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Quando MarySue dovrebbe rivedere le sue priorità… (prima parte)

Cari i miei Grinch e le mie Grinchesse (sembra un insulto, lo so; ma condivido con voi questo fardello, come quello di essere zoccola e frigida… Evidentemente siamo Grinchesse dalla personalità pepatissima e dal fascino sottile, visto che nonostante tutto siamo ancora in attività), cari Grinch e Grinchesse, dicevo, eccoci per la consueta recensione di Natal- Ehm, Santo Stefano.
Pensate, ancora qualche anno e sarà la tradizionale recensione di Capodanno.

Ed effettivamente, questa recensione sarebbe perfetta per Capodanno: c’è il solito cotechino dalla bianca cotica, e le solite lenticchie (trama insensata, personaggi snaturati e invertebrati, relazioni inutili e senza alcun senso) che si portano appresso tutti i pruriti del caso (parlavo dell’allergia, razza di depravati!). Sì, sarebbe una recensione perfetta per Capodanno, questa.
Bene, ci vediamo tra cinque giorni allora.

Ahi, AHI! Va bene, razza d’ingrati! E recensione di Santo Stefano sia!

*Il cenone di Capodanno anticipato è gentilmente offerto da EbbylineSwarovski, l’unta e bisunta trattoria che l’ASL chiuderebbe senza nemmeno varcare la porta è la solita unta e bisunta trattoria dove ceniamo ogni anno. Il tavolo è prenotato a nome “ Il ritrovo del cuore.”, ma se non riuscite a trovare la via consegnate questo ( http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1445086&i=1) indirizzo al tassista: saprà dove portarvi.*

Il cotechino, dicevamo.

Ebbyline (sì, come l’autrice), strega quindicenne, subisce un grave lutto: la morte della sorella gemella. Invece di circondarsi dell’amore dei suoi amici, decide di cambiare scuola e trasferirsi nell’istituto frequentato dalla defunta sorella: Hogwarts.
Ah, Ebbyline è stata anche ad Azkaban, ma suppongo non stesse studiando lì.

“Che cosa sarà successo?” è quello che ci chiediamo noi.
L’autrice, invece, con la sua storia vuole svelarci ben altre risposte a domande che lei stessa pone:

Questa ragazza, riuscirà a riaprire il suo cuore al mondo?

Beh, magari intende dire che dopo il lutto è diventata una persona introversa…

O per lei è davvero finita?

Suvvia, sarà una giovane forte e nonostante il dolore si riprend-

Ci penserà un ragazzo, anzi, vari ragazzi.

… Io voglio pensare bene: starà sicuramente parlando di un gruppo di amici che saprà sostenerla e volerle bene!

Ma riusciranno nella loro impresa apocalittica?

Ancora, mi sembra un po’ troppo melodrammatico questo scenario…

Si farà degli amici e manderà a quel paese la tradizione di odio che si è sempre manifestata tra Serpeverde e Grifondoro.

Ma… E ‘sti cazzi no? Ma soprattutto: pure Lily Evans aveva un amico a Serpeverde, ma non mi sembra fosse questo il suo merito più grande!

Lei, l’unica persona al mondo in grado di usare la magia senza bacchetta, sarà accettata?
Unica, certo. Silente, la smetta di ridere: lei è morto, i morti non ridono. Si dia un contegno!

Lei, senza più una famiglia al mondo, verrà amata?
… Chi ha detto ai violinisti che potevano iniziare? Il concerto di Capodanno è tra sei giorni, eccheccazzo!

Lei, che cambierà il destino del mondo magico, ne sarà all’altezza?

Se già mi dici che lo cambierà perché dovrei pensare che potrebbe non esserne all’altezza? Dai, cazzo, mi hai già rovinato il finale!

Ebbyline Swarovski ritroverà la parte della sua anima che ha perduto in una notte nuvolosa d’estate?

Violinisti, TACETE, che adesso c’è l’angolo dell’autrice da riassumere!
In poche parole: l’autrice ha già scritto due libri su Harry Potter per noia e dunque adesso scrive una fanfiction che rispecchi pienamente ciò che voglio per il mio personaggio. No, non lo so cosa voglia dire, ma andiamo avanti.

Troviamo Ebbyline china sulla bara dell’amata sorella, sconvolta:

(…) gli occhi grigi serrati con le ciglia folte ricurvate dal trucco [però, che efficienza ‘ste onoranze funebri, pure il piegaciglia ed il mascara incurvante!], il naso che tante avrebbero bramato pallido come il resto del corpo [Rallegriamoci un po’ per la felice sorte di una contendente: basterà corrompere il guardiano del cimitero e procurarsi una pala, un seghetto ed un bisturi ed il tanto bramato naso andrà all’intrepida fanciulla!], le labbra rosee immobili [Sinceramente, è meglio così: solitamente se ad un morto si muovono le labbra non è un buon segno. Nel migliore dei casi potete aspettarvi uno sbavino scuro nonostante la tanatoprassi, nel peggiore… Mirate alla testa.], (…) Tutto di lei era stato curato nei minimi dettagli [Ci credo, con quel che costa un funerale!] eppure, niente di tutto quello lasciava trasparire che fosse… morta [Come dicevo, hanno fatto un buon lavoro].

Ma Ebbyline ha promesso alla sorella che non avrebbe pianto, al suo funerale, nonostante si senta come se metà della sua anima fosse morta.

Era come se avessi una mela e dopo averla tagliata la lasciassi li, per poi tornare e notare che solo una metà era marcita.

… A parte la metafora criptica… Ma se non aveva appena detto che sembrava viva? E adesso è marcita, tutta d’un tratto?

Ecco, lei si sentiva la metà che era rimasta bella e succosa [facile, quando ci si confronta con un cadavere]. (…) Avrebbe dovuto morire insieme a lei, come si erano ripromesse da piccole [Eh, certo. Proprio quei giuramenti intelligenti che uno fa a quattro anni]. Avrebbero fatto tutto insieme: il primo bacio [kinky!], il matrimonio [interessante prima notte di nozze…] e persino la morte.

E così, tra pessime metafore e ripetizione di concetti, ecco che Ebbyline ripensa a tutta la sua tragedia familiare:

Prima sua madre, malata di cancro, le aveva lasciate in custodia al padre. Poi suo padre, afflitto dal dolore, si era tolto la vita. A seguire il ragazzo che lei amava l’aveva tradita e scaricata. Adesso lei.

… E il cane, Pongo, è stato investito da una carrozza; il pesce rosso, Goldie, divorato dal gatto… ed il gatto si è strozzato con il pesce rosso, presumo [cit.].

Ma Ebbyline non può permettersi di crogiolarsi troppo nel dolore: deve commemorare la defunta con un discorso che parla per quelli che persino a lei paiono secoli, davanti ad una folla che si fa forza ascoltandola e vedendola lì. Tra di loro, defilato in un angolo remoto della chiesa, un ragazzo moro dagli occhi verdi (no, non Harry: questo è Mattew, il ragazzo della defunta. Lo si distingue da Harry perché Mattew ha lo sguardo saettante, non la saetta sulla fronte).

Ebbyline è sempre stata gelosa di loro due, ma felice per la sorella. Gelosia immotivata, comunque: come vedremo ora, Mattew è fuori di testa (o c’è finito per il dolore):

- Perché non mi ami più, Rose? – sussurrò il ragazzo fissando la ragazza.

- Io non sono Rose, Mattew – rispose la ragazza turbata da quel suo comportamento.

Lui la lasciò andare sofferente e chiuse gli occhi: presto sarebbe tutto finito.

Ma i più accorti avranno notato l’assenza di una lenticchia: conosciamo l’aspetto fisico di Ebbyline solo grazie alla descrizione della sorella defunta. Un abile trucco letterario, dite? Un totale disinteresse per un aspetto così frivolo, durante una scena tanto tragica e toccante, da me smontata con tanta cattiveria e battute di pessimo gusto?
No:

P.s: Qui trovate il vestito di Ebbyline al funerale: http://www.polyvore.com/cgi/set?id=60500445&.locale=it
P.p.s: Ebbyline è sempre vestita impeccabilmente e siccome non riesco mai a descriverla (sono un disastro!) metterò il link di Polyvore, dove creo io i set.

Ecco. E con questo ho il culo parato per ogni accusa di cattivo gusto durante questa recensione.

Stendiamo una pietra tombale pietosa (l’ho detto, ho il culo parato!) sulla scelta di inserire il link a Polyvore col vestito del funerale e passiamo al prossimo capitolo e lasciamoci travolgere dal nonsense.

Ebbyline torna a casa e si lascia investire dai ricordi: le due sorelle si volevano così bene che mai avevano litigato, pensate. E questo perché anche Rose, come la madre, aveva il cancro (“eh, ma è bello essere a casa, vero padron Robin?!”).

Da qui parte una bella divagazione sulle case a Durmstrang (scuola frequentata da Ebbyline):

Venivano smistati al secondo anno, dopo aver compilato un test d’intelligenza. Alfa, dove la ragazza era stata smistata, era
[ovviamente!]per quelli che anche se non studiavano prendevano voti eccellenti. [Insomma, quelli che potrebbero pure levarsi dalle palle e lasciare spazio ai comuni mortali: a che serve la scuola se sai già tutto? ]

Beta, Gamma e Delta erano per quelli con voti scarsi. La vergogna della scuola, diceva il preside.
La via di mezzo non esiste.

Per dare maggiori probabilità a quelli meno dotati ogni anno venivano dati dei test, e se li superavano venivano trasferiti nelle classi Alfa.

Gli altri a coltivar patate.

