapore di alcool di quelle labbra vellutate. Ehm. Ora. Finché il sapore di alcol è sulle labbra va bene… potrebbe avere anche un che di poetico. Ma alla retrostante fiatella ci pensate? No, perché io uno così non lo vedo accontentarsi di un Vodka Martini agitato, non mescolato.
Colto alla sprovvista da un gesto così maledettamente sbagliato, così fottutamente immorale, Marilyn (lo chiameremo come è chiamato nella fycci, non abbiatene a male), solleva un sopracciglio in una magistrale imitazione del figlio illegittimo di Severus Piton e Lucius Malfoy e con voce calda e fredda allo stesso tempo (e qui potete sbizzarrirvi con gli ossimori più quotati nel fycciworld: sgarbata ma gentile, tenera ma dura, spigliata ma timida, buona ma cattiva… etc etc etc… etc.), tiene a specificare: saresti solo l’ennesima ragazza che lascio in lacrime!.
Io sono il predatore più pericoloso che ci sia al mondo. Ogni cosa, tutto di me, tutto ti attrae: la mia voce, la mia faccia, il mio odore perfino. Come se io avessi bisogno di questo. Come se tu potessi sfuggirmi! O potessi respingermi. Io sono fatto per uccidere.
La ragazzina tuttavia non demorde, anzi: mette in atto la tecnica di convincimento più antica di tutte, quella che le donne si tramandano di generazione in generazione: il sesso oral il pianto. Ebbene sì, si mette a piangere davanti a quel kattivone acattolico di Marilyn Manson. Il quale, secondo canon (laddove per canon intendo ciò che il personaggio lascia intendere di sé, non certo la persona che noi NON conosciamo), dovrebbe continuare a guardarla con il solito sopracciglio alzato o tutt’al più consolarla con un salomonico e laveyano il diavolo non esiste, il satanismo è il culto di se stessi, e invece no! Prima si scusa. Poi le chiede di non piangere. Poi la bacia, anzi no: la descrizione della scena è talmente BellaSwannesca che ve la propongo per intero;
Mi tirò a sè e mi baciò con forza. Un bacio, molto diverso dal primo, ci univa. Le gambe mi cedettero. Marilyn (visto? Lo chiama Marilyn! Non è assolutamente lol?) mi sostenne stringendomi a se, con l’accento.
Mi venne il dubbio se mi stesse baciando o succhiando via l’anima. Ma che importanza poteva avere? La mia anima gli apparteneva da sempre.
Ma perchè ora mi baciava con tanta foga? Aveva appena finito di dirmi che non c’era speranza con lui. Forse era solo impietosito dalle mie lacrime e mi stava accontentando per non avere dei sensi di colpa. Tuttavia non ce l’avevo con lui, anzi lo trovavo carino da parte sua.
Carino? CARINO?!? Le parole Marilyn+Manson+carino non vanno assolutissimamente d’accordo! Stonano più di Ozzy+Osborne+orsottodipeluche!! Mi faceva un po’ di paura. Ma lui era tutta la mia vita; se mi avesse uccisa, sarei morta felice.
Ovviamente, di tutto questo non viene specificato il perché.
Perché una ragazzina che non ha ancora varcato le soglie dell’adolescenza (se non fisica, mentale) si è trovata faccia a faccia con Marilyn Manson?
Perché questo amore così appassionato e folle, da cosa è nato, perché è nato?
Perché questo abbandonarsi in modo così totalizzante, financo immaginarsi felice a morire uccisa da lui (probabilmente dalla fiatella di cui sopra)?
E perché lui, dalla fase nonteladaròmmai è d’emblée passato alla fase emo-love?
Prese un coltello che passava di lì per caso e si fece un piccolo taglio sul polso.