Aveva scelto di andare a Durmstrang perché la sua intelligenza nelle materie oscure era pari solo a quella di Voldemort [Voldemort non ha “un’intelligenza nelle materie oscure”: ha studiato le arti oscure ed è uno stronzo, fine.] e si sentiva decisamente sprecata in una scuola come Hogwarts [Nessun problema: non mancavi proprio a nessuno, razza di attention whore con aspirazioni da BAMF].

Dunque lei non vuole tornare a Durmstrang, perché la gente l’avrebbe guardata con pietà: meglio andare a Hogwarts (dove tutti la guarderanno come se avessero visto un fantasma, presumibilmente).

Qualcuno bussò alla porta interrompendo il filo dei suoi pensieri. Si tirò su dal morbido letto e, con ancora il vestito del funerale [per chi non se lo ricordasse, il link a polyvore è qua sopra], scese le scale per vedere chi fosse.

È Matthew (l’acca l’ha recuperata tra un capitolo e l’altro), ed assistiamo ad uno dei momenti WTF? Della ficcy: il giovane le dice che era lei, e non Rose, che avrebbe dovuto morire:

- Hai capito bene. Scommetto che muori dalla voglia di sapere perché l’ho fatto –

Pessima scelta di parole, a mio avviso.

- Ci sei arrivata, finalmente. Sai, al sicario avevo detto di chiamarti per cognome ma non credevo che avrebbe risposto Rose al telefono[omicidio telefonico?],… – il sorriso sul viso del ragazzo si allargò ancora di più – Rose non rispondeva mai al telefono [Ah, beh… Un piano infallibile!]. Quando sono arrivato e ho visto Rose tra la vita e la morte non capii immediatamente come potesse essere successo; e poi sei arrivata tu. L’hai presa tra le tue braccia. Ma in quel momento io dovevo prenderla tra le mie braccia, e così, me la sono presa con l’unica persona che si stava crogiolando del bel lavoro svolto… –

(…)
Non era sorpresa del fatto che Matthew volesse sbarazzarsi di lei [Ah, beh…]. Era geloso, e troppo innamorato per vedere oltre quell’amore asfissiante [ma nel capitolo prima non invidiava la storia tra lui e la sorella?]. Non avrebbe mai capito che Rose l’avrebbe lasciato seduta stante se lei fosse morta [Mi sono persa: l’avrebbe lasciato –comprensibilmente!- se avesse saputo che era lui il mandante o l’avrebbe lasciato e basta?].

Matthew mostra sempre più segni di sociopatia:

Ma, ripensandoci, ora che Rose è morta potrò finalmente avere ciò che puntavo da anni: te

Ricapitoliamo: Matthew era geloso del rapporto tra le sorelle, dunque decide di… uccidere quella che ama, per rimanere con la sorella che non ama ma con cui è fidanzato. Ma il sicario sbaglia ed uccide la fidanzata che per lui era un intralcio a loro due, dunque va dalla donna che ama e dice “Beh, poco male, adesso posso stare con te”.
Siamo sicuri che non sia un trucco per avere attenuanti quali la semi-infermità mentale?

Lei strabuzzò gli occhi. Lei? Come poteva volere lei dopo due anni insieme alla sorella?

Vai così, Ebbyline: è proprio questo il punto focale della situazione!

- Ma io non ho ma voluto Rose. Perché prendere la metà della mela marcia, quando potrei avere quella sana? –

Continua pure tu così, Matthew: stai perorando la tua causa con arguzia e sensibilità uniche!

Matthew le dice che voleva ucciderla perché non ricambiava il suo amore, Ebbyline lo rifiuta una volta ancora  e lui è pronto ad ammazzarla. Ebbyline coglie l’opportunità (prima cosa intelligente in tre capitoli!): lo disarma fantafigheggiando con gli incantesimi senza bacchetta e lo ammazza.

Presto quelli del Ministero sarebbero arrivati ad arrestarla per aver praticato la magia fuori dalla sua scuola.

Mica perché ha usato l’Avada Kedavra (che comunque era di legittima difesa).

Non le importava se sarebbe finita ad Azkaban.

Assassino di tua sorella, che già aveva cercato di uccidere la protagonista ed anche in quel momento era lì per ammazzarla… In effetti nemmeno io mi preoccuperei di finire ad Azkaban: nemmeno un coglione ti manderebbe ad Azkaban, in questo caso!
… nemmeno a dirlo, persino il processo è delirante. Ma quello ve lo propino la prossima volta, insieme al resto del quarto capitolo.

Sei anni di Fastidious…

… E non sentirli (tanto che, se non fosse stato per Fiamma Di Carta, avremmo dimenticato il compleanno anche questa volta).

Tanti auguri a tutti noi, dunque: recensori, lettori e autori recensiti (perché no).

A Natale anche Voldy è più buono – parte seconda -

Sì, sono finalmente tornata con la seconda parte.

Di cosa? Ma della fanfiction di Hangie! Quella di kinderbuena89 (ora LadyMerendina), ricordate?

Come no! Quella della figliadiVoldemortfidanzatadiDracoacuivienecancellatalamemoria! Dai che ve la ricordate, il link è questo: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=273657&i=1

Lo so, è passata una vita dalla prima parte ma cercate di capirmi: è da Natale (va bene, da Natale 2009, praticamente due anni fa… Che pignoli siete!) che guardo questo file con un misto di terrore e ribrezzo (intendiamoci: non tanto per la fanfiction in sé, che non è poi peggio di molte altre, ma proprio per la mole di lavoro… La prossima volta col cavolo che vi recensisco una long-fic!) senza nemmeno riuscire a rileggere gli appunti, ma ora è giunto il giorno.

Dopo tutto ve lo avevo promesso.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì…

Hermione scopre il suo passato con un viaggio nel tempo (un altro?) mentre è in visita dai genitori-nonni perché, com’è ben noto ai lettori della serie, gli studenti fanno spola tra Hogwarts (Scozia) e le proprie famiglie ogni pochi giorni.

Meglio, scopre quasi tutto: ancora non sa chi fosse il ragazzo di cui era innamorata… Come fai a fare un viaggio nel tempo e a non vedere un volto? Mistero della Ficcy! Non c’è da preoccuparsi, comunque: tra qualche giorno la nostra Hermione compirà quindici anni (per la seconda volta) e a quel punto si ricorderà tutto.

Ora, se pensavate che il resto dei personaggi riuscisse a sottrarsi al delirio, vi sbagliavate di grosso: Silente decide, infatti, di organizzare una festa per Hermione senza un motivo logico.

Albus alzò lo sguardo e sorrise.

“Proprio come avevo previsto! Bene, avremo un ottimo motivo per la festa.” Si alzò.

“La festa? Quale festa?”

Albus rise.

“Tra due giorni è il suo compleanno, ricordi? Come ben sai, proprio ieri Cindy le ha rivelato la verità. Per cui, adesso, quella povera ragazza è sotto pressione…e a dir poco scioccata!”

Minerva sospirò.

“Eh già…povera Angelica! Le ci vorrebbe proprio una distrazione!”

“Ed è quello che noi le daremo, cara Minerva. Le organizzeremo una festa spettacolare, con tanto di balli! Così magari…la aiuteremo anche a ricordarsi del suo grande amore! E per lei sarebbe un bene…”

No, il fatto che sia stata la migliore agli esami e che tra poco compirà gli anni non sono ragioni valide, e nemmeno che sia sotto pressione per via del suo passato è una buona scusa: dovrebbero esserci feste in onore di Potter ogni sera dell’anno, secondo lo stesso ragionamento! Quando Silente annuncia l’imminente festa, gli sguardi di Hermione e Draco s’incontrano.

Draco, infatti, si è ricordato del suo passato il giorno del suo quindicesimo compleanno (seguendo una timeline sana, è corretto: Draco compie gli anni a giugno e Hermione a settembre; peccato che nella fanfiction Angelica sia nata a marzo!) e non vede l’ora che anche Angelica si ricordi di lui. Nel frattempo langue d’amore per lei.

Hermione si presenta al ballo con un vestito rosa (forse quello del quarto film, forse un altro perché, da come si sviluppa questa trama, non sono solo convinta che l’autrice non abbia mai toccato un libro di HP, ma dubito seriamente abbia visto più di uno o due film; perlomeno non lo dimostra) e tutti sbavano (come previsto). Apre le danze con Harry sulle note di “Remember me this way” (e pensate, la fanfiction è stata scritta prima che venisse girato “I doni della morte”!), poi nota che i suoi nonni sono al ballo e, alle ventidue esatte, si ricorda di essere innamorata di Draco.

L’aria intorno a lei…fu come se fosse battuto il colpo di un grande gong…una grande voragine si aprì dentro di lei…ma non la vide minacciosa, perché di solito una voragine porta via le cose…

Quella le stava portando qualcosa…

Il resto dei suoi ricordi.

Lui si avvicina, lei si congeda da parenti e amici e iniziano a danzare sulla loro canzone: “When You Say Nothing at All” (suppongo nella versione originale del 1988, perché quella di Keating non era stata ancora incisa, nel 199… Ah, no, siamo nel 2004. Capita, con le ficcyne.).

Dai commenti, Wi Couch Potato mi fa notare che sarebbe comunque sbagliato, visto che Hermione è del ’79 ed ha quindi un anno in più dei suoi compagni. Chiedo perdono per la svista, potrei dare la colpa alla ficcyna che mi ha fuso il cervello, ma in realtà sono sempre stata così. Scusate.

I due si fermano, Draco le appioppa nuovamente l’orrorifico medaglione e al dito anulare sinistro di Angelica ricompare l’anello di fidanzamento (così, *puff!*, prima non c’era e adesso c’è, come ai Sims quando si sposano).

È dunque il momento delle spiegazioni: tra una sega mentale e l’altra, Hermione spiega la sua storia agli amici più cari.

“Lui alzò la bacchetta…e la colpì con l’Anatema Senza Ritorno…”

Cosa diavolo sarebbe l’Anatema Senza Ritorno? Proprio parlando di Voldemort, poi, a cui l’Avada Kedavra fa un effetto Boomerang pazzesco… Mah.

Draco e Angelica tornano in pista (sul brano “Favola” dei Modà…). Arrivati al ritornello, Draco inizia a cantarlo per Angelica. Il resto della scuola di mentecatti parte con gli applausi e la richiesta di bis (non sto scherzando, ora: c’è scritto).

La pace dei nostri idioti preferiti viene però interrotta a mezzanotte e mezzo: Tom e i suoi amici arrivano.

Le candele si spensero di colpo….le enormi finestre della Sala Grande si spalancarono e una forte folata di vento gelido si fece spazio fra gli studenti…a un tratto era calato un silenzio tombale…l’intera scuola rabbrividì, e se ne restò ferma; tutti si chiedevano “cosa succede?” Pensavano, forse, che fosse un ‘effetto speciale’ per la festa…ma poi…dalle finestre entrarono due o tre Mangiamorte…e uno in particolare, quello più alto, attirò l’attenzione di Draco…ma prima che il ragazzo potesse formulare anche un solo pensiero…ecco che l’immenso silenzio si trasformò in un gran rumore di grida e scalpiccii. Gente che fuggiva da tutte le parti, presa dal panico, professori che cercavano inutilmente di tranquillizzare gli studenti…

Quando però viene ricordato a Tom che è il compleanno della figlia, costui ha un tentennamento. Fortunatamente ci pensa quella idiota di Angelica a fargli tornare l’incazzatura.

Potrebbe cruciarla.

Potrebbe ucciderla.

Le tira uno schiaffo. No, in realtà nemmeno ci riesce, perché arriva Draco a fermargli la mano e a minacciarlo.Negli unici due secondi in tutta la fanfiction in cui Lucius dimostra un po’ di senno, dice a suo figlio che gli fa schifo.

Un’ultima scenata tra Tom e Angelica e poi i Mangiamorte se ne vanno (già, senza nemmeno una piccolissima strage…).

“Farai meglio ad andartene, padre. Voglio andarmene a dormire. Sono stanca morta…non sono come te, che non fai niente dalla mattina alla sera, sai?”

… Ma come, non cucina e rifà i letti a tutto i Mangiamorte, prima di preparare i discorsi di incitamento? Sfaccendato di un Voldemort!

Due mesi dopo, Angelica informa Harry del suo desiderio, frenato dalla paura, di fare l’amore con Draco. Harry le dice che non deve averne perché Draco è innamorato di lei (ma che palle, è la settordicesima volta che lo dice! Ormai l’hanno capito anche i sassi! Perché Hermione, che di solito è una persona intelligente, deve farselo spiegare da quel cretino di Potter?).

Dopo queste rassicurazioni, la ragazza informa Harry che quella notte rimarrà con Draco.

Complice un rave in Sala Grande (non c’è altra spiegazione: i Serpeverde tornano ai dormitori solo il mattino dopo!) i Nostri, tra candele, fiori e canzoni romantiche consumano il loro amore.

Draco le baciò la fronte.

“Shh. Calmati. Se non vuoi possiamo…”

Hangie scosse la testa.

“Voglio farlo, Draco. Però…potresti per favore tenermi le mani? È la sola cosa che ti chiedo.”

Draco deve aver imparato a volare… Poi si contorce come un lombrico e alla fine si addormentano. Il giorno dopo Angelica incontra i suoi amici e Luna si unisce a loro. Nota che Ron è cresciuto, rispetto all’anno precedente (secondo la linea temporale saremmo a maggio… Luna è meno sulle nuvole nei libri!). Nella stessa giornata, Angelica è costretta a farsi passare il compito di Incantesimi perché il terrore per suo padre le impedisce di concentrarsi (fino a due minuti prima non lo considerava quasi un problema… Qualcosa per gli sbalzi d’umore non le farebbe male).

Nelle note dell’autore kinderbuena LadyMerendina fa sapere che:

“So ke nei prox cap vi sembrerà la solita storiella d’amore…tutti baci e dichiarazioni…ma nn fatevi ingannare…è fatto apposta :P almeno così i personaggi vengono un po’ distratti dalle loro sofferenze e dai loro problemi…”

… E dove sarebbe la differenza con quanto scritto fino a ora?

Silente decide che è tempo, per Angelica, di fare outing davanti al resto della scuola (lui nisba, c’ha pensato la Rowling successivamente agli eventi narrati qui… Ma quella è un’altra storia, una decente).

Angelica dichiara quindi, davanti a tutti (durante la festa, quando Voldemort ha urlato “SONO TUO PADRE”, dormivano tutti) di essere la figlia di Voldemort. Siccome questa è una ficcina, il popolo ignorante e cafone passa dalla curiosità al disgusto in 0.5 secondi senza nemmeno passare dall’incredulità, dallo sgomento o da quel paio di reazioni umane che danno credibilità a una scena simile.

Nonostante le prime reazioni, appena Angelica assicura ai compagni che lei è buona e racconta loro la sua storia strappalacrime, tutti cambiano parere su di lei e parte pure l’applauso (logico: vivi per quattro, cinque anni con una persona e appena scopri che suo padre è un terrorista sospetti di lei, ma basta che lei ti parli del suo triste passato che parte la standing ovation. Non so Angelica, ma io questi allarmismi e questo patetismo alla Studio Aperto li trovo vagamente offensivi.)

Quella notte (o un’altra, non c’è dato saperlo), alle tre in punto (precise eh!) Lucius Arriva a Hogwarts; qualcuno lo vede? No. Arriva, dicevamo, col preciso scopo di insultare Angelica.

In realtà, non si capisce bene: arriva di notte, lui e Angelica si puntano rabbiosi le bacchette contro, si scambiano convenevoli, parlano di Draco, duellano, poi Lucius la mette sotto Imperio e le ordina di uccidersi.

Ginny arriva e riesce a dare l’allarme, Lucius lancia la spada contro ad Angelica e scappa.

“Non me ne andrò senza aver ucciso questa sporca Mezzosangue.” puntò la bacchetta verso la spada caduta a terra “Accio spada!” e una volta che l’ebbe avuta tra le mani…la lanciò verso Angelica!!

LadyMerendina, deciditi: o è mezzosangue o è figlia di Voldemort e di una strega.

Harry si lanciò in avanti, cercando di intercettare la spada…

Ma non riuscì a far sì che non colpisse la ragazza!

La spada la colpì proprio vicino al cuore!!

Ginny si lanciò verso l’amica a terra, in lacrime.

“ANGELICA!!”

Harry cadde a terra con l’amica tra le braccia.

Ron invece puntò la bacchetta verso Lucius…che però sparì subito.

La nostra protagonista viene portata in infermeria mentre nel resto del castello viene dato l’allarme. Draco giunge al capezzale di Angelica che, tra le smancerie del fidanzato e l’interrogatorio meno opportuno del secolo da parte di Silente, viene operata. Draco ottiene il permesso di rimanere a dormire con lei e si addormentano abbracciati (si sa che i punti non fanno male per niente…).

Quattro giorni dopo, Angelica è in piedi e pronta a sedurre Draco con il collaudato gioco della professoressa e l’alunno nella collaudata alcova da ficcy: la stanza delle Necessità.

La Stanza delle Necessità, come Angelica si aspettava, era vuota, e tutto era esattamente come lei lo aveva preparato e lasciato il giorno prima [è la Stanza delle Necessità, perché la prepari il giorno prima?]: le pareti erano azzurre, con nuvole bianche dipinte sul soffitto. C’era un piccolo divano in fondo alla stanza, e tutto intorno fiori, e candele a mezz’aria; il tocco di Angelica, erano i palloncini a forma di cuore che svolazzavano di qua e di là per tutta la stanza, che fecero sorridere Draco.[Oh, ora capisco: la stanza si è rifiutata di ricreare una stronzata simile!]

In questo luogo pacchiano, Angelica inizia la sua lezione:

“Allora… Primo. Amore, significa rispetto. Non devi offendere, o ferire, una persona che dici di amare, non pensi? Fino a qui tutto chiaro, credo. E poi, bè poi…ci vuole fiducia. Reciproca. Se ami una persona, devi fidarti di lei per tutto quanto. Non escluderla da niente.”

Angelica, non facevi prima a prestargli il Cioè?

“Quando stai con una persona, non devi soltanto essere suo amante…ma anche suo amico. Intendo un amico sincero. Il dialogo è la chiave dell’amore, e ricordalo sempre.” (…) “Draco. Ascoltami bene. Non dire mai più le cose che hai detto quel giorno, ok? Io non ho paura di loro. Cioè…sì, un po’… Ma tu sei la mia forza. Se ci sei tu, con me, io sono certa che riuscirò a batterli. E potremo finalmente stare insieme…ed essere felici.”

Stucchevole.