*SPOT*
Al prossimo San Valentino, regala un grumo di sangue.
Non sarà per sempre come un diamante, ma perlomeno l’idea è originale e costa meno del ketchup.
*FINE SPOT*

Nonostante il tenero pensiero, però, la nostra protagonista pare non apprezzare del tutto. Lui non sapeva e non doveva sapere che il sangue mi faceva ribrezzo. Toh, ecco. Bastan due parole, dico due, e l’atmosfera romantic-gothic-emo va a balengo. Fortuna che ci pensa Marilyn a stemperare eventuali tensioni e a vincere titubanze quantomai inopportune. Che ti prende? Non ti voglio mica uccidere!
Abbèh, grazie tante!
Mi tolse la maglietta, prese con un dito dell’altra mano un po’ del sangue che gli colava dal polso e mi disegnò un cuore sul seno.
…Marilyn Manson che disegna cuoricini, anche se con sangue altrui, è più agghiacciante di… di… di questo.
Guarda che se ridi sei più bello sostiene lei. Sarà che de gustibus non disputandum est, potrà anche essere ovest, ma alla luce della foto poco sopra linkata, ne siamo proprio sicuri sicuri? Preferivo la sua espressione di pietra marmorea!

Fatto sta che com’è, come non è, comm’a Mmosé, diciamo che la mattina successiva a questa del tutto inaspettata risoluzione delle controversie, la luce del sole che riscalda il viso della protagonista non è stata l’unica cosa a penetrare e che i vetri della finestra non sono stata l’unica cosa penetrata. E qui non mi si dica che non siamo bravi a paracular parafrasare.
Ovviamente, essendo giorno, il bel vampiro (sic!! sicchissimo!!) se la ronfa ancora della bella, dando modo alla nostra innmominata ragazzina di contemplare la sua bellezza. E di giungere, infine, alla suprema verità fyccinesca:
Oh Marilyn, come eri bello tra quelle lenzuola nere! Splendevi di luce propria come la più bella delle stelle che popola il firmamento. La luna doveva essere proprio invidiosa perchè in quella notte di passione lei non brillava nel cielo!
La luna tiene ad informarci che se non brillava nel cielo non era perché fosse invidiosa, ma perché ha lo stomaco delicato e certe scene la debilitano. Ed aggiunge che è anche abbastanza scocciata di venir sempre chiamata in causa come invidiosa praticamente da Shakespeare in poi, ma insomma, ma perché giusto lei dovrebbe essere invidiosa? Solo perché è una palla con la faccia bianchiccia e butterata che ha la gobba a settimane alterne (tipo Igor di Frankenstein jr) e il ciclo perenne?
Ad ogni modo.
La contemplazione delle morbide labbra, del petto marmoreo (Quidditch anche lui?) e del volto struccato del bel demone (ipsa dixit), dura finché questi non si sveglia e le propone un bel giro turistico di Los Angeles. Ma di giorno, eh! Tanto che, per difendersi dai paparazzi, Marilyn ovviamente era struccato e indossava degli spessi occhiali da sole. Mano nella mano con la giovane fidanzatina.
I nostri due innamorati passeggiano per le vie della città raccogliendo margherite e ben attenti a non smarrire il cestino di focacce per la nonna finché, di punto in bianco, non si mette a piovere. E anziché imprecare in assortiti idiomi perché non hanno uno straccio di ombrello dietro, loro due cosa fanno? Ridendo come bambini, ci rifuggiammo in un vicolo cieco sotto il riparo offertoci da un balcone. Eravamo completamente fradici e così tremendamente felici.
Evidentemente nessuno dei due aveva le scarpe nuove, magari scamosciate. Ma non è finita qui.
Il signor Warner è evidentemente un po’ gracilino. Tutto pelle e ossa, lungo lungo e smunto smunto. Pallidino, anche. E’ plausibile che un bell’acquazzone possa causargli crisi febbrili immediate e conseguenti deliri. Tant’è che la stessa protagonista è colta alla sprovvista quando lui sussurrò un dolce "Ti amo" mentre mi prendeva il viso fra le mani (…) "Io ti amo, Bechy!"
Aaaaaah, ma è Ronco si chiama Bechy!

 
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
ritengo che ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Lascio a voi l’auditorium. Prendete parola e diffondete il Verbo!