Nel capitolo successivo, Angelica va dai nonni, senza dire nulla a Draco (“il dialogo è la chiave dell’amore” ce lo siamo già dimenticato?). Questi cade così in una imboscata di suo padre e viene costretto a spiare Silente: se non lo farà, la vita di Angelica sarà in pericolo (ah, prima no?). Il marchio sul suo polso viene dunque risvegliato (Eh?); Draco è libero di tornare a Hogwarts, dove dovrà riuscire a mantenere il segreto con Angelica che, essendo empatica, potrebbe leggergli il pensiero (a parte che l’empatia funziona diversamente, ma… CE LO DICI AL DICIASSETTESIMO CAPITOLO CHE ‘STA RINCOGLIONITA È EMPATICA?); anche Angelica ha i suoi problemi: deve nascondere a tutti la sua Missione Segretissima e ha paura che Draco la scopra. E a me sono venute due palle come Bolidi a furia di queste paradossali situazioni nelle ficcy, ma andiamo avanti: abbiamo Draco e Angelica che parlano senza guardarsi negli occhi per paura di essere scoperti in un teatrino imbarazzante.

Angelica si confida con Harry, e anche qua mi sento imbarazzata, perché a furia di moine e bacini i due stanno quasi pomiciando.

Harry la abbracciò: i due erano molto legati, si sentivano come fratello e sorella. Sapevano di appartenere a due famiglie diverse, ma in un qual senso, era come se nelle loro vene scorresse lo stesso sangue, che li legava; in fondo erano Mezzosangue entrambi. [MA NOOOOOO!]

Harry se ne va, Angelica si mette a parlare con la madre morta, Draco la sente e pensa che sia pazza le dichiara ancora il suo amore, poi litigano, fanno pace, lui le mostra il marchio, lei s’incazza, lui le dice che l’ha fatto per proteggerla e si riappacificano ancora; Angelica svela il suo piano, si baciano, mi fanno venire il diabete. In pratica due capitoli con lo stesso spessore psicologico di una puntata di “Le magiche ballerine volanti” (ma almeno sono veloci e non ci smazziamo le seghe mentali dei protagonisti troppo a lungo).

Voldemort è invece nel suo castello e si sta congratulando con i Mangiamorte, quando Angelica fa la sua entrata nella stanza e chiede al paparino lezioni di difesa personale. Voldemort accetta. In realtà vuole metterla sotto Imperius e farla stronzeggiare in giro per Hogwarts, così che i suoi amici si allontanino.

Quella notte, Macy porta Tom nel mondo degli spiriti per cazziarlo. In una scena ancora più sbrigativa di quella tra Draco e Angelica, Voldemort si redime, bacia lo spirito della moglie e i due fanno pace.

Nel frattempo Angelica cammina in una maniera che a Harry non piace e i due iniziano a battibeccare (Voldemort non ha fatto in tempo a togliere la maledizione). Arrivano anche gli altri e, con buoni sentimenti e un bacio di Draco, l’incantesimo si scioglie. Angelica parla con suo padre, si riappacificano e lui le dice di aver visto sua madre, poi le raccontagli anni passati a vagare senza un corpo e… Questo dovrebbe essere un riassunto della fanfiction e per fare un riassunto si dovrebbe aver capito di cosa si sta parlando, ma l’unica spiegazione al pasticcio temporale qua descritto è che qualcuno abbia usato la Giratempo come in AVPS. Comunque, alla fine di questo capitolo, Tom e Angelica si lasciano da avversari ma non da nemici, Voldemort è ringiovanito e si è pure rincoglionito di parecchio.

Nel successivo capitolo, troviamo Angelica che segamentalizza: sua madre non è mai andata a farle visita dal mondo degli spiriti. La protagonista dunque passa quindici ore filate a deprimersi

“Capite? Mamma poteva portarmi da lei in qualsiasi istante…poteva vedermi…parlarmi…darmi dei consigli…o che so io!! E invece lei non l’hai mai fatto! Mi ha…abbandonata.”

poi Harry le svela che anche i suoi genitori non l’hanno mai contattato (né una cartolina né una telefonata né niente); Angelica non desiste e decide che, se Macy non la contatta dal mondo degli spiriti, sarà lei ad andarci. Detto questo, si taglia le vene e si lascia morire.

Fine della storia.

Scherzavo.

Per entrare nel mondo degli spiriti basta chiedere a Silente (si sa, le popolazioni antiche facevano uso di droghe per mettersi in contatto con i defunti… Chi meglio di Silente potrebbe conoscere il metodo?) E giacché Angelica è figlia di Maria, fuma in compagnia si porta dietro gli amici nel varco temporale per il mondo degli spiriti.

“Wow… Beh, Angelica, allora stanotte rivedrai tua madre! Da…quanti anni è che non…?”

“Tanti…12 anni per l’esattezza[No, zucchero, sono almeno sedici anni. Perché devo correggere io la linea temporale? Sono solo una lettrice, perché capisco meglio io la delirante trama di questa fanfiction dell’autrice stessa?]. Però…” guardò gli altri “Io non so… Beh, non la vedo da molto… Professore. Non è che gli altri potrebbero venire con me? Solo stavolta…”

Tra baci e abbracci le due inutili donne si riuniscono, poi Macy spiega ad Angelica che, per richiamarla a sé, doveva livellare un po’ come spirito: ora che è a livello ottanta e si è fatta l’armatura con pezzi viola, può fare un po’ come le pare, almeno finché non implementano Cataclysm.

Dunque si lamentano entrambe di Tom e, mentre Macy racconta al gruppetto come lei e Voldemort si sono innamorati, lui compare nel quadretto, bisticcia un po’ con la figlia, ma la moglie defunta devasta il momento di pathos dicendo che ha visto il futuro e che Tom porterà solo rogne. Angelica ha una crisi isterica ma Macy le dice che il futuro può cambiare (ho come idea che ci goda a far disperare le persone); tutti i ragazzini presenti fanno il loro discorsetto da gran finale della recita in oratorio, Voldemort amoreggia con Macy, piange un po’ e torna a casa. Anche Angelica e i suoi amici tornano a casa, e la ragazza giura di redimere suo padre.

Ma Voldemort colpisce Hogwarts proprio nel momento in cui i Nostri stanno marinando scuola(ed hanno incontrato nuovamente Macy che, implementato Cataclysm e arrivata al livello ottantacinque, è tornata in vita); decidono di tornare tutti a Hogwarts e lì incontrano anche Lily e James; il piano è semplice: travestirsi da Mangiamorte e tendere dunque un’imboscata all’”almeno un milione” di nemici. Sì, come in AVPS:

Arrivano anche Sirius e Remus (sempre in coppia, che carini!), il gruppo riesce nel suo piano sconclusionato (avevate qualche dubbio?) e arrivano da Voldemort, che sta personalmente controllando le catene dei prigionieri (oh, quanto è malvagio).

Scopriamo, dunque, che Voldemort non è cattivo: ha solo frequentato la gente sbagliata, tra cui Mortimer (CHI?), capo del Regno Infernale (COSA?) col quale stipola un contratto (QUANDO?). Voldemort aveva cercato, dopo aver ritrovato Macy nel regno degli spiriti, di recedere dal contratto, ma Mortimer era riuscito a soggiogarlo (in un modo descritto con una scelta di termini davvero infelice).

Le cose stavano così: Tom Riddle, all’apice del suo potere, fece un patto con il capo del Regno Infernale, perché lo aiutasse a mantenere il potere. Il patto era che Mortimer (questo il suo nome) avrebbe mandato le Forze Infernali verso Tom, con un incanto potente, che le avrebbe fatte entrare dentro [“dentro” è in corsivo nel testo!] Tom [Ci si chiede da che parte saranno entrate, ‘ste Forze Infernali!]. Ma il Signore Oscuro, dopo che nel Regno degli Spiriti aveva capito che la cosa più importante era la sua famiglia, si recò da Mortimer, scindendo il loro ‘contratto’; il furbo capo degli Inferi, però, diventato molto avido, e sperando in una parte del potere che Tom avrebbe ottenuto, aveva mandato le Forze Infernali…ancora una volta…dentro Tom.

Morty, forze infernali, a la smettiamo con ‘ste non-con gang bang? È una fanfiction per tutti, questa!

Ma Angelica ancora non lo sa (capisco la reticenza di Tom nel confidarsi… Dev’essere stato traumatico) e crede che Voldemort sia tornato un “cattivone”. E, mentre lui combatte contro le forze che lo governano, i marmocchi, gli adulti e i redivivi liberano i prigionieri (mentre la maggior parte dei Mangiamorte si gratta); Hogwarts è dunque libera (più che una battaglia seria sembra una partita di palla avvelenata). Dopo un’estenuante lotta e scaduto l’affitto di questo corpo idiota Tom si risveglia, e tutto finisce a tarallucci e vino (a Hogsmeade): persino Lucius abbandona l’ultimo barlume IC e si redime, dopo un discorsetto di Silente che pare Piero Angela.

La fanfiction si conclude con il classico “e vissero per sempre felici e contenti”, solo un po’ più lungo e zuccheroso:

Le guerre ci sono tutti i giorni, e le tempeste alle volte possono spazzare via i sogni, le speranze, i progetti di tutti. Ma se ci si crede con tutti se stessi, se si lotta con tutte le proprie energie per un mondo migliore, e per la pace, alla fine si ottiene tutto ciò che si vuole! E il Sole, come in questo caso, torna a splendere, più radioso e caldo che mai!!

… Oh mio dio, è finita DAVVERO. Stavo per morire. Certo, c’è ancora il seguito, ma dubito avrò la forza per recensire anche quello.

(Wolf)stars kidnapped by clouds

Romantici pervertiti frutto della mia mente corrotta dal Male e dai troppi anni passati in prigione, buonasera.

Qualche giorno fa ho deciso di tornare nella sezione Harry Potter, non per trovare qualche succulenta preda da sbranare ancora calda, ma per rispolverare il mio personale peccato di gola: le Wolfstar.

Lasciate che vi parli un po’ di noi: abbiamo passato un brutto periodo, io e le Wolfstar, un po’ per via della coglionaggine dei protagonisti nel canon, un po’ perché la trama delle fanfiction erano sempre uguali. Sono passati anni e io sono una sentimentale: qualche giorno fa ho deciso di riprovarci e ho effettivamente trovato una fanfiction che soddisfacesse abbastanza le mie aspettative. Su EFP, però, per una fanfiction decente ce ne sono dieci da recensire su Fastidious; e, infatti…

 

My fairy king [Omaggio ai Queen o insulto omofobo a Sirius?], di Ladyally; http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=244086

Riassunto:

Nella parte della moracciona abbiamo un accaldato Lupin che, tentando di non svegliare <s>Antonio</s> Sirius,
Cammina a piedi nudi verso la sala e si ferma davanti alla finestra aperta: cerca le stelle in cielo, ma le nuvole le hanno rapite, avide della loro luce, mostrandole ai mortali solo per brevissimi istanti.

Arwen, là in fondo, smetti di sghignazzare!

Tornando a noi, qualcuno sa dirmi perché gli autori di EFP hanno questo feticcio per le metafore su stelle e fenomeni metereologici?

E, mentre Remus prega Dio per un soffio di tramontana, Sirius lo raggiunge:

“Eccoti qua.” Smuovono l’aria pesante parole piumate
.

Non sarà così pesante, quest’aria, per essere smossa da semplici parole piumate. Avrei capito se a smuoverla fosse stato un discorso a pale o un phon di voci, ma sono sicura che le parole piumate smuovano meno aria del ventaglio di metafore senza senso usato da quest’autrice.


Quella voce.. quella voce rimbomba come un tuono nella pace del suo cuore
.

Sirius, ma ti pare bello arrivare alle spalle delle persone e spaventarle con l’incantesimo Sonorus?

“Remus ride piano, facendo dono alla notte del suo riso[Basmati]  prezioso, scatenato, come sempre, dall’uomo che gli stava accarezzando l’addome.[Nel senso che soffre il solletico e ride ogni qual volta che un uomo gli accarezza l’addome?]
“Sai, credo che tu abbia ragione,
[i]Pads. Scusa se non sempre mi affido alla tua mente fine.”
Le mani di Sirius salgono e catturano i pettorali marcati
[Stiamo parlando dello stesso Remus? Perché quello che conosco io nemmeno ha i soldi per mangiare, figuriamoci per andare in palestra!], mentre la sua schiena si inarca, piegata dal suo tocco. Le mani bruciano la carne ove si posano – o è forse la sua pelle a bruciargli le mani? – [certo è che, con tutti questi canidi grigliati, potremmo aprire un ristorante cinese di stampo fantozziano].


Remus ardentemente si aggrappa al davanzale, stringe il legno e ne trae la forza necessaria per stare in piedi
[Remus, il tarlo mannaro].

(…)

Sirius gli sorride e alza gli occhi, i quali appaiono a Remus più caldi del sole stesso e, per colpa loro e di quella bocca che dentro di sé accoglie il suo membro, sente la schiena inumidirsi di goccioline salate[Stavamo leggendo le sensazioni di Remus, c’era davvero bisogno di specificare che il suo sudore è salato, in questo frangente? Ora sto immaginando Remus che, girandosi, sfodera una lingua da camaleonte e si da una leccata poderosa alla schiena. Diventa una Chimera sempre più interessante.], poi la lingua morbida danza attorno al suo sesso duro, lo avvolge [anche Sirius è un camaleonte, oppure Remus ha un pisellino incredibilmente sottile].

(…)

L’altro gli tende una mano, lo cattura a sé, fondendosi con lui in un bacio che è torrido e afoso [Gli starà alitando in bocca?] come quella notte di estate, e sente le orecchie ronzare [una mosca! Svelto, estrofletti la lingua!], colpite come da tuoni che spezzano l’aria ferma [credevo fosse un pompino e invece era un trauma acustico].

(…)

Sirius si stacca, si allontana da lui e si libera dei boxer, sdraiandosi a terra in attesa del suo amante; l’altro non esita, come un fulmine si abbatte su di lui[Succede, quando sfoderi il parafulmine e lo punti verso l’alto!]
(…)

Remus sussurra nel silenzio della notte parole incantate, quasi da loro abusate, e, quando fanno il loro effetto, il ragazzo scivola in lui facendo fermare il mondo[si tratterà di un incantesimo di lubrificazione o di dilatazione? Lettori, voglio i vostri pareri… E le possibili formule per evocare tali incantesimi, ovviamente].

(…)

I baci cadono pesanti sulla labbra di Sirius come grandi gocce di pioggia [Povero Sirius: prima i fulmini e ora anche l’acquazzone!]che si spezzano non appena con esse si scontrano; parole piacevoli scorrono sul corpo dell’altro[se sono piumate come quelle di prima gli faranno un certo solletico!] (…)Remus gli bacia il collo, contro di esso adagia la bocca e gusta il sapore salato della sua pelle; lo sente gemere e quasi ululare al cielo [Mi complimento con me stessa per la scelta del video-riassunto: c’è anche l’ululato!]Sirius apre gli occhi, completamente affogati nel desiderio, e li lega a quelli dell’altro [Abbrustolito, fulminato, fradicio, ora sta affogando ed è pure legato: Sirius, stai iniziando a farmi davvero pena!] mentre l’estasi lo raggiunge e lo percuote con un tremore che fa crollare anche Remus [tra Tramontana e le precipitazioni sparse mi sa che un bel raffreddore non glielo toglie nessuno].
Nulla si ode in quella notte di mezza estate se non il loro respiro che corre rapido nell’etere immobile
[dovrebbero usare un dialogo condizionatore, in estate fa miracoli], poi Remus si scosta, esce tristemente dal corpo dell’amato e accanto si adagia, subito cinto dalle sue braccia.

Mentre Sirius e Remus riposano, io proporrei qualche riflessione.

Innanzitutto, come mai a determinati autori piacciono le metafore ridicole? Capisco in pieno boom Anne Rice, quando Lestat suonava il violino ed Akasha si perdeva tra note sublimi e improbabili metafore (almeno Anne ci sapeva fare: a mio avviso è una palla mostruosa, ma non ho mai gridato “WTF?!” leggendo un suo libro), ma ritrovare una scrittura così pesante in una fanfiction del 2008 mi sembra davvero anacronistico, specie parlando di due personaggi che di barocco non hanno nulla.
Ah, i personaggi: dove sono? Ok, ci sono due tizi che trombano, ma nulla mi fa recepire che si tratti di Sirius e Remus, niente che mi faccia pensare “Ah, ma certo! Sono proprio loro”. Io qua visualizzo solo due tizi nudi che fanno cose davanti ad una finestra, il tutto condito coi termini aulici e le metafore.                In questo contesto nemmeno il porno in sé riesce a catturarmi: come si fa a prendere sul serio una scena di sesso quando le parole sono piumate e la gente chiude gli occhi durante l’amplesso come se il piacere potesse fuggire da essi? Il lettore sta visualizzando le parole dell’autrice, e l’immagine è rovinata da gemiti alati e occhi che secernono… Non lo so, qualcosa, ma sicuramente non è una visione sexy.

… Mi sa che non leggerò altre Wolfstar, per un po’.

*Sigh*

Prima dell’apertura ufficiale, ringraziamenti e avvisi.

Uno speciale (e doveroso) ringraziamento da parte di tutto lo staff ad Aioros, che col suo Splinder Importer ci ha permesso di salvare l’intero database sul nuovo blog e che è stato disponibilissimo (e molto celere) nell’adattare il plugin alle nostre esigenze e a quelle degli altri disperati in fuga daSplinder.

Ricordiamo infine a tutti i possessori di blog su Splinder: la piattaforma pare al capolinea; vi consigliamo di creare un Horcrux nuovo blog da qualche altra parte.

Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata #noleggebavaglio

Fastidious notes, con il clamoroso ritardo che sempre lo contraddistingue, aderisce all’iniziativa lanciata da Valigia Blu (QUI i dettagli) contro l’art. 1 comma 29 del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog? 

Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione. 
 
Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi. 
 
Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito. 
 
Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata. 
 
Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri. 
 
Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso. 
 
Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Per ulteriori chiarimenti e informazioni, qui l' articolo completo.

What if…?

 


Cari lettori, scusate il pessimo scherzo.

Mentre la mia paranoia mi impone di creare almeno quattro o cinque modelli di rettifica, ho pensato di fare l'esperimento cui avete preso parte: ho cancellato da una  mia vecchia recensione (mai pubblicata perché la fanfiction era stata rimossa dalla rete) ogni frase che potrebbe risultare incriminante dopo l’ammazzablog.

Ma come, Fastidious ha sempre evitato di colpire le persone, preferendo parlare solo dei testi! Come è possibile che qualcuno vi possa mettere alle strette per via della legge bavaglio?
No, fidatevi, possono. E perdonatemi se ora non farò esempi, ma vorrei evitare di dare spunti a qualcuno.

  A seguire, il post a rete unificata contro l’art. 1 comma 29 del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche.

(P.S.: pare che stiano cercando di correggere il tiro; nell'attuale incertezza, però, meglio pubblicare, finché siamo in tempo).

Macchianera Blog Awards

Signori, ho recuperato le forze dopo la giornata in tacchi alti e la nottata in auto per le gallerie della Gardesana Occidentale. Purtroppo i Macchianera Blog Awards, quest'anno non li abbiamo vinti.
Ci rifaremo, ma soprattutto: abbiamo talmente tante novità da mettere a punto per Fastidious che non abbiamo tempo per pensare a bazzeccole come la sconfitta.
Ringraziamo comunque chiunque ci abbia sostenuti e speriamo che le novità che apporteremo a Fastidious risultino gradite (così magari l’anno prossimo ci rifaremo).

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – quarta (e ultima) parte

Signore e signori eccoci con il piatto forte di questa recensione in più portate: “Scambio di Ruolo”, di Dama Galadriel.
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

Ora, vi confido una cosa: mentre leggevo la fanfiction ero indecisa se recensirla o meno: aveva delle chicche meravigliose, certo, e citazioni più o meno velate che rivelavano spiccatamente la mancanza di una trama seriamente studiata, ma era anche lenta ed aveva dei punti morti. Insomma, si correva il rischio di risultare noiosi.
Poi ho letto questo capitolo e mi sono resa conto che, se non avessi recensito questa cosa, tanto valeva chiudere Fastidious, perché una scena scritta in questo modo difficilmente ricapiterà.
Forse sono troppo ottimista, ma leggete… Questo.  

Tredicesimo capitolo: metafore isteriche.

Sorvolieremo su Sarah che va a farsi un bagno caldo (tra un po’ diverrà una rana) e Jareth che invece si fa una doccia fredda (lui è già diventato un represso); sorvoleremo su Sarah che nel cuore della notte trova un pianoforte nel castello ed attacca a suonare mentre sul soffitto si addensano nubi (Sala Grande di Harry Potter o nuvoletta fantozziana?); sorvoleremo anche sul fatto che Sarah si metta a cantare “Set Fire to the Rain” con quel ventennio abbondante d’anticipo sull’uscita della canzone. E, infine, sorvoleremo anche su Jareth in versione fanboy adorante che pensa (più o meno) “oh, come è potente Sarah, il Labirinto l’ha già riconosciuta come sua regina!”.

Sorvoleremo su un sacco di belle cose, me ne rendo conto, ma la parte migliore è quella su cui stiamo per planare come avvoltoi, statene certi.

Prima di tutto, l’abbigliamento di Sarah:
aveva indosso solo un pigiama corto di seta blu che lasciava ben poco spazio all'immaginazione
Io mi sto interrogando da ore sul modello di questo pigiama, ma lasciate che lo dica: un pigiamone in flanella avrebbe salvato almeno in parte questa fanfiction. Davvero. Non sottovalutate il potere riequilibrante di un pigiamone in flanella!

Ora Sarah si trovava sotto di lui e poteva sentire tutto il peso del suo corpo, percepiva il suo desiderio crescere e questo le fece emettere un piccolo gemito, forse di desiderio o forse di paura.
Oh, di nuovo il DESIDERIO percepibile di Jareth!

Sarah comprese che era arrivato il momento della sua metamorfosi
No, non in fae o qualcos’altro. Giuro che ho sperato anche io che intendesse qualsiasi altra cosa, ma no. Intende proprio quello che avete capito.

quei pensieri non erano esattamente “consoni” ad una ragazza ancora vergine
Se sei vergine non puoi eccitarti o fare pensieri osé. Strano, ricordavo diversamente.

cominciò a slacciargli i bottoni della camicia scoprendo quel petto così perfetto e muscoloso.
A me spiace sempre dover disilludere la gente, ma… Andiamo, stiamo parlando di David Bowie, superbo esemplare della sottospecie di umani abitanti l’inghilterra chiamata Homo Rachiticus.

ma prima di arrivare al punto di non ritorno (Fantasma dell’Opera, sciò. Non è il momento), i nostri fanno una breve pausa, assolutamente illogica visto che a questo punto Sarah dovrebbe essere nella condizione di voler sbranare i pantaloni di Jareth coi denti pur di toglierglieli; Jareth però decide diversamente: le porta il Gingillo Inutile, in questo caso una collana d’oro bianco col falcetto simbolo di Jareth che funge da teletrasporto (la definizione data dall’autrice è “ponte tra i due mondi”, ma non vorrei che il Fantasma dell’Opera si galvanizzasse troppo).
Poi tornano a pomiciare come se nulla fosse accaduto.

Jareth l’aiuta a sistemarsi la collana e ne approfitta per farle cadere gli spallini del pigiama:

Quel tocco, così piacevole, fece trasalire Sarah che si girò di scatto mettendosi a cavalcioni su Jareth.
Ancora, sono dell’idea che girarsi di scatto mentre qualcuno ha il naso a dieci centimetri dai propri capelli non sia una idea delle migliori, a meno che non si abbia una avversione per la forma del naso del proprio partner…
 
sembrava che le sue labbra non avessero mai assaporato la pelle di una donna
Infatti c’ha dato dentro solo con esponenti del Piccolo Popolo…

Le mani, quasi in possesso di vita propria[Dunque contro il suo volere?], scesero sotto la maglia fino ad arrivare ai suoi boccioli di rosa[…ARGH.]. Delicatamente le sfilò l'ostacolo di seta[è il pigiama: “ostacolo di seta” è immotivatamente aulico] e accarezzò i suoi seni prima con le mani poi con le labbra.
(…)gli sfilò la camicia e potè ammirare, in tutto il suo splendore, il petto di Jareth che si stagliava maestoso di fronte al suo viso arrossato per l'emozione.
Questo kink (riscontrato anche in altre fanfiction su Labyrinth) per il muscoloso petto di Jareth non ha assolutamente ragione di esistere.

Sarah poteva sentire la virilità[no… La virilità no… Per favore!] di Jareth crescere costretta sotto i pantaloni e decise di liberarla [Free Dick]; con un gesto che le sembrò il più naturale del mondo, gli slacciò i pantaloni e glieli tolse. Il suo corpo era perfetto e Sarah lo contemplò come se davanti avesse la statua di un dio greco [Immaginatevelo, un dio greco con quella pettinatura].

Jareth infilò la mano nei suoi pantaloni fino ad arrivare agli slip e sentì che un umido innocente le aveva bagnate.
Non so come funzioni tra ferie, ma quell’umido lo si può chiamare in qualsiasi modo fuorché innocente: non lo è per definizione.

Ora i suoi movimenti si fecero più insistenti e la sua virilità[E daje…],ormai matura [è… un cocomero?], premeva per entrare nel luogo più intimo di Sarah[… Mi sono persa. Jareth vuole infilare un cocomero nel cervello di Sarah?].

Sentì la pressione del Re [Per chi non l’avesse capito, “la pressione” è il cocomero] farsi strada nella sua intimità [il femminile di virilità], fino a quando non incontrò l'ostacolo primordiale [Oh per Bowie, chiama le cose con il loro nome! Imene! IMENE! Ed è all’apertura della vagina, quindi la pressione, che poi è un banalissimo PENE, non si è fatto strada da nessuna parte!], e prima di entrare definitivamente nella sua alcova [VAGINAAAAAAAAAA!] (…) quando l'inevitabile dolore [In realtà non è così inevitabile. C’è a chi la prima volta non fa male. Beate loro, comunque.] arrivò, s'irrigidì e chiuse gli occhi.
In quel momento la metamorfosi di Sarah fu completa, abbandonò infine l'ultimo barlume della sua adolescenza ed entrò definitivamente nella vita adulta.
…Chissà se le sono spuntate le ali.

Ora. In questo tripudio di idiozie (la prima volta che ho letto “l’ostacolo primordiale” ho squittito e  fatto un balzo sulla sedia. Non ho riso apertamente perché erano le tre di mattina), Jareth fa l’unica cosa IC, l’unica azione che reputo degna di lui di tutta la fanfiction e l’unica per cui provo un po’ di rispetto: chiede a Sarah di pronunciare il suo nome mentre viene.
Per un attimo Jareth torna ad essere il bastardo faerie calcolatore che amo tanto. Poi inizia a segamentalizzare e rovina questo bel momento. Purtroppo capita, quando ci sono Mary Sue in giro (questa versione di Sarah corrisponde ai parametri).
 

Quattordicesimo capitolo: incredibile rivelazione e il colpo di scena
che MAI ci saremmo aspettati.

So che già lo sospettate, ma ve lo dico lo stesso: nel titolo del capitolo ho mentito.
In soldoni: Sarah si sveglia e Jareth non c’è. È seduto sul trono (no, non ha avuto un attacco di dissenteria… Il trono vero!) a segamentalizzare.

Dopo tanto tempo era riuscito ad averla tra le sue braccia, accarezzare la sua pelle di seta bianca come porcellana, baciare le sue labbra rosee ed inesplorate e poi cogliere l'essenza della sua innocenza che lei gli donò amorevolmente[Gli avesse donato delle concordanze, insieme all’innocenza, non sarebbe stato male. Invece ci becchiamo la frase melensa e pure scritta male. It's not fair!].

Non poteva sopportare l'idea di quello che le aveva appena fatto[già, essere IC è così insopportabile…]. Lui l'amava, terribilmente, totalmente, fisicamente, mentalmente [supercalifragilisticamente no?], ma aveva anche una missione da portare a termine [His name is Bond. Jareth Bond]e questo tormento interiore gli stava lacerando l'animo[ La famosissima moralità dei Faerie, sì. Perché esiste un film intero per dimostrarci che Jareth non ragiona secondo gli schemi dei mortali quando poi le autrici di fanfiction se ne sbattono e lo rendono il classico belloccio da Harmony?].

Sarah sta per pronunciare per la terza volta il nome di Jareth, ma lui la ferma e le spiega cosa deve fare per salvare il Labirinto. Cosa che avrebbe potuto sentire  dal Saggio, non fosse corsa via, ma serviva il Momento di Disperazione per arrivare alla scena di sesso e la Grande Rivelazione dopo la scena di sesso, così da fare allontanare i protagonisti. Imbastire una trama complicata è difficile, e a noi piace vincere facile (bom xibom xibom bombom!). Jareth rivela anche che, se l’Underground venisse distrutto, il mondo di Sarah farebbe la stessa fine. Motivazione che, a mio parere, renderebbe chiunque molto più propenso a salvare capre e cavoli… Chiunque tranne (ovviamente) Sarah l’isterica che, nel frattempo, capisce (oddio, in realtà Jareth glielo rivela senza troppi problemi) il trucco del nome.

“Mi ami!?!? Mi ami?!?! Tu sei una grandissimo stronzo bastardo!!! Io ti ho donato la cosa più importante che avessi[Oh, Bowie… ] . Io ti ho donato il mio cuore e tu mi hai ingannata!! IO TI ODIO, TI DISPREZZO PROFONDAMENTE!! Non mi interessa proprio niente di questo dannato Regno[Ma hai sentito cosa ha detto prima? Non è solo il suo regno ad essere in pericolo, idiota…] e non mi interessa niente di te!!” Sarah aveva le lacrime agli occhi. Era stata ferita e tradita. Si avvicinò e gli diede un sonoro schiaffone.
Olè, la scena da shojo manga.
Sarah-chan, ascolta i buoni consigli della sensei Bellatrix: considerato che non c’è scampo, ti tocca accettarlo questo ruolo nel Labirinto. E pensa, ha dei lati positivi: ti renderebbe ben più potente (sic!) del tizio con cui sei incazzata a morte, oltre che la sua sovrana indiscussa.
Pensa al ventaglio di opportunità, e ricordati che anche Malefica era una fata, solo che aveva i coglioni girati.

Ma anche qui, se Sarah si fermasse a cogitare una seria vendetta ai danni di Jareth, mancherebbe l’angosciosa scena che vogliamo A TUTTI I COSTI avere (no? No. Ma ce la pigliamo e senza vaselina) prima dello scontatissimo happy ending. E dunque Sarah sfiora il comunicatore, dice “Scotty, teletrasporto!” e si ritrova a Dublino.
Sarah aveva toccato il ciondolo che le aveva regalato la sera prima, pensò intensamente alla sua stanza a Dublino e scomparve in una nuvola dorata.
Per non essere ancora una ferie, Sarah ha già preso le glitterate abitudini di Jareth.
 

Quindicesimo capitolo: la vecchia parente e il racconto strappalacrime
che convince la protagonista a tornare dal suo eterno ammoreh

Io… No, dai, lo salto questo capitolo: tanto è una cosa trita e ritrita.
Sarah si dispera, la zia col nome assurdo le racconta la storia della figlia, Cathy, deceduta dopo un due di picche. Così, dopo aver visitato la tomba di Catherine (che non dorme sulla collina ma è seppellita nel giardino/cimitero dietro casa), Sarah capisce che deve tornare da Jareth.

Sedicesimo capitolo: La bella e la bestia (e Sailor Jareth colpisce ancora)

Jareth si deprime. Martinus gli suggerisce di dare la sua vita immortale (pare che, grazie alla dichiarazione di Sarah, sia “guarito”. Io ricordavo che dovesse anche sceglierlo come sposo, ma dettagli).

Ancora non poteva crederci.
Era successo tutto così in fretta.
Stava morendo per colpa di Sarah.
Sarah era tornata nel labirinto per aiutarlo.
Sarah gli aveva dichiarato il suo amore.
Sarah lo aveva guarito dalla maledizione.
Lui aveva tradito Sarah.
Sarah era fuggita.
Lui doveva morire.
… L’avesse scritta così l’avrei preferita. Almeno non sarebbero stati SEDICI CAPITOLI in cui due personaggi non fanno nulla di sensato.

Dunque Jareth tocca l’obelisco e gli trasferisce la sua forza (sono abbastanza sicura di aver visto le altre Sailor morte, sullo sfondo) proprio mentre Sarah torna nel Labirinto. In una scena che ricorda molto il dialogo tra Atreyu e l’Imperatrice, Sarah e Martinus parlano del futuro imminente del Labirinto (ma cercate di salvare quel povero idiota là dietro, piuttosto!); Sarah perde altri momenti preziosi e Jareth muore. Solo allora Martinus (che abbiamo capito essere una grandissima stronza) ricorda a Sarah che può ancora salvare ciò che è rimasto, pronunciando il nome di Jareth per la terza volta.

“No! Non posso! Non capisci, non posso abbandonare i miei genitori, i miei amici, la mia vita!”
Ricordiamolo ancora una volta per chi si fosse messo solo ora all’ascolto: tutti e due i mondi verranno distrutti se lei non prende il suo posto, quindi di genitori, amici e vita non rimarrà nemmeno il ricordo.
Sono queste le scene che ti fanno invocare un fulmine sul server di EFP: perché, per il sospensorio di Jareth, o si crea una Mary Sue o una cretina. Una Mary Sue cretina è irritante oltre ogni limite. Ed a riprova di questo:

“Smettila!! Smettila di ripetermi che sono la Regina di questo posto! Lui è il legittimo Re!” disse indicando il corpo di Jareth.
Bravi, legatelo al suo cavallo (quale?) così magari le truppe (quali?) si sentono motivate e il Nulla prende paura e scappa. Con El Cid si dice abbia funzionato.
Per farla breve, Sarah accetta solo quando Martinus (che ricordiamo essere una stronza) le rivela che, accettando il suo compito, potrebbe resuscitare Jareth.
… Ma dirlo prima?
Sarah pronuncia il nome di Jareth, salva il mondo (è una Sailor anche lei) e si risveglia come fae.
 

Diciottesimo capitolo: e ogni dignità fu spazzata via, insieme a Nulla e logica.

Sarah si risveglia in versione Mary Sue potenziata, torna al Labirinto, scambia saliva con Jareth resuscitato come il Medico Maceti, si sussurrano dolci parole d’amore (io vomito arcobaleni), decidono di sposarsi (arcobaleni… ARCOBALENI OVUNQUEEEE!), trombano (una sveltina, quasi a secco e lei viene dopo poche spinte. È la sua seconda volta. Certe cose sono troppo anche per una storia in cui uno dei protagonisti è il Re dei Goblin, bisognerebbe ricordarselo).

Il giorno dopo Sarah inizia la ricostruzione, aiutata da Jareth. Prima comunque si crea degli abiti da regina moderna (jeans, maglione e scarpe da ginnastica. Sigh.). Ma non è finita.
Ricostruiscono il castello:

Sarah immaginò un castello molto diverso dal precedente, quasi fiabesco, con alte mura bianche, torri con guglie a punta, bandiere sventolanti.
Jareth ride, credo a causa di un attacco isterico. Io piangerei.

Ricostruiscono il Labirinto, ma senza la Gora.
“Io ci sono passata e, ti assicuro, che era una cosa insopportabile. Non voglio che nel mio Regno esista una cosa del genere”
Ma santo cielo! Jareth, fa qualcosa, opponiti, Organizza un referendum! Dai il via ad una petizione per evitare che l’habitat di Sir Didymus sparisca per sempre… QUALCOSA!
 
Cooomunque… Tra rose e fior, nasce l’amor, Sarah e Jareth si vanno a sposar. Lui dice sì, lei dice sì, si danno un bacio e lei ritrova i suoi amici (che lui le aveva “nascosto” per farli apparire il giorno delle nozze, come suo regalo, mentre lei si preoccupava per loro. Roba da prenderlo a testate). Poi è il turno di Sarah di svelare il suo (scontatissimo) regalo allo sposo. Per chi non ci fosse ancora arrivato, finisco la canzoncina:

partono in due
tornano in tre
questo vuol dire che è nato un bebè!

*Fine*

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – parte terza

Signore e signori, questa sera l’avete quasi scampata: il mio computer è entrato in coma stamane, portando con sé il contenuto dell’hard disk.
Per vostra sfortuna la recensione è stata recuperata e possiamo così continuare con le avventure nel Labirinto.

La minestra e la cuoca sono sempre le stesse:  “Scambio di Ruolo” di  Dama Galadriel http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1
 

Nono capitolo: Noia e Nulla.

Lasciandosi alle spalle il semi assalto sessuale narrato ieri sera, i nostri eroi continuano il loro viaggio fino ad incontrare il Saggio, che spiega loro chi è il nemico che dovranno affrontare:

“La coltre che sta per divorare il tuo Regno, giovane Fae, è il Chaos(1). (…) molti esseri viventi vi precipitano volontariamente, spinti dalla propria mancanza di speranza. Il Chaos è effetto della passività e del disordine: quando si guarda al suo interno, si prova una terribile sensazione di svuotamento e di attrazione verso di esso. Gli abitanti del Regno che vi sono già entrati sono passati nel mondo degli Uomini, ma solo sotto forma di menzogne[Questo era pure un concetto carino, peccato che si perda nella fanfiction].
 “(…)Nonostante lui, apparentemente, non abbia potere su di te, quelle parole hanno avuto un potere enorme sul giovane Fae. La sua energia e il suo potere si sono notevolmente ridotti e questo ha fatto si che anche la sua capacità di vegliare sui sogni e le speranze dei propri sudditi venisse meno. Gli abitanti del Regno hanno smesso di sognare e sperare, la disperazione ha cominciato a farsi largo nei loro cuori e il Chaos, infine, si è manifestato”.
Come l’autrice ammette nelle note “La descrizione del Chaos è ispirata a quella del Nulla della Storia Infinita.” (sì, grazie, avevamo già sospettato qualcosa quando ci hai descritto il piazzale e la bambina vestita di bianco); la cosa che più mi lascia perplessa è il Saggio. Io questo Saggio me lo ricordavo molto laconico nelle sue risposte, narcolettico e con un principio di Alzheimer, mentre qua se la cava benissimo. Devo ancora capire questo strano principio per cui i vecchi nelle fanfiction rincoglioniscono quando sono sani di mente e rinsaviscono quando in originale sono rincitrulliti.
Ma non divaghiamo!

Sarah, sconvolta da questa nuova rivelazione (e non capisco perché, dato che in pratica le ha spiegato con qualche parola in più ciò che Jareth le sta dicendo da tre capitoli), scappa piangendo (come Jean Claude!).
Data la descrizione del Chaos/Nulla, il seguito di questa scena è scontato.

Decimo e undicesimo capitolo: Noia, Nulla e Nebbia (x2)

Sarah viene catturata dal Nul- volevo dire dal Chaos e in esso vive in una specie di realtà parallela in cui sua madre è viva (non è così parallela, in effetti…). Vive tranquillamente la sua vita, fino a che non trova il libro di Labyrinth che le ricorda qualcosa. Poco dopo Jareth riesce ad entrare nel suo sogno sotto forma di barbagianni (perché quello è un barbagianni. Autrice, l’avessi chiamato almeno una volta col nome appropriato, invece che pennuto, animale e volatile!). Sarah ha l’impulso di baciarlo (voi, là nell’angolino, smettetela di ridere. L’abbiamo pensato TUTTI, ma se adesso iniziamo con le battute sugli uccelli non la finiamo più).
Quando finalmente Sarah bacia l’uccello ( … Non potevo resistere: come Edvigelacivetta ha tragicamente scoperto, adoro i doppi sensi sugli uccelli!) ricorda tutto ciò che è accaduto e decide di tornare indietro.

Il problema principale di questi due capitoli non sono il sogno di Sarah o le sue preoccupanti tendenze zoofile, ma le fregnacce sparate da Jareth nel frattempo.

“Non ti prenderai la mia unica ragione di vita. Io la salverò ad ogni costo. Non te la lascerò portare via da me” ringhiò Jareth contro la Nebbia.
Jareth, lo stalker, calcolatore, egoista e un po’ bastardo che noi tutte amavamo, addio. Ciao Jareth l’inutile bamboccio innamorato; prego, prendi pure posto tra i mille personaggi fighi resi dei babbei innamorati dalle ficcine.

Una voce s'insinuò nella mente di Jareth. La Nebbia stava comunicando telepaticamente con lui.
A Heidi le caprette facevano ciao. Nebbia ha fatto il salto di qualità e parla telepaticamente con l’aristocrazia.
Apro una parentesi: per fare le cose in maniera interessante, di solito, queste entità non le si fa parlare. Si insinuano nel cervello dell’eroe di turno e gli fanno credere quello che vogliono (che poi è la scelta fatta da questa stessa autrice per fare in modo che il Nu… Chaos fregasse Sarah). Non capisco perché rischiare di far sembrare la propria opera un episodio di Sailor Moon.
Jareth si protegge con una delle sue bolle e si avventura nella Nebbia (no, non fa una rettoscopia al cane, a molestare animali vari già ci pensa Sarah. Siate seri, su!). La Nebbia, ovviamente, continua coi suoi discorsi demotivanti, ma:

Anche se lei mi odiasse con tutta se stessa, anche se il vedermi le procurasse dolore fisico [esagerato], i miei sentimenti non cambierebbero. Quella sciocca ragazzina umana, come la chiami tu, mi ha insegnato che la forza dell'amore sta nel fatto che è un sentimento gratuito e disinteressato. Se ami realmente qualcuno vuoi solo il suo bene a prescindere dal fatto che ricambi o meno i tuoi sentimenti”.
Che noia. Che tristezza. Che avvilimento. Mi sembra di sentire parlare Tarabas (a proposito di personaggi potenzialmente fighi da impazzire che vengono ridotti all’ombra di se stessi dalla Mary Sue di turno). Manca solo che decida di diventare buono e non usare più i suoi poteri e siamo a cavallo. Jareth, se continui così vomiterò arcobaleni per una settimana!

Ma certo!!! Non esiste potere più grande dell'amore che provo per Sarah! Il mio amore mi condurrà da lei”.
… Come vuoi Sailor Jareth.

Il nostro eroe di pan di zucchero giunge finalmente innanzi la sua bella:

Sarah galleggiava priva di sensi come sostenuta da migliaia di palloncini.
Sul serio, autrice, lascerei perdere le figure retoriche, perché fino ad ora hai dimostrato solo che non sono proprio il tuo forte.

Dodicesimo capitolo: hai fame?

Jareth dunque salva Sarah (o Sarah si salva da sola, dipende dai punti di vista); ormai allo stremo, la porta al castello e cerca di recuperare un po’ di energie… Almeno finché quella rompicoglioni di Martinus (la plagiata Imperatrice) non irrompe nei suoi sogni.

Come se avesse usato La Spezia (1), Jareth viaggiò senza muoversi e, in un battito di ciglia, si ritrovò al cospetto di Martinus.

Il numerino tra parentesi è la nota dell’autrice che ci fa sapere che La Spezia è una sostanza che viene dal pianeta Dune, dal film omonimo di David Lynch. Io ricordavo che La Spezia fosse il capoluogo dell’omonima provincia ligure (quella di Dune è la spezia Melange, più comunemente detta la spezia. Ogni tanto scritto anche la Spezia. Fatto sta che “la” non è maiuscolo, non essendo realmente parte del nome ma un semplice articolo determinativo).
Fino ad ora sono stati citati metà dei film fantasy degli anni ottanta: se ci fate caso mancano solo una bella citazione a Willow, un paio di unicorni direttamente da Legend e una maledizione alla Ladyhawke e il quadro è completo.

“Il tempo nella Nebbia scorre più velocemente del normale. Ti rimangono solo tre giorni per convincerla a pronunciare il tuo nome altre due volte e farle prendere posto sul trono come Regina”.
Figuriamoci se il tempo nella nebbia non scorreva più velocemente! Che colpo di scena.

Ricordati che se non riuscirai a convincerla, anche l'Aboveground cadrà nelle mani del Cahos, e sarà la fine per tutti!
No su questa frase non ho nulla da dire, oggi, ma mi riservo il diritto di richiamare il teste nell’ultima parte della recensione. Capirete il perché.

Mentre pronunciava queste parole, Martinus abbandonò la sua forma bambinesca e assunse quella di un maestoso gigante, a conferma del fatto che non stava scherzando affatto.
 Toh, Gandalf. Mancava eh.

Jareth lo guardò spaventato [Bilbo, magari. Jareth che si spaventa per un trucco simile non ce lo vedo proprio] e disse:
“Hai ragione Martinus. Non posso fallire, non questa volta. Ne va della sopravvivenza di due mondi. Ormai non posso fare nulla per la mia vita
[Imbecille, per salvarti ti basta che lei si innamori di te e ti scelga come suo compagno. La motivazione ancora mi sfugge, ma comunque mi sembra che buona parte della cosa sia già avviata], quindi mi giocherò il tutto per tutto. A costo di ingannarla per l'ennesima volta [Se fossi IC non sarebbe un problema]”.
Tutti si svegliano, Sarah raggiunge Jareth.

Il giorno stava calando e un raggio di sole accarezzò dolcemente la guancia di Jareth donando al viso una bellissima sfumatura pesca.
Re dei Goblin, la smetta di rubarmi il phard!

Dopo un dialogo tra l’illogico e l’irreale (e non provate a giustificare la cosa con il fatto che nel Labirinto tutto funziona al contrario perché NON È UNA SCUSA VALIDA!), i due decidono di cenare insieme (dopotutto hanno solo tre giorni per salvare l’Underground E l’Aboveground… Che fretta c’è?)

“E dimmi, cosa ti andrebbe di mangiare?”
 Sarah ci pensò qualche secondo e poi disse:
 “Carne arrosto e vino bianco. Se non è troppo disturbo Maestà!”

Tre giorni e stanno lì a discutere il menù.
.
Sarah va a farsi un bagno e indossa il vestito blu che Jareth le ha fatto trovare sul letto e le ballerine di seta dorata (no, dai, le ballerine dorate no! Ok che sono gli anni ’90, ma… No.).
I due mangiano, ballano e limonano duro… No, facciamo un passo indietro: i due ballano sulle note di “Your Song” di Elton John. Che perlomeno all’epoca in cui è ambientata la fanfiction era già uscita da una ventina d’anni, ma quando hai “As the world falls down” a disposizione e David davanti, quanto è brutto ripiegare su una canzone di Elton?

 “Io non ho mai baciato nessuno” (…)“Neanche io ho mai baciato…un'umana…” [tra le righe posso scorgere un “in compenso ci sono andato pesantissimo con faerie di vario tipo”.] (…) la lingua di Jareth entrò delicatamente quasi chiedendo il permesso [è stata qui vagliata l’ipotesi che Jareth abbia una lingua vampira].

“Sarah perchè piangi?”
 Sarah si voltò verso di lui e gli disse semplicemente:
 “Perchè sono la persona più felice del mondo in questo momento”.

E perché non maaaaangiiiii? Ora non mi vaaaaaaah!
Dimmi perché striiiingiiii… Forte le mie maaaaniiiii…
E coi tuoi pensieri ti allontani!
Come non detto, ridatemi Elton.

Poi Sarah, in un picco in “insensatness” scappa via. La ritroviamo nei prossimi giorni nel tredicesimo glorioso capitolo.

*Fine terza parte*